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QUINTA SERIE

AVVERTENZA

Il presente volume abbraccia il periodo 16 maggio-31 agosto 1917, una fase quasi di stallo o di transizione della guerra mondiale. Sul piano diplomatico gli eventi salienti furono l'intervento della G!'ecia e poi della Romania a fianco dell'Intesa; il momento culminante ma presto delusivo della guerra sottomarina ad oltranza; il laboratorio pedezionamento degli accordi di S. Giovanni di Mariana, che misero un termine agli screzi con gli A:lleati, ma rimasero poi senza futuro; la partecipazione di Sonnino alla Conferenza di Parigi del 25-26 luglio e infine, in agosto, la pubblicazione della nota pontificia per la pace, verso la quale la p:vesa di posizione del ministro italiano fu determinante anche per quella degli Alleati.

I documenti pubblicati provengono dai seguenti fondi:

l) Archivio storico del ministero degli Affari Esteri:

a) Telegrammi di Gabinetto: in arrivo, registro n. 457, e in partenza, registro 460; telegrammi ordinari: in arrivo, registri 449, 450, 451, 452.

b) Serie politica esaminata nei pacchi riguardanti ri singoli paesi e le principali questioni internazionali.

c) Archivi delle Ambasciate a .Londra, Parigi e P<ietrogrado.

d) Raccolte particolari riguardanti: le conferenze internazionali; il conflitto europeo; la Santa Sede; la Turchia e ila questione dell'Asia minore.

e) Archivi gpeciali: archivio di Gabinetto; Cal'te del seg:vetario generale De Martino (casella n. 74); Carte personali dell'Ambasciatore a Londra, marchese Imperiali e Diario del medesimo; ca:vte del capo di Gabinetto conte Aldrovandi Marescotti.

2) Archivio centrale dello Stato:

Carte Boselli e Presidenza del Consiglio; Carte Sonnino; Carte Orlando (Guerra mondiale) e suo Carteggio.

3) Archivio Sonnino, Montespertoli.

documenti già editi, principalmente nelle seguenti pubblicazioni, sono indicati volta a volta:

-M. ToscANO, GU accordi di S. Giovanni di Mariana, Giuffré, Milano, 1936;

F. MARGIOTTA-BROGLIO, Italia e Santa Sede. Dalla grande guerra alla Conciliazione. Aspetti politici e giuridici, Laterza, Bari, 1966;

S. SoNNINO, Scritti e discorsi extraparlamentari 1903-1920, vol. II, a cura di

F. Brown, Laterza, Bari, 1972;

S. SONNINO, Diario, 1916-1922, a cura di P. Pastorelli, Laterza, Bari, 1972;

S. SoNNINO, Carteggio 1916-1922, a cura di P. Pastorelli, Laterza, Bari, 1975.

Mi è gradito dovere, nel licenziare il volume, ringraziare il prof. Pietro Pastorelli dell'amichevole collaborazione prestatami nella consultazione dell'Archivio Sonnino, a Montespertoli; la dott. Maria Grazia Melchionni Biserni, assistente di Storia dei trattati nell'Università di Roma, che mi ha cortesemente assistito nelle ricerche all'Archivio centrale dello Stato; le dott. Emma Ghisalberti e Geraldina De Vinco Schirinzi della loro preziosa opera di collazione dei documenti, di correzione delle bozze e di compilazione degli indici e della tavola metodica.

ETTORE ANCHIERI


DOCUMENTI
1

IL MINISTRO DELL'INTERNO, ORLANDO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

T. s. N. Londra, 16 maggio 1917, ore ... (per. ore 18,40).

Esito lunghe difficili penose trattative sarebbe: Inghilterra destina altre

dieci navi al nostro servizio carbone con portata complessiva da dnquanlta a

sessanta tonnellate. Tali navi inizierebbero viaggio subito di gui!sa che nuovo

aUJmento rproduce immediato effetto. Tale risultato è molto iruferiore nostri biso

gni ma non a quella aspettativa che tenesse conito delle estreme difficoltà nelle

quali stessa Lnghilterra si trova. D'altra parte io mi ero proposto di non fare

alcun assegnamento su 'semplice promessa o speranza ma solo su assegnamento

determinato e certo. Fu per questo che io non ho voluto tenere ~conto né del

consenso dato pel carbone americano né della possibilità ,di trasporto dalla

Francia via terra. Tutte queste possibilità rimangono per quello che valgono, ma

io do importanza soltanto ai dieci piroscafi ottenuti. Ciò è poco ma meglio niente.

Avendo definito entro oggi ultime modalità, conto partire domani.

2

IL MINISTRO DELL'INTERNO, ORLANDO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1239/ S. N. Londra, 16 maggio 1917, ore 16,50 (per. ore 20,15).

Come ho telegrafato al presidente Consiglio per questione carbone si sono ottenute ~concessioni minori dei nostri bisogni ma considerevoli relativamente difficoltà.

Richiesto dai giornali io darei nostra agenzia una comunicazione di cui trasmetto parte essenziale :

« Colloqui avuti da ministro Orlando con autorevoli uomini inglesi hanno sempre più confermato coincidenza interessi ed identità vedute fra nazioni alleat<' Vennero esaminate alcune urgenti questioni relative alla economia collettiva della Intesa ed a tale questione fu data quella migliore soluzione che attuali circostanze rendevano pos,sibile. Minicstxo Orlando ha ancora una volta constatato con maggior soddisfazione che questioni interessanti Italia sono considerate da Governo inglese con spirito di perfetta solidarietà >.

Se hai obiezioni in proposito prego telegrafare sollecitamente nostro ambasciatore qui.

3

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. S. 718. Roma, 16 maggio 1917, ore 21.

(Meno Londra). Ministro Orlando mi ha telegrafato da Londra in data 14 corrente quanto segue: c Avuto oggi con Lloyd George... (come nel telegramma Gab. 1228. (1).

R. ambasciatore a Londra telegrafa in data 15 corrente quanto segue: c Lloyd George era ieri manifestamente... (come nel telegramma Gabi

netto 1230/225) :) (2).

(Per Londra). Telegramma di S. E. Orlando e di V. E. n. 225.

(Per tutti). Richiamando ripetutamente l'attenzione dei Governi inglese e francese sui pericoli che per la condotta ulteriore della guerra poteva presentare l'incerta situazione russa, ho sempre rilevata la necessità di invitare gli alti nostri Comandi militari ad avvisare a tempo agli eventuali ripari, ed alle modificazioni che una subitanea mancanza della pressione· russa sul nemico poteva rendere indispensabile nei prossimi piani di offensiva e difensiva.

Nell'invito invece che attualmente fa il premier inglese di ritrovarci prossimamente a Londra, lui, Ribot ed io, non si fa questione affatto di Comandi militari, senza i quali ogni nostra discussione o deliberazione sul tema resterebbero assolutamente vuote ed inefficaci poiché la questione è per quattro quinti di natura .strettamente militare. D'altra parte non è oggi possibile all'inizio della vigorosa offensiva ormai avviata sul Carso di chiedere al generale Cadorna rche 1si assenti per vari giorni dalle operazioni attive. Inoltre una riunione nosrtra in questi giorni a Londra, cui non intervenisse il rappresentante

russo potrebbe peggiorare la situazione a Pietrog:rado ISoilllevanido legittime proteste di quel Governo, già iiil!Permalito per la sua esclusione dal ritrovo di Saint Jean. Proporrei quindi di rinviare alquanto la riunione progettata ~richiamando intanto l'attenzione degli Stati Maggiori ,sul prospettato problema militare.

Nel frattempo può giovare la riunione alla conferenza per l'Asia Minore cui parteciperebbe l'inviato russo, per chiarire vari punti accessori anche nei riguardi russi (vedi mio telegramma di ieri n. 717 (3) e la conclusione dei lavori di tale conferenza gioverebbe sensibilmente a chiarire o rafforzare la situazione anche nei riguardi nostri interni e parlamentari.

La singolare interrogazione fatta da Lloyd George a S. E. Orlando riguardo alle nostre preferenze eventuali tra Dalmazia e Asia Minore, può essere indizio che egli non ha abbandonato J.'idea, già ac~cennata fugacemente a Saint Jean, di negoziare con 'l'Austria per una pace separata; il 'che implica il supposto di

farle concessioni deroganti alla convenzione di Londra, convenzione che contempla tanto ,la Dalmazia quanto l'Asia Minore. Ogni nostra concessione a questi riguardi, anche se condizionata, sarebbe pericolosissima.

È mia impressione che si tiene a farmi venire ora a Londra più per agitare tali delicati problemi mettendo nostro Governo in situazione difficile e imbarazzante, quasiché da lui solo dipendesse la continuazione della guerra, che non per esaminare i temi apertamente enunciati. È necessaria quindi molta prudenza nell'accogliere idea di prossime riunioni all'infuori della conferenza a quattro per l'Asia Minore.

(l) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 976. (2) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 990. (3) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 988.
4

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI, AL MINISTRO DELL'INTERNO, ORLANDO, A LONDRA

T. s. N. Roma, 16 maggio 1911.

Colleghi avviati Russia non hanno missione né vincolo Governo. Essi partirono come rappresentanti dei socialisti italiani e perciò decisione circa proseguimento o rinunzia viaggio in Russia non può dipendere che da loro.

A noi individualmente sembra che ulteriori notizie Pietrogrado dimostrerebbero possibilttà di una più utile ed efficace azione colà dei .nostri interventiJSti. Veggo come prevedevo •che ottenesti tutto possibile con incalzanti oppor

tune argomentazioni.

5

IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. R. 1715/155. Stoccolma, 16 maggio 1917, ore 17,15 (per. ore 1,30 del 17).

Questo console generale di Russia ha ricevuto istruzioni di rifiutare eventualmente vidimazione passaporto deputato Morgari per J.'entrata in Russia.

6

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1240/227. Londra, 16 maggio 1917, ore 10,43 (per. ore 3,25 del 17).

Da fonte ,di solito eccellente ebbi oggi seguenti informazioni delle quali non posso però garantire l'assoluta esattezza.

l) Dimissioni di Brusiloff e Gurko sarebbero dovute a concertata azione con Gutskoff per indurre i membri del Comitato ad assumere responsabilità del Govemo.

2) Inghilterra e Stati Uniti avrebbero dichiarato ,che non daranno più un 'Centesimo senza solide garanzie di serietà di propositi di ~continuare ila guerra in pieno accordo con Alleati.

3) Preoccupazione per notizia di una sorda agitaz,ione serpeggiante nelle provincie della Russia fra dero, ,contadini e nobiltà contro israeliti accUJSati di essere principale attivissimo strumento dei partiti rivoluzionari e pacifisti estremi nella lotta contro gli elementi moderati. Centri autorevoli israeliti di Parigi, Londra, New York avrebbero inviato parola d'ordine in senso moderato ed ammonitorio per tema di possibili massacri. Quest'ultima notizia se esatta potrebbe a mio avviso avere ~considerevole importanza in v1sta del fatto notorio che la rivoluzione russa è al pari di quella turca stata fomentata 'con grande energia ed abilità dalla !<unga tenace azione dei centri israelitici i quali finora simpatizzano non coi moderati ma con gli estremi allo s~copo di affrettare pace. Ciò è dimostrato pure dal linguaggio di questi principali organi radicali: (Daily News and Leader, Nation ecc.) tutti promotori di interessi israeliti.

7

IL MINISTRO DELL'INTERNO, ORLANDO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

T. s. N. Londra, 16 maggio 1917, ore 23,10 (per. ore 6 del 17).

Sono lieto aggiungere mio odierno telegramma che Governo inglese ha già comunicato nostra delegazione elenco nominativo dei primi sei piroscafi nuovamente assegnati al nostro commercio carbone ~con avvertenza che es,si partiranno in settimana.

8

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1725/376. Pietrogrado, 16 maggio 1917, ore 12 (per. ore 9,25 del 17).

Giornale Ranio Utro di Mosca ha pubblicato che in un'intervista con quel console d'Italia questi avrebbe detto: « per gli dleati è venuta a formarsi una situazione nella quale essi non possono permanere. Essi prendono sopra di loro tutti i colpi del nemico grazie alle complicazioni della Russia. Se ,cose continueranno così, gli Alleati saranno costretti a lasciar Russia abbandonata alle sue proprie sorti senza aspettare momento che Russia abbandoni propri alleati. Se ciò accadesse Russia sarebbe minacciata o di essere straziata dalla Germania

-o di ricevere un colpo in Oriente dal Giappone. Secondo trattato esistente concluso fra vecchio Governo e Giappone, si varrebbe quest'ultimo... (l) diritto di

colonizzare fino a Irkusk. Di questo... (l) Giappone si varrebbe largamente e se ne vale in questo momento. Per il Giappone non presenrta difficoltà alcuna l'occupare tutto ~o spazio COIIliPreso fra Wladivostock e gli Urali >. Giornale aggiunge: • Dall'impressione riportata da Scencoff dal suo viaggio in Giappone quest'ultimo si va febbrilmente preparando alla guerra. Tutte le fabbriche producono materiali di guerra per la difesa del paese •. Tre giornali di Pietrogrado hanno ieri riportato quanto precede, uno di essi col titolo... (1). Ho fatto smentire varie agenzie telegrafiche che R. console abbia dato tale intervista ed ho telegrafato a Gazz,urelli essere indisjpensabile categorica smellitita. Ricevo frattanto telegramma R. console del seguente tenore: • Per buona norma V. E. prevengola che intervista Ranio Utro di oggi n. 9199 è falsa ed ho già provveduto acciocché venga smentita d'accordo console giapponese colla seguente pubblicazione: « non ho mai concesso nessuna intervista ufficia[e 1col ;signor Scencoff col quale ebbi invece soventi private amichevoli conversazioni. Le idee da Scencoff a me attribuite non corrispondono a verità e se avemmo occasione di parlare insieme del Giappone avremo semplicemente riferito voci che corrono sulle labbra del gran pubblico escludendo in modo assoluto e fermo restando da parte mia qualsiasi apprezzamento quale rappresentante ufficiale dell'Italia. Per quanto concerne patti segreti fra i vari Governi alleati ciò eSIUJla dalle mie funzioni e non essendo in a1c:un modo a ,cognizione di essi non rpotrei ragionevolmente parlare in quel modo. Trattandosi 1di argomento tanto delicato se giornale me ne avesse interpellato ne avrebbe avuto formale smentita evitando pubblicazione di articoli che sarebbero... (l) ai comuni interessi degli Alleati ma solamente fanno il giuoco dei nostri nemici ». Ambasciatore d'Inghilterra mi ~scriveva non poter credere che R. console avesse detto quanto a lui veniva attribuito ma che egli aveva autorizzato stampa a dichiarare non esservi akun che di vero circa allegata esistenza trattato con Giappone e che Alleati non hanno mai neppure pensato a far intervenire per esercitare pressioni sulla Russia... (1). Ho rassicurato collega rispondendogli che R. console aveva già smentito intervista. Telegrafo a Gazzurelli quanto segue: • Prego inviarmi telegraficamente testo smentita quale fu pubblicata giornali e per posta testo intervista attribuitale da Scenkoff smentita da lei telegrafata è insufficientemente categorica. Non è poi ,superfluo le raccomandi massinlo riserbo di linguaggio anche nelle private conve11sazioni ~.

(l) -Gruppo indecifrato.
9

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1247/203. Pietrogrado, 16 maggio 1917, ore 12 (per. ore 12,05 del 17).

Principe Borghese sarebbe grato a V. E. se volesse comunicare al presidente del Consiglio telegramma ,che qui appresso riproduco insieme alle mie considerazioni in proposito:

« A complemento e chiarimento mio telegramma di ieri ~credo necessario aggiungere seguenti apprezzamenti peiisonali. Mentre confermo che a:s:sidua ben organizzata perseverante propaganda su basi indicate telegramma e relazione girmgerà certamente utile e a lunga scadenza molto probabilmente efficace a conquistaDci maggior ~considerazione e preparaDci migliore situazione per l'avvenire, non credo invece che possiamo ora ill1ude11ci di esercitare efficace azione per la guerra e per ,gli scopi nazionali che ci ostiniamo di peiiSeguire. Plur tenendo conto della notevole instabilità di questo spirito rpubblico esso è ogni giorno più orientato al1a pace, alle rinunzie, alla disgregazione. Nè il paese né l'esercito prevalentemente occupati dei problemi interni e profondamente disorganizzati sentono e vogliono la guerra; ila subiscono mal volentieri afirettando ~col desiderio l'occasione di terminarla ~comunque. Pressioni Alleati ~confermano questa democrazia ine~rta e diffidente nel 'convincimento essere Russia trascinata a continuare guerra non per il proprio interesse ma per quello degli Alleati.

In queste condizioni propaganda avente per fine nostri interessi e suoi scopi può riuscire solo sca11samente efficace e soverchia resistenza potrebbe in questi momenti essere persino dannosa ».

È certo ~che popolo russo, tutto inteso alla questione interna e assordato da propaganda pacifista, presta scarsa attenzione alla guerra ed alla attività degli Alleati. A me sembra però:

l) rche non dobbiamo scoraggiarci bensì proseguire [a contropropaganda senza impronta insi,stenza ma ponendo in evidenza il nostro buon esem;pio; 2) ~che dobbiamo aiutare Governo provvisorio nella rsua opera di edificazione per la guerra;

3) rche non dobbiamo rsepararci da quanto fanno in questo senso i nostri Alleati che pure trovansi di fronte ad eguali difficoltà e che ~cercano di trarre dalla situazione il partito che si può se non quello che si sperava. Osservo infine che Cla nostra propaganda non mira s011tanto ad indurre il popolo russo alla guerra ma altresì a far noti i nostri rscopi e i nostri sforzi per,ché si riconosca ~come essi meritano i compensi adeguati che rivendichiamo e :si prepari nell'opinione internazionale quel giusto apprezzamento dell'opera nostra che dovrà ag!evolare determinazioni in nostro favore del futuro congresso. Conviene pertanto sostenere ~con pazienza le avverse cil'costanze presenti e peDseverare neLla via intrapresa in attesa di migliori tempi senza illusioni ma senza scoraggiamento •.

Borghese condivide in sostanza tale parere ed io mi auguro che egli ci... (l) nel non facile lavoro irl valido concorso della sua capacità e del suo zelo patriottico.

(l) Gruppo indecifrato.

10

IL MINISTRO A PECHINO, ALIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 214/66. Pechino, 16 maggio 1917. In data 11 corrente dietro domanda dell'Incaricato d'Affari di Gran Bre

tagna questo Ministro di Francia, decano dei rappresentanti alleati, sottomise ai rappresentanti a Pechino delle Potenze in guerra colla Germania il seguente

progetto di dichiarazione di cui il Signor Alston era stato ufficiosamente caduto d'accordo col Signor Reinsch Ministro degli Stati Uniti d'America: «I rappresentanti a Pechino dei Governi in guerra colla Germania hanno l'onore di rinnovare a'l Governo cinese le assicurazioni al medesimo date a varie riprese a garanzia dell'indipendenza della Cina e dell'integrità del territorio cinese (si noti bene non si adopera la parola sovranità). Essi tengono neLle 'cìr·costanze attuali a ricordare ·che la ,politica delle Potenze in guerra colla Germania non tende affatto a cercare in Cina un vantaggio nuovo qualsiasi e che i iloro Governi sono disposti ad accogliere favorevolmente le domande del Governo cinese cui fosse possibile di dare soddisfazione •. I moventi di tale progetto la cui iniziativa era dovuta al rappresentante britannico meritano di esser segnalati.

Scopo apparente della dichiarazione in parola sarebbe quello di continuare le pressioni già più volte rinnovate presso il Governo cinese per indurlo alla dichiarazione di guerra. E fin qui nulla da notare.

Senonché il Signor A·lston a quattr'occhi e in ciò era d'accordo col Ministro di Francia, manifestò il suo obbiettivo di voler coocare un'occasione pro· pizia per indurre il rappresentante degli Stati Uniti a prender parte a1le riunioni dei rappresentanti alleati malgrado che sinora il Si~or Reinsch abbia affettato, ·com'era naturale di non essere rappresentante di Potenza alleata, bensi semplicemente, di Potenza in guerra ~contro la Germania e desiderosa di collaborare cogli alleati in uno 'SCOIPO comune. Oltre a ciò, il Si~nor A1ston, seguendo la politica già facente parte di tutto un programma di consolidamento del potere centrale in Cina, avrebbe voluto provocare una manifestazione di simpatia e di appoggio concorde degli alleati al riguardo del Presidente del Consiglio bersagliato dagli avversari e già sul punto di perdere il potere in <Circostanze da me segnalate nel mio rapporto in data 14 'corrente n. 210/64 (1).

A quanto mi viene riferito, e la cosa non sembra 1scevra di ogni verosimiglianza, il progetto di dkhiarazione riscuoterebbe l'approvazione del réliP!presentante americano non tanto per indurre 1la Cina alla dichiarrazione di .guerra

o per fortificare il Gabinetto Tuan, bensì per dare al popolo cinese ed a questi ambienti un nuovo pegno di simpatia ·che impegnasse maggiormente anche il Giappone insieme agli alleati a rispettare l'integrità territoriale e 'l'indipendenza di questa Repubblica.

È chiaro che un tale progetto era destinato ad incontrare più d'uno sco~io. Difatti il rappres.entante giaPIPonese, Barrone Hayashi, firmò ia drcolare colle sole due parole: • Will consider •, cioè: mi riservo di pensarci.

U mio collega di Francia Signor Conty ebbe meco al riguardo un franco e minuto scambio d'idee. Egli d'accordo con me non approva, pur non O'PIPOOendovisi, il movente del Signor Alston avente per scopo di fare una manifestazione troppo spic·cata a favore del Primo Ministro fino al punto d'incoraggiarlo di impomi ~colla forza al Parlamento. La cosa contrasterebbe in modo troppo stridente coi prindpii di liberalismo ora ·cosi rumorosamente ifn"O!PU~ati dagli alleati ed in questo non 'sarebbe approvata neppme dal r!ijppresentante americano. Si convenne quindi col .collega di Francia di restringerei in un atteg

giamento passivo al riguardo delil'appoggio personale verso il Primo Ministro e

di aspettare la decisione del rappresentaTIJte giapponese. iln ogni occasione, come

questa che ho voluto segnalare, :la politica nipponica si sforza di assumere una

parte rpreponderante e direttiva nella politica cinese degli alleati ad esclusione

di ogni iniziativa americana; hl. suCICesso della diplomazia giapponese nell'appa

renza è lungi dall'essere ~completo ogni qualvolta il diffidente Governo cinese

ha voce in ~capitolo, ma il suo prestigio non ne soffre in ~realtà: la srpinta giap

ponese non sarà facile a frenare.

Cosi continua ad acuirsi il dissidio e la mutua diffidenza fra Stati Uniti e

Giappone. L'attuale gabinetto Terauchi-Motono, a quanto risulterebbe da

varii indizi, sarebbe perciò assai allarmato in cuor rsuo dagli ultimi avveni

menti internazionali, cioè sopratutto: l) dall'instaurazione in Russia di un re

gime democratico poco simpatico all'ilmpero del Mikado e più facile ad accor

dal"si colla Gran Bretagna contrariamente alle speranze del Visconte Motono;

2) dall'entrata in guerra degli Stati Uniti che avrà il dOipjpio risultato di cre

scere :la potenza militare della grande Repubblica nord-americana e di rsrtringere

questa viemaggiormente aHa •Causa britannica.

Come risul:tati attuali d'i questi fattori che nuove cil"costanze impreviste potranno naturalmente modificare sostanzialmente, :si può notare una tendenza ndpponica di non forzare, per ora, troppo la mano in Cina e di dissimulare il più possibile i contrasti di rumori e d'interessi avve11si al riguardo della Gran Bretagna nonostante rla non rallentata propaganda panasiatica che tanto urta la suscettibilità inglese per le minacce all'Impero indiano.

È degna di nota la segreta soddisfazione, fra i componenti la Legazione britannica, nel vedere la •Crescente rivalità ed antipatia tra americani e giapponesi di cui gl'incidenti s~pra riferiti sono analoghi ad altri assai frequenti.

È superfluo aggiungere che nel caso in cui il progetto di dichiarazione di cui ho tenuto rparola qui rsopra venisse aJprprovato in massima da questi rappresentanti alleati, ~chiederò istruzioni a V. E. malgrado che esso non contenga se non generiche assicurazioni di integrità territoriale ed indipendenza già iscritte nei trattati vigenti colla Cina. La cosa avrebbe una portata morale impegnativa che, secondo me, esorbita la mia comrpetenza. In questo senso mi ~sono espresso coi miei colleghi.

(l) Gruppo indecifrato.

(l) Cfr. serie V, vol. VII, n. 984.

11

IL MINISTRO DELLA GUERRA, MORRONE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 5739 G. Roma, 17 maggio 1917, ore 10,30.

Con sua lettera del 6 gennaio u. s. (l) S. E. il ministro Comandini si è qui rivolto per conoscere se questo Ministero avrebbe consentito che venissero distribuiti tra i nostri prigionieri di nazionalità czeca degli opuscoli di propaganda anti-austriaca.

Sentito in proposito S. E. il presidente del consiglio, che con suo foglio

19.4.6.3. del 31 (1) stesso mese dava il nulla osta, fu risposto al ministro Comandini in senso favorevole avvisando la commissione prigionieri che le pubblicazioni di propaganda pr.evio attenito esame, avrebbero potuto essere distribuite.

Ora dall'esame delle !pubbUcazioni stesse appare come la propaganda anziché soltanto czeca anti-austriaca assumerebbe l'aspetto di propaganda nazionale czeco-slovacca e, in alcuna parte, di carattere prettamente socialista.

Pertanto, mentre ho vietato la d~stribuzione tra gli .czechi di alcuni «memorandum , redatti in italiano e diretti dal partito socialista d'America all'. Internazionale "• gradirei, dato il predetto carattere nazionale che la propaganda assumerebbe conoscere, possibilmente con ,cortese sollecitudine, il parere dell'E. V. in proposito (2).

(l) Non pubblicata.

12

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. s. 720. Roma, 17 maggio 1917, ore 16.

Prego V. E. riferirmi confidenzialmente circa tendenze atteggiamento del nuovo ministro degli affari esteri russo e giudizio di V. E. sopra di lui.

13

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1252/116. Parigi, 17 maggio 1917, ore 17,25 (per. ore 20,33).

Ieri Cambon mi ha fatto dire di rimandare il colloquio a stamane perché

forse Ribot avrebbe voluto intervenire. Stamane Ribot si scusò perchè impedito

e intervennero Cambon e Margerie.

Cambon mi ha detto non aver avuto modo di farsi indicare da Ribot il

punto ad ovest di Mersina.

Si discusse lungamente e compresi Cambon avrebbe voluto indicare come futura frontiera Guenk Sou. Io parlai di stabilirla a circa 20 km. a ovest di Mersina e Cambon promise farmi una proposta concreta entro pochissimi giorni.

Sollecitai quanto era possibile. Ho sempre parlato di zona di occupazione italiana e non mi si fece alcuna obiezione nè i francesi parlarono mai di sfera d'influenza.

Se poi... (3) per caso la Russia ritarda una risposta o rifiuta di consentire all'accordo Asia Minore... (3) sembra che Cambon e Margerle consentirebbero

• Idem Idem con S.E. Scialoja -28-5-17 >,

formula assicurante Italia si troverebbe in tale eventualità rispetto ai due alleati in situazione identica a quella degli AJ.leati fra loro. Ma non vottebbero aggiungere che impegni sussisterebbero fra le tre potenze ugualmente. Ad ogni modo mi dissero doversi considerare ciò come loro personale opinione e si riservavano pensarvi e parlarne con Ribot ma conclusero ritenere di dò essere meglio parlare a Londra.

•In realtà ho im!M'essione ·che intendano tirare le cose in il.ungo benchè protestilllo il conti'ario ed io temo a~ettino che situazione in Grecia si decida per poter essere meno arrendevoli verso di noi. Solleciterò risposta che telegraferò (1).

(l) -Non pubblicato. (2) -Annotazioni marginali di De Martino: «Conforme istru?ioni del Ministro, parlato con S.E. Comandini e con ufficiale mandato dal colonnello Vacchelli. E' inteso che si permette e si favorisce propaganda anti-austriaca e propaganda nazionale ceko-slovacca -ma non propaganda socialista, né pubblicazioni con rivendicazioni adriatiche yugoslave. 24-V-17 ».

(3) Gruppi indecifrati.

14

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CONSOLE A GEDDA, BERNABEI

T. R. 652. Roma, 17 maggio 1917, ore 21.

Suo telegramma n. 60 (2).

Riassumo istruzioni inviate per posta circa missione musulmana costà.

l) Presentazione al Re nostri delegati e offerta doni;

2) Esame questioni ri~ardanti materie che V. S. non può controllare non potendo entrare Mecca. Aecertamento numero rprovenienza occU!Pazione condizione bisogni sudditi Mecca. Uguali notizie :per mezzo di persone provenienti dal luogo per Medina. Assicurare comunicazioni notizie riguardanti pellegrini che rimangono o ritardano ritorno da ·Luoghi santi.

3) Accertamento speciali bisogni pellegrini che vanno e che tornano. 4) Conseguimento valide garanzie per sicurezza pellegrinaggi ed efficace protezione in caso di •contestazioni. 5) Esame proposte relative acquisto od affitto Mecca locale per ricovero pellegrini italiani.

6) Studi sulla organizzazione servizi igiene e •sanitari.

7) Raccolta elementi e notizie interessanti commercio italiano in genere

e delle •colonie in ispecie.

8) Acquisto libri arabi e raccolte giornali opuscoli relativi recenti avvenimenti nonché indicazioni sui .Luoghi nei quali pellegrini devono prendere Ihram, sulle confraternite interessanti nostre colonie speciaLmente Senrussi e 'sulla esistenza ed attribuzione degli Scek-el-Turuk e giurisdizione loro propria.

Ministero delle Colonie non ha creduto designare un capo missione. Cia

scuna delegazione agisce per la colonia che rappresenta e in armonia ·colle altre

d'accordo ·con V. S.

Ciascuna delegazione potrà dire proprio discorso che dovrà essere previa

mente conosciuto da V. S.

lO

Cavalier Smirli parte con la missione ma è destinato a codesto ufficio. Medico musulmano potrà occuparsi anche questione ambulatorio italiano Gedda qualora V. S. nulla ha in ·contrario.

Circa rimpatrio colla missione pellegrini riuniti Hegiaz occorre per rispondere •Conoscere se si tratti pellegrini 'l"imasti o che vi andranno a qua[i colonie a~partengono e chi essi siano.

Circa comunicato .stampa mi riferi.sco mio telegramma n. 646 (1).

Discorsi che faranno membri missione dovranno essere riveduti dalla S. V. per evita'l"e abilmente accenni a questioni indole P<)litica che possono ·compromettere od impegnare azione nostra ed indirizzo dii essa nei riguaT'di interessi che ci preme tutelare.

Dovrà essere escluso ogni accenno califfato e califfo e qualsiasi altra questione che esorbiti limiti e scopi della missione.

Pregola annunziare ufficialmente codesto Governo invio missione con doni indicando scopo principale porsi in relazione con esso per protezione nostri sudditi musulmani che si recano pellegrinaggio luoghi santi.

(l) -Ritrasmesso a Londra e Pietrogrado con t. gab. 726 del 18 maggio. (2) -T. 1619/60 dell'B maggio, non pubblicato.
15

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1251/228. Londra, 17 maggio 1917, ore 21,35 (per. ore 1,45 del18).

Telegramma di V. E. n. 717 (2).

Oggi ho •Lungamente conferito ·con Cecil.

Circa il pun1to primo ha detto avrebbe subito ·telegrafato a Parigi e Pietrogrado per affrettare la ripresa della conferenza.

Sul punto secondo ha detto che non poteva pronunziarsi .senza aver sotto gli occhi il testo degli accordi franco-britannici in connessione con quelli con Russia. Gli pareva del resto prematuro discutere sopra un punto che non è ancora sorto, e non può sorgere prima che si ·conosca l'atteggiamento del Governo russo che potrebbe pure disinteressarsi di tutto e lasciare a Francia, Italia e Inghilterra piena libertà di concludere accordi dichiarandosi però per quanto lo concerne, non tenuto a •continuare 'la guerra per assicurare la ~realizzazione. Sui punti terzo e quarto ha preso nota delle disposizioni di V. E. favorevoli in massima alla ricer<:a della eventuale formula rper venire incontro ai russi, subordinatamente alla constatata necessità ed alla a•pplicazione indistinta a tutti gli Alleati. Ha osservato ignora·re ·completamente che .cosa pensi di tale nuova formula il Governo francese. Avendogli io chiesto se prevedeva difficoltà, ha risposto che •se Francia si oppone converrà pure si prepari a spiegarsi ad intendersi ·con Russia.

Sul punto quinto ha detto sembrargli preferibile non discutere separatamente i termini della formula ma di !asciarne invece l'esame e la definizione alla 'conferenza essendo prudente di non mettere il Governo russo, ~che potrebbe adombrarsene, in presenza di una formula già previamente concordata fra gli altri tre Alleati. Per quanto ·Concerne la Mesopotamia egli personalmente crede non sarebbe difficile all'Inghilterra di accontentare la Russia, in quanto trattandosi di regione abitata da Arabi, questo Governo secondo le sue tradizioni potrebbe benissimo costttuire in quelle regioni una specie di Stato arabo autonomo col solito corredo di un consigliere britannico ecc. Per quanto concerne la nostra zona pargli che in una regione abitata da turchi il prob[ema, rper quanto di soluzione non im,possibile, richiederà da parte nostra la mas1sima abilità. Faceva questa osservazione semplicemente per debito di « fairness ».

Sul punto settimo non ho mancato di attirare con la massima energia l'attenzione del ministro sulla assoluta necessità di affrettare la soluzione, facendo valere le giuste considerazioni accennate da V. E. (1).

(l) -T. 646 del 14 maggio, che non si pubblica. Il R. ministero delle Colonie non ha difficoltà a che sia data pubblicità viaggio missione mussulmana, purché ciò avvenga dopo suo arrivo Gedda. (2) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 988.
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IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1250/53. Corfù, 17 maggio 1917, ore 24 (per. ore 5,35 del 18).

Pachitch mi ha detto che il Governo serbo ha deciso nominare un suo agente presso il Governo di Venizelos. Scelta è caduta sul Signor Gavrilovich che .già trovasi Salonicco ·come rappreserutante serbo ipll'esso Essad. Sembra che cotns:erverà i due incarichi. Questa nomina fatta per ragioni di opportunità o per pressioni esterne non •costituisce affatto a mio avviso una prova che Pachi.tch abbia alterato il suo intimo convincimento circa artificiosità del movimento venizelisrta e il suo trascurabile contributo militare.

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IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1253/55. Corfù, 18 maggio 1917, ore 10,30 (per. ore 13,30).

Giornale ufficioso 'serbo pubblicava avantieri nella sua parte non ufficiale che nel Berner Tagblatt del 2 maggio era scritto che, secondo la New York Tribune, Wilson avrebbe dichiarato che le aspirazioni slave sulla Dalmazia gli sembravano più giu:ste delle italiane e che Trieste, benché di carattere italiano, non rpotrà essere incorporata perché i dintorni sono esclusivamente slavi.

Benché mi sia seiiliPl'e astenuto dal richiamare !l'attenzione di Pacic su del1e sconvenienze pubblicate da ,giomali jugoslavi sia perché tali sia perché convinto che non a noi ne viene danno, .ptNe ho creduto dover fare cenno in modo confidenziale ed amichevole della rpubbHcazione fatta nel giornale ufficiale, dicendogli in tono scherzoso che io .gli parlavo solo nell'interesse della serietà ili quel foglio e perché ciò non si ripetesse. Pacic mi fece comprendere che provvederebbe (1).

(l) Ritrasmesso a Parigi e Pietrogrado con t. gab. 725 del 18 maggio.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E AL MINISTRO AD ADDIS ABEBA, COLLI DI FELIZZANO

T. 653. Roma, 18 maggio 1917, ore 15.

Questo ambasciatore di Francia mi ha manifestato desiderio che i rappresentanti italiano ed inglese a Addis Abeba comunichino al Governo etiopico che il rifiuto d~ca la ·consegna dei fucili è avvenuto di comune accordo fra ile potenze. Ho risposto che non avevo difficoltà a dare tstruziOIIÙ in qruesto senso ma che avrei desiderato si restasse intesi che i tre rappresentanti si accordassero preventivamente fra loro ed agissero concordemente ed runitamente in ogni altra questione che si presentasse sia di somministrazioni sia di rifiuti .al Governo etiopico. Prego V. E. agire in conformità di quanto :precede.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE

T. 654. Roma, 18 maggio 1917, ore 15.

Seguito mio telegramma n. 641 (2).

Prego telegrafarmi pensiero di ·codesto Governo 'su quanto precede.

(l) -Ritrasmesso a Londra. Parigi, Pietrogrado, Washington, con t. gab. 731 del 19 maggio. (2) -Ritrasmette a Parigi, Londra, Pietrogrado e Washington il t. gab. 1685/91 del 12 maggio da Stoccolma, cfr. serie V, vol. VII, n. 958, con la seguente aggiunta: • Telegramma identico concordato tra suoi colleghi di Francia, Inghilterra e Stati Uniti e V. E. circa adesione socialista alla conferenza di Stoccolma non mi sembra opportuno, né ritengo consigliabile dar seguito ad un atteggiamento od azione in tal senso •·
20

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 728. Roma, 18 maggio 1917, ore 18.

Telegrammi di V. E. n. 376 (l) e Gab. 204 (2).

Ho fatto dichiarare a mezzo della Stefani che intervista attribuita a Gazzurelli è interamente priva di fondamento. Provvederò a sostituire Gazzurelli a. Mosca.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 724. Roma, 18 maggio 1917, ore 19..

Rodd mi ha comunicato il seguente pro-memoria: «La situazione creata dai sottomarini e la necessità di assicurare i bisogni della popolazione dvile degli Alleati hanno forzato il Governo inglese ad alcune decisioni che l'ambasciata d'Inghilterra è autorizzata a comunicare al ministro degli affari esteri per informazione esclusivamente sua personale. l) I bisogni della popolazione civile degH Alleati possono essere soddisfatti dal Governo di S. M. solamente se le forze a Salonicco sono ridotte a ciò che sarà sufficiente per tenere un campo trincerato che assicuri quel porto. 2) Modalità ·con le quali quella riduzione deve essere effettuata saranno stabilite in appresso, ma in ogni caso il Governo di S. M. sta prendendo accordi 'per ritirare due brigate di cavalleria ed una divisione di fanteria, a cominciare dal pr~mo giugno p.v. 3) La decisione di cui al paragrafo primo sarà di nuovo presa in esame se l'offerus:iva intra,presa dal generale Sarrail contro i bulgari si dimostrerà così favorevole da rendere realmente possibile alla fine di maggio che la Bulgaria venga a patti. 4) Istruzioni saranno inviate al generale Sarrai·l di cominciare al più presto possibile questa offensiva contro la Bulgaria. 5) Mentre gli Alleati devono garantire la sicurezza del corpo di occupazione di Salonicco essi devono anche assicurare il buon volere e l'amicizia della nazione greca. 6) Il Governo francese ritiene che il primo passo necessario allo scopo di prendere le garanzie per Ja buona condotta della Grecia è d'i controllare il raccolto in Tessaglia. Il Governo di S. M. è pronto ad accettare che una forza inglese non eccedente i 500 uomini pa11tecipi a questo scopo e se complicazioni sorgessero il Governo francese consente a non rivolgersi al Governo di S. M. per ulteriori atuti navali o militari all'infuori di questo •contingente di 500 uomini. Il Governo di S. M. non è in grado di aumentare le forze navali nel

distretto di Salonicco allo .scopo di stabilire una base navale a Volo. 7) Inoltre il Governo di S. M. consente a che gli Alleati annunzino al Governo ellenico la loro intenzione di levare il blooco purché essi possano senza impedimenti acquistare il raccolto della Tessaglia: questo raccolto sarà diviso proporzionatamente tra greci realisti e venizelisti e la distribuzione sarà fatta dalla commissione internazionale in Atene; posti militari di controllo saranno stabiliti dagli Alleati a Larissa, Volo e analoghi altri posti sulle strade e fer,rovie e nei porti della Tessaglia, rsecondo J.e necessità per assicural'ISIÌ. il controllo della disponibilità del raccolto. 8) Questi posti militari di controllo saranno stabiliti sotto il controllo del generale Sarrail, volente o nolente il Governo ellenico, ed il passaggio del grano al1a Grecia Tea\lista sarà concesso solamente dietro permesso firmato dalla commissione internazionale in Atene. 9) In vista della dichiarazione della conferenza di Roma, del 7 gennaio s~corso, le forze venizeliste non devono essere impiegate per i posti militari di controllo. Ma se in Tessaglia vi fosse un movimento spontaneo in favore di Venizelos, non sarà esclusa, dopo la costituzione di un regime venizelista, l'introduzione di truppe venizeliste per il manteniilllento dell'ordine. 10) Istruzioni saranno inviate dal Governo francese al generale Sarrail di 'stabilire· l'istituzione dei posti militari di controllo nel modo il più amichevole e pacifico che rSia possibile e di fare quanto è in SUO potere per evitare lotte civili. 11) Il Governo di S. M. ha riconosciuto ed il Governo francese lo comunicherà al generale Sarrail, la loro constatazione delJ.a sua [eale adesione all'impegno preso da lui di non fare alcuna azione militare ·contro \la Grecia senza i1 consenso dei Governi alleati. 12) Avendo preso in .considerazione il .fallimento della politica degli Alleati in Grecia e gli errori che ne sono nati, il Governo di

S. M. accetta il principio ~che, per ora, la condotta diplomatica in Grecia sarà fAtta da una sola potenza. Il Governo di S. M. consente ·che, ~n vista delle difficoltà di separare il predominio diplomatico dal militare, il rappresentante del Governo francese sarà riconosciuto in Atene definitivamente come l'intermediario della politica comune tra il Governo ellenico e gli Alleati. 13) Il Governo francese dal canto suo ha stabilito di richiamare l'attuale suo rappresentante in Atene che sarà rimpiazzato da un rappresentante di eccezionali qualifiche, b€ne accetto al Governo di S. M. Il Governo di S. M. stabilisce di richiamare anche il suo rappresentante che sarà rimpiazzato da un incaricato d'affari o da un ministro di rango inferiore. I Governi italiano e russo saranno invitati ad esaminare la questione di adottare una simile procedura. 14) I Governi inglese e francese stabiliscono di continuare la loro offensiva sulla fronte occidentale in armonia ai principi stabiliti dagli accordi tra il generale Sir W. Robertson ed il maresciallo di campo Sir Douglas Hai~ e i generali Pétain e Nivelle di devolvere al raggiungimento di questo scopo tutte le loro forzre •.

Ho risposto: l) Riguardo alla limitazione dell'impresa di Salonicco alla sola difesa di un campo trincerato, e al .ritiro delle truwe inglesi in rpal'te decisa senz'altro ed in parte ~subordinata per la sua non esecuzione all'effettua,mi di una eventua]i,tà più ·che illljprobabile, osservavo che il fatto ·che tali ·decisioni fossero state prese tra i nostri due aLleati senza alcun concerto •col Governo italiano non poteva non destare in noi una dolorosa sorpresa, ·trattandosi di una impresa militare a cui partecipavamo attivamente con un forte contingente (oggi circa 50.000) . .A!strazione fatta da ogni apprezzamento, oramai vano, sul merito delle prese decisioni, R. Governo si trovava costretto a fare ogni riserva sulle risoLuzioni che in dipendenza di esse egli dovrà prendere nei riguardi del contingente di truppe italiane attualmente distaocato in Macedonia. 2) Grecia e Tessaglia-Non rispondevano certo alle corrette nonne procedurali .in UtSO tra alleati né la decisione presa indipendentemente da ogni nostra consultazione o adesione, intorno alle nuove condizioni da imporre al Governo greco relativamente ai raccolti della Tessaglia subordinando ad esse levata del blocco, né quella sulla ammissione eventuale di autorità e truppe venizeliste in località finora rette dal Governo reale, contrariamente alle risoluzioni della conferenza di Roma, ed in dipendenza di condizioni iJ. cui verificarsi dipende esclusivamente dal buon volere del generale Sarrail, che già ha dato prova a Santos e a Cefalonia dei S~Uoi procedimenti poco corretti in materia. Né potevano non destare in noi una uguale sorpresa le massime concordate e proclamate senza alcuna preventiva intesa con gli Alleati intovno alla unicità della direzione diplomatica da affidarsi alla Franda per 'Conto dell'Italia in Atene, riguardo alla quale dovevo per ora riservare ogni giudizio

e decisione del R. Governo (1).

(l) -Cfr. n. 8. (2) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 960.
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L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1258/118. Parigi, 18 maggio 1917, ore 18,30 (per. ore 21,25).

Questo ambasciatore di Russia ha ricevuto giorni sono telegramma dal suo Governo, che, dopo molti elogi, gli fa capire sarà presto necessario privarsi della sua opera, dato il cambiamento di Governo. Oggi il Matin pubblica notizia di un accordo segreto ·che anni sono sarebbe stato concluso fra lo Czar e l'Imperatore di Germania. Izvolsky dice notizia in parte vera, ma Iriferita in modo inesatto e tale da screditare lo Czar, mentre a ilui ,consta buona fede deposto Sovrano per cui Izvolsky preso in... (2) da sentimenti devozione per il suo antico Sowano pubblicherà rettifka 'che egli prevede 1spiacerà a Pietrogrado e crede affretterà 'SUa partenza. Si i~nora successore.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1257/229. Londra, 18 maggio 1917, ore 22,54 (per. ore 4,15 del 19).

Seria, equilibrata discussione d'avantieri ai Comuni mi ha lasciato seguenti

impressioni :

l) Consenso grandissima maggioranza nella tesi propugna.ta da Cecil e seconda:ta da A,squith civca vera interpretazione da darsi alll.a formula antia:nnessionista dei rivoluzionari russi;

e;y Generale tendenza, da me ,sempre segnalata, in senso rcontrario alla disintegrazione dell'impero austro-ungarico;

:3) Aprprezzamenrt;i più sobrii ed adeguati della situazione presente e conseguente attenuazione delle « chauvinistes » d~~osizioni manifestate in passato, specie delle stolte pretese più volte da me denunziate d'ingerenza negli affari interni della Germania. Cedi mi diceva ieri che all'infuori del linguaggio sconnesso e scorretto del noto socialista Snowden, era rimasto in ,complesso soddisfatto dello spirito generale del dibattito. Il 'suo compito era assai delicato in quanto g'li incombeva di calmare in prima linea gli elementi 'rivoluzionari russi senza provocare ingiustificate recriminazioni da parte degli altri Alleati.

Da colloqui privati recentemente avuti con tre autorevoli personaggi appar,tenenti all'esercito, all'alta magistratura ed alla finanza ho raccolto le seguenti impressioni: da un lato l •, pessimiSIITio 'su 'situazione russa e scetticismo completo sull'assegnamento da farsi sul ~suo ulteriore contributo militare; 2•, alquanta disillusione per l'andamento de1le operazioni sul fronte occidentale sul ,successo più pronto delle quali si erano nutrite troppe rosee speranze; 3•, velate apprensioni per agitazioni operaie alle quali ,s'inclina ad attribuire sostrato politico, ciò ~che sarebbe confermato da,gli arresti oggi avvenuti di alcuni 1sobil[atori dl sciopeil'i; dall'altro 1•, assoluta fiducia nella efficacia della Amerka che di giorno in giorno è più ferma e decisa impegna11si a fondo per conseguimento comune scopo; 2•, migliori risultati misure contro sottomarini la cui letale attività della settimana scorsa è alquanto diminuita; 3•, positive informazioni su terribili perdite dei tedeschi.

Noto pure tendenze di faziose, esuberanti sentimentali manifestazioni di simpatia del grosso pubblico a favore del Belgio e anche più della Serbia.

(l) -Ed in SoNNINO, Diario, vol. III, a cura di P. Pastorelli, Bari, Laterza 1972, pp. 129-133. (2) -Gruppo indecifrato.
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IL MINISTRO DELL'INTERNO, ORLANDO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1260/S. N. Parigi, 19 maggio 1917, ore 8,45 (per. ore 13,20).

Vidi ieri Ribot. Volle accompagnarmi Franklin Bouillon il quale rimase presente malgrado qualche complimento nel senso di allontanarsi che non fu raccolto da Ribot. Questi del resto fece chiamare pure il ministro Malvy. Dato il colloquio in quattro era naturale ~che io mi astenessi da qualunque allusione al[e questioni discusse ~con Lloyd George. Il colloquio non ebbe quindi carattere politico e si diffuse sui più svariati argomenti. A un certo punto sempre in via di chiac,chiera Ribot mi domandò se decidendosi l'Austria al ,sacrificio di Trieste l'Italia farebbe pace con l'Austria-Ungheria beninteso ,con accordo degli Alleati. Risposi nel medesimo tono 'che la questione non poteva essere nonché considerata neanche posta se non in rapporto a una situazione generale da valutare. Aggiunsi non ~credere Austria fare pace all'infuori della Germania. Discorso non ebbe ulteriore seguito e niente altro fuvvi da rilevare. Ieri sera fui a pranzo con Painlevé il quale fece due notevoli considerazioni: Primieramente che occorre sottoporre a revisione tutte le finalità diplomatiche militari illl vista delle mutate condizioni obiettive. Secondaxiamente si espresse con scarsa simpatia circa prosecuzione dell'impresa in Macedonia nel:la quale opinione fu seguito da tutti francesi presenti tra cui Pichon, Clémentel e Franklin Bouillon (1).

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1264/232. Londra, 19 maggio 1917, ore 22,23 (per. ore 5,45 del 20).

S. E. Orlando essendo partito avantieri per l'Italia ho creduto inutile telegrafargli a Parigi il telegramma di V. E. 718 (2). Degli argomenti svolti nel medesimo conterei, salvo ordini 'contrari, va1ermi qua:ndo Lloyd George o Ceci! mi facessero qualche formale proposta. Nel colloquio di lunedì scorso il primo ministro insistette bensì caldamente su necessità assoluta di una urgente conferenza a Londra ma nullla precisò. Disse rpure esrplicitamente essere contrario a frettolose riunioni in una stazione ferroviaria. Suppongo del resto ~che eventuale invito formale perverrebbe secondo il solito a V. E. !Pel tramite di Rodd.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1261/231. Londra, 19 maggio 1917, ore 10,28 (per. ore 5,55 del 20).

Mio telegramma n. 228 (3).

Cecil convocatomi oggi mi disse quanto segue:

Giusta promessa data aveva telegrafato avanti ieri a Parigi e Pietrogrado

per invitare quei Governi a autorizzare i rispettivi rappresentanti a riprendere

subito la conferenza a quattro per Asia Minore. Da telegramma a1larmantis

simo oggi ricevuto da Buchanan ho tratta non impressione ma convinzione

assoluta ,che anche la semplice menzione di accordi per l'Asia Minore produr

rebbe oggi effetto disastroso e provocherebbe non solo un rifiuto ma anche una

energica protesta da parte del nuovo Governo russo, il quale, per il soprav

vento preso da elementi ,estremi rivoluzionarii, 1si prepara sembra ,soLlevare

delicatissima questione della revisione di tutti gli accordi conclusi dalla Russia

con i varii Alleati. Cecil ritiene che tali tendenze del nuovo Governo impongono

a Alleati massima prudenza e circospezione. Indire quindi la conferenza ovvero

procedere all'accordo unicamente fra Italia Francia e Inghilterra equivarrebbe

ferire gravemente suscettibilità Governo russo e fare il giuoco degli elementi

più accesi propugnanti pace separata, catastrofiche conseguenze della quale per tutta :l'aLleanza sono ·troppo evidenti. Per tali motivi [persuasosi ·che ~riunione conferenza sarebbe oggi un pericolosissimo fatale errore Cecil ha :telegrafato a Buchanan di sospendere comUIIlicazione pres,crirttagli. D'aLtra parte rendendosi pur ben conto delle esigenze dell'opinione pubblica italiana ministro si chiede se non fosse il caso di concretare una qualche formula generica nella quale senza menomamente urtare Russia si venisse ad affermare che fra Italia, Inghilterra .e Francia è stato raggiunto un accordo di massima per la questione della Asia Minore. Ceci! confida 'che V. E. tenendo presente l'estrema gravità della situazione e la necessità assoluta primaria d'impedire ad ogni ·costo pa•ce separata russa, consolidando presente Governo, sparito il quale Russia cadrebbe in piena anarchia, vorrà consentire nelle sue vedute e accogliere favorevolmente il suo suggedmento. In caso affermativo egli le sarebbe grato di redigere suddetta non facile formula mentre egli escogiterebbe dal canto suo un testo da sottoporle. Ceci! ha aggiunto essere •sua impressione, ·condivisa rpure da Thomas e da Buchanan •che tutti indistintamente i vari accordi già stipulati per l'Asia Minore finiranno per essere soggetti a revisione e ·che forse occorrerà pure manovrare con massima destrezza per dare a eventuali domande russe per revisione degli altri accordi, una risposta di natura a calmare le impazienti esigenze di quei governanti e guadagnar tempo tenendo presente che fino ad ora abbiamo da fare con un Governo prettamente rivoluzionario nel quale elementi moderati e ragionevoli hanno perduto per ora ogni autorità (1).

(l) -Ritrasmesso a Londra, Pietrogrado e Washington con t. gab. 733 del 20 maggio. (2) -Cfr. n. 3. (3) -Cfr. n. 15.
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IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T.GAB. s. RR. 1275/184. Jassy, 19 maggio 1917, ore 20,55 (per. ore 13,15 del 21).

Mi risulta confidenzialmente e prego mantenere segreto in proposito che, malgrado il linguaggio relativamente rassicurante tenuto da Bratiano al suo ritorno da Pietrogrado (mio telegramma Gabinetto n. 180) (2), questa Corte si preoccupa delle conseguenze della situazione in Russia e va prendendo le poche cautele che la triste situazione della Romania consente.

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IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1329/182. Jassy, 19 maggio 1917, ore 20,55 (per. ore 14,40 del 26).

Bratiano non ha mancato di sollevare a Pietrogrado •la questione delle annessioni. Miliukoff gli ha dichiarato che se la Russia non voleva annettersi

4 -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

nessun teiTitorio nemico, era libera di farlo ma che dò non le dà il diritto d'impedire agli Alleati di esigere l'esecuzione degli impegni con loro contratti dalla Russia stessa anche quando quèsti implicavano annessioni. Più importante mi sembra, specialmente dopo la ,crisi ministeriale russa, il coliLoquio avuto a tale riguardo d'a Bratiano con Kerensky. Bratiano posò la questione sul terreno dei plebisciti. Bratiano premise, consenziente il suo interlocutore, che non costituisce annessione nel senso di conquista territoriale l'unione alla mad:re ,patria d'un territorio abitato da popoli della stessa razza separati da esso per circostanze storiche e politiche indipendenti dalla loro volontà. Osservò poi essere pericoloso per la Russia rivoluzionaria ammettere il principio s:te,sso plebiscitario il quale apre adito alla dittatura ed all'istituzione di una sovranità personale e quindi ereditaria come fu dimostrato in Francia dal primo e dal secondo impero. Venendo quindi all'applicazione di questo princi~)io ai territori che la presente guerra pone in questione, Bratiano fece presente al suo interlocutore che tutto dipende dalle circostanze in cui il plebiscito deve svolgersi: così come si potrebbe ammettere con equità un pJebiscito i!n Dobrugia ove i bulgari hanno sterminato quasi tutta la popolazione romena ed hanno terrorizzato il resto? Ed in quanto ai territori attribuiti dai patti dell'Intesa ai ,singoli ,contraenti, il plebiscito non potrebbe essere ammissibile 1se non dopo che iJ tel'ritorio in questione fosse stato occupato dallo Stato interessato. È noto infatti quale valore si debba attribuire a simile manifestazione popolare quando 1'autor1tà vi è interessata e Bratiano citò ad esempio Nizza di cui egli ignora l'attuale sentimento ma che ,certamente ncl 1860 non aveva nessun desiderio di separarsi dal Piemonte e pure votò l'annessione alla Francia! Kerensky evitò sistematicamente

impegni nel senso suggeritogli da Bratiano limitandosi a qualche vaga approvazione sui punti più evidentemente incontestabili e di carattere più generico. Bratiano il quale considera Kerensky come l'uomo di maggior avvenire tra quelli che ha veduto in questo suo viaggio in Russia reputa che egli voglia conservare la propria libertà d'azione per non pregiudicare l'ascendente che egli ha di fronte ai partiti estremi. Osservò incidentalmente che ma,lgrado premure e ripetute insistenze Bratiano non riuscì ad essere ricevuto né dal presidente né da alcun altro membro del comitato degli operai e soldati.

(l) -Ritrasmesso a Parigi, Londra e Pietrogrado con t. gab. 734 del 20 maggio, cfr. n. 30. (2) -T. gab. 1286/180 del 18 maggio, non pubblicato.
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L'ADDETTO MILITARE A PARIGI, DI BREGANZE, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA

(ACS. Presidenza del Consiglio - Guerra mondiale)

R. RR. 120/89. Parigi, 19 maggio 1917.

Nei miei periodici rapporti sulle operaziom m corso ho trattato della crisi del Comando Supremo in Francia della quale è nota la 'soluzione.

Mi risulta oggi da persona degna di fede con la quale il Generale Nivelle ha ieri l'altro avuta occasione di sfogarsi nei riguardi del trattamento usatogli, che egli non ha fatto mistero che tanto dal Presidente della Repubblica che dal Presidente del Consiglio era stato pregato con insistenza nei giorni che precedettero la disposizione presa a suo riguardo di accampare un pretesto qualsiasi chiedendo di allontanarsi dall'esercito. Egli si rifiutò dichiarando che da vecchio soldato non poteva né darsi ammalato, né ·Cei'ICare pretesto alcuno contrario alla verità, come pure non poteva esimersi dal prestare l'opera sua alla Francia. Attendeva perciò un prrovve'dimento a suo riguardo.

Il suo fermo contegno produsse quelle discussioni in seno al Comitato di guerra sulle quali ho riferito.

Al mattino del 15 la sua posizione sembrò ,consolidata: nel pomeriggio venne invece deciso il suo allontanamento dal Comando in capo ed immediatamente comunicato alla stampa. Non si credette però allontanarlo dall'esercito.

Il principale nemico del Generale Nivelle è rstato l'Onorevole Painlevé a seguito della agitazione creatasi in tutta la Francia dopo i primi ,giorni dell'offensiva. La luce su questa agitazione comincia non pertanto a farsi strada, e forse ne vedremo quanto prima gli effetti 'COn la prossima riapertura della camera (22 corr.).

È interessante, quanto stupefacente, il rilevare che quella agitazione estesa all'interno del Paese trova la sua base nella leggerezza con la quale il Sottosegretario della Sanità Onorevole Godard annunciò le prime perdite. Come abbia fatto i calcoli non si sa: certo egli ed i suoi collaboratori inquirenti sulla fronte annunciarono che quella offensiva aveva causato nei primissimi giorni oltre 100.000 morti. Di aui il nomignolo affibbiato nel mondo parlamentare al Generale Nivelle di « mangiatore d'uomini».

Tutto ciò è falso. I morti sono stati da 15 a 16 mila: le perdite quelle che

segnalai sui 70 mila uomini circa.

La verità invece sembra essere che lo stesso Onorevole Painlevé precipitò nelle sue decisrioni a seguito delle inesatte informazioni dell'Onorevole Godard e suoi collaboratori ingannando lo stesso Consiglio della Guerra. Ma fattasi in seguito strada la verità gli stessi sostenitori del Generale Nivelle, più sereni o meno partigiani, poco poterono fare per salvarlo data la rimmenrsa agitazione già prodottasi nel Paese rsu false notizie prorpalate dai deputati alla quale si dovette dare una soddisfazione, a meno di non dichiarare tutta intera la verità che avrebbe provocata la caduta dell'Onorevole Painlevé, e con esso certamente del Mini,stero.

Di qui anche le pressioni fatte sul Generale Nivelle perché si ritirasse

scongiurandolo a ,salvare il Ministero. Egli non ha ,ceduto, e si dovette con

servarlo in servizio in sottordine. Contro di lui ha anche agito in concorso alla

sua ,credulità l'astio personale dell'Onorevole Painlevé per le frequenti e con

tinue rimostranze del Generalisrsimo rcontro l'ingerenza degH uomini politici e

della stampa, ma specie dei primi, nella condotta delle operazioni.

La crisi del Comando Supremo si dice oggi risolta col sacrificio del Generale Nivelle e col salvataggio dell'Onorevole Painlevé che è l'anima della combinazione politica al Governo. Si mormora però già di un richiamo al potere dell'Onorevole Briand a non lunga ~scadenza, ed appassionati saranno i prossimi dibattiti alla Camera ed al Senato, in comitato segreto assai probabilmente, sulla condotta delle operazioni.

Il Governo sarà ciò non ostante probabilmente salvo. Fa ,però grande impressione l'esser noto che il Presidente della Repubblica abbia detto al Generale Nivelle che riconosceva la giustezza della sua causa, ma che la costituzione lo ~rendeva impotente a salvarlo date le insistenze del Ministro responsabile. Voci varie mi hanno d'etto che lo stesso Signor Poincaré aveva minacciate giorni fa le sue dimissioni in consiglio di guerra. Però, altre voci più serie, mi avrebbero riferito che ciò avvenne allorché cadde l'Onorevole Briand. Potrebbe quindi eSIServi una confusione per parte di chi mi riportò la questione. È intanto sintomatica la campagna intrapresa in questi giorni dall'Onorevole Clemenceau contro l'Onorevole Painlevé: come pure si 1egge un malcontento fra le righe degli articoli di G. Hervé e di altri non del tutto ostili al Governo.

La crisi del Comando Supremo potrebbe, a mio modo di vedere, non essere ~che in apparenza risolta.

Il Generale Pétain ed il Generale Foch hanno dimostrato in passato e senza reticenza alcuna il loro animo ~poco benevolo alla irntramettenza degli uomini politici in particolare e della stampa in genere. Io non so se nella posizione alla quale oggi sono stati elevati sapranno dissimulare i loro sentimenti,

o quanto meno venire a transazioni. I loro caratteri, diritti e leali, non danno troppo affidamento di funambulismo. Di qui i miei dubbi sulla loro permanenza al Comando Supremo, con uno stato d'animo quale è quello dei deputati con la loro invadenza oggi affermatasi sulla fronte, e coLl'Onorevole Painlevé al Governo che è il più autentico loro riflesso, e che ha già data la bella prova di sé della quale riferisco.

E fosse solo questa per quanto già grave, che non saprei come qualificare quella fornita dalla sua recente intervista al Daily Express mediante la quale non esita a dichiarare quale è il piano adottato daHa Francia nella futura con

dotta delle operazioni. • Nos armées exerceront une pression continue sur les forces allemandes et porteront par intervalles des coups puissants et inattendus qui feront chanceler l'ennemi quelque fort qu'il puisse ètre ».

Queste parole nella bocca del Ministro della Guerra, mi ,sembrano più che inopportune, colpevoli, per quanto poco di nuovo dicano che non possa immaginai~si da amici e nemici. Gli imperi ~centrali sono in ogni modo avvertiti, e non trovo strano il domandarmi quanto a lungo il Generale Pétain ed il Generale Foch, persone integre, potranno resistere di fronte a tanta insipienza alla quale la stampa dà la più larga pubblicità in omaggio all'uomo che incarna l'esponente della politica attuale. Capisco però che non era facile censurare il Ministro.

30

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 734. Roma, 20 maggio 1917, ore 13,30.

(Meno Londra). R. ambasciatore a Londra telegrafa quanto segue in data 19 maggio:

« Cecil... ecc. ecc. (come nel telegramma 1261/231) » (1).

Ho dsposto ad Imperiali quanto segue :

(Solo Londra). Telegramma di V. E. n. 231.

(Per tutti). Ritengo assai difficile concretare formula generica nella quale «senza menomame:nte urtare Russia si venisse ad affermare ~che in Italia Francia ed Inghilterra è stato raggiunto accordo di massima per la questione dell'Asia Minore». Rimango tuttavia in attesa del testo che Cecil intende sottoporre. Osservo che pxima cosa necessaria è fissare effettivamente per iscritto accordo di maSISima raggiunto. Per girare difficoltà 'che sorgerebbero dal fissarlo con la data attuale, si potrebbe fare nno ,scambio di pro-memoria con relativa cartina, rilevando che ciò non è che una riproduzione formale corrispondente agli accordi raggiunti a St. Jean de Maurienne.

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L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1772!105. Washington, ... maggio 1917 (per. ore 16,30 del 20).

Legge sulla coscrizione obbligatoria approvata ieri. Telegraferò particolari.

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L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1266/148. Washington, ... maggio 1917 (per. ore 16,30 del 20).

Wilson vincendo la primitiva riluttanza ha deciso di mandare prontamente truppe americane in Francia.

A questa determinazione ha contribuito il quadro della situazione prospettatogli dalla missione francese, che oltre al bisogno di uomini ha prodotto la necessità di risollevare 'coll.a presenza del soldato americano il morale delle truppe combattenti. All'obiezione che gli Stati Uniti non possiedono ancora un esercito, Joffre ha contrapposto che, purché vestiti e personalmente armati,

soldati americani opportunamente incorporati nelle varie unità combattenti

avrebbero ricevuto in pochi giorni l'istruzione e la preparazione necessarie. Sia per ciò sia per evitare che le truppe americane, se costituenti unità proprie, fossero prese specialmente di mira dal nemico si è convenuto che il contingente americano verrebbe incoDporato in ragione di un ufficiale e venticinque uomini a ciascuna compagnia e per affinità di lingua all'esercito inglese. Questo Governo si propone adesso di mandare a scaglioni un contingente di 500 mila uomini.

Siffatta risoluzione della quale sarebbe ingenuo che io rilevassi la portata nel campo politico militare, si ripercuote fatalmente in danno delle presenti nostre esigenze di tonnellaggio. Ammiragliato americano accaparra infatti misteriosamente per il trasporto delle truppe le migliori navi tedesche sequestrate sottraendone le disponibili allo Shipping Board; e in attesa che siano pronte questo Governo ha comprato e userà subito parte deUe navi austriache. Una nave frigorifera promessami tre giorni fa pel trasporto delle carni in Italia non ha potuto essermi più concessa perché l'Ammiragliato ne dispose improvvisamente per truppe americane in tevritorio francese. In queste condizioni circa le quali mantengo il segreto e agendo direttamente sull'Ammiragliato, che è arbitro della situazione, ho potuto ottenere la nave tedesca per carbone, la promessa di una seconda nave in maggio e l'impegno condizionale del quantitativo di tonnellaggio in giugno di cui al mio telegramma n. 103 (1).

Continuo ad adoperarmi senza tregua.

(l) Cfr. n. 26.

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L'AJI/IBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI. AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1257/120. Parigi, 20 maggio 1917, ore 15,15 (per. ore 19).

Telegramma di V. E. n. 724 (2).

Dato che la comunicazione di Rodd venne fatta a V. E. per sua personale informazione, non credo farne ce':no di mia iniziativa con auesto ministro degli affari esi.eri ma sarei. grato telegral'armi se cualora questo ministro degli affari esteri me ne parlasse potrei riferire la risposta da V. E. data a Rodd.

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L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. CONFIDENZIALE 1272/107. Washington ... maggio 1917 (per. ore 20 del 20).

Telegramma di V. E. n. 654 (3).

Questione congresso sodalista Stoccolma non ancora risolta da questo Governo. Lansing mi ha chiesto tornare vederlo martedì r>er dirmi qualche cosa di più definito. Indipendentemente dal telegramma identico dei ministri italiano,

francese, inglese ed americano in Stoccolma che ieri era passato qui quasi inosservato, preoccupa questo Governo il fatto stesso del congresso e la questione sul concedere o meno passaporti ai socialisti americani che vogliono intervenirvi. Polk mi ha confidato egli vi sarebbe personalmente contrario e che segretario di Stato in un colloquio avuto stamane col capo-partito Hillquit non gli ha taciuto che se dal congresso scaturisse la pace separata voluta dalla Germania egli tornando in Amel'ica sarebbe considerato un traditore. Polk temeva d'altra p8["te ,che Francia avrebbe potuto difficilmente rifiutare passaporti ai propri socialisti dò che avrebbe trascinato Inghilterra a concederli egualmente. Egli mi faceva poi un pessimo ritratto del partito socialista americano COilliPOOto nella grande maggioranza di tedeschi e di ebrei russi « senza patria » gente tutta di nessuna arrendevolezza. Il problema preoccupa dunque seriamente questo Governo. Telegraferò martedì (1).

(l) -Non rinvenuto. (2) -Cfr. n. 21. (3) -Cfr. n. 19.
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. 736. Roma, 20 maggio 1917, ore 20,30.

Telegramma di V. E. n. 120 (2).

Qualora codesto ministro degli affari esteri glie ne parli può valersi argomenti da me comunicati a Rodd.

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IL MINISTRO DEI TRASPORTI MARITTIMI E FERROVIARI, ARLOTTA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1273/149. Washington, ... maggio 1917 (per. ore 21,45 del 20).

Mentre noto con piacere che H collega Orlando ha ottenuto maggiore assegnazione dieci stive per trasporto servizi continuativi osservo con rincrescimento che quanto egli ha cercato di fare perché fosse tolta l'01pposizione al trasporto diretto del carbone dall'Amel'ica in Italia viene pil'aticamente annullato dalla conferenza tenuta a Londra il 16 corrente con l'intervento dell'ammiraglio americano Sims e consenso nostro addetto navale nella quale pur riconoscendosi estremo nostro bisogno carbone si afferma nuovamente opportunità invio tonnellaggio americano con grr-ano Inghilterra ed ivi caricare carbone Italia con ritorno minerali ciò che praticamente allunga molto viag,gio e annulla sforzi di Orlando e lungo lavoro svolto da Cellere al quale mi ,sono associato per ottenere importazione diretta come rispondente alle estreme urgenti esigenze del momento. Prego caldamente chiamare attenzione Imperiali e Mayor su queste

decisioru mentre proseguiremo nostro tentativo qui. Importazione porto Gironda merita •considerazione ma si tratta sempre quantitativo meschino ·che non modifica situazione generale.

Prego comunicare presidente del consiglio, ministro Corsi, sottosegretario di Stato Ancona (1).

(l) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. gab. 737 che richiama il t. 654 di Sonnino del 18 maggio, cfr. n. 19. (2) -Cfr. n. 33.
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L'INCARICATO D'AFFARI A TOKIO, MARCHETTI FEHRANTE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1271/25. Tokio, 20 maggio 1917, ore 18,40 (per. ore 21,50).

Da accurate informazioni sulla condizione di cose risulta ·Che il.'entrata in guerra della Cina sia per un colpo di autorità di ... (2) sia in seguito esigua maggioranza .parlamentare, avrebbe conseguenze ·calamttose. Rivoluzione, guel'ra civile, disordini di ogni genere, 'potrebbe scatenare Cina recando imbarazzi icnvece di aiutare la causa degli Alleati. Giappone pronto, se inevitabile, a trarre speciali vantaggi dall'entrata in guerra deLla Cina non l'ha mai voluta né la vuole poiché non conviene all'egoistica polit.ica giapponese che il Governo cinese acquisti accertati titoli che gli permettano di contendere al Giappone l'agognata ·cessione di Sciantung e altre pretese nipponiche.

... (2) tenta di ripetere la politica dei colpi audaci del suo maestro Yuansci-kai e il Giappone machiavellicamente l'incoraggia in questa via pericolosa sperando che •condurrà all'eliminazione di uno dei pochi uomini oinesi capaci di governare.

Giappone vuole imporsi, benché non desiderato protettore usuraio della

Cina.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

T. 6907. Roma, 20 maggio 1917, ore 23.

Mio telegramma 6679 del 15 corrente (3) circa proposte americane per

acquisti negli Stati Uniti.

Il barone Mayor, che, secondo indicavo nel telegramma suaccennato, ho interpellato al riguardo, mi risponde ora che la proposta in parola ·comunicata dal R. ambasciatore in Washington e sottoposta dal dipartimento americano del Tesoro all'approvazione dei Governi alleati •costituisce l'attuazione del progetto fonnulato dal Signor Hoover ed esteso a tutti i rifornimenti. Esso fu discusso a Londra dal detto Signor Hoover col Governo inglese e rappresenta appunto conclusione cui lo stesso Hoover pervenne dopo aver visto uomini e cose. Epperò il barone Mayor sarebbe di parere che la proposta americana fosse accettata.

(l) -Il telegramma fu spedito tramite l'ambasciata a Was!1ington. (2) -Gruppi indecifrati. (3) -Non pubblicato.
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IL CONSOLE A GEDDA, BERNABEI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. R. 1777/63. Gedda, 20 maggio 1917, ore 19)5 (per. ore 4,10 del 21).

Re Hedjaz giunto ieri a Gedda ha avuto un lungo colloquio col signor Picot ex-console generale di Francia a Beiruth e commissario genera1e :francese per la Siria venuto appositamente dal Cairo, accompagnato dal signor Massign dell'agenzia diplomatica francese.

Al colloquio era presente l'Emiro Faisal arrivato con nave da guerra inglese da Iwegh. Da fonte sicura mi risulta ·che iJ signor Picot avrebbe cercato mediante ·concessioni di 'stabilire un accordo col Re dell'Hedjaz c[rca regolamento della questione indipendenza politica della Siria da parte della F.rancia. Re Hedjaz avrebbe dichiarato al Signor Picot ess·ere quesmone indipendenza di quelle provincie assolutamente ·connessa con quella degli a1tri (paesi arabi soggetti alla Turchia, ·e, come arabo e musulmano Re Hedjaz non saprebbe transigere su questo punto senza venire meno alla ,difesa degli interessi arabi in genere e di quelli musulmani in particolare, ritenendo unione dei paesi arabi soggetti alla Turchia sotto un solo scettro e col controllo gradito delle potenze alleate :s[a mezzo per garantire eguaglianza dei diritti politici e religiosi fra le popolazioni cristiane e musulmane arabe e per assicurare esistenza e incremento 'civile della nazione araba, giusto desiderio e51Presso dalle potenze alleate. Re Hedjaz av.rebbe in Uiltimo declinato ogni responsabilità per una diversa soluzione della questione della Siria. Il signor Picot è partito oggi pel Cairo. Prego comunicare quanto precede al ministero delle colonie (1).

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1270/212. Pietrogrado, 20 maggio 1917, ore 14,25 (per. ore 7,50 del 21).

19 maggio (2).

Buchanan crede che dato il momento non sia consigliabile la pubblicazione delle risposte degli Alleati alla nota lVIiliukoff. A titolo confidenziale egli mi ha detto di aver suggerito al suo Governo una aggiunta alla sua rilij)osta per porre in evidenza che gli accordi peT l'Asia Minore ,sono destinati ad arrestare le mire e81Jansioniste germaniche e ad evitare futuri conflitti. Se garanzie in quei! senso rpossaoo ottenersi sotto altra forma ma selll[lre in modo idoneo a salvaguardare la pace è questione che il Governo britannico riservasi d'esaminare quando lo consentano le condizioni militari e politiche.

(l) -Ritrasmesso a Parigi, Londra e all'agenzia diplomatica al Cairo, con t. 667. (2) -In questo, e nei successivi casi analoghi, la data nel testo è quella della redazione del telegramma che viene inserito, invece, sotto la data di spedizione.
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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 2448/580.

Londra, 20 maggio 1917.

Il Primo Ministro ha svoLto le sue .proposte di soluzione del problema irlan

dese dapprima .con lettera privata ai capi-parte !irlandesi, dappoi tn una 'lunga

dichiarazione dinanzi al Parlamento.

Esaminata nei suoi rpiù 'semplici termini, la lettera conteneva due proposte,

l'una subordinata all'altra. Essa era un invito ai .diversi rpa.rUti l) di accettare

l'Home Rule, ·con l'esclusione delle note sei ·contee dell'Ulster, l'inclusione delle

quali avrebbe potuto essere riesaminata dopo i primi cinque annri di vita del

Parlamento irlandese, ovvero 2) di accettare la riunione in Dublino d!'un'a,ppo

sita Assemblea Costituente per statuire uno schema definitivo di self-govern

ment dell'isola.

Conseguenza della proposta governativa era dunque l) che il Governo

avrebbe dovuto fare accettare il •suo piano di regolamento ai nazionaltsti, 2) ov

vero convertire ,gli unionisti ad aderire al piano alternativo. E potché la prima

via non aveva alcuna probabilità di successo, stante l'irreduttibilità dei naziona

listi a qualunque partizione dell'Irlanda, non restava che la seconda, cioè per

suadere l'Ulster a farsi rappresentare nella Convenzi010e di Dublino.

Ora, i fatti che si sono svolti nell'ultima settimana hanno dato :ragione a

questa ipotesi. Difatti, aUa lettera del Signor Lloyd George pervennero ·le se

guenti risposte :

Nazionalisti (Signor Redmond). Assoluta opposizione allo schema d'accordo sulla base della partizione, ma disposizione a raccomandare la proposta della Convenzione. Nazionalisti indipendenti (Signor W. Brien). Identica a quella del Signor Redmond.

Unionisti dell'Ulster (Sir J. Lonsdale, cui è passata la leadership del partito, dopo che Sir E. Carson è salito al potere). Accettazione di sottomettere la proposta concreta al Consiglio unionlista.

Unionisti del Sud (Lord Midleton). Non appoggio allo schema specifico, ma disposizione a rac•comandare il progetto di Convenzione.

Ciò stante, poiché tre dei quattro partiti irlandesi (e fra questi, notevole a rileva11si, anche quello degli unionisti del sud) avevano dichiarato di appo.ggiare l'indizione d'una Convenzione, al Signor L,loyd George non restava che svolgere, dopo naturalmente essersii assicurata se non già l'adesione, almeno la non opposizione di Sir E. Carson, questo solo schema di progetto davanti al Parlamento Imperiale. Il che infatti egli fece in un abile d~scorso che può così riassumersi: Il Governo propone l'indizione d'un'Assemblea Costituente. Questa non dovrà essere solamente politica, ma dovrà includere i rappresentanti dei corpi governativi locali, delle Chiese, delle Trade-Union:s, e degli interessi industriali e commerciali. Il suo presidente dovrà essere nominato dalla Corona. Lo scopo di essa dovrà essere quello di formare uno schema di self-government dell'isola. n Governo, da parte sua, è pronto, qualora sia raggiunto un accordo, ad accet

tare la responsabilità di fare tutti i passi necessari affinché il Parlamento possa dare effetti leg~slativi alle conclusioni della Convenzione, la quale però dovrà svolgere i 'suoi lavori a porte chiuse.

Al discorso del Primo Ministro seguirono le dichiarazioni dei diversi capipartito, le quali furono conformi a a_uelle già espresse nelle loro lettere private al Signor Lloyd George. Solamente, Sir E. Carson, alla fine del dibattito, volle modificare in certa guisa le recise affermazioni di Sir J. Lonsdale, affatto contrarie ad! ogni possibile inclusione dell'U:Lster, osservando, in modo generale, che, a suo credere, le proposte del Governo 'segnavano un importante progresso verso la riunione dell'isoJa, e però esse andavano 'considerate con ogni simpatia.

I deputati irlandesi si •sono recati, nella maggiore loro parte, nell'isola per consultare i propri elettori circa l'accoglimento da dar1Si alla proposta di Convenzione del Governo. A parte i nazionalisti, d•ei quali è ovvio l'interesse a partecipare all'Assemblea straordinaria di Dublino, si fanno varie ipoteSii circa l'atteggiamento definitivo degli unionisti del nord e del sud, e sovratutto dei Sinn-Feiners. Ai più sembra pe•rò ·che sia i primi che i secondi (e questi ultimi nella proporzione del 70 %) finiranno con l'aderire all'invito del Governo. Molte previsioni sono poi fatte circa la personalità che dovrà presiedere l'adunanza. Alcuni giornali es.cludono a priori l'ipotesi che un personaggio irlandese possa essere chiamato aH'alto ufficio, e ciò in ragione della sua eventuale parzialità verso taluno dei partiti nazionali; altri giornali invec2 sostengono che tale ufficio debba essere affidato ad un alto personaggio inglese, come allo Speaker od al Signor Balfour, e ciò a significare l'assoluto legame che dovrà esistere fra l'autonoma Irlanda e la madre-patria, ed altresì il desiderio del Governo che sia assicurata la più grande imparzialità di direzione dei dibattiti.

Anche altre ipotesi vengono fatte circa il numero dei membri della Costituente. Ma sru questo punto parmi esservi maggiore ·concoo:dia, nel senso cioè che

• -la più larga partecipazione » di cui il primo ministro fece parola nelle sue dichiarazioni, debba essere piuttosto in un metodo di elezione, per così dire, di secondo grado, che dii primo; il numero dei d'elegati dovendo essere ristretto, .e la carica dovendo possibilmente essere affidata ai vari e veri dirigenti l'opinione pubblica e la politica irlandese. - T. -GAB. 1276/121. Parigi, 21 maggio 1917, ore 13,40 (per. ore 15,40).
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L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

GAB. 1276/121. Parigi, 21 maggio 1917, ore 13,40 (per. ore 15,40).

Avendo ancora sollecitato una risposta drca punto a ovest Me1t1sdna Cambon mi rispose .che stanno Javorando ma che Ribot, oppresso dal lavoro, non ha potuto ancora stabilire quanldo esaminerà questione. Mi ha però promeSISo di parlarne in questi gio:rmi.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, E AL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI

T. GAB. 743.

Roma, 21 maggio 1917, ore 21.

Questo ministro di Svizzera mi esponeva tutte le preoccupazioni che si

nutrono in Svizzera a proposito delle dichiarate intenzioni degli Stati Uniti di

impedire le esportazioni per gli Stati neutrali che lascino esportare i loro

prodotti verso gli Imperi Centrali. Il Governo svizzero si rivolgeva al nostro

come a quello francese perché spiegassimo a Washington la situazione parti

colare in cui si trovava la Svizzera e le condizioni di restrizione cui già si era sottoposta mediante la S.S.S. (1). Ho risposto che all'oc,casione mi sarei volentieri prestato pel"ché non si spingessero dltre le cose, ma 'che non ritenevo che questa fOSISe nemmeno l'intenzione del Governo americano nei riguardi della Svizzera (2).

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, E A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB, 744. Roma, 21 maggio 1917, ore 21.

Generale Cadorna mi ha scritto che nel momento presente e non soltanto allo scopo di prepararsi a fronteggiare la situazione che si prospetterebbe in caso che l'esercito russo venisse a mancare ai compiti proprì, con la conseguenza prevedibile che surlla nostra fronte possano rovesciarsi dalle 50 alle 60 divisioni nemiche, ma, tPer riparare a una nostra grave deficienza, giovel"ebbe interessare subito i Gabinetti militari francese e britannico a ,concorrere nel fornirci munizioni di medio e grosso calibro (o le materie prime oc,correnti alla loro fabbricazione) e artiglierie da campagna. Avremo ~con dò il mezzo di mettere in assai maggior valore le forze in uomini di 'cui disponiamo, e che appunto per defi,cienza di artiglieria -non siamo in grado di conV'enientemente sfruttare.

L'argomento è di vitale importanza per la situazione militare presente ed, a maggior ragione, per la eventualità temuta ~che all'azione deLl'esercito russo debbasi rinunciare, ed il generale Cadorna vi ha richiamato la mia attenzione pevché i Governi alleati possano essere informati della grandissima i~ortanza che, rper gli scopi ~comuni, potrebbe avere un loro ~concol1So. Dal canto suo egli agirà nello stesso senso con i capi di stato maggiore degli eserciti francese e britannico.

Prego V. E. adoperarsi in conformità di quanto precede "presso codesto Governo e telegrafarmi.

(l) Si tratta della Société Suisse de Surveillance Économique.

(2) Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., p. 133.

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L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1280/123. Parigi, 21 maggio 1917, ore 23,15 (per. ore 0,13 del 22).

Mio telegramma n. 122 (1).

Credo non vi sia dubbio drca il viaggio di Briand in Svizzera ,giacché da

varie fonrti viene confermato e qualcuno mi assicura di averlo saputo da persona

sua intima. Mi si dice che Briand, già quando era presidente del consiglio,

cominciò a trattare rcon agenti austriaci a mezzo di Berthelot. Ora avrebbe avuto

appuntamento con Bernstorff e con Montlong. Se ciò fosse esatto egli sarebbe

probabilmente andato a GineV'ra.

46

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1788/298. Parigi, 21 maggio 1917, ore 23,45 (per. ore 4,40 del 22).

Telegramma di V. E. n. 650 (2).

Mi rsi d'ice sarebbe imminente I'liunione Stoccolma e Copenaghen personalità politiche polacche fra cui signor Ledinski pvesidente commissione affari Polonia e conte Rozwrowski direttore politico Consiglio di Stato Va11savia rper trattare specialmente questione esevcito .polacco, atteggiamento poliUco generale di fu'onte Germania per Posnania e di fronte Austria per Galizia, candidatura arciduca Carlo Stefano. Riunione avrebbe contatto con pevsonalità tedesche. Per quanto non possa assicurare esattezza notizia credo riferirla per eventuali indagini.

47

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1284/233. Londra, 21 maggio 1917, ore 22,20 (per. ore 10,45 del 22).

Telegramma di V. E. n. 733 (3).

Domanda accademica di Ribot mi pare anche più strana di quella di Lloyd George. Mentre di fatto il primo ministro accennava alla Dalmazia, il ministro francese si limita alla sola Trieste senza nemmeno parlare dell'Istria e delle isole. Ponendo a raffronto il discorso di Ribot e Painlevé col linguaggio di Lloyd George ed acoenni di Cecil (mio telegramma 225) ( 4) sorge naturale il

n. -24.

sospetto che predetti accenni possano essere :motivati non tanto dalla contemplazione, in oggi poco verosimile, di una pace separata austriaca, quanto dei rapporti di Tho:rnas e dd Buchanan che, preoccupati oggi per la situazione in Russia e desiderosi di evitare la catastrofe della pace separata russa, insistono presso i rispettivi Governi per familiarizzarli gradatamente con le imminenti prQPoste della revi,sione degli a·c.cordi, proposte ·che forse non si sentono abbastanza forti a scongiurare. È questa una semplice congettura che sottopongo a

V. E. :ma non posseggo elementi sufficienti a corroboirarla nell'ignoranza assoluta in cui sono tenuto da vari giorni della corrispondenza di Carlotti. Comunque :mi pare sia nostro essenziale interesse sorvegliare attentamente l'azione di Thomas che, per esseil'e eminente ed influente del Governo francese, potrebbe intavolare con i governanti l'U!Ssi conversazioni :rnaga·ri private ma non meno pericolose allo scopo di armonizzare le eventuali proposte di revisione con gli interessi francesi a ,scapito dei nostri. Su questo punto di primaria importanza gioverebbe forse, a mio remissivo parere, quakhe chiara e pirecisa spiegazione con gli Alleati ai quali non può, non deve sfuggire quale rivoltante ingiustizia costituirebbe una riduzione delle nostre rivendicazioni nazionali motivata dalla necessità di propiziarsi la potenza che per un verso o per l'altro è la causa principale della ritardata e forse compromessa trionfale vittoria.

NeSS!Uno si rende conto più di me della enorme delicatezza e difficoltà di trattare con un Governo anol'male e prettamente rivoluzionario, nonché della imprescindibile necessità di impedire ad ogni costo una pace separata russa, ma d'altra parte gli stessi discorsi di Ceci! e di Asquith ai Comuni ,sono venuti in buon punto a dimostrare la possibilità di conciliare le formule anti-annessioniste della Russia rivoluzionaria con la soddisfazione delle sacre nostre domande a tutela dei sommi interessi per i quali siamo volontariamente entrati in guerra (1).

(l) -T. gab. 1282/122, pari data, con cui Salvago Raggi aveva dato una prima notizia del viaggio di Briand in Svizzera. (2) -T. 650 del 16 maggio, non pubblicato. (3) -Ritrasmissione a Londra e Pietrogrado del telegramma di Orlando da Parigi, cfr. (4) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 990.
48

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1313/189. Jassy, 21 maggio 1917, ore 20,40 (per. ore 22,50 del 24).

Mi risulta in via del tutto confidenziale e prego mantenere il più stretto [riserbo] in proposito che a questa Corte si ventila il proposito d'inviare il principe ereditario in missione agli Stati Uniti. Scopo ufficiale della missione sarebbe quello di felicitare il presidente Wilson per l'entrata in azione dell'America e di assicurare alla Romania la benevolenza della Federazione presiedendo in pari tempo alla installazione della nuova legazione di Romania a Washington (mio telegramma 173) (2). Altro scopo sarebbe quello di far propaganda presso i Transilvani degli Stati (tra i quali... (3) vorl'ebbero che venisse reclutato un corpo speciale per la guerra europea) e di ottenere concorso finanziario dell'America. A

quest'ultimo proposito ricordo avermi Bratiano riferito di aver detto all'ambasciatore degli Stati Uniti a Pietrogrado in occasione del suo recente viaggio colà che dal momento •che l'America è pronta ad armare ~eper l'Europa essa potrebbe con ben minore dispendio fornire armamenti e fondi alila Romania prontamente. Con quello 'che agli Stati U111iti occorrerebbe per iiStruire equipaggiare e mandare 10 mila uomini, Romania ne equipaggerebbe 100 mila che sono, secondo Bratiano, già addestrati e mancano solo d'armamenti, equipaggiamenti, ecc. Francia promise che ne avrebbe telegrafato a Washington. Avverto per ogni buon fine che dell'eventuale viaggio del principe ereditario Gabinetto non si è ancora ... (1).

Rinnovo la preghiera di mantenerlo segreto.

(l) -Ritrasmesso a Parigi e Pietrogrado con t. gab. 748 del 23 maggio. (2) -Non pubblicato. (3) -Gruppo indecifrato.
49

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1397/205. Jassy, 21 maggio 1917, (2) ore 21,20 (per. ore 2,05 del 29).

Prego trasmettere alla sua alta destinazione il seguente telegramma fattomi rimettere in questo momento da S. M. il Re di Romania:

• A Sa Majesté le Roi.

La nouvelle du beau succès remporté par tes vaillantes troupes a été salué€ par moi et mon armée avec une vive joie. Je te prie d'agréer mes félicdtations chaleureuses et le salut fraterne! que mes sold!ats, au moment où i:lis briìlent d'impatience de reprendre l'offensive, envoient du fond de leur coeur à leurs braves frères d'armes sur il'Isonzo.

Nous saluons ce succès d'autant plus chaleureusement qu'il est un nouveau et précieux .gàge de la victoire qui couronnera nos effods communs.

Plein d'admiration pour la belle armée je te prie d'accepter en signe de fraternelle amitié la prernière classe de mon Ordre Militaire de Michel le Brave. .Mon armée ,sera fière que dorénavant ce signe de valeur militaire briill.e sur

la poitrine du Souverain de notre soeur ainée l'ltalie et du Roi soldat. Je te serre fraternellement la main -Ferdinand ».

50

IL MINISTRO DELLA MARINA, CORSI, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

N. 1753. Roma, 21 maggio 1917.

Mi .riferisco al telegramma del R. Ambasciatore a Washington comunicatomi in copia col dispaccio 6679 in data 15 corrente (3) del Ministero degli affari esteri, che ne ha dato notizia anche alla E. V. oltre che agli altri Mini

stri interessati, sollecitando una comune decisione nei riguardi di una Commissione da crearsi in Europa per centralizzare tutta la complessa materia in ordine di acquisti in America da parte dei Governi alleati.

A questo proposito, in armonia con le precedenti rpratiche fin qui trattate, venne, 'Come è noto, già concordato e disposto che per gli acquistlÌ in America i rispettivi delegati delle Ammini,Sftrazioni dello Stato facessero capo alla nostra Ambasciata a Washington, ove il Generale Tozzi, per incari·co conferitogli dal

R. Governo, coordina tutte le pratiche riferent1si ad acquisti in America.

Il Governo americano gradirebbe ora, come riferisce il nostro R. ambasciatore a Washington, fosse costituito un altro organo con residenza in Europa in permanente contatto con i Governi alleati allo scopo di vagliare e coordinare le richieste degli Alleati, e dare indirizzo costante al Governo federale in materia di approvvigionamenti in genere.

A me sembra che la ·creazione di questo .ruuovo ente direttivo [pOtrebbe portare rpregiudizio alla ,sollecitudine richiesta dalle pratiche riguardanti approvvigionamenti, le quali, come è noto, per impeLlenti necessità belliche rivestono in generale carattere di urgenza.

E pertanto sarei dell'avviso che a rendere p~ù semplice ed agile la procedura in tale materia, anziché creare un nuovo organo in Europa, meglio ·converrebbe costituirlo a Washington, mediante il concorso delle ambasciate, o meglio dei delegati agli acquisti presso le rispettive ambasciate, i quali con opportuno lavoro collettivo potrebbero megllio che qualsia,si altra Commissione in Europa corrispondere alì'intendimento manifestato dal Governo americano.

Tale mio avviso ho creduto doveroso prospettare per quelle decisioni che d'accordo con gli altri Ministri interessati l'E. V. ~crederà dì rprendere.

(l) -Gruppo indecifrato. (2) -Sic nel registro dei telegrammi, ma dal numero di protocollo particolare la data Eembrerebbe essere 26 o 27 maggio. (3) -Non pubblicato.
51

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO A BERNA, PAULDCGI

T. GAB. 745. Roma, 22 maggio 1917, ore 11.

(Solo Parigi). Telegrammi di V. E. n. 122 e 123 (1).

(Per tutti). R. ambasoiatore a Parigi telegrafa quanto segue:

l} Gabinetto n. 122; 2) Gabinetto n. 123.

(Meno Berna). Ho telegrafato al R. ministro a Berna quanto segue:

(Per tutti). Prego assumere rtiservatamente infol'IJDazioni e teleg:rafarmi

d'urgenza.

(l) Cfr. n. 45 e relativa nota.

52

L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1289/154. Washington, ... maggio 1917 (per. ore 18,50 del 22).

Il Brasile ha fatto comunicare a questo Governo essere pronto a violare la sua neutralità nella guerra fra gli Stati Uniti d'America e Germanda aprendo proprie risorse economiche e •Commerciali se Stati Uniti si fossero impegnati a loro volta ad assicurare al Brasile continuazione ... (l) ·e fornitura grano carbone ed altri articoli che esso importava prima dall'Europa. Wilson accettando oggi questa offerta ha ri~osto che in caso di ostilità da parte della Germania Stati Uniti starebbero a fianco del Brasile.

A quanto md è rSitato assicurato autorevolmente Governo brasiliano ha preso questa decisione sotto la pressione del Congresso 'che lo r51Pinge aUa ,guerra da scontarsi ormai a brevce IS•cadenza con la Germania.

53

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. P. 1287/178. Atene, 22 maggio 1917, ore 14 (per. ore 19,05).

Memorandum inglese che V. E. mi ha comunicato per il che debbo speciali ringraziamenti, è, a mio avviso, una ulteriore prova della incapacità finale dell'Inghilterra a resistere aNe !Pressioni della Francia. È questa una disgraziata tendenza che da oltre 15 anni mi è stata data di osservare a Londra, Sofia e qui e che per di più non si risolve a vantaggio d1ell'Ltalia.

Quando mi giunse il telegramma cui mi riferisco, stavo per scrivere a

V. E. •che tutti gli inddzi che mi è stato dato di raCICogliere qui mi inducevano a credere ad una resistenza da parte dell'Inghilterra e ·sorgere in essa del deliberato proposito di resistere seriamente alle pretese dehla Francia. Se fossi giunto a tempo scrivere questo, vedo che avrei errato. O~gi ·l'Inghilterra abbandona 1a Grecia alla FraJilJcia e con esempio ·credo und,co nellta 1storia del mondo, non contenta di avere accettato il dispotismo di Sarrail nel controllo militare della Grecia, vuole sottoporre il proprio rappresentante diplomatico agli ordini della Francia ossia del ;paese ,CUJi. sono dovuti tutti i nostri errori in Grecia. Ignoro quali sono per essere per me personalmente le coiliSeguenze di questa :singolare deliberazione, ma ho piena fiducia che V. E. non vorrà pormi in una situazione che oltre quattro anni di servizio qui ed una situazione personale che mi permetto di qualificare non comune, non mi ... (l) sopportare. Se .poi il mio richiamo si impone ·Cefltamente V. E. non vorrà dare ad esso un carattere di disgrazia che non ho in alcun modo meritato. In qual mod'o Francia

userà deLla ampia facoltà !asciatale dall'Inghilterra non so. Credo che la sua

impotenza non permetta fare nulla di buono nemmeno nel 1SUO ordine di idee

già poco buono per se messo; accrescerà disordine e ,confulsione ·e finirà per

distruggere questo diiSgraziato paese. Forse è questo il suo intento per domi

narvi da sovrana.

Quanto al divisato abbandono da parte dell'Inghilterra della spedizione

in Macedonia non è in mio potere prevedere le conseguenze militari. Moral

mente sarà un disastro e farà perdere in 0111ente alla nostra ·coalizione quel

pochissimo prestigio che ci restava. Del resto l'Inghilterra ebbe sempre in uggia

quella impresa e sempre a malincuore si battè contro i bulgari. Dalla memoria

di Rodd vedo poi che essa non ha abbandonato l'ubbia di una pace separata

colla Bulgaria.

Non ho .consigli da dare al Governo di Sua Maestà. Certamente in presenza

dell'ostinazione francese di non volere un am.ichevole componimento 'coUa Gre

cia realista e di IPI'oseguire nel paese la sua propaganda venizelista dovrebbe a

mio modo di vedere 'cessare da parte nostra ogni ritegno nel procedere a ulte

riori occupazioni militari.

(l) Gruppo indecifrato.

54

L'AMBASCIATORE A MADRID, BONIN, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1290/26. Madrid, 22 maggio 1917, ore 15,45 (per. ore 21,30).

Alcuni giornali annunziano prossima la sostituzione di questo ambasciatore di Francia con un uomo parlamentare. Benché non possiamo influenzare le decisioni del Governo francese, credo mio dovere informarla che quella misura sarebbe dannosissima alla causa dell'Intesa in Spagna perché signor Geoffrai ha nell'ambiente politico la miglior posizione che abbia avuto un ambasciatore di Francia e il suo richiamo avverrebbe propdo mentre la stampa germanofila lo accusa di aver presentato note troppo energiche circa sottomarini. Ex ministro amico Intesa mi disse ieri che quel richiamo costituisce un segnalato trionfo per l'ambasciata germanica. Per quanto ci riguarda noi perderemmo un sincero amico del nostro paese, che presta alla rappresentanza italiana la più leale collaborazione.

55

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. R. 2004/678. Parigi, 22 maggio 1917.

Col mio telegramma gabinetto n. 118 del 18 corrente (l) ho riferito della prossima partenza del Signor I1swolsky e della probabile rettifica che egli avreb

be mandato ai giornali per correggere alcune inesattezze pubblicate nel Matin a carico dell'ex Imperatore di Russia.

Qui accluso trasmetto il numero del Matin al quale alludevo (1).

Non vedendo in alcrun giornale di Parigi la rettifi.ca annuncliata, ne parlai ieri col Sigr!or Cambon ed egli mi d:sse che Questo ministero degli affari esteri, al quale il Signor Iswolsky aveva comunica.to la lettera che intendeva pubblicare, lo aveva sconsigliato.

Il Signor Cambon mi raccontò quindi diffUisamente il fatto al quale alludeva l'articolo del Matin. Pare che all'epoca della guerra contro i Boeri, l'Imperatore di Germania e l'Imperatore di Russia si incontrarono durante una crociera nei mari del nord e l'Imperatore di Germania avrebbe persuaso quello di Russia a firmare un'alleanza •Contro 'l'Inghilterra assicurandogli che la Francia era già d'accordo a tale riguardo con la Germania.

L'Imperatore di Russia firmò ma appena ritornato in Russia ne riferì al Signor Sturmer, allora Ministro, che dimostrò al suo Sovrano come fosse stato ingannato, giacché la Francia non era per nulla d'accordo ·con la Germania per un'azione comune contro l'Inghilterra. Il Governo francese ne fu allora informato e •contribuì a persuadere H Sovrano russo del suo errore.

Il trattato andò così in aria ed il Signor Sturmer deve averne pal"llato con il giornalista che ha fatto la comunicazione ai giornali.

Nel corso della conversazione però il Signor Cambon mi lasciò 'intendere che vi era qualcosa di vero nell'affermazione dell'Imperatore Guglielmo d'essere già d'ac1cordo con la Francia, giacché in realtà questo Governo era stato presentito dalla Germania ma pare non avesse voluto o potuto condurre i negoziati ad akuna pratica conclusione.

Dall'insieme del discorso col Signor Cambon mi parve capire essere assai probabile che questo Governo abbia sconsigliato il Signor Iswolsky dal rettificare il racconto del giornale perché dalla polemica che ne poteva derivare sarebbero probabilmente emerse circostanze poco gradlite al pubblico inglese.

(l) Cfr. n. 22.

56

1L MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 212/79. Stoccolma, 22 maggio 1917.

Riferendomi al mio telegramma n. 158 (1), ho l'onore di ·trasmettere qui unito a V. E. il testo francese del manifesto del comitato olandese-scandinavo relativo all'azione per la pace.

Tale documento è stato pubblicato nel numero odierno del giornale Social Demokraten.

ALLEGATO.

MANIFESTE DU COMITÉ HOLLANDO-SCANDINAVE (l)

Stoccolma, l 8 maggio 1917

Sous l'influence de la révolution russe et des immenses espoirs qu'eHe a fait naitre, la délégation hollandaise au sein du B. S. I. (2) a pris l'initiative de convoquer une conférence de toutes les sections de l'Internationale.

Une invitation a donc été adressée à tous ,les partis affiliés, et pour les pays belligérants, aux majorités comme aux minorités ainsi qu'aux nouveaux partis qui s'y sont constitués pendant la crise. Cette initiative a été accueillie avec sympathie dans de nombreux milieux.

EHe a été provoquée par les demandes répétées et pressantes qui ont été transmises au secrétariat de l'Internationale par de nombreux partis affiliés. Dès les débuts de la guerre, par les partis des Etat-Unis, d'Italie, de Suisse, de Bulgarie, de Portugal. Plus tard, par des groupes de Russie, de Grande-Bretagne et des colonies anglaises. Récemment encore et de nouveau, par les organisations socialistes de Danemark, des Pays-Bas, de Suède, de Norvège, d'Argentine, d'Uruguay et d'Espagne qui ont endossé une réso[ution favorable à la convocation du B. S. I., votée par la ,conférence socialiste des pays neutres à La Haye.

Cette initiative constitue une tentative sérieuse de rétablir l'Internationale socialiste comme un facteur de puissance ouvrière et de créer, par elle, les fondements d'une paix générale sur la base des principes traditionnels de nos congrès.

Les délégués des partis socialistes de Suède, de Norvège, et de Danemark ont adhéré à l'initiative de la délégation hollandaise. C'est ainsi qu'a été constitué le comité hollando-scandinave qui a invité et invite par la présente les partis affiliés ainsi que les minorités susdites de participer aux conférences qui, à partir du 15 mai, ont eu Ueu et auront lieu avec chacune des delégations.

Le but de ces conférences préliminaires est de préciser la situation des divers partis à l'égard de la crise mondiale et des solutions concrètes de la paix, de formuler, si possible, un programme commun, inspiré des conceptions socialistes, et enfin d'examiner la possibilité de réunir une conférence générale. Chacun des partis, participant à ,ces 'Conférences, pourra se réserver le droit d'ajourner sa décision définitive à l'égard de la conférence plénière jusqu'à la fin des conférences préliminaires.

Entretemps, à Pétrograde, le conseil des ouvriers et soldats a eu également l'idée de convoquer une conférence générale. Notre comité a salué avec joie cette initiative comme un signe nouveau des aspirations profondes de la classe ouvrière qui, de 'Plus en plus, se rend compte de la nécessité toujours croissante de mobiliser toutes les forces du prolétariat international contre l'impérialisme, pour donner enfin au monde une paix généraJle, durable et définitive. Le comité hollandoscandinave espère qu'il pourra ,s'entendre avec la délégation que le conseil des soldats et ouvriers compte envoyer à bref délai à Stockolm, à l'effet de renforcer le travail déjà commencé et d'aboutir à une action unique.

L'oeuvre que nous avons entreprise, a été entravée à ses débuts par des mesures prises par certaines autorités qui ont refusé des passerports à plusieurs délégués, désireux de se rendre à Stockholm. Cet acte est attentatoire à la liberté politique. C'est également un geste d'hostilité aux intérèts prolétariens. Le comité récuse d'avance toute influence qu'un gouvernement quelconque voudrait exercer sur la composition ou sur le programme des conférences projetées, et il proteste contre la pression que l'on pourrait tenter de faire sur la conférence, en accordant

des passeports aux groupes qui ont soutenu et en refusant des passeports à ceux qui auraient combattu la politique de leur gouvernement.

L'Internationale ne représente les intérets d'aucun des belligérants. Elle doit suivre sa propre route, servir ses propres buts qui ne sont autres que ceux de l'humanité, et, au moment décisif et à còté des puissances traditionnelles de l'ordre existant, jeter dans la baJlance toutes les forçes du prolétariat.

Le comité hollando-scandinave poursuivra sa tàche avec énergie et persévérance malgrés les difficultés qu'ii pourra rencontrer. C'est dans cette pensée qu'il s'est constitué a Stockholm comme un centre permanent de l'action du prolétariat en faveur d'une paix socialiste.

L'utilité des conférences avec les divers partis nous a d'ailleurs apparu dès l'origine de nos entrevues. Tous nous avons pu constater depuis plus de deux ans combien les haines se sont partout accumulées, et ·combien la suspicion menace de compromettre 1les meilleures intentions. Les oppositions et les malentendus ont créé des abìmes. Mais quand on veut examiner l'origine du mal, on découvre souvent qu'un échange de vues aurait pu dissiper le différend ou, tout au moins, l'atténuer largement.

L'lnternationale doit se retrouver! Pour atteindre ce but, nous faisons un appel pressant aux ouvriers et aux socialistes de tous les pays. Vive l'Internationale ouvrière et socialiste!

(l) Non si pubblica.

(l) -Il Manifesto è firmato per il partito socialista svedese da Branting, Moller e Soderberg, per il partito socialista danese da Stauning, per il partito socialista norvegese da Vidues, per il partito socialista olandese da Albarda, Troelstra e van Kol e dai segretariC.am. Huysmans e A. Engoere. (2) -Bureau Spcialiste International.
57

L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1296/155. Washington, ... maggio 1917 (per. ore 19,35 del 23).

Mio telegramma 107 (l) e telegramma di V. E. n. 732/33 (2).

Polk mi ha detto oggi che è stato deciso da questo Govemo di rifiutare senz'altro il passaporto ai socialisti americani che hanno chiesto di recarsi al convegno di Stoccolma. A questa decisione ha ~contribuito il convincimento ohe sarebbe ,stato ingenuo ·Subolldinare 1la ·concessione del paSJSaporto ad impegni di discussioni limitate che i socialisti non avrebbero matlltenuto 'e ·che era stato perciò giudicato preferibile eliminare addirittura ogni possibilità di manifestazioni e di intrighi esiziali alla causa degli alleati. Polk mi ha chiesto di considerare questa sua ·comunkazione come 'confidenziale (3).

58

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, E A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. 679. Roma, 23 maggio 1917, ore 23.

Ho ricevuto dal ministro degli affari esteri di Russia seguente telegramma:

• En assumant le poste de ministre des affaires étrangères au Gouvernement provisoire russe reconstitué (4) je prie V. E. d'etre assuré de mon

• Le Gouvernement provisoire, qui vient d'etre réorganisé et renforcé par des représentants nouveaux de la démocratie révolutionnaire, déclare qu'il mettra en application

désir de collaborer intimement avec elle à la poursuite de la cause de la liberté et du droit à laquelle la nation italienne prend une si grande part. La démoc,ratie rus,se devenue maitresse de ses destinées a déclaré hautement que dans cette guerre elle n'a jamais été guidée par un esprit de conquete ou de convoitise. La démocratie russe estime que cette guerre est nécessaire et inévitable pour la défense de la liberté des nations: to~te autre interprétation anéantirait son enthousiasme et ne saurait etre acceptée par elle. Telle est aussi l'opinion du Gouvernernent provisoire. Nous comptons fermement que les armées russes reconstruites sur de nouveaux principes démocratiques et animées du grand souffle révolutionnaire rnarcheront prochainement vers l'accornplissernent de la tache qui leur incombe en commun avec leurs vaillants frères d'armes •

Ho risposto a Teretchenko nel modo seguente:

« Je remercie V. E. pour les paroles qu'elle a bien voulu m'adresser au moment d'assumer le poste de ministre des affaires etrangères du Gouvernement russe reconstitué. Je suis heureux de l'occasion qui m'est offerte d'entrer en relations offcielles avec vous.

La nation italienne a conquis son unité et son indépendance en force des princi.pes de liberté et de dtroit auxquels s'inspire la nouvelle Russie. Ces principes constituent le patrirnoine mora! de nos deux nations, et forment un gage

d'une manière décisive !es idées de Iiberté, égalité et fraternité qui ont été inscrites sur le drapeau de la grande révolution russe. Le Gouvernement provisoire s'est surtout ralliè sur !es bases fondamentales suivantes de son action future:

l) Dans le domaine de la politique extérieure, le Gouvernement provisoire repousse, d'accord avec le peuple tout entier, toute idée de paix séparée et se pose ouvertement pour but d'arriver au plus vite à une paix universelle qui n'impliquerait ni l'asservissement des autres peuples, ni Ieur privation de Ieur patrimoine national, ni l'occupation par la force de territoires étrangers, à une paix sans annexions et contributions. donnant aux nations la faculté de disposer Iibrement de Ieur sort. Purement convaincu que la chute du régime tzariste et la consolidation des principes démocratiques dans la politique

intérieure et extérieure de la Russie ont créé un nouveau facteur incitant les démocraties

alliées à tendre vers une paix durable et la fraternité des peuples, le Gouvernement provisoire prendra des mesures préparatoires pour mettre en harmonie !es vues de nos alliés

avec celles exprimées dans la note du Gouvernement provisoire en date du 27 mars l

9 avril année courante. 2) Persuadé que la défaite de la Russie et de ses Alliés serait non seulement une

source des plus grands maux pour les nations, mais reculerait en outre ou rendrait im

possible la conclusion d'une paix universelle sur la base susmentionnée, le Gouvernement provisoire croit fermement que I'armée révolutionnaire russe ne permettra pas que !es troupes allemandes écrasent nos alliés sur le frcmt occidental et se rabattent avec toute la force de Ieurs armes sur tous. La consolidation des principes de la démocratisation de I'armée, l'organisation et l'augmentation de sa force combative, tant pour !es opérations

défensives qu'offensives, constitueront la t<lche primordiale du Gouvernement provi~olre.

Se posant comme but l'application énergique du programme susmentionné, le Gou

vernement provisoire déclare catégoriquen1ent qu'un travail fécond de sa part n'est possi

ble qu'à la condition que la nation révolutionnaire toute entière lui témoigne une confiance complète et absolue et qu'il puisse exercer de fait la plénitude du pouvoir qui est si nécessaire à la consolidation des conquètes de la révolution et à Ieur développement futur.

En adressant à tous !es citoyens un appel énergique et instant de conserver l'unité du pouvoir qui est exercé par le Gouvernement provisoire, ce dernier déelare qu'il adoptera pour le salut de la patrie !es mesures !es plus énergiques contre toute tentative de contre-révolution, aus•.i bien que contre des actes d'anarchie, d'illégalité et de violence qui désor

ganisent le pays f't ~r~parent le terrain pour une contre-révolution. Le Gouvernement pr~)vi

soire a foi qu'il trouvera dans cette voie un appui énergique de la part de tous ceux à qui est chère la Iiberté de la Russie. Signé:

Ministre Président et Ministre de I'Intérieur Prince Lvoff. Ministre de la Guerre et de la Marine Kerensky. Ministre de la Justice Pereversew. Ministre des Affaires Etrangères Teréschenko. Ministre des Voies et Communications Nekrasow. Ministre du Commerce et de l'Industrie Konovalow. Ministre de I'Instruction Publique Manouilow. Ministre des Finances Chingarew. Ministre de l'Agricuiture Tchernoff. Ministre des Postes et Télégraphes Tseretelli. Ministre du Travail Scobelew. Ministre du Ravitaillement Péchéhonow. Procureur du Saint Synode Lvow. Controleur d'Etat Godnew.

sur de la confiance et de la cordialité de leurs relations avenir, qui, des maintenant, sont cimentées par la fraternité des armes dans la lutte mondiale pour la sauvegarde de la civiHsation en plein accord avec nos alliés. Nul esprit de conquete ou de domination n'a inspiré l'action de l'Italie, qui est entrée en guerre librement pour la cause sacrée de la délivrance des peuples opprimés et la sécurité de son indépendance. La victoire finale devra a:Ssurer au monde une ère de paix fondée sur la liberté et la justice.

Au moment où les armées italiennes soutiennent une lutte sanglante IJlOUr la cause commune, j'aime partager la confiance de V. E. dans la marche prochaine des vaillants soldats de la Russie libre •.

V. E. può comunkare testo della mia risposta a codesto Governo per sua notizia.

(l) -Cfr. n. 34. (2) -Ritrasmissione del n. 25. . (3) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado, con t. gab. 757 d~l 24 maggio. (4) -In data 20 aprile il Governo russo, al momento dell'assunzione, aveva fatto la seguente dichiarazione :
59

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. R. 680. Roma, 23 maggio 1917, ore 23.

Notizie giunte al ministero delle colonie recano che attualmente in Inghilterra si starebbe esaminando la questione del Califfato musulmano. Vi avrebbe ottenuto favore l'idea di determinare il territorio del nuovo califfato comprendendovi tutte le regioni conquistate dai primi quattro califfi, e cioè l'Arabia, la Palestina, la Siria, la Mesopotamia, l'Egitto, 'la Libia e parte della Tunisia. Al Governo francese sarebbe stato segnalato il problema che sarebbe ora oggetto di studio. Prego V. E. di voler assumere in proposito informazioni e riferirmi.

60

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1300/234. Londra, 23 maggio 1917, ore 15 (per. ore 0,55 del 24).

Ceci! mi leggeva ieri un telegramma spedito a Buchanan e ripetuto a Rodd per comunicazione a V. E. contenente la risposta inglese (l) ad una Nota russa

« I have the honour to acknowledge the receipt of your Note of the 3rd instant, in which you were good enough to enclose a copy of the Manifesto issued by the Russian Government on March 27th last, to make known their views on the objects of the present war.

His Majesty's Government welcome this Manifesto which will serve to defeat the attempts of the common enemy to sow discord between the Allies by propagating the fiction that free Russia intends to conclude a separate peace with the Coecltr".l Powers. The declarations of the Provisional Government, imbued as they are with the spirit of an enlightened democracy, clearly show that Russia, in her new-won freedom, will in no wise relax her glorious efforts to defend, in conjunction with her faithful allies, the cause of justice and hu:nanity, and that those efforts will be intensified by her fixed determination to drive the invader :from her soil.

His Majesty's Government note with deep satisfaction your assurance that the Provisional Government, while safeguarding the rights of Russia, will strictly respect their engagements towards her Allies. This added assurance of Russian loyalty and good faith confirms His Majesty's Government in their conviction that the war will be brought to a victorious issue, which will lay the foundations of a lasting peace, based on the triumph of right and freedom and secured by sure guarantees for the future».

del 3 corrente (che suppongo sarà stata diretta a V. E.) (l) circa proposta revisione di aecordi. Avendo Ceci! chiesto il mio parere gli dissi sembrarmi in generale 'che SIU questo oltremodo delicato e .sdr:ucciolo terreno convenga avventural1si ·con la massima cautela. Alleanza riposa su certi cardini fondamentali. A scuote11li anche menomamente si corre il rischio di far crollare tutto l'edificio. I<gnoravo il pensiero di V. E. ma, parlando liberamente non come ambasciatore ma come a11dente patriota italiano, non potevo dissimulare a me stesso né a lui quale disastrosa impressione produrrebbe sui miei .concittadini e quale terribile contrac,colpo eserciterebbe sul loro finora così mirabile ardore bellico, la prospettiva di una benché menoma riduzione della integrale realizzazione delle pattuite sacre rivendicazioni nazionali per effetto a,ppunto della Russda che sotto il vec.chio ed ora sotto il nuovo regime non ha mai potuto mantene!'e gli impegni militari assunti verso di noi e sui quali era stata sino dal principio impostata la nostra entrata in guerra e ci sta proprio ora esponendo a fronteggiare il nerbo principale e più efficiente delle forze austriache. Disse Cecil essere ciò inconteSitabile ma la situazione diverrebbe anche peggiore per tutti se la RUISSia per un. verso o per l'altro si .sconquassasse e pertanto nella ["ealità se non nel!la forma ci abbandonasse definitivamente. Egli fino a prova ~contraria indinerebbe a ritenere non molto probabile una tenace irriducibile insistenza russa .su revisione accordi fatti mentre invece prevede quasi ·certa quella di tutti gli accordi per la Turchia asiatica. Anche nella prima ipotesi poi la risposta br>itannica è redatta in modo da lasciare bene intendere tante condizioni che in ogni even

tualità lascerebbero praticamente inalterati accordi conclusi. In conclusione io dissi sembrarmi comunque che questa pericolosa revisione più presto si metterà in tacere meglio varrà nell'interesse della compagine alleata e della vigorosa prosecuzione della guerra fino alla vittoria (2).

(l) Si pubblica qui di seguito la risposta di Cecil a Nabokov in data 8 maggio:

61

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1298/124. Parigi, 23 maggio 1917, ore 20,40 (per. ore 0,55 del 24).

Ricevo dispaccio di V. E. n. 24, in data 18 maggio (3).

Trattandosi di iniziare ex-novo i negoziati circa un trattato lavoro del quale non si è an·cora parlato ~con questo Governo e siecome non v'è ancora il testo definitivo che Ricd propone nella sua memoria di redigere e che V. E. si riserva di mandarmi, non mi semibra si possa •senz'altro iniziare ora i negoziati.

Io ne accennerò ora con Bourgeois e mi sembra che converrebbe profittare della prossima venuta in Italia di un membro del Gabinetto francese, Clémentel, per dirgli il grande interesse ~che il R. Governo annette al nuovo trattato.

(l) -Cfr. serie V, vol. VII, n. VII, n. 885. (2) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. gab. 75S del !iA maggio, cfr. n. 71. (3) -Non rinvenuto.
62

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1295/125. Parigi, 23 maggio 1917, ore 20,40 (per. ore 0,55 del 24).

Telegramma di V. E. n. 744 (1).

Ho rimesso un pro-memoria nel senso indicatomi a questo ministro degli affari esteri che mi ha promesso di parlarne in comitato di guerra appena verrà analoga richiesta al ministro della guerra.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1299/235. Londra, 23 maggio 1917, ore 22,37 (per. ore 6,05 del 24).

Nel co11so del lungo colloquio di ieri chiesi a Cecil se gli assaggi austriaci per la pace separata dei quali mi aveva a suo tempo parlato Balfour avevano avuto ulteriore seguito e se vi erano indizi recenti di tendenza a rinnovarli. Rispose in modo molto preciso che quegli assaggi fatti prima da Slatim pascià e poi da Mensdorff erano morti in sul nascere nè a lui Tisultava menomamente di nuovi 1tentativi di riprenderli. Avendo io, senza citare J.a fonte, menzionato la notizia che dis'si riferitami qui di un viaggio di Briand in !svizzera, Cecil rizzò 'subito l'orecchio, mi ringraziò molto, ma dichiarò la cosa giungergli affatto nuova aggiungendo che avrebbe subito telegrafato a Parigi e a Bema per 'caute investigazioni. Ceci! si mostrava molto ,scettico sulla possibilità di pace separata austriaca, 'Persuaso come è, che quando pure l'Alustria desiderasse 1sul serio giungervi, mai Germania glielo permetterebbe. Ciò del resto venne provato dal fatto che noti assaggi austriaci avevano avuto luogo consenziente, se non pure istigante, la Germania. Poiché eravamo su questo tema, io accennai aUa costante tendenza di questa opinione pubblica in senso piuttosto simpatico per l'AustriaUngheria, ad alcune agitazioni segnalatemi da parte di eminenti pensonalità cattoliche ecc. Replicò il miniscro c>ssere fuori dubbio che opinione pubblica britannica ,considera l'Austria come « the less objectionable » tra i dlue maggiori nemici e che dal punto di v~sta militare staccare Austria dalla Germania presenterebbe incontestabilmente considerevoli vantaggi. Da quesrt:o però al parlare di simpatie inglesi per Austria pareva corresse molto divario. Comunque Governo britannico legato da suoi solenni impegni ,che ovviamente intende con massimo scrupolo rispettare, mai consentirebbe ad entrare in qualsiasi conversazione senza previo assenso ,ed accordo con i suoi AHeati. Su questo punto fondamentale disse riteneva superfluo l'insistere. Proseguendo, il ministro esprimeva l'avviso che allo stato attuale d'elle cose l'unica nazione che potrebbe forse

staccarsi dall'alleanza nemica è la Bulgaria. Tutto indica che i bulgari hanno abbastanza della guerra. Essi, quali ·che possano essere le megalomani aspirazioni del Re Ferdinando, sentono bene di non avere popolazione S'Ufficiente per occupare troppo vasti territori e non ignorano equipollenza che loro aspirazioni principali (Cavalla, parte della Dobrugia, zona contestata e linea Enos-Midia) possono senza difficoltà essere dall'Intesa soddisfatte, in caso di pace con neutralità, e magari anche allld)liate in caso di una entrata in guerra .contro i nostri nemici. Osservai questa previsione mi appariva in tinta di soverchdo ottimismo non fosse altro per ovvie considerazioni dell'aver sicurezza che Germania che non fa mai le cose a metà ... (l) a prendere adeguate precauzioni ad impedire eventuale defezione bulgara. Replicò Ceci! essere ciò vero ma poter pure darsi che la Germania trovisi fra non molto nella necessità di ritirare le sue tru:ppe in quelle regioni, nel qual caso non si poteva dire che cosa farebbero i bulgari abbandonati a loro stessi. Alla mia osservazione che radicali modificate direttive dell'esercito di Macedonia non mi parevano costituire un incentivo per i bulgari a mutare rotta, replicò Ceci!, che data la peculiare mentalità orientale poteva pure darsi che tali disposizioni producano effetti affatto contrari a quelli ragionevolmente prevedibiJi. Rifiorire delle solite speranze nella Bulgaria manifestamente risuLtanti dal J.inguaggio di Cecil riterrei sia dovuto a nuove agitazioni del noto deputato Buston, speciale sostenitore dei bulgari, il quale mi si afferma da buona fonte, si sarebbe fatto forte con Lloyd George di riuscire nell'intento. E speriamo pure di riescire sul serio a conseguire un successo che sarebbe il primo nella finora infausta politica bakanica dell'Intesa.

(1) Cfr. n. 44.

64

IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1810/165. Stoccolma, 23 maggio 1917, ore 17,25 (per. ore 8,45 del 24).

Secondo informazioni avute, nella seduta della Dieta a Camere riunite d1 avantieri, questo mimstro degli affari esteri avrebbe fatto una molto dettagliata esposizione dei recenti avvenimenti di politica estera e specialmente del convegno dei ministri scandinavi e delle trattative coll'Inghilterra, producendo impressione favorevole sull'assemblea.

Nella susseguente discussione ·che si è estesa anche all'affondamento dei piroscafi svedesi per parte dei sottomarini tedeschi, hanno partecipato capo dei conservatori Trigger, quattro socialisti fra i quali Branting e l'ex ministro liberale Ade1sward. Gli uLtimi due hanno domandato rappresaglie contro la Germania.

Questo ministro degli affari esteri appoggiato dal capo dei conservatorf, ha risposto che rappresaglie erano arma pericolosa, e, con mossa abile ma alquanto sofisticata, ha accennato al cattivo risultato delle rappresaglie fatte da Hammarskjold contro l'Inghilterra per 'la questione dei pacchi postali.

(l) Gruppo indecifrato.

65

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. l 809/336. Londra, 23 maggio 1917, ore 22,37 (per. ore 1,10 del 25).

Telegramma di V. E. n. 641 (1).

Cecil mi diceva ieri che delicata questione intervento socialisti Stoccolma per la grande importanza che ha dal punto di vista della politica generale forma oggetto serio esame da parte Governo britannico 'che non è venuto ancora ad una conchl'sione. A lui personalmente nonché a qualche suo collega appare assai malagevole impedire intervento frazione ,socialisti pacifisti SiiJecialmente in vista fatto che Germania avrebbe consentito a che tutte le frazioni dei suoi socialisti siano rappresentate. In ogni caso però converrebbe, a suo parere, escludere alcuni deputati inglesi partigiani pace a qualunque costo e scegliere eventuali rappresentanze fra pacifisti più moderati.

66

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1315/191. Jassy, 23 maggio 1917, ore 14 (per. ore 5,35 del 25).

Bratiano mi ha confermato le notizie di cui al mio telegramma Gabinetto

n. 185 (2). Egli ha aggiunto che riconobbe verrà anche Vandervelde. Bratiano ha dimostrato per questa probabile visita una gioia non scevra di apprensioni. Egli dice infatti che tutto sarà per il meglio se Kerensky, Thomas e Vandervelde si limiteranno a trattare col Governo ma che un aggravamento della situazione interna romena è da temere se essi si porranno a contatto cogli elementi turbolenti che i moti di Russia ed il malcontento qui esistente hanno messo in evidenza e specialmente col partito del lavoro. Questo che, come risulta dal mio telegramma n. 179 (1). non rifugge dalla violenza pur di richiamare l'attenzione su di sé dichiara esplicitamente di volere un indirizzo di Governo e delle riforme più democratiche per mettere la Romania all'unisono colla Russia rivoluzionaria, il che s:ignifica che non esiterebbe a basarsi sullo straniero per dare la scalata al potere.

67

IL CONSOLE A TEGUCIGALPA, ALBERTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 60/2. Tegucigalpa, 23 maggio 1917.

Ho l'onore di informare la E. V. che, in data 17 del corrente questo Governo di Honduras ha, con decreto dello stesso giorno, annunziato la rottura delle sue

relazioni ruplomatiche con la Germania, motivandola con la guerra sottomarina a danno di neutri, dichiarando che « Honduras <::.derisce alla causa che difende il Governo degli Stati Uniti di America, nel conflitto in questione».

Aggiungo alla presente due numeri del giornale semi-ufficiale di questa capitale. Guatemala e Nicaragua hanno assunto lo stesso atteggiamento riguardo alla Germania, e mi assicura questo ministro del Salvador che anche Costa Rica e il Salvador, presto si dichiareranno solidali con le altre Repubbliche di Centro

Amwica.

(l) -Cfr. p. 13. nota 2. (2) -Non pubblicato.
68

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, E A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. 754. Roma, 24 maggio 1917, ore 1.

Rodd mi ha comunicato il testo della risposta che il suo Governo intenderebbe fare oggi alla nota russa del 3 maggio:

(Solo Parigi). Il testo è del seguente tenore:

« Il Governo di Sua Maestà ricevette il 3 maggio per mezzo delJ'incaricato d'affari di Russia una nota del Governo russo contenente dichiarazioni sulla sua politica di guerra. Nel proclama al popolo russo, che è accluso nella nota, è detto che « la libera Rrussia non si propone di dominare altri popoli o di impossessarsi del loro patrimonio nazionale o di occupare con la forza territori stranieri». Il Governo britannico 'conviene sinceramente in questi propositi. Esso non intraprese questa guerra come una guerra di conquista e non la continilla per uno scopo siffatto. Il suo proposito fu all'inizio di difendere l'esistenza dei propri territori e di rafforzare il rispetto degli impeg:ni internazionali. A questi ,scopi si è aggiunto ora quello di liberare popolaziond soggette a tirannie straniere. Es1so perciò si comJpiace sinceramente che la libera Russia ha annunziata la sua intenzione di liberare la Polonia e non solo la Polonda dominata dall'antica autocrazia ru'ssa ma egualmente quella sottoposta alla dominazione degli Imperi tedeschi. La democrazia britannica augura alla Russia favorevole esito in questa impresa.

* (l) Non meno esso si compiace della liberazione di gran parte dell'Armenia dall'orribile mal Governo turco e nutre fiducia che l'intera Armenia 1sarà egualmente liberata dall'oppressione. Gli Arabi dell'Hedjaz si sono liberati coi loro propri sforzi mentre quellli della Mesopotamia devono la loro liberazione alle armi britanniche. Nessuno può desiderare che entrambi questi popoli siano di

« C'est avec une entière satisfaction que le Gouvernement de la République française a pris connaissance de la déclaration du Gouvernement provisoire en date du 27 mars-9 avril dernier que M. l'Ambassadeur de Russie a été chargé de lui communiquer.

Le Gouvernement de la République partage la pleine confiance qu'entretient le Gouvernement provisoire dans la restauration des forces politiques, économiques et militaires

nuovo assoggettati al dominio turco. Sarebbe quasi egualmente deplorevole che le popolazioni indigene delle colonie tedesche, le quali sono state occupate dalle forze britanniche fossero restituite al Governo tedesco con tutta la :sua arroganza militare e crudeltà. Né sarebbe facile spiegare le ragioni di ciò alla democrazia britannica in Australia e nel Sud-Africa.

Il Governo britannico non ha ambizioni territoriali in Efllropa ma esso riconosce le aspdrazioni dei suoi Alleati non all'ingrandimento ma alla sicurezza e alla restaurazione. Il martirio del Belgio, della Serbia e del Montenegro esige una riparazione. Gli invasori debbono esser cacciati dal suolo della Francia e del Montenegro. Le provincie che per sentimento e nazionalità appartengono ai nostri Alleati debbono essere restituite loro alla pace finale. *

Noi dobbiamo s~,rattflltto ricercal"e una tale ,sistemazione sia in Europa sia in Asia che assicuri la felicità e la soddisfazione dei popoli e che tolga ogni legittima 'causa di guerre future. In una parola il Governo britannico si unisce sinceramente ai suoi alleati russi nell'accettazione ed aPIProvazione dei principi esposti dal Presidente degli Stati Uniti d'America nel suo storico messaggio al Congresso americano.

Questi sono gli scopi per i quali i popoli britannici combattono. Questi sono i principi dai quali la loro politica di ,guerra è e sarà guidata. Il Governo britannico crede per vero che gli accordi che esso ha di tempo in tempo conc,lusi

du pays. Il ne doute pas que les mesures annoncées pour améliorer les conditions dans lesquelles le peuple russe entend poursuivre jusqu'à la victoire la guerre contre les adversaires qut, plus que jamais, menacent son patrimoine national. lui permettront de la chasser de son sol, de fonder définitivement sa liberté reconquise et de prendre ainsi sa part efficace de la lutte commune des Alliés. Ainsi seront rendus vains les efforts que ne cessent de renouveler nos ennemis pour semer la mésintelligence entre ceux-ci et pour accréditer les bruits les plus mensongers sur leurs décisions réciproques.

Le Gouvernement de la République française, toujours confiant dans les sentiments de son ancienne et fidèle alliée, est heureux de se sentir en pleine communauté d'idées avec le Gouvernement et le peuple russe, en ce qui concerne les principes dont n'a cessé de s'inspirer sa politique au cours du présent conflit.

La France ne songe à opprimer aucun peunle ni aucune nationalité, mème celle de ses ennemis d'aujourd'hui, mais elle ,entend que l'QIPpression qui a si longtemps pesé sur le monde soit détruite et que soient chi\tiés les auteurs des cr>mes oui demeurent pour nos ennemis la honte de cette guerre. Laissant à ses ennemis l'esprit de conquète et de convoitise dont ils s'inspirent dans la paix comme dans la guerre, la France ne prétendra jamais at,racher aucun territoire à ses légitimes possesseurs.

Repoussée dans les efforts qu'elle a faits pour maintenir la paix, forcée de répondre par les armes à la plus injuste des agressions, elle n'est entrée en guerre que pour défendre sa liberté et, son patrimoine et pour assurer désormais dans le monde le respect de l'indé'pendance des peuples.

De mème que la Russie a proclamé la restauration de la Pologne dans son entière indépendance, de mème la France salue-t-elle avec joie l'effort Que poursuivent sur différents points du monde les peuples encore engagés dans les liens d'une dépendance condamnée par l'histoire.

Que ce soit pour acquérir, pour recouvrer leur indépendance nationale, pour affirmer leurs droits au respect d'une ancienne civilisation, ou pour secouer cette tyrannie germaniquequi a pesé si lourdement sur les peuples moins avancés dans les voies du progrès, la France ne voit la fin de la guerre que par le triomphe du droit et de la justice.

Pour elle mème, elle entend que soient libérées et lui fassent retour ses fidèles et loyales provinces d'Alsace et de Lorraine qui lui ont été arrachées jadis par la violence. Avec les alliés elle combattra jusqu'à la victoire pour que leur soit assurée la restauration intégrale de leurs droits territoriaux et de leur indépendance politique et économique ainsi que les indemnités réparatrices pour tant de ravages inhumains et injustifiés et les garanties indispensables contre le retour des maux causés par les incessantes provocations de nos ennemis.

Le Gouvernement de la République demeure, comme le peuple russe, convaincu que c'est en s'inspirant de ces principes que la politique extérieure de la Russie atteindra les buts que se propose un peuple épris de justice et de liberté et qu'après la lutte victorieuse les Alliés pourront créer une paix solide et durable fondée sur le droit.

Le Gouvernement provisoire russe peut étre assuré que le Gouvernement français est désireux de s'entendre avec lui, non seulement sur les moyens de poursuivre la lutte, mais aussi sur ceux de la terminer en examinant et en fixant d'un commun accord les conditions dans lesquelles ils peuvent espérer atteindre un réglement fina! conforme aux idées qui président à leur conduite dans cette guerre.

coi suoi Alleati siano conformi a questi principi. Ma se il Governo russo lo desidera il Governo britannico è prontissimo con i suoi alleati ad esaminare e, se occorre, a rivedere tali accordi».

(Per tutti). Ho risrposto: l) che nel periodo che dice: « Quelle provincie che per sentimento e nazionalità appartengono ai nostri Alleati debbono essere loro restituite nella pace fiinale " avrei preferito che alla parola « restituite , (restored) si sostituis·se qualche altra espressione che •Si appHcasse rpiù chiaramente alle nostre regioni irredente e che vi si aggiungesse anche il concetto della necessaria garanzia e sicurezza della frontiera e dehla indipendenza.

In secondo luogo avrei consigliato di sopprimere gli ultimi due periodi della risposta, trovando inutile che si prenda una qualsiasi iniziativa di ripresa in esame delle convenzioni e dei patti già conchiusi in passato con la Russia, e più opportuno il lasciare a quel Governo tutto il rpeso dell'intavolare quell'argomento delicato (1).

(l) I periodi fra asterischi furono omessi nella risposta alla nota russa fatta da Buchanan in pari data. Si pubblica qui il testo della risposta francese, che reca la data del 26 maggio:

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IL MINISTRO DELLA GUERRA, MORRONE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 5930 G. Roma, 24 maggio 1917, ore 12.

Per opportuna conoscenza di V. E. Le trasmetto copia della lettera 140 R. pers., in data lO corrente colla quale il Comando del XVI Corpo d'Armata (ex comando truppe Albania) rappresentava al Comando Supremo le sue osservazioni in merito alla lettera relativa alla " Propaganda Albanese " concretata da S. E. Scialoja e trasmessa a mezzo del mag.('iore Castaldi a quel comando.

ALLEGATO.

FERRERO A MORRONE

Zona di guerra, 10 maggio 1917.

L. rr. p. 140.

Il maggiore cavalier Castaldi, reduce oggi da una lunga permanenza a Roma, presso il Ministro Scialoja, mi ha recapitato con dispaccio 4 corrente N. 4960 G. di

S.E. il Ministro della Guerra copia di lettera del prefato ministro Scialoja circa propaganda albanese; lettera che è stata comunicata pure a codesto Supremo Comando.

Prego codesto Supremo Comando di consentirmi al riguardo la esposizione di talune considerazioni che ritengo doverose in questo momento:

l) non pare che l'affermazione circa l'insufficienza dei criteri politico-amministrativi adottati nei distretti del Calamas, nuovi occupati, sia fondata; poiché senza pregiudicare le questioni di speciale importanza e non risolvibili in regime di guerra, essi valgono ad assicurare l'ordine pubblico, a fare opera pacificatrice fra gli elementi greci e albanesi e a disciplinare le attività e le risorse locali col concorso diretto di consigli composti dei diversi elementi locali.

2) Così, non pare intieramente fondata l'affermazione che a Koritza i francesi abbiano rapidamente ol'dinato il paese in base a principi e metodi e con l'aiuto di uomini nettamente nazionalisti albanesi; in quanto i principi e metodi repubblicani non sono precisamente queHi di queste genti albanesi, tuttora socialmente ordinate con usanze medioevali; né con uomini nettamente nazionalisti albanesi sebbene abbiano attratto nella loro orbita il Temistocle Grmeni; poichè i francesi hanno allontanato altri fra i migliori elementi qual'è ad es. il Sali Butca e si sono alienate le simpatie dei più, acuendo il desiderio di un'occupazione italiana.

3) Sta di fatto invece che il governo austro-ungarico nei distretti settentrionali, dove ha sempre influito, cerca di intensificare l'ostilità delle popolazioni contro di noi.

Ma ad ogni modo, anche ammettendo fondate tutte le affermazioni della lettera in questione, non sembrano tutti logicamente adeguati i provvedimenti ivi suggeriti. Ed invero:

l) mentre gli enti amministrativi locali hanno già in sostanza la struttura ivi consigliata di persone del luogo aventi a lato commissari italiani, una più spiccata fisionomia albanese non potrebbe esser loro conferita ,se non accordando qualche maggiore autonomia ad un rappresentante di particolare valore ed influenza; quale era appunto il Mufid bey Libohova per Argirocastro -ma che in sostanza e pure ammettendo il valore e il prestigio personale dell'uomo -non fu accolto dal ministro degli esteri. E forse non è male sia stato così, perché anche senza di lui l'amministrazione assistita dal consiglio locale, procede regolarmente.

2) Le scuole rurali di recente costituzione sono perfettamente itala-albanesi; e in molti centri abi,tati dove non esiste ancora la nostra scuola si invoca il maestro soLdato itaLiano.

Nulla di più riuscito di queste scuole itala-albanesi, all'incremento delle quali si adoperano con passione anche gli enti locali. E' vero che fanno difetto in molte località i maestri albanesi. E perciò appunto si sta istituendo a Valona una scuola normale albanese, alla cui direzione ho preposto il nostro tenente prof. La Piana.

3) La bandiera nazionale albanese fu innalzata con solennità nei principali centri, accanto alla nostra, tranne che a Valona dove è inalberata soltanto la bandiera italiana.

4) La implicita conferma della volontà nostra di sostenere la indipendenza albanese quale fu affermata dal Ministro Sonnino ahla Camera dei Deputati nel dicembre 1915, non è invece assolutamente cosa ,che basti a favorire la nostra azione, poichè la parola non convince questa gente della sincerità delle nostre intenzioni. Il dubbio loro è corroborato dall'osservazione a tutti facile della discordia esistente fra le nazioni alleate facenti una opposta politica albanese; politica in contrasto in Grecia, in contrasto a Corfù; in cotrasto fra Koritza repubblicana alla moda francese e l'Albania occupata da noi, dove nessuna proc,lamazion~ fu fatta; contrasto patente fra le alleate, delle quali una, la Francia, ostenta accanto alla repubblichetta modello, l'aspirante Principe Essad che vive con la sua corte presso il comando delle Armate alleate d'Oriente e insieme ancora lo statista greco Venizelos sognante l'impero greco-albanese e il Governo serbo per il regno serbo-albanese; e l'altra l'Italia che pare si preoccupi essenzialmente della occupazione territoriale, per acquisto di pegni a future contrattazioni, senza palese insegna di risoluta volontà di non volere ammettere qui, se non la creazione di uno Stato indipendente, protetto dall'Italia, e amico dell'Italia; pretesa legittimata da ragioni etniche, storiche e da evidenti interessi militari e materiali giustificanti ampiamente una aperta e schietta politica albanese.

A prescindere dal fatto che la conferma esplicita riaffermata oralmente soltanto dal generale italiano dovrebbe pure bastare ad impegnare la parola del Governo nazionale, è però èerto che in mezzo a tante alternative di influenze, di occupazioni armate, con l'esempio volgarissimo e volgarmente noto di patti che valgono carta straccia, di discorsi altisonanti o a guisa di augure romano, nulla potrà qui servire meglio la nostra politica albanese se non la proclamazione ufficialmente ripetuta ed esplicita di quanto vogliamo; proclamazione esplicita la cui mancanza è precisamente lamentata da tutti i maggiorenti albanesi i quali guardano inquieti al futuro, balenanti fra la prepotenza austriaca, turca, greca e serba tutte eloquentemente palesi e il nostro timido silenzio che non assicura nessuno.

Ottima credo possa essere invece l'azione dell'istituendo comitato albanese a Roma, specialmente se non vorrà perturbare finché dura la guerra, l'azione del comando militare responsabile e se stabilirà con questo le sole relazioni possibili per il salutare tramite del Comando Supremo.

Ma, ripeto, nulla potrà valere ad avvicinare tutti gli albanesi a noi, all'infuori dell'evidenza di un accordo con gli Alleati tale, che non manifesti al paese occupato l'inquieta visione di contrasti di influenze e di futuri programmi; e fuorchè la proclamazione alta, solenne dell'indipendenza at1banese da Scutari alla Ciamuria, dall'altopiano macedone al mare; proclamazione fatta in propizia occasione, tra le bandiere italiana ed albanese, ad esempio, in occasione di eventuale occupazione ài Berat.

(l) Ed. in SoNNINO, Diario, III, cit., pp. 133-134.

70

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. 756. Roma, 24 maggio 1917, ore 13.

Telegramma di V. E. n. 124 (1).

È opportuno V. E. parli senz'altro del trattato di lavoro con codesto Governo che secondo mi assicurò Tittoni ne è già al ,corrente e che anzi mi risulterebbe convenirne nella maggior parte dei punti fondamentali.

71

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 755. Roma, 24 maggio 1917, ore 17.

(Per tutti). Mio telegramma n. 754 (2).

(Meno Londra). R. ambasciatore a Londra telegraia quanto segue:

« Gabinetto n. 234 -Ceci! mi leggeva ieri... (come nel telegramma Gabinetto n. 1300/234) • (3). Ho risposto ad Impeniali quanto segue: (Solo Londra). Telegramma di V. E. Gabinetto n. 234. (Per tutti). Approvo suo linguaggio. Nelle mie osservazioni a Rodd accen

nai a necessità includere in risposta a nota 3 maggio parole abbraccianti nostre

regioni provincie lirredente e predominio Adriatico. Non pa:clai di A:sia Minore per difficoltà di accennarvi oggi in risposta a Russia e perché nostra tesi ivi è di equilibrio e di uguaglianza con alleati. O tutti o nessuno.

Così nella mia risposta a Tereschenko accennai a nostre rivendicazioni nazionali e a 1siaurezza della nostra indipendenza. In tale risposta non potevo alludere ad altro, tanto più ·che frase ·:rMerivasi solo ai motivi e propositi per cui Italia entrò nella guerra.

Se non ho parlato più esplicito e preciso è stato per non m-eare maggiori imbarazzi al Governo russo, ma con ciò non intendo rinunciare a nessuna deJJ.e nostre aspirazioni e a tutto quanto già fu riconosciuto e ·concordato a nostro favore dagli Alleati come condizioni assolute del nostro concorso.

(l) -Cfr. n. 61. (2) -Cfr. n. 68. (3) -Cfr. n. 60.
72

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1310/237. Londra, 24 maggio 1917, ore 14,40 (per. ore 21,50).

Stamane feci colazione con Asquith e discorremmo a lungo di vari argomenti circa i quali ritengo OtPIPOrtuno ragguagliare V. E.:

l) Russia.

Non ha alcuna fiducia nella vitalità del nuovo Governo ed è seriamente preoc•cupato per la situazione interna della Russia civca la quale ritiene pericoloso avventurarsi in previsioni, nonché per il.'estrema deli<catezza neil.lo svolgimento delle relazioni tra la Russia ed Alleati. Deputati laburisti inglesi lasciano Pietrogrado in preda a turbamento e .sconforto non solo per la maSISima generale disorganizzazione militare e navale, amministrativa ecc., ma anche per lo scoppio di acri .sentimenti contro l'Inghilterra ·CIUl in base alle solite insinuazioni germaniche si fa risa!lire precipua responsabi:Utà prolungamento della guerra. l -~;:r:::..[

2) Congresso di Stoccolma.

Ritiene grave errore impedire l'intervento dei sociali<sti inglesi, italiani, francesi. Anche nelle frazioni pacifiste dei tre Paesi esiste dell'avversione •contro la preponderanza dell'imperialismo tedesco e si caldeggia bensl pace ma non pace separata e nel senso 1germanico. Se socialisti nostri sono assenti nessuno difenderà la ·causa degli Alleati in nostro favore e si farà soltanto hl giuoco dei nemici. Egli è pure contrario alla ~ceLta che qui si penserebbe di fare dei socialisti pacifisti moderati.

3) Revisione accordi. Approvò discorso di Lo11d Cecil ma volle aggiungere la difesa strategka cui Ceci! non aveva accennato come una delle cause giustificanti annessioni, avendo in vista specialmente interessi itaLiani ed allo scopo di bene consacrare questo

5 -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

punto importante per impressionare non solo i Russi ma anche i suoi seguaci radicali estremi, inclini piuttosto che ad ... (l) alle sole annessioni basate sul principio di nazionalità.

4) Irlanda.

È scettico sul risultato della approvata convenzione di tutti i partiti irlandesi. Farà ogni sforzo per aiutare il Governo a risolvere il problema. Unica speranza di riuscita della convenzione ravvisa nella scelta del presidente. Sola personalità possedente molteplici requisiti necessari è lo Speaker il quale però, stanco e malandato in salute, non ha troppa voglia di accettare il delicatissimo compito e del resrto non pare che il Governo pensi finora ad affidarglielo.

73

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. 7106. Roma, 24 maggio 1917, ore 22.

Pregiomi qui unita trasmettere in copia all'E. V. una nota verbale direttami da questa ambasiCiata di Francia in data 16 corrente relativa alla proposta del Governo francese di estendere a tutta l'Africa Orientale 1e norme contenute nell'art. 6 della Convenzione firmata il 13 dicembre 1906 dalla Francia, la Gran Bretagna e l'Italia per la repressione del contrabbando delle armi sulla costa della Somalia. Sarò grato all'E. V. se vorrà compiacersi esprimere il suo avviso in proposito.

ALLEGATO. BARRÈRE A SONNINO Nota Verbale

Roma, 16 maggio 1917.

L'attention du Gouvernement français a été appelée sur l'utilité qu'il y aurait à étendre à toute la région Est Africaine les effets de J.'art. 6 de la Convention passée le 13 décembre 1906 entre la France, la .Grande Bretagne et l'Italie pour réprimer la contrebande des armes sur la Còte des Somalis.

Aux termes de cet article, les trois Gouvernements s'engagent à se communiquer, chaque année, les Iistes des boutres autorisés à porter leur paviHon respectif. Cet échange se ferait facilement à Zanzibar par l'entremise du bureau international maritime. Il serait meme avantageux de fournir à ce bureau tous les renseigneJ ments lui permettant de tenir les listes à jour.

Par ce moyen on pourrait identifier rapidement les boutres naufragés ou jetés à la còte.

L'Ambassade de France a l'honneur de soumettre cette suggestion au Ministère Royal des Affaires Etrangères et lui serait reconnaissante e lui faire savoir l'accueil qu'il aura cru devoir lui réserver.

(l) Gruppo indecifrato.

74

IL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1312/29. Berna, 24 maggio 1917, ore 20)5 (per. ore 22,35).

Telegrammi di V. E. nn. 721/15 (l) e 745/17 (2).

Nulla mi è riuscito sapere di preciso sulla presunta missione ,che avrebbe qui aVl.l!to il conte D~ierre già tornato a Parigi dopo brevissimo soggiorno in !svizzera. A quanto mi risulta pur essendo apprezzato per alcuni SIUOi lavori di paleografia e di storia egli godrebbe a Parigi presso i circoli politici più competenti e influenti di una considerazione assai limitata. Il farsi credere investito di importanti e segrete missioni è una 1sua notoria debolezza, ma tutto induce ad escludere a pdori che all'oc,corrente il Governo francese avrebbe fatto ,cadere la sua 'scelta sul DailliPierre per un incarico d'indole così ,difficile e delicata. Quanto all'asserita venuta 'di Briand in !svizzera ho fatto ,subito qualche sommaria indagine senza ,poter ancora giungere ad alcun riSJUltato concreto. Ad ogni modo pare 'certo debba escludersi la sua venuta a Ginevra dove egli sarebbe stato troppo facilmente riconosciuto. L'ex presidente volendo avrebbe potuto incontrarsi in stretta segretezza col Montlong sia ad Annemasse sia alla villa affittata dal ·console austriaco a Gherbourg a ,cinque IIllinuti appena dalla frontiera francese. Prego intanto ripete:mni il nome della seconda personalità con cui Briand! si 'sarebbe presumibilmente incontrato essendo questo risultato indecifrabile. In linea generale posso soltanto aggiungere che da vari colloqui avuti in questi ultimi giorni coll'ambasciatore di Francia e con altra personalità francese che è in intimi rapporti con Berthelot ho tratto l'impressione che il Gabinetto di Parigi troverebbe per ora del tutto inntile prendere od accogliere l'iniziativa di comunicazioni ufficiali ... (3) a fondo coll'Austria legata a filo doppio colla Germania e materiallmente impossibilitata, anche se ne avesse Ila sincera volontà, a separare la sua causa da quella dell'IllliPero tedesco. Ciò non esclude che certe ·correnti francesi d'opinioni austrofile meritino di essere da noi attentamente sorvegliate. Mi riswlta pure che per indebolire e disgregare il blocco avversario il Gabinetto di Parigi favorirebbe invece, previ accordi cogli Alleati, dei tentativi presso Bulgaria e meglio ancora presso Turchia, tentativi ora resi più facili dalla rinunzia della Russia a Costantinopoli. Naturalmente per farli occorrerebbe tirare qualche linea d'inchiostro su certe frasi della nostra risposta a Wilson.

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L'AMBASCIATORE A MADRID, BONIN, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1303/28. Madrid, 24 maggio 1917, ore 18,50 (per. ore 1,25 del 25).

Persona spagnruola, degna di fede, mi ha assicurato in una 11ecente conversazione privata che Sua Santità avrebbe manifestato serie preoccupazioni per le

conseguenze ,che può avere per l'Italia la rivoluzione russa ,che potrebbe obbliga:r'Cii ad una pace separata con ,l'abbandono delle nostre aspirazioni. Sua Santità ne era assai dolente anche per la. ripercussione •che ciò avrebbe sulla situazione interna dell'Italia e perché in quel caso sarebbe probabile il ritorno al potere dell'ono11evole Giolitti che Sua Santità non desidererebbe. Avendo il mio interlocutore dato queste informazioni aLl'indomani del ritorno a Madrid del cardinale di Toledo è probabile che esse vengano da questo o altro prelato spagnuolo recatosi ultimamente ad limina.

So anche che il generale Lyautey, che passa per Madrid per tornare al Marocco, avrebbe parlato qui in conversazione confidenzialissima della ·stanchezza dell'Italia e della possibilità di una sua pace separata. Essendo il generale in rela~ione con i principi di Parma che furono recentemente in Italia e ·che egli vide ultimamente a Parigi è possibile che quelle notizie gli vengano da loro nel qual 'caso esse avrebbero la stessa origine del Vaticano. A tale proposito mi riferisco mio telegramma 16 aprile Gabinetto n. 13 (1).

(l) -Non pubblicato. (2) -Cfr. n. 51. (3) -Gruppo indecifrato.
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IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

.T. 1828/167. Stoccolma, 24 maggio 1917, ore 17,25 (per. ore 7 del 25).

Comitato olandese scandinavo ha pubblicato comunicato sulle conferenze avute 21 e 22 corrente colle delegazioni socialiste bulgare, le quali hanno avuto per argomento speciale questione balcanica. Delegazione bulgara si è espressa in favore unità nazionale di tutte le parti del popolo bu[garo ·che 'sola può dare vera stabilità alla penisola balcanica e permettere riavvicinamento dei ,popoli di essa; del ristabilimento del Belgio, Serbia, Romania, Montenegro; del principio dell'autonomia nazionale e diritto degli armeni, polacchi ecc.; di una soluzione soddisfacente della questione dell'Alsazia Lorena •sulla base di tale principio e della recente dichiarazione dei socialisti tedeschi; di una pace immediata per raggiunger•e la quale ·consiglia organizzazione di una azione energetica nei parlamenti di tutti gli Stati belligeranti; della riunione di una conferenza plenaria .socialista per la pace che dovrebbe poi eSisere garantita dalla democratizzazione di tutta l'Europa, dal disarmo, dalla istituzione di tribunali arbitrali e di una giuriSidizione internazionale la quale disponga anche di mezzi coattivi.

In una intervista un membro della delegazione bulgara (Sacharof) ha precisato che anche socialisti tedeschi sono d'accordo che la formula (la pace senza annessioni) va intesa nel senso che nessun territorio deve es,sere incorporato contro volontà popolazione specialmente se esso storicamente, etnicamente a;ppartiene ad altro paese; che pevciò Bulgaria reclama restituzione Dobrugia (SJPecialmente della parte presale colla pace di Bucarest) e della Macedonia; che

tale argomento potrebbe essere invocato dai socialisti francesi contro quelli tedeschi nella questione dell'Alsazia Lorena. Ha aggiunto che socialisti bulgari non fanno una condizione sine qua non della restituzione della valle del Timok che è stata molto serbificata negli ultimi 70 anni ma vorrebbero • un corridoio • che metta Bulgaria in ,contatto immediato ~coll'Austria-Ungheria fra Negotin e Grsova.

Secondo le ultime notizie sembra che i socialisti tedeschi della minoranza abbiano ancora difficoltà per partire dalla Germania.

(l) Non pubblicato.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1323/238. Londra, 24 maggio 1917, ore 22,45 (per. ore 7,40 del 25).

Il noto Supilo recatosi avantieri da un corriStPondente nostri giornali, persona seria, assennata e patriottkis:sima, ebbe con lui una conversazione di cinque ore nel corso della quale fece le seguenti dichiarazioni:

l) SU!Pilo si è mostrato preoc~cupato specialmente da due fatti: dallo sfacelo russo e dalla propaganda che le influenze occulte ma poderose fanno (a suo parere) in Francia, in Inghilterra ed in America per il mantenimento dell'integrità territoriale dell'Austria-Ungheria a guerra finita.

2) Signor Supilo ha fatto notare le circostanze sopraindicate volgonsi a danno del programma di liberazione ed unificazione dei popoli jugo-slavi, che egli teme vedere abbandonati dalle grandi potenze al momento della conclusione della pace. Il Supilo, nella sua qualità di patriota croato, teme soprattutto che la Croazia sia abbandonata alla magiarizzazione, come una conseguenza delle grandissime simpatie che Ungheria gode in alcune sfere inglesi e americane.

3) Il deputato Supilo, di fronte questa situazione, non vede che una sola soluzione e non ha ~che una speranza, quella di un accordo leale e ~completo fra gli jugo-slavi e l'Italia.

4) Accordo 1si dovrebbe fare :sulla base del riconoscimento pubblico da parte degli jugo-slavi delle regioni dell'Italia sull'Adriatico come sono 'state fissate dai trattati preliminari all'entrata dell'Italia in campagna; in ricambio il Governo italiano e opinione pubblica della penisola dovrebbero appoggiare con tutte le loro influenze il programma di liberazione, unificazione e federazione delle genti jugo-slave attenendone il distacco assoluto dall'Austria.

5) Il Supilo nota che all'Italia converrà sempre avere vicino, amico ed alleato, uno Stato jugo-,s[avo di 12 milioni di abitanti il CtUi sviluppo ed amaLgama richiederà diverse generazioni piuttoSito che uno Stato duaHsta o trialista quale sarebbe l'Austria dopo la guerra se ne venisse conservata l'integrità ~con oLtre 50 milioni d'i abitanti, una perfetta organizzazione statale e politica ,spalleggiata dalla Germania.

Al connazionale che mi riferiva quanto precede esprimendomi desiderio di Supilo di conferire meco, risposi 'che non potevo naturalmente pronunzJ.armj anche a titolo personale in materia cosi delkata e pertanto ritenevo prematuro un mio colloquio ~col deputato croato. Prego quindi V. E. ~compiacersi significare se Ella ritiene oprportuno che io veda S'IJIPiilO e ,comunque indicarmi termini della risposta da dargli o trasmettergli tenendo presente:

l) Convenienza o meno per i nostri diretti interessi di incoraggiare creazione grande .Jugo-slavia favorendo annessione della Croazia al nuovo Stato.

2) Probabilità che se mossa di Supilo è stata concertata con i suoi colleghi del comitato e ~con i loro protettori inglesi Steed e compagni l'accordo preconizzato potrebbe, con l'arresto dell'attiva propaganda anti-italiana in Inghilterra Francia ed America e nei centri slavofili russi, riescire vantaggioso per nostra causa.

3) Che d'altra parte il sentimento della grande maggioranza dell'opinione pubblica in Inghilterra tende per motivi di varia indole a sempre più cristaLlizzarsi, come ho più volte segnalato, in senso contrario allo smembramento totale dell'Impero austro-ungarico.

L'influenza occulta cui accenna SUJJilO sarebbe quella del Vaticano esercitata pel tramite dell'influenza del Cardinale Bourne... (l) che trova terreno fecondo nei centri pacifisti radicali e nelle sfere dell'alta aristocrazia.

Devo pure avvertire ad ogni buon fine V. E. che nel 'corso della conversa

zione col noto corrispondente ho ~sentito accennare ad run accordo 1segreto russo

italiano (del quale io ero affatto ignaro) circa la sorte della Oroazia.

Supilo ha pure lasciato... (l) alquanto malcontento e irritazione dei croati

contro i serbi.

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1314/217. Pietrogrado, 24 maggio 1917, ore 15,51 (per. ore 11,25 del 25).

23 maggio.

Telegrammi di V.E. 641 (2) e 654 (3).

Questo Governo che trovasi in delicata posizione di fronte aLl'invito del

comitato olandese scandinavo alla conferenza di Stoccolma non ha preso alcuna

decisione circa propria partecipazione alla medesima. Secondo [a mia impres

sione esso propende però verso la teoria di Thoma:s giusta la quale pure senza

declinare invito, si dovrebbe porre condizione da rendervi impossibile intervento

sociaListi tedeschi.

Siccome sarà noto a V. E. il 27 corrente deve riunirni congresso socialisti francesi e dovrà in i()rimo luogo discutere questione del loro intervento a Stoccolma. È probabile decisione di quel congresso abbia a influire su quella che prenderà Governo provvisorio. A questo proposito mi consta che Thomas ha raccomandato al proprio· Gov&no di non impedire l'andata di L.onguet a Stoccolma per non creare, come suol dirsi, una vittima e non provocare reazione in seno al prossimo congresso.

(1) -Gruppo indecifrato. (2) -Cfr. p. 13, nota 2. (3) -Cfr. n. 19.
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IL MINISTRO A LISBONA, SERRA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 296/87. Lisbona, 24 maggio 1917.

Riferimento miei telegrammi 30, 31, 32, 33 in data 20, 21, 22 e 24 corrente (1). Dopo quattro gior·ni di tumulti la città di Lisbona è rientrata nella calma. Il malessere, già da me in precedenti rapporti desc['itto, si è in questi ultimi tempi reso più acuto, poiché per la deficienza del carbone le grandi officine hanno dovuto licenziare i loro operai mentre che la mancanza di generi alimentari e specialmente dei cereali av;eva generato un. grande malcontento nelle <classi operaie. ! L~:r Nella notte dal 19 al 20 maggio nella capitale e nei dintorni furono sac-' cheggiati più di cento fra magazzini e panetterie. La truppa sopravvenuta non potè evitare il saccheggio, quantunque entrata in conflitto coi tumultuanti che subirono gravi perdite. Il ginrno 20 maggio, gli operai 'senza lavoro, e ;spedalmente queLli deH'arte muraria (poiché anche •le costrumooi sono sospese in gran parte per mancanza di ferro e di •cemento) avevano indetto un •comizio al Parco Edoardo VII. Le autorità commisero l'errore di non impedirlo a tempo, ·e fu necessario che la guardia repubblicana facesse uso delle armi, per scioglierlo. Ciò avvenne verso le ore 14. Immediatamente si notò una grande agitazione in tutta la città, e ;suHa piazza principale (Rocio) comparvero gruppi di facinorosi. Alle ore 20 e un quarto si sentirono le prime revolverate seguite dal rombo delle bombe. La truprpa dsrpose a fucilate ·e la guardia repubblicana caricò ripetutamente la folla. Per tutta la sera, fino dopo le due antimeridiane, vi furono scariche di fucileria, getti di bombe e revolverate. I morti in quella sera furono una quarantina. Vi furono molti feriti ma si potè procedere a pochi arresti. Il giorno seguente, 21 maggio, ed i.l giorno 22, i disordini più gravi si verificarono al Poço do Bispo, quartiere mercantile, dove furono assaltati i grandi depositi in riva al Tago. Migliaia di botti d'olio e di vino furono ,sfondate, e tonnellate di riso e di grano stupidamente versate nel fiume. Una sola ditta ha avuto per più di tre milioni di danno. La repressione fu violenta, e secondo le voci che corrono i morti di questi ultimi due giorni hanno superato il centinaio.

I feriti furono numerosissi:mi, e più di 500 saccheggiatori furono condotti prigionieri sulla nave da guerra.

È ,stato questo il momento in cui è sembrato ·che la ,situazione si aggravasse singolarmente, poiché, come ebbi l'onore di telegrafare a V.E., le guardie doganali ed i soldati addetti alla sussistenza militare avevano fatta causa comune coi facinorosi. Un drappello di finanzieri pervenne armato fin sul Rocfo, e scambiò scariche di fucileria colle guardie repubblicane. Per fortuna però l'esercito regolare e la marina mantennero un contegno disciplinato e freddo, e malgrado le sollecitazioni di alcuni agitatori, si rifiutarono di prendere parte alla sommossa, né in corpo, né isolatamente. E sotto questo rispetto il merito di avere evitato che l'attuale conflitto assumesse le proporzioni di una vera rivoluzione, si deve principalmente al Signor Leote Do Rego, comandante della squadra, il quale, valendosi del grande prestigio che esercita sulla massa dei marinai, ottenne che costoro restassero tranquilli sulle loro navi, malgrado la calda tentazione che essi avevano di venire a zuffa colle guardie repubblicane, loro nemici giurati, secondo le tradizioni rivoluzionarie portoghesi.

I tumulti sono finiti, perché i più violenti facinorosi sono morti o prigionieri, e perché la severa repressione ha impressionato i meno ostinati, ed ha tolto ogni carattere ,politico al movimento. È da tenere .conto ~che, come al solito, è stato detto che erano agenti de1l Re Manoel, che avevano agitato gli animi, ovvero che gli unionisti ed i sindacalisti, nemici dell'attuale Presidente del Consiglio, avessero fomentato i disordini. Ma queste voci hanno poco fondamento. I tumwlti sono ,scowiati perché il popolo aveva fame.

Lstruito dalla esperienza il Governo sta prendendo attivi provvedimenti per

rifornire ila dttà ~di cereali, e per distribuirli a prezzi equi.

Finora nessun reclamo è pervenuto a questa R. Legazione di RR. sudditi

che abbiano sofferto danni (1).

(l) Non pubblicati.

80

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1309/192. Jassy, ... maggio 1917 (per. ore 9,25 del 25).

Delegati di cui al mio telegramma Gabinetto 187 (2) sono venuti qui spe

cialmente allo scopo di distribuire doni alle truppe finlandesi della fronte ro

mena. Generale Tscherbatcheff che viaggiava nello stesso treno ha volUJto in

trattenere otto di essi che si sono recati da lui a tale 'scopo. Egli ha chiesto loro

di sostenere ~tra le truppe necessità della disc~plina e di una offensiva energka.

Sei di essi hanno promesso di farlo ed uno si è impegnato a non dire nulla né

pro né contro. Tutti hanno dichiarato che non si ingeriranno nella politica in

terna romena.

Generale Tscherbatcheff sembra deciso ricorrere a misure energiche per

ristabilire la disdplina: egli ha fatto deferire a1Ia ~corte marziale un ufficiale e

quattro soldati ~che hanno arrestato arbitrariamente un loro 'superiore. Rimane

ora da vedere come andrà a finire processo e quale contraccolpo avrà tra le

truppe russe.

(l) -Comunicato a Londra e Parigi il 10 giugno. . (2) -Non pubblicato.
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA

T. GAB. 766. Roma, 25 maggio 1917, ore 21.

R. console a Janina telegrafa quanto segue:

• -R. agenzia consolare... ecc. (come nel telegramma 90) • (1). R. -ministro ad Atene telegrafava in data 22 maggio che data la situazione greca a 1SUO modo di vedere cessava da parte nostra ogni ritegno nel procedere a ulteriori occupazioni militari. Ricordo anche telegramma in data 30 aprile del R. -console in Janina prospettante la necessità di occupare le regioni valacche di Zagori e del Pindo e la Ciamuria sino a Parga. Concordando con l'avviso surriferito del R. ministro ad Atene, ed anche in vista dell'azione francese a Santa Maura, richiamo su tutto quanto precede l'attenzione di V. E. osservando che dal punto di vista politico sarei favorevole ad estendere [a nostra occupazione specialmente per incorporarci i cutzo-valacchi del Pindo.
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. 767. Roma, 25 maggio 1917, ore 21.

Suo telegramma Gabinetto n. 123 (2).

Prego telegrafarmi se uno dei personaggi con cui Brdand dovrebbe incon

trarsi in Svizzera è Bernstorff o Mensdorff.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A MADRID, BONIN, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO A L'AJA, SALLIER DE LA TOUR

T. GAB. 764. Roma, 25 maggio 1917, ore 22.

Giers mi comunicava quanto ,segue:

• Différentes organisations sionistes et des congrès israélites en Russie se sont adressées au Gouvernement russe en portant plainte contre les atrocités que commettent en ce moment les turques en Palestine en évacuant la population israélite devant la menace de l'invasion anglaise. Des plaintes semblables,

avec la demande d'intervenir par le canal des puissances neutres au profit des malheureux, ont été, parait-il, adressées aux Gouvernements alliés.

Le Gouvernement russe voudrait savoir si le Gouvernement royal consentirait à charger ses représentants à Madrid et à La Haye de se joindre aux représentants russes pour prier les Gouvernements d'Espagne et des Pays Bas d'exercer une action modératrice sur la Turquie. Selon l'avis du Gouvernement russe une telle démarche produirait le meilleur effet sur l'opinion publique en Russie et en Europe •.

Ho risposto ,che avrei volentieri date istruzioni in tale senso ai nostri rappresentanti a Madrid e all'Aja quando i nostri Alleati si ac,cordassero in ciò. Ritenevo giovevole alla causa generale degli Alleati e consentaneo agli scoplÌ di civiltà e di umanità da essi propugnati il patrocinare la difesa degli I:sraeliti

che patissero persecuzioni ed oppressioni così in Palestina come altrove (1).

(l) -T. gab. 1307/90 del 24 maggio, che non si pubblica: il console a Janina informa che i francesi sbarcano a Santa Maura. (2) -Cfr. n. 45.
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA

T. GAB. 768. Roma, 25 maggio 1917, ore 23 .

. Ristic mi comunica la seguente nota telegrafatagli da Pasic (23 corrente) da Salonicco :

• Tout d'abord nous prions nos alliés de comprendre notre situation excessivement difficile ainsi que notre désir constant de satisfaire à nos devoirs que nous avons envers notre peuple et nos alliés et de nous excuser que nous leur adressons cette note en les priant de l'interpréter dans un sens amicai.

Nous avons appris-de :source privée-qu'à la conférence franco-anglaise à Paris il a été décidé de faire une tentative d'offensive sur le front de Salonique et si aucun résultat important n'y soit réalisé, réduive le ròle de l'armée de Salonique à la défense de Salonique lui meme et qu'une partie de cette armée soit employée à l'occupation de la Thessalie et une division anglaise avec la cavalerie cor:respondante ~retourne en Egypte.

Malgré toute la grande importance que cette communication pouvait avoir pour la tiì.che de l'al'lmée de Salonique, nous ne lui avons pas pu preter notre foi croyant qu'avec notre conduite, avec notre sincérité, avec notre fidélité et notre loyauté jusqu'à aujourd'hui nous avons acquis le droit à pleine confiance de la part de nos alliés, du moins en ce qui concerne les affaixes ballmniques, qui nous sont forcément mieux connues qu'aux autres, n'ayant pas à nous occuper des autres grands problèmes mondiaux.

Mais arrivant à Salonique nous avons eu l'occasion de voir que les informations privées étaient exactes et nos suppositions malfondées.

L'offensive essayée n'a point donné de grands résultats, et si nos Alliés désirent en connaitre la raison, ils devront demander des ex;pUcations aux différents Etats-Majors des armées alliées sur le front de Salonique.

L'Etat-Major de l'armée ,serbe a inforrné le Gouvernernent Royal de l'ordre du général Sarrail qu'une division serbe soit mise à sa disposition pour l'occupation de la Thessalie, ou que le front serbe actuel soit élargi de sort de prendre la piace d'une division française que le général Sarrail aurait destinée à l'occupation d'Epire. En meme temps on est avisé qu'une division anglatse avec la cavalerie corre,spondante a reçu l'ordre de se tenir prete à partir pour l'Egypte.

Cet affaiblissement injustifié de l'armée de Salonique qui est entrepris juste au moment d'une offensive manquée; après avoir été constaté que l'armée ennemie se trouve renforcée des nouvelles reserves et d'une artillerie plus pluissante, et quand il parait qu'elle rpuisse etre renforcée davantage gràce à l'imrpossibilité dans laquelle se trouve l'armée russo-roumaine d'entreprendre quoique cela [sic] soit au nord contre les bulgares, et enfin, cet affaiblissement décidé au moment où il n'est pas impossible que l'occupation de la Thessalie n'entraine des confiits avec des réservistes organisés, -ne manquera pas de faire décider l'Etat-Major bulgaro-allemand d'ex;ploiter cette situation favorable pour lui sur le front de Salonique.

Tenant ~compte de tout ce que nous venons d'ex;poser, convaincus d'une façon absolue que l'affaiblissement de l'armée de Salonique, l'ernploi de la division serbe sur les autres fronts auraient provoqué une dépression terrible sur le reste de notre armée si cruellement éprouvée, -nous nous voyons obligés. par la force des choses, d'attirer l'attention de nos alliés sur toutes les conséquences désastreuses qui se réaliseraient inévitablement si l'armée de Salonique s'affaiblit et si une partie de l'armée serbe soit forcée d'entrer en Thessalie ou d'élargir encore son front déjà trop long et trop faible.

Nous sommes obligés de déclarer que le Gouvernement Royal ne peut pas assumer la résponsabilité pour les ~conséquences désastreuses qui pouvaient s'en suivre, et nous prions nos Alliés de revenir sur leur décision et de faire ~entretenir l'armée de Salonique -quand ils ne sont pas en état de la renforcer au moins en nombre et en force qui ont été prévus par la conférence de Rome pendant toute la durée de ~cette situation difficile et pénible pour nous tous et jusqu'à ce que la situation interne de la Russie ne ~se consolide pom-qu'elle puisse, elle aussi, répondre à ses devoirs •.

Ho risposto ~che delle decisioni prese a Parigi tra Inghilterra e Francia non avevo avuto notizia alcuna fuorché a cose fatte e anche allora dalla sola parte inglese; che mi ero lamentato di ciò a Londra dichiarando che il R. Governo riservava le sue decisioni sull'argomento; che anche noi avremmo dovuto dolerci se una divisione francese si occupasse oggi della Tessaglia lasciando un vuoto al fianco delle nostre truppe in Macedonia; che pregavo Ristic di informarmi a suo tempo quale esito avrebbe avuto il passo di Pasic a Londra e a Parigi (1).

(l) Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., pp. 134-135.

(l) Ed. in SoNNmo, Diario, III, cit., p. 135.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1319/242. Londra, 25 maggio 1917, ore 22,42 (per. ore 0,05 del 26).

• Reuter » annunziava avantieri la nomina di Izwolsky a Londra. La notizia prodl.llSSe generale sorpresa in quanto come è noto a V. E. quel d~plomatico per un motivo o per l'altro non gode di eccessive simpatie e non ha mai inspirato grande fiducia. Hardinge cui chiedevo ieri quale fondamento avesse la notizia, mi rispose che al Foreign Offi..ce nuLI.la se ne sapeva e aggiungeva pure che era da chiede~si se l'ispiratore dell'informazione non fosse stato lo stesso IzwoLsky. Cambon mi disse di ritenere la notizia poco verosimile e di aver constatato che tutte le persone a ·cui ne aveva parùato avevano fatto il viso 1ungo. Qui ha cagionato positivo generale rincrescimento la sospesa nomina di Sazonoff che, a differenza di Izwolsky, era considerato persona gratissima.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1317/239. Londra, 25 maggio 1917, ore 22,42 (per. ore 5 del 26).

Ho saputo da buona fonte che da parte di Lloyd George sono 1stati recentissimamente fatti assaggi per appurare 1se Asquith sarebbe disposto ad entrare nell'attuale Gabinetto. Certo è che i due pranzarono insieme, sere sono, in casa di comuni amici per la prima volta dopo la crisi. Asquith avrebbe dato risposta evasiva ed apparirebbe finora molto riluttante ad accettare. Se in principio, come avrei motivo di .credere, la notizia è esatta, l'offerta di Lloyd Geor,ge non mi sorprenderebbe. Malgrado le apparenze la posizione del Gabinetto, secondo quanto mi risulta da varie confidenze private, non è delle più solide. Le illUJSioni sulla sua efficienza cominciano a dissipa11si. I conservatori obbediscono ma nel fondo diffidano del primo ministro che dicono non si sa mai dove può arrivare data l'impetuosità delle sue mosse. I liberali ed i radicali .salvo una miniUscola frazione lo abominano addirittura, ne parlano apertamente in termini che a volte mettono in imbarazzo chi ascolta. Se l'autorità ed il senso patriottico di Asquith non li fermasse a quest'ora sarebbero già in rotta aperta. Tutti poi si risentono del contegno dittatoriale del primo ministro che nel Gabinetto di guerra spadroneggia. Dei coHaboratori principali Bonar Law è qualificato una onesta mediocrità. Ourzon un sel'rljplice pomposo per;sonaggio per quanto eccellente oratore. Mi1ner a presdndere dalla sua origine tedesca ha perduto molto prestigio dopo il suo ritorno dalla Russia e le errate conclusioni manifesrtate sulla situazione interna di quel paese. Henderson per quanto persona onesta ed intelligente non ha 1largo seguito in viSita pure delle divergenze esistenti nel suo partito. E così più o meno dei ministri minori salvo Balfour e Cecil. Malgrado queste

premesse non vi è per il momento almeno, salvo subitanei impreveduti eventi, alcun serio motivo di prevedere ·colil.asso del Gabinetto che, al pari del precedente potrebbe se mai ·cadere piuttosto per disgregazione i'llJtema •Che per voto della Camera presente, la quale vecchia, stanca, esautorata in il'ealtà abbaia più di quello che morde. Perd·colosa incognita rimane .tuttavia ,sempre la questione irlandese sulla favorevoJie soluzione deLJ.a quale previsioni generali non sono eccessivamente rosee.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. P. 1324/240. Londra, 25 maggio 1917, ore 22,40 (per. ore 5,45 del 26).

Dedizione britannica alle esigenze francesi avvenuta a Parigi in occasione dell'ultima gita di Lloyd George è un esempio tipico dell'impulsività del primo ministro e del profitto che ne sanno cavare i ministri francesi. Cecil, a quanto mi si assicura, tentò di frenare ile ·concessioni del ·capo 1specie per quanJto concerne ila rappresentanza dipllomatica, ma Lloyd Geol'!ge passò oltre e del resto Cecil stesso, ministro interinale, dominato per giunta da preoccupazioni d'ordine strettamente parlamentare, non aveva l'autorità e neanche l'energia sufficienti per opporre :seria resistenza. Il Gabinetto di guerra ha !POi ratificato 1come al solito, spinte o sponte, gli impegni presi dal primo ministro. L'impressione destata dall'inaspettata remissività di Lll.oyd George in alti drcoli governativi e soprattutto a·l Foreign. Office non avrebbe potuto essere peggiore. I sommessi mormorii e le critiche abbondano e sono aspri. Da due pe~sonaggi l'uno civile e l'altro militare ho raccolto giudizi specialmente severi. • Questa, mi fu detto fra l'altro, non è una politica da uomini di Stato ma da pazzi o da fanciulli •. Come V. E. vorrà riconoscere i fatti hanno sostanzialmente giustificato le previsioni sottopostele con mio telegramma Gabinetto n. 159 (1). Nel corso del ·colloquio di avantieri Cecil él!Ccennava ad entrare in S(piegazioni in relazione al colloquio di V. E. con Rodd. Io lo interruppi dicendo che non avendo ricevuto ordine d'intrattenel'llo al rigual"do, preferivo non adden

trarmi in proibite discussioni civca un argomento •sul quale ero .sicuro che non ci saremmo trovati d'accordo.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1318/241. Londra, 25 maggio 1917, ore 22,42 (per. ore 5,45 del 26 ).

Oggi fui a colazione con Robertson e JelLicoe. Entrambi mi hanno alla lettera colmato di rallegramenti in termini cordialissimi •entusiastici pel generale Cadoma e per 1e gloriose nostre truppe. Robertson ha detto che i fatti hanno lar

gamente giustificato le sue previsioni e la sua fiducia in nostTii ulteriori suc-cessi dovuti all'abilità dei comandanti e al valore delle truppe. Ho colto l'occasione per insistere sulla necessità d'accontentare presto il desiderio del generale Cadorna da me, in conformità del telegramma di V. E. Gabinetto n. 744 (1), immediatamente comunicato con apposito pro-memoria a Cecil e a Lloyd Geor:ge. Robertson mi rispose che la questione si stava esaminando. Per quanto riguarda lui egli è perfettamente disposto a concedere ampiamente le munizioni per artiglieria, compatibilmente alla capacità dei trasporti ferroviari francesi. Artiglieria da campagna come generale Cadorna già sa il Governo britannico non è in grado fornire, possono invece benissimo darne i francesi che hanno abbondanza di cannoni da 75. Egli non mancherà di insistere a tale scopo presso il generale Foch. Robertson era molto pessimista sulla risurrezione dell'esercito russo e sugli affidamenti che è prudente fare su futura sua attività combattiva. Si è aspramente !agnato per la situazione molto difficile in cui interrotta azione russa in Turchia con disimpegno di rilevanti nuclei tul'chi ha lasciato in Mesopotamia e Palestina l'esercito inglese inceppando così il risultato di promettenti operazioni. Su Sarrail poi e su mancanza di qualsiasi serio piano di azione contro i bulgari ma per contro su pervicacia prendersela con monarchia greca ho udito le solite

recriminazioni.

(l) Cfr. serie V, vol. VII, n. 669.

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1341/211. Pietrogrado, 25 maggio 1917, 10re 14 (per. ore 2,40 del 27).

19 maggio.

Avantieri è partito Paléologue lasciando la direzione dell'ambasciata al Signor Doulcet, incaricato d'affari. Sono partiti con lui anche i tre socialisti francesi Cachin, Lafond e Montet ed i tre laburisti inglesi Thorne, Sanders a O'Grady. Passeranno per il Mare del Nord a bordo di una nave da guerra in·· glese. Doveva partire anche Sazonof, ma stante le dimissioni di Miliukoff so· pravvenute il giorno ,prima, la sua partenza fu soSlpesa.

90

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1866/417. Pietrogrado, 25 maggio 1917, ore 14 (per. ore 13,15 del 27).

Tereschenko, nuovo ministro degli affari esteri ha 36 anni e non ha un passato politico ma si distinse nelle amministrazioni provinciali ove sedette, sempre coi liberali e rese servizi come economista e finanziere. È figlio di un

contadino della Piccola Russia che all'epoca della liberazione dei servi fu emancipato e si arricchi con fortunate speculazioni fondiarie. Patrimonio del ministro è valutato a non meno di una quarantina di milioni di rubli. È oratore facile, efficace, anche in francese, come ebbe a dimostrarlo nelle sedute della nostra missione commerciale cui prese parte quale membro del comitato di ricevimenti, In quella occasione egli ebbe ad esprimersi nel modo più sililiPatico ven:o l'Italia, sullo sviluppo delle sue industrie, per la necessità del riavvicinamento economico italo-l"IU:Siso. In fatto di politica interna egli è uno degli elementi più moderati del Governo, ma abbastanza popolare grazie ai contatti che sa mantenere colle masse. In politica estera, è da ritenersi darà :prova di tendenze temperate, ma rimane a vedere quale sarà ila misura delle facoltà che ad esso verrà lasciata. A differenza del suo predecessore non ha che si sa,ppia un programma determinato a lunga scadenza. Nel suo ultimo discorso del 4 maggio, in presenza del Governo provvisorio e comitato del consiglio operai, dimostrò e sostenne calorosamente necessità di procedere d'accordo con gli Alleati. Mio collega inglese ed anche Thomas si mostrano soddisfatti della .sua nomina e ritengono 'ci convenga aiutarlo nelle sue prime mosse (1).

(l) Cfr. n. 44.

91

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1344/222. Pietrogrado, 25 maggio 1917, ore 23,40 (per. ore 19,08 del 27).

Questo ministro degli affari esteri mi ha detto non avere alcuna obiezione di principio a che la 'conferenza a quattro venga ripresa a Londra. Egli crede opportuno che vi assista non g,ià l'incaricato d'affari ma il nuovo ambasciatore, la cui nomina sarà decisa :lira brevi giorni e che raggiungerà immediatamente il suo posto.

Mi risulta che il Governo provvisorio insiste presso Scidlowsky (già deputato alla Duma di parte ottobrista e uno dei capi del blocco liberale) perché accetti l'ambasciata di Londra ma che finora egli la declina, per motivi d'ordine privato. Buchanan mi ha detto essere corsa voce a Londra che Izwolsky vi sarebbe destinato, il che non ha ombra di fondamento.

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IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1354/199. Jassy, 25 maggio 1917, ore 13,30 (per. ore 12,30 del 28).

Circa le due divisioni serbe di Odessa mi viene riferito che esse si compongono di slovacchi e bosniaci dell'Austria-Ungheria per la maggior parte reclutati a forza nei campi d'internamento. Ufficiali sono parte serbi e in parte austro

ungarici e consta che tra gli uni e gli altri non regnerebbe buon sangue. Diserzioni accennatemi da questo incaricato d'affari di Serbia e di cui al mio telegramma Gabinetto segreto n. 173 (l) mi vengono confermate ma non sarebbero da attribuirsi solo alle condizioni interne della Russia bensì specialmente al malcontento degli elementi austro-ungarici, ufficiali e soldati. Disertori che sono numerosissimi si impiegano nelle campagne prossime ad Odessa ove, come è noto, mano d'opera scarseggia.

(l) Ritrasmesso a Londra e a Parigi con t. 701 del 28 maggio.

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1880/419. Pietrogrado, 25 maggio 1917, ore 15 (per. ore 13,05 del 28).

20 maggio.

Ai rappresentanti stampa russa presentatigli da Thomas, Vandervelde ha dichiarato essere venuto Russia sollecitare aiuto popolo russo favore Belgio oppresso. Circa pace egli a,ssociasi formula Wilson di nna .pace senza annessioni in base diritto popoli regolare proprie sorti. Belgio non ha mai contato sopra contribuzioni ma ha diritto indennità come lo stesso cancelliere germanico lo ammette. Non pretende alcun aumento territoriale ma esige piena restituzione sua indipendenza. Ogni usurpazione di territorio contro volontà dei suoi abitanti è non solo delitto ma errore. Ma che devesi dire dell'Alsazia Lorena, dell'Armenia, delle provincie italiane irredente? Distaccarle non è annetterle ma disannetterle. È vero che popoli hanno diritto alla scelta delle proprie sorti, ma dò è possibile soltanto se anche gli altri paesi adotteranno un regime democratico simile a quello francese e russo. Fintanto che Kaiser e imperialismo germanico non saranno abbattuti indipendenza piccoli popoli vicini sarà fantaSIIlla. Solo quando verrà soppressa idea reazione europea incarnata in Germania e Austria libertà nazionalità sarà garantita; fino a quel momento non gioveranno né fraternizzazione né agitazione dei socialisti imperialisti germanici. Vandervelde notifica poi che socialisti belgi hanno avuto ordine categorico di non partecipare a nessuna riunione o conferenza ,cui prenderanno parte socialisti imperialisti germanici e specialmente alla conferenza Stoccolma. Conclude dicendo non deve permettersi che truppe germaniche dal fronte orientale vengano gettate impunemente sul fronte occidentale perché vi portino colpo decisivo ai belgi ed agli altri alleati. Vandervelde si è espresso in termini analoghi in seno comitato esecutivo nel consiglio degli operai e soldati.

(l) Non pubblicato.

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1355/215. Pietrogrado, 25 maggio 1917, ore 14 (per. ore 14,20 del 28).

22 maggio.

Il nuovo Governo provvisorio è accolto con favore dall'opinione pubblica. Anche la stampa operai e gli organi dei massimalisti plaudono all'entrata dei socialisti nel Governo. Il mio collega d'Inghilterra e Thomas si mostrano fiduciosi nell'opera sua ed in particolare di Kerensky la cui !POsizione esce dal rimpasto ,consolidata.

I primi passi del nuovo ministro della guerra e marina sono certamente di ottimo augurio, ,come V. E. lo avrà rilevato dalle varie sue allocuzioni ed ordini del giorno, e i suoi propositi non potrebbero essere migliori. Egli mi ha detto ievi sera che intendeva recarsi quanto prima al fronte e intra:prendervi una vigorosa propaganda di edificazione e preparazione dell'eserdto all'azione. Non si nascondeva la difficoltà di riparare sollecitamente gli effetti del malinteso pel quale molti soldati hanno creduto ad una imminente ,cessazione delle ostilità ma contava sul buon senso e sugli impulsi generosi del soldato russo. Egli contava altresì sull'esempio degli alleati e a questo riguardo mi esprimeva la 1sua vivissima soddisfazione e le sue calorose felicitazioni per l'azione brillante intrapresa dal valoroso esercito italiano. Conta~a !PUre ,sul valido concorso delle democrazie alleate e si rallegrava del prossimo arrivo da me ,comunicatogli dei rappresentanti della democrazia italiana.

Conviene riconoscere 'che Kerensky ispira fiducia e che il fargliene ,credito ed aiutarlo è quanto ci rimane di meglio da fare. Ogni previsione :però deve essere riservata per qualche tempo sull'esito deLla sua azione che frattanto dovrà seguirsi col maggiore interesse.

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1366/218. Pietrogrado, 25 maggio 1917, ore 14 (per. ore 19,40 del 28).

24 maggio.

Ministro Vandervelde, col quale come con Thomas, non dubito che rappresentanti della nostra democrazia stabiliranno cordiale affiatamento, mi ha comunicato, a titolo confidenzialissimo, un rapporto segreto sulla situazione in Russia da lui diretto a De Beyens. Lo riproduco qui appresso con preghiera di farne l'uso più riservato.

« Mon cher collègue,

Nous avons quitté Le Hàvre au moment où les socialistes... (l) d'Autriche et d'A1lemagne faisaient des puissants efforts pour amener 'les socialistes russes à se rencontrer avec eux dans une conférence internationale, et on :Pouvait craindre qu'en Russie meme la faction extrémiste du • Sovietsco • auratt renversé le Gouvernement provisoire ou aurait exer,cé sur lui une pression suffisante pour le contraindre à une paix séparée. Dès notre arrivée à Pétrograde ou meme à Stockolm nous avons pu nous convaincre l) que les extrémistes, du meme Lénine, ne 'représentent dans le ~comité des ouvriers et soldats qu'une très faible minorité (150 voix environ sur 2500). 2) Que l'influence des partisans d'une paix à tout prix tend à décroitre et que mème parmi les extrémistes personne ou presque personne ne soutient que la Russie doit conclure une paix séparée: par contre des éléments nombreux 1se rprononceraient en favetllr d'une conférence socialiste internationale avec les allemands, ,s'efforceraient d'y entrainer les socialistes des pays alliés et croyent, ou croyaient encore, qu'une paix immédiate est possible avec les effets que Scheidemann et ses amis ont suggérés au comité des ouvriers et soldats par l'intermédiaire du socialiste danois Borgbierg: • l'évacuation de la France et de la Belgique, l'indépendance de la Pologne russe, la reconstitution de la Serbie avec un accès à la mer, l'attribution de la Macédoine à la Bulgarie et l'internationalisation des détroits etc"·

D'autre part il n'est malheureusement pas douteux que le mora! de l'armée soit très bas, que la production des usines de guerre ait enormément diminué, que la discipline 'soit profondément atteinte et que la fraternisation d:ans les tranchées ait momentanément enlevé aux armées russes, surtout au front nord leur capacité d'offensive.

On attribue généralement cette situation à l'action dissolvante de la propagande dite « Kienthaliste ». Il serait, à mon avis, plus exact de dire que si les idées • Kienthalistes • ont eu et ont encore beaucoup de prise sur le comité des ouvriers et soldats, c'est parce qu'elles répondaient à un état d',esprit preéxistant. Elles fournissaient en effet le prétexte à l'espérance d'en finir à des troupes lasses de trois ans de guerre et faiblement conscientes de la grandeur du but à atteindre. Quoi qu'il en soit une chose parait certaine, c'est que depuis une semaine surtout la sitruation tend à s'améliorer. Nous avons noté à cet égard le témoignage concordant des membres du Gouvernement, du corps diplomatique et sans exception de tous ce qui connaissent le milieu et qui sont à mème de l'observer clairement.

Il apparait e.n effet: l) que l'entrée des leaders du Sovietsco dans le Gouvernement provisoire aura une influence sur l'unité et l'efficacité de l'action gouvernementale en supprimant en mème temps le dualisme qui créait de continuels conflits.

2) Que la nomination de Kerensky comme ministre de la guerre a été favorablement accueillie par tous les milieux. On attend beaucoup de son énergie. Il a la confiance qu'il lui suffit. On le considère plut6t comme 'le ~centre de gravité du Gouvernement.

3) Que dans iles autres milieux socialisrt;es se 1produit nn revirement qui s'accentue de jour en jour contre le pacifisme à tout prix et la défense purement passive des résultats acquis par la révolution.

On commeilce à se rendre compte notamment que Scheidemann n'est pas le Gouvernement Impérial et que les pourparlers pacifistes n'ont d'autre résultat que de démoraliser l'armée et de permettre aux allemands d'envoyer un plus grand nombre de divisions sur le front occidental. Il reste à savoir si et dans quelle mesure ces notions sur les devoirs de leur présent pénétreront dans les... (l) profondes de l'armée.

En ce qui concerne spécialement la Belgique les sympathies qui de toute part se manifestent pour notre pays ont largement df1passé notre attente. Meme dans les milieux pacifistes on a déclaré qu'une paix qui ne rétablira pas l'indépendance de la Belgique serait une... (l) moralement. Nous avons interrogé d'autre part les membres principaux du Gouvernement et notamment le président du conseil des ministres, le ministre de l'intérieur, le ministre de la guerre sur le sens qu'il convient de donner,' en ce qui concerne la Belgique, à la formu1e contenue dans le manifeste du Gouvernement • paix sans contributions ni annexions fondée sur les droits des peuples à disposer d'eux memes •.

ToUIS sans exceprtion nous ont déclaré que cette formule écartait simplement les contributions imposées aux vaincus par les vainqueurs à titre de penalité et les annexions' de territoires ,contre la volonté des habitants. Mais ils nous ont déclaré que la Belgique a droit à une réparation intégrale du dommage qui lui a été causé et que d'autre part la formule • pas d'annexions • n'impliquait nullement le retour au statu qua ante beHum; restituer l'Alsace-Lorraine à la France ou soustraire l'Arménie à la domination turque ~ce ne serait pas les annexer mais les desannexer.

Il reste à savoir si ces idées qui paraissaient etre celles de tous les membres du Gouvernement 1Sont dès à présent partagées par la grande majorité de la « sovieltsco ». Tout ce que nous pouvons di:re pour le moment c'est que de jour en jour en ce milieu assez i:nstable une évolution dans un sens favorable se manifeste: on semble moins pressé de réunir une conférence internationale on donne aux formules que l'on n'abandonne pas une interprétation plus large, on subit maintenant l'influence de la propagande active que se fait tant à Pétrograde qu'en province contre Ja paix immédiate, sans ~conditions ou à des ,conditions inacceptables.

Bref, dans l'ensemble j'estime que la situation est loin d'etre satisfaisan

te... (l) les symptomes favorabl,es se multiplient et permettent d'espérer. Sur

l'invitation du général Alexeieff nous allons partir pour le front et entreprendre

une véritable campagne de propagande qui dans le point de vue du généralissi

me devrait se prolonger jusqu'à l'offensive en préparation. On semble compter

beaucoup pour l'efficacité de cette propagande sur l'ardeur des sympathies que

la Belgique plus que la France inspire sur les soldats russes.

Dans le meme ordre d'idées nous allons écrire une brochure « Sauvez la

Belgique » que nous demandent les aviateurs russes et qui sera répandue dans les

armées russes à des centaines de milliers d'exemplaires •.

(l) Gruppo indecifrato.

(l) Gruppo indecifrato.

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1878/418. Pietrogrado, 25 maggio 1917, ore 14 (per. ore 21,35 del 28).

20 maggio.

In intervista ai rappresentanti stampa Terescenko ha dichiarato quanto

segue:

«Sono lieto constatare che tutti i partiti del campo democratico sono con

trari ad una pace separata. Poiché questione degli accordi cogli Alleati agita

pubblica opinione ritengo mio dovere esporre mio punto di vlista a questo pro

posito. Democrazia russa teme ,che legata da vecchi accordi dovrà <servire ~

appetiti di conquista di altre nazioni ed esige quindi immediata pubblicazione

di detti accol'dci. Ma democrazia russa deve comprendere che tale immediata

pubblicazione equivarrebbe a rottura cogli Alleati all'isolamento Russia '<!IÌÒ che

la condurrebbe alle porte di una pace separata. Popolo russo rifiutasi a tal

passo non solo per dovere d'onore ma .pevché :capisce che :guerra internazio

nale deve termina11si con pace internazionale».

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IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

N. R.R. P. 2639. Comando Supremo, 25 maggio 1917.

Sono noti alla E. V. i ripetuti e gravi motivi di lagnanza da parte nostra verso il generale SarraH, comandante in capo dell'esercito alleato di Oriente, e più volte mi è oc,corso di rivolgere invito alla E. V. di voler segnalare al Governo della Repubblica come l'azione di comando del generale Sarrail ritornasse di danno al comune interesse degli Alleati. Da mia :parte non ho mancato di rappresentare all'alto comando francese tutto quello che man mano mi risultava in proposito, non tacendo che la situazione creatasi attorno al generale non favoriva certo la :comunione degli intenti, e degli sforzi, dei contingenti alleati in Ma~cedonia. Ma, come è di pubblica ragione, il generale Sarrail gode, in Francia, di una particolare posizione che trae le sue origini, as:sai :più che dai meriti militari, da ragioni parlamentari e politiche; epperciò la sua dipendenza dalle autorità militari gerarchiche è soltanto relativa, perché appoggi potenti assicurano al generale Sarrail una quasi intangibilità.

Di recente altri motivi di malcontento si sono aggiunti ai precedenti: il 10 maggio il comando in capo dell'esercito di Macedonia aveva fissato per le otto del mattino l'attacco delle posizioni dei « Pitons • (la destra della nostra 35• divisione doveva attaccare il • Piton briìlé •, una divisione francese contigua doveva attaccare il «Piton rocheux »); senonché alle 7,30 il Comando francese diede ordine improvvisamente di sospendere l'attacco. Si tentò con tutti i mezzi,

ed immediatamente, di avvertire i reparti; ma data la strettezza del tempo, un nostro battaglione non poté ricevere il contror,dine, e -avendo mosso all'assalto -raggiunse con grande slancio le trincee nemiche, dove-mancando l'appoggio di un attacco contemporaneo francese -fu sopraffatto. Il generale Pennella, comandante la 35" divisione fece vive rimostranze al generale Sarrail per il ritardo nella comunicazione dell'ordine che è stato unica e deplorevole causa delle perdite dolorose subite. Alle truppe francesi invece l'ordine del rinvio dell'attacco era stato sollecitamente trasmesso qualche ora prima.

Pochi giorni fa il generale Sarrail pretendeva che la nostra divisione, che già ha la difesa di un fronte di 12 km assumesse la difesa di altri 2 km sulla propria destra per disimpegnare una divisione coloniale francese 'che pare fosse intendimento del generale Sarrail di inviare in Grecia.

Giustamente il generale Pennella dichiarò al generale Sarrail di non poter estendere nemmeno di un metro la fronte attuale; ed io ho dovuto rappresentare al generale Foch le rimostranze formulate dal nostro generale. Il generale Foch mi ha fatto rispondere (in data 21 correilfl;e) che era :S!Piacente di non potere dare ordini tassativi al generale Sarrail causa la distanza che non permette esatto apprezzamento della situazione, ma che gli avrebbe telegrafato trovando buone le ragioni rappresentate dal generale Pennella, ed intanto assicurava che sono stati dati ordini perché si desi:slta da ogni offensiva in Macedonia.

Ieri l'altro mi è pervenuto il telegramma annesso in ,copia (n. 1143) del tenente colonnello Vitale, nostro addetto militare presso il comando dell'esercito alleato d'Oriente, nel quale sono esaminate ,le ragioni dell'insuccesso della tentata offensiva generale in Macedonia; e fra le principali è appunto la deficienza dimostrata dal comandante in capo. Il tenente colonnello Vitale, ufficiale di Stato Maggiore di alto valore e che merita molta fiducia, conclude col parere che, a giudizio anche degli altri comandi alleati, nel momento attuale sia necessario cercare di ottenere la sostituzione del generale Sarrail.

A tale giudizio io mi associo pienamente, e pregiomi rappresentarlo alla E. V. perché se -come merita -il Governo britannico dovesse fare qualche passo in tal senso non manchi l'appoggio favorevole del R. Governo; appoggio che potrebbe aver valore dec~sivo quando fosse accompagnato dalla minaccia di ritirare dalla Macedonia i nostri contingenti.

Comunicazione analoga faccio, per conoscenza, alle LL. EE. il presidente del consiglio dei ministri e il ministro della guerra.

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IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 1025l 124. Atene, 25 maggio 1917.

Il signor Zaimis sino dai primi giorni dal suo ritorno al potere si è posto all'opera di sedare, nei limiti del possibile, le ire dell'Intesa contro la Grecia adottando di propria iniziativa la misura dell'allontanamento da Atene, ed invio

In ecceTIJtriche guarnigioni, di sette ufficiali più specialmente, a quanto pare, com~ promessi nell'organizzazione di quelle bande della Tessaglia, attorno a cui il Generale Cauboue aveva fatto tanto chiasso nella sua corrispondenza col signor L,ambros. Senonché tale misura non sembra aver sortito il desiderato effetto di placare la Francia, in quanto che si udì subito la stampa venizelista alzare la voce prodamando che la misura era inadeguata, ·che colpiva figure secondarie e non il principale colpevole ossia il Dusman1s:, che finalmente la maggior parte degli ufficiali sfrattati erano rimas,ti ad Atene o vi avevano tosto fatto ritorno. Pel Dusmanis il signor Zaimis non tardò a provvedere in qualche modo destinandolo alla guarnigione di Naupilia; ma nemmeno questo bastò, perché la stampa medesima prese occasione dal fatto che Zaimis credette opportuno di dare alcune !';I}iegazioni s:uJla srua condotta ad una cosidetta presidenza delle associazioni e dei sindacati di Atene e del Pireo, per accusare il presidente del consiglio di patteg~ giare con organismi politici dipendenti dal cosidetto governo occulto, e di mostrare inopportuna remissività ed anche debolezza fino dal principio del suo governo. In sostanza il Zaimis si è addossato un compito assolutamente irrealizzabile che è quello di volere contentare gli incontentabili, e certo con le sue proprie forze egli non riuscirà mai a cambiare la situazione. Ad un momento dato si è potuto credere che un mutamento di direttive si stesse producendo a Parigi ed a Londra rispetto agli affari della Grecia. Venne dapprima la dichiarazione di Bonar Law alla Camera dei Comuni, che il momento non pareva opportuno per introdurre importanti mutazioni costituzionali in Grecia. Fu poi commentatis1simo il riassunto dato dai giornali locali di un articolo di Hervé nel giornale francese La Victoire nel quale, con una franchezza alla quale veramente non si era abituati, viene dichiarato altamente ·che l'esercito di Sarrail non correva più nessun pericolo, e ·che se Venizelos voleva fare la rivoluzione in Grecia non aveva che da farla coi propri mezzi; ma che gli Alleati non dovevano distrarre dal fronte macedone un solo uomo per simili intenti, essendo oramai urgente lo attaccare vigorosamente i germano-bulgari che ci fronteggiano neLla Macedonia.

Dalla comunicazione che V. E. ha voluto farmi col suo telegramma di ga~ binetto n. 724 (l) risulterebbe ormai chiaro che la soluzione della posizione incerta in cui, dopo il convegno di St. Jean de Maurienne, era rimasta la questione greca, sia nel senso di un abbandono completo della Grecia da parte dell'Inghilterra nelle mani della Francia. Nel mio telegramma di gabinetto

n. 178 (2) ho avuto l'onore di esporre il mio modo di pensare sulle decisioni concretate da Francia e da Inghilterra a nostra insaputa; e nell'ulteriore tele~ gramma di gabinetto n. 179 (3) riferii intorno alle preoccupazioni di Zaimis, assai giustificate a mio avviso, per l'ipotesi dell'abbandono da parte nostra del fronte macedone. QueSita ipotesi traS;parita qui dalle indiscrezioni della stampa francese, ha dato ~uogo ad una grande polemica di stampa di ·CUi ho riassunto i tratti principali nei miei telegrammi n. 210 (4) e n. 214 (5). Il punto di vista di Zaimis che la Francia non sia in sostanza capace di far gran che contro la

Grecia e che più striLlano i francesi più sia segno ·che 1si sentono impotenti, è generalmente condiviso dalla rpnlbblica opinione, la quale quindi si mantiene relativamente calma. D'altra !parte si asserisce dai più che grazie alle armi ed alle munizioni abilmente nascoste in tutto il paese, non sarà impossibile alla Grecia realista di resistere ad una invasione franco-venizelista, ove .que.sta si realizzasse, per mezzo di una campagna di guerriglia per la quale si potrebbero armare quaranta o ·cinquantamila epistrati. Se questi propositi di resistenza siano veri o se invece la Grecia nel suo •comiplesso si adatterà anche a quest'ultima evoluzione della gran ·crisi attraversata, io non saprei dire ora con certezza. Certo il malumore aumenta ed i francesi fanno tutto il possibile per ciò, aiutati dalla stampa venizelista •Che non ha nessuna moderazione nell'accusare il partito avversàrio di ogni specie dii tradimento. Per verità mi sembra ·che siano i venizelisti che tradiscono la patria preparando allegramente la dominazione straniera.

In questi giorni vi è •stato senza dubbio un tnasprimento della 'situazione dal punto di vista del rifornimento del paese. Da ormai due settimane non vi è più regolare distribuzione di farina, ed anche per gli altri generi alimentari, in parte per le fatali conseguenze di un blocco che dura oramai da sei mesi, in parte per errori amministrativi di distribuzione che hanno permesso il formarsi di uno svergognato bagarinaggio, le condizioni alimentari del paese sono gravi al momento presente, e non offrono molta .speranza di un effettivo e duraturo miglioramento. A parte però qualche insignificante rissa, il popolo greco sembra costante nel suo proposito di tutto sopportare pur di non dare appiglio a nuove ~ppressioni da parte dell'Intesa col lasciarsi andare a disordini e a dimostrazioni. Il ministro di Francia mi confessava giorni or sono ·che ·come mezzo di ,sollevamento del popolo il blocco era completamente mancato e che minacciando quell'arma di volgersi contro di noi, conveniva oramai cessare di 1servirsene. Preziosa •Confessione in bocca de·l rappresentante di un ,paese che su quella misura così severa per sé stessa e pel modo con cui fu messa in esecuzione, aveva fondato tutta 1a speranza della rapida realizzazione dei propri intenti i)Olitici. Ma a tale riconoscimento della reale condizione dei :fatti, non vediamo per ora rispondere adeguate misure pratiche per togliere di mezzo i lamentati inconvenienti.

Il controllo militare tutto concentrato nelle mani dei generali francesi Cauboue e Maas, a cagione sia della situazione da noi loro :fatta sia della poca capacità e attività dei delegati delle altre Potenze, è oramai rientrato nell'ombra non avendo più :fatti importanti da ·compiere; ma continua imperterrito la propria opera d'ostruzionismo, creando piccoli incidenti, :facendo e rifacendo verifiche e specchi sinottici, adempiendo in sostanza la missione affidatagli dal generale Sarrail di non giungere mai al punto in cui si debba per forza confessare che la questione militare dei :famosi pericoli pel di dietro dell'esercito di Sarrail, è definitivamente conchiusa.

In sostanza, nella lunga crisi traversata, ·siamo di nuovo in un periodo di attesa. La prossima azione francese, se si verificherà, ci porterà probabilmente non di un passo avanti ma di un passo indietro.

(l) -Cfr. n. 21. (2) -Cfr. n. 53. (3) -Non pubblicato. (4) -T. 1821/210 del 24 maggio, non pubblicato. (5) -T. 1834/214 del 25 maggio, non pubblicato.
99

L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1322/150. Washington, ... maggio 1917 (per. ore 5,10 del 26).

Mio telegramma gabinetto n. 155 (1).

Segretario di Stato mi ha detto che Balfour (il quale è partito soltanto stasera) lo ha assicurato stamane che Inghilterra vieterebbe la partec1pazione dei suoi socialisti al ·congresso a Stoccolma. Segretario di Stato mi si mostrava convinto ·Che Francia agirebbe ugualmente (2).

100

L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1328/160. Washington, ... maggio 1917 (per. ore 19,20 del 26).

Durante pranzo da lui offerto stasera alla missione straordinaria segretario di Stato ha brindato al Re ed alla vittoria armi italiane. Gli ha risposto principe Udine. Successo nostre truppe è salutato qui da ognuno con manifestazioni di grande compiacimento.

101

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1334/128. Parigi, 26 maggio 1917, ore 18,05 (per. ore 22).

Telegramma di V. E. n. 767 (3). Mio telegramma 123 accennavo a Bernstorff (4). Briand ritornato. Secondo ulteriori notizie Briand avrebbe conferito con

emissari austriaci e ottomani. Si dice ·Che questo Governo avrebbe fiducia nella riuscita di queste trattative e le dimissioni di Tisza sarebbero con esse collegate. Naturalmente non posso assicurare il fondamento di queste affermazioni. Intanto apprendo che il maggiore Stefanic ha confidato al colonnello Brancaccio che non verrà più a Roma perché pregatone insistentemente a varie riprese da Ribot, Cambon, Margerie che lo fanno partire per America. Stefanich ha detto che Governo francese, convinto d'aver trqppo promesso all'Italia circa l'Adriatico, favorisce ora apertamente gli Jugo-slavi lavora a indurre Czechi a far causa comune con questi. Perciò cerca di impedire le relazioni fra gli Czechi e l'Italia. Secondo Stefanich gli Czechi esiterebbero, ma date le promesse che fa loro il Governo francese, non oserebbero di mandare Stefanich in Italia (5).

12) Ritrasmf>sso a Londra e P3~igi, con t. gab. 773/435 del 27 maggio.
(l) -Cfr. n. 57. (3) -Cfr. n. 82. (4) -Cfr. n. 45. (5) -Ritrasmesso a Londra e a Pietrogrado con t. gab. 781 del 27 maggio.
102

IL MINISTRO AD ADDIS ABEBA, COLLI DI FELIZZANO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1930. Addis Abeba, 26 maggio 1917.

Da quanrto mi risrulta domanda britannica per il Tzana comprende esclusivamente la autorizzazione per la esecuzione lavori atti a rialzare livello acque Tzana durante stagione estiva onde regolare corso Nilo azzurro in guisa rendere possibile irrigazione di una data regione del Sudan. Il Governo sudanese... (l) a sua volta al Governo etiopico una somma annua rilevante a titolo compenso. Opposizione Governo etiopico abituale invincibile sua resistenza a qualsiasi iniziativa europea dipende dal fatto ·che con suddetti lavori verrebbe <sommersa una parte del litorale del Tzana attualmente adibita a pastorizia. Trattative vennero sospese colla partenza del colonnello Pearson che non ha nascosto suo disappunto né credo ·che possano essere riprese [per ora a meno che il Gove11no etiopico sia disposto a cedere alla domanda del Governo inglese.

103

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1335/129. Parigi, 26 maggio 1917, ore 22,25 (per. ore 1,50 del 27).

Telegramma di V. E. Gabinetto n. 752 (2).

A questo ministero dicono non esservi per ora istruzioni per il richiamo dell'ambasciatore a Madrid.

Si ritiene ·che vari uomini politici vennero interpellati per sapere se accetterebbero l'ambasciata di Pietrogrado. Fallito questo tentativo pare pensino di inviare diplomatico di carriera. D'altra parte si dice che Painlevé insista per nomina di Thomas ad alto commissario come Tardieu a Washington. Queste insistenze <si spiegano per il desiderio del Painlevé di tener lontano un rivale pericoloso.

104

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1336/130. Parigi, 26 maggio 1917, ore 22,55 (per. ore 1,50 del 27).

Telegramma di V. E. n. 754 (3).

Cambon mi dice che nota francese in risposta alla nota di Miliukoff è già stata mandata a Thomas per essere rimessa ma che il testo è stato comunicato a V. E. da Barrère. Come ella avrà notato si parla di Alsazia-Lorena soltanto.

Cambon volle dimostrarmi che una frase precedente sulle terre che storicamente non appartengono agli Imperi centrali, allude al Trentino. Gli feci osservare come l'allusione non fosse molto ·chiara e ·che giacché voleva spiegarmela poteva non dimenticare Trieste. Al che Cambon annuì e mi ·confermò che V. E. ne era già al corrente, quasi per far ·COII1iPrendere ,superflua ogiili osservazione ulteriore a cose già fatte e di ·cui R. Governo era già stato tenuto al corrente.

(l) -Gruppo indecifrato. (2) -Ritrasmissione a Parigi del n. 54. (3) -Cfr. n. 68 e relativa nota.
105

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1333/133. Parigi, 26 maggio 1917, ore 22,55 (per. ore 1,50 del 27).

Telegramma di V. E. n. 654 (1).

Cambon da molti giorni mi aveva promesso di farmi conoscere ,le decisioni del Governo francese circa l'intervento dei socialisti al congresso di Stoccolma e solo oggi mi ha assicurato che essendo contrario all'andata dei socialisti d'ogni partito a Stoccolma il Governo francese avrebbe rifiutato il passaporto (2).

106

IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1338/2650. Comando Supremo, 26 maggio 1917, ore 23,50 (per. ore 2,20 del 27).

Generale Marro telegrafa da Corfù in data del 25 sera che Governo serbo è a conoscenza della decisione del generale Sarrail di ritirarsi nel campo trincerato di Salonicco. Se l'informazione corrisponde al vero deve richiamare tutta la nostra attenzione perché modificherebbe profondamente l'attuale situazione militare nel senso che lascerebbe scoperto il fianco destro della nostra occupazione in Albania e permetterebbe agli Imperi centrali di portare un grosso attacco in forze contro Valona. Interessa perciò in sommo grado accertarsi subito della verità dell'informazione per provvedere in tempo a richiamare i nostri contingenti dalla Macedonia e a spostarli a Valona per la via di Koritza. Ricordo che invio nostra divisione prima, e successivamente il rinforzo di una brigata vennero concessi allo scopo di concorrere all'offensiva degli Alleati dalla Macedonia. In caso di ripiegamento di forze del generale SarraH entro il campo trincerato di ·salonicco le nosrtre forze sarebbero certamente esuberanti alle necessità della difesa del campo di Salonicco. In ogni modo la loro permanenza alla dipendenza del comando in capo dell'esercito d'Oriente è contraria al concetto del loro invio. Indispensabile invece loro raccolta Valona per difesa nostro possesso, ma ritiro nostre truppe dalla Macedonia dovrebbe avvenire al più presto e sollecitamente finché strada Koritza verso Santi Quaranta è al sicuro; perché

quando il nemico avesse sentore della ritirata delle truppe di Sarrail verso il campo di Salonicco le minacce per interruzione strade diverrebbero subito gravissime e il non semplice movimenrt;o della nostra divisione rper ripiegare sull'Albania sarebbe pericolosamente compromesso. Inutile 'che io aggiunga che il ritiro delle nostre truppe per via di mare è assolutamente da escludere per le minacce dei sommergibili nemici non solo, ma per il tempo che richiederebbero gli imbarchi e i movimenti marittimi e per la nostra deficienza di trasporti marittimi. Pertanto urge •che il R. Govemo abbia informazioni precise dai Governi alleati circa intendimenti del comando in capo dell'esercito d'Oriente per provvedere senza ritardo e con fermezza nel modo sopra detto che è, a mio giudizio, l'unico consigliabile per i nostri interessi. Riferendomi al telegramma

n. 766 Gab. di V. E. (l) informo che un'estensione dell'occupazione nostra nelle regioni di Zagori, Pindo e Ciamuria non sarebbe assolutamente possibile se richiedesse l'invio di aare forze dall'Italia, forze che in questo momento sono qui preziose e ·che non debbo disperdere; perciò prima di rispondere al telegramma di Gab. n. 766 richiedo l'avviso del generale Ferrero {2).

(l) -Cfr. n. 19. (2) -Ritrasmesso a Londra con t. gab. 786 del 28 maggio.
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IL CONSOLE A GEDDA, BERNABEI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. R. 1857/64. Gedda, 26 maggio 1917, ore 16,23 (per. ore 5,10 del 27).

Risposta al telegramma n. 682 (3).

Da nuove indagini fatte mi risulta che Inghilterra e Francia trattano, cadauna separatamente, col Re Hedjaz assestamento indipendenza politica arabi dell'Irak e della Siria. Promessa Inghilterra di riconoscere Re Hedjaz quale primo principe dell'Arabia e di prendere in •esame la questione egemonia araba in seguito ai risultati della guerra, sarebbe stata fatta allo scopo di rettificare im

pressione prodotta da proclama generale Maude, in cui Re Hedjaz è considerato al pari altri principi arabi ed a conferma dell'accordo segreto ·che Re Hedjaz pretende aver avuto sin da principio guerra con Inghilterra cil'ca ,soluzione soddisfacente questione indipendenza politica dell'Irak dal punto ·di vista arabo.

Per la Siria la Francia avrebb€ offerto al Re Hedjaz concessione territoriale interna, riservandosi occ~azione 'solo litorale di quella provincia.

Di fronte riserva Re Hedjaz, di cui al mio telegramma n. 62 (4), la Francia, su proposta dell'Inghilterra, avrebbe annuito usare al Re Hedjaz per la Siria stesso trattamento convenuto con l'Inghilterra per l'Irak nei riguardi egemonia araba purché egli intensificasse Ja rivolta dei beduini della Siria contro i turchi.

I colonnelli Wilson e Brémont mantengono assoluto riserbo.

(l) -Cfr. n. 81. (2) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con T. gab. 779 del 28 maggio. (3) -T. 682 del 24 maggio, non pubblicato. (4) -Non rinvenuto.
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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1330/243. Londra, 26 maggio 1917, ore 10,36 (per. ore 7 del 27).

Oggi ho dato lettura a Cecil del telegramma di V. E. responsivo a quello del ministro degli affari esteri russo (telegramma di V. E. Gab. n. 679) (1). Cecil ha trovato la redazione 1perfetta. Ho creduto ad ogni buon fine dargli comunicazione pure dell'altro telegramma di Gab. n. 705 (2) particolarmente insistendo sulla chiusa del medesimo. Cecil ha detto che appena ricevuto il telegramma di Rodd aveva telegrafato a Buchanan di trovare il modo d'inserire la modificazione ,suggerita da Rodd in seguito alle osservazioni di V. E. allo scopo di precisare meglio le nostre rivendicazioni. Sperava che il suo telegramma sarebbe giunto in tempo. Non aveva però potuto omettere 'l'ultima parte della comunicazione a nome del Governo britannico perché il Governo russo, ~che su quel punto insiste in modo [In'ec~puo, se ne avrebbe avuto sicuramente a male. Mi è parso ~capire che Cecil si P'roponeva di telegrafare pure a Rodd al ~riguardo. Sulla questione della ,revisione degli accordi Cecil era oggi assai meno fiducioso ed assai più preoccupato di mer,coledi scovso. Recentissime notizie gli fanno temere ~che il Governo russo voglia insistere. Finora non ha sentito accennare aHe rivendicazioni nostre, è ~stato però informato di una forte corrente prevalente in senso ~contrario a qualsiasi annessione delle colonie tedesche conquistate dagli inglesi. Queste disposizioni russe concludeva il ministro lasciano purtroppo prevedere una spinosa delicatissima discussione.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1339/244. Londra, 26 maggio 1917, ore 22,36 (per. ore 7 del 27).

Mio telegramma Gabinetto ... (3).

Cecil mi ha comunicato oggi per l'eventuale appcrovazione di V. E. la nota focrmula qui él!PIPresso rwcrodotta in testuale traduzione, drca la quale Buchanan ha consultato pucre Thomas:

« I tre Governi dopo ac~curato esame e discussione sono giunti ad un accordo provvisocrio («provisional ») circa l'entità (extent) dei locro interessi in Asia Minore. Quanto ai metodi pecr tutelare tali interessi in modo che assicuri un uguale tcrattamento a tutte le parti interessate, procedono le discussioni che non possono essere concluse senza piena consultazione col nostro alleato russo.

Ho osservato : l) mi sembrava desiderabile omettere l'aggettivo • provisional • che nella traduzione italiana (temporaneo o provvisorio) ,si presterebbe a false interpretazioni non corrtspondenti all'esatta situazione, in quanto, salvo l'assenso del Governo russo, l'accordo per quanto ,conceme i ·tre Governi va considerato come definitivo: 2) che pel medesimo ordine di idee avrei soppresso pure le parole «le discussioni procedono ancora • le quali mi sembravano inutili. Queste osservazioni erano beninteso mie personali giacché in quei punti nonché sru tutto il resto della formula io dovevo naturalmente riservare giudizio ed istruzioni di V. E. Ha poi aggiunto che l'ufficio competente sta preparando il testo del noto memorandum da scambiare. Gli ho ricordato occorreva in modo assoluto escludere l'inaccettabile condizione circa gli citeriori sforzi militari. Dopo un amichevole accenno alla tenacia delle mie insistenze il ministro ha ripetuto che dov;eva consultare il Gabinetto di guerra osservando tuttavia che non vedeva come :si potesse modificare comunicazione ufficiale già fatta a V. E. da Rodd. Ho per colllto mio replicato 'che tale difficoltà era fadle a superare, bastava introdurre nel promemoria un altro paragrafo per constatare che, in seguito alle obiezioni del R. GoVIerno, tale condiz·ione era stata ritirata (1).

(l) -Cfr. n. 58, che però non è di gabinetto. (2) -T. gab. 705 ritrasmette a Londra il t. gab. 1211/195 da Pietrogrado dell'8 maggio, che non si pubblica: operazioni inglesi in Mesopotamia arrestate al punto in cui si trovano e limitate al consolidamento. (3) -Gruppo indecifrato.
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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1345/221. Pietrogrado, 26 maggio 1917, ore 23,40 (per. ore 23,30 del 27).

Buchanan ha oggi consegnato a Terescenko il nuovo testo deJ.la risposta del suo Governo alla nota di Miliukoff, testo di cui V. E. avrà già conoscenza. Ministro gli ha espresso il desiderio che detta risposta contenga anche una menzione del principio di libera scelta delle proprie sorti da parte della popolazione e a quanto ho motivo di credere Buchanan ha telegrafato a Londra in senso favorevole a tale desiderio.

111

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1357/224. Pietrogrado, 26 maggio 1917, ore 21,23 (per. ore 21,20 del 28).

Neratoff mi ha detto che stante le modificazioni che Terescenko ha chiesto vengano introdotte nella risposta inglese (mio telegramma di Gabinetto

n. 221) (l) questa veniva frattanto considerata come non consegnata ufficialmente Le tre note non verranno eventualmente pubblicate che insieme.

(l) Ed. in SONNINO, Carteggio, li, cit., pp. 234-235.

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RELAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE DEGLI AFFARI POLITICI, MANZONI, PER IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

Roma, 26 maggio 1917.

Nell'agosto dello scorso anno l'onorevole Tovini presentò una sua interpellanza al ministro delle colonie riguardante l'accordo itala-britannico per il Giuba firmato da V. E. e da Sir Rennell Rodd il 24 dicembre 1915.

S. E. Colosimo ne diede notizia a V. E. per la parte che riguarda il ministero degli esteri • con preghiera di sue comunicazioni •.

Fu risposto che per il seguito da dare a tale interpellanza questo ministero si rimetteva a quanto avrebbe deciso quello delle colonie, essendosi passate direttamente tra esso e l'Ambasciata britannica le trattative che condussero alla stipulazione dell'accordo internazionale.

Il ministro delle colonie chiese allora il parere di V. E. su due punti: l) se l'accordo avesse avuto bisogno di ratifica; 2) se l'accordo dovesse esser,e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Somalia italiana.

Sentito anche il parere dell'ufficio del Contenzioso, fu risposto: l) che non si credeva necessaria la ratifica dell'accordo, ma che l'accordo stesso avrebbe dovuto essere dichiarato esecutivo da un decreto luogotenenziale; 2) che trattandosi di disposizioni ,che interessano l'ordinamento amministrativo deLla Colonia, l'accordo avrebbe dovuto essere pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Somalia italiana.

Seguito poi uno scambio di memorie tra questo e il ministero delle Colonie circa l'opportunità o meno di sentire il Consiglio Coloniale e sopravvenuta la pubblicazione dell'accordo nel Bollettino per iniziativa del Governo della Somalia italiana senza attendere le istruzioni ministeriali, non resterebbe ora che presentare l'accordo al Parlamento e S. E. Colosimo lascia in [proposito ogni determinazione a V. E. che lo :firrrnò.

Giacché l'accordo rimonta ormai a un anno e mezzo fa, in considerazione dell'interpellanza Tovini che ad esso si riferisce, e poiché lo Statuto non prescrive la presentazione di convenzioni del genere al Pa11lamento che quando il Governo del Re lo ritiene opportuno, l'Ufficio propone di sopra,ssedere per ora alla presentazione stessa, rimandandola -se del caso -a quando l'accordo sarà completato dalle convenzioni secondarie che esso comporta.

Se V. E. è di eguale parere se ne informerà il ministero della Colonie (2).

(l) -Cfr. n. 110. (2) -Annotazione marginale di pugno di Sonnino: • Mi pare consigliabile presentare l'accordo al Parlamento •·
113

IL CONSOLE GENERALE A MANAGUA, CAMPARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 111. Managua, 26 maggio 1917.

Ho l'onore di rimettere a V. E. un esemplare della Gaceta giornale ufficiale, n. 111 del 25 maggio u.p. in cui è pubblicato il Decreto del 19 del coil"rente che sospende le relazioni diplomàtiche fra questa Repubblica e l'Impero germanico, e autorizza il potere esecutivo per concedere al Governo degli Stati Uniti l'uso dei porti, acque territoriali e vie di comunicazione nonché altre facilitazioni che siano necessarie durante il presente conflitto.

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IL COMANDANTE DEL CORPO D'OCCUPAZIONE DELL'EGEO, CROCE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. RR. 1812. Rodi, 26 maggio 1917.

Come è certamente noto a codesto Ministero, la protezione esercitata dalla Francia sulla Missione Francescana di Rodi, come sugli altri istituti religiosi in Oriente, fa obbligo al Prefetto Apostolico della Missione di celebrare annualmente alcune messe consolari ,solenni in onore del Governo francese. Fra le messe consolari obbligatorie a Rodi vi è quella del giorno di Pasqua ed in essa il Prelato officiante deve tributare speciali onori al rappresentante della Repubblica, con un determinato cerimoniale, comprendente incensi, inchini ecc. ecc.

A questa messa solenne non può evidentemente assistere il Tenente Generale Governatore del Dodecanneso; perché, essendo essa esclusivamente in onore del Governo francese, egli si verrebbe a trovare in condizioni di infer·iorità rispetto ad un semplice vice-console accreditato presso il Comando. È appunto per questo motivo che tanto S. E. il Generale Ameglio come gli altri Governatori italiani dell'Egeo evitarono sempre di trovarsi in chiesa contemporaneamente al vice-console di Francia.

Nel giorno di Pasqua di quest'anno, sembrandomi opportuno che il Comando del Corpo d'occupazione dell'Egeo rendesse omaggio alla religione dello Stato e ai sentimenti religiosi della gran maggioranza dei nostri militari, ordinai che alla consueta messa ordinaria della domenica (che si celebra, per conto del Comando, ad uso dei militari) intervenisse un reparto di truppa con bandiera e fanfara; e vi intervenni io stesso con una lunga rappresentanza di ufficiali e funzionari del Corpo d'occupazione.

n servizio religioso si svolse precisamente come negli altri giorni festivi, cioè in forma molto semplice. Però il Padre Apostolico, che officiava, venne ad ossequiarmi al mio ingresso in chiesa, presentandomi l'acqua benedetta, e disse un breve discorso di saluto alla bandiera d'Italia. La funzione, che, pur senza grande apparato, riuscì molto solenne, produsse nella colonia italiana di Rodi la migliore impressione.

Sembra però che al nuovo vice-console di Francia a Rodi, Signor Giorgio Terver, non sia piaciuta la solennità di questa cerimonia italiana; 'e mi risulta che egli ha perciò vivamente biasimato il Prefetto Apostolico, osservando che l'eccessiva pompa data alla nostra funzione aveva sminuito il valore della messa consolare francese celebrata lo stesso giorno -ma ad altra ora nella stessa chiesa. Mi risulta anche che in questa circostanza il Signor Terver ha mosso rimostranze allo stesso prelato per la sua opera non sufficientemente ligia agli interessi della Francia e troppo simpatizzante per il nostro Paese; ed ha poi in modo speciale lamentato che nel locale collegio delle Suore di Gemona troppo sensibile si manifesti l'influenza del Governo ,italiano.

Il Prefetto Apostolico -che è il padre Ignazio Beaufeys, non suddito francese, ma suddito belga -poté facilmente ribattere l'appunto fattogli a proposito della messa di Pasqua, esponendo le stesse ragioni che io ho sopra indicate, per le quali fu necessario che la messa militare italiana fosse indipendente da quella consolare francese, e facendo inoltre osservare che la solennità speciale della funzione italiana rappresentò un omaggio del Corpo d'occupazione dell'Egeo alla Chiesa cattolica, omaggio del quale la Francia, protettrice dei cattolici in queste regioni, non può certamente dolersi. Disse poi che la protezione esercitata dalla Francia sulla Missione Francescana non fa a lui altro obbligo all'influori di quello di innalzare la bandiera nei giorni festivi e nelle feste nazionali della Repubblica, e di celebrare determinate Messe e Te Deu:m; che per ogni altra funzione del culto egli si considera indipendente; che la Missione ha ricevuto molti benefizi da S. E. il Generale Ameglio e dai suoi successori, e che perciò ha obblighi di deferenza verso il Governo italiano.

In quanto poi riguarda l'influenza italiana che, secondo il vice-console di Francia, sarebbe troppo sensibile nelle scuole delle Suore, il Prefetto Apostolico notò come il Governo francese dia a quelLe religiose un sussidio assolutamente insufficiente; che invece tanto S. E. il Generale Ameglio quanto i suoi successori le beneficarono largamente; che ad ogni modo l'insegnamento della lingua italiana nel collegio delle Suore risale al 1875 e cioè a data molto anteriore all'occupazione italiana.

In realtà, questo Comando non esercita, né ha mai esercitato nessuna influenza palese né sulla chiesa né sulle Suore cattoliche di Rodi: anzi, tenendo conto della posizione ufficiale che ha la Francia rispetto alle popolazioni cattoliche in Oriente, ha sempre evitato con cura qualsiasi atto che potesse sembrare meno riguardoso verso l'autorità del Governo francese e di chi lo rappresenta in questa città. Ma non può evidentemente non accogliere con compiacimento le numerose manifestazioni di simpatia all'Italia che gli sono pervenute da molte parti e quindi neppure quelle che gli pervengono dall'elemento cattolico locale.

Quanto sopra ho creduto doveroso di rappresentare a codesto Ministero, non

certo per sollevare ora la grave questione dei cattolici nel Dodecanneso: que

stione che -a quanto mi risulta -sarebbe già stata posta verso il 1910 quando furono svolte trattative per passare la missione cattolica di Rodi sotto il protettorato italiano, e che evidentemente dovrà essere nuovamente sollevata, e risolta, a tempo opportuno. Ma tutto questo ho creduto necessario di far conoscere a codesto Ministero perché so, in via confidenziale, che sull'argomento il vice-console di Francia ha già inviato un rapporto al suo Governo, chiedendo che, a mezzo della • Propaganda Fide •, si facciano pratiche intese ad ordinare al Padre Apostolico di Rodi di seguire un indirizzo più conforme agli interessi francesi. E mi permetto di osservare che, per evidenti ragioni di prestigio, sarebbe opportuno impedire che à questo Prefetto Apostolico venissero fatte rimostranze per il suo modo di comportarsi verso il nostro Governo e verso il nostro Paese.

Aggiungo infine, per opportuna notizia di codesto Ministero, che certamente il vice-console di Francia non ha agito di sua iniziativa. Il Signor Terver, che è giunto da poco tempo a Rodi, si dimostra persona cortese, equilibrata, aliena dall'intrigo, deferente verso il Comando, simpatizzante per l'Italia. Ma egli non conosce ancora l'ambiente locale, anzi non conosce neppure in genere l'ambiente del Levante, ove egli non fu mai prima d'ora. E perciò non vi ha dubbio che egli fu spinto ad agire da persone del luogo a noi ostili, e probabilmente anche da qualche fanatico frate francese della stessa Missione Francescana.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI

T. GAB. 782. Roma, 27 maggio 1917, ore 21.

Telegramma S. V. Gab. n. 29 (1).

Briand si sarebbe· incontrato con Bernstorff.

116

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, E A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. 783. Roma, 27 maggio 1917, ore 22.

Mio telegramma n. 677 (2) e telegramma per posta n. 4965 (3). Ho pregato Bernabei di appurare se la Francia è consenziente nella promessa che Inghilterra avrebbe fatto al Re Hedgiaz di riconoscerlo quale primo

6 -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

principe dell'Arabia e di prendere in benevolo esame questione egemonia araba in seguito ai risultati della guerra. Bemabei risponde quanto segue:

• In nuove indagini fatte ... ecc. (come nel telegramma n. 1857/64) • (1). Prego domandare chiarimenti a codesto Governo su quaDJto precede.

(l) -Cfr. n. 74. (2) -T. 677 del 23 maggio spedito al Cairo, che non si pubblica: R. nave Calabria già partita per Cairo. R. ministero Colonie non crede poter modificare disposizioni per missione musulmana Hedjaz. (3) -Non rinvenuto.
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA

T. GAB. 785. Roma, 27 maggio 1917, ore 22.

Rispondo al foglio di V. E. n. 2639 in data 25 maggio (2). Condivido pienamente giudizio di V. E. sopra il genera·le Sarrail, e presentandosene l'occasione non ho mancato di manifestare la mia opinione ai Governi francese ed inglese. Ma per le stesse ragioni d'ordine politico inlterno, che son note a V. E., non è stato possibile né credo probabile una sua sostituzione. La questione personale ckca comando dell'armata in Macedonia appare però oggi sorpassata dalla situazione qual'è delineata nel telegramma di V. E. n. 2650 (3) cui rispondo con mio foglio di oggi.

118

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. S. 1388/207. Jassy, 27 maggio 1917, ore 13 (per. ore 12,05 del 30).

In relazione al mio telegramma Gabinetto n. 205 (4) mi permetto far presente che se il nostro Augusto Sowano 'credesse nella sua risposta di far 'cenno all'esercito romeno ristaurato in modo davvero inatteso (come risulta dalle truppe della seconda armata e da quelle di riserva che hanno figurato alla rivista della festa nazionale del 23 corrente) dopo tante sofferenze e all'azione personale d'el Re Ferdinando in senso Hberale, ciò sarebbe oltremodo grato a Sua Maestà. Nelle artltuali circostanze dolorosissime per la Romania e per la sua dinastia Sovrano e popolo sono oltremodo sensibili alle attenzioni che vengono loro usate. Di ciò si è ben reso conto il Governo francese come risulta dal mio telegramma 178 (5).

Nel caso in ·cui piacesse a S. M. il Re onorare in questa ed in altre occasioni il Re di Romania con una dìstinzione italiana mi LSia lecito sottoporre che una onorificenza militare riescirebbe particolarmente accetta e ciò anche in relazione al mio telegramma Gabinetto 147 (6).

(l) -Cfr. n. 107. (2) -Cfr. n. 97. (3) -Cfr. n. 106. (4) -Cfr. n. 49. (5) -Non pubblicato. (6) -T. gab. 147 del 29 aprile, non pubblicato: il re di Romania non ha apprezzato la· decorazione conferitagli dal re d'Inghilterra.
119

L'INCARICATO D'AFFARI A TOKIO, MARCHETTI FERRANTE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. CIFRATO 465/116. Tokio, 27 maggio 1917.

Nel mio rapporto n. 464/115 (l) dì pari data ho avuto l'onore dì accludere la lista degli undici ufficiali giapponesi componenti la missione militare che il Governo giapponese invierà in Francia ed in Italia.

Richiamando il contenuto del rapporto confidenziale dell'8 febbraio u.s.

n. 135/36 (l) e per l'esperienza che oltre quattro [anni] dì soggiorno in Giappone mi danno in questa delicata materia è mio dovere vivamente raccomandare alle autorità militari del Regno mostrare agli U(fficiali giapponesi il meno possibile della nostra organizzazione militare e navale escludendoli in ogni modo dalla conoscenza dei nostri segreti.

Chi in buona fede considerasse gli ufficiali giapponesi come amici o come alleati commetterebbe delitto vivamente lesa patria, non solo ma non bisogna dimenticare che le norme dell'onore nipponico sono tanto opposte alle [nostre] da ammettere ciò che da noi :costituirebbe indegnità ~r un soldato e gentiluomo. Il vecchio codice d'onore del Samurai sempre in esistenza, permette di dare la propria parola all'amico e al nemico per tradirli.

Rispettando le ragi011i politiche ~che possono consigliare a:l R. Governo una linea di condotta più o meno amabile verso il Giappone, è però mio dovere far conoscere all'Alto Comando e agli ufficiali del nostro paese il trattamel!llto che gli ufficiali giapponesi hanno fatto subire ai prigionieri di guerra originari dell'... (2) e delle terre italiane, trattamento che ha culminato giorni or sono nel tentato suicidio di uno di quegli infelici.

A proposito di questi prigionieri di guerra V. E. stessa esprimeva nel telegramma n. 615 del 6 corrente (l) le sue meraviglie per le condizioni tutt'altro che amichevoli sotto le quali H Governo giapponese ha consentito a restituirli, dopo mie lunghe e continue insistenze di mesi e mesi. Il mio rapporto confi~ denziale del 7 aprile n. 302/82 (l) ha. del resto lumeggiato a V. E., in tutta la loro crudezza, quelle condizioni.

Poiché me se ne porge occasione un altro fatto debbo far (pl"esente ~che rivela il pensiero giapponese a nostro riguardo, fatto che prego comunicare al Ministero della Marina.

Allorché il Ministero della Marina chiese al Governo giapponese la ufficialità di due cacciatorpediniere in cantieri navali privati locali per conto della Maestà imperiale, (vedere ... (2) del 15 apvile 1917) questo Governo, giuocando

sull'equivoco rispose alla mia domanda che i due cacciatorpediniere si stavano costruendo per il Governo francese, mentre la verità era che oltre quei due il cantiere navale Kawasaki e il cantiere della Mitsubishi pronti costruiti hanno due cacciatorpediniere tipo per conto del Governo giapponese.

Edotto di questo, ricevendo la risposta ufficiale gi~pponese, io osservai ,che precisamente di quest'ultime due il R. Governo domandava possibilmente la cessione, ma questo vice ministro degli affari esteri invece di avere il coraggio di un franco rifiuto, tornò a negarmi l'esistenza delle cacciatorpediniere tipo Momo e non nascose il suo malumore dicendomi « che io non poteva essere meglio informato del Governo imperiale circa le costruzioni dei cantieri navali giapponesi,.

l 13 prigionieri di guerra irredel!llti delle cui pene mi sono dovuto occupare, per tanto tempo, quando fra poche settimane, come spero, saranno in Italia, edificheranno coi loro racconti i superiori e i camerati circa le torture morali cui lì hanno sottoposti i sedicenti nostri alleati.

(l) -Non pubblicato. (2) -Gruppo indecifrato.
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 787. Roma, 28 maggio 1917, ore 18.

Rodd mi accennava oggi sommariamente ad una proposta telegrafatagli da Londra intorno alla quale supponeva che avessi già avuto notizia da Barrère. Si tratterebbe di un progettato incontro del Re Giorgio e del Presidente Poincaré con Sua Maestà il Re, da tenersi in qualche punto della Tiviera prossimo alla nostra frontiera.

Ho risposto che Barrère non me ne aveva fatto parola, che si trattava di questione assai delicata, ma che ritenevo mio dovere manifestargli 'subito la mia ~ima impressione. Supponevo che la mossa fosse di origine francese. In politica primeggia la questione dell'opportunità e il momento attuale parevami poco opportuno per un simile incontro.

In Inghilterra il Governo si mostrava fortemente preoccupato dallo stato d'animo russo riguardo agli intenti degli Alleati, temendo perfino una pace separata. Orbene, l'incontro progettato desterebbe maggiori sospetti in Russia e darebbe motivo a nuove insinuazioni e sobillazioni tedesche e rivoluzionarie a Pietrogrado per far credere ,che i tre Alleati si oppongano alle mire della democrazia russa pei loro esclusivi interessi. Accuserebbero gli in~lesi e noi di non preoccuparci che degli interessi dinastici. Tutto ciò accentuerebbe la divergenza tra i russi e i loro alleati in Europa.

Anche nei riguardi degli Stati Uniti d'America non mi pareva che oggi questa nostra riunione a tre fosse politicamente opportuna. In fondo tutto questo mirava specialmente al sacrifizio del Re Costantino, ,che pareva il primario obiettivo della diplomazia francese.

Ora il fare intervenire in ciò i nostri Sovrani anche se soltanto in apparenza e pel grosso pubblico, sembravami equivalente al menomarli e in certo modo avvilirli.

Se il sacrificio del Re Costantino si doveva compiere per contentare le brame parigine, si facesse senza farne ricascare in alcun modo l'odiosità sui nostri Sovrani; e se non si doveva compiere, era meglio evitare che l'ira dei rivoluzionari e dei democratid idrofobi si rivolgesse contro di essi, attribuendo loro la <responsabilità del salvataggio. Quale altro programma o scopo poteva avere oggi il progettato incontro? Forse quello di tornare a discutere sui vari accordi già conclusi in passato o in corso di esame? Non vedevo il vantaggio di mescolarvi i Sovrani; n~ mi pareva che fosse opportuno l'intavolare oggi tali discussioni tra gli stessi Governi. Per quanto riguardava l'Italia non ritenevo che ci fosse da mutare nulla agli accordi generali .già presi nella convenzione di Londra -personalmente vi sarei contrario; e riguardo all'Asia Minore basterebbe oggi una semplice conferenza di ambasciatori per risolvere quanto potesse occorrere.

Rodd mi disse di aspettare prima di dare alcun seguito alla proposta (1).

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IL CONSOLE A GEDDA, BERNABEI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. R. 1882/66. Gedda, 28 maggio 1917, ore 12,05 (per. ore 21,05).

Faccio seguito al mio telegramma n. 64 (2). Persona bene informata mi. ha confidato che l'accordo segreto fra Inghilterra e Re Hedjaz circa Irak comprenderebbe ancora ricostituzione antica sovranità araba casa Hascemita su quella provincia che verrebbe proclamata indipendente dopo guerra ,sotto protettorato inglese eguale a quello esercitato dall'Inghilterra in Egitto. La Francia non sarebbe aliena dall'agire analogamente per la Siria. Si crede altrettanto farebbero gli Stati Uniti d'America ove assumessero protettorato della Palestina. Frattanto Inghilterra avrebbe aumentato appannaggio Re Hedjaz da 125.000 a

200.000 lire sterline al mese perché intensificasse rivolta beduini dell'Arabia contro turchi (3).

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, E A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. 796. Roma, 28 maggio 1917, ore 21,30 (4).

(Meno Londra). Ho telegrafato al R. ambasciatore a Londra quanto segue: (Per tutti). Prego V.E. telegrafarmi il suo pensiero circa la possibilità di ottenere che indipendentemente dalla formula di cui al mio telegramma nu

• Rodd mi avverte che nella proposta telegrafatagli relativa ad un incontro tra sovrani e Poincaré è corso un errore. Invece che di località prossima alla frontiera itala-francese, si trattava del fronte francese. Aggiunge che, " non avendo il suo collega francese parlato dell'argomento ", egli mi prega di far conto che egli non ne abbia parlato nemmeno •.

mero 794 (l) che si approvi costà fra V.E. l'ambasciatore di Francia ed il ministro degli affari esteri britannico una dichiarazione nel senso seguente:

c Qualora l'accordo non sia rraggiunto con la Russia prima dell'inizio eventuale di trattative con la Turchia, o qualora la Russia faccia defezione, le intese concluse tra i tre alleati awanno pieno vigore per quanto ili riguarda reciprocamelllte ::..

(l) Ed. in SoNNINo, Diario, III, cit., pp. 135-137. In data 29 maggio Sonnino scrisse il seguente appunto:

(2) -Cfr. n. 107. (3) -Ritrasmesso a Londra e a Parigi con t. 711 del 29 maggio. (4) -Sic, ma il t. gab. 794, cui si fa riferimento nel testo, risulta trasmesso alle ore 22.
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A MADRID, BONIN

T. 704. Roma, 28 maggio 1917, ore 22.

Barrère mi comunicava poi che l'accordo angJo-spagn.uolo relativo allo scambio di varie merci, fimlato a Londra da Cortina sotto il ministero Romanones era poi stato disdetto da Garcia Prieto, per qualllto :riguardasse gli alleati in genere, e specialmelllte per gli articoli interessalllti la Francia e l'Inghilterra. Il Governo francese rilevava la convenienza di mettersi d'accordo tra gli Alleati sui mezzi di pressione da esercitarsi nell'interesse comune sulla Spagna, valendosi ciascuno dei mezzi speciali a sua disposizione, ossia l'Inghilterra del carbone, la Francia dei fosfati, l'Italia della canapa e dello zolfo. Ciò diceva nei riguardi dei negoziati in 'corso tra Italia e Spagna, e perché si desse istruzioni al

R. rappresentante a Madrid perché non separasse la sua azione da quelle dei colleghi alleati. Ho risposto che non ricordavo lì per lì a che punto fossero giunti i nostri

negoziati. Consentivo in genere ad un mUJtuo appoggio. Prego V.E. tener presente tale colloquio per quanto è possibile fare (2).

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 794. Roma, 28 maggio 1917, ore 22.

(Meno Londra). R. ambasciatore a Londra telegrafa quanto segue:

c Cecil mi ha comunicato... (come nel telegramma Gabinetto n. 1339/ 244) > (3). Ho ri~osto ad Imperiali quanto segue: (Solo Londra). Telegramma di V. E. Gab. 244. (Per tutti). Approvo osservazioni di V. E. su formula proposta. Propongo

sopprimere parola c rprovisional ::.. Alla espressione «Asia Minore::. sostituirei quella di • Turchia asiatica • non potendosi comprendere Mesopotamia, Siria, ecc., nell'Asia Minore.

Formrulerei secondo periodo come segue:

« Quanto ai metodi per tutelare t~ interessi in modo che assiCUil'i un uguale trattamento a tutte le parti interessate, essi debbono fare argomento di ·consultazione col nostro alleato russo:..

Come risulta dai miei telegrammi 635 (l) e 658 (2) R. Governo esclude in modo assoluto dalle note memorandum da scambiare qualunque accenno condizionale a ulteriori sforzi militari (3).

(l) -Cfr. n. 124. (2) -Ed. in SoNNINO, Diario, III, cit., pp. 137-138. (3) -Cfr. n. 109.
125

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 791. Roma, 28 maggio 1917, ore 23.

Ho riferito stamane a Barrère aver saputo da Londra e anche da una nota di protesta comunicatami dal ministro serbo dei propositi concordati tra i Governi inglese e :fu.'ancese riguardo al ritiro di tru~ inglesi dalla Macedonia, aJ1 J>!"Ogetto di restringere tutta la spedizione contro la Bulgaria alla sola difesa di un campo trincerato a Salonicco, e alla presa di possesso dei raccolti della Tessaglia come condizione per la levata del blocco verso la Grecia. Mi lamentavo che di tutto questo non mi si fosse dato a tempo alcuna notizia dal Governo francese.

Il R. Governo doveva fare le più ampie riserve di libertà di azione riguardo al corpo di truppe regie ogg.i distaccate in Macedonia, che il Comando Supremo dichiarava non potere neNe nuove condizioni aniliUilziate lasciare laggiù.

Barrère mi disse avere notizia moLto incerta sugli annunziati !Pl"Ogetti e che avrebbe chiesto al più presto precise informazioni (4).

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 792. Roma, 28 maggio 1917, ore 23.

Ho insistito presso Barrère sulla opportunità di meglio definire i negoziati tra noi ed il Governo francese sulla frontiera da concordarsi tra le zone rispettive ad ovest di Mersina. Non conveniva rimettere alla conferenza di Londra

tali questioni di dettaglio e riferentisi alle sole due parti direttamente interessate; e ciò per non complicare e prolungare le riunioni a quattro, data la delicatezza delle trattative con la Russia. Il Governo russo si mostrava disposto ad intervenire alla riunione a Londra appena avesse nominato ivi il suo nuovo ambasciatore. Intanto era meglio sbarazzare tra noi il terreno di tutte le questioni minori (1).

(l) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 851. (2) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 880.

(3) Ed. in SONNINO, Carteggio, Il, cit., p. 236.

(4) Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., p. 138.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 797. Roma, 28 maggio 1917, ore 23.

Barrère mi comunicava stamane il testo della nuova risposta che il suo Governo intendeva fare alla nota del Governo provvisorio russo (Miliukoff) del 9 aprile. Essa differiva in alcuni punti dalla prima risposta data. Ho rtsposto rilevando in primo luogo che, mentre il Governo inglese mi aveva dato notizia di una risposta da darsi al telegramma russo del tre maggio, ora invece 'Si trattava di rispondere alla prima nota del nove aprile. A parte ciò e venendo alla redaz;ione del testo, avrei preferito ,che là dove 1si ac,cennava alle aspirazioni della Francia ,riguardo alle 'condizioni della ventura pace si fosse pure adoperata qualche espreSisione ,che abbracciasse anche le aspirazioni degli alleati, cioè le nostre. Inoltre trovavo, per le ragioni stesse che avevo accennato a Rodd riguardo al progetto del nuovo testo inglese (vedi mio tel. Gab. 754 (2), che ,si farebbe bene a sopprimere tutto l'ultimo periodo, perché superfluo da un lato e non opportuno dall'altro, in quanto poteva in qualche modo 1suonare come un invito ad una revisione dei patti ed accordi già concordati tra gli Alleati: invito di cui conveniva lasciare tutto il peso al Gov,erno russo, e ciò tanto più in quanto era assai dubbio ,che quel Governo se ne sarebbe faciLmente addossata mai la iniziativa. Bar:rère non seppe precisarmi se il nuovo testo fosse o no ,stato già presentato a Pietrogrado. Avrebbe comunicato al suo Governo le mie osservazioni (3).

(l) -Ed. in SoNNINO, Diario, III, cit., pp. 138-139. (2) -Cfr. n. 68. (3) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., p. 137.
128

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1360/181. Atene, 28 maggio 1917, ore 15,30 (per. ore 2 del 29).

Sono informato da buona fonte che il Governo britannico ha fatto dichiarare da Granville al signor Venizelos che esso non considera possibile introdurre ora cambiamenti costituzionali in Grecia, visto •Che risulta chiaro che la maggioranza del popolo è tuttora fedele al Re. In generale Elliott mi assicura che la deliberazione del suo Governo, comunicata a V. E. da Rodd, non debbasi interpretare nel 1senso che Inghilter·ra voglia lasciare mano libera alla Francia in Grecia. Ho detto al mio collega •che spero ·che così sarà ma che era difficile dedurlo dalla lettura del memorandum (1).

129

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1385/227. Pietrogrado, 28 maggio 1917, ore 21,51 (per. ore 16,05 del 30).

Telegramma di V. E. n. 768 (2).

Questo Governo ha ricevuto ieri da Pachieh comuntcazione analoga. Punto di vista russo è •che situazione sul fronte romeno rende desiderabile non si diminuiscano forze alleate in Macedonia. Quanto all'occupazione della Tessaglia essa sarebbe arnmrlSISibile soltanto se fosse necessaria per il rifornimento in cereali dell'esercito alleato, nel qual •Caso però l'occupazione dovrà avere luogo internazionalmente. Ne~ratoff mi ha detto avere ieri stesso telegrafato in questo oonso a Parigi e a Londlra.

130

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1411/211. Jassy, 28 maggio 1917, ore 21,15 (per. ore 18,30 del 31).

Mi viene riferito da fonte attendibile quanto segue: Il signor Voinesco, ispettore della polizia romena, posto dal Governo romeno a disposizione dell'autorità militare •russa, presso la quale è distaccato, ha detto che giorni sono

si sarebbe presentato al generale Stopine, comandante della 9" armata russa, il generale austro-ungarico Bauer il quale avrebbe dichiarato di essere venuto a discutere le condizioni della pace. Il generale russo avrebbe [risposto] di non avere istruzioni a tale riguardo e gli avrebbe chiesto come avesse fatto a giungere fino a lui. G€nerale austro-ungarico avrebbe re,plkato di aver semplicemente attraversato le linee russe venendo dalla fronte austro-tedesca. H generale russo gli avrebbe allo~a detto che il meglio ~che egli poteva fare per lui era di lasdarlo tornare indietro per la via per la quale era venuto senza trattenerlo prigioniero. Il generale austro-ungarico avendo chiesto di essere scortato il generale russo avrebbe rifiutato dicendogli che ,come era venuto senza ,scorta ~così se ne poteva andare nello stesso modo. Generale Bauer si saiTebbe avviato infatti ver'SO le linee austro-tede,sche ma al momento di uscire da quelle russe sarebbe stato fatto ~segno a vari ~colpi di fuoco da parte dei russi e visto ~cadere. Aocorrsi i russi sul luogo non sarebbe stato più ritrovato. Voinesco ritiene che foose stato nascosto o portato via dai complici che egli aveva nelle file russe. Voinesco dice inoltre che giungono nelle file russe agenti tedeschi e giomali in lingua russa stampati in Germania; questi giornali sarebbero assai ricercati e letti dai soldati russi con maggior interesse che non quelli stampati in Russia. Affinché dalla qualità diella persona che l'ha data ci S'i possa render conto del valore di queste informazioni aggiungo ~che Voinesco è molto apprezzato dai ìiUSSÌ e dal

l'ufficio internazionale degli Alleati e che è rivale di Panaitesco e secondo Bratiana l'ispiratore della ~campagna contro il direttore general~e pubblica sicurezza (mio telegramma Gabinetto n. 193) (1).

(l) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. gab. 801. (2) -Cfr. n. 84.
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L'AMBASCIATORE A MADRID, BONIN, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 569/144. Madrid, 28 maggio 1917.

II meeting organizzato dai comitati dei partiti di sinistra è stato tenuto ieri nella grande arena dei to;ri di Madrid. Nello stesso luogo aveva avuto luogo alcune settimane or sono il meeting maurista che in causa del nuovo atteggiamento ass,unto dal capo dell'estrema destra era l'isultato una vera Tassegna di forze germanofile; di conseguenza la tendenza opposta ha voluto affermarsi nello stesso luogo e con uno sfoggio di forze anche maggiore. Da questo punto di vista il successo fu completo il numero degli intervenuti avendo superato di gran lunga, quasi del doppio, quello del meeting maurista; vero è ~che molte persone erano state fatte venire dalle provincie. Parlarono gli uomini principali

delle sinistre estreme, Unamuno, Simarro, Castrovido, Lerroux, Melquiades Alvarez; il partito liberale che costituisce la sinistra schiettamente dinastica era

bensì irapp.resentato nell'uditodo ma non fra gli oratori. Fu votata una deliberazione della quale accludo il testo (l) e che afferma non convenire alla Spagna una politica d'isolamento, es,sere necessari un avvicinamento alle potenze occidentali e la rottura con la Germania. Rottura, s'intende, diplomatica, nessun oratore avendo invocato la guerra. Nella enorme as,semblea l'ordine fu mantenuto in maniera soddisfacente, meno qualche interruzione che occasionò diverbi tra vicini, tutto trascorse tranquillamente. Casi più seri si produssero all'uscita dove gli intesofili uscendo dal meeting s'incontrarono in vari gruppi germanofili, vi furono colluttazioni, l'intervento della polizia insolitamente energico condusse a qualche collisione, si contano una trentina di feriti, nessuno però grave e l'oirdine fu prontamente ristabilito. Il Governo aveva del resto proibito una contromanifestazione che i germanofili preparavano nelle vie alla fine del meeting, e gli incidenti sopra accennati dimostrarono quanto fos,se stato saggio quel divieto.

Gli ocr.-ganizzatori del meeting si dichiararono assai .soddisfatti ma se la ;rassegna delle Imo forze è riuscita imponente è per lo meno dubbio che queste siano state saggiamente impiegate. Il meeting che doveva segnare al Governo, nella mente dei suoi promotori, un indirizzo di polittca estera, è riuscito in fatto una manifestazione di politica interna in senso schiettamente repubblicano, ciò per causa degli orrato;ri i quali dimostrarono una volta di più ·Che sotto le fobie e le filie internazionali che dividono ora la Spagna, si nascondono soprattutto diverse tendenze di politica interna. Non si risparmiarono attaochi al Re e all'esercito, lo stesso Melqufades Alvarez, capo dei riformisti i quali da poco tempo hanno fatto adesione alla monarchia, Sii lasciò trascinare a dichiarazioni nelle quali si può, volendo, ravv:iiSare una abiura della sua recente conversione. Ciò non giova alla causa degli Alleati, ed uno dei membri del Governo mi dkeva non senza ragione stamani che gli oratori del meeting non avrebbero potuto far meglio se fossero stati pagati dall'ambasciata di Germania.

Due infatti sono le maggiori armi di propaganda dei germanofili spagnuoli; essi affermano d'essere i rappresentanti del principio di ordine, essi si dicono i soli schietti difensori della neutralità. Con la seconda affermazione essi ottengono larghe adesioni nelle masse popolari e nello stesso partito operaio organizzato: con la prima essi attraggono a sé la gente timida numerosissima, che paventa per la Spagna il ritorno all'era delle rivoluzioni. E come la stampa e i governi alleati non hanno provveduto sufficientemente a privarli della prima di quelle armi proclamando con tutta l'abbondanza voluta che nessuno degli Alleati chiese mai alla Spagna di entrare in guerra, così ieri i partiti d'estrema sinistra hanno rafforzato la seconda convertendo la questione internazionale in una piattaforma di politica antidinastica e confondendo la causa della Intesa con quella della rivoluzione. Ciò non deve destar soverchia meraviglia in un paese dove il regime parlamentare è stato falsato in modo da far dipendere la vita dei mini~teri, come si è visto nell'ultima crisi, dal beneplacito della Corona, onde questa ne rimane troppo spesso scoperta; ma comunque sia credo che la giornata di ieri abbia nociuto più che giovato alla causa dell'Intesa in Spagna.

(l) Non pubblicato.

(l) Non si pubblica.

132

L'AGENTE E CONSOLE GENERALE AL CAIRO, NEGROTTO CAMBIASO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1387/135. Cairo, 29 maggio 1917, ore 15,55 (per. ore 18,30).

Telegramma di V. E. n. 5584 (1). Idris Luxor non ha precisato l'ammontare del ·compenso che io salvo ordini in rcontrario di V. E. ritengo più opportuno non chiede,rgli. Entità equo compenso a mio cremissivo parere dovrebbe essere determinata in base importanza servizi di Idris ed ai risultati ottenuti nonché all'interesse che annettiamo di tenerlo legato per ogni possibile evenienza. Su questa ultima convenienza non ocedo vi sia dubbio. Quanto al valore della sua opera, benché manchi di molti elementi di giudizio, pure dalle affermazioni

dell'alto commissario britannico mi consterebbe che essa ha dato risultati insperati nelle attuali ·condizioni. Partendo da questa premessa V. E. giudicherà se non .sia il caso di trattare con Idris per un compenso, ·Che sia compreso nei limiti proposti dal commendator Serra nel suo rapporto segveto rimesso personalmente a V. E. il 22 settembre 1915 relativo alla liberazione dei prigionieri di Giarabub. Qualora V. E. credeSise incaricanmi della liquidazione pregherei fissarmi dfra masrsima e dirmi in pari tempo se sia autorizzato a tacitare aniche avvocati I'smail e Castagnoli ove mi sia possibile farlo con una somma non troppo elevata.

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L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1370/134. Parigi, 29 maggio 1917, ore 17,10 (per. ore 19,10).

Situazione sembra qui peggiorare notevolmente. Socialisti tendono ad unirsi tutti concordi per ·cons·iderare la possibilità di una prossima pace. Gli scioperi aumentano e assumono una certa importanza. Le recenti discussioni sulla marina hanno prodotto un notevole malumore contro il ministro della marina che, pare probabile, dovrà dimettersi.

Alla Camera civcola la voce della scoperta a Pietrogrado di una lettera compromettente di Poincaré e ciò accredita l'opinione di una prossima crisi presidenziale a cui già accennavo nel mio telegramma n. 114 (2).

(l) -Non pubblicato. (2) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 954.
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IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1379/60. Corfù, 29 maggio 1917, ore 20,10 (per. ore 21,35).

Pachich e gli altri ministr.i sono partiti da Salonicco e attesi qui domani sera. Constami progetto trasferimento Niausta abbandonato. Ho ragione di credere tuttavia ·che Governo ,serbo in vista inconvenienti dell'isolamento in cui trovasi in Corfù ~studierà un'altra 'soluzione sd.a in Macedonia sia in Europa (sic) . '

135

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 803. Roma, 29 maggio 1917, ore 22.

Barrère mi riferiva che il Presidente della Repubblica francese invitava

S. M. il Re incontrarsi con lui e col Re d'Inghilter:ra al fronte froncese; e che sperava che l'incontro potesse avvenire in periodo rproSISimo. Ho r:isposto che riconoscevo ·che per se stesso era utile, per molti versi, che un tale incontro avventsse un giorno o l'altro, ma ·che mi permettevo, malgrado la delicatezza della questione e profittando della nostra ormai lunga 'conoscenza redproca, di manifestargli francamente la mia impressione ·che il momento attuale per effettuare tale idea non fosse dei meglio scelti e dei ;più opportuni. Gli ho quindi esposto sostanzialmente gli stessi motivi che già avevo spiegati a Rodd (mio tel. Gab. 787 (l) cioè l) l'effetto che avrebbe tale riunione a tre fatta in Russia che era già tanto sull'occhio riguardo agli intenti degli Alleati; il fatto stesso dell'attuale situazione incerta dell'ambasciatore Isvolsky a Parigi rendeva anche più difficile il riparare; 2) in grado inferiore l'effetto che la riunione a tre av!febbe prodotto negli Stati Uniti; 3) l'incertezza della situazione del Re Costantino in Grecia, e la convenienza di non associare in alcun modo nella mente del :pubblico l'esito ·che avrebbe avuto tale situazione, sia in un senso sia nell'altro, •con le per,sone dei Sovrani alleati. Concludevo che prima di comunkare al Sovrano l'invito o di investire della questione il Consiglio dei Ministri mi pareva opportuno ~che fosse richiamata l'attenzione del P:residente e

del Governo francese su queste considerazioni riferentisi tutte alla scelta del momento per effettuare un progetto per se stesso degno di approvazione. Barrrère mi disse che aVIrebbe riferito subito a Parigi le mie osservazioni e mi avrebbe fatto ,sapere qualche cosa in proposito (2).

(l) Cfr. n. 120.

(2) Ed. in SoNNINO, Diario, III, cit., pp. 140-141.

136

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. GAB. 804. Roma, 29 maggio 1917, ore 22.

Fascicolo della New Europe del 26 apdle scorso contiene articoli che sostanzialmente affermano che il popolo italiano dissente da ~coloro che vogliono la :supremazia nell'Adriatico, ~che la politica del Governo rispetto la Grecia e l'Adriatico è frutto dì manovre germaniche, che l'Italia ha compiuto un ricatto negoziando il suo intervento a fianco degli Alleati. Queste pubblicazioni suscitano polemiche e proteste. Comitato centrale pro-Adriatico richiede intervento codesta ambasciata. Prego V. E. cogliere occasione per far notare a codesto Governo quanto precede informando che, anche in seguito a domanda di questa ambasciata inglese, furono già ripetutamente date istruzioni alla nostra censura di impedire pubblicazioni in Italia tendenti a creare malintesi nella opinione pubblica riguardo le relazioni italo-inglesi.

137

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, E A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. s. 805. Roma, 29 maggio 1917, ore 22.

Mio telegramma n. 779 (1). (Solo Londra). Ho telegrafato al R. ambasciatore a Parigi quanto segue: (Per tutti). Generale Cadorna mi comunica seguente telegramma del ge

nerale Pennella in data 27 maggio da Salonic:co:

• Giorno 23 generale Sarrail tentò indurmi ardito prolungamento fronte mezzo generale Grassetty comandante armata francese Oriente. Tenni fermo mio punto di vista autorevolmente appoggiato da V. E. soggiungendo che generale Foch condividendo identico parere avrebbe telegrafato generale Sarrail. Quest'oggi comunicava aggiornamento provvedimento. Frattanto mi consta che saranno tolte dalla fronte italiana alcune... (2) batterie... (2) altre sulla destra e sulla sinistra che avrebbero dovuto concorrere alla difesa della nostra frontiera.

Ciò mentre sarebbe stato indispensabile rafforzare altre batterie nostra fronte giusta mia richiesta. Protesterò per simile grave fatto che potrebbe compromettere situazione nostra unitamente situazione generale. Artiglierie tolte pare dovranno concorrere costituzione corpo che generale Sarrail intende inviare Tessaglia indebolendo oltre misura fronte macedone; anche qui ne conseguirà situazione

non priva gravi pericoli. Ripeto mio profondo convincimento essere necessario

sostituire generale Sarrail il quale colla sua inqualificabile leggerezza tende a

compromettere una situazione già grave. Questo parere è unanimemente qui

condiviso. Il momento sembrerebbe ben scelto per la sostituzione •.

Generale Cadorna 'Soggiunge quanto segue:

• La posizione del generale Sarrail a capo delle forze alleate in Macedonia si rende insostenibile, e l'ulteriore sua permanenza a quel comando può dare luogo a gravi pericoli per noi e per gli altri Alleati. Confermo quindi la necessità che ~con l'aZJione diplomatka venga indotto il Governo :francese a ricltiamare il generale Sarrail sostituendolo nel comando.

Prego V. E. agilre in conformità di quanto precede e telegra:fanni. (Solo Londra). Quanto precede per norma di az,ione concomitante di V. E.

(l) -Ritrasmissione a Parigi e Londra del n. 106; con richiesta di assumere informazionj precise su inten~ion\ di quei Governi circa armata Oriente. (2) -Gruppo indecifrato.
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA

T. GAB. s. 806. Roma, 29 maggio 1917, ore 22.

Ho r1cevuto il foglio di V. E. n. 2675 in data di ieri (1). Dal mio foglio

n. 8 del 27 corrente (l) che le sarà successivamente pervenuto V. E. avrà rilevato che ho già ~comunicato ai Governi di Parigi e di Londra la necessità in cui V. E. si trova di ripd.egare le nostre forze di Salonioco su Valona ove si attuasse il piano franco-inglese ultimamente progettato per l'armata della Macedonia. Data tale comunicazione non ho :Cil'eduto d [potremmo valere allo SCOIPO di ottenere il richiamo del generale Sarrail, della minaccia del ritiro di tutto il nostro ,contingente dia Salonicco, pel'ché dò ci avrebbe posto nell'imbarazzo di doverlo mvece mantenere 'colà ,se d fosse ~stata data soddiiSfazione circa il richiamo del generale Sarrail. Ho però comunicato a Parigi e Londra le grav,i informazioni pervenute a V. E. dal generale Pennella invitandoli a conformare la loro concorde azione alla v1chiesta di V. E.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI

T. GAB. R. 807. Roma, 29 maggio 1917, ore 22.

Con nota 4 aprile scorso questa legazione di Svizzera ha richiesto sia iniziato procedimento contro Livio Bini imputato di furto 'con effrazione al consolato d'Austria a Zurigo compiuto nella notte dal 25 al 26 febbraio scorso.

La legazione svizzera si riserva trasmettere gli atti d'istruzione, ma essi non ci :sono ancora pervenuti. Si domandava inoltre far 1rtcercare Giovanni Gianini e Remigio Franzioni complici.

Non abbiamo ancora risposto alla nota svizzera e i ministeri competenti stanno studiando un modo di USicire dalla delicata situazione senza dar aPiPiglio a incidenti che :potrebbero anche avere gravi conseguenze internazionali.

Prego intanto V. E. di volere, se pos,sibile, •cautamente indagare fino a che punto codetsto Governo ha in animo di insistere nella delicata faccenda. Gradirò ad ogni modo conoscere suo parere in (proposito.

(l) Non pubblicato.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, E AL CONSOLE GENERALE A CORFU', MILAZZO,

T. GAB. 808. Roma, 29 maggio 1917, ore 22.

Giers mi comunicava che Pasic si era lamentato a Pietrogrado che le truppe serbe fossffi'o state invitate da Sarrail ad occupare la TeSisaglia. Avendo il comando serlbo rimostrato contro di ciò, Sarrail gli avrebbe intimato che altrimenti avrebbffi'o dovuto riprendere subito la posizione sul fronte. Teresenko suggeriva d1e sd dovess•e eseguire l'operazione in Tessa.glia da un COO'!pO misto, a •cui prendeStsero parte distaocamenti di tutte le varie truppe alleate.

Ho riS]posto che per parte mia ero contrario a quest'idea. Ho nal"l"ato sommariamente a Giers dei nuovi propositi manifestati dal Governo inglese riguardo tanto all'iiJ1presa di Salonicco, quanto alla :presa di possesso dei (["accolti in Tessaglia come ·condizione per la levata del blocco, e alla unicità dell'azione diplomatica degli Alleati in Atene; e inoltre delle proteste di Pasic relativamente alla situazione in cui si sarebbe trovato l'esercito serbo. n R. Governo aveva fatte le sue più ampie :riserve su quanto potesse ii"iguardarlo in tutto ciò, e il .comando SU[>remo aveva formulate le :sue proteste. Attendevo in proposito maggiori particolari e precisioni da Parigi e Londra. Intanto non potevo che ripetere i più vivi lamenti per quanto riguardava l'azione del gen&ale Sarrail (1).

Ho risposto che di tutto ciò non avevo nessuna notizia e che mi sorprendeva molto, tanto più che i giudizi comunicatimi dall'ambasciatore Carlotti erano molto favorevoli perla persona di Teresenko e che i suoi apprezzamenti in genere sulle cose russe erano ottimisti anzichenò •·

(l) In SoNNINO, Diario, III, cit., pp. 139-140, il resoconto del colloquio con Giers continua cosi: • Giers mi ha poi comunicato confidenzialmente alcuni rilievi fatti da Teresenko su una tal quale nervosità dimostrata dal R. ambasciatore a Pietrogrado. Già con Miliukov egli si era lamentato vivamente, chiedendo quasi sconfessioni e riparazioni perché in un avviso di ordine privato di comizi operai si era parlato degli Alleati enumerando gli altri e non menzionando l'Italia. A Teresenko, annunziandogli i recenti successi italiani, aveva, nominando gli austriaci, aggiunto le parole: « que vous aimez tant •. Alle rimostranze del ministro russo, aveva risposto soggiungendo parergli che si conducessero con gli austriaci delle trattative separate. Protestando nuovamente Teresenko che con ciò offendeva non solo lui ma tutto il Governo di cui faceva parte, Carlotti avrebbe dichiarato di essersi male espresso e si sarebbe scusato. Teresenko deplorava questa eccessiva nervosità di Carlotti, che poteva nuocere alla completa e necessaria cordialità delle relazioni tra i due paesi.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1374/245. Londra, 29 maggio 1917, ore 22,34 (per. ore 3,05 del 30).

Tele~amma dà V. E. n. 284 (1).

Cecil mi ha detto d'i non potermi dare una risposta senza inteiiPellare lo Stato Maggioii'e. Ha osseii'vato, ~con riserva di verifica, 'che per quanto risultava a lui l'entità del contingente da noi offerto sor:passerebbe di molto quella del contingente firancese ~che a quanto ricordava è assai limitato. Ha poi ripetuto quanto mi aveva fin da principio detto Hardinge e cioè che le autorità miUtari ,sono in massima assai ,contrarie alla .partecipazione di contingenti combattenti di eserciti amicissimi (sic) come i nostri ad operazioni compiute da truppe in rp;reponderanza britanniche e ciò 'soprattutto nell'intento di evitare fra i comandi :Jlrizioni p,iù o meno inevitabili.

Io gli ho ripetuto la solita mia osservazione ossia la necessità comunque della parità assoluta fra noi ed i francesi.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1369/246. Londra, 29 maggio 1917, ore 22,34 (per. ore 4 del 30).

Mio telegramma n. 244 (2).

Cecil mi ha detto che la comunicazione responsiva britannica al Governo russo è stata fatta con la modificazione :suggerita da Rodd giusta il desiderio di V. E. Ultimo rperi.odo, ha Jripetuto, non si poteva sopprimere senza venire meno allo scopo 'Stesso della comunicazione che era quello di assecondare insdstentemente, volenterosamente il Governo russo.

La comunicazione pare abbia fatto buona impressione su quel ministro degli affari esteri il quale si sarebbe dichiarato d'accordo. Cecil è sempre preoccupato della Jnsistenza colla quale si continua a parlare a Pietrogrado della restituzione delle colonie germaniche. A suo parere, per quanto !t'iguarda il Gove!t'llo britann~co gran parte di quelle ,colonie si potrebbero a rigore !t'estitui.re se non occorresse tener ,conto delle suscettibilità del Gove!t'llo del Suld-Mrica il quale come lo ha solennemente proclamato qui il generale Seuta di restituzione di colonie da esso conquistate non intende assolutamente sent~e patrlare. La questione, concludeva Cecil, è delicata e lo preoccupa (3).

(l) -Numerazione dell'ambasciata. (2) -Cfr. n. 109. (3) -Ritrasmess(} a Parigi e Pietrogrado con t. gab. 811 del 30 maggio.
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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1367/249. Londra, 29 maggio 1917, ore 22,34 (per. ore 4,40 del 30).

In via affatto privata mi fu oggi confidato che Henderson membro del

Gabinetto di guerra è stato inviato a Pietrogrado in missione straordinaria che

dovrebbe dUII'are varie settimane.

Nel flrattempo Buchanan verrebbe qui in ,congedo. Sarebbe questa un'altra

decisione imposta da Lloyd George contrariamente all'avviso del ministro affari

esteri. Lloyd George nella smania di novità e per voler imitare la Francia

non ha tenuto ,conto che se Paléologue era inviso al nuovo Governo e Thomas

è una pe11sonalità di primo ordine Buchanan è persona grata e possiede di

tutti i molteplici e vari affari in corso una competenza ed esperienza d!i cui

manca assolutamente Henderson, H quale oltre a non godere qui autorità e

prestigio paragonabili a quelli di Thomas in Francia non 1sa una parola di

francese.

Altra versione è che primo ministro abbia voluto inviare Henderson a Pietrogrado per eliminado dal Gabinetto di gue:r:ra dove lo ha già riiiJ{Piazzato con Barnes pure laburista attualmente ministro delle pensioni.

Foreign Office avrebbe messo ·come condizione il ritorno di Buchanan non

appena espletata la missione straordinaria. Prego V. E. •considerare queste dn!for

mazioni come strettamente pe11sonali.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RH. 1368/250. Londra, 29 maggio 1917, ore 22,34 (per. ore 5,10 del 30).

Di •sua iniziativa Cecil mi ha dato oggi una notizia di ·cui ero già infoil"ffiato, della venuta a Londra di Ribot. Riservandosi appena possibile di inviarLe pel tramite dii Rodd una esauriente comunicazione sugli argomenti discussi nella conferenza franco-britannica, Cecil mi ha detto desiderava ,che V. E. fosse intanto informata senza ritardo ·che i due Governi ,conformemente alla decisione presa a Parigi (telegramma di V. E. Gabinetto n. 724) (l) hanno deciso di richiamare da Atene i rispettivi ministri per i motivi già noti. Elliot a suo tempo, non immediatamente, partirà probabilmente in congedo illimitato e legazione d'Inghilterra verrà affidata ad un incaricato d'affari. Governo francese invierà

ad Atene Jonnart con titolo di commissario straordinario ·e con l'incarico di trattare a nome dei due Governi gli affari politici coi quali Sarrail nulla avrà più da vedere. Circa atteggiamento verso la Grecia ,saranno applicate le conclusioni ~concordate a Moriana.

Jonnart ha accompagnato Ribot. Su Cecil ha prodotto la migliore impressione. Lo si considera persona indipendente, imparziale, serena, meritevole di

fiducia.

Cecil avendo accennato alla speranza ,che il R. Governo giudichi possibile di prendere provvedimenti analoghi circa la rappresentanza di Sua Maestà in Grecia, ho risposto sull'argomento non ritenevo naturalmente il caso di esprimere qualsiasi avviso.

(l) Cfr. n. 21.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1376/248. Londra, 29 maggio 1917, ore 22,34 (per. ore 6 del 30).

Telegramma di V. E. Gabinetto n. 781 (l) e mio telegramma... (2).

Cedi mi ha detto oggi che informazioni giunte da Parigi e da Berna esdudono concordemente la gita di Briand in !svizzera. Il ministro osservava che quand'anche a Parigi si ignoravano i movimenti di Briand, gli pareva... (2) che la sua presenza in !svizzera passasse inosservata. Cecil ha aggiunto che di questi tempi circolano e non è da ,sorprendersi notizie d'ogni .genere molte delle quali riescono poi destituite di fondamento. Da altra buona sorgente mi è stato riferito che la pace separata con l'Austria è stata da un pezzo ac,carezzata da Briand il quale durante la sua permanenza al Governo si dedicò con grande alacrità ma riescì solo a • bruciarsi le dita •. Sarà interessante conoscere il risultato delle investigazioni di Paulucci.

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1402/223. Pietrogrado, 29 maggio 1917, ore 16 (per. ore 14,40 del 30).

26 maggio. Telegramma di V. E. n. 748 (3).

Missione propostasi da Thomas venendo in Russia era ed è di indurre i socialisti russi alla ripresa dell'offensiva. Entrata dei socialisti nel Governo da lui molto caldeggiata, sebbene indipendentemente dalla sua azione, ha avuto realmente per effetto una certa resipiscenza del Sovietsco e del suo comitato esecutivo i quali hanno sebbene tardi compreso che lo sfasciamento dell'esercito verso cui procedeva a grandi passi avrebbe fatto il giuoco dell'anarchia e della

reazione e ·che in definitiva il paese rimanendo alla mercé della Germania avrebbe perduto la libertà e l'indipendenza. Il Sovietsco però neLl'ammettere la riedificazione dell'esercito, la difesa attiva ed anche l'offensiva, ha chiesto ed ottenuto dal Governo provvisorio l'introduzione nel suo programma della nota formula senza annessioni né contribuzioni nonché le misure preparatorie per mettere in armonia gli accordi cogli Alleati con la nota dichiarazione loro diretta dal Governo. Il Sovietsco infatti, pur confermando di non volere la pace separata e dichiarandosi pronto a riattivare le funzioni dell'esercito, insiste nel suo pensiero dominante che è arrivare alla pace il più sollecitamente che sia possibile e di eliminare tutto quanto possa rltardarla come... (1) (secondo la sua ipotesi) lo spirito degli accordi con gU Alleati. A queste esigenze è credibile che Thomas per favorire compromesso di cui spera ardua ripresa guerra, abbia fatto qualche concessione a nome del socialismo francese ed abbia anche raccomandato al suo Governo di tener conto in una certa misura delle istanze del Sovietsco.

Quanto agli effetti positivi della resipiscenza del Sovietsco e dei propositi del Governo rispetto ana guerra ogni previsione deve essere riservata. Alexeieff spera poter intraprendere l'offensiva in Romania tra il 20 ed il 30 e sul fronte di B:mssiloff tra il 15 ed il 20 giugno nuovo stile. E.gli la condiziona però, e con ragione, allo stato morale degli eserdti poiché basterebbe che qualche unità rifiutasse di avanzare per rendere problematica l'avanzata delle altre. La propaganda che fa il Governo per la guerra e le mtsure che esso prende per la disciplina sono :praticate ·con tatto ed energia ma la campagna contro la guerra della stampa massimalista ·e più ancora le disposizioni passive delle masse militari non consentono finora apprezzamenti ottimisti sui risultati dell'azione governativa. Poiché però la Russia procede per salti grazie alla ,straordinaria mobilità delle sue masse non si può escludere che le previsioni di Alexeieff si possano realizzare. Ma perché quell'eventuale offensiva sia di lunga durata occorrerà che la sua preparazione sia adeguata. Anche su di essa esistono legittimi dubbi stante la grave riduzione nella produzione industriale, le difficoltà dei trasporti ferroviari, la deficienza dei foraggi e quindi dei trasporti a rtrazione animale. Natural:mente se in Luogo di poche settimane la Russia avesse dinanzi a sé alcuni mesi rper prepararsi l'offensiva, non pochi dei miei dubbi dileguerebbero. Ma date le sue condizioni ·climatiche non si potrà fare assegnamento sQPra operazioni militari importanti da parte sua •che fra la fine di maggio e la seconda metà di settembre nostro stile.

(l) -Ritrn•missione a Londra e Pietrogrado del n. 101. (2) -Gruppo indecifrato. (3) -Ritrasmissione a Parigi e Pietrogrado del n. 47.
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IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. s. u. 1423/216. Jassy, 29 maggio 1917, ore 13,20 (per. ore 17,35 del 31 ).

Oggi Bratiano mi ha detto di essere stato informato che il Governo russo sta facendo passi per ottenere revisione dei trattati di alleanza, allo scopo di sopprimere od almeno ridurre le annessioni e indennità. Egli crede sapere che

l'Inghilte11ra non awebbe risposto di no a questa apertura. Bratiano mi ha chiesto di telegrafare a tale rdguardo in suo nome a V. E. Egli ritiene che Italia e Romania abbiano interessi identici in tale questione e non domanda di meglio che secondare quella qualunque azione che il R. Governo intendesse intraprendere. Domanda quindi quali sdano le vedute del R. Governo al riguardo, promettendo il più ,stretto segreto e lusingandosi di aver provato coi fatti che si ,può conta,re sulla sua discrezione. L'Italia a suo avviso ha in questo momento sugli alleati, ad eccezione della Russia, mezzi di pressione tali da rendere il suo intervento decisivo. Parlando con Pokrowsky, Bratiano disse in tono scherzoso che sperava bene non si dovessero pol1l"e· di nuovo in questione i confini assegnati alla Romania dopo lunga dtscussione ed in vista dei quali la Romania ha fatto sacrifici innumerevoli e versato torrenti di sangue. Pokrowsky rispose con generiche asskmazioni, ma Bratiano nel tene,rne :parola .con me ha ~

vato che non si può fare assegnamento sull'attuale ministro di Russia giacché la :Sua situazione presso il proprio Governo è ora tale che non è forse lontano il momento in cui gli si dovrà ce!l'care una ~casa di campagna in Moldavia come si è fatto per il generale Mossoloff, il quale non ha osato rientrare in patria. Bratiano mi ha detto poi che i serbi hanno ripreso ardimento ed intraprendono nei pae,si neutri ed alleati una campagna contro le a51Pirazioni italiane e romene. Egli ha consigliato loro di non pensistere nella campagna contro la Romania sulla questione del Banato penché si esporrebbero al pericolo di ,privarsi dell'appogwio romeno nelle numerose questioni in cui i loro interessi sono in conflitto ·cogli interessi bulgari; ma i suoi consigli non ,sembra abbiano ottenuto aLcun 'risultato. Prego V. E. farmi ~sapere ~che riSIPo:Sta io debbo dare a Bratiano ed in generale darmi le sue istruzioni circa il linguaggio da tenere intorno ai rap,porti italo-,romeni. Mi permetto, in ragione della gravità del momento, di far presente che non •sarebbe ddfficile ottenere che la •politica romena si confol'masse a quella italiana se d.ò fosse conforme nostri interessi (1).

(l) Gruppo indecifrato.

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IL MINISTRO A TOKIO, CUCCHI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 470/118. Tokio, 29 maggio 1917.

Come effetto dell'entrata in guerra degli Stati Uniti, dell'attitudine ostile alla Germania di alcune Repubbliche sud amer-icane ed anche in seguito alla ritirata tedesca sul fronte anglo-francese, la quale ha alquanto indebolito il

prestigio che avevano fino allora goduto le armi germaniche su questi suoi ammiratori ntpponici, 'si era notevolmente accentuata nell'opinione ;pubblica giapponese, alcuni giorni or sono, un'orientazione ;più favorevole agli Alleati. Lo stesso Governo sembrava ostentare un'attitudine più franca ed attiva, come lo hanno dimostrato le disposizioni per la censura postale e telegrafica e quelle dell'« Enemy's Act •, sulle quali ebbi recentemente ad intrattenere l'E. V. Anche quella cura e segretezza con cui questo dicastero della Marina circondava timorosamente la spedizione di alcune cacciatorpediniere nel Mediterraneo per cooperare ~cogli Alleati alla polizia di quei mari, ,contro le insidie dei sottomarini, non sembrarono più necessarie, dacché i comunicati ufficiali, dopo tre mesi, annunciavano • finalmente • la presenza della bandiera giapponese in quelle piaghe. In ogni misura presa da questa autorità contro le potenze centrali sembrava pertanto meno notevole quel senso abituale di peritanza e di preoccupazione, quasi che i doveri di nazione alleata e gH obblighi di una legittima difesa dovessero offendere quel non indifferente nucleo di scienziati. e militari ~che, educati in Germania, hanno ad essa votato la loro ammirazione cieca, incondizionata e mal contenuta. Perfino nella ~stampa il tono generale era più favorevole alla causa comune e meno s[ avvertivano quelle discordanze talora audaci, talora velate ed insidiose, di una campagna abilmente condotta da questi elementi pro-tede's'chi, alimentata probabilmente pure con fondi segreti da Berlino. In altre parole la causa degli Alleati poteva dirsi in questi ultimi giorni • al !rialzo • in questa opinione pubblica, che uomini di governo, parlamentari e pubblicisti contribuiscono ogni giorno di più ad illuminare e guidare.

L'arresto, o quello che agli occhi della folla è sembrato un arresto, dell'offensiva anglo-francese, ha portato una pausa anche in questo movimento favorevole agli Alleati. Ma delle condizioni dell'Europa si hanno qui idee molto confuse, e la mobilità nota del sentimento nipponico spiega queste fluttuazioni, suscettibili di mutamenti d'ora in ora.

(l) Ritrasmesso a Lnndra, Parigi e Pietrogrado con t. gab. 852 del 3 giugno con la seguente aggiunta: Ho rispost0 al barone Fo.sciotti quanto segue: «Non risultami che Governo russo abbia fin qui fatto alcun passo ufficiale presso Alleati per revisione degli accordi passati. Se ne è parlato molto a Pietrogrado, ma ritengo che il ministro esteri russo lasci dire per non scontentare elementi estremi, ma senza intenzione di prendere su di sé responsabilità dell'iniziativa di una revisione che per prima cosa dovrebbe revocare nettamente concessioni fatte da Alleati riguardo Costantinopoli. R. Governo non può favorire alcuna revisione degli accordi intervenuti in passato con gli Alleati che costituivano le condizioni a cui 8ottopose la sua entrata in guerra -trovandosi in ciò in identiche condizioni con la Romania. Tali accordi riguardano il compimento delle nostre leg;ttime aspirazioni nazionali, cioè la liberazione dei fratelli oppressi e le necessarie garanzie di sicurezza della nostra indipendenza •.

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L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1380/136. Parigi, ... maggio 1917, ore 21,05 (per. ore 4,45 del 30).

Telegrammi di V. E. 779 (l) e 791 (2).

Ribot es,sendo stato assente ieri e non ritornando prima di stasera ho parlato con Cambon. Questi mi ha dichiarato che non era stato deciso di ritirare le truppe nel campo trincerato di Salonicco ma semplicemente era stato previsto il caso che ciò potesse apparire necessario e ~che per tale eventualità il

generale Sarrail avrebbe dovuto riferirne facendo proposta concreta. In concluSiione Cambon dioeva notizia per ora insussistente a quanto gli risultava, ma 'certo almeno pr'ematura. Dalle ,sue parole mi parve ch'egli volesse più che altro attenuave 1'~1Siione ~che ~comprendeva dovesse fa:vci la notizia avuta dell'intesa 'col1Sa a nostra insaputa e sebbene il 24 corrente egli mi dicesse, secondo risulta dal mio telegramma 127 (1), non esservi nessuna modificazione nel programma degli Alleati a Salonicco.

Gli ho detto che a noi importava urgentemente essere informati dell'eventuale deci.Siione di Sarrail pevché le nostre trup,pe, attualmente sotto gli ordini suoi, non potevano rimanere nel ~campo trincerato di Salonioco ma sarebbero state necessarie per difendere Valona e 'che esse, non potendo ritornare per mare causa i somrne;rgibili e 'Causa la scarsità dei trasporti dovevano poter percorrere la via di Santi Quaranta ed era quindi necessario ~che rpartilssero pll'ima d1e la detta via diventi impratkabile. Cambon r1peté notizia per lo meno prematura e quindi non essere ancora il caso dii pensare a ritirata ora. Osservai che diminuzione truppe del fronte per loro invio verso il sud faceva credere che eventuali deciSiioni Sarrail potrebbero essere anche 'sollecitate se non già in via dri eseguiJrsi. Cambon promise di parlare stas,era o domattina con Ribot e informarmi.

(l) -Ritrasmissione a Londra e a Parigi del n. 106. (2) -Cfr. n. 125.
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E AL MINISTRO AD ADDIS ABEBA, COLLI DI FELIZZANO

T. 719. Roma, 30 maggio 1917, ore 15.

Rodd mi comuni,cava una nota presentata il 17 maggio da Cam~bon al Foreign Office, ehe riferiva le istruzioni date a De Coppet a Add!is Abeba riguardo al rifiuto da darsi al Governo abissino pei 16 mila fucili. La nota poi soggiungeva :

• De plus, si le gouvernement abyssin ~lui présentait ultérieurement d'autres demandes du meme genre, M. De Coppet est chargé de répondre que ces demandes doivent etre examinées par les trois gouvernements alliés, et, par conséquent, etre adressées en meme temps aux ministres de France, d'Angleterre et d'Italie. Ceux-ci pourront aussi adresser une réponse concertée au gouvernement abyssin •.

Ho rtsrposto a Rodd che le istruzioni a Colli di unirsi al min1stro francese nel rifiuto dei fucili erano 'State telegrafate a 'suo teJJliPo; e che rper parte mia accettavo pienamente quanto si proponeva per l'avvenire nella nota Cambon (2).

(l) -Non pubblicato. (2) -Ed. in SoNNINO, Diario, III, cit., p. 142.
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI

T. GAB. 809. Roma, 30 maggio 1917, ore 17.

Telegramma di V. S. Gabinetto n. 205 (1). Prego la S. V. di rimettere a S. M. il Re Ferdinando di Romania la seguente risposta di S. M. il Re:

• Je Te sUJis très reconnaissant des félicitation:s si cordiales que Tu as bien voulu m'exrprimer à l'oc,casion des succès remportés par l'Armée italienne, et je Te remercie chaleureusement rpour la haute distinction que Tu as bien voulu m'annoncer en me conférant la p:remière classe de Ton ordre militaire de Mkhel le Brave.

Le salut que les so}dats de Roumanie envoient à leurs fu'ères d'armes d'Italie ira droit au coeur de la Nation toute entière, en évoquant les .glorieuses origines ·communes de notre race.

Tandis que l'Armée italienne .poursuit une lutte sanglante contre notre ennerrni. commun, je forme les voeux les plus sincères pour les suocès de l'Amlée roumaine.

La victoire finale assurera au monde une rpaix durable, basée sur le droit et la liberté et donnera à nos peuples la juste réco!lll[Jense de tant de valeur et de tant de s:acdfi·ces en leur assurant l'accomplissement de leurs aspirations nationales.

Je Te serre fraternellement la main •.

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IL MINISTRO A CRISTIANIA, MONTAGNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1410/101. Cristiania, 30 maggio 1917, ore 0,40 (per. ore 17,20).

Miei telegrammi 76, 78, 85, 87 e rapporto relativo (2).

Questo ministro di Francia ha comunicato oggi agli altri due colleghi alleati ed a me un telegramma crei suo Governo con cui gli è stato trasmesso il testo del messaggio diretto dai quattro rappresentanti dell'Intesa a StoccoLma ai Governi rispettivi on:de si provochino da parte degli Stati Uniti misure restrittive delle esportazioni in Svezia per rendere più eff1cace il blocco economico contro la Gevmania. Ministro Ribot ha allo stesso tempo im!Partito istruzioni a questo ministro di Francia di consultare in proposito questi suoi colleghi e di fargli 'conoscere d'urgenza se da parte nostra aderivamo alla proposta per quanto concerne la Norvegia e eventualmente suggerirne altre.

Ci siamo subito riuniti presso il ministro d'Inghtlterra il quale dal canto suo aveva anche ricevuto analoga comunkazione da Londra. Dopo avere attentamente esaminati e discussi i vari punti della questione abbiamo fissato di pieno accordo il modo di vedere seguente: essere di assoluta necessità ;rendere il blocco della Germania rigoroso, efficace. Ciò si può 'Conseguire solamente mediante l'opera degli Stati Uniti che occorre fare agire indipendentemente e con eneil'gia.

Essere ,condizione ,primaria e ~mprescindibile che tale azione sia es&Citata in ispecie nei riguardi della Svezia e della Norvegia in base ai princtpi d'uguaglianza e di uniformità assoluta.

In quanto all'a:SIPetto 1pratico dell'iniziativa da provocare gli Stati Uniti d'America dovrebbero interdire l'eSIPortazione di ogni specie di mei!Jce amertcana ai paes~ vkini della Germania accordando tuttavia delle licenze in cambio di certi impegni specifici e netti da parte dei loro Governi rispettivi. Impegni di cui al numero uno del progetto dei ministri dell'Intesa a Stoccolma converrebbe fossero sostituiti coll'obbligo dell'arresto totale e :completo di ogni esportazione in Germania.

Pienamente d'accordo circa le condizioni di cui ai numeri 2 e 3 rilevando che riguavdo la Norvegia la questione del transito è già regolata soddisfacentemente in ,senso analogo mentre rimane ancora insoluta quella del tonnellaggio che converrebbe pote:r definire al più presto. Sebbene, come ho sua,ccennato, l'azione Stati Uniti dovrebbe essere condotta in gwsa da non implkare reSIPOnsabilità degli Alleati, è opjportuno rprevedere l'eventualità ,che questi paesi neutrali !per il'appresaglia mdnacd.no divieto dii ogni propria esportazione agli Stati dell'Intesa. Per ovviare all'attuazione di tale minaccia e pil'emesso ~che quelli privati dei rifornimenti amerkani non sarebbero in grado ,di sussistere gli Stati Uniti dovrebbero riseil'Vai'si il diritto di accordare licenze nella misUJra del :reale fabbisogno interno a cia:scun paese che oltre a non esportare in Germania non introduca alcuna alterazione negli accordi economid e nel commerdo esistente fra esso e gli Alleati.

(l) -Cfr. n. 49. (2) -Non pubblicati.
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IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1384/10683. Zona guerra, 30 maggio 1917, ore 14,50 (per. ore 18,35).

RispondO teleg~ramma V. E. 798/56 (1). Informo aver autorizzato generale Ferrero ad occupare Ciamuria e regioni Zagori, Pindo.

(l) Ritrasmissione a Cadorna del t. gab. 1347/161 da Corfù, cfr. p. 108, nota 2.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 821. Roma, 30 maggio 1917, ore /22.

Mio telegramma Gabinetto n. 794 (1).

(Meno Londra). Ho telegrafato al R. ambasciatore a Londra quanto segue:

(Per tutti). A Rodd che mi comunicava il testo della nota formula suggerita da Ceci!, ho J"~posto leggendogli le varianti da me già proposte all'E. V. e sulle quali attendevo ancora di sapere l'Qpinione di codesto Govemo, Rodd

riteneva che all'espressione Turchia asiatica da me suggerita convenisse sostituire quella di • Prossimo Oriente • (NeaJ" East). .Ac1cetto la sostituzione.

155

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, E A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. 822. Roma, 30 maggio 1917, ore 22.

Mio tel. Gab. 790 (2).

Generale Marro ha tele~afato quanto segue al Comando Supremo:

• Da comunicazione telegrafica fatta al ministro Sforza da S. E. Sonnino risulta che nel convegno di S. Giovanni di Moriana venne stabilito che non saranno mutate a Corfù le attuali autorità della Grecia. Benchè il generale Baumann continui a dichiarare che, al pari di me, si opporrà a qualu:nque artificiosa agitazione di una audlace minoranza venizelista, avente per isco[po di sostituire a Corfù rappresentanti delle autorità della Grecia, tuttavia egli mi assicura di non aver avuto ~comuntcazione alcuna della decisione presa al convegno di S. Giovaqni •.

(Per Londra). Nel comunicare quanto precede al R. ambasciatore a Parigi ho aggiunto:

(Per tutti). Prego V. E. ricordare a Ribot gli impegni al riguardo presi nella conferenza di Roma ed ottenere siano date istruzioni in conseguenza al generale Baumann.

(l) -Cfr. n. 124. (2) -Ritrasmette a Londra, Parigi e Pietrogrado il t. gab. 1347/161 da Corfù, che non si pubblica: isola di S. Maura occupata dai francesi, che vi hanno installato un Governo franco-venizelista.
156

IL MINISTRO DEGLI ESTERI SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 823. Roma, 30 maggio 1917, ore 22.

Rodd mi ha comunicato essere ,stato a tempo per ottenere ~che nella risposta ingle.se alla nota Miljukov del 3 maggio si tenesse conto della mia prima osservazione riguardo alla parola • restored • cui è stata sostituita quella di

• united •. Inoltre, dietro un'osservazione di Teresenko, si sarebbe mutata nello stesso periodo la parola • 'sentimento • in quella di • 1simrpatia •. Sicché ora il periodo suonerebbe ~così: • Le province che :per simpatia o nazionalità ap:partengono ai nostri Alleati debbono essere unite a loro alla pace finale • (1).

157

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. u. 1395/254. Londra, 30 maggio 1917, ore 9,40

Mio telegramma Gabinetto n. 250 (2). (per. ore 1,35 del 31).

Cecil mi raccomandò di pregare V. E. di voler considerare come strettamente personale e segreta la informazione da lui datami ieri ,circa Jonnart. Oggi ho poi in via privata saputo ·che fra le decisioni rpil"ese nella conferenza franco-britannica di avantieri, e delle quali Rodd darà ·Comunicazione a V. E., vi è anche la forzata abdicazione del Re di Grecia nelle ,condizioni concretate a Moriana. AutorevoUss.imo personaggio cui ,chiedevo oggi se erasi preveduto ed esaminato il contegno da prendersi qualora Re di Grecia, appoggiato dalle sue fedeli truppe, rifiutasse di sottomettersi, ovvero qualora i principi reali rifiutassero 'suc,cessione, mi ha risposto testualmente: • quello che s:i sta facendo in Grecia ed altrove non è più dÌJllomazia ma dilettantismo che non prrevede né provvede •. Personaggio mi ha detto pure che nella da lui deploratissima... (3) circa unicità diplomatica ad Atene l'unico •conforto è la scelta dli Jonnart uomo retto, fermo • pulitissimo » indlLpendente che .saprà tenerr testa a Sarrail.

158

IL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1392/6. Parigi, 30 maggio 1917, ore 22 (per. ore 1,35 del 31).

Re Nicola mi ha incaricato d!i comunicare a V. E. ·che i principali dirigenti del movimento jugo-slavo Hinkovic, Trumbic, Radic e Supilo sarebbero disposti

ad abbandonare la causa ,sel'ba e a venire indi~ettamente per mezzo suo a un accordo ·Con l'Italia.

Occorreìrebbero però i fondi necessari per indennizzarli del 'sussidio serbo che ora ricevono e al quale dovrebbero rinunziare. Re Nicola apera ·che il Governo italiano voglia entrare in quest'ordine di idee affidando per maggior garanzia il maneggio dei fondi a persona fin d'ora di propria fiducia.

(l) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., pp. 141-142. (2) -Cfr. n. 144. (3) -Gruppo indecifrato.
159

IL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1391/5. Parigi, 30 maggio 1917, ore 22 (per. ore 2,20 del 31).

Secondo notizie giunte dal Montenegro la popolazione sarebbe minacciata di perire in massa per fame.

In questi giorni la campagna si riversa nei villaggi in vana ricerca di nutrimento. Austriaci avrebbero dichiarato non poter fare nulla per alleviare tale situazione. Re e Governo montenegrino hanno pertanto insistito presso di me perchè ancora una volta •comunichi a V. E. loro appello ai ,sentimenti di umanità del R. Governo affinchè consenta con le dovute garanzie all'invio di qualche socco:rso alla popolazione Montenegro. Uguale domanda è stata rivolta agli altri Governi alleati.

160

IL MINISTRO A STOCCOLMA. TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1917/178. Stoccolma, 30 maggio 1917, ore 18,50 (per. ore 9,20 del 31).

Comunicato del comitato olandese scandinavo sulle conferenze avute 25 e 26 corrente colla delegazione socialistà austriaca-tedesca cui si aggiunsero un socialista polaoco galiziano tre boemi e due della Bosnia Erzegovina. Delegazione ritiene che causa della guerra sia Ì1lliperialismo a •CUi questioni nazionali servirono di pretesto. Nazionalità sono così frammiste nell'Europa centrale ed

orientale che una delimitazione è impossibile e IP•rovocherebbe nuovi conflitti. Si avrebbe frastagliamento di piccoli Stati senza consistenza politica né economica e smembramento degli Stati attualmente esistenti e servirebbe solo disegni imperialisti di altri Stati che non troverebbero più ostacolo sul loro cammino. Delegazione è quindi favorevole alle autonomie nazionali e dichiara: l) desiderare pace senza annessioni; 2) considerare tutti i Governi responsabili della guerra, ritenere superfluo accertare singole responsabilità affrettando invece pace generale senza indennità, essere contraria all'anneSisione del Belgio, favorevole all'indipendenza della Serbia che mediante unione col Montenegro

otterrebbe accesso al mare e ad un accordo tra vari Stati balcanici per realizzare la formula "Balcani ai popoli balcanici"; 3) voler appoggiare aspirazioni verso autonomia nell'interno della monarchia austro-ungarica dei popoli jugoslavi di essa, compresa Bosnia; 4) desiderare indipendenza della Finlandia e della Polonia russa completa autonomia in Austria e Germania dei polacchi di Galizia e Prussia nonchè dei Ruteni soluzione definitiva della questione polacca potendosi poi ottenere mediante accordo tra Imperi centrali e Polonia russa divenuta indipendente; 5) come risposta alla pretesa che guerra attuale deve liberare piccole nazionalità dell'Austria rileva che monarchia austriaca ha sempre protetto conservazione delle piccole nazionalità; 6) ·considera neceSISaX!io rivedere diritto marittimo di .guerrra ritornando ai ptrincipi del trattato di Parigi del 1856. Delegazione si manifestò inoltre favorevole alla limitazione degli armamenti diretta verso disarmo completo con sole milizie nazionali difensive ed alla riunione di una confeil'enza plenaria soC'ialista a cui 'i partiti di tutti i paesi dovrebbero partecipare. Delegati c:zJechi, polacchi e bosniaci riservaronsi preci:sare loro dicchiaraziond. dopo aver conferito con alwi gruppi delle loro nazionalità con cui debbono chiarire problemi speciali (1).

161

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1407/230. Pietrogrado, 30 maggio 1917, ore 21,15 (per. ore 6,15 dell' 1 giugno).

Sino ad oggi risposero alla nota Miliukoff, Francia, Inghilterra, America, Romania, Belgio. Neratoff mi ha detto ·che la rislposta più vaga e di più dubbio effetto sui ·SociaUsti è quella della Francia, ma che si possono prevedere obiezioni anche per ri~posta inglese e fol1se anche per le altre ma in minor gr~o. Quanto alla loro pubblicazione Neratoff arede che il Governo attenderà il momento psicologico più opportuno. Suppongo si voi!Tà attendere il r.itorno di Kerenski dal :Eronte ed avere le sue impressioni ed il suo consiglio.

162

IL MINISTRO A PECHINO, ALIOTTI, AL MINISTRO DEGLI 'ESTERI, SONNINO

R. 232/68. Pechino, 30 maggio 1917.

Lo stato di confusione politica descritto nel mio rapporto n. 210/64 in data del 14 corrente (2) sembra aver ricevuto una soluzione provvisoria relativamente 'soddisfacente in quanto 'che la medesima ha calmato fino ad un c·erto

punto gli spiriti rivoluzionarii di varie provincie. Il presidente della Repubblica con decreto la cui costituzionalità è tuttora discussa licenziò il presidente del consiglio in data 25 corrente.

A quanto pare l'ex-presidente del consiglio Tuan-Hsi-Hui si è separato in termini amichevoli col capo de1lo stato e in modo da non ~escludere una .ma non lontana ricomrparsa al potere, tanto più che trattarsi di un personaggio avente forti aderenze nel partito militare e in varie provincie, nonchè presso le Potenze alleate.

A ricomporre un ministero è stato designato ed approvato dal Parlamento Li-King-Hsi, noto per la sua intima amicizia coll'ex-presidente Yuan-shi-kai e per le non poche amkizie in seno allo stesso partito militare. Questo personaggio rappresenterebbe dunque un elemento di transazione fra i varii partiti politici.

Senonchè tutti gli ~scogli politici non sarebbero tuttora evitati. Difatti da un lato il partito dlei Kuomingtang, ossia dei giovani repubblicani nemici del Tuan, sospettano già il nuovo presidente del consiglio di essere troppo legato agli elementi militari ed anti parlamentari; da un altro lato varii governatori di provinoie ed amid del Tuan si agitano, protestano, minacciano movimenti 3eparat1sti o rivoluzionarii collo scopo evidente di ottenere una larga ;parte nella distribuzione dei posti governativi. Anche su questo punto sembra probabile qualche transazione zoppa e provvisoria, quali se ne vedono spesso in Cina.

Non appena venisse formato il nuovo ministero sri aspetta che venga nuovamente dsollevata la • vexata quaestio » della dichiarazione di guerra agl'Imperi centrali, la quale, questa volta, non dovrebbe logicamente, se la logica esistesrse in Cina, sollevare serie difficoltà. Ad ogni modo, vi è questo di guadagnato nei riguardi delle Potenze dell'Intesa e specialmente nei nostri interessi, cioè, che è venuta a decadere, i;pso facto, col ritiro di Tuan, la pr(Yposta del Governo britannico di fare più larghe concessioni al Governo cinese allo scopo di consolidave la situazione dell'ex-presidente del consiglio, progetto che ha formato oggetto del telegramma di V. E. n. 634 del 13 corrente (1).

(l) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. 727 dell'l giugno. (2) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 984.
163

IL SOTTOSEGRETARIO PARLAMENTARE AGLI ESTERI BRITANNICO, CECIL, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

L. CONFIDENZIALE W. 10612/17. Londra, 30 maggio 1917.

With reference to the report which you mentioned to me on the 22nd instant, that M. Briand had lately gone to Switzerland for the pUlipose of discuss!ing the poss:ibiility of peace with Austria-Hungary, I have now learned from His Majesty's Ministe,r at Bern.e that the French Embarssy at that capitai, to whom he mentioned the rumour without disclosing its source, told him that

they did not know that M. Briand had arrived in Berne, and that they md not in any case believe that His Excellency would go to Switzerland for the purpose suggested.

Sir H. Rumbold adds that a similar report regarding M. de Margerie WaJS circulated some months ago in Switzerland.

P. S. -I have since heard that the French Mini:ster is autholrized formally to deny the rumoUTS.

(l) Cfr. serie V, vol. VII, n. 967.

164

IL SOTTO CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, PORRO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1404/10788. Zona guerra, 31 maggio 1917, ore 13,10 (per. ore 16).

Comunico seguente telegramma inviato dall'addetto militare Francia, giorno 30 corrente, ore 22,20:

• 98. R. Generale Foch mi ha J)['egato comunicare ~che recatosi Londra con ministro fu deciso ritiro di due brigate di cavalleria e una divisione inglese da Salonicco, ma che fu pure convenuto che in avvenire inglesi più niente potranno togliere senza preventivo accordo tra Alleati. Sagunto •.

165

IL COMANDANTE DEL CORPO D'OCCUPAZIONE DELL'ALBANIA, FERRERO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1405/188. Zona guerra, 31 maggio 1917, ore 15,50 (per. ore 18,30).

Mentre sono in corso provvedimenti per l'occupazione Ciamuria, Zagori e Pindo che potrà essere compiuta verso la metà di giugno, è mia intenzione fare la nota proclamazione dell'indipendenza dell'Albania per·n territorio nord, confine Londra, il giorno tre del prossimo mese di giugno.

Prego dirmi se ,con la formula indipendenza sotto la PTOtezione dell'Italia debba tuttora escluclJe11si Valona intendendola occupazione permanente militare italiana e questione adriatica o essere compresa unità albanese IPOkhè ~otettorato include nostra tutela e difesa intera Albania.

Ciò perchè nel primo caso farei proclamazione .Argiroca:stro. Nel secondo .:!aso a Valona. Sottopongo il testo del p['oclama eventuali varianti o approvazione:

• A tutte le popolazioni al:banes:i delle terre compll"eeSe fra l'alt01piano macedone e il mare Adriatico :flra Glreclia e Montenegro.

Oggi tre giugno 1917, fausta ricorrenza libertà statutarie italiane, noi ecc. ace. per ordine del Governo del Re Vittorio Emanuele III, 'IJ["oclamiamo fieri ed esultanti l'unità ed inclipendenza politica di tutta l'Albania sotto l'egida e la protezione del Regno d'Italia.

Per questo atto, Albanesi, 'che vi ,chiama ad indipendenza voi potrete ammiaistrare le vostre ,prQprietà, le vostre rendite, il frutto del vostro lavoro a beneficio vostro. Awete pubbliche istituzioni, tribunali, scuole rette da .cittadini albanesi sotto pratici funzionari italiani.

Albanesi, dovunque siate, liberi già nelle terre vostre, o esuli pel mondo o ancora soggetti a dominazioni straniere tutte larghe di promesse ma dii fatto violente, inumane, spogliatrici; voi che avete affinità di stirpe, ricordi di sorti più liete in rapporto ~coi nostri antichi romani e veneziani, voi che sapete 1a comunanza di interessi italo-albanes:i su mare che ci sejpara e ~ai unisce fi1peochiando nostri monti, voi ·che ammirate nei soldati d'Italia le virtù ·cittadine, l'amore di giustizia, il ri~petto alle usanze, ~costumi e fedi religiose vostre, voi che ne ammirate l'operos!ità, che ne apprezzate l'opera pacificatrice e che ne 'sapete il valore, la gloria di armi, unitevi quanti siete uomini di buona volontà dii fede nei destini della patria vostra, sorella minore e cara della grande Italia. Tutti accorrete a fianco nostro all'ombra dei glorios[ vess!illi itala-albanesi per giurare fede eterna al dogma patriottico ,che in nome d'Italia proclamo: Vliva l'Albania indipendente ·con l'amicizia e la protezione dell'Italia •.

Stante la ristrettezza di tempo pregherei V. E. davmi cortese sollecito riscontro.

166

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 829. Roma, 31 maggio 1917, ore 22.

Barrère mi ha comunicato che nell'ultima vJJsita di Ribot a Londira, &a stato concertato tra lui e Lloyd George quanto segue:

l. La presa di possesso del raccolto della Tessaglia.

2. -Essendo il re Costantino uscito pel primo dalla costituzione, si era deciso, non avendo più fiducia in lui, di chiedergli di abdicare, per ricondurre l'unità del Governo greco. Se il re non consentisse a abdicare si restringerebbe il blocco, e si occuperebbe Corinto per impedire ogni passaggio delle truppe regie dal Peloponneso. Si rispetterebbe la forma costituzionale monarchica, scegliendo tra gli eredi al trono. 3. -Si manderà a Atene un commissario generale nella persona del signor Jonnart.

Bal'II'ère iSiperava nel mio assenso a tutto ciò.

Ho risposto che la mia impressione era di penosa ~;e pel merito e per la forma. Nel merito tutto oiò non era affatto conforme a quanto Si era detto a Saint Jean de Maurienne. Là Ribot aveva mostrato di temere d~sordini

e massacri di venizelisti in Atene, e resistenza del Governo regio alle richieste fattegli 1per la s1curezza dell'esercito alleato. In tali eventualità egli aveva dichiarato che si sarebbe dovuto passare oltre, fino a esigere l'abdicazione del re. Nessuno diei funesti avvenimenti ,presagiti si era ~ealizzato; nessun disordine era avvenuto. Lam~os aveva 'ceduto il posto a Zaimis che si mostrava dleferentissimo agli Alleati e a tutte le loro esigenze; le truppe e le armi regie erano state tutte 'ritrrate nella Morea. Data questa situazione si sMebbe dovuto dagli Alleati togliere il blocco; e invece si era mantenuto, cagionando crudeli sofferenze alla !POiPOlazione; e in opposizione a tutto quello che tsi era detto a Saint Jean de Maurlienne 1Sii erano insediati a forza i venizelisti a Xantos, a Cefalonia, e a Santa Ma~a. A Saint Jean de Maurienne, nel SU[pposto di un'a:bdilcazione del re Costantino, R:ibot aveva assicurato ·che si sarebbe r~ettata la costituzione !P'er la suocesSiione del figlio; e ora invece si parlava dii una scelta da

farsi per parte degli Alleati del successore.

Quanto poi alla 1proced~a usata per prendere tutte queste nuove risoluzioni, non potevo che lamenta,l1mene; non essendo stato né avvertito né consultato in precedenza. Ho pure ripetute a Bal"!rffioe tutte le nostre giuste lagnanze riguardo alla condotta ,generale del 'comandante Sarrail a 1riguardo delle nostre truppe in Macedonia. Su tutto questo avrei diovuto riferire al presidente del consiglio e ai colleghi; e comunque dovevo fare intanto per conto del R. Governo le più ampie riserve (1).

167

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

L. P. u. 19.3.21. Roma, 3). maggio 1917.

Comunko in 'copia all'E. V., per notizia, l'acclusa lettera da me diretta ai ministri della guerra, della marina, dell'industria, dell'agricoltura, dei trasporti e delle finanze per regolare il servizio delle forniture e degli acquisti negli Stati Uniti d'America.

La prego di volerla portare a conoscenza del R. ambasciatore a Washington che, giusta i desideri del Governo federale, fa da intermediario fra le autorità italiane e quelle americane (2).

ALLEGATO.

Roma, .•. maggio 1917.

BOSELLI A MORRONE, CORSI, DE NAVA, RAINERI, ARLOTTA E MEDA

I provvedimenti che il Governo federale nord-americano sta adottando per unificare gli acquisti negli Stati Uniti, eliminando la concorrenza fra i Governi alleati, e la procedura ch'esso desidera venga seguita nel comunicargli le do

7 -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

mande di tali acquisti impongono che anche nel Regno si addivenga ad una unificazione degli organi che possono richiedere gli acquisti stessi. Occorre, quindi, che un solo ufficio raccolga tutte le richieste di forniture ed acquisti, qualunque ne sia l'oggetto, ed abbia il mandato di trasmetterle al Governo americano.

Per ovvie considerazioni l'organo accentratore non può essere se non il Tesoro, tanto più che esso dovrà sempre intervenire, per tutte le amministrazioni, perché vengano prestate le garanzie o somministrati i fondi in corresponsione dei contratti.

Prego, perciò, l'E. V. di volere impartire, assicurandomene, tassative disposizioni ai vari uffici e servizi dipendenti affinchè facciano avere al Tesoro -munite, ove sia necessario, della dichiarazione d'impegno da parte del capo ragioniere -tutte le richieste di forniture o compere, per qualsiasi oggetto, da effettuarsi negli Stati Uniti. Sarà cura del Tesoro di fare avere telegraficamente tali richieste al Governo federale prendendone nota agli effetti finanziarii. Occorrerà quindi evitare di trasmettere ordini direttamente in America per evitare perdite di tempo, giacchè essi non avrebbero esecuzione.

Ove l'opportunità o la necessità se ne presenti, il Tesoro avrà facoltà di convocare presso di sè, sia isolatamente, sia in uno speciale comitato, i rappresentanti delle varie amministrazioni interessate, per avere chiarimenti sulle domande o per coordinarne l'inoltro al Governo americano. Sarà quindi bene che, per ogni caso, l'E. V. mi indichi sin d'ora coloro ai quali il Tesoro potrebbe rivolgersi.

(l) -Ed. in SoNNINO, Diario, III, cit., pp. 142-144. (2) -Una lettera analoga fu inviata in pari data al ministro del tesoro, Carcano.
168

IL MINISTRO DELL'AGRICOLTURA, RAINERI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 85/R. Roma, 31 maggio 1917.

Ho attentamente esaminato i telegrammi di V.E. n. 6299, 6467, 6679, 7184 e 7259.

Il problema della costituzione di un'unica delegazione economica italiana negli Stati Uniti d'America, può considerarsi praticamente avviato a soluzione. Resta ora a determinare quali sarebbero i poteri e le funzioni della detta delegazione: ciò che implica il problema dei rapporti con la delegazione ed i comitati già costituiti a Londra.

Limitandomi a trattare degli argomenti che più conosco e che toccano i servizi di questo Ministero, osservo che già in Londra funzionano comitati che provvedono all'approvvigionamento comune tra gli Alleati, del grano ed altri cereali per la alimentazione umana, dell'avena, della carne congelata. Questi comitati raccolgono i fabbisogni degli alleati, li sottopongono a revisione, e li riducono, acquistano la merce e provvedono al tonnellaggio.

Che questi comitati funzionino perfettamente, sarebbe esagerazione affermare. Praticamente è il Governo inglese che in via definitiva decide e dispone: avviene quindi che esso abbia tendenza a preferire i suoi fabbisogni; dopo risente più fortemente la pressione della vicina Francia, che ospita l'esercito britannico; ultimi veniamo noi, che dobbiamo insistere sempre vivamente per vedere soddisfatte le nostre richieste e che siamo ridotti ad essere approvvigionati alla giornata. Inoltre è evidente la tendenza del Governo inglese a preferire le ditte britanniche: e ciò danneggia i nostri specifici interessi commerciali.

Ciò malgrado io credo che, almeno per ora, non ci convenga secondare nessuna novità sostanziale. Anzitutto la vera grave e crescente mancanza è quella del tonnellaggio. Ed oggi, e per qualche tempo ancora, (pur se le costruzioni navali americane facessero grandi e reali progressi e se la marina britannica continuasse a seguire perdi;!;e non compensate) sarà sempre la Gran Bretagna in condizione di darci il maggior aiuto.

Inoltre io penso che la delegazione centrale degli Alleati (quella cioè che dovrà raccogliere e controllare i fabbisogni e dovrà anche venire ad imporre misure simultanee di effettivo razionamento) dovrà avere sede in Europa.

E fra Parigi e Londra, mi sembra preferibile quest'ultima città, poiché prevedibilmente noi continueremo sempre a trovarci in cortese, ma viva, concorrenza coi francesi, essendo Italia e Francia i due Paesi che hanno maggiore sproporzione fra bisogni e disponibilità.

Se queste mie premesse sono esatte, penso che si dovrebbe, almeno per ora, non distruggere nulla, senza prima aver saldamente costruito. Gli americani potrebbero intanto partecipare alla delegazione di Londra ed ai comitati internazionali esistenti (compreso quello del tonnellaggio). Avrebbero così modo di studiare da vicino quella delegazione; potrebbero rendersi un esatto conto delle riforme opportune ed utili, anche se radicali; e dopo ne potremo tutti discutere con piena cognizione di causa.

Comunico copia del presente telegramma a S.E. il Presidente del Consiglio.

169

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1406/141. Parigi, 31 maggio 1917, ore 21,50 (per. ore 1,15 dell' 1 giugno).

Ribot al quale ho riferito quanto V. E. mi telegrafava col suo tel. Gab. 822 (l) mi ha promesso informerebbe subito generale Baumann degli impegni presi di non istallare a Corfù autorità venizeHste.

170

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1418/143. Parigi, 31 maggio 1917, ore 21,50 (per. ore 1,15 dell' 1 giugno).

Ribot mi ha detto di aver già telegrafato a Ba1rrère di informare V. E. delle conclusioni idell'abbo<X:amento :lira lui e Lloyd Geo11ge a Londra. Sarebbe stato dedso di domandare l'abdilcazione di Re Costantino in favore di uno dei figli,

di imposses-sars~ del raccolto della Tessaglia senza permettere che i venizelisti seguano le truppe francesi.

Soltanto dol[)o di ciò si tratterebbe della diminuzione del 'contin.gente in Macedonia qualora come Ribot sembra sperare la Grecia si dimostrerà favorevole all'Intesa dopo l'abdicazione del Re.

Mi limitai a rispondere ·che a me personalmente pareva improbabile che le misure progettate potessero conciliarci le simpatie della Grecia ma che Barrère dovendo informarla delle intenzioni del Governo francese, V. E. avrebbe fatto •certamente conoscere il suo modo di vedere.

(l) Cfr. n. 155.

171

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1413/62. Corfù, 31 maggio 1917, ore 23 (per. ore 1,30 dell' 1 giugno).

Pachich tornato da Salonicco mi ha confermato già l'iniziato movimento

francese verso la Tessaglia. Non ha ancora ricevuto da Londra e da Parigi ri

sposta alla sua nota ma il solo risultato che di fronte all'iniziato movimento

egli mostra sperame è ,che operazioni in Tessaglia .possano essere eseguite stor

nando dal .fronte meno forze delle i!)reviste e servendosi in gran parte di truppe

venizeliste. Pachkh mi esiJ.)resse vivo compiacimtmto e riconoscenza del Governo

serbo per l'attitudine assunta da V. E. in questa questione.

Pachich vede con molto pessimismo la situazione che sta per crearsi al

fronte macedone. Non 'solo egli è preoccupato di una eventuale offensiva del

nemi.co ma anche di un possibile indebolirsi del morale dell'esercito serbo.

172

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1465/221. Jassy, 31 maggio 1917, ore 20,45 (per. ore 14,50 del 5 giugno).

Mio telegramma Gabinetto segreto n. 216 (1).

Bll"atiano mi ha detto di av& [parlato nei termini ,più energici con Thomas

a proposito del pa:sso russo per la rinunzia delle annessioni fissate dal trattato

di alleanza od almeno per la loro riduzione e di averlo trovato benissimo di

sposto. Bratiano ha telegrafato nello stesso senso a Londra ed a Parigi. Egli

dice che mentre per noi si tratta specialmente della questione di Smirne, per la Romania si tratta del Banato e di altre regioni non abitate esclusivamente da romeni. Credo anzi che egli abbia timore anche per la Dobrugia.

Secondo Bratiano più ,che ottenere dal Governo russo una dtchiarazione esplicita od un qualsiasi altro impegno formale in favore dlella realizzazione delle aspirazioni territoriali garantite dal trattato di alleanza (il che attualmente metterebbe il Gove,rno provvisorio in difficile 'situazione di fronte ai partiti avanzati russi) si tratterebbe di non lasdarsi 1mporre fin da ora delle riduzioni rinviando ogni discussione in proposito a guerra finita.

(l) Cfr. n. 147.

173

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. R. 2156/732. Parigi, 31 maggio 1917.

Il direttore dell'ufficio di spionaggio a questo Ministero della Guerra, parlando ieri con un suo amico, antico compagno di scuola, diceva essergli pervenuta giorni sono la notizia del viaggio di Briand in Svizzera ed aver quindi disposto un servizio di informazioni dal quale sarebbe risultato che l'ex Presidente del Consiglio 'sarebbe andato in una sua proprietà in Normandia, di dove si sarebbe as1sentato, ma, pare, per recarsi nel Morvan e non in Svizze!l."a.

Lo stesso funzionario non escludeva che al Minllitero degli E1steri mac,chinassero qualcosa a :proposito di negoziati coll'Austria e soggiungeva che allo Stato Maggiore se ne era ,preoocupati.

Aggiungeva poi che i rapporti di agenti francesi in Svizzera segnalavano continue relazioni del Principe di Btilow con parlamentari e uomini di Governo italiani. I rapporti degli agenti francesi in Italia si dimostrerebbero pessimisti sui sentimenti del pubblico italiano verso l'Intesa e segnalerebbero una tendenza del Governo e dell'opinione pubblica ad isolarsi dagli Alleati.

D'altra parte un funzionario elevato del Mini,stero degli E1steri parlava del Signor Ribot ieri sera con vari amici, mostrando diffidenza ve>rso l'opera sua. La vanagloria di mettere il nome suo alla pace, il desiderio di aver il vanto di aver fatto cessare questa 'calamitosa guerra potrebbero indurlo a chissà quali conceStSioni non solo all'interno, ma anche in ,cose di ,poliUca estera. Quel funzionario prevedeva viva lotta in Parlamento cont,ro il Ribot. Debbo avvertire però ,che il funzionario in questione è molto legato col Signor lliiand.

Pare infine 'che il Mini,stro Thomas arriverà (pl"esto per organizzare il viaggio dei socialisti a Stoccolma. Egli non tornerà più in Russia anche ,perché è necessaria la sua pTesenza al suo Ministero ove chi lo sostituisce è esautorato.

Come già riferii, il Consiglio dei Ministri di domani dovrà decidere se accordare o no i pa1ssa1)orti ai 'SOcialisti per recarsi al Congresso di Stoccolma. Sembra possa prevalere l'opinione di coloro che pr~penderebbero per concederlo onde ottenere di 'Sostituire in quel Congresso un blocco d'opposizione al gruppo tedesco e contendere a quest'ultimo influenza sui Russi.

D'altra parte ho <l\PIPI"eso che i social1sti Moutet e Cachin, testè giunti da Pietrogrado, avrebbero riferito d!i essere stati aocolti molto :fu-eddamente dai loro colleghi :rUtSSi, li quali awebbero subito signifkato loro recisamente che non intende,vano su:bli.re pressioni di sorta e volevano condurre la rivoluzione come 'areclevano meglio.

Della possibilità di una ~cdsi ,presidenziale si ~l'aria assai, anche rper smentirne la probabilità, ma ,se ne PM"la. Vi ha chi accenna a:d una successione Ribot, e con questa aSjpiJraz:ione dell'attuale Presidente del Consiglio si spiega la sua attitudine venso i 'social1sti che intenderebbe amica11Si; vi ha d'altra rparte chi parla della rposs~bile immediata successione di Deschanel.

Oredo che difficile sia far previsioni, giacché ,se i malcontenti sono molti, molti sono gli ambiziosi, e la paura che ognuno ha dei suoi concorrenti potrà forse evitare una ·cr1si, che tutti del resto temono rpe11ché non si sa fino a qual punto ,potrebbe scuotere il paese.

174

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL COMANDANTE DEL CORPO D'OCCUPAZIONE DELL'ALBANIA, FERRERO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, E AI MINISTRI AD ATENE, DE BOSDARI, E A CORFU', SFORZA

T. GAB. uu. 831. Roma, l giugno 1917, ore 14,30.

(Solo Generale Ferrero). Telegramma di V. E. n. 188 (1).

Approvo che la proclamazione venga fatta il 3 corrente in Argirocastro. Approvo testo proclama di V.E. telegrafatomi salvo ritocchi. A maggiore chiarezza riproduco qui intero testo quale dovrà essere pubblicato. Prego V.E. avvertirmi telegraficamente appena avvenuta pubblicazione.

(Per gli altri). Comunico per preventiva riservata notizia di V. E., (V. S.) testo di un proclama che sarà pubblicato 3 giugno in Argirocastro:

(Per tutti). • A tutte le popolazioni albanesi.

Oggi 3 giugno 1917 fausta ricorrenza della libertà statutaria italiana, noi ecc. ecc., per ordine del Governo del Re Vittorio Emanuele III, proclamiamo solennemente l'unità e l'indipendenza di tutta l'Albania sotto l'egida e la protezione del Regno d'Italia.

Per questo atto, Albanesi, avrete libere istituzioni, milizie, tribunali, scuole rette da cittadini albanesi; potrete amministrare le vostre proprietà, il frutto del vostro lavoro a beneficio vostro e per il benessere sempre maggiore del vostro paese.

Albanesi, dovunque siate, o già liberi nelle vostre terre, o esuli pel mondo

o ancora soggetti a dominazioni straniere larghe di promesse ma di fatto violente e predatrici; voi che d'antichissima e nobile stirpe avete memorie e tradizioni secolari che vi ricongiungono alla civiltà romana e veneziana; voi che sapete la comunanza degli interessi italo-albanesi sul mare che ci separa e ad un tempo ci congiunge; unitevi tutti quanti siete uomini di buona volontà e di fede nei destini della vostra patria dUetta; tutti accorrete all'ombra dei vessilli italiani e albanesi per giurare fede perenne a quanto viene oggi proclamato in nome del Governo italiano, per una Albania indipendente, con l'amicizia e la protezione dell'Italia •.

(l) Cfr. n. 165.

175

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1422/63. Corfù, l giugno 1917, ore 8,30 (per. ore 14,35).

Pachitch mi ha comunicato che il Governo serbo ha abbandonato il progetto di trasferimento a Niausta. Per una diversa soluzione del problema della sua sede il Governo serbo attenderà ora di vedere quale situazione si stia creando sul fronte macedone.

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L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1428/144. Parigi, l giugno 1917, ore 18,30 (per. ore 21,15).

Cambon che ho nuovamente sollecitato stamane per frontiera a ovest di Mersina ricordandogli che egli mi aveva promesso ne avremmo parlato martedì scorso, mi ha detto aver avuto incarico mandarmi piccolo appunto che potrà servire di base alla nostra conversazione. Mi ha detto come militari non sono perfettamente d'accordo per quanto si desidera noi, ma che potremmo poi a voce intenderei perché sua proposta non è definitiva. Non credo riceverò l'appunto

. promesso perché mi sembra probabile cerchino prendere tempo per servirsi di questa discussione come un mezzo per spingerei acconsentire loro progetto in Grecia. Ad ogni modo aspetto l'appunto e appena ricevuto andrò a discutere insistendo sulla linea del Sangiaccato come frontiera della zona di occupazione italiana (1).

(l) Ritrasmesso a Londra e Pietrogrado con t. gab. 845 del 3 giugno.

177

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 842. Roma, l giugno 1917, ore 22.

(Meno p,ietrogrado). R. ambasciatore a Pietrogrado telegrafa quanto segue:

• Sino ad oggi... ecc. (come nel telegramma Gabinetto n. 1407/230) • (1). Ho risposto a Carlotti quanto segue: (Solo Pietrogrado). Telegramma di V. E. n. 230. (Per tutti). Avverto ad ogni buon fine che alla nota Miliukoff del 3 mag

gio ho risposto il 10 seguente con la seguente mia lettera a questo ambasciatore di Russia :

• -J'ai reçu la note du 20 avril/3 mai 1917 (n. 766) par laquelle V.E. a bien voulu me communiquer le manifeste que le Gouvernement provisoive russe a promulgué le 27 mars dernier aux citoyens, dans lequel il a exposé les vues du Gouvernement de la Russie libre sur les buts de la guerre actuelle. Vous avez bien voulu, par la meme note, me communiquer les considérations dont M. -le ministre des affaires étrangères de Russie vous a chargé d'accompagner le dit document.

C'est avec la plus y,ive satisfaction que le Gouvernement royal d'Italie a pris connaissance des déclarations du Gouvernement russe, qui offrent une nouvelle preuve de la volonté inébranlable qui anime la glorieuse Nation russe de mener la guerre mondiale jusqu'à la victoire décisive.

Le Gouvernement royal a pris note également que la Russie est décidée à intensifier ses efforts pour la libération du territoire de la patrie et que le Gouvernement provisoire, tout en sauvegardant les droits acquis de la Russie, restera strictement respectueux des engagements assumés vis-à-vis de ses Alliés.

Ces déclarations ne manqueront pas de déjouer la tentative qui a été poursuivie par nos ennemis communs de jeter le doute sur les intentions de la Russie. L'accord le plus sincère et le plus ferme avec ses Alliés offrira à la Russie libre une garantie précieuse pour son développement avenir. Seulement à cette condition la Russie, de parfait accord avec les nations libres et démocratiques du monde, qui sont ses Alliés, rejoindra le but de créer une base stable pour une paix durable qui assurera à l'humanité une ère de justice et de liberté.

L'Italie, dont la constitution nationale est inspirée aux principes démocratiques, salue avec joie la manifestation dont le Gouvernement russe vous a chargé de me faire part, et exprime par mon entremise la ferme confiance dans la vietoire finale contre nos ennemis communs ».

Se V.E. ha qualche osservazione da fare in merito al testo che precede in relazione alla situazione attuale in Russia, pregola telegrafarmi.

(l) Cfr. n. 161.

178

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 844. Roma, l giugno 1917, ore 22,20.

Mio telegramma Gabinetto n. 787 (1).

Rodd mi ha comunicato che il comitato di g~rra insiste nella convenienza dell'incontro dei tre capi di Stato in Francia e ciò in considerazione della gravità della situazione russa.

Ho risposto ripetendo quanto avevo detto a Barrère (mio telegramma

n. 803) (2) e che avrei atteso prima di dare alcun seguito ufficiale alla cosa, la risposta da Parigi, poiché di là proveniva l'invito.

Personalmente mi dichiaravo contrario al progettato incontro, trovandolo tanto più sconsigliabile oggi in ragione della delicatezza attuale della situazione russa, poiché avrebbe aumentato le difficoltà di quel Governo.

L'annunzio poi fattomi pure da Barrère (mio telegramma n. 829) (3) e confermatomi oggi stesso da Rodd della risoluzione presa di imporre l'abdicazione prossima del Re Costantino, mi rendeva sempre più persuaso dell'assoluta inopportunità del momento scelto per la solennità dell'incontro dei Sovrani. Naturalmente se la Francia persisteva nell'invito l'avrei comunicato a Sua Maestà e ne avrei riferito al Consiglio dei Ministri, ma senza nascondere il mio parere contrario ( 4).

179

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 843. Roma, l giugno 1917, ore 23.

Rodd mi comunica le risoluzioni concordate tra Lloyd George e Ribot nell'ultima visita di questo a Londra, relativamente alle misure da prendersi in Grecia, e cioè:

l) Presa di possesso dei raccolti in Tessaglia con formazione di commissioni di controllo pel reparto.

2) Nomina del commissario generale Jonnart che sovrasterebbe anche a Sarrail.

3) Le potenze garanti della Grecia trovando che Re Costantino aveva per primo violato la costituzione e seguitava a governare in contrasto coi dettami della stessa, gli avrebbero intimato di abdicare. Non si accennava chi sa

rebbe il successore. Se egli resisteva si sarebbe reso più rigoroso il blocco, e il generale Sarrail dovrebbe occupare Corinto con forze.

Ho risposto ripetendo sostanzialmente le stesse osservazioni già fatte a Barrère (mio telegramma 829) (l) e rinnovando per conto del R. Governo le maggiori riserve.

Alla mia domanda riguardante l'impresa di Salonicco (mio telegramma 724) (2) Rodd mi assicurò che all'infuori del ritiro già risoluto di una divisione inglese fanteria e di due brigate cavalleria, non si sarebbe fatto altro ritiro di truppa inglese prima della metà di luglio e non senza nuove consultazioni tra i Governi (3).

(l) -Cfr. n. 120. (2) -Cfr. n. 135. (3) -Cfr. n. 166. (4) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., pp. 144-145.
180

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1425/145. Parigi, l giugno 1917, ore 22,30 (per. ore 2,20 del 2).

Facendo seguito alla mia conversazione di ieri sera con Ribot, sono ritornato stamane con Cambon sulla questione di Sarrail accennando alla cifra delle truppe francesi ritirate secondo H telegramma di V. E. n. 826 (4), sostituendole con greche deWarcipelago che in base ai precedenti possiamo sapere quanto resisterebbero ad un'offensiva nemica, e feci notare i pericoli che ne possono derivare anche per le truppe italiane.

Cambon promise riferire e parlarmi poi a lungo della questione greca e delle altre. In seguito a questa conversazione e a quella di ieri con Ribot, credo mio dovere ripetere a V.E. che io ho sempre più l'impressione che questo ministero degli affari esteri considera il nostro reclamo contro Sarrail, le nostre osservazioni contro loro progetto in Grecia e le nostre richieste circa l'Asia Minore come lagnanze quasi abituali e che noi facciamo senza nemmeno un preciso desiderio di essere ascoltati e che sia convinto che con qualche buona parola e pur di andare senz'altro innanzi per la sua strada ottenga quello che vuole senza che noi insistiamo realmente.

Questo ministero degli affari esteri mi sembra profittare della premura con cui venne trattata la questione discussa a San Giovanni e della conseguente imprecisione dell'accordo per fingere d'ignorare come il consenso di V.E. alla soluzione greca sia stato concesso per la questione dell'Asia Minore: si tira in lungo per attenuare il ricordo dei vari particolari.

Mi permetto quindi d'osservare come sarebbe forse conveniente V.E. volesse esaminare ancora se sarà il caso di precisare bene per tutte queste questioni quanto vogliamo e quanto non vogliamo limitando a ciò le nostre osservazioni ma in modo da ottenere quel minimo che realmente vogliamo.

(l) -Cfr. n. 166. (2) -Cfr. n. 21. (3) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., p. 144. (4) -Non pubblicato. Si tratta della ritrasmissione a Londra e Parigi del t. gab. 1394!184 del 30 maggio, da Atene.
181

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1437/257. Londra, l giugno 1917, ore 22,28 (per. ore 5,25 del 2).

Telegramma di V.E. Gabinetto n. 804 (1).

Appena comparsi noti articoli non mancai di formulare acri lagnanze ed invocare provvedimenti. Alle deplorazioni sincere manifestatemi si accoppiò la promessa di premuroso intervento spiegato però con mezzi persuasivi. Misure drastiche non sono possibili. Come V.E. sa questa censura si esercita soltanto contro la pubblicazione delle notizie militari e politiche non giudicate opportune, ma non osa attaccarsi agli articoli editoriali. La semplice interdizione della spedizione all'estero di un numero della Nation (mio rapporto n. 392) (2) contenente articolo veramente perfido contro il Comando Supremo britannico, scatenò nel parlamento e nella stampa una tempesta durata due settimane. Dopo le mie lagnanze il linguaggio della N ew Europe si è modificato e la medesima rivista ha nel suo ultimo numero pubblicato un articolo molto sensato che spedisco (3). Comunque ho rinnovato avantieri calde ·istanze, e mi fu promesso si sarebbe nuovamente insistito presso direttori. Giova sperare che potenti influenze adoperate riesciranno a tenere a freno quegli irragionevoli signori uno dei quali mi fu qualificato di • Poisonous Ass •. Ciò premesso mi importa di rilevare:

l) che occorre non esagerare l'importanza ed influenza della nota rivista sùlla grande massa dell'opinione pubblica inglese;

2) che la collaborazione annunziata di vari pubblicisti italiani fra i quali due deputati fornisce plausibilmente motivo per respingere le accuse di deliberata ostilità contro il nostro paese;

3) che la sua propaganda violenta a favore degli jugoslavi non deve al postutto aver dato gli sperati risultati se Supilo ha creduto necessarie le note aperture di cui al mio telegramma Gabinetto n. 238 (4);

4) finalmente che per combattere così violentemente l'Austria e le pericolose tendenze radicali e liberali favoreggianti la pace separata con eventuale riduzione delle nostre esigenze, rivista finisce nel fondo per difendere causa nostra, mentre le sue eccezioni e restrizioni circa la Dalmazia non potrebbero certamente prevalere a suo tempo sul Governo ed impedirgli di fare onore aHa sua firma il giorno in cui una completa trionfale vittoria ci permettesse di imporrè la pace con le integrali condizioni pattuite. A mio remissivo parere, basato su sette anni di esperienza, occorre ad occuparsi utilmente delle manifestazioni di questa stampa, tatto, delicatezza di mano e discernimento e serenità di giudizio, e soprattutto calma e misura di linguaggio. Coloro i quali, per quanto in buona fede, con notizie o apprezzamenti esagerati intransigenti unilaterali e ap

passionati e sistematici si adoperano da qui ad aizzare in momenti così delicati l'opinione pubblica italiana contro l'Inghilterra col presentare insolute isolate opinioni, altrettanto peccaminose e biasimevoli, di alcuni ingLesi come espressione della grande opinione pubblica britannica, errano e rendono, a mio avviso, e pel presente e soprattutto pel futuro, un cattivo servizio al nostro paese, al quale la cordiale e sempre più intima amicizia con l'Inghilterra può riuscire di grande giovamento a frenare le invadenze e controbilanciare la perniciosa influenza della Francia. Che questo paese in massa sia nostro amico, che apprezzi il valore della nostra amicizia e desideri lealmente di cattivarsela sembrami dimostrato ad abbondanza dalle unanimi dimostrazioni di entusiastico compiacimento qui provocato dai recenti successi gloriosi delle nostre truppe. I dovuti elogi al nostro paese nella stampa, i rallegramenti offerti a me e ad ogni altro connazionale in questi ultimi giorni mi sono giunti tanto più graditi in quanto in essi si scorge chiaramente non soltanto la naturale gioia per il successo di un alleato quanto il p1acere di poterli tributare all'Italia, ed il sentimento generale di ammirazione e soprattutto di • rispetto • dal quale essi sono inspirati.

Del resto il pericolo vero che non giova dissimulare per l'integra realizzazione delle nostre rivendicazioni nazionali in Dalmazia, non viene dall'agitazione dei Jugo-Slavi della New Europe, ma può piuttosto venire dall'eventuale prevalere qui ed altrove della tesi radicale socialista pacifista infocolata ora dalla rivoluzione russa e dalla incognita americana. Siffatto pericolo, a mia impressione, potrebbe diventare realmente serio il giorno in cui le ulteriori vicende della guerra inducessero la Germania ad offrire condizioni generalmente accettabili ovvero che l'Austria si decidesse, ciò che fortunatamente per ora non appare probabile, ad abbandonare la Germania, facendo a favore nostro sacrifici solo relativi. Su questa seconda eventualità in recente conversazione a proposito di un articolo del Manchester Guardian, io mi espressi molto chiaramente con Cecil. Gli dissi di fatto che se per disgrazia, a favorire la separazione dell'Austria dalla Germania, gli Alleati pensassero a condurci a pace separata con qualsiasi detrimento dell'integrità delle nostre rivendicazioni, si produrrebbe subito in Italia una travolgente corrente di opinione pubblica in favore di una pace immediata con la Germania, corrente contro la quale non credevo che nlcun Governo potesse resistere. In tal caso nulla verrebbero praticamente a guadagnare gli Alleati costretti (malgrado l'eliminazione dell'Austria) a continuare la guerra contro il nemico principale, ufficialmente neutrale, ma nel fondo amaramente ostile (sic).

Cecil avendo amichevolmente osservato che il mio linguaggio era piuttosto

•·strong • gli risposi che parlando per conto mio e giudicando dai patriottici sentimenti miei quelli dei miei connazionali, preferivo esprimermi, come è mio costume, con quella massima franchezza cui credo mi diano diritto tutti i miei incessanti sforzi per avvincere i nostri due paesi in legami sempre più stretti e cordiali al presente e pel futuro. Cecil rispose che, per quanto al pari di me ritenesse oggi poco probabile una pace separata austriaca della quale del resto non si potrebbero contestare i vantaggi per tutti, era superfluo ripetermi che nessun passo sarebbe dato da questo Governo senza previ accordi e previo consenso non solo dell'Italia ma anche della Romania.

(l) -Cfr. n. 136. (2) -Non rinvenuto. (3) -Non si pubblica. (4) -Cfr. n. 77.
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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. P. ss. 1434/259. Londra, 2 giugno 1917, ore 15 (per. ore 19,20).

Telegramma di V.E. n. 787 (1).

Hardinge, il quale malgrado momentanei incomodi, asprezze, è uomo rettissimo e di grande buon senso, mi confidava ieri nel massimo segreto avere egli verbalmente e per iscritto manifestato parere pienamente conforme a quello di V. E. circa l'assoluta inopportunità dell'incontro in questi momenti dei nostri due Sovrani con Poincaré. Purtroppo di tale suo parere ·i ... (2) del comitato di guerra non hanno tenuto conto. Hardinge mi fece leggere telegramma responsivo nel quale si insiste sulla proposta e si suggerisce che l'incontro sia tenuto segreto. Tale ultimo suggerimento mi appare assurdo, poco riguardoso per i Sovrani e comunque di non pratica realizzazione, date le indiscrezioni consuetudinarie francesi e data la possibilità che l'incontro sia desiderato dai francesi per rialzare forse il vacillante prestigio del presidente. A mio subordinato parere le obiezioni di V.E. sono di piena convenienza e sotto ogni aspetto mille volte giustificate. Non vi è alcun vantaggio e vi sono invece seri inconvenienti a questi chiari di luna a mescolare le· persone dei Sovrani a decisioni di ministri responsabili, su gravissime questioni suscettibili nei vari paesi di d.iverse interpretazioni e di critiche in un senso o nell'altro. Occorre d'altra parte tener presente che Lloyd George, secondo avrei motivo di ritenerlo in base pure al suo linguaggio con S.E. Orlando, annette speciale importanza alla riunione di una conferenza dei ministri responsabili. Un rifiuto nostro di parteciparvi potrebbe avere per conseguenza di irritarlo, di intensificare l'ascendente che i ministri francesi, specie Painlevé, vanno prendendo su di ·lui e cementare ancora di più la per noi perniciosa intimità franco-britannica con possibilità di nuove intese contrarie alle nostre vedute ed ai nostri interessi.

Sono pertanto a chiedermi, e mi permetto rispettosamente su ciò attirare attenzione benevola di V. E., se non converrebbe adottare una via mediana, rinviando cioè a miglior epoca incontro dei Sovrani in vista pure del fatto che

S. M. il Re non vorrebbe ora allontanarsi anche momentaneamente dalle sue truppe alla vigilia della ripresa della nostra azione offensiva, consentendo invece alla semplice riunione dei ministri, previa intesa sul programma degli argomenti da discutere. Ritengo in questa circostanza assoluto imprescindibile mio dovere insistere ancora una volta sulla grandissima importanza, direi quasi necessità, che la conferenza sia comunque preceduta da una visita quasi immediata di V. E. a Londra, pei suoi colloqui con Lloyd George e con questi ministri all'infuori di qualsiasi partecipazione francese. Tale visita, come ho potuto ancora avantieri constatare, per un discreto accenno fattomi con molto tatto da Cecil, è molto desiderata. Essa produrrebbe inoltre ottima impressione sull'opinione pubblica in Inghilterra e in Italia ed in complesso potrebbe fare molto bene. Ottima

(2} Gruppo indecifrato.

giustificazione della medesima sarebbe la restituzione delle visite a Roma di Asquith e Lloyd George.

V. E. vorrà, confido, scusare la mia forse indiscreta insistenza in considerazione dell'alto motivo patriottico che la determina.

(l) Cfr. n. 120.

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IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. P. 1435/189. Atene, 2 giugno 1917, ore 14,20 (per. ore 21,15).

Zaimis mi ha detto che se i francesi occupano la Tessaglia egli si dimetterà. Egli ha fatto il possibile per giungere ad una conciliazione coll'Intesa, ma davanti all'evidente ostilità di questa imposta da Venizelos considera oramai che il suo compito sia reso vano e non gli resti che andarsene lasciando le cose al loro destino. Non credo che l'occupazione della Tessaglia possa andare liscia. Gli animi sono eccitati, l'Intesa e soprattutto la Francia fa ogni sforzo per mettere la Grecia in mano dei venizelisti e finirà col riuscirvi.

Egli lavora e lavorerà ancora (egli mi ha detto seguendo i miei consigli) per una conciliazione coi venizelisti ma la Francia non vuole nemmeno questo e pone ostacoli insormontabili.

Il generale Cauboue ha indirizzato a Zaimis una nuova lettera redatta in termini piuttosto violenti nella quale si occupa di ogni genere di questioni interne della Grecia non aventi alcun rapporto col controllo militare e parla pomposamente della politica dell'Intesa come se fosse (parole testuali) l'ambasciatore di essa. (Noto che di queste lettere tanto io che il colonnello Muricchio abbiamo avuto conoscenza dai giornali e secondo il solito non abbiamo potuto leggerne il testo).

Pel raccolto della Tessaglia il Governo ellenico ha fatto la proposta per un'equa ripartizione ma da giorni e giorni si aspetta invano risposta da Parigi e Londra e questo ritardo (secondo Zaimis) a scopo di lasciare aperta la possibilità di creare un pretesto per l'invasione della Tessaglia da parte delle truppe francesi venizeliste.

In presenza della minaccia di un'occupazione di Janina, Prevesa, da parte francese-venizelista, Zaimis mi ha vivamente consigliato di farvi un'occupazione italiana.

Visto questo consiglio del capo del Governo ellenico e vista la nuova situazione creata dai nostri Alleati, io debbo espressamente ritirare tutte le riserve che feci nel mio Gab. n. 120 (l) e che V. E. mostrò di accettare nel telegramma di V. E. Gab. n. 456 (2) ed affermare che se la politica generale e la situazione militare lo permettono, quelle occupazioni da parte nostra si impongono oramai.

(l) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 588. (2) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 608.
184

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. U. 849. Roma, 2 giugno 1917, ore 22.

Sono giunte qui alla Stefani riproduzioni delle parole di Ribot nel discorso di ieri che lasciano incerta la portata della promessa fatta di comunicare alla Camera tutti i documenti senza eccezione concernenti la Russia e la guerra; portata che verrebbe molto allargata dalle interpretazioni della dichia::-azione ministeriale per parte di codesta stampa.

Non posso fino a prova contraria credere ad un proposito di codesto Governo di violare il segreto cui si è formalmente impegnato per quanto riguarda almeno la convenzione di Londra, ed altri accordi nostri. Prego V. E. di informarmi con precisione quale fu la portata delle dichiarazioni fatte; ed eventualmente di presentar al più presto quando le sembri il caso rimostranze energiche al riguardo facendo risaltare le deplorevoli conseguenze che risulterebbero da una violazione della fede internazionale (1).

185

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI

T. GAB. 852. Roma, 2 giugno 1917, ore 22.

(Per tutti meno Jassy). R. ministro a Jassy telegrafa quanto segue:

• Oggi Bratiano... (come nel telegramma Gabinetto n. 1423/216 •) (2).

Ho risposto al barone Fasciotti quanto segue:

(Per Jassy). Telegramma di V. S. Gab. segreto n. 216.

(Per tutti). Non risultami che Governo russo abbia fin qui fatto alcun passo ufficiale presso Alleati per revisione degli accordi passati. Se ne è parlato molto a Pietrogrado, ma ritengo che ministro esteri russo lasci dire per non scontentare elementi estremi ma senza intenzione prendere su di sé responsabilità dell'iniziativa di una revisione che per prima cosa dovrebbe revocare nettamente concessioni fatte da Alleati riguardo Costantinopoli. R. Governo non può favorire alcuna revisione degli accordi intervenuti in passato con gli Alleati che costituivano le condizioni a cui sottopose la sua entrata in guerra -trovandosi in ciò in identiche condizioni con la Romania. Tali accordi riguardano il compimento delle nostre legittime aspirazioni nazionali, cioè la liberazione dei fratelli oppr,essi e le necessarie garanzie di sicurezza della nostra indipen

denza (3).

(l) -Ed. in SONNINO, Carteggio 1916-1922, vol. II, a cura di P. Pastorelli, Bari, Laterza 1975, pp. 237-238. (2) -Cfr. n. 147. (3) -Ed. in Konst., I, 341, in ToscANO, S. Giovanni di Moriana, p. 323 ed in SONNINO, Carteggio, II, cit., pp. 238-239.
186

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1439/262. Londra, 2 giugno 1917, ore 21,58 (per. ore 1,55 del 3).

Mio telegramma n. 248 (1).

Cecil mi ha scr.itto privatamente per informarmi che il ministro d'Inghilterra a Berna ha confermato quel telegramma escludente il fondamento della notizia del viaggio di Briand in !svizzera e i suoi... (2) con emissari austriaci.

187

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1444/190. Atene, 2 giugno 1917, ore 20,30 (per. ore 6,10 del 3).

A proposito della lettera indirizzata da Cauboue a Zaimis di cui al mio telegramma n. 190 (3), generale Philips ha di nuovo stamane sollevata la questione se Cauboue fosse autorizzato a corrispondere col Governo greco senza consultare prima i colleghi alleati, Cauboue ha risposto affermativamente dichiarando di assumere piena ed intera responsabilità della cosa.

Philips esponendo poi a Cauboue la sua opinione che oggi Grecia non sia più in condizione di recare danno all'·esercito d'Oriente ha osservato che il metodo francese apparisce oggi ingiustificato anzi dannoso nel senso che eccita il popolo greco alla reazione. Cauboue si è dichiarato di parere contrario affermando che il vero provocatore del popolo è lo stesso Governo greco che si serve delle comunicazioni riservatissime del controllo militare per falsare i telegrammi senza numero e sollevare polemiche nei giornali.

Quanto precede per conoscenza a V. E. e per farle vedere a che punto siano giunte le cose. Al colonnello Muricchio furono date istruzioni di tenersi nella massima riserva dopo l'incidente di cui al mio telegramma n. 141 Gabinetto (4) al quale non ho avuto risposta da V. E.

Evidentemente io debbo fare del tutto per evitare incidenti non sapendo se V. E. intenda rilevarli o recarvi rimedio (5).

188

IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1447/98. Stoccolma, 2 giugno 1917, ore 18 (per. ore 10,30 del 3).

Branting mi ha detto che mentre i socialisti austriaci gli hanno fatto pessima impressione perché sembrano veri e propri strumenti non solo del loro

Governo ma anche del pangermanismo, quelli ungheresi si sono mostrati animati da tutt'altro spirito. Pure facendo più ampie riserve per la Transilvania che considerano indispensabile per l'Ungheria per ragioni geografiche o storiche ed anche per la presenza di un forte elemento magiaro in tutte le parti di essa, i socialisti ungheresi riconoscerebbero la necessità di dare alla Croazia una costituzione soddisfacente e non sarebbero nemmeno avversi ad una trasformazione della monarchia austro-ungarica in senso federalista. In conversazioni confidenziali essi si sarebbero anche espressi con vivacità contro le pretese tedesche di predominio sull'Austria-Ungheria. Branting mi ha detto che nei primi giorni della prossima settimana giungeranno qua i socialisti tedeschi della maggioranza e che Haase gli ha telegrafato che quelli della minoranza ... (l) passaporti ma non potranno essere qui prima del 9 corrente. Egli si propone di condurre le cose in modo che le conversazioni socialisti della maggioranza non terminino prima dell'arrivo di quelli della minoranza. Gli ho osservato che il comitato olandese senza motivi apparenti av,eva annunziato che non riceverebbe socialisti tedeschi della maggioranza se non dopo quelli della minoranza e che la modificazione di tale programma non poteva se non confermare prevenzione che il comitato (malgrado le ottime intenzioni di alcune persone come lui) subisse le influenze provenienti dagli Imperi centrali (2).

(l) -Cfr. n. 145. (2) -Gruppo indecifrato. (3) -Numerazione errata; si tratta con ogni probabilità del t. pubblicato al n. 183. (4) -T. gab. 995/141 del 18 aprile da Atene, che non si pubblica: ricostituzione di bande in Epiro. (5) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. gab. 862/497 del 5 giugno.
189

IL MINISTRO DEI TRASPORTI MARITTIMI E FERROVIARI, ARLOTTA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1451/167. Washington, 2 giugno 1917 (per. ore 21,05 del 3).

La missione accompagnata dall'ambasciatore ha avuto avantieri una lunga conferenza coi membri più influenti del Governo degli Stati Uniti ai quali consegnammo una dettagliata memoria relativa ai nostri bisogni urgenti e futuri di tonnellaggio specialmente per il trasporto del carbone. Come sempre si mostrarono deferentissimi verso il nostro paese e desiderosi sinceramente di accontentarci ma in conclusione sono nel più grande imbarazzo perché il loro tonnellaggio attuale è molto scarso e le nuove costruzioni navali richiedono parecchi mesi di tempo per raggiungere una quantità considerevole. Tuttavia ci promisero di studiare sollecitamente il modo di venirci in aiuto ed è sperabile che qualche risultato si ottenga benché non uguagli i nostri grandi bisogni. Da parte nostra nulla lasciamo intentato per conseguire i migliori risultati possibili. Oggi abbiamo conferito col deputato Tardieu capo di questa missione francese ed ho potuto persuadermi che le loro difficoltà non sono minori delle nostre nei riguardi del tonnellaggio. Pregoti informare Boselli, Orlando, Ancona (3).

(l) -Gruppi indecifrati. (2) -Ritrasmesso a Londra. Parigi e Pietrogrado con t. gab. 858 del 4 giugno. (3) -II telegramma fu trasmesso tramite l'ambasciata a Washington.
190

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1558/234. Jassy, 2 giugno 1917, ore 20 (per. ore 15,45 del 12).

Diamandy ha chiesto di essere richiamato da Pietrogrado osservando che in seguito alla partenza di colà degli ambasciatori dell'Intesa la sua presenza in Russia non era più opportuna. Faccio presente però che fin dalla caduta dell'antico regime Diamandy aveva domandato il suo trasferimento per ragioni di salute. Prego mantenere segreto su quanto precede.

191

IL SOTTO CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, PORRO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1441/2270. Italia, 3 giugno 1917, ore 7,40 (per. ore 9,20).

Comunicale seguente telegramma del tenente colonnello Vitale da Salonicco in data 2 giugno :

• Sarrail ha detto ieri a giornalista suo intimo aver ricevuto nulla osta definitivo da Governo francese e da Governo inglese per operazioni in Tessaglia purché lo consideri necessario per ragioni militari. Intenderebbe iniziarle lunedì 4 corrente •.

192

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. GAB. S.P. 853. Roma, 3 giugno 1917, ore 18.

Decifri Ella stessa.

Telegramma di V. E. n. 259 (1).

Non posso che ripetere quanto le telegrafavo nella chiusa del mio telegramma Gabinetto n. 718 del 16 maggio (2).

Non fo carico a V. E. di esprimere sempre chiaramente a me la sua personale opinione, anzi gliene sono grato, ma debbo richiamare la sua attenzione sul danno che può derivare dal fatto di comunicare le sue impressioni sulla convenienza dell'opera o della non opera mia ad ogni ministro o uomo politico che capiti a Londra (3).

(l) -Cfr. n. 182. (2) -Cfr. n. 3.

(3) Ed. in SONNINO, Carteggio, II, cit., p, 239.

193

IL COMANDANTE DEL CORPO D'OCCUPAZIONE DELL'ALBANIA, FERRERO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1453/223. Zona di Guerra (Albania), 3 giugno 1917, ore 17 (per. ore 19).

Ho fatto ora in nome del Re d'Italia la proclamazione dell'indipendenza dell'Albania sotto l'egida, l'amicizia e la protezione dell'Italia. Grande il concorso. Schietto entusiasmo tradotto in calde espressioni patriottiche, viva gratitudine, acclamazioni a S. M. Vittorio Emanuele III, e all'Italia. Stessa ora proclamazione fatta in tutti presidi italiani. Comunicato semplicemente a Valona e Corfù. Sparsi esemplari da aviatori nei paesi d'oltre Vojussa. Opinione generale eco funzione interpretata con sacro fuoco ovunque avvicinerà gran parte dell'Albania anche per la propaganda raccomandata e promessa da tutti i musulmani ,ed ortodossi albanesi.

Comunicato al Comando Supremo. Comunicato primo aiutante campo S. M. il Re.

194

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1449/146. Parigi, 3 giugno 1917, ore 15,25 (per. ore 21,30).

Telegramma di V. E. n. 849 (1).

Documenti alla cui pubblicazione accennò Ribot nella seduta del primo giugno concernono a quanto formalmente mi assicura Margerie esclusivamente Francia Russia e si riferiscono all'alleanza franco-russa e a patti antecedenti la guerra. Trattative corrono al riguardo tra Parigi e Pietrogrado. Margerie esclude che si possa trattare la pubblicazione di documenti cosi interessanti ad altri alleati senza precedente intesa con essi (2).

195

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1450/147. Parigi, 3 giugno 1917, ore 20,40 (per. ore 23,45).

Telegrammi di V. E. Gabinetto nn. 779 (3), 791 (4), 822 (5).

Ho avuto oggi una lunga conversazione con Painlevé che, essendo stato evidentemente avvertito da Ribot dell'argomento di cui volevo parlargli, era preparato a rispondermi.

Egli mi ascoltò attentamente e poi mi disse che contro Sarrail esiste una certa prevenzione causata da voci sparse sul suo conto dai suoi nemici francesi. Riandando su tutto quello che è accaduto in Macedonia cercò di giustificare Sarrail e concluse dicendo che dopo le lagnanze del Governo italiano nello scorso anno Sarrail andò da'l generale P.etitti cercando di spiegargli la sua condotta, ma Petitti si mostrò meravigliato delle lagnanze del Governo italiano e assicurò Sarrail di tutta la sua simpatia. Dopo lagnanze inglesi Painlevé parlò con Lloyd George che convenne le lagnanze eccessive e ancora recentemente dimostrò la sua fiducia nella capacità militare di Sarrail. Giorni or sono principe Alessandro di Serbia fece grandi... (l) di Sarrail e pregò di non togliere il valente generale che trovava possedere tutte le qualità per la difficile missione affidatagli. Painlevé cordialissimo durante la lunga conversazione assicurava fare il più gran caso di quanto aveva inteso e mi pregava di riparlare direttamente con lui appena che avessi altre cose al riguardo. Risultava evidente la conclusione che Sarrail non verrà richiamato. Credo che se si vuole insistere sull'argomento per dimostrare la poca fiducia dei comandanti delle forze riunite a Salonicco bisognerebbe assicurarsi che anche gli inglesi facciano comunicazioni analoghe (2).

(l) -Cfr. n. 184. (2) -Ritrasmesso a Londra e Pietrogrado con t. gab. 859/494 del 5 giugno. (3) -Non si pubblica: è la ritrasmissione a Londra e Parigi del t. 2650 di Cadorna. (4) -Cfr. n. 125. (5) -Cfr. n. 155.
196

L'AMBASCIATORE A MADRID, BONIN, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1965/151. Madrid, 3 giugno 1917, ore 16,10 (per. ore 1,15 del 4).

Ieri vi è stata seria minaccia crisi ministeriale totale, scongiurata ultima ora soprattutto perché sarebbe impossibile formare oggi altro ministero liberale, e conservatori non vogliono ora prendere potere. Ne fu causa agitazione ufficiali fanteria, oggetto del telegramma n. 149 (3).

Generale Alfan, capitano generale Barcellona aveva punito arresti fortezza promotori di ... (l) difesa, il Governo lo richiamò e successore credette togliere arresti senza sciogliere associazione.

Così si fece anche in altre città.

Indisciplina ufficiali e debolezza Gov,erno sono sintomi tanto più gravi chè molti dei favoritismi di cui quelli si dolgono, sono dovuti all'intervento personale del Sovrano contro il quale si dirige così in gran parte malumore ufficialità

fanteria (4).

Il) Gruppo indecifrato.

(2) -Ritrasmesso a Londra e a Pietrogrado con t. gab. 861 del 5 giugn0 con la seguente aggiunta: • Tenendo presenti miei telegrammi gab. nn. 779, 791. 822 e dispacci del 29 e del 31 maggio, prego sondare attuali intenzioni del Governo britannico circa generale Sarrail per comunicazioni al Governo francese analoghe alle nostre circa il suo reclamo •. (3) -Non pubblicato. (4) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. 741 del 4 giugno.
197

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1462/233. Pietrogrado, 3 giugno 1917, ore 14,10 (per. ore 14 del 5).

Buchanan mi ha detto che probabilmente approfitterà della presenza in Russia del ministro Henderson per l'ecarsi in congedo in Inghilterra. È mia impressione ch'egli intenda allontanarsi definitivamente. Ho motivo di credere che alla missione di Henderson si attribuisca ·molta importanza in quanto, oltre alla questione della guerra, trattasi di salvaguardal'e per quanto è possibile gli ingenti interessi industriali e in tal caso [sic] dell'Inghilterra in questo paese minacciato dalla crisi sociale.

198

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. u. 1494/228. Jassy, 3 giugno 1917, ore 14,20 (per. ore 12,25 del 6).

A richiesta di questo presidente del consiglio prego telegrafarmi se nulla si oppone alla pubblicazione del telegramma reale di cui telegramma di V. E.

n. 809 (l) ritenendosi che esso farebbe qui ottima impressione.

199

IL MINISTRO DELLA GUERRA, MORRONE, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

N. 2204. Roma, 3 giugno 1917.

Assicuro l'E. V. che ho impartito disposizioni agli uffici di questo Ministero perché nelle forniture e negli acquisti da effettuarsi negli Stati Uniti di America si attengano a quanto è indicato nel·la lettera 31 maggio u.s. n. 19.3.21 della

E. V. (2).

200

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1454/148. Parigi, 4 giugno 1917, ore 12,45 (per. ore .16,40).

Un noto deputato radicale-socialista mi ha detto ieri sera che nel comitato segreto, la Camera ha ottenuto dopo violenta discussione: l) Comunicazione

delle istruzioni a Doumergue quando andò in Russia nello scorso gennaio nelle quali erano indicati gli scopi di guerra e cioè frontiera Reno e Asia. 2) Comunicazione dell'accordo firmato a tale proposito nel febbraio da Paléologue e ministro degli affari esteri russo. Impressione prodotta da lettura di questi documenti su tutto il partito radicale socialista sarebbe stata grandissima e nella seduta odierna Governo sarà obbligato ad enunciare i suoi attuali scopi di guerra, altrimenti sarà reso noto al pubblico il programma del Governo del gennaio che è tacciato di essere imperialista. Si aggiunge che Thomas, malgrado fosse ministro nel gennaio, ignorava le istruzioni a Doumergue e l'accordo del febbraio e li apprese soltanto in Russia. Altro deputato radicale socialista assai influente teneva analogo discorso con persona che me lo ha riferito. È però da tener presente che tale racconto circa comitato segreto viene da socialisti di opinioni assai avanzate benché durante questa guerra abbiano fino ad ora appoggiato il Governo. Un deputato amico di Briand riferendomi sommariamente la discussione del comitato segreto conveniva che attitudine di tutti i partiti socialisti è stata

• pessima •; malgrado le dichiarazioni fatte venerdì da Ribot moLti deputati credono ancora esistano in Russia lettere firmate da Poincaré precedentemente all'agosto 1914 tendenti a spingere la Russia alla guerra e si seguita a parlare di prossima crisi presidenziale. Impressione che risente l'opinione pubblica da tutto ciò non è certamente buona. D'altra parte scioperi sembrano calmati. Autorità militare ha sospeso licenze per Parigi ai militari del fronte (1).

(l) -Cfr. n. 151. (2) -Cfr. n. 167, allegato.
201

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI, A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AI MINISTRI AD ATENE, DE BOSDARI, E PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA

T. GAB. 860. Roma, 4 giugno 1917, ore 21,30.

Questo ministro di Grecia si è mostrato molto preoccupato dell'effetto che farà in Gvecia la solenne proclamazione dell'indipendenza dell'Albania sotto la protezione dell'Italia. Tanto più fatta ad Argirocastro essa viene ad applicarsi all'Epiro settentrionale ciò solleverà una forte agitazione contro Re Costantino e suo Governo. Ho risposto che dopo la proclamazione analoga del gennaio fatta dall'Austria era rnilitarmente necessario di non lasciare alienare ingiustamente le simpatie delle popolazioni albanesi; e non poteva opportunamente farsi a Valona l'occupazione permanente della quale per parte dell'Italia è ormai divenuta essenziale per la nostra sicurezza nell'Adriatico. Quanto ai confini precisi della futura Albania essi saranno stabiliti dall'Europa nel trattato che metterà fine alla guerra presente. Quanto precede per norma di linguaggio di V. E. (2).

(l) -Ritrasmesso a Londra e a Pietrogrado, con t. gab. 864 del 5 giugno. (2) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., p. 146.
202

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. S.P. 1456/s. N. Londra, 4 giugno 1917, ore 22,30 (per. ore 4 del 5).

Ai ministri Carcano, Scialoja e Orlando che ... (l) informati di tutte le questioni in corso e che avevano dalle esplicite dichiarazioni di questo ministro britannico potuto constatare quanto fosse desiderata la visita di V. E. io credetti lecito anzi doveroso manifestar loro tutte le mie subordinate vedute caldamente pregandoli appoggiarle presso V. E. Ai vari deputati che mi tempestavano di domande sulle relazioni inglesi ecc. io misi in evidenza per semplice omaggio alla verità quanto preziosa influenza avessero in sommo grado esercitato in momenti delicati nella soluzione di interessantissime nostre questioni il prestigio, l'autorità, il rispetto e la fiducia che l'alta personalità di V. E. ispira al Governo ed all'opinione pubblica britannica e qtJiali positivi vantaggi da queste fortunate circostanze ha tratto e può trarre il nostro paese. Oserei persino sperare che il mio linguaggio possa forse aver contribuito a dissipare qualche falsa ed erronea impressione. Non mi sono mai permesso manifestare in merito all'opera provvida ed illuminata di V. E. apprezzamenti che oltre a contravvenire ai principi disciplinari da me in 36 anni di carriera sempre religiosamente rispettati ·e che sarebbero in stridente contrasto coi sentimenti di profonda ammirazione e cordialissima devozione, che come ella sa, io da molti anni professo per lei indipendentemente dalle nostre relazioni gerarchiche. È questo un punto essenziale che mi importa precipuamente di chiarire e circa il quale sarei desolato se V. E. avesse ricevuto inesatte impressioni. Io non posso in coscienza modificare sull'opportunità e sui vantaggi di una sua visita le rispettose remissive considerazioni che ho creduto doveroso sottoporre direttamente e farle raccomandare dai suoi colleghi. In ossequio però al desiderio suo che per me è un ordine è superfluo aggiungere che mi asterrò d'ora in poi su questi e su altri argomenti dal manifestare mie impressioni e vedute in eventuali futuri colloqui con ministri e uomini politici nostri.

203

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1457/192. Atene, 4 giugno 1917, ore 20 (per. ore 6,25 del 5).

Jonnart è aspettato oggi o domani. Elliot e Guillemin hanno ricevuto istruzioni di mettersi a sua disposizione per istradarlo negli affari. Ministro di Francia

è autorizzato dopo qualche giorno dall'arrivo di Jonnart di recarsi m congedo. Elliot sembra resterà ancora qualche tempo qui. Egli mi ha letto un telegramma del suo Governo in cui si dice che in seguito a proteste italiane contro forzata abdicazione del Re, devesi suggerire a Jonnart di limitarsi a chiedere al Re di allontanarsi da Atene per la durata della guerra affidando veggenza ad uno dei principi. Sarei grato a V. E. se ella volesse darmi qualche direttiva circa attitudine che dovrò prendere verso Jonnart sia per ciò che concerne cerimoniale (visita, precedenza) sia quanto affari politici se mi arriverà doverne discutere con lui (1).

(l) Gruppo indecifrato.

204

IL SOTTOSEGRETARIO PER LE ARMI E MUNIZIONI, DALLOLIO, AL MINISTRO DELLA GUERRA, MORRONE

N. 3110. Roma, 4 giugno 1917.

Ho l'onore di accusare ricevuta alla E. V. del dispaccio 2204 (2) del 3 corrente avente per oggetto • Forniture ed acquisti da farsi negli Stati Uniti d'America •.

Naturalmente ho dato subito le disposizioni necessarie perché l'ordine ricevuto dalla E. V. sia eseguito prontamente ed assolutamente.

Reputo però doveroso rappresentare alla E. V. che per la durata della guerra essendo stato istituito il posto di Sottosegretario di Stato per le armi e munizioni, mi sembra evidente che tutto quanto si riflette ai rifornimenti delle armi e munizioni avrebbe dovuto solo ad esso fare capo. Tale il concetto e l'intenzione del R.D. 9 luglio 1915.

Circa i rifornimenti delle armi e delle munizioni il Sottosegretario di Stato per le armi e le munizioni ha dei doveri speciali date le attuali circostanze più che eccezionali, e come potrebbe d'ora innanzi vegliare con gran cura affinché i suoi inferiori immediati adempiano diligentemente e coscienziosamente i loro doveri, quando colla nuova prescrizione viene a cessare la dipendenza diretta del generale Tozzi per l'esecuzione delle commesse da questo sottosegretariato?

Il Tesoro può esaminare le richieste di forniture dal lato economico, ma ciò non risponde alle esigenze dei combattenti, né di quelli che in armi vegliano e chiedono -e insistentemente chiedono -armi e munizioni.

Ritardi ne avverranno certamente, facilmente ·equivoci perché in tal modo vengono ad essere sottratti dagli organi naturali e competenti compiti che non potranno mai essere eseguiti così completamente e rapidamente come da chi ne ha la vera ed assoluta responsabilità.

(l} Ritrasmesso a Londra, Parigi, Pietrogrado e alla legazione ad Atene con t. gab. 866 del 5 giugno con la seguente ag~iunta: Ho risposto a Bosdari quanto segue « Dai miei recenti telegrammi V. S. può rilevare le riserve che abbiamo fatte circa le decisioni franco-inglesi per la Grecia. Intendiamo mantenere tali riserve e quindi non ci associamo ad eventuali Passi contro il Re Costantino e l'attuale Governo greco, che non riteniamo giustificati. Rapporti di V. S. con Jonnart dovranno essere improntati personalmente alla maggiore cortesia e regolati per quanto riguarda cerimoniale dal titolo col quale egli sarà riconosciuto dal Governo greco •.

Nel momento in cui a fronte del Comando Supremo questo sottosegretariato assume impegni per la difesa del Paese, i più difficili, i più laboriosi, mentre imperverseranno tante e gravi crisi, se ne rende più difficile anzi più problematica la sua azione.

Mi onoro perciò pregare vivamente la E. V. a volere compiacersi di rappresentare al Presidente del Consiglio dei ministri nel1a sua qualità di presidente del comitato superiore per i rUornimenti delle armi e de1Le munizioni quanto ho avuto l'onore di esporre, perché si viene così ad atrofizzare la collaborazione organizzata delle forze che costituiscono la potenzialità del sottosegretariato.

E seguendo la via ora tracciata non è più possibile rispondere pronti alle domande recentemente fatte dal Comando Supremo.

(2) Cfr. n. 199.

205

IL SOTTOSEGRETARIO PARLAMENTARE AGLI ESTERI BRITANNICO, CECIL, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

N. CONFIDENZIALE W. 109723/17. Londra, 4 giugno 1917.

I have the honour to inform Your Excellency that the Russian Chargé d'Affaires communicated to me on the 31st ultimo a note setting forth the views of the Russian Minister for Foreign Affairs regarding the declaration on the subject of the Asia Minor agreements, which it is proposed should be made in the Italian Parliament.

Monsieur Tereschenko expressed the fear lest such a declaration on the part of the Italian Government would create an undesirable agitation in Russia and cause unrest in social-democratic circles and heated discussions on the question of annexation. On the other hand, if it were announced that an agreement had been reached between Great Britain, Italy and France without Russia having been consulted, it would create a feeling of resentment against the attitude adopted by the Allies towards Russia. Monsieur Tereschenko concluded by expressing the opinion that if this question is raised at the present moment the task which the Russian Government have set before themselves, namely the re-establishment of discipline and preparation for an offensive, would be greatly impeded, and His Excellency expressed the hope that these considerations might receive the fullest attention.

I informed Monsieur Nabokoff in reply that the Governments of the Allies were prepared to accept the amendments made by Monsieur Tereschenko to the formula proposed by me, and I suggested that he should consult his Government further on the subject. In the meantime, I promised that His Majesty's Government would take no further action in the matter (1).

(l) Cfr. il t. del ministro Teresenko all'incaricato d'affari russo a Londr2., 6 maggio 1917, in Aujteilung der Asiatischen Tilrkei, doc. n. 317.

206

IL CARDINALE-SEGRETARIO DI STATO, GASPARRI, AL DIRETTORE GENERALE DEL FONDO PER IL CULTO, MONTI (1).

L. P. Vaticano, 4 giugno 1917.

Facendo seguito al mio foglio n. 29226, del 5 aprile scorso, mi do premura di portare a conoscenza di V. S. Illustrissima che, avendo nuovamente sollecitato, pel tramite di Mons. Nunzio Apostolico di Vienna, la conclusione dell'accordo circa i bombardamenti aerei, anche affine di scongiurare fatti come quello recente del bombardamento delle adiacenze di Castellammare Adriatico, operato dagli Austriaci, ho ricevuto dal sullodato Rappresentante Pontificio la seguente comunicazione: « Questo signor Ministro degli Esteri mi ha significato che le Autorità militari, cui era stata deferita la decisione ultima della cosa, tenuto conto della situazione al fronte, si sono dichiarate assolutamente contrarie al progettato accordo. Ho fatto insistenze, lasciando sperare che forse si sarebbe potuto ottenere l'immunità della città di Trieste, ma inutilmente. Il Ministro degli Esteri è quindi dolente che non si possa assecondare il nobile desiderio del Santo Padre. Il ritardo di questa risposta dipende dalla menzionata Autorità militare ».

Com'Ella può ben comprendere, la Santa Sede è vivamente dispiacente che le pratiche intraprese con tanto impegno non abbiano ottenuto l'esito sperato. Essa però non depone il proposito di adoperarsi con tutti i mezzi che sono in suo potere allo scopo di scongiurare i deplorati bombardamenti aerei, e contribuire almeno a raggiungere qualche parziale accordo al riguardo.

207

IL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1468/6. Parigi, 5 giugno 1917, ore 13,06 (per. ore 18,50).

Governo montenegrino ha presentato ieri al Re dimissioni in seguito a conoscenza del telegramma inviato a sua insaputa a S. M. il Re nostro Sovrano 24 mag~io per felicitarlo della vittoria armi italiane. Ministro degli affari esteri e presidente del consiglio mi hanno dichiarato che termini della seconda parte del telegramma che potevano essere interpretati come desiderio che l'Italia occupasse la Dalmazia rendevano insostenibile, la loro posizione di fronte ai jugoslavi tutti. Mie pressioni per farli recedere dal proposito sono fino ad ora rimaste infruttuose. Pubblicazione nel Temps di ieri del telegramma

e delle dimissioni prima che queste fossero comunicate al Re porta a sospettare che passo fosse premeditato da qualche tempo e probabilmente preparato da Ilic l'elemento più dubbio del Gabinetto.

(l) Ed. in MARGIOTTA-BROGLIO, Italia e S. Sede dalla Grande Guerra alla Conciliazione, Bari, 1966, p. 335.

208

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, Al MINISTRI AD ATENE, DE BOSDARI, E PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA

T. GAB. 867. Roma, 5 giugno 1917, ore 22.

Mio tel. n. 860 (1).

Credo opportuno aggiungere alcuni chiarimenti circa le ragioni che hanno indotto ad emanare il proclama circa Albania. La situazione militare dell'Intesa in Macedonia secondo le ultime decisioni che hanno dovuto tener conto della scarsità del tonnellaggio per rifornire l'armata d'Oriente tende ad indebolirsi. Gli inglesi hanno ritirato o stanno ritirando talune loro unità ed è stata prospettata l'eventualità di ridursi al campo trincerato di Salonicco. In queste condizioni il nostro comando ha dovuto preoccuparsi della situazione militare che sarebbe derivata al nostro corpo d'occupazione in Albania costretto a contare sulle proprie sole forze nel caso molto probabile di una avanzata del nemico. In questo senso si è proceduto e si sta procedendo a talune ulteriori occupazioni che migliorano la nostra linea strategica mentre corrispondono ai vivi desideri delle popolazioni a noi chiaramente espressi. Per mettere poi in pieno valore le nostre forze intorno a Valona era necessario accaparrarci le simpatie delle popolazioni locali per non averle ostili in caso di una offensiva nemica contro di noi, mentre potrebbe esserci molto utile in tale eventualità, la loro simpatia ed un loro concorso forse anche militare. Al proclama ed alla sua forma ci autorizzava la situazione speciale riconosciuta all'Italia in Albania dai patti intervenuti con gli Alleati; e ad un atto del genere noi dovevamo pO'liticamente affrettarci per non sembrare di restare tagliati fuori sia per gli atti compiuti dai francesi specie a Koriza, sia per ribattere il proclama lanciato dagli austriaci nel quale non si parlava di indipendenza né di integrità, ma di amministrazione austriaca capace di portare rimedi ai passati mali e di preparare una futura amministrazione albanese quale istradamento all'autonomia sotto la protezione austriaca. Nel nostro proclama ci siamo astenuti dal determinare i confini della futura Albania, lasciando questo compito al trattato generale con cui terminerà la presente guerra. Confido che V. E. tenendo presente gli elementi che qui le fornisco per sua esclusiva notizia (atteggiamento francese) e valendosi di quello che può giovare di fare conoscere a codesto Governo dissiperà qualsiasi equivoco che potesse sorgere nell'interpretazione del nostro atto (2).

(l) -Cfr. n. 201. (2) -Ed. in SONNINO, Carteggio, II, cit., pp. 239-241.
209

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, E A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. 869. Roma, 5 giugno 1917, ore 22.

Mio telegramma n. 851 (1).

Barrère mi riferiva che Ribot rendendosi ragione dei motivi da me esposti per sconsigliare in questo momento la progettata riunione di capi di stato in Francia, non insisteva nella proposta, riservandosi di ripresentarla a tempo più opportuno (2).

210

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 870. Roma, 5 giugno 1917, ore 22.

Rodd mi accennava che il suo Governo per ristabilire un perfetto accordo tra noi sull'azione degli alleati in Grecia sarebbe disposto ad accogliere un partito medio relativamente Re Costantino, ossia di chiedere la sua partenza e lontananza per tutta la durata della guerra, affidando la reggenza ad uno dei figli. Non era possibile non considerare ormai il Re Costantino come un nemico personale dell'Intesa. Ho risposto che per parte mia ero alieno dal discutere nuovo modus vivendi e mezzi termini, quando si lasciava in realtà tutta la situazione tale da dover riprodurre gli stessi risultati. Lasciando Sarrail a capo della spedizione mirlitare, col partito preso di portare a qualunque costo Venizelos al Governo per fare entrare la Grecia officialmente in guerra, malgrado la manifesta volontà della popolazione di restarne fuori, si manteneva una situazione falsa e che contraddiceva a mio modo di vedere ai più elevati interessi morali dell'Intesa, la quale si prendeva tutta la responsabilità di violentare la volontà

di un piccolo Stato dopo averlo ridotto all'impotenza. Per parte mia preferivo che l'Italia non facendo parte delle potenze garanti della costituzione greca restasse semplicemente estranea a tutto questo pur astenendosi da pubbliche proteste o aperte scissioni (3).

(l) -T. gab. 851 del 2 giugno, non pubblicato: Sonnino riteneva praticamente impossibile tenere segreto l'incontro dei capi di Stato al fronte francese. (2) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., p. 147. (3) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., pp. 145-146.
211

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 871. Roma, 5 giugno 1917, ore 22.

Giers mi comunicava aver Terescenko telegrafato a Parigi e Londra deprecando ogni ulteriore ritiro di truppe da Salonicco o restringimento di fronte in Macedonia per effetto della avanzata in Tessaglia e dimostrando le conseguenze dannose che potrebbero derivarne. Ho risposto le ultime assicurazioni inglesi erano che non sarebbero certamente state fatte altre riduzioni del contingente prima del 15 luglio e anche per allora ogni decisione doveva essere preceduta da una nuova consultazione tra gli alleati. Quanto al nostro contingente il Comando Supremo dichiarava impossibile tenerlo in Macedonia quando si fosse ridotta l'impresa alla difesa di un campo trincerato a Salonicco, aprendo un varco all'avanzata del nemico. In tale eventualità si sarebbero dovute ritirare le nostre truppe verso l'Albania e Valona. Essendo tutto rimasto sospeso dietro le ultime dichiarazioni inglesi, non si prendeva per ora alcuna risoluzione definitiva.

212

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AGLI AMBASCIATORI A LONDRÀ, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 868. Roma, 5 giugno 1917, ore 23.

Barrère mi assicurava, per incarico di Ribot, che non vi era nel Governo francese nessun proposito o desiderio di riduzione delle forze della spedizione di Macedonia. Mi confermava che il Governo inglese si era pure impegnato a non ritirare altre truppe senza previo concerto generale con gli alleati. Ai primi di luglio sarebbe stato bene ritrovarsi tra Governi e capi militari per esaminare varie questioni interessanti la situazione generale; e che intanto Ribot confidava che dalle varie parti non si sarebbe presa nessuna decisione che alterasse i concerti tra noi presi in passato (1).

(l) Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., pp. 146-147.

213

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1479/264. Londra, 5 giugno 1917, ore 22,15 (per. ore 1,30 del 6).

Telegramma di V.E. n. 796 (1).

Se V.E. lo desidera io potrei tastare il terreno. A mio subordinato parere l'interesse nostro immediato è di ottenere il più presto possibile la consegna dei pro-memoria dai quali deve risultare chiaramente il riconoscimento da parte del Governo britannico e di quello francese della zona da noi reclamata in Anatolia. Ad affrettare tale promemoria mi sto attivamente adoperando presso il Foreign Office.

Formulando nuove proposte destinate per lo meno a sollevare ulteriori discussioni, temo che ritarderemmo il conseguimento del fine principale e più urgente. Ottenuti i due promemoria e regolata così la questione con la Francia e l'Inghilterra riterrei prudente sospendere pel momento ogni conversazione colla Russia. Ignoro quali informazioni V.E. possegga sulle disposizioni di quel Governo. Impressione mia da qui tenderebbe a farmi temere un rifiuto che complicherebbe la situazione e pregiudicherebbe i nostri interessi. Delle due l'una: o la Russia fa defezione ed allora sorgerà una situazione affatto diversa la quale, per quanto è dato prevedere, renderebbe anche più difficile la pratica esecuzione degil.i accordi conclusi con la Francia e l'Inghilterra, o la Russia resta fedele ed in tal caso tutto parmi consigli di guadagnar tempo e non sollevare la questione degli accordi per la spartizione della Turchia in attesa si stabilisca quivi un vero Governo che sappia quello che vuole e col qua'le si possa discutere seriamente. Da tutto l'insieme del linguaggio di Cecil mi pare si possa facilmente dedurre l'estrema riluttanza di questo Governo a qualsiasi dichiarazione di natura a provocare obiezioni russe, né parmi a noi convenga impostare la questione del concorso russo in un momento in cui tutto lascerebbe prevedere una tenace opposizione.

Attenderò quindi ulteriori ordini di V.E. prima di parlare qui della suggerita dichiarazione.

214

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1469/151. Parigi, 5 giugno 1917, ore 23,50 (per. ore 3,10 del 6).

Faccio seguito al mio telegramma Gabinetto n. 148 (2).

Cambon mi ha detto che documenti di cui è stata data comunicazione al comitato segreto sono:

l) copia consegnata a Doumergue per sua notizia di un dispaccio diretto all'ambasciatore di Francia a Londra;

2) nota scambiata fra l'ambasciatore di Francia a Pietrogrado e quel ministro degli affari esteri circa frontiera orientale francese.

Mi si assicura che non si è fatto cenno all'Asia Minore né ad altro eccetto frontiera francese.

(l) -Cfr. n. 122. (2) -Cfr. n. 200.
215

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1471/195. Atene, 5 giugno 1917, ore 14 (per. ore 3,10 del 6).

A quanto mi ha detto ministro di Russia Governo serbo irritato e preoccupato del contegno del generale Sarrail da cui deriva pericolo totale distruzione degli oramai magri avanzi dell'esercito serbo, starebbe trattando una resa all'austro-ungarico. Lascio al mio collega responsabilità di questa gravissima notizia (1).

216

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1474/265. Londra, 5 giugno 1917, ore 22,15 (per. ore 3,10 del 6).

Giusta confidenzialissime mie informazioni EHiot starebbe attivamente lavorando per impedire l'abdicazione del Re di Grecia, preparando il terreno per una rìconciliazione tra Sua Maestà e Venizelos da verificarsi eventualmente dopo l'arrivo di Jonnart e sotto gli auspici di lui.

217

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1475/266. Londra, 5 giugno 1917, ore 22,15 (per. ore 3,10 del 6).

Congresso di Leeds cui parteciparono tutte le frazioni socialiste pacifiste ha provocato acri recriminazioni contro le decisioni adottate fra le quali quella

dell'istituzione di un comitato di operai e soldati, analogo a quello russo. Per quanto i congressisti rappresentino un'esigua minoranza della classe operaia in maggioranza contraria alla pace, l'avvenimento non può tuttavia passare e non passa inosservato. Preminente atteggiamento assunto dal deputato Ramsay Mac Donald mette in imbarazzo il Governo al quale i conservatori e i labouristi fautori della guerra rimproverano la concessione del passaporto per Stoccolma. Mi dicono che la questione avrà un seguito alla Camera che si riapre oggi.

(l) Ritrasmesso a Londra, Parigi, Pietrogrado e alla legazione a Corfù, con t. gab. 878 del 6 giugno.

218

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1477/268. Londra, 5 giugno 1917, ore 22,15 (per. ore 3,10 del 6 ).

Telegramma di V.E. n. 768 (1).

Alla nota serba, secondo mi diceva oggi Graham, non fu data risposta scritta. Si è dichiarato al ministro di Serbia che trattandosi d~ operazioni militari poste sotto la direzione suprema del generale Sarrail conveniva rivolgersi precipuamente a Parigi.

219

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1481/66. Corfù, 5 giugno 1917, ore 20,40 (per. ore 3,10 del 6).

Pachitch mi ha detto essere deciso il richiamo di Ristich che sarebbe posto a disposizione. Mi ha pregato di chiedere gradimento per Spalaicovich ora ministro a Pietrogrado.

Questi fu prima ministro a Sofia e come tale fece l'alleanza colla Bulgaria; prima ancora fu aggiunto al ministero degli affari esteri a Belgrado. Credo che da Vienna si rifiutò una volta il gradimento per lui e forse perché sua moglie è bosniaca.

Patriota ardente fu sempre nemico dell'Austria.

Suo principale interessamento fu per la Bosnia su cui ha pubblicato anche dei libri. Ignoro però quale contegno egli abbia assunto a Pietrogrado dopo il sorgere della propaganda jugo-slava. È personalmente stimato, rettissimo.

Pachitch sarebbe riconoscente della risposta più sollecita possibile.

(l) Cfr. n. 84.

220

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1478/269. Londra, 5 giugno 1917, ore 22,15 (per. ore 4,30 del 6).

Telegramma di V.E. Gabinetto n. 861 (1).

Annunziati dispacci di V.E. 29 e 31 maggio (2) non mi sono ancora giunti. Giusta ordini di cui suo telegramma 779 (3), intrattenni subito Cecil nel senso prescrittomi. Egli mi disse che trattandosi di questione militare sulla quale era affatto incompetente e che doveva essere sottoposta al Gabinetto di guerra era indispensabile consegnargli promemoria che io rimisi l'indomani con l'annotazione: • Urgente e segreto •.

Similmente pal'lai con Hardinge del richiamo di Sarrail giusta le istruzioni del telegramma di V.E. Gabinetto n. 805 (4) ed a sua insistente preghiera gli consegnai un altro memorandum in via privata come semplice ricordo della conversazione. Non avendo potuto vede!'e Cecil venerdì rinnovai ad Hardinge la preghiera per una pronta risposta sulle due questioni che egli mi rispose erano tuttora oggetto di esame da parte del Gabinetto di guerra. Domani insisterò nuovamente presso Cecil.

221

IL SENATORE MAYOR DES PLANCHES (5) AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. P. 1483/690. Londra, 5 giugno 1917, ore 18,10 (per. ore 6,15 del 6).

Lettere di importanti membri della missione inglese a Washington di cui Attolico ha avuto riservate comunicazioni, rivelano in esse un notevole malumore anzi un risentimento a nostro riguardo per il fatto che la missione nostra anziché tenersi in contatto e procedere d'accordo con loro e coi francesi se ne tiene discosta e agisce separatamente. Agisce anzi contrariamente agli accordi presi fra gli Alleati poiché cerca noleggiave navj all'infuori del comitato. Nè appare che abbia discusso con loro la questione unificazione controllo traffico ferroviario. Inoltre sembriamo volerei affidare agli Stati Uniti e non più all'Inghilterra il che ci fa considerare discontenti e egoisti mentre la direzione dei nostri interessi al Governo degli Stati Uniti quale si afferma avvenga, viene qualificata come mancanza di dignità. Spiegherò in altro momento i fatti che legittimano cotali aspri giudizi. Non posso supporre che il R. Governo voglia mutare la sua politica di fiduciosa intesa con l'Inghilterra. I nostri delegati devono dunque anche a Washington [avorare a rafforzare i legami qua stretti. Ora dalle lettere suddette e da altri indizi risulta che ciò non solo non fanno ma

8 -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

che al contrario si comportino senza dubbio inconsapevolmente in modo disgiungere e scindere invece unire. In una parola i nostri delegati sembrano colà lavorare contro Londra. Ora io ritengo che ciò è nefasto e se tale è pure il concetto di V. E. la pregherei di dare ai nostri delegati, all'ambasciatore stesso, un avvertimento il quale avrebbe tanta maggiore efficacia in quanto non paresse da questa delegazione suggerito nel senso che essendo a Washington delegati inglesi e delegati francesi e fra i primi l'Anderson ed il Royden che ci è amico, si accostino loro, con loro si affiatino e cerchino di dissipare ed attutire le diffidenze a cui finora avessero dato luogo.

(l) -Ritrasmette il t. gab. 1450/147 da Parigi, cfr. n. 195. (2) -Non pubblicati. (3) -Non pubblicato. (4) -Cfr. n. 137. (5) -Mayor era incaricato dei negoziati economico-finanziarii con la Gran Bretagna.
222

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1487/234. Pietrogrado, 5 giugno 1917, ore 14 (per. ore 10,45 del 6).

Neratov mi ha detto che risposte americana ed inglese relative agli scopi di guerra sebbene già consegnate a Terescenko sono tuttora sotto esame dei rispettivi Governi in vista di modificazioni da introdursi e che ritiene sarà così anche della risposta francese.

Avendo espresso l'opinione personale che nonostante qualsivoglia modificazione le risposte degli Alleati non soddisferanno il Sovietsco e che non vedevo motivo di affrettarsi a rimettere risposte, Neratov mi ha detto che, per suo eonto, il ministero degli affari esteri non le sollecita.

223

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 2002/474. Pietrogrado, 5 giugno 1917, ore 14 (per. ore 14,05 del 6).

2 giugno.

Ad alcuni giornalisti Henderson qui giunto ieri ha dichiarato essere venuto libera Russia per esprimerle simpatia Governo e democrazia inglese e per prestare sua collaborazione al Governo provvisorio che forse crederà opportuno valersi della sua esperienza per la soluzione attuali problemi commerciali e industriali. Parlando della conferenza socialista di Stoccolma egli ha detto che Inghilterra darà passaporti tanto ai rappresentanti della maggioranza quanto a quelli della minoranza socialista ma che delegati inglesi si fermeranno a Stoccolma soltanto per trattare coi socialisti scandinavi e olandesi organizzatori di quella conferenza senza prender parte alla assemblea generale.

Da Stoccolma verranno a Pietrogrado per trattare coi socialisti russi e prenderanno parte alla conferenza organizzata da questi ultimi a condizione che qualora non si potesse raggiungere completo accordo ogni partito possa serbare libertà d'azione e diritto di far conoscere al mondo intero propria opinione mediante speciale manifesto. Henderson ha espresso sua soddisfazione per situazione militare sui fronti inglese, francese e italiano e speranza che esercito russo intraprenda al più presto avanzata unico mezzo per conseguire pace. Circa divisa • pace senza annessioni nè contribuzioni sulla base della libera scelta delle proprie sorti da parte dei popoli •, ha dichiarato non aver nulla da aggiungere, essendo essa già stata accettata dai socialisti inglesi francesi belgi fin dal 1915. Giornali socialisti non recano notizie sull'arrivo di Henderson.

224

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2006/481. Pietrogrado, 5 giugno 1917, ore 14 (per. ore 14,20 del 6).

3 giugno.

In un telegramma diretto a Tcheize socialisti francesi Moutet e Cachin dicono partito socialista francese ha accolto unanimemente invito partecipare alla conferenza convocata dai socialisti russi per discutere condizioni pace.

Socialisti francesi condividono pensiero compagni russi circa necessità porre termine guerra imperialista ristabilire Internazionale e difendere diritti dei popoli sulla base della libertà sociale ed esprimono in pari tempo voto che Russia darà concorso sue armi per il raggiungimento dei giusti ideali.

225

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2005/480. Pietrogrado, 5 giugno 1917, ore 14 (per. ore 14,50 del 6).

3 giugno.

In una visita a Kiew al comitato esecutivo delle organizzazioni riunite, Kerensky ha detto poter assicurare che fraternizzazione col nemico al fronte come fenomeno collettivo, non ha affatto luogo. Ha dichiarato che non è possibile in tempo di guerra pensare alla formazione di truppe regionali e che non si potrà convocare Costituente prima del novembre dovendo popolazione rurale accudire 'lavori agricoli.

226

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1514/221. Jassy, 5 giugno 1917, ore 20,45 (per. ore 9,35 dell' 8).

Mi risulta confidenzialmente che questo Governo ha avuto notizia da Parigi che il presidente Wilson si proporrebbe di fare una dichiarazione con cui riconosce il diritto all'Italia su Trento e Trieste, della Francia sull'Alsazia-Lorena, della Serbia sui territori abitati dai serbi e del Belgio ad una equa indennità, ma senza far cenno delle aspirazioni nazionali romene.

Governo romeno è molto preoccupato da tale omissione.

227

IL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2039/s. N.

Ho potuto avere conoscenza dell'ultimo rapporto inviato al dipartimento politico dal ministro della Confederazione a Pietrogrado.

Il Signor Odier descrive la situazione sotto i colori più foschi e le sue pagine sono ispirate al più nero pessimismo. Egli espone ciò che ha visto coi propri occhi e ciò che gli hanno riferito persone degnissime di fede sull'anarchia che regna oggi in quel disgraziato paese. Il ministro elvetico, che è persona calma ed equilibrata, e nemica di ogni esagerazione, non si perita di scrivere essere fallaci quelle speranze che l'Intesa potesse avere nell'aiuto della grande alleata. c L'esercito russo • -sono le sue parole • non esiste più •. Se fu facile distruggerlo in pochi giorni, accorreranno mesi ed anni per ricostituirlo. L'Odier dopo aver descritto le gesta brigantesche delle milizie che sulle ferrovie e sui piroscafi svaligiano i viaggiatori e si impadroniscono del loro bagaglio, cita il caso caratteristico di una delle più importanti officine, dove sono impiegati forti capitali svizzeri, al cui direttore fu imposto da una banda di soldati una taglia di un milione di rubli, sotto la minaccia di far saltare l'intera fabbrica, se la somma non fosse pagata. Il direttore, dopo aver parlamentato colla deputazione dei soldati, riuscì a far allontanare la banda, sborsando però duecento cinquanta mila rubli.

228

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

D. 22213. Roma, 5 giugno 1917.

Mi pregio trascrivere all'E.V. per Sua opportuna conoscenza un rapporto in data del 21 maggio, pervenutomi dalla Svizzera da informatore degno di fede, concernente un insolito movimento di personaggi turchi in Svizzera.

• È stato segnalato un movimento insolito di personaggi ottomani tra la Svizzera e la Turchia.

Molte sono naturalmente le voci e varii i pareri per il movimento suddetto.

Si dice che si tratta delle solite manovre di scandaglio, per una pace separata della Turchia con l'Intesa. Altra voce dice che la Turchia avrebbe inviato in Svizzera dei personaggi per intendersi con la sola Russia riguardo alla neutralizzazione degli Str,etti e per la sistemazione definitiva del confine turco-russo in Asia Minore, in previsione di una pace separata tra la Russia e gli Imperi centrali. Si dice infine che tutto questo movimento non sia altro che una falsa manovra turca per indurre gli Imperi centrali a venire in aiuto, finanziariamente, della Turchia.

Mi sono rivolto a delle persone degne di fede per cercare di chiarire le suddette voci ed ho saputo quanto segue:

È vero che da qualche tempo l'Inghilterra è corteggiata dai turchi. Vari personaggi turchi, e fra questi anche Raoud effendi, cognato di Talaat Pascià e attuale vice console ottomano in Ginevra, avrebbero cercato di entrare in reilazione con gli Inglesi, ma questi hanno fatto, per ora, orecchi di mercante, dichiarando che le forze militari ottomane sono così trascurabili, che non vale più la pena di entrare in trattative con la Turchia.

In realtà mi risulta che questo disinteressamento inglese è momentaneo e che qualora i turchi insistessero ed avessero scopi seri e sinceri, l'Inghilterra sarebbe disposta ad entrare in trattative con la Turchia.

Fra i personaggi ottomani giunti in Svizzera, vanno notati: Zeki Pascià, generale di divisione, Raouf Pascià sottosegretario alla Marina e Rifaat bey presidente del Senato ottomano. Tutti tre sono in Ginevra dove è atteso fra due

o tre giorni anche Enver bey già comandante del Goeben e addetto navale a Trieste.

Per la presenza a Ginevra del Raouf Pascià e dell'Enver bey, e per le misteriose mosse del primo che si dice si sia già abboccato con personaggi russi, si fa appunto la congettura di trattative fra turchi e russi per la neutralizzazione degli Stretti ».

229

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1473/67. Corfù, 6 giugno 1917, ore 0,10 (per. ore 3,10).

Ho veduto Pachitch e il segretario generale dopo che è stata qui pubblicata la notizia della proclamazione dell'indipendenza dell'Albania, e dopo che lo stesso bollettino serbo della stampa ha riprodotto il testo del proclama di Ferrero. Ma nè Pachitch nè il segretario generale avendo toccato meco la questione io non vi feci cenno.

A Corfù la notizia è stata accolta con perfetta indifferenza, quantunque il fatto che la proclamazione è avvenuta ad Argirocastro abbia qui persuaso che Corfù, anche se rimanga greca, cesserà dall'essere contigua a territorio del regno ellenico.

230

IL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1486/9. Parigi, ..... giugno 1917, ore 23,50 (per. ore 3,10 del 6).

Ho veduto oggi il Re che mi ha detto che aveva ricevuto ieri sera una lettera di Ilic ministro delle finanze che dava le dimissioni motivandole oltre che per i termini del telegramma al nostro Sovrano anche per ripugnanza di Sua Maestà a trattare unione con Serbia sulla base del memorandum Radowitz. In questa lettera egli proponeva anche al Re di abdicare in favore della dinastia serba. Il Re non conosceva ancora le decisioni del presidente del consiglio dei ministri e del ministro affari esteri. Avendoli fatti chiamare, in mia presenza, si dichiararono solidali con Ilic fatta eccezione per la questione dinastica.

Feci loro osservare la gravità del loro passo specialmente se le dimissioni fossero motivate dal telegramma di felicitazioni del Re per una vittoria dei cui risultati gli Alleati tutti solidamente beneficavano e la responsabilità che assumevano compiendo un atto che poteva interpretarsi come ostile verso noi di fronte al nemico. Essi, pur mantenendo le dimissioni, promisero che avrebbero fatto passi necessari per escludere telegramma reale da motivi della loro risoluzione.

Il Re è moHo abbattuto per questo nuovo e grave colpo sopravvenutogli. Egli ritiene che rimanendo in Francia la propaganda e il danaro serbo gli toglieranno tutti i suoi uomini più devoti.

Gli ho consigliato di offrire la presidenza del consiglio a Popovitch console generale del Montenegro a Roma, attualmente di passaggio per Parigi.

231

IL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1496/10. Parigi, 6 giugno 1917, ore 13,45 (per. ore 18,15).

Da informazioni particolari sono indotto a ritenere che il Re Nicola considerando che restando a Parigi non potrebbe più sostenere la pressione serba per farlo abdicare secondata come è da ambienti politici ed opinione pubblica francese e temendo perfino un attentato, medita partire improvvisamente per l'Italia con la famiglia senza prevenire il R. Governo per evitare eventuale risposta negativa. Data la mutevolezza del Re questa decisione non dovrebbe considerarsi definitiva ma molto probabile.

232

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. GAB. 881. Roma, 6 giugno 1917, ore 21.

Onorevole Colonna di Cesarò ha presentato una interrogazione ai ministri affari esteri e colonie sull'assenza di contingenti francesi ed italiani nelle operazioni in Arabia compiute dagli inglesi. Circa partecipazione in Arabia di un nostro contingente di rappresentanza non ho avuto che risposta preliminare di Balfour di cui tel. di V. E. Gab. n. 92 (1). Prego farmi conoscere risposta definitiva Governo inglese.

233

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, E A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. 882. Roma, 6 giugno 1917, ore 22.

(Solo Parigi). R. ambasciatore a Londra telegrafa quanto segue: • Se V. E. lo desidera ... ecc. (come nel telegramma 1479/264) • (2).

Ho risposto ad Imperiali quanto segue:

(Solo Londra). Telegramma di V. E. n. 264.

(Per tutti). V. E. sa quale importanza io annetta ad ottenere sollecitamente una definizione formale degli accordi intervenuti per l'Asia Minore. La avverto che tale definizione mi è indispensabile prima dell'apertura della Camera italiana fissata per il 14 corrente. V. E. dovrà fare quindi ogni sforzo per giungere ad una conclusione innanzi a quella data. Lascio giudice V. E. sull'opportunità di tastare il terreno per quanto io prospettavo col mio telegramma n. 796 (3). Se ella giudica suoi passi in questo senso capaci di ritardare la conclusione dell'accordo formale è chiaro che occorre sospenderli perché quello che innanzi tutto è necessario raggiungere è il riconoscimento formale dei nostri accordi per l'Asia Minore.

(Per Parigi). Prego V. E. agire costà in modo da facilitare azione di Imperiali.

(l) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 380. (2) -Cfr. n. 213. (3) -Cfr. n. 122.
234

IL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1489/32. Berna, 6 giugno 1917, ore 18 (per. ore 1,15 del 7).

Come prevedevo terminando il mio tel. di Gab. 29 (l) scambi di idee per pace separata con Turchia sembrano già in corso. Professol'e Haguenin dirigente qui la • Maison de presse • francese e carteggiante direttamente con Quai d'Orsay ha inviato già al signor Hermite, secondo ha ammesso con persona di fiducia mia, proposte l'ecategli personalmente da congiunti di Talaat bey. Questi avrebbe ottenuto pieni poteri dal comitato Giovani Turchi per trattare con Intesa su basi seguenti: l) Riconoscimento integrità territoriale Turchia accordando però sfera d'influenza russa in Armenia, a Inghilterra in Mesopotamia e Francia in Siria, a Italia in taluni settori Asia Minore e relativa autonomia a popolazioni indigene di tali regioni; 2) Abolizione completa capitolazioni; 3) Apertura degli Stretti; 4) Anticipazioni finanziarie al Governo ottomano. Consta d'altra parte alla medesima persona di fiducia mia che conversazioni sarebbero assai meglio avviate a conclusione fra il senatore ottomano Bustani e delegati del Governo russo provvisorio dei quali non mi è stato possibile finora conoscere i nomi. Tale fatto risulta confermato anche da allarme diffuso fra siriani ed arabi qui rifugiati ed ormai compromessi coll'Intesa. È opinione di Haguenin che Governo italiano ritenuto come il russo più disinteressato nella spartizione della Turchia potrebbe eventualmente prendere iniziativa a riguardo con prospettiva di utili risultati. Naturalmente attendo in proposito indicazioni da V.E. Haguenin ha dovuto poi riconoscere che il visconte Dampierre oggetto miei telegrammi Gab. n. 7 (2) e n. 29 al quale non si annette importanza, aveva effettivamente qualche vago incarico da Margerie per tenersi in contatto con ambienti polacchi cattolici (3).

235

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1491/270. Londra, 6 giugno 1917, ore 22,06 (per. ore 6,15 del 7).

Ieri sera ricevei da Cecil la seguente comunicazione confidenziale:

• Incaricato d'affari russo mi ha comunicato in data 31 ultimo, una nota esponente le vedute del suo ministro degli 'esteri circa la contemplata dichiarazione al parlamento italiano relativa agli accordi per l'Asia Minore.

Il ministro degli affavi esteri teme che siffatta dichiarazione del Governo italiano abbia a creare non desiderabili agitazioni in Russia e provocare nei circoli democratici socialisti fermento ed accanite discussioni sulla questione dell'annessione. D'altra parte l'annunzio che un accordo venne raggiunto fra la Gran Bretagna, l'Italia e la Francia senza previa consultazione con la Russia creerebbe risentimento contro il contegno degli Alleati verso la Russia. Il ministro degli affari esteri concludeva esprimendo il parere che il sollevare la questione al momento presente verrebbe a compromettere seriamente il compito cui si è accinto Governo russo di ristabilire cioè la disciplina e di prepararsi ad una offensiva. E su queste considerazioni attirava la massima attenzione. Ho informato l'incaricato d'affari che i Governi alleati erano disposti ad accettare gli emendamenti suggeriti da Terescenko alla formula da me proposta e gli ho suggerito di consultare nuovamente il suo Governo sull'argomento. Nel frattempo ho promesso che il Governo di Sua Maestà non procederebbe oltre nella questione •.

Nel colloquio odierno ho detto a Ceci! che avrei riferito a V.E. sua comunicazione ed in attesa degli apprezzamenti e delle osservazioni di V.E. mi astenevo dal pronunziarmi in merito. In tesi generale ed a titolo personale osservavo soltanto che pur riconoscendo la convenienza di imbarazzare il meno possibile Governo russo mi sembrava che lo spingere in ogni circostanza questa acquiescenza oltre certi limiti potrebbe a lungo andare provocare non lievi inconvenienti. Ministro degli affari esteri russo ed Alleati potrebbero anzi dovrebbero rendersi conto che anche in Italia esiste un parlamento, il quale in un momento come il presente in cui il paese sta eroicamente sopportando l'immane lotta aggravata per giunta dall'inazione russa, ha ogni diritto di aspettare dal Governo spiegazioni esaurienti circa la protezione dei vitali interessi nazionali.

Ceci! ha detto avere anche lui pregato Nabokoff di comunicare a Pietrogrado le osservazioni sostanzialmente analoghe e non ebbe ancora risposta. Ha poi aggiunto avere del resto ricevuto dai telegrammi di Rodd l'impressione che

V.E. -non annette speciale importanza alla formula nota bastandole di poter annunziare semplicemente al parlamento che l'accordo venne raggiunto. Replicai V.E. -non avermi manifestato tali vedute. L'essenziale comunque è di addivenire al più presto alla constatazione dell'accordo mediante la consegna del noto pro-memoria prima della imminente riapertura del parlamento.

-Ceci! ha detto il pro-memoria essere quasi pronto. Trattasi di un documento ricapitolativo delle intese raggiunte a Mariana e delle successive comunicazioni, al quale sarebbe allegata la nota cartina.

Se V.E. avrà osservazioni da fare o modificazioni da introdurre se ne potrà discutere. Ho insistito a mia volta per l'urgenza ,e ad ogni buon fine ed a scanso di equivoci ho ripetuto che il R. Governo non accetta in modo assoluto alcuno scambio di idee implicante ulteriori sforzi militari. Di che egli ha detto essere già bene edotto senza però darmi alcuna assicurazione.

(l) -Cfr. n. 74. (2) -Non pubblicato. (3) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. gab. 886 del 7 giugno.
236

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1490/226. Jassy, 6 giugno 1917, ore 21,30 (per. ore 8,25 del 7).

Mio telegramma Gabinetto n. 221 (1).

In una conversazione confidenziale avuta con una persona di mia fiducia Bratiano si è mostrato preoccupato del contegno del Governo francese circa le aspirazioni territoriali romene. Egli si lamenta che mentre la censura francese è inesorabile a tutti gli articoli ispirati dai serbi e contrarì alle aspirazioni italiane, Herbette abbia potuto pubblicare sul Temps un articolo in cui si contestano diritti della Romania sul Torontal. Di ciò Bratiano si è lamentato con Thomas.

Il Governo romeno è pure impressionato dal linguaggio di un giornale russo appartenente ad un partito che ha due suoi membri nel Gabinetto favorevoli alle pretese serbe contro l'Italia e la Romania.

237

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2020/488. Pietrogrado, 6 giugno 1917, ore 17 (per. ore 14 del 7).

5 giugno.

Comitato del Soviet ha redatto testo invito ai socialisti del mondo pel congresso Stoccolma da riunirsi 8 luglio. Vi è detto che " scopo principale congresso deve essere intesa fra i rappresentanti proletariato socialista circa liquidazione della politica dell'unità nazionale, propugnata dai Governi imperialisti e classi che si oppongono alla lotta pacifista, come pure circa i mezzi e la via per condurre questa lotta •.

Alla fine dell'invito il comitato del Soviet esprime convinzione che i partecipanti si assumeranno impegno di realizzare tutte le decisioni prese dal congresso. Constami che nei concetti del redattore dell'invito gli intervenuti al congresso dovrebbero poi agire presso i rispettivi Governi con tutti i modi, « non esclusa come ultima ratio l'opera rivoluzionaria • per indurii ad accettare le condizioni di pace sbbilite al congresso. Thomas, Vandervelde e Henderson mi hanno detto non accettare punto di vista svolto nell'invito suddetto: l) perché non credono si possa aderire al congresso senza ne sia stato previamente concertato programma e 2) perché « politica dell'unità nazionale » non può qualificarsi di imperialismo.

Henderson mi ha detto stamane che non credeva testo invito suddetto fosse definitivo e mostrò credere che comitato del Soviet lo avrebbe modificato.

(l) Cfr. n. 226.

238

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1581/232. Jassy, 6 giugno 1917, ore 20,50 (per. ore 0,35 del 14).

Telegramma di V.E. n. 852 (1).

Mi sono espresso con Bratiano in conformità delle istruzioni di V.E. Bratiano ringrazia V. E. ed è lieto di constatare ancora una volta l'identità d'aspirazioni e d'interessi tra l'Italia e la Romania. Egli tuttavia afferma di avere notizia da fonte sicura dei passi fatti dal Governo russo per la revisione degli accordi territoriali dell'Intesa e della risposta data dall'Inghilterra e riportata nel mio telegramma di Gabinetto n. 216 (2).

Egli non vuole con questo dire che l'Inghilterra sia effettivamente disposta ad esporsi alle conseguenze che la sua acquiescenza alle pretese russe avrebbe, ma crede suo dovere ed interesse comune dell'Italia e della Romania segnalare al R. Governo e i passi del Governo russo e la risposta non negativa che avrebbe dato Governo britannico. Prego V.E. mantenere segreto su quanto precede.

239

L'AGENTE E CONSOLE GENERALE AL CAIRO, NEGROTTO CAMBIASO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R.R. 1449/286. Bulkeley, 6 giugno 1917.

Ho l'onore di confermare il mio telegramma in data del 19 maggio decorso

n. 128 (3) col quale ebbi occasione di annunziare a V. E. il felice sbarco del nostro contingente a Porto Said.

Lascio al R. Addetto militare il compito di riferire dettagliatamente in proposito. Mi limiterò, da parte mia, a constatare l'ottima impressione prodotta dalle nostre truppe la cui perfetta tenuta, l'ordine e la disciplina si sono imposte alla generale ammirazione ed hanno dato motivo a lusinghieri confronti con il distaccamento francese che le aveva da poco tempo precedute in quella città. Di tale ammirazione si è reso interprete l'Alto Commissario nel colloquio con il Comandante Maggiore De Agostino, da me presentatogli, al quale manifestò il suo vivo compiacimento di poter salutare in Egitto una rappresentanza del nostro valoroso esercito.

A parte i sentimenti di simpatia e di estimazione -che so essere sinceri di Sir Reginald Wingate per il nostro Paese, non vi ha dubbio che la partecipazione dell'Italia alla campagna di Palestina, sia pure mediante un esiguo contingente di truppe, è stata accolta qui con vera soddisfazione. Essa ha dato alle progettate operazioni un carattere, per cosi dire, internazionale preferito dagli Inglesi ad una azione a due dopo che non era loro riuscito di fare a meno della cooperazione francese.

È vero però che col mutamento avvenuto nella situazione m1litare, le preoccupazioni poLitiche rispetto alla Soria sono passate in secondo ordine e quindi diminuito è il significato della nostra cooperazione. Gli insuccessi di Gaza, dovuti -pare più ad errori del Comando britannico che al valore del nemico, hanno permesso ai germano-turchi di concentrare nuove truppe e sbarrare la strada all'invasione della Palestina che rimane purtroppo ancora la • terra promessa • per gli eserciti alleati.

(l) -Cfr. n. 185. (2) -Cfr. n. 147. (3) -Non pubblicato.
240

IL MINISTRO DELLA MARINA, CORSI, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

N. 1981. Roma, 6 giugno 1917.

Risposta al foglio 19.3.21 del 31 maggio u.s. (1).

Assicuro l'E. V. di avere impartito ai dipendenti uffici opportuni ordini in armonia alle nuove norme emanate per gli acquisti in America, secondo le comunicazioni pervenutemi col sopra ricordato foglio di codesta On. Presidenza.

Qui appresso sono elencate le persone da convocarsi, se necessario, presso il dicastero del Tesoro e alle quali lo stesso dicastero potrà, occorrendo, rivolgersi per chiarimenti:

Direttore Generale Artiglieria ed Armamenti, per acquisti di propria competenza. Direttore Generale Costruzioni Navali, per acquisti di propria competenza. Ispettore Genio Militare per la Marina, per acquisti di propria competenza. Direttore Generale Servizi Amministrativi, per questioni di carattere amministrativo.

241

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. GAB. 884. Roma, 7 giugno 1917, ore 17,30.

Tel. V. E. gab. 263 (2).

Autorizzo parlare in nome del R. Governo. Ministro della marina osserva che nostre richieste per invio in Adriatico di esploratori e siluranti inglesi non sortirono alcun esito, che promessa invio modesto numero di cacciatorpedinieri inglesi non venne mantenuta, che momento attuale in cui marina inglese è stata rinforzata di 26 unità tra americane e giapponesi sembra particolarmente adatto per ottenere concorso navi sottili inglesi tanto più prezioso quanto più sollecito. Addetto navale potrà fornire a V. E. ogni necessario elemento tecnico.

(l) -Cfr. n. 167. (2) -T. gab. 1455/263 del 4 giugno, non pubblicato: Imperiali chiede di pote'!" parlare per « incarico del R. Governo •.
242

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 889. Roma, 7 giugno 1917, ore 18.

(Meno Londra). R. Ambasciatore a Londra telegrafa quanto segue: c Ieri sera... ecc. (come nel telegramma 1491/270) • (1).

Ho risposto ad Imperiali quanto segue:

(Solo Londra). Telegramma di V. E. n. 270.

(Per tutti). Io non J.ntendo fare alla Camera alcuna dichiarazione che possa mettere in imbarazzo il Governo russo di cui ammetto le difficoltà, ma mi preme sommamente avere la constatazione formale dell'accordo italo-franco-britannico di cùi nel mio telegramma di ieri Gabinetto n. 882 (2).

Attendo di conoscere al più presto da V. E. il promemoria preparato da Cecil circa il quale mi riservo di ·esporre mie eventuali osservazioni.

243

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANO

T. GAB. RR. 891. Roma, 7 giugno 1917, ore 20,30.

Telegramma S. V. Gab. 10 (3).

In via del tutto confidenziale avverto S. V. che venuta in Italia del Re del Montenegro è considerata come non desiderabile.

244

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 890. Roma, 7 giugno 1917, ore 21.

(Meno Cadorna). Generale Cadorna mi scrive quanto segue in data 5 giugno:

• -Le notizie pervenutemi in questi giorni dal generale P·ennella circa i movimenti di truppe alleate dalla Macedonia verso la Tessaglia, notizie che trovano piena conferma nei telegrammi diplomatici comunicatimi, mi inducono a prospettare a V. -E. il mio punto di vista riguardo al contingente italiano in Macedonia. Il presi

dente del Consiglio dei ministri francese preannunzia per il l o luglio una conferenza interalleata per discutere la questione di Salonicco; ma qualunque siano le decisioni future, sta il fatto che il ritiro da quella fronte di cospicui effettivi francesi, inglesi e russi e la loro sostituzione con truppe venizeliste di assai dubbia efficienza e che non sono considerate nelle convenzioni militari sugli obblighi interalleati in Macedonia, indeboliscono gravemente l'armata di Oriente esponendola ad un sicuro insuccesso in caso di offensiva tedesco-bulgara. Si viene così a determinare una situazione del tutto diversa da quella sotto la cui influenza fu discusso, e non senza difficoltà consentito il nostro intervento, in Macedonia. Si trattava allora di dare all'armata d'Oriente la necessaria consistenza per resistere ad una offensiva nemica in forze, di mantenerla in grado di operare offensivamente, quando una situazione strategica particolarmente favorevole lo avesse consigliato, e in ogni caso di tenere immobilizzate le maggiori forze possibili dell'avversario. Ora tutti questi scopi vengono ad essere allontanati e frustrati dalle sottrazioni di forze che l'Inghilterra ha già eseguito e che la Francia progetta di perseguire fini dei quali V. E. è giudice, ma che sono nei riguardi militari disformi da quelli iniziali e di base al nostro concorso. Queste sottrazioni di forze o indurranno l'avversario a pronunziare una offensiva contro l'armata d'Oriente o quanto meno gli consentiranno di eseguire larghi prelevamenti di forze da quello scacchiere a rinforzo di altri fronti. Entrambe le eventualità sono per noi di sicuro danno ma la prima lo è in particolar modo. Io debbo infatti considerare fin da ora la possibilità che sotto la pressione delle forze nemiche fra breve s'imponga per l'armata d'Oriente, depauperata e indebolita anche a causa del depresso morale dell'esercito serbo, il ripiegamento dentro la cinta del campo trincerato di Salonicco. Tale ripiegamento non potrà non avere gravi ripercussioni per il nostro corpo d'occupazione d'Albania che, oltre a risultare con la propria destra isolata ed esposta, attirerà quasi certamente su di sé parte delle forze nemiche rese libere dall'arretramento del fronte alleato in Macedonia. Dall'insieme delle considerazioni esposte scaturisce il nostro incontestabile diritto nonché l'assoluta necessità militare del ritiro del contingente italiano dall'armata d'Oriente che lasciato invece in Macedonia costituirebbe, nella situazione che, all'infuori di ogni decisione, vi si va maturando, uno sterile diversivo ed una dannosa sottrazione di forze alla causa comune •.

Ho risposto a Cadorna qaanto segue: (Solo Cadorna). Dispaccio V. E. n. 2774 del 3 giugno. (Per tutti). Viste le formali assicurazioni datemi da Barrère e Rodd per

ordine loro Governi (vedi miei tel. nn. 868 (l) e 870 (2)) che nessun nuovo cambiamento farassi Macedonia senza preventivi concerti e viste risposte date dal R. Governo, prego d'intesa con presidente del consiglio, V. E. di soprassedere a qualunque movimento di ritiro del nostro contingente laggiù. Non è desiderabile che situazione armata d'Oriente si modifichi oggi per opera nostra. Intanto comunicherò a Parigi e Londra situazione nostra delicata e giusti lamenti di V. E. Prego V. E. seguitare a concertarsi con i comandi militari alleati circa la situazione dell'armata d'Oriente.

(l) -Cfr. n. 235. (2) -Cfr. n. 233. (3) -Cfr. n. 231. (l) -Cfr. n. 212. (2) -Cfr. n. 210.
245

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1503/271. Londra, 7 giugno 1917, ore 5 (per. ore 22,40).

Dopo un breve preambolo per attirare la mia attenzione su serietà dell'argomento Cecil accennò di sua iniziativa alla proclamata indipendenza dell'Albania che qualificò una decisione molto grave da questo Governo appresa non senza sorpr·esa. Non avevo ancora ricevuto il telegramma di V. E. Gab.

n. -867 (l) giuntomi solo alle ore 20. Risposi quindi non vedevo alcun motivo di sorpresa e ciò in base agli argomenti di cui al telegramma di V. E. Gab. n. -860 (2). Replicò Cecil che le sue osservazioni non contemplavano la sostanza ma la forma del provvedimento da noi preso, senza che gli Alleati ne avessero avuto il benché menomo sentore. La notizia aveva cagionato sorpresa tanto più sgradita in vista dell'insistenza delle lagnanze di V. E. contro l'azione isolata degli Alleati in recenti circostanze, lagnanze che egli dichiarava affatto ingiuStificate. Il silenzio assoluto da noi serbato su tale importantissima decisione prestavasi ad essere interpretato come un atto di grave scortesia. Interruppi a questo punto Cecil dicendo con grande calma che non potevo accettare questa espressione che preferivo non raccogliere. Rilevavo solo le lagnanze di V. -E. cui Cecil aveva alluso essere più che giustificate. Senza voler ricordare le intese per l'Asia Minore, avvenute a nostra insaputa, mi bastava accennare alle recentissime decisioni franco-britanniche circa la Grecia e Salonicco. Ciò fu recisamente contestato da Ceci_l il quale sulle conversazioni di Moriana, sulle susseguenti decisioni di Parigi, sui motivi per i quali non ·era stato chiamato a parteciparvi Salvago entrò in minute spiegazioni adducendo circostanze di fatto in cui parrebbe troppo lungo addentrarsi e che saranno probabilmente già state riferite a V. E. da Rodd. Quanto all'Asia Minore disse trattarsi ormai di cosa passata di cui non era manifestato ripetutamente il suo rincrescimento e dimostrato il suo desiderio di darci soddisfazione.

Cecil menzionò poi la risposta di V. E. alle aperture conciliative fattele da Rodd circa la Grec.ia (telegramma di V. E. Gab. n.... (3) le quali, disse, avevano per iscopo di invocare l'illuminata e qui tanto apprezzata collaborazione di V. E. per trovare una via di uscita in questa intricatissima questione greca mediante una soluzione atta a dimostrare la perfetta concordia dei Governi alleati non solo al pubblico in generale ma anche e soprattutto agli astuti greci che finora si sono abilmente destreggiati giovandosi dei dissensi e dell'azione individuale e discorde dei ministri ad Atene, motivo questo precipuo che aveva non senza profondo rincrescimento indotto il Governo britannico a proporre nell'interesse comune limitatamente ai soli affari interessanti la alleanza che la rappresentanza collettiva in Grecia venga affidata a Jonnart, persona del resto degnissima e meritevole di ogni fiducia. Aggiungeva il Governo britannico non sa più che

cosa fare per dimostrare la sua profonda considerazione per prominenza di V. E. e l'alto conto in cui tiene i suoi suggerimenti e la massima fiducia riposta nel suo senso politico. I suoi colleghi e lui stesso non hanno nemmeno reiteratamente nascosto quanto onorati e compiacenti si sarebbero considerati di entrare in contatto prsonale con V. E. e raccogliere in cordiali scambi di vedute apprezzate di V. E. sulle varie materie di comune interesse. A cementare e rendere veramente proficua un'alleanza come la nostra abbracciante tante e sì complesse questioni parergli indispensabile procedere su di una base equa di • give and take •. Ciascuna potenza adattandosi di tanto irn tanto ad accettare nel comune interesse le soluzioni conciliative anche se esse non rispondono a capello alle proprie vedute. Osservai su questo punto ritenevo avessimo date ampie e ripetute prove di condiscendenza della quale non sempre era stato tenuto debito conto; di che non si mostrò punto persuaso ministro. Il quale entrando nel vivo della questione greca disse che non poteva sfuggire all'alta sagacia di

V. E. la imperiosa necessità di porre fine ad una situazione assurda, quale è quella di una Grecia divisa in due parti e sottoposta a due Governi. Sulla lealtà e veridicità del Re Costantino e dei suoi fedeli satelliti checché si affermi in contrario non è possibile oramai nutrire le menome illusioni.

Questo Governo possiede le prove schiaccianti che gli permettono di considerare Sua Maestà un ardente e militante partigiano della Germania ed un potenziale nemico degli Alleati.

Proprio la vigilia Rodd gli aveva segnalato ferma convinzione in tal senso acquistata da due americani stati recentissimamente ricevuti dal Re. Cosi non era possibile andare avanti senza gravissimi inconvenienti. Una decisione s'imponeva ed il Governo britannico dopo aver suggerito per spirito conciliante il semplice allontanamento del Re durante la guerra, ancora una volta rivolgeva a V. E. calda preghiera di riesaminare il suo atteggiamento e di aiutarlo, magari con ulteriori opportuni suggerimenti, a raggiungere il suo essenziale disinteressato intento di risolvere la questione greca in modo da evitare anche la parvenza di divergenze che in questo momento specialmente non potrebbero non riescire dannose alla causa generale. Cecil contestò recisamente che il Governo britannico avesse intenzione di forzare la Grecia ad entrare in guerra contro la sua volontà, affermò grandissima maggioranza popolazione essere contraria alla politica del Re, e in quanto al generale Sarrail, oggetto di insistenti mie recriminazioni giustificate da gravi ragioni non solo politiche ma anche militari, disse testualmente • noi siamo perfettamente " alive " circa la opportunità del suo richiamo. E per il momento non posso dire di più •.

Alle calde insistenze finali di Cecil perché io facessi valere presso V. E. il punto di vista britannico, risposi che V. E. avendo già chiaramente manifestata la sua opinione io non potevo permettermi di entrare in discussioni. Mi sarei quindi per naturale deferenza verso di lui limitato a riferire nel modo più fedele possibile la conversazione. Ciò che faccio (1).

(l) -Cfr. n. 208. (2) -Cfr. n. 201. (3) -Manca.

(1) Ritrasmesso a Parigi, Pietrogrado e alla legazione ad Atene con t. gab. 914 del 10 giugno.

246

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

T. 7726. Roma, 7 giugno 1917, ore 23.

Mio telegramma 7259 del 28 maggio (l) circa proposte americane per acquisti negli Stati Uniti. Il barone Mayor mi telegrafa quanto segue:

• Sono pregato di mettere in avvertenza il R. Governo circa una proposta che gli verrà fatta dagli Stati Uniti e la cui prima parte soltanto è accoglibile così come viene esposta. Si vuole creare a Washington un comitato americano

o nominare un commissario americano che faccia, per conto di tutti gli Alleati, acquisti in America di ciò che altri paesi prossimiori non forniscono o forniscono in quantità insufficiente.

Il concetto sin qui risponde alle direttive invalse. Detto comitato o commissario sarebbe in comunicazione con un comitato interalleati da crearsi in Europa a Parigi o Londra il quale avrebbe poteri estesissimi. E qui si obbietta che, tale nuovo ente sarebbe superfetatorio e farebbe doppio uso e complicherebbe essendovi già sovrabbondanza di comitati ed il compito a cui dovrebbe adempiere potendo essere assolto sia dalla " Cir " se si tratta di tutti gli acquisti, sia dal comitato interalleati dei metalli o dalla conferenza interalleati dei rifornimenti entrambi regolarmente funzionanti se si tratta soltanto di rifornimenti militari ».

Analoga comunicazione faccio ai colleghi della Guerra, della Marina, del Tesoro, del Commercio, dell'Agrricoltura e dei Trasporti, e informo il barone Mayor di quanto comunicava il R. ambasciatore in Washington con telegramma da me trasmesso a V. E. col succitato mio n. 7259.

247

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1499/272. Londra, 7 giugno 1917, ore 22 (per. ore 4,30 dell' 8).

Recatomi oggi da Cecil ho creduto opportuno parlargli circa l'Albania nel senso prescrittomi dal telegramma di V. E. Gabinetto n. 867 (2), spiegandogli che esso mi era pervenuto ieri ·sera. Cecil ha ascoltato attentamente, mi ha ringraziato ma ha ripetuto sostanzialmente i rilievi fatti ieri circa la procedura, lasciando intendere che sulla sostanza, in base alle disposizioni del trat

tato vi sarà da discutere. Ha aggiunto aver ricevuto amare lagnanze dai Governi francese, russo e serbo i quali ritenevano decisione essere stata da noi presa in seguito a tacita intesa col Goverro britannico. Egli ha replicato dichiarando aver appreso notizia soltanto dai giornali.

(l) -Non rinvenuto. (2) -Cfr. n. 208.
248

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1498/275. Londra, 7 giugno 1917, ore 22 (per. ore 5,15 dell' 8).

Riferendomi all'avviso preliminare datomi ieri (mio telegramma n. 271) (l) Cecil mi ha oggi pregato d'informare in via strettamente confidenziale che il Governo britannico ha presentato a Parigi formale domanda pel richiamo Sarrail. Tale decisione, ha aggiunto, è stata precipuamente motivata in considerazione del desiderio manifestato dal Governo di Sua Maestà.

249

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1501/277. Londra, 7 giugno 1917, ore 22 (per. ore 5,15 dell' 8).

Telegramma di V. E. Gabinetto n. 882 (2).

Cecil mi disse noto promemoria non potrà esser sottoposto approvazione definitiva del Gabinetto guerra prima di lunedì prossimo stante assenza del capo di Stato Maggiore partito per la Francia. Egli comunque spera potermelo inviare anche prima per guadagnar tempo. Mi ha però avvertito in merito alla nota condizione degli sforzi militari da noi respinti che soltanto il Gabinetto guerra che lo aveva introdotto è competente a pronunziarsi in seguito alla relazione che egli sarà per fare lunedì. Ha poi ripetuto che il promemoria con la cartina annessa costituisce una semplice enunciazione ricapitolativa delle successive intese le quali del resto gli pare risultino già esplicitamente dal processo verbale di S. Giovanni nonché dalla formale comunicazione data a V. E. da Rodd dell'adesione del Governo britannico. Cecil mi ha poi chiesto... (3) analoghi erano stati fatti presso il Governo francese. Ho risposto che a Parigi il R. ambasciatore sta ora regolando con il Governo francese la questione del punto di confine ad ovest di Mersina.

(l) -Cfr. n. 245. (2) -Cfr. n. 233. (3) -Gruppo indecifrato.
250

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1504/197. Atene, 7 giugno 1917, ore 21,20 (per. ore 5,15 dell' 8).

Jonnart giunto avantieri riparte stasera per Salonicco dove si tratterrà quattro giorni ,e quindi ritornerà ad Atene. Agenzia ufficiosa radio pubblica seguente comunicato:

• Una cacciatorpediniera francese nella quale si trovava il signor Jonnart ha traversato il canale di Corinto recandosi a Salonicco dove Jonnart tratterà col generale Sarrail un certo numero di questioni interessanti l'armata d'Oriente. È possibile che al suo ritorno si f,ermi ad Atene •.

Elliot mi ha detto avergli Jonnart esposto il programma integrale di cui al suo telegramma Gab. 829 (1). Avendogli Elliot suggerito l'attenuazione di cui al mio telegramma Gab. n. 192 (2) e a quello di V. E. n. 870 (3) Jonn;art ha risposto essere questa una nuova istruzione che occorre gli pervenga dal suo Governo. Jonnart non ha credenziali pel Governo ellenico e tanto meno pel Re Costantino cosicché nei miei rapporti di cerimoniale con lui non mi sarà possibile attenermi al criterio che V. E. mi ha indicato nel suo telegramma 866 (4). Non potendo però nell'interesse del servizio esimermi dal conoscere questo inviato francese procurerò a mezzo di uno dei miei colleghi prima della loro partenza di incontrarlo come a caso.

251

IL SENATORE MAYOR DES PLANCHES, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. P. 2026/663. Londra, 7 giugno 1917, ore 4,50 (per. ore 5,50 dell' 8).

Il Gabinetto di guerra ha nominato commissario generale agli Stati Uniti lord Northcliffe che è già salpato a quella volta. Questa nomina, dopo quella di Tardieu mostra che anche a Washington le commissioni saranno in una certa indipendenza dalle ambasciate. Non sappiamo su chi si porterà la scelta del R. Governo quando seguirà l'esempio dei due Alleati. Come di qui si veggono le cose, il nome dell'onorevole Nitti sembrerebbe meritare speciale considerazione.

(l) -Cfr. n. 166. (2) -Cfr. n. 203. (3) -Cfr. n. 210. (4) -Non pubblicato.
252

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2030/493. Pietrogrado, 7 giugno 1917, ore 20,40 (per. ore 13,40 dell' 8).

6 giugno. Mio telegramma 488 (1). In lettera aperta diretta al consiglio operai e soldati, Thomas Henderson e Vandervelde dicono, a proposito suo invito del 3 corrente per congresso Stoccolma, che essi avevano accettato formula • pace senza annessioni né contribuzioni • purché intendesse esclusi i territori la cui popolazione reclama liberazione e purché esclusa parimenti rifusione danni causati dalla invasione. Firmatari dichiarano aver consentito partecipare congresso internazionale so1tanto qualora condizioni pace fossero state previamente esaminate, allo scopo impedire false interpretazioni di esse, eludere manovre nemico e allontanare dalla conferenza frazioni socialiste che non consentono cooperare disfatta imperialismo. Soltanto quando socialisti g~ermanici dichiareranno di romperla per sempre coll'imperialismo aggressivo del Kaiser sarà possibile discutere con essi. Firmatari si dichiarano pienamente concordi col consiglio operai e soldati sulla necessità di addivenire a completa rottura colle classi che legano scopi della guerra all'imperialismo, ma dichiaransi anche persuasi che unione nazionale contro imperialismo è in ogni paese dovere sacro di tutti cui non può sottrarsi proletariato senza mettere al più grave rischio interessi democrazia.

253

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2031/494. Pietrogrado, 7 giugno 1917, ore 20,45 (per. ore 14 dell' 8).

6 giugno.

In una seduta plenaria del consiglio operai e soldati tenutasi al teatro

Maria, Kerensky acclamatissimo ha detto suo punto di vista circa pace e di affrettarla [sic] per mezzo organizzazione di tutto il paese e dell'esercito. Russia deve creare esercito avente capacità guerresca affinché sue dichiarazioni abbiano autorità. Circa questione avanzata, Kerensky ha dichiarato appartenere essa al campo della strategia militare e non potere egli occuparsene. Accennando agli attacchi mossigli da alcuni fogli di parte estrema, egli disse che coloro che cercano menomare autorità Governo e democrazia fanno il giuoco dei reazionari, tagliano il ramo della libertà sul quale siedono. Disse aver riportato ottima impressione generale dalla sua visita al fronte ma non poter tuttavia chiudere occhi su alcuni fatti dolorosi che reclamano pronto rimedio. Parlando della formula • pace senza annessioni né contribuzioni » dichiarò dover democrazia rivoluzionaria rivolgersi per l'applicazione di essa alla Germania la quale occupa territorio russo e non alla Russia che non ha nulla da restituire.

(l) Cfr. n. 237.

254

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2041/491. Pietrogrado, 7 giugno 1917, ore 20,45 (per. ore 21,20 dell' 8).

Trattando della conferenza socialista internazionale proposta dai socialisti russi, l'organo del consiglio operai e soldati scrive che sarebbe inutile convocazione conferenza di socialisti diplomatici, poiché questi verrebbero ad un mero rifacimento della carta di Europa. Fintanto che essi non abbandoneranno principi nazionalistici, non verranno a risultati pratici e scaveranno ancor più profondamente divergenze che separano socialisti di tutti i paesi.

255

IL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2092/14 Parigi, 7 (l) giugno 1917, ore 24 (per. ore 4,45 del 13).

Re Nicola ha formato H nuovo Gabinetto con Popovitch, console del Montenegro a Roma, Presidenza del Consiglio ed Esteri, Nico Haiducovic Interno e Guerra, Milo Vouiovitch Finanze, Velko Milicovich Giustizia e Istruzione.

Stamane nuovi ministri hanno prestato giuramento e firmato programma politico col quale assumono Governo allo scopo di evitare, se possibile, che una eventuale loro defezione possa impostarsi nuovamente sulla stessa questione unione immediata con Serbia.

Nessuno dei nuovi ministri, eccetto Popovitch, ha precedenti politici ma mi sono descritti come persone abbastanza fidate.

256

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1560/235. Jassy, 7 giugno 1917, ore 20 (per. ore 13,15 dell' 11).

Telegramma di V. E. n. 5918 (2).

Ho rimesso personalmente stamane al Re Ferdinando il telegramma reale. Sua Maestà è stata commossa fino alle lagrime dalle distinzioni accordate a lui ed al principe ereditario e dai termini con cui il nostro Augusto Sovrano ha

parlato dell'esercito romeno. Re Ferdinando mi ha detto ·che S. M. il Re aveva sempre dato prova della sua amicizia per lui per la sua famiglia per il popolo e per l'esercito romeno e che a tale amicizia egli era sensibilissimo. Sua Maestà si è riservata di rispondere al telegramma di S. M. il Re e mi ha incaricato di farmi fin da ora interprete della vivissima riconoscenza sua e del principe Carlo.

(l) -S'ic nel registro dei telegrammi in arrivo ma questo t. è evidentemente posteriore a quello edito al n. 267. (2) -Non pubblicato.
257

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

D. 22689/178. Roma, 7 giugno 1917.

Nel prendere atto delle cortesi comunicazioni fattemi con Nota del 31 maggio u.s. (1), circa le istruzioni impartite ai dicasteri interessati per accentrare in quello del Tesoro tutte le richieste per forniture o compere negli Stati Uniti, mi reco a premura di informare l'E. V. che ho già di ciò telegraficamente avvertito il R. ambasciatore a Washington.

258

L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2046/132. Washington, ... giugno 1917 (per. ore 11 dell' 8).

Martin Franklin dirige a V. E. da Santo Antonio Texas seguente telegramma: • Cambiagio ritiene che se non presentassi credenziali mia situazione Messico sarebbe insostenibile. D'altra parte credenziali datemi da V. E. con riserva sono indirizzate Presidente della Repubblica e a Washington mi è stato osservato che la loro presentazione implica in qualche modo riconoscimento ufficiale Carranza. In tali condizioni prego telegrafarmi d'urgenza altre modificate con accenno Governo di fatto dichiarando intanto Governo messicano che sono in attesa credenziali •. Dal canto mio debbo confermare a V. E. non soltanto che Governi Stati Uniti, Inghilterra e Francia non hanno proceduto al riconoscimento Carranza, ma che si astengono deliberatamente dal farlo per dimostrare disposizioni protesta contro nota clausola e della nuova costituzione lesiva diritti stranieri.

In queste condizioni nostro riconoscimento attraverso presentazione cre

denziali appare inopportuno tanto nella sostanza quanto per le interpretazioni

che solleciterebbe. Parrebbe quindi doversi preferire sistema dilatorio accredi

tando intanto Martin Franklin presso ministro degli affari esteri.

(l) Cfr. n. 167.

259

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 893. Roma, 8 giugno 1917, ore 13.

Giers informava che i,l ministro degli esteri Terescenko ha telegrafato (3 corrente) a Londra e Parigi insistendo sulla necessità di non ritirare truppe dalla Macedonia né indebolire in alcun modo quella offensiva contro il nemico comune. Egli assicurava che l'offensiva generale russa sarà ripresa in periodo molto prossimo.

Un indebolimento delle truppe alleate in Macedonia nuocerebbe moralmente e renderebbe più facile al nemico di ritirare truppe da quella fronte per trasportarle contro i russi. Terescenko trova per lo meno intempestiva ogni impresa in Grecia diretta a cambiarvi il regime politico e operarvi un colpo di stato (1). Essa può provocare ivi una guerra civile ed essere cagione di indebolimento per gli Alleati.

(Solo Comando Supremo). Quanto sopra sta a conferma di quanto telegrafato a V. E. (vedi mio telegramma Gabinetto n. 890) (2) sulla necessità di soprassedere a qualunque movimento di ritiro delle nostre truppe macedoni.

260

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1517/278. Londra, 8 giugno 1917, ore 3,20 (per. ore 19,40).

Mio telegramma n. 336 (3). Governo è molto imbarazzato per questione passaporti ai noti socialisti, stante vivacissima agitazione in senso contrario di alcune importanti federazioni operaie. Curzon mi confidava ieri sera in via privata che gabinetto di guerra aveva deciso di ritornare sulla primitiva decisione, e negare passaporti. Henderson però previamente consultato ha risposto che se si nega passaporto a Ramsay Mac Donald, a lui non resterebbe che fare i bagagli e tornarsene in Inghilterra.

Questione deve essere nuovamente esaminata stamane dal gabinetto di guerra.

12) Cfr. n. 244.
(l) -Ed. in SoNNINO. Diario, Ili, cit., p. 148. (3) -Cfr. n. 65.
261

IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1507/2804. Comando Supremo, 8 giugno 1917, ore 22,30 (per. ore 23).

In considerazione a quanto V. E. esponemi con telegramma 890/65 (l) soprassiedo pel momento al mio proposito di ritirare le truppe dalla Macedonia. Però informo V. E. che ordino al generale Pennella che verificandosi una delle seguenti ipotesi egli deve senz'altro ripiegare colle truppe della 35• divisione su Santi Quaranta: Prima ipotesi -Ripiegamento dell'armata d'Oriente verso la linea del campo trincerato di Salonicco. -Seconda ipotesi -L'ulteriore sottrazione di forze alleate dalla fronte macedone sia pure mediante la sostituzione con truppe greche sì da compromettere, a giudizio del generale Pennella, la solidità della fronte.

Il generale Pennella deve dare preavviso di tale mio ordine al generale Sarrail e prendere le necessarie predisposizioni per la sua eventuale ritirata in tempo utile.

262

IL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1516/12. Parigi, 8 giugno 1917, ore 22,10 (per. ore 1 del 9).

Nella sua visita di ieri al Re Nicola l'incaricato di affari di Serbia gli ha chiesto se il Montenegro intendeva protestare per la dichiarazione da noi fatta dell'indipendenza Albania sotto la protezione Italia. Avendo Sua Maestà chiesto quali sono intenzioni della Serbia al riguardo Popovich gli ha detto che suo Governo meditava una protesta ma avrebbe voluto farla d'accordo con il Montenegro. Gli ha risposto non riteneva opportuno associarsi ad un tale passo. Sua Maestà però mi ha fatto osservare che non può rompere definitivamente con serbi e jugoslavi senza conoscere definitive intenzioni Italia per la restaurazione del Montenegro e il possesso di Scutari e mi ha pregato porre nettamente questione a V. E. Il re ritiene che al punto in cui sono le cose e data la sua situazione sempre più minata dai serbi egli per regolare sua politica debba conoscere con precisione i propositi dell'Italia riguardo suo paese.

(l) Cfr. n. 244.

263

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1512/154. Parigi, 8 giugno 1917, ore 22,10 (per. ore 1,30 del 9).

Stamane ho ripetuto a Cambon quanto sia preoccupante per noi la situazione militare in Macedonia in seguito ad eventuale prossimo ritiro truppe nel campo trincerato di Salonicco e in seguito diminuzione contingenti inglese e francese, queste misure che succedono immediatamente a un tentativo di offensiva non riuscito, e quindi coincidono con indiretto successo nemico che ci troverebbe in non buona condizione. Gli dissi come di ciò avevo parlato con Ribot e Painlevé ma che non pareva si fossero resi conto di tutta l'importanza che la cosa aveva per noi. Cambon promise riparlarne ed io conclusi, come mia osservazione personale, che il punto essenziale mi sembra fosse permanenza

o meno Sarrail al comando delle truppe Macedonia (1).

264

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1506/195. Atene, 8 giugno 1917, ore 14 (per. ore 2,10 del 9).

Zaimis mi ha detto confidenzialmente che dopo il passaggio di Jonnart, ossia ieri, egli ebbe una lunga visita del ministro di Francia il quale gli dette le più ampie assicurazioni intorno allo spirito amichevole onde era inspirata la missione del commissar,io francese. Il ministro di Francia affermò fra l'altro che fra qualche giorno il Governo greco avrebbe ricevuto risposta del tutto soddisfacente circa il raccolto della Tessaglia. Zaimis mi ha chiesto che cosa dovesse pensare di tutto ciò. Senza entrare in troppi particolari ho spiegato a Zaimis che l'Italia aveva dovuto disinteressarsi dell'azione che Jonnart stava per svolgere giacché i motivi addotti dai nostri Alleati per quell'azione non erano riusciti a convincere il R. Governo di potervisi ragionevolmente unire.

A ciò Zaimis mi chiese con un certo spavento se ciò significasse che R. Governo lasciasse la Grecia nelle mani della Francia, cessando ad un tratto quell'opera moderatrice che aveva prodotto tanti vantaggi e che era stata qui così altamente apprezzata.

Ho risposto che non vi era motivo di supporre che la voce dell'Italia dovesse quindi innanzi restare muta o inascoltata, che al certo il R. Governo avrebbe continuato nei consigli dell'Intesa ad adoperarsi per ristabiJ.ire l'unità e l'indipendenza della Grecia.

t. -gab. 890, cfr. 244.

Zaimis non mi accennò per nulla alla nostra proclamazione dell'indipendenza dell'Albania, quindi reputai opportuno rimandare ad altra occasione la esposizione dei motivi che ci condussero a quell'atto (telegramma V. E. 867) (1).

(l) -Ritrasmesso a Londra e Pietrogrado, con t. gab. 907 del 10 giugno che richiama il
265

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI. AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1513/155. Parigi, 8 giugno 1917, ore 22,10 (per. ore 2,10 del 9 ).

Ancora stamane ho ricordato a Cambon la promessa che va facendomi da molto tempo di comunicarmi una risposta circa il confine Mersina che se forse non completamente di nostra soddisfazione potrà però servire di base per discussioni. Cambon mi ha detto che ogni giorno insiste con Margerie perché rediga il promemoria promesso e concluse che se domani non potrà averlo mi esporrà verbalmente loro punto di vista e potremo discutere. Sono convinto che non è ancora domani che ciò accadrà, ma seguiterò ad insistere.

266

IL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1508/13. Parigi, 8 giugno 1917, ore 22,10 (per. ore 2,30 del 9 ).

Il Governo inglese ha nominato sir Graham consigliere dell'ambasciata inglese a Parigi, incaricato d'affari presso il Re del Montenegro al posto di Granville che, partito molti mesi or sono per Salonicco, non era stato finora sostituito.

267

IL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1509/11. Parigi, 8 giugno 1917, ore 22,40 (per. ore 2,31 del 9).

Il presidente del consiglio ed il ministro degli affari esteri montene.grini hanno fatto pervenire ieri al Re le loro dimissioni. Contrariamente alla promessa hanno menzionato fra i motivi il telegramma di Sua Maestà al nostro Sovrano del 24 maggio.

Il Re ritiene di poter costituire il nuovo Gabinetto ma crede pure che sarà l'ultimo. L'incaricato d'affari di Serbia lo ha esortato a compiere il gesto atteso per l'unione della Serbia al JVIontenegro. Il Re gli ha risposto non poter prendere alcuna risoluzione senza consultare la volontà del paese.

(l) Cfr. n. 208.

268

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1511/153. Parigi, 8 giugno 1917, ore 22,40 (per ore 3,21 del 9).

Dopo la proclamazione dell'indipendenza dell'Albania ho visto due volte Cambon che non me ne ha parlato. La stampa francese ha accolto con non sempre ben celata contrarietà il nostro proclama. Influenza jugo-slava notevole nelle redazioni di questi giornali. La preoccupazione sulla situazione interna fa sì che il pubblico si è meno interessato alla nostra decisione per l'Albania.

269

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1518/279. Londra, 8 giugno 1917, ore 21,50 (per. me 4,45 del 9).

Misu mi riferiva stamane che uno dei redattori capi del Manchester Guardian si è recentemente adoperato a dimostrare a questo ministro di Serbia i vantaggi pratici che deriverebbero alla causa nazionale serba dalla costituzione di un grande Stato serbo, incorporato in condizioni analoghe a quelle dell'Ungheria in una monarchia austro-ungarica a base federale. Ministro ha risposto evasivamente dicendo questione eccedeva sua competenza, Governo serbo dover regolare sue aspirazioni in base direttive politica generale grandi potenze alleate ecc. Queste aperture del giornale radicale mi sembrano un nuovo indizio di quel sordo lavorio che in senso austrofilo si va svolgendo, come già ho ripetuto a V.E., tra radicali ed anche in alcuni circoli liberali moderati. Times di ieri ha pubblicato sull'argomento una lettera di Steed di cui invio il testo con rapporto. Egli mi narrava avantieri di aver rintracciato l'origine di questo lavorio che risalirebbe ad intrighi di alti banchieri israeliti francesi facenti capo a Cailleaux e secondariamente a nome di gesuiti, i quali agirebbero per proprio conto e con direttive non perfettamente consone a quelle del Papa. Sua Santità vorrebbe sab;are bensì la monarchia austriaca ma subordlnatamente ad una equa soddisfazione delle nostre rivendicazioni nazionali. Secondo notizie di Steed il

generale dei gesuiti avrebbe recentemente partecipato in casa del vescovo di Coira ad un convegno in cui si sarebbero esaminate possibilità di indurre l'Austria a separarsi dalla Germania ed a concludere la pace con Alleati, eventualità questa ritenuta impossibile da Steed il quale vede in tutto questo armeggio la mano recondita della Germania.

270

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2051/496. Pietrogrado, 8 giugno 1917, ore 19,15 (per. ore 13,35 del 9).

7 giugno.

Rietch scrive che proclamazione indipendenza Albania da parte Italia è giunta inaspettata nei circoli diplomatici alleati. Terescenko ha avuto a questo proposito consulto cogli ambasciatori di Francia e Inghilterra e si sono discussi punti che dovranno essere sviluppati a Roma dai rappresentanti Russia Francia Inghilterra. Birsgevia Viedomosti dice che proclamazione indipendenza Albania è stata suggerita al comando italiano da ragioni d'indole puramente militare. Per porre termine alla propaganda austriaca Italia ha dovuto ricorrere ad atto politico che attirasse albanesi nell'orbita della Intesa tanto più che situazione esercito di Macedonia che trovasi strettamente legato alle truppe operanti in Albania ispira nuovamente apprensioni. Giornale ufficiale parimenti scrive che ragioni di carattere prettamente militare hanno dettato proclamazione indipendenza Albania. In questi ultimi tempi situazione truppe italiane in Albania in seguito agitazione austriaca fra quelle tribù ha suscitato allarme e costretto comando italiano proclamare d'urgenza e senza previe trattative cogli Alleati indipendenza Albania sotto protezione Italia.

271

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2053/498. Pietrogrado, 8 giugno 1917, ore 13,10 (per. ore 14,10 del 9).

7 giugno.

Soviet ha discusso trasferimento dell'ex Imperatore colla sua famiglia da Tzaskoie-Selo alla fortezza di Pietro e Paolo oppure a Kronstadt, oppure in Siberia. Seduta si svolse in modo da non chiarire propositi del Soviet. La maggior parte dei presenti non ha votato. Coloro che votarono si pronunziarono in favore trasferimento a Kronstadt.

272

IL COMANDANTE DEL CORPO D'OCCUPAZIONE DELL'ALBANIA, FERRERO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1520/9841. Zona di Guerra (Albania), 8 giugno 1917, ore 20,40 (per. ore 21,35 del 9).

Informo V.E. che oggi, alle ore 18, due nostri squadroni di cavalleria Lucca occuparono Janina, che fu sgombrata dalle truppe greche senza incidenti.

273

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2062/497. Pietrogrado, 8 giugno 1917 (per. ore 13,15 del 10).

7 giugno.

Dielo Naroda scrive che all'appello della democrazia rivoluzionaria russa al mondo intero per una pace senza annessioni nè contribuzioni, sulla base della libera scelta delle proprie sorti da parte dei popoli, gli Alleati hanno dato in fatto seguenti tre caratteristiche risposte: l) Parlamento francese ha votato con grandissima maggioranza fiducia al Governo il quale ha rifiutato passaporti ai delegati francesi alla conferenza di Stoccolma. Questa risposta è chiara, ma non è del popolo francese bensì della borghesia governante. 2) Thomas, Henderson, Vandervelde hanno dichiarato al Soviet meravigliarsi dell'appello del Soviet per convocazione conferenza Stoccolma. Per combinazione le dichiarazioni dei tre ministri concordano con quelle del Parlamento francese poiché essi pure desiderano non annessioni ma disannessioni, non contribuzioni ma rifusioni dei danni.

Da voi vorremmo sapere come essi considerano le sorti dell'Irlanda, di Algeri, del Siam ecc., e quale è il pensiero di Thomas circa il diritto di Algeri di disporre delle proprie sorti? 3) Risposta dell'Italia è tanto mirabile nella sua chiarezza che basta riprodurre senza commenti il comunicato Stefani, a proposito del proclama del generale Ferrero alla nazione albanese. Gli albanesi sono già a posto. Albania già inghiottita, ma si intende che questa non è una annessione ma una liberazione, una riunione di territorio o come altro vorranno chiamarla gli squali dell'imperialismo.

Di queste risposte noi lasciamo giudicare le democrazie occidentali poiché costituiscono una sfida ad esse lanciata.

274

L'AMBASCIATORE A MADRID, BONIN, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 613/154. Madrid, 8 giugno 1917.

Invio all'E.V. in allegato il testo del memoriale presentato dalla • Junta de defensa » di Barcellona al nuovo Capitano Generale di Catalogna, generale Marina, al suo arrivo in quella capitale (1). Da quel documento l'E.V. potrà farsi una idea esatta della gravità del male che travaglia in questo momento l'esercito spagnolo ed anche del singolare concetto che gli ufficiali hanno della disciplina militare. Il memoriale è stato pubblicato nei giornali di Madrid del 5 e non l'ho allegato al mio rapporto sullo stesso argomento datato di quel giorno, perché mi pareva impossibile che q_uel documento non venisse smentito o retti

ficato; ciò non è avvenuto e il testo pubblicato viene dunque ammesso come autentico dalle autorità militari, nè vi è più dubbio che l'ufficialità di Barcellona ha presentato al proprio capo un vero e proprio ultimatum dandogli 12 ore per rispondere. Come l'E.V. sa la capitolazione del comando fu completa; gli ufficiali arrestati furono liberati e la « junta » di Barcellona come altre esistenti nel Regno non furono disciolte il che equivale al loro tacito riconoscimento. Da informazioni attinte a buona fonte mi risulta che del l'esto il generale Marina non aveva libertà di scelta; egli non poteva contare sopra nessuno dei corpi della guarnigione di Barcellona, nemmeno, pare, sulla gendarmeria, e gli ufficiali di fanteria gli avrebbero dichiarato che se i loro compagni non fossero stati liberati avrebbero provveduto a liberarli essi con i loro uomini. D'altra parte si afferma che l'ordine di mettere in libertà gli ufficiali arrestati sia partito dal Re stesso il che toglieva al vecchio generale la possibilità di resistere. II grave incidente di Barcellona è quindi composto ed è per il momento rimosso il pericolo di maggiori conflitti, ma ciò fu ottenuto a scapito della situazione generale che si è venuta invece aggravando. Lungi dal disciogliersi le • juntas • delle altre armi e delle altre guarnigioni, avvantaggiandosi del tacito riconoscimento ottenuto, si rafforzano si completano e si estendono, e, cosa anche più grave, hanno la simpatia del pubblico perché purtroppo si riconosce anche dagli spiriti più calmi che se la forma dell'agitazione è irregolare ed antimilitare, i lamenti che la promossero sono fondati e che le illegalità e i favoritismi denunziati esistono realmente. Il movimento va poi estendendosi anche all'infuori delle sfere militari, e già si annuncia la costituzione a Valladolid d'un sindacato di magistrati, mentre si minacciano numerosi scioperi, e lo stesso Impm·cial, giornale non certo di tendenze radicali, segnala oggi i pericoli che per l'avvenire della Spagna racchiudono i latifondi della grandezza in causa dei quali mentre vaste estensioni del più fertile territorio spagnuolo son lasciate quasi incolte per l'allevamento dei tori e per la caccia, la Spagna non produce grano sufficiente per la sua popolazione. Il mio collega di Portogallo buon conoscitore della materia mi diceva ieri che eravamo già in piena rivoluzione. Il giudizio è prematuro, ancora non si può parlare di rivoluzione, bensì di un malcontento generale assai esteso e diffuso nelle varie classi, e che le conseguenze economiche della guerra, pur d'altronde così favorevoli alla Spagna, tendono ad accrescere. La neutralità ha infatti permesso alla Spagna di guadagnare assai come lo prova la sua valuta che è ora la più cara del mondo, ma se entrarono in paese i milioni a centinaia essi andarono quasi tutti ad arricchire maggiormente i ricchi, cioè un numero ristretto di persone, e a rendere ancora più stridente il contrasto tra l'opulenza delle classi superiori da un lato e dall'altro la povertà della piccola borghesia e l'indigenza del popolo soprattutto nelle campagne. Un paese in tali condizioni è maturo per gravi convulsioni interne che possono esser provocate da un momento all'altro anche da lievi incidenti. Gli avvenimenti di Barcellona e la ripercussione che essi hanno avuto nel resto della penisola vennero poi a provare la debolezza dei due principali sostegni sui quali poggia il presente ordine di cose e che fin qui si reputavano saldissimi, cioè la popolarità personale del Re e la fedeltà dell'esercito alla dinastia. Il malcontento dell'ufficialità si appunta soprattutto contro il Re cui si fa risalire l'origine e la respon

sabilità dei lamentati e purtroppo innegabili favoritismi che turbano la carriera degli ufficiali già di per se stessa lentissima per l'ingombro dei quadri. A questo punto di vista è da notare che nel memoriale degli ufficiali i doveri dell'esercito verso il capo dello Stato e il nome stesso del Sovrano sono passati interamente sotto silenzio. L'esempio di una classe potente come quella degli ufficiali in Spagna può essere contagiosissimo e se non interviene Prontamente una sagace e forte azione di governo a eliminare le cause di malcontento, anche le altre classi sociali che si trovano in gran disagio daranno ai loro gravami la stessa tendenza antidinastica, ed 1:1n regime che pur ebbe per molti anni l'apparenza della solidità ma non prese mai salde radici nel cuore delle masse, potrà crollare all'improvviso alla prima scossa che gli Tenga da una complicazione interna o da un fatto internazionale. Perciò mi confermo nel pensiero che ho altre volte espresso a V.E. che errerebbe nella guerra attuale quel gruppo di belligeranti che si proponesse realmente di fare entrare la Spagna nel conflitto per assicurarsene il concorso militare. Nessun governo spagnolo potrebbe infatti far superare alle istituzioni senza gravissimi pericoli la crisi interna che la divisione degli animi e le condiz~oni politiche ed economiche del paese provocherebbero al momento dell'entrata in campagna e il nuovo strumento di guerra si spezzerebbe prontamente riuscendo più di peso che d'aiuto al gruppo belligerante che l'avesse posto in azione.

(l) Non pubblicato.

275

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, E AL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA

T. GAB. 902. Roma, 9 giugno 1917, ore 13.

(Per Romano). Telegramma di V.S. n. 12 (1).

(Solo Parigi). Telegramma n. 12 di Romano Avezzana.

CMeno Romano e Parigi). Romano Avezzana telegrafa quanto segue: • Nella sua visita ieri ecc. ecc. (come nel telegramma n. 12) •. (Meno Corfù). Ho telegrafato a Sforza quanto segue: (Per tutti). Prego adoperarsi perché Governo serbo non dia seguito al divisa

mento suaccennato di una protesta per il nostro proclama dell'indipendenza albanese, protesta assolutamente fuori luogo perché non risulta esso abbia protestato per il proclama austriaco del gennaio scorso.

(Meno Romano). Ho telegrafato al barone Romano Avezzana quanto segue:

(Per tutti). Propositi del R. Governo circa la restaurazione del Montenegro sono noti e non sono mutati. Re Nicola può tener presente altresì che proposito dell'Italia è che Montenegro esca da questa guerra aumentato territorialmente per essere maggiormente vitale e che R. Governo agirà conseguentemente presso gli altri Governi al momento della pace.

(l) Cfr. n. 262.

276

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 912. Roma, 9 giugno 1917, ore 21.

A Barrère, che accennava a qualche dubbio che la dichiarazione di indipendenza dell'Albania potesse da alcuno considerarsi come mirante a derogare in qualche parte agli accordi di Londra del 1915, ho risposto chiarendo che il fermo intendimento del Governo era di attenersi strettamente in tutto a quell'accordo. Ogni questione quindi di frontiera dello Stato indipendente sarebbe rilasciata alla sola decisione delle potenze firmatarie della futura pace. I motivi che avevano determinato il R. Governo a scegliere questo momento per fare la dichiarazione erano d'ordine militare, per assicurarci una nuova difesa nostra ed insieme un'arma contro il nemico mediante i cordiali appoggi della popolazione. Le stesse cose ho dette successivamente a Rodd Cl).

277

IL CONSOLE A GEDDA, BERNABEI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2061/78. Gedda, 9 giugno 1917, ore 11,30 (per. ore 21,45).

Gab. n. 883 (2). Missione militare francese Hedjaz è rappresentata attualmente dal colonnello Brémond con un capitano, due tenenti, un ufficiale interprete ed un medico militare esercente ambulatorio in questa città. Oltre stessi soldati musulmani del consolato essa ha a sua disposizione distaccamento marinai francesi con due lancie a vapore per servizi porto e due navi trasporto militarizzate per comunicazioni Suez e costa Hedjaz. Contingente francese sbarcato Habigh circa 100 soldati con alcuni ufficiali musulmani appartenenti battaglioni rimasti Suez è stato ultimamente trasferito in parte Jambò ed in parte Kewegh. In queste due località esistono ospedali da campo diretti da medici militari francesi. Alla Mecca risiede un capitano algerino in qualità agente di affari Francia. Tra costa e ferrovia Hedjaz opera sezione aviatori francesi. Secondo mie informazioni riservate scopo iniziale missione era quello di accordo con lo sceriffo per istruire truppe arabe ed inquadrarle con altre francesi ed inglesi musulmane onde rafforzare guerra araba contro i turchi e liberare Medina. Questo progetto rispondente direttive politiche musulmane Francia e favorevole interessi quadruplice Intesa sembra sia fallito non si sa se per mancanza accordo con lo sceriffo od opposizione dell'Inghilterra. Ad ogni modo opera missione militare francese Hedjaz è stata finora di limitata importanza in confronto con quella inglese.

Colonnello Brémond mi ha confidato ultimamente che data situazione presente delle cose desiderava assumere qualche comando in Palestina.

(l) -Ed. in SoNNINO, Diario, III, cit., p. 149. (2) -T. gab. 883, del 6 giugno, non pubblicato: Sonnino chiede informazioni sul contingente francese nell'Hedjaz.
278

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1525/68. Corfù, 9 giugno 1917, ore 11,45 (per. ore 21,55).

Principe reggente, con cui ebbi ieri sera lunga conversazione, mi disse temeva non solo che a Parigi e a Londra non si tornerebbe sulle decisioni prese, ma che la conferenza indetta per il primo luglio fisserebbe probabilmente una riduzione di truppe anche maggiore. Secondo Sua Altezza Reale, Robertson nutre tuttora verso la spedizione di Salonicco la stessa sfiducia di Kitchener; Sarrail poi mai aveva avuto intenzione di avanzare; Sua Altezza Reale assicura che il solo scopo del generale francese fu sempre quello di fare la guerra alla corona di Costantino.

Chiesi al principe se un eventuale ritorno al campo trincerato non potesse influire gravemente sul morale dell'esercito serbo; Sua Altezza Reale non lo escluse, ma mostrò sperare che, anche se si dovesse abbandonare la linea attuale, si potrebbe tenere con effettivi ridotti una linea intermedia. Principe reggente mi parlò colla più alta considerazione delle nostre truppe in Macedonia deplorando che i difetti dell'organizzazione generale dell'armata d'Oriente non abbiano permesso di ottenere dal nostro splendido corpo tutti i risultati di cui sarebbe capace. Nel corso della conversazione· Sua Altezza Reale ripetè a più riprese che malgrado tutto non occorreva scoraggiarsi: il che tuttavia è indizio che un principio di scoraggiamento vi può oggi essere fra i serbi.

279

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1526/69. Corfù, 9 giugno 1917, ore 15,30 (per. ore 22).

Ieri in una conversazione col principe reggente e poi con Pachitch toccai del nostro proclama Albania in correlazione alla situazione fronte macedone indicando gli argomenti appropriati per questo Governo di cui al telegramma di V.E. n. 867 (1). Nè Sua Altezza Reale nè Pachitch rilevarono meco la questione. Credo tuttavia sapere che Pachitch si è intrattenuto coi miei colleghi della nostra iniziativa che naturalmente non può essere piaciuta al Gov,erno serbo il quale non ha mai cessato sperare che di una Albania riconosciuta non vitale si addivenga ad una spartizione fra gli Stati vicini.

9 -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

(l) Cfr. n. 208.

280

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE

T. 767. Roma, 9 giugno 1917, ore 23.

Suo telegramma n. 132 (1).

Accogliendo suggerimento V.E. pregola confermare telegraficamente a Martin Franklin istruzioni già dategli di presentare per ora al ministro esteri Messico unicamente mia lettera di cui è munito.

281

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1529/235. Pietrogrado, 9 giugno 1917, ore 21,50 (per. ore 23,25).

7 giugno.

Salvo quanto telegrafai in chiaro null'altro pubblica questa stampa circa nostra proclamazione indipendenza Albania. Impressione sul pubblico non è stata considerevole sua attenzione essendo richiamata verso questioni interne. Ministro degli affari esteri non mi ha nascosto in termini però quanto mai riguardosi ed amabili una certa sorpresa per il fatto che Italia non avesse prevenuto Alleati del suo proposito emanare quell'atto. Neratoff aggiunse che non sarebbe stato certo difficile accordarsi previamente a tale riguardo. Risposi che proclamazione indipendenza Albania era urgentemente reclamata dalla situazione militare e dalla sempre più intensa propaganda austriaca che vi era pericolo in mora e che per quanto sapessimo favorevoli disposizioni degli Alleati non potevamo però sperare nelle circostanze presenti in una sollecita conclusione di trattative a questo proposito mentre questione era già risolta da tempo nella coscienza del pubblico internazionale ed in primo luogo della popolazione albanese che anelava ad un ordinato e stabile regime di libertà e sicurezza dopo tante sofferenze. L'Italia non poteva indugiare più oltre a soddisfare voti di quelle popolazioni, ad arginare propaganda austriaca, ad opporsi a che Albania divenisse strumento di perturbazione e dominazione balcanica nelle mani del germanesimo.

Ministro mi è sembrato persuaso ma osservò che una questione interessante anche altri Stati deve comunque formare oggetto di conversazioni fra loro e accennò all'intenzione di incaricare Giers di intrattenerne V.E. Se avessimo trattato previamente con Russia circa nostra proclamazione non avremmo fatto che imbarazzare questo Governo senza arrivare ad una conclusione. Non l'ho detto esplicitamente ma a ciò alludevo con parole nelle • circostanze presenti » (1).

(l) -Cfr. n. 258. (2) -Ritrasmesso a Londra e a Parigi con t. gab. 917 dell'll giugno.
282

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2065/504. Pietrogrado, 9 giugno 1917, ore 16,30 (per. ore 14,10 del 10).

8 giugno.

Labriola ha parlato ieri sera davanti ad una numeros1ss1ma riunione al teatro • Maria • per propaganda prestito della libertà. Altri oratori furono socialisti Skoboleff ministro del lavoro, cadetto Scingarieff, ministro delle finanze, Rodiceff membro comitato esecutivo parlamentare ed altri.

Labriola fu molto applaudito e ripetute acclamazioni furono rivolte agli ospiti italiani ed all'Italia.

283

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1532/236. Pietrogrado, 9 giugno 1917, ore 16,30 (per. ore 14,25 del 10).

8 giugno.

Oggi Henderson e Thomas furono a colazione da me· coi nostri deputati. Dal linguaggio sebbene riservato di Henderson mi è sembrato rilevare un certo mutamento nelle sue vedute e disposizioni verso la conferenza di Stoccolma di iniziativa russa. Mentre nella lettera da lui firmata unitamente a Thomas e Vandervelde (mio tel. 493) (l) sollevava obiezioni all'invito del Soviet a quella riunione, egli si mostra ora assai più condiscendente e favorevole all'intervento inglese in seno ad essa. Ciò è tanto più notevole in quanto egli rappresenta ora, siccome mi ha detto, esclusivamente il Governo britannico e non il partito socialista le cui tre frazioni hanno già nominato i loro rappresentanti destinati a compiere prossimamente una missione in Russia a nome del partito stesso. Principio di evoluzione che in lui ravviso mi sembra significativo (2).

284

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2064/502. Pietrogrado, 9 giugno 1917, ore 16,30 (per. ore 14,25 del 10).

8 giugno. Novaia Gisnia scrive che imperialismo Alleati lasciando da parte ogni gioco diplomatico è passato ad atti decisivi quali il voto della Camera francese e la

proclamazione da parte del Governo italiano dell'indipendenza dell'Albania sotto la protezione dell'Italia. Sono queste sfide gettate non soltanto alla democrazia russa ma anche alle democrazie di tutti i paesi alleati. Noi facciamo appello a queste ultime perché si schierino apertamente contro i propri Governi. Tuttavia bisogna confessare che la stessa democrazia russa rimane legata all'imperialismo degli Alleati per mezzo del suo attuale Governo che mantiene in vigore trattati conclusi dallo Czar e continua la guerra.

(l) -Cfr. n. 252. (2) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Stoccolma, con t. gab. 927 dell'H giugno.
285

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2066/501. Pietrogrado, 9 giugno 1917, ore 16,30 (per. ore 14,45 del 10).

8 giugno.

Vecernia Vremja scrive che un diplomatico bene informato ha dichiarato proclamazione indipendenza Albania sotto protezione dell'Italia devesi corisiderare piuttosto come misura militare che come atto politico. Per Italia è questa una misura contro propaganda austriaca fra le tribù albanesi costituente serio pericolo per il loro corpo di spedizione. Oltre di ciò vi sono prove di relazioni tra greci e austriaci attraverso Albania.

S'intende che proclamazione indipendenza Albania non può dar luogo a malintesi tra Alleati tra i quali esiste pieno accordo e unità d'azione.

Novoje Vremja scrive che proclamazione indipendenza Albania da parte Italia è avvenuta senza previo avviso agli Alleati a cagione carattere urgenza che essa rivestiva e perché fatta sotto egida della protezione non [del] protettorato dell'Italia. Primo nucleo di truppe albanesi è già formato ed ha reso importanti servizi nelle ultime operazioni balcaniche.

286

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1542/238. Pietrogrado, 9 giugno 1917, ore 17,10 (per. ore 16,10 dell' 11).

Mio telegramma n. 508 (1). La pubblicazione delle risposte francese e inglese fu decisa notte scorsa da Thomas ed Henderson in seguito ad un colloquio avuto nel pomeriggio col co

mitato del Soviet. I due ministri si convinsero non poter indugic.re più oltre la pubblicazione della loro conversazione col Soviet dovendosi assolutamente uscire dall'equivoco e loro situazione dovendo essere chiarita.

Terescenko, il quale secondo comunicazione di Giers ha facoltà di pubblicare la risposta del Governo italiano o di astenersene come meglio lo creda, si atterrà a quest'ultimo partito in considerazione delle differenze di forma esistenti fra detta risposta e quelle della Francia, Inghilterra ed America. Analogamente si asterrà dal pubblicare la risposta degli altri Alleati.

A mio remissivo parere nostra risposta potrà essere rifatta per avvicinarsi maggiormente a quelle dell'Inghilterra e Francia.

(l) Cfr. n. 310.

287

IL MINISTRO A JASSY, FASCJOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1620/238. Jassy, 9 giugno 1917, ore 21,40 (per. ore del 17 ).

La situazione politica è qui sempre rr;olto incerta. Il malcontento contro Bratiano determinato dagli avvenimenti verificatisi dopo che la Romania è entrata in guerra ed aggravatosi a causa della composizione del Gabinetto non è diminuito in seguito alla presentazione al Parlamento dei progetti di legge per le riforme agrarie e politiche. In fondo tutta la classe dirigente è contraria all'espropriazione dei latifondi la quale lede i suoi tradizionali sentimenti d'attaccamento alla terra e non potendosi opporre in modo palese al principio stesso della riforma agraria fa ricadere il proprio malcontento sul Governo che ha presentato il relativo progetto di legge. Ma un nuovo elemento di disordine è venuto ad aggiungersi agli altri: gli uomini politici che sono più ostili al Gabinetto Bratiano hanno tentato valersi pei loro fini dell'esercito ed hanno fatto a tale scopo assaggi presso i generali Averesco e Pressan nonché uresso altri capi militari meno importanti. È da deplorarsi che il comandante della seconda armata non abbia trovato nel proprio patriottismo e nel sentimento del dovere la forza necessaria per respingere completamente questi subdoli tentativi. Amo credere che egli non vi abbia prestato scientemente tutto l'appoggio derivantegli dal prestigio e dall'autorità di cui meritamente gode nell'esercito. È tuttavia da deplorarsi che ufficiali i quali gli stanno vicino si intromettano nelle lotte di partito introducendo così un nuovo elemento di disordine in una situazione già di per se stessa grave. A tutto ciò è venuto ad aggiungersi una numerosa lista di promozioni negli alti gradi dell'esercito :!lirmata in ques~i giorni dal Re di Romania e che minaccia di provocare le dimissioni del ministro della guerra.

288

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 2285/773. Parigi, 9 giugno 1917.

In risposta al dispaccio a margine citato (1), e nell'attesa di poter dare maggiori notizie sulle persone nominate nella lettera del R. Console di Ginevra, ho l'onore di comunicare alla E.V. che, da informazioni già raccolte, mi risulta che alla fine dello scorso aprile, una missione composta di membri dell'Istituto di Francia fece un giro, a scopo di propaganda, in !svizzera. Ne facevano parte,

fra altri, Imbart de la Tour della Accademia delle Scienze morali e politiche ed il visconte de Guischen, che ha appartenuto, nel tempo, all'Ambasciata di Francia a Vienna. Questi due signori, i quali paiono ferventi partigiani delle buone relazioni franco-austriache, ebbero frequenti colloqui con agenti austriaci, colloqui che essi legittimarono con la ragione di assumere informazioni.

Dopo questa visita se ne ebbe un'altra del giornalista Sauerwein, direttore della politica estera nel Matin e noto per la sua intimità col Presidente Briand, il quale si recò, nel maggio, in viaggio di nozze in Svizzera. A Berna ebbe numerosi colloqui con i Polacchi austrofili ed inoltre col noto Svatovski. In seguito a questi colloqui fu udito ripetere che era facile intendersi con l'Austria. La stessa affermazione è stata da lui fatta al suo ritorno a Parigi, e sembra che qualche accenno in proposito è apparso sul Matin.

Fra il 20 ed il 25 aprile ebbero effettivamente luogo a Berna ed a Ginevra

delle conferenze fra banchieri austriaci, francesi e svizzeri. Sembra siano state

dirette dal conosciutissimo finanziere austriaco J. Rosemberg, quello che preparò

l'operazione di borsa col re di Montenegro all'inizio della guerra. Rosemberg

era ancora a Ginevra il 22 maggio scorso. Il gruppo finanziere sembra essere il

più pericoloso in riguardo alle trattative franco-austriache; questo gruppo non

è costituito da ora, ma ho avuto sintomi della sua esistenza fin dal 1916, -con

vaghe indicazioni di sue influenze su uomini di governo francesi.

Devo infine richiamare l'att<:mzione sul sindacato Caillaux il quale ha filiali

in piena attività nelle seguenti località svizzere: Basilea, Berna, Ginevra, Lo

sauna, Lucerna, Montreux, Neuchatel, Schaffouse, Zlirich, Porrentruy, Fribourg.

289

IL SOTTO CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, PORRO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1523/11550. Italia, 10 giugno 1917, ore 0,50 (per. ore 2).

Si comunica seguente telegramma in data 9 corrente:

• Comando Supremo Segreteria Capo -9692 -Movimento per occupazione Ciamuria e regioni Zagori Pindo procede come prestabilito. Parga già occupata con 25 carabinieri senza incidenti. Generale Ferrera •.

(l) Risposta al dispaccio di gabinetto n. 23 del l maggio 1917, non pubblicato.

290

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 924. Roma, 10 giugno 1917, ore 13.

Rodd mi riferiva confidenzialmente che il suo Governo rispondendo a Terescenko aveva esposto le seguenti considerazioni: Il Governo inglese ritiene che nessuna operazione militare deve essere intrapresa in Grecia senza che essa sia assolutamente necessaria e che, se è possibile, deve attenersi una soluzione pacifica. È sua opinione che il controllo del grano della Tessaglia può essere assicurato con poco o nulla di spostamento di forze se questo viene debitamente regolato. Il Governo inglese inoltre desidera di indurre il Re Costantino ad allontanarsi dalla Grecia sino alla fine della guerra lasciando come reggente uno dei suoi figli. La Grecia alla fine della guerra deciderebbe ogni questione concernente il futuro suo Governo. Allo scopo di assicurare questo risultato il Governo inglese ritiene necessaria l'unità di azione degli alleati, non solamente delle potenze garanti ma anche dell'Italia. Non vi saranno in ogni caso altri ritiri di truppe da Salonicco prima del 15 luglio, prima della quale data avrà luogo una ulteriore discussione della questione. E qui Rodd mi ripeteva in modo generico alcuni lamenti già accennati da Cecil a Imperiali, sulla poca nostra premura di conformare anche in apparenza la nostra azione con quella degli alleati a proposito della Grecia. Ho risposto che era stato sempre ed era mio desiderio di contemperare per quanto possibile le esigenze della nostra politica con queUe degli alleati, di cercare di procedere di piena intesa non solo sostanzialmente ma anche apparentemente in tutte le questioni. Nel campo della Grecia non era stato possibile ottenere la perfetta unità di vedute, ma avevo lasciato in genere libera l'azione agli alleati come potenze garanti senza che la divergenza tra noi apparisse pubblicamente. Avevo giusto motivo di lamenti in ciò che gli alleati erano usciti più di una volta dalle linee su cui era stata raggiunta una intesa a S. Giovanni di Moriana: ad esempio per la occupazione delle isole per parte dei venizelisti; la continuazione indefinita del blocco malgrado la remissività di Zaimis, ecc. Si erano, sì, messe innanzi successivamente dal Governo inglese alcune proposte di mezzi termini come quella di chiedere anziché l'abdicazione del Re Costantino la partenza di lui dalla Grecia durante la guerra con la reggenza di uno dei figli e ora sentivo proporre che si soprassedesse ad ogni ulteriore avanzata di truppe alleate nella Grecia regia insieme con richiesta di un trasloco del generale Sarrail; ma tutto questo era messo innanzi in via d'ipotesi e di speranza conciliativa senza nemmeno alcuna seria probabilità di aver su questi punti l'adesione della Francia che già procedeva alle vie di fatto e alle spedizioni di truppe in Grecia.

(Meno Atene). Avevo anche ragione di lamento nel contegno dilatorio tenuto costantemente dal Governo inglese come da quello francese riguardo alle giuste nostre richieste per l'Asia Minore e al riconoscimento formale del nostro diritto, fondato anche sugli accordi del 1915, di ristabilire un'uguaglianza di trattamento ed un equilibrio dei rispettivi interessi nel caso eventuale di uno smembramento più o meno completo dell'Impero ottomano.

(Per tutti). Ad ogni modo, mettendo da parte ogni recriminazione, mi dicevo pronto ad accogliere con le migliori disposizioni di animo, ogni proposta che tendesse a ristabilire in apparenza oltreché in sostanza il più perfetto accordo tra noi e i nostri Alleati. Ero prontissimo a mettere da banda ogni sentimento di puntiglio e di amor proprio personale, non quelli però di amor proprio e di dignità nazionale, le offese ai quali si scontavano sempre alla lunga in fatto di alleanze e di cooperazione (1).

291

L'AMBASCIATORE A MADRID, BONIN, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2073/162. Madrid, 10 giugno 1917, ore 11,45 (per. ore 18,45).

Ministero dimissionario. Crisi è determinata dalle difficoltà create dalle leghe tra ufficiali che incoraggiati dal tacito riconoscimento loro accordato si mostrano molto esigenti. Soluzione crisi ancora incerta. Situazione assai confusa.

292

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA

T. GAB. 921. Roma, 10 giugno 1917, ore 21.

Ricevo notizia circa occupazione Parga. Situazione politica sconsiglia oggi ulteriore allargamento della nostra occupazione nel fronte meridionale. Prego telegrafarmi gli esatti limiti entro cui il Comando Albania aveva in animo di estendere le sue occupazioni.

293

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

r. GAB. 923. Roma, 10 giugno 1917, ore 21.

Giers mi riferiva che aveva fatto impressione a Pietrogrado che senza un preventivo concerto con gli Alleati si fosse proclamato un protettorato dell'Italia sull'Albania essendo questa una questione che toccava gli interessi non solo greci "' serbi ma di tutta la Balcania.

Ho risposto che evidentemente ci era stato un malinteso essendosi scambiata la parola di protezione nel senso ordinario con quella diplomaticamente tecnica di protettorato, espressione che non comparisce nella nostra dichiarazione. n fermo proposito nostro era di stare nei termini della convenzione di Londra. Le nostre aspirazioni nei riguardi dell'Albania all'infuori di Valona e del territorio necessario per la sua difesa, erano di carattere puramente negativo cioè di esclusione dell'ingerenza di ogni terza potenza e si riassumevano tutte in quanto era convenuto nella convenzione di Londra ossia nella rappresentanza all'estero dello Stato albanese. Quanto ai confini dello Stato albanese indipendente essi sarebbero fissati dalle potenze nel futuro trattato di pace generale. I motivi che ci avevano determinato a fare ora la dichiarazione di indipendenza erano puramente di.ordine militare visto la situazione che si stava purtroppo facendo in Macedonia all'infuori di ogni nostra azione (1).

(l) Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., pp. 149-151.

294

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 922. Roma, 10 giugno 1917, ore 22.

Giers mi riferiva confidenzialmente di un secondo memorandum di Terescenko a Londra e Parigi (vedi mio telegramma Gabinetto n. 893) (2) in cui insisteva sulla intempestività di qualunque avanzata di truppe alleate in Grecia che potesse ivi provocare agitazioni, che non potevano non nuocere gravemente all'offensiva in Macedonia e quindi per contraccolpo anche sulla prossima offensiva russa sul fronte meridionale.

Terescenko faceva rilevare la delicata situazione della Russia, come potenza garante della Grecia, di fronte alle risoluzioni prese senza alcuna intesa con lei, dai suoi alleati, alle quali si dava esecuzione senza aspettare nemmeno un suo consenso. Queste risoluzioni avevano creata una crisi nel Governo serbo; e avevano spinto l'Italia per ragioni di tutela del suo contingente militare in Macedonia a prendere importanti decisioni per l'Albania. Egli esprimeva il desiderio e la speranza che i due alleati avrebbero soprasseduto a spingere le cose più oltre in Grecia (3).

295

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1549/241. Pietrogrado, 10 giugno 1917, ore 21 (per. ore 0,40 dell' 11).

Neratoff ha riconosciuto meco che il nostro proclama per l'Albania non ha molto commosso questa opinione pubblica ma ha soggiunto che il Governo russo

non poteva nascondere una certa sorpresa per quell'atto di cui non aveva ricevuto previa notizia. Egli aveva chiesto a Londra e Parigi quali fossero i punti di vista di quei Governi in proposito ma non aveva ricevuto ancora risposta (1).

(l) Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., pp. 151-152.

(2) Cfr. n. 259.

(3) Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., p. 151.

296

IL COMANDANTE DEL CORPO D'OCCUPAZIONE DELL'ALBANIA, FERRERO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1540/9983. Zona di Guerra, 10 giugno 1917, ore 23,50 (per. ore 2,15 dell'11).

In armonia alle direttive di V. E. in occasione della proclamazione dell'indipendenza albanese, è stata permessa l'esposizione della bandiera albanese accanto a quella italiana nel territorio d'occupazione eccetto in Valona. Ora il prefetto di Valona mi ha fatto rispettosamente sapere che l'esposizione in Valona della bandiera albanese accanto a quella italiana è vivamente desiderata dai valonesi pei quali sarebbe cagione di unanime gioia e toglierebbe ai pochi malevoli ragione di compromettere il buon effetto prodotto sull'animo degli albanesi dall'avvenuta proclamazione. Rappresento quanto precede a V. E. per sua decisione, significando che nessun inconveniente pel Governo militare deriverebbe dall'esaudimento del suddetto desiderio.

297

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1537/200. Atene, l0 giugno 1917, ore 23 (per. ore 8,45 dell' 11 ).

Jonnart ha detto stasera a Zaimis che le misure da prendersi saranno le seguenti: l) Rinforzo dei posti di sorveglianza sul canale di Corinto;

2) Invio... (2) posti della Tessaglia pel controllo del raccolto;

3) Non si toccherà la dinastia né la costituzione; si attendono istruzioni per ciò che concerne la persona del Re, la questione essendo ancora sospesa;

4) Amnistia totale dei venizelisti;

5) Allontanamento delle persone politiche compromesse (Dusmani, Gunaris, ecc.): tutto ciò è stato detto non sotto forma di ultimatum, ma di conversazione, che sarà ripresa domani mattina. Jonnart ha però prevenuto Zaimis che

una eventuale [resistenza] sarà inutile perché in caso di bisogno si impiegherà la flotta e le truppe occupando vari punti. Si potrà anche bombardare la città.

Re Costantino, facendo conoscere quanto precede, mi ha fatto pregare vi· vamente di interessare V. E. affinché intervenga ancora una volta per evitare le anzidette misure. Ho risposto al messo del Re che avrei trasmesso a V. E. questo desiderio, ma che le decisioni prese dal R. Governo di astenersi com· pletamente nella presente fase dell'azione politica dei nostri Alleati rendono difficile ogni nostro intervento.

Ritelegraferò domani dopo il secondo colloquio Zaimis-Jonnart.

(l) -Ritrasmesso a Londra e a Parigi con t. gab. 935 del 13 giugno. (2) -G!"uppo indecifrato.
298

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2080/511. Pietrogrado, 10 giugno 1917, ore 10,21 (per. ore 4,10 del 12).

Quasi tutti giornali pubblicano nota americana circa scopi guerra. Nessun

commento, né se ne avranno sino a martedl; i giornali non usciranno che

posdomani.

Invio per radiotelegramma risposte francese e inglese.

Giornali socialisti avanzati le denunziano come nuova prova dell'imperia·

lismo dei Governi occidentali, stampa minorista domanda formula più concreta,

organi borghesi trovano che propositi degli Alleati possono conciliarsi con prin·

cipi democrazia russa.

In complesso impressioni del pubblico sono favorevoli e se pubblicazione di

quel documento non produrrà molto effetto, non mancherà però di dimostrare

buona volontà degli Alleati a migliorare loro contatto con gli elementi socialisti

di questo Governo.

Ancora oggi miglior partito per gli Alleati è favorire unione e forze Go·

verno provvisorio, cui fallimento aprirebbe porte all'ignoto.

299

IL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI, AL MINISTRO DELL'INTERNO, ORLANDO

R. 3530. Berna, 10 giugno 1917.

Il 9 e 10 di questo mese ebbe luogo a Berna il congresso del partito socia

lista svizzero.

Esso iniziò i suoi lavori nel pomeriggio del 9, sotto la Presidenza di Kloti

e con l'intervento di trecento delegati.

Il congresso inviò al comitato degli operai e soldati russi un indirizzo di

simpatia e di felicitazione per l'andamento vittorioso della rivoluzione. Votò

poi una deliberazione esprimente le simpatie del partito socialista svizzero verso i compagni della Chaux de Fonds e l'augurio che il consiglio nazionale non accorderà l'estradizione del Graber durante la sessione.

Nella seduta del giorno 10 il congresso si occupò, pr,ima d'ogni altro, del contegno da tenersi dai socialisti svizzeri di fronte alle decisioni della conferenza di Kienthal e dell'adesione ad un eventuale invito del • Bureau socialiste lnternational "·

Circa il primo argomento il congresso si dichiarò d'accordo con le decisioni chiare e precise della seconda conferenza di Kienthal e solidale con gli internazionalisti di t'.1tti i paesi che cercano, mediante la rivoluzione, di metter fine alla guerra e di condurre ad una pace socialista.

In merito al secondo gl'intervenuti decisero di accogliere l'invito del B.S.I. per la conferenza sulla pace solamente nel caso che la terza conferenza di Zimmerwald stabilisse di prendervi parte.

I tre quarti della seduta furono però consacrati alla discussione della questione della difesa nazionale. La commissione, che era stata incaricata di riferire su tale questione, non riuscì a mettersi d'accordo. La maggioranza presentò una relazione ripudiante la difesa nazionale ed esortante il gruppo socialista dell'AssembLea federale a votare contro i crediti militari. In favore di essa parlò il Naine. La minoranza sostenne invece la necessità della difesa nazionale ed il diritto della Svizzera di fare una guerra difensiva. Appoggiarono strenuamente tale tesi il Muller, il Brustlein ed il Greulich.

I gruppi di San Gallo. Lucerna e Soletta proposero di rimandare ogni decisione in proposito a fine guerra, ma la loro sospensiva fu respinta a grande maggioranza.

Venuti ai voti la p1·oposta ripudiante la difesa nazionale ne riportò ben 222, mentre quella a favore ne raccolse soli 72.

L'assembìea approvò poi con 188 voti contro 96 una proposta addizionale, nella quale il partito socialista svizzero si dichiara pronto a rinunziare d'accordo coi socialisti degli altri paesi alla difesa della patria borghese ed a prender parte alla lotta per la pace e l'unione dei popoli sul terreno democratico.

Il congresso terminò alle 17,30 del 10 corrente, dopo un discorso d'occasione del Presidente e l'esecuzione dell'Internazionale.

La prevalenza del principio antimilitarista e antinazionale nelle decisioni del partito socialista svizzero ha provocato commenti abbastanza aspri nella stampa radico-libera!e.

Non è però la prima volta che il partito socialista svizzero si occupa della questione della difesa nazionale.

Dodici anni or sono ci fu in seno all'assemblea federale una lotta vivace provocata dalla discussione del nuovo progetto di riorganizzazione della difesa militare. Il gruppo socialista si scisse in tale occasione in due correnti, una assolutamente contraria a qualsiasi riforma militare e l'altra che ammetteva il principio della difesa nazionale e la necessità di renderla più forte ed efficace.

Per due volte nelle successive elezioni generali del consiglio nazionale, i :rappresentanti della prima corrente restarono soccombenti e furono sconfessati dal corpo elettorale perfino in quei distretti dove i socialisti avevano una buonissima posizione di lotta. Invece i rappresentanti della seconda corrente furono sempre rieletti.

Nelle elezioni del 1911 e del 1914 non si fece più nessuna distinzione fra rappresentanti delle due correnti e questa scissione sembrò definitivamente scomparsa.

Sulla evoluzione verificatasi in questi ultimi tempi in seno alla maggioranza del partito socialista svizzero hanno influito varie cause e principalmente le seguenti:

l) Il non aV!er saputo il oonffiglio :11ederale ,afliermarsi in una quantità di questioni provocate dall'inframmettenza militare. 2) La tendenza delle alte sfere militari d'introdurre nell'esercito svizzero metodi ed ordinamenti tedeschi. 3) Il malcontento provocato dai modi ruvidi, antidemocratici e spesso ingiuriosi degli ufficiali verso la truppa. 4) L'infiltramento fra le file dei socialisti svizzeri di compagni tedeschi desiderosi, più che altro, di salvare la Germania dalla • débàcle· •. 5) La speranza provocata dalla rivoluzione russa nei socialisti dei vari paesi di poter imporre ai rispettivi Governi il loro programma.

Il partito socialista svizzero ha sempre subìto l'influenza di quello tedesco. Esso è ora divenuto lo strumento incosciente del Governo germanico, il quale se ne serve abilmente per mantenere il caos in Russia e attentare alla forza di resistenza della Francia e dell'Italia. Una prova abbastanza chiara la si ha nella concessione fatta dal Governo tedesco ai socialisti svizzeri di lasciar liberamente attraversare il suolo germanico per recarsi in Russia persino a disertori tedeschi.

Sarà quindi bene di ostacolare il più possibile i contatti fra i nostri socialisti e quelli svizzeri.

300

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1541/71. Corfù, 11 giugno 1917, ore 10,20 (per. ore 14,50).

Telegramma di V. E. n. 902 (1).

Ho parlato subito con Pachitch. Gli ho annunziata anche l'occupazione di Janina mostrandogli che si tratta di una serie di atti inspirati principalmente a necessità militari e dicendo che avevo ragione di credere che egli preparava una protesta per il nostro proclama ma che io speravo ch'egli rifletterebbe prima se il vantaggio che pensava di poter trarre da tale passo compenserebbe la sorpresa che arrecherebbe fòrse da noi una opposizione formale di un alleato ad una azione italiana strettamente connessa ai bisogni della nostra difesa.

Pachitch mi dichiarò nettamente che la nota era pronta e che la stimava necessaria; svolse a lungo le ragioni che fanno dell'Albania una questione essen

ziale per la Serbia; negò che il proclama austriaco avesse la precisione e la portata del nostro e concluse essere dolente di vedersi costretto a tale passo. Del suo lungo dire credo opportuno riferire testualmente a V. E. la frase seguente: • Noi siamo separati dal mondo; può darsi che il solo modo d'andare al mare, finisca per trovarsi per noi sul territorio albanese ed ecco che l'Albania già inventata contro la Serbia è di nuovo restaurata da una grande potenza •. Ripetei a Pachitch tenesse presente che il proclama Ferrera taceva volutamente i confini dell'Albania e dando alla lunga conversazione un carattere personale e generale ad un tempo gli chiesi se egli credeva che sarebbe la sua protesta quella che nelle eventualità da lui accennate assicurerebbe alla Serbia lo sbocco al mare traverso l'Albania; gli accentuai la gravità di quello che credevo sarebbe il primo caso nell'Intesa di una protesta formale di un alleato contro un altro e gli chiesi nell'interesse della Serbia di non voler fare constatare in Italia che contro il nostro atto in niente diretto verso la Serbia è questa che protesta. Continuando nel tono confidenziale gli dissi che in Serbia si giudicava della mentalità politica italiana dalla serba donde errori di apprezzamento e di condotta che finiranno per creare in Italia invadente diffidenza che altrimenti non sarebbe mai esistita. A sua volta Pachitch deplorò d'avere sperato invano che io fossi stato qui nominato coll'incarico di [avere uno] scambio d'idee sul modo d'intendeve (al che replicai che ogni scambio d'idee sarebbe inutile senza la vittoria); ma finì per mostrarsi scosso dal lato della questione da me presentatagli; mi disse che avrebbe meditato di nuovo e che sarebbe stato lieto se potrebbe

trovare un modo per formulare qualche riserva (non disse più protesta) senza perciò mostrare di opporsi all'azione italiana. Non credo di errare pensando che il passo serbo di cui spero ora sarà cambiato il tenore naturalmente fu consigliato e desiderato anche dal di fuori (1).

(l) Cfr. n. 275.

301

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

T. 7909. Roma, 11 giugno 1917, ore 23.

Miei telegrammi 6679, 7189, 7259 (2) circa organizzazione acquisti negli Stati Uniti.

Sulla questione il collega dell'Agricoltura mi faceva pervenire la sua risposta con telegramma 31 maggio del quale m'informava aver inviato copia a V. E. Ora egli mi chiede quali istruzioni siano state date alJa R. ambasciata in Washington circa i limiti dell'azione nostra in America in rapporto agli impegni già assunti con la Gran Bretagna.

Tali istruzioni non sono ancora state date poiché mancano le risposte di varii colleghi interessati mentre quelle della Guerra, pure pervenuta in copia a V. E., e dell'Agricoltura, non sono del tutto concordanti.

Data l'importanza della materia e l'urgenza di definire chiaramente quale debba essere la nostra linea di condotta onde poter dare precise direttive a Londra ed a Washington, parmi potrebbe essere opportuna una riunione dei colleghi interessati presso V. E. della quale, ove Ella condividesse tale mio avviso, la pregherei di voler prendere l'iniziativa.

Di questa mia comunicazione a V. E. do notizia ai colleghi della Guerra, della Marina, del Tesoro, del Commercio, dell'Agricoltura e dei Trasporti.

(l) Ed. in SONNINO, Carteggio, Il, cit., pp. 243-245.

(2) Non pubblicati.

302

IL MINISTRO DELLA GUERRA, MORRONE, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

T. 6892 G. Roma, 11 giugno 1917.

Con riferimento alla lettera di V. E. n. 19.3.21 del 31 maggio u.s. (l) trasmetto copia del promemoria ricevuto al riguardo da S. E. il sottosegretario di Stato per le Armi e Munizioni (2) soggiungendo che non mi è possibile disconoscere la effettiva portata dei gravi inconvenienti segnalati.

303

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1551/158. Parigi, 11 giugno 1917, ore 23,40 (per. ore 3,35 del12).

Telegramma di V. E. Gabinetto n. 744 (3).

Cambon mi ha rimesso oggi un appunto in risposta alla mia nota 23 maggio. Ministero armi e munizioni osserva che la questione potrebbe essere utilmente decisa da una conferenza fra Alleati e quando la situazione della Russia sarà chia11ita. Intanto per permettere alla conferenza di pronunziarsi sarebbe desiderabile che il generale Cadorna facesse conoscere precisi dettagli sulle' necessità delle sue artiglierie e per quale data.

304

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1552/157.

Stamane chiesi a Cambon cosa volesse fare in Grecia. Egli mi rispose che per ora erano decisi ad assicurarsi il raccolto della Tessaglia occupando Larissa e Volo. Circa il Re mi disse che agirebbero d'accordo le tre potenze protettrici.

Nel corso della conversazione convenne di dubbi e difficoltà da parte della Russia ma che oramai sembrano superate. Riconobbe pure le difficoltà da parte dell'Inghilterra benché • Lloyd George sia cosi poco monarchico • da far prevedere molte insistenze e si interruppe per confidarmi che il Re già aveva fatto far passi per assicurarsi una buona pensione, il che indicava la possibilità di una soluzione facile. Egli concluse che lasciava a Jonnart di trattare le cose nel modo migliore possibile poiché aveva fiducia nel suo tatto e moderazione.

(l) -Cfr. n. 167. (2) -Cfr. n. 204. (3) -Cfr. n. 44.
305

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1554/156. Parigi, 11 giugno 1917, ore 23,44 (per. ore 3,35 del12).

Stamane Cambon mi accennava all'Albania in forma privata gli sembrava noi avessimo dimenticato l'accordo di Londra. Non mancai di dirgli che R. Governo aveva applicato in questa circostanza l'accordo di Londra come sempre aveva fatto e come sempre aveva pregato gli Alleati di fare e svolsi le altre considerazioni di cui al telegramma di V. E. Gabinetto n. 867 (1). Cambon mi fece osservare che a Londra era stato stabilito fosse riconosciuta in una parte dell'Albania l'esistenza d'interessi serbi e greci: al che risposi che infatti nel nostro proclama non era fatta la determinazione dei confini espressamente perché sia possibilmente tenuto conto in avvenive della riserva fatta a Londra per la Grecia e la Serbia. Conclusi come in seguito al nostro proclama Albania si avviava alla sistemazione stabilita a Londra. Unica cosa contraria all'accordo di Londra era la repubblica di Koritza creata dalla Francia. Cambon mi interruppe dicendo che non era stata la Francia ma un ufficiale francese e io osservai che la Francia era al corrente· da parecchi mesi di quanto aveva fatto quell'ufficiale e siccome non l'aveva disapprovato malgrado le nostre lagnanze e le promesse fatte era autorizzato a credere ch'egli avesse agito in conformità degli ordini ricevuti. Cambon mi assicurò che l'ufficiale sarà richiamato e sconfessato. Ritornando sull'argomento dell'Albania chiesi se si era convinti che noi,

come sempre, avevamo agito in piena conformità dell'accordo di Londra.

Cambon si limitò a rispondere che era stato lieto di quanto gli dicevo che ne

prendeva nota con piacere e poi aggiunse scherzando che se gli stessi schiarì

menti avessimo dato alla vigilia di pubblicare il proclama, avrei evitato dubbi

e preoccupazioni. Risposi sullo stesso tono che avevo sempre avuto troppa opi

nione di lui per prevedere che una linea di condotta così chiara avesse bisogno

di schiarimenti.

{l) Cfr. n. 208.

306

IL CONSOLE A GEDDA, BERNABEI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2083/79. Gedda, 11 giugno 1917, ore 4,10 (per. ore 5 del 12).

Notizia di cui tratta il telegramma di V. E. 715 (l) è qui sconosciuta. Califa dei musulmani è tuttora Sultano Resciad. Mondo musulmano attende esito guerra per confermare sua fiducia Califa Costantinopoli o nominarne un altro. In questo caso maggioranza appunto cadrà sul Re Hedjaz purché egli potesse aggiungere al possesso dei luoghi santi quello liberò indipendente dei paesi arabi soggetti alla Turchia ed avere forza e prestigio per difesa interessi islamismo. Perciò Governo Mecca è in serie trattative con Francia ed Inghilterra per definire sistemazione indipendenza politica penisola arabica Siria e Irak dal ... (2) arabo. Francia ed Inghilterra hanno promesso dare risposta dopo il pellegrinaggio. Progetto ricostituzione Regno e Califfato Hascemita non comprende affatto rivendicazione nazionalità popolazioni di lingua araba Egitto, Libia, Tunisia: gli altri paesi musulmani considerati come stranieri e solamente deferenti autorità suprema Califa secondo diritto statale religioso musulmano. In tale condizione teoria inglese di non intervento se è giusta nel campo religioso musulmano è discutibile in quello politico in cui sembra sia imperniata questione trasferimento Califfato Arabia strettamente connesso con quella riguardante sistemazione indipendenza politica e riconoscimento nazionalità araba. A noi forse converrebbe, pure lasciando sudditi musulmani liberi scegliere il loro Califfo, prendere sin da ora posizione netta e solidale nelle trattative in corso tra Inghilterra, Francia e Governo arabo circa costituendo regno e califfato Hascemita per ottenere al momento opportuno quelle maggiori concessioni economiche in Arabia e garanzie morali per tranquillità e pacificazione nostre colonie musulmane.

307

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 282. Londra, 11 giugno 1917, ore 9,55 (per. ore 7,10 del 12).

Oggi ho veduto il mio amico lord Granard tornato avantieri da Salonicco. Egli non finiva dallo esprimere la sua profonda ammirazione per splendide nostre truppe, perfette sotto ogni aspetto nonché per i loro comandanti Petitti e Pennella. Granard è gratissimo per le cortesie di ogni genere cui fu fatto segno durante il suo viaggio di ritorno attraverso l'Albania. Mi esprimeva compiacimento per le cordialissime relazioni tra le nostre autorità e truppe e quelle britanniche mentre per contro mi confidava essere rimasto colpito e persino

vern~ e col popolo russo per quanto concerne i principi che hanno sempre ispirato la sua politica nel corso del presente conflitto. La Francia non pensa ad opprimere nessun popolo e nemmeno le nazionalità dei suoi odierni nemici; ma vuole soltanto che sia distrutta l'oppressione che ha pesato sì lungamente sul mondo e siano castigate le autorità responsabili di questa guerra criminosa. Come la Russia ha proclamato la restaurazione della Polonia indipendente, così la Francia saluta con gioia gli sforzi che su diversi punti del mondo compiono i popoli ancora soggiogati da una legge che la storia condanna. La Francia non vede la fine della guerra che nel trionfo del diritto e della giustizia, nella vittoria che determini la liberazione della sua fedele Alsazia-Lorena. Essa combatterà a fianco degli Alleati sino alla v,ittoria, per la restaurazione integrale dei loro diritti territoriali, per la loro indipendenza politica ed economica, come pure per la riparazione di tanta inumana devastazione e la garanzia contro il ritorno dei mali presenti.

In un secondo comunicato del:l'ambasciata francese è detto che il Governo della Repubblica ritiene suo dovere di comunicare al Governo l'ordine del giorno della Camera francese del 23 maggio, nel quale il Governo russo vedrà l'espressione della politica francese sol,ennemente confermata dalla rappresentanza popolare. Il Parlamento francese, che è l'espressione della sovranità del popolo francese, saluta la democrazia russa e tutte 1e altre democrazie. La Francia confermando unanimemente la protesta del 1871 fatta all'Assemblea nazionale dai rappresentanti dell'Alsazia Lorena contro l'annessione alla Germania, dichiara di aspettare dalla guerra insieme alla liberazione dei territori invasi la restituzione dell'Alsazia Lorena e giusta riparazione dei danni sofferti. Rigettando ogni idea di conquista ritiene che gli sforzi uniti degli esenciti francesi ed alleati, abbattuto il militarismo germanico, otterranno solide garanzie di pace e indipendenza pei grandi e pei piccoli popoli.

(l) -T. 715 del 30 maggio 1917, non pubblicato: questioni relative alla costituzione del nuovo Califfato. (2) -Gruppo indecifrato.
308

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1553/281. Londra, 11 giugno 1917, ore 21,55 (per. ore 8,45 del 12).

Telegramma di V. E. Gabinetto n. 886 (1).

Steed, che incontrai oggi, mi ha confermato notizie di maneggi turchi in !svizzera nei quali sarebbero mischiati francesi Steeg e Villers della nota banca • Paris et Pays-Bas •. Steed aggiungeva risultargli che Morgenthau, antico ambasciatore Stati Uniti a Costantinopoli, sarebbe per recarsi in !svizzera via Spagna allo stesso scopo. Queste informazioni confermerebbero quelle da me riferite sull'azione spiegata dai comitati israeliti. Personaggio dell'Alta Banca israelita mi diceva però ieri ritenere inverosimile alcuna novità in Turchia fino a quando non sarà in un modo o nell'altro scomparso Enver pascià col quale a differenza di Talaat bey non vi è assolutamente modo d'intendersi.

309

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2087/509. Pietrogrado, 11 giugno 1917, ore 19,30 (per. ore 9,35 del 12).

9 giugno.

Giornali pubblicano un radio telegramma di Hindenburg al Soviet di Pietrogrado nel quale è detto che comandante germanico del fronte orientale quando seppe che generale russo Dragomiroff dichiarò essere pronto accogliere proposte condizioni tedesche senza far da parte sua alcuna proposta, scrisse una lettera a Dragomiroff proponendogli di nominare delegati per trattare. Delegati tedeschi furono nominati e autorizzati indicare via perché azioni di guerra fra Germania e Russia cessassero senza che questa ultima si staccasse dai suoi alleati. Dragomiroff firmò ricevuta della lettera ma non diede risposta. Russia, che non ha avuto conoscenza di queste lettere, deve sapere che Germania e suoi alleati, per mezzo loro comandante del fronte orientale, si sono

dichiarati pronti ad accogliere favorevolmente desideri espressi dai soldati russi di terminare spargimento di sangue. Tale disposizione perdura e ne è prova che dalla Pasqua in poi nessuna azione ostile contro Russia è stata intrapresa dalle potenze centrali. Queste sono disposte concludere pace onorevole per ambo le parti. Nostra lettera aveva anche per scopo proporre tregua. Russia inviò messi per conoscere nostre condizioni ma rinunziò pubblicarle fintantoché resterà legata dai trattati conclusi dal vecchio regime i quali hanno per iscopo distruzione Germania e i suoi Alleati. Potenze Intesa spargono voce che potenze centrali possono difendere fronte occidentale e sud-occidentale sgU:arnendo fronte orientale. Questa è menzogna: più volte abbiamo tenuto testa con successo a tutti i generali su tutti i fronti difendendo ed estendendo territori occupati in Volinia, Romania, Isonzo, Somme. Se potenze centrali dovranno continuare guerra sopportando sempre maggiori sacrifici scopi guerra

diverranno inevitabilmente sempre più eminenti. Soviet ha risposto ad Hindenburg con radio telegramma dichiarante che rivoluzione russa non si lascerà adescare da questa proposta di uno stato ambiguo di guerra e di tregua. Russia rivoluzionaria agisce apertamente e non seguirà mai politica di falsità perfida cara agli antichi zar. Quando essa è obbligata a combattere combatte e quando vuole metter le armi in fascio lo fa al cospetto del mondo intero.

(l) Non pubblicato; ritrasmette a Londra, Parigi e Pietrogrado il t. gab. 1489/32 da Berna, cfr. n. 234.

310

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2086/508. Pietrogrado, 11 giugno 1917, ore 11,30 (per. ore 12 del 12).

9 giugno.

Giornali pubblicano nota ambasciata inglese e francese che qui l'iiassumo:

l) Nota inglese. Il Governo britannico è concorde nel proposito espresso

dal Governo provvisorio russo di non volere imporre la propria signoria su

altri popoli, né di togliere ad essi i loro beni nazionali. Unico scopo dell'Inghil

terra nel cominciare la guerra e nel continuarla è di dif,endere la propria esi

stenza e di obbligare il nemico a rispettare gli obblighi internazionali. A que

sti scopi si è poi aggiunto quello di liberare le nazioni oppresse da straniero

dominio. Per questo la democrazia inglese si rallegra dell'intenzione della demo

crazia della Russia di liberare non soltanto la Polonia russa ma anche quella

germanica. Noi dobbiamo stabilire un ordine di cose che garantisca ai popoli

la felicità e tolga ogni possibilità di futura guerra. Il Governo britannico si

unisce alla Russia nell'accogliere i principi contenuti nel messaggio del presi

dente Wilson al Congresso americano. Il Governo britannico ritiene che in linea

generale gli accordi successivamente conclusi dagli Alleati corrispondono ai

principi suddetti; ma, se il Governo russo lo desidera, esso e i suoi alleati sono

pienamente disposti ad esaminare e, se necessario a rivedere questi accordi.

Ecco un sunto della nota francese alla Russia:

Il Governo della Repubblica francese è sempre fiducioso nei sentimenti

della sua fedele alleata e lieto di sentirsi in piena comunanza di idee col Govern~ e col popolo russo per quanto concerne i principi che hanno sempre ispirato la sua politica nel corso del presente conflitto. La Francia non pensa ad opprimere nessun popolo e nemmeno le nazionalità dei suoi odierni nemici; ma vuole soltanto che sia distrutta l'oppressione che ha pesato sì lungamente sul mondo e siano castigate le autorità responsabili di questa guerra criminosa. Come la Russia ha proclamato la restaurazione della Polonia indipendente, così la Francia saluta con gioia gli sforzi che su diversi punti del mondo compiono i popoli ancora soggiogati da una legge che la storia condanna. La Francia non vede la fine della guerra che nel trionfo del diritto e della giustizia, nella vittoria che determini la liberazione della sua fedele Alsazia-Lorena. Essa combatterà a fianco degli Alleati sino alla v,ittoria, per la restaurazione integrale dei loro diritti territoriali, per la loro indipendenza politica ed economica, come pure per la riparazione di tanta inumana devastazione e la garanzia contro il ritorno dei mali presenti.

In un secondo comunicato del:l'ambasciata francese è detto che il Governo della Repubblica ritiene suo dovere di comunicare al Governo l'ordine del giorno della Camera francese del 23 maggio, nel quale il Governo russo vedrà l'espressione della politica francese sol,ennemente confermata dalla rappresentanza popolare. Il Parlamento francese, che è l'espressione della sovranità del popolo francese, saluta la democrazia russa e tutte 1e altre democrazie. La Francia confermando unanimemente la protesta del 1871 fatta all'Assemblea nazionale dai rappresentanti dell'Alsazia Lorena contro l'annessione alla Germania, dichiara di aspettare dalla guerra insieme alla liberazione dei territori invasi la restituzione dell'Alsazia Lorena e giusta riparazione dei danni sofferti. Rigettando ogni idea di conquista ritiene che gli sforzi uniti degli esenciti francesi ed alleati, abbattuto il militarismo germanico, otterranno solide garanzie di pace e indipendenza pei grandi e pei piccoli popoli.

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1575/243. Pietrogrado, 11 giugno 1917, ore 21,10 (per. ore 15,45 del 13).

Telegramma di V. E. n. 867 (1).

Non ho mancato di esporre al ministro degli a~ri e51teri ragioni che hanno indotto R. Governo proclama per Albania. Terescenko che seguì con molta attenzione gli argomenti da me svolti in proposito sulla traccia delle istruzioni di V. E. ha mostrato apprezzare particolarmente quelli di carattere militare ed ha concluso esprimendo la fiducia che non sarà difficile intendersi definitivamente con V. E. quando, dopo risolta attuale crisi ministeriale italiana, egli la intratterrà circa l'interpretazione che il R. Governo dà all'atto in que

stione. A quanto ho potuto comprendere egli vorrebbe che l'atto non potesse apparire una deroga agli accordi di Londra. Quanto all'impressione prodotta nei circoli del Soviet dal nostro proclama ho fatto notare al mio interlocutore come essa sia stata di poco momento e non abbia . . . (l) al Governo provvisorio. Egli non ha insistito ed ha soltanto ripetuto un accenno al mancato previo avviso in proposito. Egli ha poi m~co pienamente convenuto non doversi dare appiglio di sorta ai nemici per insinuare l'esist,enza di screzi fra gli Al1eati ed ha aggiunto non dubitare che tutto verrà regolato sotto l'ispirazione della mutua fiducia e benevolenza che presi,ede ai loro rapporti (2).

(l) Cfr. n. 208.

312

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1579/201. Atene, 11 giugno 1917, ore 12,30 (per. ore 4,25 del 14).

In questo momento Zaimis viene a dirmi che Jonnart gli ha rimesso una nota con cui a nome delle potenze protettrici chiede l'immediata abdicazione di Re Costantino con designazione da farsi, da Sua Maestà, del suo erede. Ultimatum scade domani a mezzogiorno. La nota è accompagnata da un memorand~m in cui si dice che il principe ereditario non offre le garanzie volute dalle potenze garanti e che quindi occorre nominare un altro principe. Re Costantino avrà assicurato un appannaggio di mezzo milione.

Il commissario non tollererà disordini ,e interverrà militarmente per sedarli.

313

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1583/203. Atene, 11 giugno 1917, ore 16,30 (per. ore 10,10 del 14).

Zaimis ha detto che il ministro d'Inghilterra ha consigliato al Re di sottomettersi. Il Re ha chiesto di essere trasportato all'estero su battello inglese, non volendo viaggiare sotto bandiera francese. Elliot ha promesso ciò. Il Re ha chiesto anche se il suo allontanamento avrebbe potuto prendere forma di partenza provvisoria con reggenza ad uno dei principi Elliot ha risposto che i termini dell'ultimatum erano chiari e che non c'era che da accettarli o rifiutarli. Il prefetto di polizia ha garantito che le colonie e le legazioni, tranne forse quelle di Francia e d'Inghilterra, erano sicure. Per le due menzionate egli si sente di assicurarne la protezione. In seguito a ciò in riunione odierna

t. -gab. 952 del 14 giugno.

dei rappresentanti delle potenze, compresi i neutri, si è deciso di restare !n città. Per conto mio ho detto che, data la nostra numerosa colonia, non mi era possibile prendere misure adeguate di sicurezza e che quindi avrei dichiarato a Jonnart che lo consideravo personalmente responsabile di ogni danno che dalla sua precipitazione sarebbe potuto derivare a sudditi italiani.

(l) -Gruppo indecifrato. (2) -Ritrasmesso a Londra, Parigi, Pietrogrado e alle legazioni ad Atene e a Corfù, con
314

IL MINISTRO A LISBONA, SERRA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. R. 291/77. Lisbona, 11 giugno 1917.

È non poco difficile descrivere la situazione politica in Portogallo poiché è impossibile conoscere le vere direttive del Signor Sidonio Paes.

Da principio si era creduto che egli avesse una gran simpatia per i monarchici i conservatori ed i cattolici e qualcuno credeva che la rivoluzione del dicembre scorso poteva condurre alla restaurazione. Invece il Signor Sidonio Paes dopo di essersi servito di questi elementi per farsi proclamare Presidente della Repubblica mediante le più ferme dichiarazioni di fedeltà ai principi repubblicani ha tolto ogni dubbio al riguardo.

Il Signor Sidonio Paes si caratterizza in modo speciale per la tendenza ad accentrare tutto in sé. Egli ha cominciato col ridurre i poteri dei Ministri i quali si intitolano ora soltanto Segretari di Stati, non possono unirsi né deliberare che sotto la sua Presidenza e non saranno autorizzati ad intervenire nel Parlamento. Essi sono degli alti funzionari apolitici, di ordine schiettamente burocratico.

Quanto al Parlamento, il quale come già ho avuto l'onore di esporre alla

E. V. è stato eletto colla astensione di tutti i partiti repubblicani esso non è stato convocato né si parla di convocarlo. Quello che è strano è che l'opinione pubblica poco si preoccupa di questa mancanza di garanzia costituzionale.

Non vi è dubbio che nelle condizioni in cui si trova il Portogallo l'unica salvezza è la permanenza al potere di un uomo energico ed onesto, che spezzi tutte le camorre e le consorterie e che con regime di ferro e di fuoco cauterizzi le piaghe di questo povero paese. Ma in questa opera di risanamento se la iniziativa, la direzione deve essere uniqa, assoluta pure se si vuole, non è possibile però che una sola persona possa sopperire a tutto. Il Signor Paes non tollera intorno a sé nessun uomo di valore, appena qualcuno dei suoi collaboratori si pone un poco in vista e mostra della iniz~ativa egli è immediatamente dimesso.

Le conseguenze che derivano da questa tendenza sono diverse e prima di tutto se continuano così le cose nessun partito politico o vecchio o nuovo potrà seguire il signor Paes. Difatti è già avvenuto che il partito unionista dal quale egli è uscito lo ha abbandonato ed ancora più gli stessi suoi compagni di rivoluzione lo hanno abbandonato, di sorta che soltanto l'attuale Ministro del Lavoro viene dalla rivoluzione.

Questo sistema ha ancora un altro inconveniente ed è quello gravissimo di esporre la persona del Presidente poiché è ,evidente ed è giusto che qualunque cosa succede la colpa o la lode va al Presidente della Repubblica.

Intanto i tre partiti repubblicani non hanno disarmato ed anzi danno prova di grande attività. Ogni giorno si scoprono nuovi complotti e si sorprendono depositi di armi e munizioni; nella settimana scorsa per non andare più in là, vennero arrestate 260 persone appartenenti a tutte le classi ed un po' a tutti i partiti. Di qua e di là poi fioriscono scioperi senza nessuna ragione apparente; siamo stati due giorni senza ferrovie, le tabaccherie sono chiuse perché gli operai della fabbrica governativa sono in isciopero da tre mesi, nè si sa chi fornisce loro i mezzi di resistenza. Ora si aspetta lo sciopero dei trams e quello di tutti gli operai delle costruzioni. D'altra parte però non sarà tanto facile rovesciare il Signor Paes e la nuova Repubblica. Egli ha dalla sua tutta la guarnigione di Lisbona rinforzata, ben comandata e largamente pagata. Egli ha domato quasi annichilita la marina deportando tutti i • cabecillas • del corpo degli equipaggi, e da questo lato nulla vi è da temere.

L'unica cosa che può preoccupare sarebbe una ribellione delle truppe di provincia che dovrebbero marciare sulla capitale, ma si tratterebbe di una forma nuova di cui finora non vi sono precedenti notevoli negli annali rivoluzionari del Portogallo.

315

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, E AL COMANDANTE DEL CORPO D'OCCUPAZIONE DELL'ALBANIA, FERRERO

T. GAB. 932. Roma, 12 giugno 1917, ore 13.

(Solo Cadorna). In relazione al telegramma di V. E. n. 11694 (l) informo che data l'urgenza ho telegrafato direttamente al generale Ferrero quanto segue: (Per tutti). Informo V. E. che devonsi escludere assolutamente occupazioni Prevesa ed altre località al sud di Parga.

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L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1566/159. Parigi, 12 giugno 1917, ore 14,50 (per. ore 20,05).

Mio telegramma n. 155 (2).

Finalmente ieri sera Cambon mi ha rimesso la nota circa la frontiera ovest di Mersina che invio per posta odierna in copia (3). La nota riassumendo le precedenti non tenendo conto alcuno del primo pro-memoria italiano e tacendo

le proposte fatte da Lloyd George a S. Giovanni di stabilire la frontiera a Mersina ma in modo città restasse alla Francia, propone la frontiera a Capo Cavaliere (vedi carta francese da me spedita). Nota aggiunge che gli interessi italiani riconosciuti dall'Inghilterra sono indicati nell'accordo del 19 maggio 1915 che all'articolo 2 limitava la regione nella quale l'Italia poteva costruire ferrovie ad Alaya cioè cento chilometri all'est di Adalia. Anni or sono ho inteso dire che la Sublime Porta aveva accordato diritto esclusivo di alcune concessioni fino a Mersina ma non avendo i documenti citati mi astengo dal rimettere una nota e mi limiterò a rispondere a voce facendo rilevare che Ribot a S. Giovanni aveva dapprima accettato la proposta di Lloyd George e solo al momento di compilare il verbale aveva voluto indicare vagamente un punto a ovest di Mersina desiderando intorno a quella città un poco di hinterland. Ciò non implicava una zona di circa 110 chilometri. Farò notare sempre verbalmente come contrariamente a quanto è detto nella nota non rimarrebbe all'Italia che l'inospitale rada di Cavaliere mentre la sola rada ove forse potrebbero ripararsi le navi è Seleucia.

Attendo nota che prego V.E. inviarmi con altri argomenti basati su dati che non posseggo.

(l) -Non pubblicato. (2) -Cfr. n. 265. (3) -Cfr. n. 326 (allegato II).
317

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 939. Roma, 12 giugno 1917, ore 20,30.

Miinchener Nachrichten ha telegramma da Stoccolma in data l" corrente secondo il quale giornali di Pietrogrado Djen e Wolja hanno pubblicato il contenuto del trattato fra l'Italia e Intesa del 1915.

Prego telegrafarmi se esatto ed eventualmente particolari.

318

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1588/205. Atene, 12 giugno 1917, ore 20,30 (per. ore 0,35 del13).

Ecco la risposta di Zaimis all'ultimatum di Jonnart. Mi è stata data da Jonnart a mezzo di Elliot:

Monsieur le haut Commissaire, la France, la Grande Bretagne et la Russie ayant réclamé par votre note d'aujourd'hui l'abdication de Sa Majesté le Roi Constantin et la désignation de son successeur, le soussigné Président du Conseil des Ministves, Ministre des Affaires Etrangères, a l'honneur de porter à la connaissance de V.E. que Sa Majesté le Roi, soucieux, comme toujours, du seu1 intérét de la Grèce, a décidé de quitter avec le Prince Royal le pays et désigne pour son successeur son fils le Prince Alexandre.

319

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1564/286. Londra, 12 giugno 1917, ore 21,35 (per. ore 6,45 del 13).

Mio telegramma n. 277 (1).

Dopo le rinnovate insistenze fatte ..... (2) e sabato chiesi ieri nuovamente quando mi sarebbe rimesso noto promemoria. Mi è stato risposto che non si è potuto inviarlo perché il capo di Stato Maggiore non lo aveva ancora restituito. Dovevo vedere oggi Cecil ma apprendo in questo momento che Balfour ha poi ripreso oggi la direzione del Foreign Office e non potrà ricevermi prima di domani al più presto accorrendogli il tempo necessario per mettersi al corrente degli affari in corso.

320

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1561/288. Londra, 12 giugno 1917, ore 21,35 (per. ore 8,20 del 13).

Al Foreign Office erano oggi molto contenti per le notizie di Grecia e specialmente pel fatto che l'abdicazione del Re Costantino in favore del secondogenito principe Alessandro è avvenuta nella massima tranquillità.

321

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2093/514. Pietrogrado, 12 giugno 1917, ore 10,50 (per. ore 10,10 del 13).

10 giugno.

Commentando risposta francese ed inglese di cui al mio telegramma 508 (3), Dielo Naroda scrive che scopi guerra di quei Governi non lasciano· ormai p m dubbi ed è diventato superfluo informarsi degli scopi degli Imperi centrali. È chiaro che pressione democrazia sui Governi occidentali non è ancora sufficiente; dobbiamo quindi prendere delle decisioni contando soltanto sulle forze della rivoluzione russa.

N ovaia Gisni dice che popolo russo deve spezzare rete di menzogne colla quale imperialismo internazionale cerca di avvolgere rivoluzione russa. Soltanto insurrezione di tutto il mondo civile e lotta ad oltranza contro imperialismo può salvare Europa dal terrore e dalla vergogna di cui è minacciata dal prolungarsi della guerra. Rabosi Gazeta scrive che bisogna prendere in parola quelle parti delle note inglese e francese che lasciano intravvedere intenzione di riesaminare le trattative. Bisogna condurre i Governi alla revisione accordi poiché Russia non può combattere sulle basi date dagli Alleati. Dien dice che democrazia russa travasi di fronte necessità di dare il suo vero significato alla formula

• pace senza annessioni nè contribuzioni » in base alla libera scelta delle proprie sorti da parte dei popoli e proporre concrete condizioni di pace.

Birgevia Viedomosti scrive che potenze occidentali lottano contro tutte le forze germaniche e non deporranno le armi se non quando avranno scosso coalizione germanica. Noi restiamo loro alleati, dobbiamo combattere al loro fianco e cosi soltanto potrà trionfare nostra politica estera diretta ottenere pace sollecita, dignitosa, giusta, democratica.

(l) -Cfr. n. 249. (2) -Gruppo indecifrato. (3) -Cfr. n. 310.
322

L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1572/174. Washington, 12 giugno 1917 (per. ore 12,50 del 13).

Telegramma di V.E. Gab. 831 (l) e seguenti.

Lansing col quale ho avuto occasione di conferire tre volte in questi ultimi giorni non mi ha fatto cenno alcuno del nostro proclama in Albania nè della occupazione di Janina. Ho stimato perciò astenermi di parlargliene io stesso tanto più che l'argomento non ha provocato almeno per ora discussioni di sorta neanche nella stampa. Mi riserbo però valermi delle indicazioni di V.E. qualora se ne manifesti l'opportunità (2).

323

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2101/515. Pietrogrado, 12 giugno 1917, ore 13,45 (per. ore 13,45 del 13).

11 giugno.

Il 14 corrente si riuniranno a Pietrogrado i rappresentanti dei Soviet di tutta la Russia. Scopo precipuo della convocazione (la cui iniziativa è partita dal Soviet di Mosca) è di costituire un grande consiglio degli operai e soldati che

(l') Cfr. n. 174.

sovrasti a tutti gli altri e mantenga unità della loro azione. Esso risiederebbe a Pietrogrado, ove attuale Soviet sarebbe conservato ma passerebbe al rango dei Soviet provinciali. Nelle sfere moderate governative si considera con ottimismo creazione del grande Soviet ché gli elementi delle provincie più temperate di fatto della capitale gli conferiranno i mezzi di sostenere il Governo che oggi fanno difetto al Soviet di Pietrogrado spesso intimidito dai russi massimalisti e dal pronunciamento di Lenin. Ritengo vi sia del fondato in questa previsione, ma ogni riserva deve essere fatta circa misure del miglioramento che si attende.

(2) Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. gab. 948 del 13 giugno che richiama il t. gab. 831 dell'l giugno.

324

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1574/244. Pietrogrado, 12 giugno 1917, ore 19,40 (per. ore 13,50 del 13).

11 giugno. Telegramma di V.E. n. 902 (1).

Ho motivo di credere che Governo serbo abbia bensì domandato a Pietrogrado, Londra, Parigi, quale atteggiamento sarebbero per prendere quei Gabinetti di fronte al nostro proclama per Albania, ma non aver punto manifestato l'intenzione di prendere l'iniziativa di una protesta per tale nostro passo (2).

325

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1599/204. Atene, 12 giugno 1917, ore 15,15 (per. ore 8,25 del 15).

Avendo Zaimis acoettato la visita del primo alto commissario delle potenze garanti Jonnart, consono alle istruzioni di V.E., recatomi io pure a bordo

• Justice », dove egli tuttora alloggia dopo suo ritorno da Salonicco, per visitarlo. Nostro colloquio è stato lungo e cordiale. Egli mi ha detto che se, come tutto lascia sperare, Re Costantino avrebbe abdicato e la sua partenza avrebbe avuto luogo senza inconvenienti egli si sarebbe adoperato pel ristabilimento dell'unità della Grecia. Il Governo provvisorio a Salonicco sarebbe stato abolito; nel più breve tempo possibile si sarebbero fatte elezioni la cui libertà sarebbe stata con ogni più efficace mezzo garantita. Per fare tutto ciò occorre la permanenza al potere di Zaimis unico uomo capace di tanto. Il ritorno di v~enizelos al potere era prematuro e non avrebbe potuto avere luogo, che se il

popolo in libera consultazione Io avesse richiamato. La costituzione di una repubblica greca era del tutto aliena dalle idee della Francia giacchè Inghilterra ed Italia vi erano assolutamente contrarie e soprattutto perché la Grecia non era preparata a tale esperienza.

Per tutte queste opere Jonnart sperava e chiedeva mio concorso ben sapendo, egli mi ha detto, che la mia voce era qui ascoltata. Frattanto mi chiedeva fare pressione su Zaimis perché consentisse a restare al potere.

Avendo Jonnart nel suo colloquio accennato ai motivi che avevano condotto le potenze protettrici all'attuale passo, gli ho detto senza reticenze che quei motivi non erano considerati come valevoli dall'Italia; che tutta la linea di condotta delle potenze protettrici in Grecia era stata da noi biasimata e che solo con viva riluttanza e per non distruggere l'apparenza dell'accordo e della solidarietà era stata da noi in parte seguita. Che in questa ultima fase il distacco era completo. Era quindi meglio non ragionare del passato intorno a cui non potevamo trovarci d'accordo. Piano che egli mi esponeva per l'avvenire mi sembra per altro ottimo e consono del tutto alle idee del R. Governo e quindi credo poter prendere la responsabilità di accordargli la chiestami collaborazione.

Dopo questo colloquio con Jonnart mi sono recato da Zaimis e gli esposi i motivi che consigliano la sua permanenza al potere. Lo trovai disposto a rimanere e gli offersi ogni mio appoggio per ricondurre, dopo accettato l'ultimatum, l'ordine e la concordia in questo travagliato paese.

(l) -Cfr. n. 275. (2) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Corfù con t. gab. 949 del 13 giugno.
326

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL SEGRETARIO GENERALE AGLI ESTERI, DE MARTINO

I. P. Parigi, 12 giugno 191 7.

Come ho accennato nel mio rapporto col quale trasmettevo la nota di Cambon (1), io credo che -fissati i due punti estremi entro i quali sarà fissato il punto dove passerà la frontiera -ci converrebbe ritardarne la discussione ad un momento più propizio.

Ma forse il Ministro non sarà di questo avviso e penso accluderti alcuni appunti che siccome non sono che ricordi della conversazione di St. Jean de Maurienne ti può far comodo avere sott'occhio per la redazione della nota. (Se questa redazione vuoi tirare in lungo qualche giorno, sarà meglio perché il momento non è opportuno).

Ho abborracciato questi appunti in fretta perché parte il corriere. Tu vedi se vi è qualcosa che ti serva.

Se fossi venuto -come speravo -in Italia ne avremmo potuto parlare assteme, ma siccome non vedo nell'avvenire prossimo la mia venuta -ti scriverò ancora ciò che mi può venire in mente.

ALLEGATO I

APPUNTI DI SALVAGO RAGGI

Nella nota francese sembra siansi dimenticati i precedenti della questione e perciò pare necessario ricordarli.

Quando i Governi inglese, francese e russo riconobbero che l'Italia avrebbe dovuto essere consultata sulle conversazioni per negoziare la spartizione dell'Asia Minore, invitarono l'Italia a presentare le sue proposte.

Il Governo italiano fece rimettere le sue precise domande: queste costituiscono i « desiderata dell'Italia • di cui si parla a pag. 6 della nota. Fra queste domande precise e la frontiera al capo Anamour poteva parlarsi di • equa transazione • (pag. 6) non fra la domanda al fiume Sarkan da me appena accennata come proposta che avrei appoggiata.

Infatti a St. Jean de Maurienne Lloyd George propose la frontiera • a Mersina in modo che Mersina restasse alla Francia • questa era una transazione fra i

• desiderata • italiani e il Capo Anamour.

Non è ora il caso di ritransigere sulla transazione. Sonnino ha accettato la frontiera a Mersina proposta da Lloyd George, Ribot pure l'ha accettata. Solo al momento di redigere il verbale Ribot volle sostituire alla frase • presso Mersina in modo che la città resti alla Francia • la frase « all'ovest di Mersina • perchè disse si riserbava di • trovare su una buona carta un punto all'ovest di Mersina che costituisse una buona frontiera -senza che la città e il porto fossero soffocati dalla frontiera •. Ciò non poteva implicare di trasportare la frontiera a 120 Km. ad ovest di Mersina.

Certo allora non avrebbe potuto esser accettata una simile proposta e non sarebbe stata fatta se quella Conferenza fosse stata meno precipitosa. Nemmeno pochi giorni dopo quella proposta avrebbe potuto esser fatta ed è tentata ora perchè calcolano che l'impressione di quanto si è detto in quella conferenza sia stata cancellata dalla memoria.

La nota del Ministero Affari Esteri indica gli scali di Selinti e Kalandran come ceduti all'Italia. Mentre -essendo essi all'ovest del Capo Anamour -erano già fuori della zona assegnatasi dalla Francia quando trattava di nascosto dell'Italia.

Se un solo porto resta alla Francia -Seleucia -questo ha a 120 Km. Mersina e poi ad altri 100 Km. Yumurtalik e poco dopo Alessandretta, veri porti, mentre l'Italia non ha in tutta la sua zona che un solo porto Smirne (a 1000 Km.)".

ALLEGATO Il

CAMBON A SALVAGO RAGGI

Parigi, 10 giugno 1917.

Dans un entretien du 17 Mai dernier avec M. J. Cambon et M. de Margerie, rélatif au point de la còte méridionale de l'Asie Mineure, face à l'ile de Chypre où devrait etre fixée la limite des zones française et italienne en cas de partage de l'Asie Mineure, le Marquis Salvago Raggi a suggéré que ce point fut placé à l'embouchure du Sarkan-Sou, limite administrative, ou plutòt un peu plus à l'est, à celle du Arbach Tehai à environ 25 kilomètres à l'ouest de Mersina.

Il a été convenu que le Ministère des Affaires étrangères examinerait cette suggestion et formulerait éventuellement à san tour une proposition.

L'étude poursuivie depuis lors a about au résultat suivant:

La fixation de la limite sur la mer entre les deux zones française et italienne dépend de considérations de fait et de considérations de droit. Les considérations de fait sant:

l) les stipulations des accords antérieurs intervenus, sur le partage éventuel de l'Asie Mineure, entre la France, la Grande Bretagne et la Russie;

Ces accords, tout en réservant la part de l'Italie dans la regwn avoisinante la province d'Adalia, ont fixé au Cap Anamour, le point d'aboutissement sur la mer, de la zone française à l'ouest de Mersina.

2) l'intéret pour la France et l'Italie, si la première consentait à reporter plus à l'est le point frontière d'Anamour qui lui était primitivement acquis, à ce que la future frontière fùt placée à un point assurant la pleine indépendance politique, militaire et économique de la ville et de la région de Mersina.

Les considérations de droi t so n t:

l) le texte de l'art. 9 de l'accord du 25 avril 1915, ainsi conçu:

• L'Italie ... devra ... obtenir une part équitable dans la région méditerranéenne avoisinante la province de Adalia où elle a déjà acquis des droits et des intérets qui ont fait l'objet d'une convention italo-britannique.

2) les stipulations de la conférence de St. Jean de Maurienne au cours de laquelle la question ayant été discutée et la France ayant, par égard pour l'Italie, consent( à faire une concession sur la limite du Cap Anamour, il fut entendu que la limite franco-italienne devrait etre ultérieurement fixée à un point « à l'ouest de Mersina •.

L'accord du 25 avril 1915 stipule:

a) que l'Italie possède dans la province d'Adalia des droits et des intérets reconnus par l'Angleterre; b) que l'Italie dans le partage éventuel de l'Asie Mineure, obtiendra une part équitable dans la région avoisinante la dite province d'Adalia.

Qu'est-ce que la province d'Adalia?

Quels so n t les droits et intéréts de l'Italie déjà reconnus par l'Angleterre et sur quelle région portent-ils? Où commence la région avoisinante la dite province? La province d'Adalia est le sandjak de Tekké (sandjak du vilayet de Koniah)

qui a Adalia pour chef-lieu. La limite de ce sandjak de Adalia tombe dans la mer un peu à l'est de la localité de Alaya. C'est là que cornmence • la région avoisinante la province d'Adalia •.

Quant aux droits et intérets de l'Italie, qui ont été invoqués pour justifier l'in

corporation à la zone italienne de la région còtière jusqu'à 25 kilomètres à l'ouest

de Mersina, quels sont-ils et sur quelle région portent-ils?

(Il est à remarquer tout d'abord que, dans la négociation anglo-italienne du

commencement de 1914, les avantages consentis par les Anglais aux Italiens avaient

pour contre-partie l'évacuation du Dodécanèse par l'Italie).

Quant à ces • droits et intérèts • ils consistent, d'après l'accord Nogara du

19 mai 1914, dans la construction de certaines lignes de chemin de fer devant

relier la région de Adalia à la ligne Smyrne-Ai'din.

Par cet accord (art. 2) le Syndicat (Società Commerciale industriale e finan

ziaria) s'interdisait de construire, sans la permission de la Compagnie anglaise

Smyrne Ai'din aucun chemin de fer à l'est de Istavros et jusqu'à la limite extre

me de Alaya (art. 1). Or Istavros n'est qu'à 15 kilomètres au plus et Alaya à une

centaine de kilomètres à l'est de Adalia. C'était là la limite est des droits et

intéréts de l'Italie. Ces droits et intéréts ne peuvent donc étre invoqués pour

réclamer un point frontière situé à plus de 250 kilomètres plus à l'est.

L'accord anglo-italien ne concerne donc pas • la région avoisinante la province

d'Adalia • et • les droits et intérets de l'Italie • s'appliquent non à cette région,

mais à la seule province (sandjak) d'Adalia.

La question de la limite sur mer des zones doit étre résolue sur la seule base

d'une transaction équitable entre la limite primitive d'Anamour et les desiderata

de l'Italie.

Il y a environ 200 kilomètres entre Mersina et le Cap Anamour. L'Italie de

mande que la France lui en rétrocède 175 environ.

La France propose de fixer le point limite à la moitié environ de la distance, c'est à dire au Cap Cavaliere, situé un peu à l'ouest de la baie dite • Agna-Liman » située au sud de la localité de Selefké (Séleucie).

C'est à cet endroit, formant limite naturelle, que la chaine du Taurus cilicien forme la partie la plus saillante. Elle coupe le sandjak de Itch-Il (sandjak ouest du vilayet d'Adana) de façon que les deux tiers (cazas de Gulnar, d'Anamour, d'Ermének et de Mouth) en demeureraient acquis à l'Italie, constituant ainsi, comme il est prévu, la • région avoisinante la province d'Adalia •, l'autre tiers (Caza de Sélefké) constituant la région voisine de la province (sandjak) d'Adana, acquise à la France.

Tandis que le caza de Sélefké n'a qu'un seui port Tach Oudja on trouve dans le caza de Gulnar attribué à l'Italie: a) une rade sure à Kilindria; b) un havre commode à Soouk Sou (ancienne Cersinoe);

c) l'échelle de Tchorak-Anamour fréquentée par des vapeurs dont le mouvement annuel était, suivant des statistiques déjà anc1ennes, de 55 navires, et par 300 voiliers, donnant un tonnage de 32.000 tonnes qui n'a pu que s'augementer depuis lors;

d) les deux échelles de Selinti (Selinoute) et de Kalandran, aujourd'hui moins fréquentées.

En abandonnant la partie du sandjak de Itch-11 (Sélefké) située à l'ouest du Cap Cavaliere, la France laisse à l'Italie 4 cazas sur 5, 285 villages sur 321, 86.738 habitants sur 105.280 et 139.000 hectares de foréts sur 221.000.

Le Ministère des Affaires étrangères estime donc que sa proposition de fixer le point frontière sur la mer entre les zones française et italienne d'Asie Mineure au Cap Cavaliere constitue une transaction convenable et avantageuse pour l'Italie entre les points de vue différents des deux Gouvernements.

(l) Il rapporto non è pubblicato; la nota è qui annessa.

327

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA

T. GAB. 940. Roma, 13 giugno 1917, ore 13.

Questo ambasciatore di Francia mi ha riferito che in occasione della nostra occupazione di Kipurgis in Tessaglia un plotone di cavalleria italiana proveniente da Janina tentò di impedire ad un distaccamento di Spahis di avanzare. Non vi sarebbe però stato conflitto. Prego procurarmi ogni possibile particolare su quanto precede.

La nuova situazione creatasi in Grecia con l'abdicazione del Re Costantino rende possibili conflitti con le truppe greche che obbedendo agli ordini del ces· sato Governo si ritiravano innanzi a noi. I disegni francesi di occupazioni in Grecia rendono altresì possibili conflitti in occasioni corrispondenti a quella che si disegnò a Kipurgis. Debbo perciò ancor più insistere sulla precisa esecuzione delle disposizioni contenute nei miei telegrammi 921 (l) e 932 (2) che escludono la occupazione di Prevesa e di altve località al sud di Parga. Approvo perciò i limtii indicati dal generale Ferrera nel telegramma comunicatomi da

V.E. col suo n. 11774 (1), ma osservo che in tale telegramma non sono indicati i limiti della nostra occupazione fra la Ciamuria e il Pindo (dal Kalamas a Mecoviticos). Data la nuova situazione occorre astenersi da qualsiasi ulteriore occupazione al sud di Janina.

(l) -Cfr. n. 292. (2) -Cfr. n. 315.
328

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, E AL CONSOLE A JANINA, NUVOLARI

T. GAB. 944. Roma, 13 giugno 1917, ore 20.

(Meno Janina). Ho telegrafato al R. consolato a Janina quanto segue:

(Per tutti). Questo Ambasciatore di Russia mi riferiva che al momento della occupazione di Janina notabili albanesi di quella città si sono diretti ai locali consoli di Russia e di Inghilterra richiedendoli di consiglio circa l'atteggiamento da tenersi e chiedendo se non fosse il caso di domandare una occupazione internazionale invece dell'occupazione italiana. I consoli di Russia e di Inghilterra avrebbero tranquillizzato gli albanesi suddetti consigliandoli ad attendere fiduciosi il corso degli avvenimenti. Il Signor Giers mi ha chiesto altresì se i consoli alleati in Janina sarebbero stati autorizzati a telegrafare in cifra ad Atene.

Ho risposto che la decisione interessava prevalentemente l'autorità militare di occupazione. Comunico a V.S. per sua notizia che io sarei interamente favorevole alla concessione in parola.

329

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 951. Roma, 13 giugno 1917, ore 20.

Giers mi riferiva che Terescenko, invitato da Buchanan ad appoggiare a Parigi i passi dell'ambasciatore inglese chiedenti l'allontanamento di Sarrail dal supremo comando a Salonicco, avesse risposto consentendo a che l'incaricato d'affari russo a Parigi si associasse a tale richiesta, ritenendo egli che Sarrail avesse dimostrato di non avere le qualità volute per quell'alto comando, e si fosse occupato della propria politica personale più che delle necessità militari della situazione (2).

(l) -Non pubblicato. (2) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., p, 153.
330

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 947. Roma, 13 giugno 1917, ore 21.

Giers mi riferiva confidenzialmente dietro telegramma da Atene che Jonnart aveva mandato lunedì (11) mattina a Zaimis l'ultimatum chiedendo l'abdicazione del Re Costantino, che avrebbe potuto designare il suo successore. Si dava 24 ore di tempo, scadenti a mezzogiorno di ieri, passate le quali si sarebbe adoperata la forza. In -una promemoria allegato si esponeva che il Diadoco (l) per essersi pure mostrato poco rispettoso della costituzione non avrebbe potuto, se indicato come successore, soddisfare le esigenze della situazione non presentando personalmente le necessarie garanzie (2).

331

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 950. Roma, 13 giugno 1917, ore 21.

Barrère mi informa che ieri mattina alle 9 Zaimis aveva inviato a Jonnart la risposta del Re Costantino il quale abdicava a favore del suo secondogenito Alessandro. Egli chiedeva di poter partire insieme col Diadoco sopra una nave inglese recandosi in Svizzera attraverso l'Italia. Barrère chiedeva il mio pensiero a questo ultimo riguardo. Ho risposto esprimendo incidentalmente qualche sorpr,esa che le potenze garanti della costituzione potessero invitare il sovrano in carica a designare il suo successore, contrariamente ai dettami della costituzione stessa. Dovevo supporre che fosse il Diadoco che avesse dichiarato di non voler accettare e che quindi per Le regole normali la successione fosse deferita al secondo erede per ordine naturale. Ad ogni modo mi rallegravo che tutto fin qui fosse proceduto senza disordini, e senza intervento di truppe. Quanto al viaggio del Re non avremmo potuto che facilitargli il chiesto passaggio pel regno, a lui e alla sua famiglia. Non avevo ricevuto nè ieri nè oggi alcun telegramma da Bosdari. Mi ripugnava di credere che gli Alleati avessero messo alcun impedimento alle libere comunicazioni sue con la Consulta. Pregavo Barrère di accertarsene (3).

10 -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

(l) -Il principe Giorgio, erede al trono. (2) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., p, 153. (3) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., pp. 153-154.
332

IL MINISTRO A BANGKOK, MANACORDA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. R. 2111/7. Bangkok, 13 giugno 1917, ore 16,50 (per. ore 6 del 14).

Telegramma di V.E. n. 5817 (1).

Apprendo da fonte autorevole che per influenze personali questo Governo avrebbe deciso rottura Germania Austria Ungheria.

Preparazione misure relative richiede tempo e perciò questo Governo desidera mantenere il segreto e prego V.E. compiacersi tenere quanto precede riservato.

In tale condizione di cose sarebbe a desiderarsi assai ritorno Siam tutti funzionari italiani per facilitare sostituzione temporanea di circa 35 funzionari germanici con funzionari alleati.

Situazione essendo cambiata cadono obiezioni ritorno anticipato Cambiaso Catena perché come specialisti potranno essere utilizzati ferrovia del Nord attualmente in mano della Germania.

333

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1582/244. Atene, 13 giugno 1917, ore 19 (per. ore 8,10 del 14).

Mio telegramma n. 240 (1).

Le navi greche • Sfacteria •, • Beirut •, • Spetza •, recando a bordo Re Costantino e seguito, giungeranno (salvo ordini contrari che occorrerebbe far pe!'Venire a dette navi per radiotelegramma) a Villa San Giovanni venerdì sera

o sabato mattina. Occorrerebbe far ,trovare in coincidenza con esse un treno specia'le per raccogliere Re Costantino e seguitare alla frontiera svizzera.

334

IL CAPO DELLA DIVISIONE STATO MAGGIORE DEL MINISTEHO DELLA GUERRA, VACCHELLI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

N. 7048 G. Roma, 13 giugno 1917.

Dal comandante della Tenenza dei CC. RR. di Domodossola vengono comunicate le seguenti informazioni attinte diligentemente nel Canton Ticino e che si trasmettono al seguito di analoghe precedenti informazioni.

l) Si fanno da parte di persone tedesche attive incette di cartoline e lettere provenienti da nostri soldati alla fronte e si vanno assumendo informazioni presso le famiglie residenti in Svizzera che hanno parenti o figli a combattere sulla fronte nostra.

I documenti raccolti vengono in massa spediti in Germania. Il 6 andante dalla polizia svizzera ne furono sequestrate diverse ad una signora tedesca che le spediva al proprio marito in Germania sotto la scusa che egli ne fosse appassionato raccoglitore. 2) Si è scoperto che agenti tedeschi residenti in Italia hanno escogitato un nuovo mezzo di comunicare notizie avvaLendosi di cartoline dentellate e che messe poi in confronto con susseguenti cartoline formerebbero un alfabeto convenzionale. Dette cartoline spedite ad intervalli di giorni, hanno la loro superficie frasi di saluti e di nessuna importanza.

La censura italiana potrebbe accertare.

3) A Lugano esistono ora due Consolati, uno austriaco ,ed uno germanico. Entrambi rilasciano esoneri temporanei trimestrali e mensili a persone validissime di cui hanno bisogno per lo spionaggio.

Quando poi la polizia svizzera comincia ad avere sospetti su esoneri temporanei trimestrali e mensili, che sembrano ingiustificati, allora i Consolati rilasciano attestati di riforma definita e le persone restano a compiere le loro mansioni.

4) Nel Canton Ticino si comincia ad essere allarmati dalla continua affluenza di tedeschi.

A Locarno se ne contano oltre 300 ed a Lugano 500. Essi sono in buona parte disertori, ed acquistano stabili e terreni a qualunque prezzo e costruiscono ville e case. A Locarno poi vi sono circa 100 disertori e renitenti italiani.

5) A Lugano esiste una società di controspionaggio che però può fare ben poco, perché l'elemento italiano è subito sospettato e pedinato, mentre il tedesco è lasciato libero.

Ciò perchè la polizia dell'Arma (la quale si sostituisce a quella locale) è nel suo Comando notoriamente tedescofila.

La nostra Domenica del Corriere se nelle illustrazioni ha qualche cosa che riguarda i tedeschi e possa offendere i loro sensi delicati, non viene esposta nelle vetrine delle edicole. Un tedesco arrestato per spionaggio viene al più tardi dopo due giorni rilasciato a piede libero, e così anche la polizia locale è ostacolata e teme compromettersi. Ultimamente però venne destinato alla gendarmeria un tenente grigionese molto attivo e si spera che i sistemi muteranno.

6) Negozianti italiani a Basilea, Zurigo e Lucerna si vantano di ricevere come prima abbondantemente le merci dall'Italia che rispediscono poi agli Imperi centrali. Certe ditte fanno spedire a vari privati, massime esercenti forti quantità di generi grassi di cocco, olio ecc. contro assegno. Esse pagano gli assegni ed il trasporto, ed accentrata così la merce la spediscono agli Impel"li centrali.

Da pochi giorni però si nota una forte reazione e dal Gran Consiglio uscirà quanto prima una legge, proibente l'accaparramento di qualsiasi genere di merce alimentare o altro, annullando i contratti già stipulati. I prodotti poi del Canton Ticino non potranno più uscire. La proibizione si estenderà ai pacchi postali contenenti materie di alimentazione.

(l) Non pubblicato.

335

MEMOEANDUM DELL'ADDETTO NAVALE A LONDRA, REY DI VILLAREY, PER L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

Londra, 13 giugno 1917.

Nella Conferenza navale interalleati che ebbe luogo a Londra il 23 e 24 gennaio u.s., l'Ammiragliato domandò di poter richiamal'e le quattro navi da battaglia tipo Queen che erano aggregate, fin dal principio della guerra, alle forze navali italiane. Il Ministro della Marina consentì, ma fece presente l'urgente necessità che il contributo navale inglese non venisse diminuito col ritiro puro e semplice delle navi da battaglia, ma che queste fossero sostituite con un adeguato numero di incrociatori leggeri e siluranti. L'Ammiragliato rispose che non poteva al momento disporre né di incrociatori leggeri né di siluranti ma che avrebbe fatto ogni sforzo • to reinforce the first allied squadron by a convenient number of light cruisers and destroyers, when available •.

Da allora in poi sono successi i fatti seguenti:

l) La flotta britannica è stata rinforzata nel Medi,terraneo e nella Manica da circa 26 cacciatorpediniere di altri governi alleati (18 americani e 8 giapponesi).

Il) Nell'azione avvenuta il 15 maggio le forze leggere austriache che avevano attaccata la linea dei drifters nel Canale di Otranto, affondandone 14, poterono sottrarsi alla distruzione completa da parte delle forze leggere italainglesi, grazi,e alla superiore velocità.

L'azione dimostrò palesemente che non avevamo un numero sufficiente di cacciatorpediniere per pattugliare la linea dei drifters per proteggerla dai raids nemici. Dimostrò anche che gli incrociatori del tipo Dortmouth e Bristol (tipo cioè degli incrociatori leggeri inglesi che sono aggregati alle nostre forze navali) sono troppo lenti in rispetto degli incrociatori leggeri nemici.

Oltre della deficienza effettiva di velocità oraria (circa 5 miglia) devesi tener conto del fatto che il nemico ha la scelta del momento dell'attacco mentre le nostre forze non muovono dalle loro basi che quando l'attacco è già iniziato.

III) Perciò sia in una nota verbale del 25 marzo del Capo di Stato Maggiore della Marina (da me consegnata a suo tempo), sia in una lettera privata dello stesso Capo di Stato Maggiore al Primo Lord Navale, (pure da me consegnata pochi giorni fa) si rivolse viva preghiera perché alle forze navali inglesi in Adriatico fossero aggiunti due o tre incrociatori leggeri del tipo Concorde.

Nè la nota verbale, nè la lettera privata, hanno finora avuto risposta.

IV) L'Ammiragliato chiese in data 30 maggio, che la linea dei drifters fosse da noi pattugliata con adeguato numero di cacciatorpediniere e digpose intanto che la linea dei drifters stessa fosse ritirata in porto durante la notte, venendone così grandemente diminuita l'efficienza.

L'Ammiragliato aggiungeva che tale provvedimento non avrebbe potuto essere revocato che quando la linea fosse efficacemente pattugliata da cacciatorpediniere.

Il Capo di Stato Maggiore ammiraglio Revel, con telegramma del primo giugno rispose che era impossibile stabilire il pattugliamento a protezione dei drifters a causa della mancanza di cacciatorpedinieDe.

In conclusione non vi è alcun segno per ora che l'Ammiragliato intenda migliorare la qualità (incrociatori leggeri) e la quantità (cacciatorpediniere) delle forze navali leggere aggregate alle forze navali italiane in Adriatico. Le 4 grandi navi da battaglia furono ritirate con nostro consenso è vero, ma formavano cospicua parte del contributo navale che all'inizio della nostra guerra la Gran Bretagna aveva trovato giusto e necessario concederci.

Ritirate le grandi navi perché non adatte alla modernissima guerra navale, e perché la Gran Bretagna aveva bisogno degli equipaggi per armare appunto navi leggere, la parte di contributo così a noi sottratta avrebbe dovuto essere al più presto sostituita con le forze legg,ere adatte per qualità e quantità. Invece è successo che i contributi navali apportati da allora da due potenze navali importanti come gli Stati Uniii e il Giappone, sono andati a totale beneficio dell'alleato navalmente più forte.

Vero è che l'Ammiragliato abbietta che tali contributi vanno anche a beneficio nostro poiché i cacciatorpediniere giapponesi operano nel Mediterraneo e quelli americani (poiché contrastano l'azione dei sommergibili all'entrata della Manica) proteggono il naviglio mercantile in generale e il traffico carboniero così importante per noi.

Di tali contributi però risentiamo il beneficio in modo molto indiretto e non giovano alla nostra azione navale in Adriatico.

Le ragioni militari sono certamente di primo ordine, ma ve ne sono altre morali, (il cui valore certo sfugge agli Inglesi) che rendono imperativo che la :vlarina Italiana non continui ad avere solamente che mezz,i su.ccessi.

La Marina Italiana uscirebbe cioè moralmente diminuita dalla guerra se, nella prevedibile totale assenza di grandi azioni navali tra le forze principali, non riuscisse prima della sua conclusione a distruggere le sole forze navali del nemico che escono di quando in quando a cimentarsi con noi, e cioè i suoi incrociatori leggeri e le sue siluranti.

Nè minor danno morale sarebbe causato dalla constatazione che non riusciamo in misura ragionevole a contenere le uscite e i ritorni dei sommergibili che infestano il Mediterraneo e hanno per base Cattaro.

Sarebbe quindi opportuno chiedere al Capo del Governo britannico:

l) che vengano inviati in Adriatico almeno due o tre incrociatori leggeri di tipo modernissimo (tipo Aretusa o Calliope);

2) che venga aggregato alle forze leggere a difesa del Canale d'Otranto un certo numero di cacciatorpediniere possibilmente non inferiore ad otto unità (1).

(l) Il memorandum fu inviato al Foreign Office il 18 giugno 1917 con la seguente aggiunta: « With special reference to the recent reinforcements received by the Allied Fleets from the American and Japanese Governments, the Royal Italian Government would like to point out that, in the case of further reinforcements being received from Japan or the U.S.A., these should be directed to proceed t o reinforce the Allied Squadron in the lower Adriatic •.

336

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. uu. 956. Roma, 14 giugno 1917, ore 22.

Telegramma di V.E. Gabinetto n. 238 (1).

Le trasmetto qui appresso uno schema della nostra risposta modificata per agevolarne costà pubblicazione.

V.E. è autorizzata a comunicarlo ufficialmente a codesto ministro degli affari esteri, rimettendolo poi uffioialmente a mio nome quando esso sia stato accolto coll'intesa che una volta consegnato esso dovrà essere senz'altro pubblicato. Avverto [che] è sorta una notevole agitazione nella stampa italiana di fronte alla pubblicazione delle note francese ed inglese senza una corrispondente pubblicazione della nota italiana. Segue il testo integrale.

• J'ai reçu la note du 20 avril/3 mai 1917 (n. 766) par laquelle V.E. a bien voulu me communiquer le manifeste que le Gouvernement provisoire russe a promulgué le 27 mars dernier aux citoyens, dans lequel il a exposé les vues du Gouvernement de la Russie libre sur les buts de la guerre actuelle.

C'est avec la plus vive satisfaction que le Gouvernement Royal d'Italie a pris connaissance des déclarations du Gouvernement russe, qui offrent une nouvelle preuve de la volonté inébranlable qui anime la glorieuse nation russe de mener la guerre mondiale jusqu'à la victoire décisive.

Le Gouvernement Royal a pris note également que la Russie est décidée à intensifier ses efforts pour la libération du territoire de la patrie et la restauration de la Pologne dans son unité et son indépendance.

Ces déclarations ne manqueront pas de déjouer la tentative qui a été poursuivie par nos ennemis communs de jeter le doute sur les intentions de la Russie. L'accord le plus sincère et le plus ferme avec ses alliés offrira à la Russie libre une garantie précieuse pour son développement avenir. A cette condition la Russie, de parfait accord avec les nations libres et démocratiques du monde, qui sont ses alliés, rejoindra le but de créer une base stable pour une paix durable qui assurera à l'humanité une ère de justice et de liberté.

De son còté l'Italie est entrée en guerre librement, pour le triomphe des principes sacrés de la délivrance des peuples opprimés et la sécurité de son indépendance. Tout esprit de conquéte ou de domination est exclu de sa politique.

L'Italie, dont la constitution nationale est inspirée aux principes démocratiques, salue avec joie la manifestation dont le Gouvernement russe vous a chargé de me faire part, et exprime par mon entremise la ferme confiance dans la victoire finale contre nos ennemis communs ».

(l) Cfr. n. 286.

337

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL MINISTRO AD ADDIS ABEBA, COLLI DI FELIZZANO

T. 790. Roma, 14 giugno 1917, ore 22.

Telegramma di V.S. n. 52 (1). Ministero Colonie ritiene poco sincera dichiarazione Ras Tafari essere per lui pericoloso favorire entrata Caffa missione Consolata che lo esporrebbe accusa atteggiarsi cattolico visti suoi ottimi rapporti con Jarosseau e favori da lui accordati cappuccini francesi Harrar. Ministero Colonie ritiene causa opposizioni a nostra missione debba ricercarsi in missione francese che ha influenzato Ras Tafari affermando preteso proprio diritto prefettura apostolica Caffa. Ministero Colonie assicura Propaganda Fide intende mantenere fermo decreto assegnante Caffa a missione italiana tanto più che Jarousseau ha scritto Propaganda che non solleverà più obiezioni imbarazzi. Prego V.S. telegrafarmi esito eventuali nuovi passi verso Ras Tafari visto che ostacolo Jarousseau da ritenersi rimosso e questione per parte Propaganda risoluta.

338

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1587/293. Londra, 14 giugno 1917, ore 22,10 (per. ore 2,15 del 15).

Parlamento e paese senza distinzione di partito hanno accolto la notizia dell'abdicazione del Re Costantino con manifestazione unanime di compiacimento. Dal principio della guerra poche decisioni del Governo hanno come questa incontrato il generale incondizionato plauso.

L'avvenimento, come ho ripetutamente segnalato in tutta la mia corrispondenza, era da molto tempo desiderato e atteso con grande impazienza. Morning Post coglie l'occasione per recriminare contro Asquith e Grey che l'avevano impedito durante la loro permanenza al Governo. Dai soliti deputati radicalissimi fu espressa la sgradita sorpresa per il mantenimento del regime monarchico. Di tali sentimenti si rendono oggi più o meno apertamente interpreti i noti giornali radicali i quali già propugnano che oramai le potenze garanti non debbono più ingerirsi nelle questioni interne della Grecia cui va liberamente lasciata la piena libertà di decisione pel suo futuro regime. Superfluo segnalare l'unanimità ed il calore con cui si saluta il prossimo avvento al potere di Venizelos. Notizie giunte sul modo tranquillo e liscio in cui si sono svolti gli avvenimenti e soprattutto il sollievo per aver risoluta la questione hanno contribuito ad attenuare la spiacevole impressione e la vivace critica da me precedentemente riferita.

(l) Non pubblicato.

339

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. u. 1595/292. Londra, 14 giugno 1917, ore 22,10 (per. ore 4,30 del 15).

Mio telegramma n. 286 (1).

Ieri non potei vedere Ceci! che conserva ancora la direzione del Foreign Office, vidi però Clarke ed in seguito a pressantissime insistenze ricevetti finalmente nella serata noto memorandum. Mi sembra inutile telegrafarne il testo integrale trattandosi, come già aveva preannunziato Cecil, di una esposizione storica del negoziato per l'Asia Minore. Il memorandum si può così riassumere:

l) disposizioni contenute nell'articolo 9 del trattato aprile 1915;

2) comunicazioni dateci nell'ottobre 1916 dei documenti concernenti gli

accordi franco-anglo-russi;

3) discussioni inconclusive tra le tre potenze e l'Italia;

4) conferenza di Moriana;

5) impegni di Ribot e di Lloyd George di sottoporre ai rispettivi Governi le domande italiane basate su di una carta presentata durante la discussione.

(Una riproduzione di questa carta che fu un poco sommaria e che deve essere

sottoposta ad accurata delimitazione è annessa al presente: la sfera italiana è

colorita in verde e la sfera d'influenza italiana è segnata con un C);

6) scambio di vedute circa la situazione che potrebbe risultare per le po

tenze alleate al momento della pace nei riguardi del Governo ottomano;

7) adesione condizionata del Governo britannico alle zone rispettive di occupazione e di interesse da attribuirsi all'Italia definite nella conferenza e risultanti dalla cartina;

8) specificazione delle note condizioni: a) previo consenso russo; b) Smirne se eventualmente ceduta all'Italia, porto franco; c) maggiore sforzo militare.

9) intesa circa il rispetto degli interessi delle altre potenze senza che essi

possano servire a scopo politico;

10) formula le proposte di Lloyd George ed accettate a Moriana con ag

giunta successiva inseritavi dal Gabinetto Guerra e notificata a suo tempo a

V. E. da Rodd delle parole: " avuto riguardo agli sforzi fatti da ciascuna potenza nella guerra ». Stamane per tempo ho fatto sapere a Ceci l che io non poteva assolutamente accettare la nota condizione degli ulteriori sforzi militari e che pertanto prima di telegrafare a V.E. il testo del memorandum ritenevo doveroso tornare a pregarlo di attirare tutta l'attenzione del Gabinetto di guerra sulla cattiva impressione che la condizione produrrebbe su di lei e sull'inutilità co

munque di insistere su di una condizione cui in nessun caso ella ha replicatamente dichiarato di voler consentire. Nel colloquio avuto poc'anzi, Cecil mi disse che il Gabinetto di guerra informato delle mie instanti osservazioni e obiezioni aveva dopo lunga discussione finito per redigere la seguente formula:

• Governo di Sua Maestà è disposto (willing) eliminare condizione numero tre alla quale è subordinata sua accettazione accordo con Italia per Asia Minore, nella fiduciosa speranza che qualsiasi sforzo ulteriore italiano che venga considerato desiderabile dalle autorità militari alleate in consultazione con quelle italiane in sfere d'operazioni fuori del fronte italiano sarà dal Governo italiano (segue testo integrale inglese) • readily made to the full extent of their power and means •.

Cecil ha aggiunto che nel pensiero del capo di Stato Maggiore condiviso dal Gabinetto di Guerra lo sforzo su accennato contemplerebbe le seguenti due possibilità:

l) concorso eventuale in Palestina con contingenti considerevolmente superiori ai seimila uomini da noi offerti; 2) invio all'esercito di Salonicco non di truppe combattenti ma di uomini destinati ai servizii ausiliari, costruzione strade, ferrovie ecc.

Ho risposto che su questa formula al pari che su ogni altra modificazione eventuale che V.E. desiderasse veder introdotta nel resto del promemoria, doveva naturalmente riservarsi a lei ogni libertà di giudizio e di decisione. A titolo esclusivamente personale ho tentato di ottenere la soppressione delle parole aggiunte dal Gabinetto di guerra alla nota formula proposta da Lloyd George, rilevando che la medesima non compariva nel processo verbale della conferenza di San Giovanni. Su questi punti ho trovato Cecil irremovibile. Ha riconosciuto che quell'aggiunta non figurava nel processo verbale. Ma ·essa fu deliberatamente voluta dall'unanime Gabinetto di guerra che in nessun caso consentirebbe ad eliminarla. A mezzo del corriere di Gabinetto Sinisi partente domani invio a V.E. il testo del pro-memoria nonchè annessa cartina stampata, nella quale rilevo insito che il confine tra sfera d'interessi C italiana e la zona francese all'ovest di Mersina è segnato in un punto un poco più all'est di Maidan e pertanto includerebbe Seleucia nella nostra zona C.

(l) Cfr. n. 319.

340

IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2132/156. Stoccolma, 14 giugno 1917, ore 17,40 (per. ore 11,38 del 15).

Nell'ultima seduta ordinaria della Dieta questo ministro degli affari esteri ha fatto ieri in entrambe le Camere alcune dichiarazioni sulla politica estera specialmente in relazione alla questione dei rifornimenti. Ha aper.tamente ammesso che la situazione della Svezia è grave per il doppio effetto della guerra dei sotto

marini tedeschi e dei provvedimenti inglesi tendenti ad impedire rifornimenti degli lm!)€ri centrali. Data la scarsezza generale sul mercato mondiale di certe merci e la probabilità che la politica delle potenze belligeranti verso i neutrali diventi sempre più dura, l'avvenire si presenta nero per gli ultimi. Per la Svezia questione si aggrava anche per il fatto che l'attuale raccolto interno dei cereali sarà affatto insufficiente e che molte industrie dovranno tra breve sospendere lavoro per mancanza di materie prime. Possono imporsi sacrifici e privazioni che paese dovrà subire con abnegazione concorde per impedire di essere implicato nella guerra e per mantenere politica estera accettata da tutti i partiti e diretta al mantenimento dell'indipendenza di una neutralità chiara ed imparziale e delle relazioni commerciali con entrambi i gruppi belligeranti. In entrambe le Camere capi dei diversi partiti hanno dichiarato malgrado grandi divergenze circa questioni interne aderivano pienamente alle direttive di politica estera espresse dal ministro degli affari esteri. Dieta si è aggiornata ieri ma sessione legislativa (come l'anno scorso) non è stata chiusa, ciò che lascia in funzione permanente il comitato segreto parlamentare e permette riconvocazione delle Camere alla prima occorrenza (1).

341

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2144/517. Pietrogrado, 14 giugno 1917, ore 15 (per. ore 3,15 del 16).

11 giugno.

Ho motivo credere che questo Governo ha fatto apertamente conoscere a quello francese proprie contrarietà alla diminuzione di effettivi a Salonicco come pure ad ogni azione contro la Grecia che non sia effettivamente indispensabile alla sicurezza dell'esercito alleato. Ministro degli affari esteri a proposito di quanto a varie riprese fu detto da V. E. ritiene inopportuna una politica di pressione sulla volontà popolare ellenica ciò male informandosi ai principi dichiarati della democrazia russa e presentandosi a ritorcere sugli Alleati l'accusa da loro mossa per analoghe ragioni contro Imperi centrali. Ragioni militari sconsigliano inoltre comando forze addossarsi nuovi nemici nel momento in cui esercito di Salonicco dovrà concentrare suoi sforzi contro bulgaro-tedeschi in simultanea cooperazione coi russo-romeni.

Questo ministro di Serbia con usata sua franchezza non si è trattenuto dall'esporre vivacemente a Thomas nonché all'incaricato d'affari di Francia impressione disastrosa che qualsivoglia diminuzione esercito di Salonicco produrrebbe sui serbi.

Quanto Re Costantino nessuno lo odia più dei serbi, ma questione del suo allontanamento passa in seconda linea in questo momento.

\1) Ritrasmesso a Londra e a Parigi con t. 804 del 17 giugno.

342

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2152/518. Pietrogrado, 14 giugno 1917, ore 14,15 (per. ore 16,15 del16).

12 giugno.

Commentando la nota americana Isviesti scrive che parole di Wilson non troveranno eco n-el cuore della Russia rivoluzionaria la quale sa che solo mezzo per raggiungere pace è la lotta di tutte le democrazie unite contro imperialismo mondiale. Trova strana pretesa che socialismo sempre più estendentesi in Europa sia risultato di intrighi germanici. Per quanto grandi siano sforzi imperialismo per soffocare movimento masse proletarie anelanti pace Governi sono tuttavia obbligati cedere terreno come lo dimostra tenore note inglese francese. Governo provvisorio sostenuto da tutta Russia rivoluzionaria deve subito trarre utile partito dal consenso degli alleati di rivedere accordi. Dai popoli francese e inglese dipende anzi tutto che dal trattato di alleanza che li lega alla Russia venga eliminato tutto ciò che può favorire mire imperialismo.

Novaia Gisni scrive che dopo note degli alleati rivoluzione Russia vede chiaramente che suoi scopi sono in aperta contraddizione con quello dei Governi alleati.

Dien dice che le note degLi allearti contengono minacce di pace separata e che imperialismo trionfante in Germania e invadente popoli alleati minaccia isolamento e rovina Russia se non sui campi di battaglia al congresso della pace.

Russkaja Volia si domanda se Russia vorrà lasciarsi impigliare nella rete di intrighi del germanesimo imperialista abbandonando i suoi veri amici e fedeli alleati, oppure se istinto di conservazione prenderà sopravvento nella coscienza dei capi della democrazia russa. Esorta coloro cui sono connessi destini della Russia meditare parole della nota americana che dichiara essere in giuoco interessi vitali di tutta l'umanità.

Birgevia Viedomosti scrive che tanto nella nota americana che in quelle fran

cese e inglese riscontrasi perfetta unione tra democrazia e Governi. Tenga la

democrazia della Russia in massimo conto questo fatto e pensi che nota Wilson

è ispirata in massima parte ai principi proclamati dalla rivoluzione della Russia.

Rietch rileva divergenza esistente tra democrazia occidentale e democrazia

Russia e lamenta che ancora perdurino nei massimalisti Russia utopie rivolu

zione del 1905.

343

IL SEGRETARIO GENERALE AGLI ESTERI, DE MARTINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

D. R. 23681/347. Roma, 14 giugno 1917.

Per opportuna informazione dell'E. V. mi pregio di qui unito trasmettere copia di un rapporto in data 24 aprHe u.s. direttomi dal R. ministro a Pechino circa l'argomento a margine indicato.

ALLEGATO.

ALIOTTI A SONNINO

Pechino, 24 aprile 1917.

R. 188/57.

Le discussioni che hanno avuto luogo in occasione della rottura diplomatica tra la Cina e la Germania e la probabile dichiarazione di guerra di questo Governo contro gli Imperi centrali, hanno rilevato nuovamente la rivalità e l'ostilità latenti tra gli interessi giapponesi ed americani in Estremo Oriente. Mentre gli Stati Uniti spingevano il Governo di Pechino alla rottura diplomatica, il Governo di Tokio segretamente fece sorgere più d'un ostacolo sulla strada segnata dal signor Reinsch. Quando però esso si accorse dell'inutilità dei suoi sforzi, il Visconte Matono volle prender egli stesso l'iniziativa per convincere il Governo di Pechino di mettersi a fianco degli Alleati, non però degli Stati Uniti, nella condotta da seguirsi a riguardo della Germania. Senonchè la diplomazia locale americana iniziò un lavoro di persuasione in contrasto con questa nuova tendenza nipponica, e ciò non senza successo a causa della naturale diffidenza dei cinesi a riguardo delle mire nipponiche. Questa schermaglia fatta tutta di sfumature di piccoli incidenti, di articoli tendenziosi nella stampa e di tentativi indiretti di persuasione, non è sfuggita ad alcuni dei miei colleghi, fra cui specialmente il signor Alston, incaricato di affari della Gran Bretagna.

Commentando questa rivalità, il mio collega britannico si è più di una volta aperto con me, dicendomi di riconoscere perfettamente la giustezza della mia opinione in antecedenza manifestatagli, essere cioè conveniente alle Potenze alleate di tenersi il più possibile estranee a questa sorda lotta di prestigio e di preponderanza politica in Cina tra Americani e Giapponesi, sia per non disgustare uno dei due rivali, chè ambedue recano o recheranno importantissimi servizi alla causa comune contro la Germania, sia per non sollevare diffidenze tali da preparare un terreno favorevole ad una possibile intesa nipponica con qualche altra grande Potenza europea.

• W e must sit tight •: mi ha ripetuto più di una volta in questi giorni il signor Alston. In altri termini, il rappresentante britannico è venuto alla con'clus.on'e ~he all'In,ghilterra convenga non assumere più una parte troppo in evidenza in Cina, ma lasciare i due principali contendenti regolare fra di loro il litigio. È naturale che ove il litigio prendesse in avvenire, come si teme, il carattere d'un conflitto, il Governo britannico si riserverebbe, a seconda delle circostanze, di portare il peso della sua forza politica o militare per far pendere la bilancia nel senso indicato dai suoi vitali interessi in Estremo Oriente e sopratutto nelle Indie Orientali ove il prestigio nipponico sta infiltrando idee sovversive e distruggitrici del prestigio europeo.

Con ciò si spiega facilmente come e perché l'attuale Governo di Tokio cerchi di conciliarsi con tutti i mezzi la Russia, la sola Potenza, cioè, ove potrebbe stabilirsi una base d'operazioni militari capace di soverchiare nell'avvenire l'organizzazione nipponica in terra ferma nel caso in cui il Giappone fosse impegnato in una lotta marittima cogli Stati Uniti.

Coll'incaricato d'affari dell'Inghilterra non mi è mancata l'occasione di accennare a questo nuovo vasto problema dell'avvenire che preoccupa grandemente il Governo di Londra. Il mio collega persuaso dell'interesse primordiale dell'Italia di v'edere tutelata la potenza marittima e coloniale britannica da noi considerata scudo ed usbergo della libertà dei mari e dell'equilibrio europeo, si è dunque aperto più d'una volta con me, e non disdegna di accettare opinioni e consigli. Così fu che, nei negoziati tuttora in corso tra gli Alleati e questo Governo per una possibile dichiarazione di gùerra alla Cina, il signor Alston non si mostra più così attivo e premuroso nell'assecondare ogni idea od iniziativa nipponica che possa dare ombra alle iniziative americane. Egli non spinge più i colleghi sulla via delle concessioni eccessive da farsi alla Cina in compenso della sua entrata in guerra. Egli non insiste più per le deroghe da concludersi colla Cina nei trattati del 1901, deroghe desiderate sopratutto dai giapponesi, ma non dagli americani; e questo atteggiamento viene assunto nonostante le prime precise istruzioni del signor Balfour intese ad allettare il più possibile il Governo cinese verso la dichiarazione di guerra, coll'offrire larghi favori a quest'ultimo. In mezzo a questa lotta d'influenza, anche alle Potenze meno direttamente interessate in Estremo Oriente, come l'Italia, viene talvolta, come ora, fornito il destro di far valere, sino ad un certo punto, la propria posizione diplomatica e militare. Difatti ognuna delle due parti contendenti non può eliminare dai proprii calcoli l'utilità di cattivarsi le simpatie o i possibili aiuti diretti od indiretti di una Potenza anche lontana, che tiene quasi in sé la chiave della navigazione del Mediterraneo, cioè di una grande arteria di comunicazione verso le Indie, e che può fornire, occorrendo, un immenso aiuto in uomini ed in materiali.

Concetti come questi possono essere un fattore non del tutto trascurabile fra gli imponderabili che contribuiranno a decidere delle condizioni della pace mondiale. E la stampa può esserne utile suggeritrice in momenti opportuni.

344

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. s. 2703/633. Londra, 14 giugno 1917.

Facendo seguito al mio telegramma odierno Gab. n. 292 (1), ho l'onore di qui unito trasmettere a V. E. copia del pro-memoria britannico e della nota aggiuntiva consegnatami dal Lord R. Cecil in seguito al mio colloquio odierno.

V. E. troverà parimenti qui unita la cartina a colori, che era unita al predetto pro-memoria.

P. S. -Sarò grato a V. E. se vorrà cortesemente disporre perché dei documenti allega.ti al presente, mi venga accusata ricevuta.

ALLEGATO l

CECIL A IMPERIALI

W. 104336/17 SECRET. Londra, 13 giugno 1917.

By the terms of Article 9 of the Treaty of Aprii 26th, 1915, Great Britain, France and Russia recognised that, in the event of the total or partial partition of Turkey in Asia, Italy should receive an equitable share in the country bordering the province of Adalia, and that the zone to be attributed to Italy should be eventually defined taking into account the already existing interests of Great Britain and France in that region.

In october 1916 documents were communicated to the Italian Minister for Foreign Affairs showing the agreements which had been reached between Great

Britain, France and Russia regarding their respective zones and spheres of interest in Asia Minor, and various discussion ensued between those three Powers and Italy regarding the sphere which should be attributed to the latter according to the terms of Article 9 of the Treaty of Aprii 26th, 1915.

No conclusion having been arrived at, the matter was further debated at the Conference of the Allies held a t St. J ean de Maurienne on Aprii 19th, 1917, at which the Prime Ministers of Great Britain, France and Italy and the Italian Minister for Foreign Affairs were present.

As the result of this Conference the British and French Prime Ministers undertook to submit to their respective Governments the claims of the Italian Government in Asia Minor based upon a map which was introduced at the discussion. (A reproduction of this map, which was drawn roughly, and which must be subject to accurate delimitation, is attached hereto; the Italian sphere is therein coloured green, and the Italian sphere of influence is marked • C • ). An exchange of views also took piace as to the situation which might result for the Allied Powers at the moment of peace with regard to the Ottoman Empire, and a formula was agreed to in this connection.

His Majesty's Government, after carefully considering the conclusions of the Conference at St. Jean de Maurienne which were duly laid before them by Mr. Lloyd George, agree conditionally to the zones of occupation and of interest respectively to be attributed to Italy as defined at that Conference and as shown in the annexed map.

The agreement of His Majesty's Government is, howewer, subject to the following conditions:

l) That the consent of the Russian Government be first obtained.

2) That Smyrne, if eventually ceded to Italy, shall be a free port.

3) That Italy make an increased effort to co-operate with the Allies in arms against the common enemy, the nature of such effort to be determined after consultation between the Generai Staffs of the Allies.

It is further understood: l) That the interests of the other Powers already established in the different zones shall be scrupulously respected, but that the Powers concerned in these interests shall not make use of them as a means of politica! action, and, 2) that, if a the time when peace is declared, the total or partial possession of the territories contemplated in the agreements come to between Great Britain, France, Italy and Russia, as to the disposal of a part of the Ottoman Empire, cannot be fully accorded to one or more of these Powers, then the interests of the Powers concerned will be again taken into equitable consideration, having regard to the efforts made by each of the Powers in the war.

ALLEGATO II

CECIL A IMPERIALI

Londra, 14 giugno 1917.

His Majesty's Government are willing to eliminate condition N. 3, upon which their acceptance of the Asia Minor Agreement with Italy is dependent, in the confident hope that any further effort upon the part of Italy which the Military Autorities of the Allies in consultation with the Italian Military Authorities, may consider desirable in spheres of operations other than the Italian front, will be readily made by the Italian Government to the full extent of their power and means.

(l) Cfr. n. 339.

345

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1590/162. Parigi, ... giugno 1917, ore 23,50 (per. ore 4,30 del15).

Cambon mi ha parlato del progetto oramai tramontato di un convegno dei Sovrani d'Italia, Inghilterra e del presidente della Repubblica, mi ha aggiunto che Loyd George fallito quel progetto ha proposto una conferenza dei ministri degU affari esteri in un luogo intermedio fra Londra e Roma e ha chiesto al Governo francese se appoggerebbe a Roma una tale proposta; Barrère ha istruzioni di appoggiare la proposta che pare farà Rodd. Cambon mi ha parlato poi della riunione dei ministri della guerra e dei comandanti in capo dei tre eserciti, il risultato della quale Lloyd George aveva promesso di attendere prima di decidere se ritirare altre truppe da Salonicco. Di quest'ultima conferenza si riparlerà a giorni e intanto pare che Lloyd George abbia fatto sentire che se Sarrail fosse stato tolto dal comando il compito di questa conferenza sarebbe stato facilitato.

346

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. UU. 957. Roma, 15 giugno 1917, ore 12.

(Meno Atene). Ho telegrafato al R. ministro ad Atene quanto segue·:

(Per tutti). Agenzia Stefani riceve notizia che ex Re Costantino e famiglia reale soggiorneranno molto probabilmente a Salsomaggiore. Prego telegrafarmi se notizia è esatta. Faccio presente in via confidenziale che riteniamo preferìbile non si effettui questo soggiorno in Italia.

347

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

'T'. GAB. 958. Roma, 15 giugno 1917, ore 18.

Rodd mi comunicava che il ministro russo degli affari esteri ha dichiarato che non avrebbe obiezione alcuna a che, quando qualche dichiarazione alla Camera italiana fosse assolutamente necessaria riguardo all'Asia Minore, si dicesse che • la questione era ancora sotto esame e che gl'interessi delle potenze alleate dovevano essere egualmente salvaguardati e garantiti • (1).

(l) Ed. in SoNNINO, Diario, III, cit., pp. 155-156.

348

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA

T. GAB. 963. Roma, 15 giugno 1917, ore 18.

Dai telegrammi che le sono stati comunicati la E. V. avrà rilevato che il Governo inglese ha sin qui dichiarato di voler subordinare il riconoscimento della zona italiana in Asia Minore, ad un maggiore sforzo da farsi da noi nella guerra. Io mi sono energicamente opposto a questa per noi inaccettabile condizione ed il R. ambasciatore a Londra mi telegrafa ora che il Governo inglese cedendo alle nostre insistenze è disposto ad eliminare questa condizione • nella fiduciosa speranza che qualsiasi sforzo ulteriore italiano che venga considerato desiderabile dalle autorità militari alleate in consultazione con quelle italiane in sfere d'operazioni fuori del fronte italiano, sarà dal Governo italiano fatto prontamente con tutta la pienezza delle sue forze e dei suoi mezzi • (1).

Aggiunge il marchese Imperiali che nel pensiero del capo di Stato Maggiore condiviso dal Gabinetto di guerra lo sforzo su accennato contemplerebbe le seguenti due possibilità:

l) concorso eventuale in Pal,estina con contingente considerevolmente superiore ai seimila uomini da noi offerti;

2) invio all'esercito di Salonicco non di truppe combattenti ma di uomini destinati ai servizi ausiliarii, costruzione strade, ferrovie, ecc.

Prego V. E. di esaminare nella sua competenza se le due sovraccennate possibilità sono da noi accettabili e telegrafarmi il suo avviso onde ne possa trarre norma nell'esame della questione generale che ha politicamente una grandissima importanza (2).

349

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 962. Roma, 15 giugno 1917, ore 21.

Rodd mi comunicava quanto segue: • Il Governo di Sua Maestà si spiega che il Governo francese, benché aderisca al suo punto di vista che un incontro dei capi degli Stati alleati sarebbe stato utile nel momento presente per dare una pubblica manifestazione di solidarietà, abbia deciso di non ripetere ulteriore invito pressante in vista reciso parere espresso dal ministro italiano degli affari esteri. Il Governo di Sua Maestà Britannica è tuttavia ancora fermamente del parere che anche se i capi di Stato non devono incontrarsi vi debba in ogni modo esser presto un convegno dei loro ministri. Sarebbe veramente una grande re

sponsabilità per esso e per la Francia non essere in grado discutere con l'Italia certe informazioni di cui è venuto in possesso e che toccano in modo vitale la causa dell'Italia e quella dei suoi Alleati. Il Governo inglese invita dunque il Governo italiano a mandare rappresentanti per incontrarsi con quelli inglesi e francesi sia in una città francese vicino alla frontiera italiana sia in una città inglese se quest'ultima alternativa è da esso preferita •.

Ho risposto che non avevo obiezioni da fare ad un convegno tra ministri accettandone in massima la proposta, ma che quanto alla data in cui effettuarlo facevo presente quale era in questo momento la situazione interna del R. Governo che era per così dire in crisi o quasi, e doveva invocare sulle proprie sorti giudizio del Parlamento che si adunava il 20 corrente. Fino oltre il 10 di luglio era difficile che o questo Gabinetto o un altro che gli succedesse potesse essere sicuro della propria vitalità e durata tanto da poter autorevolmente deliberare su gravi problemi internazionali. Necessitava poi sapere preventivamente sia pure nella massima segretezza quale sarebbe, almeno in genere, l'argomento delle discussioni e deliberazioni da sottoporsi al convegno ritenendo doveroso l'avvertire che se per avventura si trattasse di eventuali negoziati di pace con l'Austria nei quali fosse questione di rinunzie nostre a quanto si era stipulato nella convenzione di Londra, io fin da ora dichiaravo di non potervi in alcun modo consentire. In terzo luogo attiravo l'attenzione del Governo inglese sulla necessità di una partecipazione al progettato convegno del Governo russo che era già molto sull'occhio e di cui non conveniva render più difficile la situazione nell'interno (1).

(l) -Cfr. n. 339. (2) -Annotazione marginale: « l'originale firmato da S.E. è stato trasmesso a S.E. Cadorna col corriere giornaliero •.
350

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

T. 8151. Roma, 15 giugno 1917, ore 23.

Con riferimento ai miei precedenti telegrammi circa proposte americane per l'organizzazione acquisti negli Stati Uniti e da ultimo al mio 7979 del 12 corrente (2), informo V. E. che, avendomi il barone Mayor informato di una notizia apparsa nel Times, secondo la quale l'alto commissario francese in America, signor Tardieu, avrebbe annunciato il raggiungimenio di un accordo per la cooperazione americana nei rifornimenti alleati, ho chiesto informazioni al R. ambasciatore in America ,n quale mi ha risposto quanto segue:

• Nessun accordo raggiunto. Partecipiamo con Inghilterra e Francia alle trattative in corso per uno schema da sottoporre al Governo del Re. Sta di fatto che la perdurante resistenza del Congresso a votare complessa legislazione di guerra, voluta da Wilson, compresovi facoltà di requisizione e di embargo ostacola tuttora questo Governo nella via degli accordi ai quali a suo desiderio manifesto arriverà soltanto munito dei poteri chiesti alle Camere .e quindi dell'intera disponibiìità risorse del paese. Di queste condizioni temporeggiando Governo degli Stati Uniti, a noi rimane di scambiare intanto l'e idee per spianare, al momento opportuno, la via •.

(l) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., pp. 154-155. (2) -Non pubblicato.
351

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL MINISTRO DELL'INTERNO, ORLANDO

T. GAB. 62. Roma, 15 giugno 1917.

Ad opportuna conoscenza di V. E. e per i provvedimenti del caso la informo che secondo notizie pervenute a mezzo dell'ambasciata di Francia la famiglia reale greca giungerà a Taranto in tempo non ancora ben determinato sopra una nave da guerra francese. Da Taranto la famigLia reale greca proseguirà con treno speciale fornito dalla nostra amministrazione direttamente per la Svizzera, via Domodossola.

]l Re di Grecia, a quanto riferisce questa ambasciata di Inghilterra, sarà accompagnato dalle seguenti persone:

Il principe ereditario, il principe Paolo, la regina, la principessa Elena, due giovani principesse, otto gentiluomini, cinque dame e tre bambine, cinque governanti, da otto a dieci domestici, sette o otto cameriere.

352

L'INCARICATO D'AFFARI A TOKIO, MARCHETTI FERRANTE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1605/34. Tokio, 15 giugno 1917, ore ... (per. ore 0,20 del 16).

Mi hanno confidato che è stata presa dal consiglio dei ministri la decisione di trattare col Governo degli Stati Uniti la questione relativa alla Cina, nel modo il più amichevole.

Benché si mantenga il segreto più assoluto ho ragione di credere che raggiunti certi accordi il Governo giapponese si prepari a partecipare più largamente al piano di guerra degli Alleati colle sue marine da guerra e mercantili.

353

IL MINISTRO A L'AJA, SALLIER DE LA TOUR, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2141/146. Sgravenhage, 15 giugno 1917, ore 7,48 (per. ore 3 del16).

Ad eccezione del Telegraaf e della Gazzetta di Olanda che si esprimono in favore dell'Intesa, commentando abdicazione Re di Grecia, commenti altri giornali sono tutti di intonazione germanofila. Nuovo giornale Rotterdam così si esprime: • Misura può essere eccellente dal punto di vista militare, ma da tutti gli altri punti di vista è una espressione del principio che la forza domina il diritto.

Ora è per combattere tale principio e quello delle necessità militari ... (l) guerra •. Il Nuovo Courant dice: • abdicazione si è fatta sotto pressione dell'Intesa che interpreta suoi doveri di protettrice fino a compromettere le leggi costituzionali di uno Stato neutro. La piega che hanno preso le cose è conforme alla politica di Venizelos •. Il Vaterland dice: • Re Costantino che non poteva proteggere suo paese contro nuove misure di protezione dell'Intesa, ha abdicato •. L'Andelblad di Amsterdam dice: • È chiaro che dopo abdicazione dello Czar di Russia Re Costantino aveva perdUito suo appoggio più solido. Governo greco era considerato da Intesa come inesistente. Non è ancora chiaro quale sarà influenza abdicazione del Re su attitudine Grecia nella guerra •.

354

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1608/208. Atene, 15 giugno 1917, ore 21 (per. ore 10,25 del 16).

Telegramma di V. E. n. 957 (2).

Non ritengo verosimile la notizia. Nessuno me ne parlò e tutti mi dissero che Re Costantino andava a Saint Moritz in Engadina. Vedi miei telegrammi 240 (3) e 244 (4) che spero siano giunti a V. E.

355

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2147/522. Pietrogrado, 15 giugno 1917, ore 16,40 (per. ore 14,20 del 16).

13 giugno. Russkaia Volia pubblica che ai deputati socialisti italiani in visita al comitato esecutivo del Soviet furono rivolte seguenti domande:

l. -Quale loro pensiero sulle sorti dell'Albania.

Deputati risposero essere contrari all'annessione di quella terra ma fecero rilevare che nel proclama italiano non si parla che d'indipendenza dell'Albania ciò che essi accolgono con favore.

2. -Quali le mire dell'Italia in Asia Minore.

Risposero essi ignorare che Italia abbia concluso trattati segreti contemplanti concessioni a suo favore in Asia Minore.

3. -Quale sorte Italia riserba alle isole dell'Egeo da essa occupate.

Risposero che Italia non desidera annetterle ma le terrà in pegno fintanto che la Turchia non avrà adempiuto obblighi assunti.

4. -Quale essere loro pensiero circa Dalmazia. Dichiararono essere questione molto complicata 'e fecero rilevare che maggior parte di quelle popolazioni è italiana o croata cattolica legata alla popolazione italiana da secolari vincoU culturali e religiosi. Delegazione italiana alla sua volta chiese se qualora democrazie Intesa accettassero piattaforma pace senza annessioni né contribuzioni e qualora democrazia germanica non riuscisse imporre al suo Governo rinuncia scopi imperialistici democrazia russa continuerebbe energicamente guerra per realizzazione suo programma. Comitato esecutivo rispose che disgraziatamente democrazie Intesa non hanno

ancora ottenuto dai propri Governi rinuncia scopi imperialistici ma che se situazione sarà quale deputati italiani la dipingono, guerra dovrà continuarsi.

(l) -Gruppo indecifrato. (2) -Cfr. n. 346. (3) -Non pubblicato. (4) -Cfr. n. 333.
356

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1673/254. Jassy, 15 giugno 1917, ore 20,06 (per. ore 12,55 del 21).

Secondo notizie pervenute a questo Governo da parte francese si sarebbero intavolate trattative ufficiose di pace colla Turchia sulla ... (l) dell'integrità dell'Impero ottomano.

357

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1612/78. Corfù, 16 giugno 1917, ore 12,30 (per. ore 18,30).

Comando Supremo ha telegrafato al generale Marro recarsi subito ad Atene a sostituirvi addetto militare Mombelli ma senza assumervi per ora ufficialmente la carica di addetto militare.

A meno che specialissime ragioni non impongano la scelta del generale Marro per Atene debbo fare osservare:

l) che la partenza del generale Baumann sembrando imminente, presenza qui di Marro sarebbe più che mai opportuna per assicurare la nostra situazione di fronte alle eventuali pretese di un successore nominato da Sarrail;

2) che anche di fronte a prevedibili nuovi intrighi serbi in Albania è utilissimo rimanga qui Marro. Sua partenza darebbe luogo qui a interpretazioni dannose per noi; è grazie al contegno di Marro che si è evitato qui ogni incidente pur affermandoci ognora più.

Spero vivamente che V. E. potrà ottenere ch'egli rimanga telegraf,ando d'urgenza avviso di lei al Comando Supremo (1).

(l) Gruppo indecifrato.

358

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 968. Roma, 16 giugno 1917, ore 20.

Barrère mi riferiva che da Pietrogrado si era segnalato a Parigi che il Governo russo nutrisse il proposito di proporre agU Alleati una prossima riunione dei loro delegati a Pietrogrado per la revisione degli scopi di guerra. Ribot aveva subito risposto all'ambasciata a Pietrogrado di adoperarsi ad evitare ogni proposta simile, cui non si sarebbe potuto aderire.

Ho risposto che dubitavo che veramente il Governo provvisorio avesse seriamente un tale proposito; e che a ogni modo conveniva evitarne l'attuazione (2). Prego V. E. agire in conformità di quanto precede.

359

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1614/79. Corfù, 16 giugno 1917, ore 17,50 (per. ore 21,55).

Constami che funzionari del ministero degli affari esteri hanno avuto conversazioni con dei bey albanesi qui dimoranti per persuaderli della provvisorietà della proclamazione italiana e dell'inevitabilità di una permanente superiore influenza serba in Albania. È quasi certo che i bey ascoltarono colla consueta apparente orientale deferenza ma che sono decisi a non avere compromissioni coi serbi sia per il pericolo che può loro venirne da noi, sia perché sanno che lo scopo della politica serba sarebbe l'annientamento dell'Albania. Credo anche sapere che si studia come utilizzare una protesta di Essad pascià contro il proclama, che si dovrebbe forse nel pensiero dei serbi sostituire all'azione diretta cui questo Governo sembra aver rinunziato dopo il mio passo di cui al mio telegramma Gabinetto 71 (3).

La pertinacia serba non cesserà mai dall'intrigo contro l'Italia in Albania; le nostre eventuali rimostranze non avrebbero quindi alcun pratico risultato. Il che non toglie l'utilità per la legazione di seguire e sorvegliare l'azione serba anche per far sentire occorrendo, al momento opportuno, a questo Governo che noi non siamo ignari dei vari tentativi di alcuni suoi agenti. Così pure anche se vi fosse mezzo per indurre Essad al silenzio mi sembrerebbe che l'usarne non sarebbe senza inconvenienti tanto più che non è poi certo che egli aderirebbe alle eventuali domande serbe (1).

(l) -Ritrasmesso con t. gab. 977 del 17 giugno al Comando Supremo con la seguenteaggiunta: « Sottopongo esame di V.E. le considerazioni àel conte Sforza che mi sembrano giuste e resto in attesa di conoscere sue decisioni definttive riguardo generale Marro >. (2) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., p. 156.

(3) Cfr. n. 300.

360

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1623/209. Atene, 16 giugno 1917, ore 14,30 (per. ore 12,10 del 17).

Jonnart tuttora al Pireo mi ha fatto dire che oggi inizia con Zaimis le sue trattative per ridare unità di governo alla Grecia. Mi ha promesso tenermi informato dell'andamento di questo negoziato. Del resto visiterò io stesso Zaimis fra due o tre giorni e procurerò tenermi al corrente. Credo che nel corso di questi negoziati si presenterà questione del ristabilimento delle autorità greche in Epiro. Converrebbe forse che il R. Governo prendesse una risolooione al riguardo. Mi permetterei suggerire arrendevolezza su questo punto consentaneamente alla opinione da me esposta che le autorità greche avrebbero dovuto essere lasciate al posto. Non so fino a che punto ciò potrà conciliarsi colla nostra proclamazione circa Albania, ma certamente nostro rifiuto ad una domanda in proposito che ci venga dagli alleati ci porrà in posizione difficile. Converrebbe credo escogitare un temperamento salvo restando il principio di conservare la nostra occupazione militare almeno fintantoché durino quelle dei francesi (2).

361

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2162/530. Pietrogrado, 16 giugno 1917, ore 16,45 (per. ore 12,15 del 17).

14 giugno.

Ieri è qui giunta missione straordinaria americana con a capo senatore

Root. Fu ricevuta alla stazione dai ministri Terescenko, Nekrasoff, Shingarieff,

dall'ambasciatore e colonia americana e dai rappresentanti camera di com

mercio inglese. Missione è stata alloggiata al palazzo d'inverno. Essa rimarrà

in Russia alcune settimane. È qui giunta, mutando itinerario, anche missione

tecnica americana per piano organizzazione trasporti.

(l) -Ritrasmesso a Londra, Parigi, Pietrogrado, Corfù e alla legazione presso il Re del Montenegro a Parigi con t. gab. 973 del 18 giugno. (2) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado, con t. gab. 979 del 19 giugno.
362

IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2168/198. Stoccolma, 16 giugno 1917, ore 17,40 (per. ore 14,50 del 17).

Giornale Social Demokraten pubblica stamane seguente documento che dovrebbe essere un telegramma in cifra del Governo svizzero al suo ministro a Pietrogrado contenente un messaggio per il socialista svizzero Zimmervaldiano Roberto Grimm il quale si trova colà:

• N. 741. Il dipartimento politico al signor Odier Pietrogrado. Berna 23 maggio-5 giugno 1917. Consigliere federale Hoffmann la autorizza fare a Grimm seguente comunicazione verbale: Germania non farà nessuna offensiva fino a che accordo colla Russia sembri possibile. Dopo ripetuti colloqui con persone eminenti, io sono convinto che la Germania vuole una pace colla Russia onorevole per entrambe le parti, con intimi vincoli economici e commerciali appoggi finanziari per rimettere Russia in piedi. Nessuna ingerenza nella politica interna russa, intesa amichevole circa Polonia, Lituani'a e Curlandia con riguardo affinità dei popoli. Restituzione delle provincie occupate contro riconsegna delle provincie austriache che la Russia ha potuto conquistare. Io sono convinto che la Germania ed i suoi alleati inizierebbero subito negoziati di pace sui desideri degli alleati della Russia. Quanto scopi di guerra della Germania leggete la pubblicazione nella Norddeutsche AUgemeine Zeitung. D'accordo con Bethmann Hollweg vi si è dichiarato quanto annessione che la Germania non desidera nessun aumento del suo territorio avente per iscopo un ingrandimento o allargamento economico e politico •.

363

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1632/214. Atene, 16 giugno 1917, ore 14,40 (per. ore 5,30 del 18).

Ho visitato Re Alessandro. Mi si è dimostrato assai preoccupato per attitudine Jonnart il quale invece di fare opera di conciliazione porta ovunque terrore e sospetto. Ha presentato Governo una lista individui da espellere dalla Greci~ comprende anche membri casa del Re come gran scudiere e maresciallo di corte. Misure vessatorie ed odiose vengono prese contro uffi~iali greci cui non si permette nemmeno libera circolazione fra Atene e Falero. Dei gendarmi sono stati disarmati. Re Alessandro dice essere animato migliori intenzioni per giungere pacificazione degli animi e far sì che grave sacrificio accettato dal suo padre non resti senza profitto ma se non viene aiutato non potrà fare nulla. Ho spiegato succintamente a Sua Maestà situazione presente del Governo italiano

nella questione greca. Dal canto mio gli ho detto farò tutto il possibile per aiutare Sua Ma,està nei suoi intenti (1).

(l) Ritrasmesso a Londra e a Parigi con t. gab. 988 del 20 giugno.

364

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

'l'. 2172/525. Pietrogrado, 16 giugno 1917, ore 16,45 (per. ore 7,50 del 18).

13 giugno.

Commentando note inglese e francese, Pravda scrive che loro contenuto chiaramente manifesta scopi imperialistici che alleati seguono nella guerra presente. Esse còstltuiscono un insuccesso del Governo provvisorio che aveva promesso al paese di condurlo alla pace pel tramite di trattative intese indurre alleati rinunciare loro mire conquistatrici. Avanzata tanto predicata non servirebbe che scopi imperialistici della borghesia russa ed alleata e affretterebbe processo reazionario già iniziatosi in seno esercito. Occorre rivedere politica del Soviet per impedire ulteriore svolgimento rovinosa politica imperialista intrapresa dal Governo provvisorio. Masse popolari intendono imporre al Soviet seguente programma:

l) Appello a tutti gli operai e soldati dei paesi alleati nel quale si condannino scopi aggressivi della guerra considerando come tale non soltanto conservazione dei territori conquistati ma anche delle colonie territori che furono annessi ad altri paesi sia forzatamente che per libera elezione. Si dichiarino non obbligatori per la Russia trattati conclusi dallo Zar, si chiamino alla lotta contro i Governi imperialisti tutti i proletari oppressi.

2) Assunzione pieni poteri da parte del Soviet per realizzazione contenuto suddetto appello.

3) Governo russo così costituito dovrà subito proporre apertura trattative pace a tutti i proletari belligeranti e smascherando scopi imperialistici attuali Governi aprire strada rivoluzione proletaria mondiale.

4) Riorganizzazione dell'esercito rivoluzionario russo. 5) Falcidia degli ingiusti guadagni di capitalisti, controllo della produzione industriale da parte degli operai, lavoro obbligatorio per tutti i cittadini.

365

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2175/529. Pietrogrado, 16 giugno 1917, ore 16,45 (per. ore 8,45 del 18).

14 giugno.

Governo provvisorio ha emanato decreto comminante lavori forzati e perdita di tutti i diritti civili ad ogni militare resosi colpevole di infrazione alla disciplina. Famiglia del condannato perderà didtto ad ogni sussidio. Reparti di truppe resisi colpevoli del delitto suddetto verranno immediatamente sciolti

e loro componenti sottoposti a giudizio. Ministro della guerra Kerenski in un ordine del giorno all'esercito ed alla flotta stigmatizza la condotta di quei soldati al fronte i quali hanno permutato prop11ie razioni di viveri col nemico mentre paese fa ingenti sacrifici e sopporta privazioni per rifornire suo esercito ordina che colpevoli siano puniti colle punizioni severe comminate dalla legge. Si procede con pari energia contro casi diserzione. Moltissimi disertori rientrano campo.

366

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1630/246. Pietrogrado, 16 giugno 1917, ore 16,45 (per. ore 10,40 del 18).

14 giugno.

Thomas partito stamane si f,ermerà un giorno a Stoccolma ed uno a Londra per trovarsi fra il 22 e il 24 corrente a Parigi ove, a quanto mi disse, sl.ia presenza è pressantemente reclamata da doveri di partito e di Governo. Nell'azione zelantissima che egli ha svolta per indurre Russia all'offensiva nella quale Governo provvisorio e missioni alleate hanno proceduto di conserva si è veramente acquistate non dimenticabili benemerenze. Egli ha inoltre posato questione del riconoscimento da parte socialisti delle rivendicazioni nazionali e se non riuscì a convincere completamente i partiti avanzati del Soviet tuttavia ha condotto maggioranza di quest'ultimo sul limite di una intesa. Impressioni di Thomas nonostante suo non breve soggiorno in questo paese sono rimaste imprecisate e incerte. A mio credere egli deve esser giunto alla conclusione che attualmente sia impossibile fare colla Russia della politica a lunga scadenza e che convenga appagarsi di trarre da questa situazione il partito immediato più ottenibile (1).

367

IL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 49/24. Parigi, 16 giugno 1917.

SUNTO (2).

La pressione serba si fa sempre più intensa allo scopo di allontanare dal Re Nicola tutti i suoi seguaci ed obbligarlo così a legarsi fin d'ora alla Se,ribia o rendergli impossibile di presentarsi al congresso della pace per mancanza di chi lo rappresenta.

(Vedi telegrammi in partenza a Romano n. 1053 (3) e n. 902/3 (4).

(l) -Ritrasmesso a Londra e a Parigi con t. gab. 983 del 19 giugno. (2) -È un riassunto del R. n. 49/24 del ministro presso Re Nicola. Una nota avverte: «L'originale presso il Comm. De Martino». L'originale non è stato rinvenuto. (3) -Non pubblicato. (4) -Cfr. n. 275.
368

IL CARDINALE SEGRETARIO DI STATO, GASPARRI, AL DIRETTORE GENERALE DEL FONDO PER IL CULTO, MONTI

(Ed. in MARGIOTTA-BROGLIO, Italia e S. Sede, pp. 336-337)

L. P. Vaticano, 16 giugno 1917.

Non ho mancato di prendere nella più attenta considerazione quanto la S.V. Ill.ma mi significava co11tesemente col suo pregiato foglio del 14 corrente, relativo a corrispondenze che sarebbero state trasmesse per mezzo della Santa Sede

o della Nunziatura di Vienna ai prigionieri italiani.

Quanto alla Santa Sede, tengo ad assicurarla nel modo più categorico che Essa, da tempo, non trasmette più nè lettere, nè somme di denaro in Austria, e che respinge regolarmente le lettere ed i valori eventualmente inviatiLe a tale scopo. Circa le allusioni contenute negli estratti gentilmente comunicatimi dalla S.V. non sembra inopportuno osservare che esse non provano aver la Santa Sede realmente trasmesse, in questi ultimi tempi, le corrispondenze, di cui ivi si fa cenno.

Quanto, poi, ai Rappresentanti della Santa Sede all'estero, sono stati impartiti dalla Santa Sede medesima ordini precisi affinché non trasmettano, per mezzo del corriere diplomatico, alcuna corrispondenza privata, anzi essi non possono, pel tramite del corriere stesso, comunicare coi loro più stretti congiunti; ·e viceversa. Sarà pure loro ordinato di non valersi neanche del sigillo della rispettiva rappresentanza per inviare lettere private in Italia; anzi tale ordine fu trasmesso per telegrafo pochi giorni or sono di·etro una conversazione avuta anche col generale Garruccio.

Pertanto, se alcuna delle lamentate trasmissioni di corrispondenza si fosse realmente verificata, essa dovrebbe certamente riferirsi al tempo precedente alla comunicazione di tali ordini.

Del resto, V.S. può assicurare S.E. il Signor Ministro degli Esteri che la Santa Sede sarà sempre attenta affinché le accennate prescrizioni siano esattamente osservate e non abbia a verificarsi, per quanto La concerne, alcuno dei temuti inconvenienti.

369

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. 7442. Roma, 17 giugno 191 7, ore 19.

Autorità inglesi Aden notificato che da 15 giugno effettuasi blocco costa araba tra Gizzan e piccolo Aden (località poche miglia ovest Aden) e tra Aden e Makalla. A colonia Eritrea è concesso viaggio collettivo mensile Gizzan 5 sambuchi bandiera nazionale. Questa misura paralizza traffico Eritrea con costa araba esclusivamente a beneficio Aden visto che continua essere permesso traf

fico con piroscafi tra costa araba ed Aden. Misura appare ingiustificata specie dopo assicurazioni date da Governo ,eritr,eo ad autorità inglesi Aden circa navi-. gazione e approdi nostri sambuchi Arabia. Riservandomi interrogare ministero della marina circa possibilità destinare R. nave cooperare con inglesi sorveglianza Mar Rosso, e rendere così libera nostra navigazione Eritrea Arabia, e senza discutere misura blocco che auguriamo transitorio, pregola ottenere codesto Governo autorizzazione per libera navigazione Eritrea Gizzan anche numero sambuchi italiani necessario imbarcare Gizzan gradatamente circa venti mila buoi acquistati Arabia destinati ditta Torrigiani che deve provvedere otto milioni scatolette carne per R. Esercito. V.E. vorrà in speciale modo rappresentare codesto Governo importanza questa ultima circostanza.

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IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. P. 1655/212. Atene, 17 giugno 1917, ore 13,30 (per. ore 19,40).

Generale Mombelli mi ha dato lettura del telegramma del ministro della guerra-in cui viene detto dover egli prossimamente recarsi al fronte e che a sostituirlo come R. addetto militare in Atene viene designato il generale Marro.

Non posso a meno innanzi tutto notare che in tanti anni di servizio ho veduto sempre usare ai capi missione che non fossero in disgrazia del R. Governo, il riguardo di presentirli sulla nomina del nuovo addetto militare e del nuovo primo segretario di legazione e che a me questo riguardo non fu usato né nell'uno né nell'altro caso.

A parte queste considerazioni puramente personali debbo ricordare a V.E. che il Marro dovette lasciare Atene circa 4 anni fa essendo stato (a torto od a ragione non saprei dire) sospettato di avere durante l'assedio di Janina del 1912-1913 fatto spionaggio a danno dei greci e a favore dei turchi. Tale sospetto è tuttora accreditato qui. Oltre a ciò al momento presente Marro è qui considerato come esponente di quella politica eminentemente albanesofila che si attribuisce dai grec,i al R. Governo e che, secondo l'opinione pubblica di qui, ha trovato la sua massima espressione nel proclama dell'indipendenza dell'Albania emanato ad Argirocastro.

V.E. giudicherà se alle difficoltà grandi cui per la ristabilitasi influenza franco-venizelista andiamo incontro in Epiro, sia opportuno di aggiungerne una ulteriore colla nomina presso questa legazione (cui sempre cercai di conservare il carattere di severa imparzialità) di un ufficiale notoriamente inviso ai greci.

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IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1621/2942. Comando Supremo, 17 giugno 1917, ore 18,50 (per. ore 19,45).

Per l'eventualità accennata nel telegramma di V.E. Gabinetto n. 963/77 del 15 corrente (l) mi richiamo avviso espresso col mio telegramma n. 1863 del 7 marzo (2) diretto a V.E. e cioè che se ragioni politiche fanno ritenere necessario nostro intervento nelle operazioni in Palestina con contingente assai maggiore di quello ora accordato, le truppe occorrenti non potrebbero essere tratte che dalla Libia od anche dall'Eritrea. Circa l'entità del contingente dovrebbe essere ragguagliato alla disponibilità delle truppe che è possibile trarre dalle due nostre colonie escludendo che possano concorrervi truppe combattenti in patria.

Rappresento che l'invio di maggiori forze in Palestina aggraverebbe sensibilmente le nostre difficoltà di trasporti marittimi per le quali anche di recente

S. E. il capo di Stato Maggiore della Marina fece insistenti raccomandazioni di ridurre al minimo ogni movimento tanto che con danno notevole al morale delle truppe dovettero essere sospese tutte le licenze per le truppe di oltremare. Escludo la convenienza e l'opportunità da parte nostra di. aumentarle col personale per il servizio delle retrovie in Macedonia. A questo riguardo devesi far presente che attualmente il nostro contingente sulla fronte macedone supera i 19 mila fucili e rappresenta il 12 e mezzo % del totale dei combattenti alleati. Ciò perchè mentre noi manteniamo lealmente e costantemente a numero i nostri effettivi non altrettanto fanno gli Alleati. Di questo argomento, che occorre far valere presso gli Alleati, terrò parola in un imminente convegno che sto concordando con generali Foch e Robertson e che avrà luogo a S. Giovanni di Moriana.

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IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1635/210. Atene, 17 giugno 1917, ore 13,30 (per. ore 0,10 del 18).

Giornali di tutti i partiti esultano per la notizia dell'occupazione francese di Prevesa.

Si estende la notizia di minacciata crisi ministeriale Roma in seguito al proclama per l'Albania. Si esprime fiducia che le potenze garanti faranno cessare l'intromissione negli affari della Grecia dell'Italia che non vi ha alcun diritto. Si chiede il ristabilimento in Epiro delle autorità greche. Si confida che Jonnart saprà imporlo.

(l) -Cfr. n. 348. (2) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 429.
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IL CONSOLE A JANINA, NUVOLARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1640/123. Janina, 17 giugno 1917, ore 22,28 (per. ore 7,20 del 18).

Mi riferisco alla prima parte del mio telegramma 114 (l) ed ai miei telegrammi 116, 120 (2). Il maggiore Vincenzi comunica da Prevesa in data del 16 correnrte (telegramma giunto Janina oggi 17) al comando mili.tare Janina.

• Prego comunicare Valona quanto segue:

15 giugno ore 15 francesi hanno occupato Prevesa con 80 senegalesi del 47° battaglione al comando del tenente Aralois proveniente da Santa Maura. Truppe greche e gendarmi si sono ritirati su Arta per terra e per mare. Autorità civili per il momento sono restate al loro posto. Accludo il proclama del tenente. Popolazione ha mostrato poco entusiasmo. Solo quattro soldati greci hanno aderito all'esercito della difesa nazionale. Venizelisti hanno svaligiato le dogane e l'ospedale. Alle ore 21 sono sbarcati altri 60 senegalesi con un centinaio soldati venizelisti. Regna la tranquillità. Il console inglese qui presente, mio buon amico, mi ha riferito che il tenente francese, in presenza sua e dell'agente consolare inglese ha esternato sentimenti marcatamente ostili all'Italia. Confermando mi ha detto essere convinto che il tenente francese appoggerà le aspirazioni delle truppe e partito venizelisti anche verso le regioni occupate dagli italiani e che ci darà fastidi. Lo ha classificato individuo pericoloso che conviene allontanare subito nell'interesse delle buone relazioni franco-italiane. Parlerò al tenente in modo chiaro. Credo opportuno frattanto che codesto comando tracci dettaglia-tamente i limiti della nostra occupazione e se ne dia comunicazione alle autorità francesi. Prego farmene avere copia.

Soldati venizelisti dicono pubblicamente che aspettano agenti di propaganda venizelista venuti in borghese al seguito dei francesi; hanno incaricato il capo banda Abagimas di Budar di raccogliere mille armati per cacciare gli italiani da Fanari. Sono persuaso che per il momento nulla abbiamo da temere poiché la azione del partito venizelista sarà tutta rivolta a guadagnare alla propria causa regione Luros, Filippiada. Ciò potrà richiedere al massimo una settimana. Dopo dovremo stare in guardia a sud di Janina e Fanari. In queste ultime località la popolazione cristiana, che al tempo dei rivoluzionari epiroti si è impadronita di quelle terre appartenenti ai musulmani di Margariti, ci è contraria perché teme

di venire obbligata da noi a restituire il ma1tolto. Sorveglierò. Maggiore Vincenzi » (3).

(l) -Non pubblicato: mancata occupazione di Prevesa. (2) -Non pubblicati. (3) -Ritrasmesso a Londra, Parigi, Pietrogrado e Atene con t. gab. 995 del 20 giugno.
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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2177/540. Pietrogrado, 17 giugno 1917, ore 15 (per. ore 10,55 del 18).

16 giugno.

Nelle elezioni municipali di Pietrogrado blocco socialista ossiano marxisti minimalisti, socialisti rivoluzionari, lavoratori specialisti populisti ecc. ottennero voti 389981 e 372 seggi e partito liberale cadetti progressisti ecc. 152286 voti e 157 seggi e il blocco dei minimalisti internazionalisti 11755 voti e 106 seggi.

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IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1636/211. Atene, 17 giugno 1917, ore 13,30 (per. ore 20,30 del 18).

Alle cose dette da Cecil ad Imperiali (tel. V.E. Gab. 914) (l) reputo opportuno quantunque si tratti di cose oltrepassate oramai dagli avvenimenti opporre alcune considerazioni: l) è falso che ministri ad Atene siano in dissenso ed azione individuale discorde. Ognuno di noi segue le direttive del proprio Governo e divergenze di metodo e d'opinione esistevano tra questi e non personalmente fra noi. Si tratta di leggenda abilmente propalata dalla Francia per giungere al proprio intento della unicità della rappresentanza diplomatica; 2) se la diplomazia inglese dopo tanti mesi di polemiche ricorre per provare la germanofilia del Re alla testimonianza della Signora Kerhebrown (una stolta pettegola che io pure ebbi torto di ricevere) si vede proprio che essa è a corto di argomenti; 3) forse Gran Bretagna è sincera affermando che non ha intenzioni di forzare la Grecia ad entrare in guerra contro la sua volontà. Tale non è certo l'idea della Francia e basta parlare una volta con uno degli infiniti ufficiali francesi di qua per convincersi che essa non ha rinunziato all'intenzione di trarre tutta la Grecia in guerra come fece per la frazione venizelista; 4) è assolutamente falso la grandissima maggioranza... (2) del Re. La politica del Re Costantino era la neutralità e la grandissima maggioranza del popolo greco è stata ed è tuttora neutralista ad oltranza. Allorquando la Francia sarà giunta al proprio intento e vi giungerà certamente si accorgerà di aver profuso centinaia di milioni, sprecate preziose energie, creati dissidi fra i suoi migliori e più antichi alleati per crearsene uno nuovo di nessun valore militare. Se il • fairness • inglese non fosse divenuto una leggenda come tante altre cose, credo che Cecil

invece di tentare di scuotere le giustissime proposte di V. E. di restare oramai fuori di questi imbrogli greci, farebbe bene a riconoscere modestamente che la diplomazia inglese è stata nuovamente giocata dalla francese e che per totale incomprensibilità della situazione o per altre ragioni che non saprei indovinare si è fatta stoltamente complice dello stabilimento di un vero e proprio protettorato francese in Grecia (1).

(l) -Ritrasmette il t. gab. 1503/271 da Londra, cfr. n. 245. (2) -Gruppo indecifrato.
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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1642/250. Pietrogrado, 17 giugno 1917, ore 20,52 (per. ore 14,30 del 19).

Mio telegramma n. 249 (2).

Terescenko fa dileguare i miei dubbi circa pubblicazione nostra risposta col rilevar,e che l'incidente Grimm (mio .telegramma 534) (3) e l'attitudine contro i maneggi tedesco-svizzeri della quale fa fede la discussione avvenuta ieri in seno al congresso di tutto il Soviesco rendono propizio il momento per pubblicare la nostra nota, la cui intonazione dopo le modificazioni introdottevi gli sembra del resto intermedia tra quella della nota francese e quella dell'America. Ciò stante mi sono tosto inteso col ministro perché la nostra risposta nel testo integrale dello schema inviatomi da V. E. sia pubblicata senz'altro. Gli rimetterò questa sera il testo suddetto, che dovrà comparire posdomani o mercoledì, domani non uscendo giornali.

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. u. 1661/248. Pietrogrado, 17 giugno 1917, ore 16,15

(per. ore 3,30 del 21).

16 giugno.

Questo ministro degli affari esteri ha rimesso il 13 corrente al ministro Thomas una comunicazione di cui riassumo qui appresso il tenore:

• La rivoluzione russa non influisce soltanto sulla politica interna del paese, ma anche sulla politica internazionale. Difendendo nella lotta contro il nemico la grande idea della libe11tà della Russia, mira allo stabilimento della pace universale su basi escludenti ogni procedimento di violenza. Fedele a questi principì la nazione russa è fermamente decisa a opporsi ad ogni tendenza di conquista ed a combattere le mire imperiali del nemico sia nel campo politico che in quello degli interessi finanziari ed economici e se tra il nostro Governo ed i Governi alleati potesse verificarsi qualche divergenza circa fini della guerra

noi siamo certi che la stretta unione esistente tra la Russia e gli Alleati assicurerà il completo accordo su tutte le questioni sulla base dei principi ai quali si è ispirata rivoluzione russa. Irremovibilmente unita alla causa comune degli Alleati la democrazia russa accoglie con viva soddisfazione le decisioni di quelle potenze che si sono dichiarate pronte ad una revisione degli accordi concernente gli scopi defini·tivi della guerra. Suggeriamo a 'tale fine di riunire una conferenza degli Alleati che potrebbe aver luogo prossimamente quando se ne presenti la favorevole occasione. Ma l'accordo di Londra del 5 settembre 1914 che esclude la possibilità della pace separata di ogni alleato deve esser sottratto alla discussione della conferenza •.

(l) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. gab. 987 del 19 giugno. (2) -Non pubblicato. (3) -Cfr. n. 378.
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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2237/534. Pietrogrado, 17 giugno 1917, ore 15 (per. ore 4,05 del 22).

16 giugno.

Giornale ufficiale pubblica seguente dichiarazione governativa: Governo provvisorio ha avuto notizia da fonte ineccepibHe del seguente teLegramma diretto dal dipartimento politico svizzero al ministro di Svizzera in Pietrogrado in data del 9 giugno 1917.

• Consigliere federale Hoffmann autorizza a fare al signor Grimm seguente comunicazione verbale: Germania non intraprenderà nessuna avanzata finché un accordo colla Russia si dimostrerà possibile. Dopo varie interviste con autorevoli persone mi sono persuaso che Germania cerca concludere colla Russia pace onorevole per entrambe le parti con strette relazioni commerciali economiche e sostegno finanziario per ricostituzione Russia. Nessuna ingerenza negli affari interni della Russia accordo amichevole relativamente Polonia Lituania Curlandia in base ai reciproci interessi dei popoli. Scambio dei territori occupati con quelli austriaci tenuti dalla Russia. Sono persuaso che Germania suoi alleati intavolerebbero immediatamente trattative di pace qualora alleati della Russia lo desiderassero. Quanto agli scopi della guerra leggete comunicati della Nord Deutsche Zeitung dove d'accordo con Asquith affermasi circa annessioni che Germania non vorrebbe nessun aumento di territorio per rafforzamento o allargamento economico e politico •.

Governo provvisorio ha incaricato quindi ministri Tzeretelli e Skobeleff di chiedere spiegazioni in proposito a Roberto Grimm. Questi ha consegnato loro seguente documento.

Dichiaro: l) non mi è stata fatta né direttamente né indirettamente dal ministro di Svizzera comunicazione di sovta circa progetti germanici di paoe; 2) contenuto telegramma deve essere considerato come tentativo Germania di valersi dei discorsi da me pronunciati a Pietrogrado per intavolare trattative di pace separata cui tanto aspetta diplomazia germanica; 3) rifiutai entrare in qualsiasi conversazione politica colla legazione germanica in Berna quando feci

vistare colà mio passaporto ed a Stoccolma evitai ogni contatto con rappresentanti del partito socialista tedesco; 4) per quanto riguarda partecipazione Governo federale a tale affare me ne potrò rendere conto soltanto sul posto; 5) come socialista democratico non permetterò mai si faccia di me un intermediario di piani imperialistici di Governi.

Tzeretelli e Skobeleff hanno ritenuto non soddisfacenti tali risposte e Governo provvisorio ha invitato Roberto Grimm ad abbandonare Russia. Grimm è partito stamane.

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L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2231/535. Pietrogrado, 17 giugno 1917, ore 15 (per. ore. 4,35 del 22).

16 giugno.

Novaia Gisni scrive che diritto di disporre delle proprie sorti spetta non soltanto alle popolazioni dei territori direttamente contestati nella presente guerra quali Alsazia-Lorena, Polonia ecc., ma anche alte popo,lazioni dell'India, Persia, Corea, Siam, Egitto. Giornale dilungasi specialmente sull'India e dice essere dovere degli amici della libertà mondiale di favorire movimento di liberazione del popolo indiano.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 2790/652. Londra, 17 giugno 1917.

A seguito del mio telegramma odierno n. 296 {l) ho l'onore di trasmettere qui allegata in copia a V.E. la nota del Foreign Office in data 15 corrente nella quale è enunciato il punto di vista russo circa le eventuali dichiarazioni dell'E.V. alla Camera circa l'Asia Minore.

ALLEGATO.

CECIL A IMPERIALI

w. 114994/17. Londra, 15 giugno 1917.

With reference to my note of the 4th instant, on the subject of the declaration regarding Asia Minor which Baron Sonnino wishes to make on the opening of the Italian Parliament, I have the honour to state that I have been informed by the Russian Chargé d'Affaires that the Russian Minister for Foreign Affairs considers it preferable not to make such a declaration.

Il -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

M. Nabokoff added, however, that, if Baron Sonnino considered that it had become absolutely necessary for him to make some announcement, M. Terestchenko would see no objection to a generai statement to the effect that the question was under consideration, and that the interests of the Allied Powers were to be equally safeguarded and guaranteed.

(l) Non pubblicato. Richiama il t. gab. 958 di Sonnino, cfr. n. 347.

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L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 2406/807. Parigi, 17 giugno 1917.

Dal R. Console a Lione ricevo il rapporto del quale ho l'onore di accludere copia..

Non ho mai inteso parlare della candidatura del Signor Herriot, già ministro neH'ultimo ministero Briand, e non so quindi quale fondamento abbia la notizia riferita dal Commendator Mordini, ma essa è l'eco della voce che da qualche tempo qui circola sul possibile richiamo del Signor Barrère.

Da parecchie persone ho già inteso deplorare che il Signor Barrère • non sia più quello di una volta •. Recentemente il Signor Barthou mi diceva quanta stima abbia dell'attuale rappresentante della Francia a Roma, il quale • è stato un vero amico dell'Italia e tanto ha contribuito al riavvicinamento dei due paesi; ed è un peccato che ora 1e sue facoltà non siano più quelle di una volta... la sua caduta da cavallo, l'accidente automobilistico... e poi, si sa, tutto deve finire... ma è stato un grande amico dell'Italia ed è importante che i rappresentanti dei nostri due Paesi sieno animati da simili sentimenti •.

Non mi è riuscito strano d'intendere oggi che un rappresentante estero, qui in Parigi, abbia detto risultargli che il Signor Barthou debba essere nominato presto a Roma.

Un altro aspirante all'Ambasciata di Roma era il Signor de Margerie e la moglie non mancava di far capire come desiderasse quel posto per suo marito, mi ha perciò meravigliato l'altra sera quando, a pranzo da me, l'ho intesa dirmi come, avendo recentemente sentito che il Governo francese ha l'intenzione di nominare Ambasciatori scelti fra gli uomini politici, essa ne era stata lieta perché così spera che suo marito non lasci Parigi, dove si sta tanto bene.

Aggiungo infine che due giorni or sono il Signor Cambon mi ha fatto, senza ragione alcuna, molti elogi dell'Ambasciatore a Roma, quasi difendendolo contro critiche che nessuno gli faceva in quel momento, ma che forse il Cambon aveva -inteso poco prima e di cui temeva probabilmente fosse giunta anche a me qualche notizia.

Da questi vari indizi credo si possa dedurne che esista il desiderio di sostituire il Signor Barrère con un uomo politico, forse per togliersi di qui un oppositore o un aspirante al potere come il Barthou o come l'Herriot, ma non ho, almeno per ora, alcuna ragione di credere che tale intenzione possa realizzarsi prossimamente.

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RELAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE DEGLI AFFARI POLITICI, MANZONI, PER IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

Roma, 17 giugno 1917.

La giurisdizione religiosa dell'isola di Rodi e delle altre del Dodecaneso, appartenne fino a circa 20 anni fa, alla Prefettura Apostolica Francescana di Costantinopoli. Il 14 agosto 1897 la Missione di Rodi fu, per decreto della Sacra Congregazione, eretta a Prefettura Apostolica indipendente con giurisdizione sulle isole di Rodi, Syme, Nisyros, Scarpanto, Castellorizzo, Cos, Chalke, Leros, Kalymnos, Pserimos, Telos, Kasos e tale è tuttora.

Il Primo Prefetto Apostolico fu il Padre (Italiano) Felice da Jenne, dell'Ordine dei Frati Minori; morì nel 1910 ed il suo successore fu l'attuale Prefetto, Padre Ignazio Beaufays, di nazionalità belga.

Tutta la Missione si compone di pochi Frati dell'Ordine dei Minori e di poche Suore Francescane da Gemona.

Su di essa vanta ed esercita la protezione, l'autorità diplomatico-consolare Francese, in base alle note pretese di protezione sugli Istituti Cattolici In Oriente.

Questo fu lo stato di cose trovato da noi al momento dell'occupazione del Dodecaneso: e questa è pure la situazione odierna.

Gli inconvenienti di questo stato di fatto sono descritti nell'accluso rapporto del Generale Croce (l); ma, in parte soltanto; in esso non si fa menzione dell'inconveniente principale: della diminuzione di prestigio, cioè, che· ne viene ad una potenza cattolica quale l'Italia, esercitante a Costantinopoli, Smirne, in Siria e Palestina la protezione su Istituti e Chiese Cattoliche, pel fatto che la protezione sulla Missione Francescana di Rodi, è, invece, esercitata dalla Francia e non dall'Italia, stato occupante, a cui appartengono, come sudditanza, i membri della Missione, nella grande maggioranza.

Questo stato di cose diviene tanto meno tollerabile, allorché il Prefe11to Apostolico è, come il Padre Beaufays, persona che simpatizza più per la Francia che per l'Italia, e della situazione delle cose si serve per crearsi uno stato di indipendenza verso l'autorità occupante.

Il Generale Croce non intende ora sollevare la grave questione dei cattolici nel Dodecaneso : ma allude a sollevarla e risolverla a tempo opportuno.

Questo Ufficio stima che la soluzione vada fin d'ora preparata. Di fronte all'azione della Francia per ottenere che il Prefetto di Rodi segua un indirizzo più conforme agli interessi Francesi, l'Ufficio consiglia un'azione, energica e decisa, per ottenere dal Padre Generale dei Francescani, la sostituzione del Prefetto attuale, con un Padre Francescano Italiano. Esso indica per tale carica il Padre Lodovico Ciganotto, persona che gli viene designata come avente tutte le qualità pel posto che coprirebbe, e come pronto ad assumerlo.

Ottenuta la nomina di un Padre Italiano a Prefetto Apostolico di Rodi, si otterrà poco dopo che tutta la Missione invochi il passaggio sotto la protezione italiana o, per meglio dire, la cessazione della protezione Francese. E poiché si verificherebbero così tutte le condizioni previste dall'accordo Italo-Francese del 1905 (30-31 agosto) ne sarà chiesta la applicazione.

Prego V.E. di voler far sapere se consente sia dato corso a questo progetto.

(l) Cfr. n. 114.

383

IL SEGRETARIO GENERALE AGLI ESTERI, DE MARTINO, ALL'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI

L. P. Roma, 17 giugno 1917.

Ebbi la tua del 12 (1), e ieri ebbi dal ministro il tuo rappor,to pari data circa A. M. Il ministro mi ha detto di preparare al più presto la risposta, ma non ha escluso di accogliere il tuo suggerimento, espresso nel rapporto, e da me appoggiato, di attendere qualche giorno.

Mi varrò certamente delle giustissime tue considerazioni accluse alla tua del 12. Ho detto di raccogliere tutti i telegrammi e documenti dei negoziati del 1913 e '14. Spero trovare il teskerè o un documento che provi la concessione turca fino a Mersina esclusa. (Più semplice sarebbe domandarlo allo stesso Nogara, ma ciò è escluso). A prima vista, mi pare si possa sostenere che coi turchi ci siamo accordati pel limite a Mersina (esclusa) e che se poi dovemmo retrocedere fino ad Alayn, fu pei riguardi dell'Austria, che elevò quella pretesa: sarebbe strano che la Francia ritenesse di subentrare di fronte a noi nelle pretese austriache (le quali furono poi da noi praticamente mandate a monte). Così pure è da esaminare l'affermazione r,elativa all'evacuazione del Dodecanneso che riguarda la Turchia e il trattato di Losanna. Con l'Inghilterra abbiamo girato la difficoltà.

A proposito del significato della locuzione • zona di influenza » di cui mi

scrivesti, notizie dall'Egitto e da Gedda confermano quanto io sempr,e suppo

nevo zone A e B sotto l'alta sovranità del Re dell'Hedjaz. (Recenti negoziati

di Sykes e Picot).

P.S. -Ho anche sott'occhio il tuo rapporto 10 corrente 2316 (2). È una prova di più che accanto e sopra le carte scritte e firmate si va creando una: situazione di fatto nuova e diversa.

384

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. UU. 982. Roma, 18 giugno 1917, ore 20.

È di somma urgenza, in vista della apertura della Camera italiana, che avverrà posdomani, una decisione sulla pubblicaziQne della nostra nota di

risposta alla Russia di cui nel mio telegramma Gabinetto n. 956 (1). Prego V.E. telegrafarmi senza indugio.

(l) -Cfr. n. 326. (2) -Non pubblicato.
385

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. GAB. 985. Roma, 18 giugno 1917, ore 21.

In un promemoria rimesso dal ministero degli ester,i francese a Salvago circa la determinazione del confine a ovest di Mersina viene anche esamina:ta l'estensione degli interessi italiani nella zona di Adalia derivanti dall'accordo anglo-italiano del 19 maggio 1914. A questo proposito, in forma incidentale e tra parentesi, è fatta la seguente osservazione:

« Il est à remarquer tout d'abord que, dans la négociation anglo-italienne du commencement de 1914, les avantages consentis par les anglais aux italiens avaient par contrepartie l'évacuation du Dodécanèse par l'Italie •.

A tale osservazione è ovvia la risposta che la questione del Dodecanneso è oggi definita dal successivo trattato di Londra dell'aprile 1915 e che in ogni modo, per quanto concerne il periodo antecedente, essa riguardava l'Italia e la Turchia.

Tuttavia prego V. E. telegrafarmi se ed in quali ·termini, 'e se per scritto o verbalmente la questione del Dodecanneso fu abbinata ai negoziati che condussero alla Convenzione predetta del 19 maggio 1914. Urgendo preparare la risposta al pro-memoria francese prego telegrafarmi con cortese sollecitudine.

386

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1641/213. Atene, 18 giugno 1917, ore 14,40 (per. ore 7,25 del19).

Jonnart rimette la seguente nota circa la sua attività di questi giorni:

• J'ai attendu pour conférer avec Zaimis des questions les plus urgentes à régler que les condi,tions de l'ultimatum fussent exécutées. J'ai appelé son attention sur la nécessité de veìller à ce que l'entourage du Roi soit composé de telle façon qu'il offre toute' garantie à l'Entente.

Je lui ai remis une liste des personnes qui sous le dernier régime se sont distinguées pour leurs actions et leur propagande contre l'Entente mettant ainsi en péril la sécurité de notre armée d'Orient.

Parmi ces personnes les unes doivent étre éloignées de la Grèce continentale, les autres mises en surveillance et en résidance imposée. Zaimis m'a promis soumettre mes demandes au Conseil des Ministres et de me répondre

demain soir. Je l'ai invité ensuite d'entrer dans le plus bref délai possible en pourparlers avec Venizelos et à rechercher avec lui les moyens de rétablir le fonctionnement régulier de la constitution et de l'unité de la Grèce. Il convient enfin que le haut commissaire évite toute intervention trop directe dans les affaires intérieures du pays étant bien entendu qu'il suivra de près les conférences de Zaimis et du chef du Gouvernement de la défense nationale, et s'efforcera à titre de conseiller ou d'arbitre de faciliter l'accord, qui est si désirable entre eux. Je ne me dissimule pas les difficultés que j'aurai à concilier les prétentions des deux chefs du Gouvernement et à réaliser une entente ».

(l) Cfr. n. 336.

387

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1638/169. Parigi, 18 giugno 1917, ore 21,35 (per. ore 9,30 del 19).

Persona generalmente bene informata ha riferito al colonnello Brancaccio che in seguito alle notizie portate qui da deputati socialisti reduci dalla Russia circa impossibilità di serie azioni militari da parte della Russia, prevale in un gruppo di socialisti, del quale farebbe parte Sembat, l'opinione che convenga indebolire la Germania mediante la pace separata con l'Austria.

Agente da essi inviato in !svizzera sarebbe un finanziere francese, Stern, ma per ora senza alcun risultato. La stessa persona aggiunge che lo stesso gruppo socialista agirebbe sul Vaticano per indurlo ad adoperarsi in favore della pace. Intermediario sarebbe padre Finet.

Riferisco queste notizie senza affermare che abbiano fondamento e a scopo di controllo (1).

388

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2212/541. Pietrogrado, 18 giugno 1917, ore 14 (per. ore 11,05 del 21).

17 giugno.

Si è inaugurato ieri congresso dei Soviet di tutta la Russia. All'unanimità è stato eletto presidente Tcheize. I diversi partiti hanno concorso con loro rappresentanti alla formazione ufficio presidenza. Nella prima seduta è stato esclusivamente discusso affare di cui mio telegramma 534 (2). Su tale oggetto congresso ha approvato azione Tzereteli e Skobelef con 640 voti contro 121 e 12 astensioni.

(l) -Ritrasmesso a Londra, Pietrogrado e al ministro a Berna, Paulucci, con t. gab. 992, del 20 giugno. (2) -Cfr..n. 378.
389

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2216/542. Pietrogrado, 18 giugno 1917, ore 14 (per. ore 12,10 del 21).

17 giugno.

Commentando nota Terescenko a Thomas Dielo NaToda approva osservando però che essa giunge con ritardo e con lo scopo di prevenire rimprovero che congresso dei Soviet di tutta la Russia gli muove per il poco zelo della{ diplomazia russa nell'interpretare volontà del popolo. Dien scrive che prima di riunire conferenza interalleati occorre stabilire vero significato della formula • pace senza annessioni né contribuzioni » in base alla libera scelta delle proprie sorti da parte dei popoli. Russia è in diritto di aspettare dal congresso dei Soviet programma ben definito di pace.

Novaia Gisni scrive che avvenire della rivoluzione esige dalla Russia non una pace separata, ma una guerra separata non contro imperialismo germanico, ma contro imperialismo in generale.

Birgevia Viedomosti approva convocazione conferenza perché questa metterà in chiaro vere intenzioni Alleati. Se Germania non accetterà condizioni avanzate dalla conferenza, Russia dovrà continuare combàttere per il successo dell'opera comune.

390

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO BELGA A LE HAVRE, CARIGNANI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. R. 256/84. Le Hàvre, 18 giugno 1917.

Nei miei rapporti degli ultimi due anni intorno ai desiderata del Belgio dissi che l'acquisto del Granducato di Lussemburgo era la maggiore sua aspirazione. Il Governo, rendendosi conto della reale situazione delle cose, non ha sostenuto il progvamma imperialista, anteriormente da me esposto -che non ha del resto aderenti importanti né numerosi -limitando le aspirazioni al Granducato, le quali, sono, a suo avviso, più realizzabili ed urtano meno ad interessi di altre Potenze.

Dopo il memorandum sulla questione del Lussemburgo e sui diritti che vi avrebbe il Belgio per ragioni etniche, storiche -memorandum che V. E. ha dovuto ricevere mesi or sono dal Conte Van den Steen -il Governo ha chiesto a Londra e Parigi se quei Gabinetti volessero nel trattato di pace appoggiare il progetto di annessione al Belgio di detto territorio.

Per quanto mi è riuscito sapere, il Governo francese e l'inglese non hanno preso impegni in proposito, rispondendo che non avevano difficoltà alcuna a che quella aspirazione belga fosse soddisfatta.

Il risultato dei passi del Governo belga è stato abbastanza buono se si tengano presenti le antiche mire della Francia sul territorio in parola per ragioni strategiche e provvedere coi propri mezzi alla difesa della sua debole frontiera dell'est.

Osservo che ciò è accaduto prima della rivoluzione russa e quindi del programma da essa fatto proprio di volere escludere le annessioni e le indennità.

Un incidente di modesta importanza ha dato luogo in questi giorni a nuove pratiche sull'argomento.

Fra i tanti comitati sorti a Parigi • Franc:e-Italie •, • France-Angleterre •, ecc. ecc., si è costituito quello di • France-Luxembourg •, e una deputazione di esso è stata ricevuta dal Signor Ribot al quale ha rimesso un indirizzo.

Il ministro del Belgio a Parigi, impressionato di ciò, ne ha parlato al Quai d'Orsay e ha ottenuto una dichiarazione presso a poco in questi termini: il Governo francese non novera fra i suoi scopi di guerra l'acquisto del Granducato del Lussemburgo. Il Governo britannico ne è stato informato.

La dichiarazione di disinteressamento della Francia al territorio desiderato dal Belgio ha per questo un reale valore.

Senonché mi risulta da buona fonte che, qualora il Lussemburgo dovesse essere dato al Belgio, la Francia insisterebbe per la cessione di alcune zone presso la frontiera sulle quali sono impiantati taluni stabilimenti industriali francesi.

Dell'acquisto di cui si tratta ministri ed alti funzionari belgi ormai parlano senza reticenze. Il Governo terrebbe alla realizzazione del progetto anche per ragioni di politica interna e per rafforzare la propria situazione. Secondo notizie dal Belgio invaso forti malumori, infatti, si accentuerebbero contro l'azione del Governo, specialmente per la questione alimentare.

391

L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2188/178. Washington, ..... (per. ore 9 del 19 giugno 1917).

Telegramma di V. E. 789 (l) e telegramma di V. E. Gabinetto n. 969/50 (2).

Incidente americano-giapponese svoltosi così:

Questo Governo dirigeva da solo il 4 corrente una nota amichevole a Pechino nella quale chiedeva alle due fazioni di comporre le contese rilevando che il mantenimento dell'ordine interno della repubblica importava in questo

momento più del fatto di una dichiarazione di guerra alla Germania. Lansing avvertiva poi Tokio, Londra, Parigi di questa nota, chiedendo loro di associarvisi ma ingenerando l'impressione che si trattasse di documento da mandare e non già di rmevo. Intanto un giornale di qui basandosi su un telegramma da Pechino, ma ignaro del testo della nota ne immaginava e ne diffondeva una versione aggravata. Questa versione, accompagnata da commenti, provocò in Giappone il noto risentimento, sia per il supposto contenuto della nota, sia per il fatto che contrariamente a quanto si credeva essa era stata mandata senza previa consultazione con Tokio. Uguale sorpresa avrebbero manifestato Londra e Parigi che si preparavano a discutere i concetti e i termini della nota stessa. Alle rimostranze di questa ambasciata del Giappone, Lansing ha opposto che si trattava di un documento platonico ed il mio collega giapponese mi ha detto che, dissipato l'equivoco, si era appianata ogni cosa. Ma rimane che il Giappone ha manifestato chiaramente non essere disposto ad ammettere ingerenze americane in Cina senza previa consultazione con Tokio e che in seguito a ciò l'Inghilterra ha opposto un cortese rifiuto associarsi alla nota di Washington. L'ambasciatore di Francia che aveva istruzioni di proporre modificazioni al testo della nota, mi ha detto che dacché essa era stata mandata e il risentimento è accaduto, riteneva che anche il suo Governo avrebbe declinato di associarvisi. Lansing a sua volta confermandomi l'atteggiamento del Giappone se ne mostrava infastidito come di cosa non spiegabile. L'arrivo della missione giapponese gioverà a chiarire tutta la situazione ed appianare le difficoltà. Missione presieduta da Jokii è attesa qui alla fine di luglio-primi di agosto. Dalle parole di questo ambasciatore del Giappone rilevo la conferma che il suo Governo si propone di trattare la cosa amichevolmente. Impressione comune è che Lansing abbia agito in questa circostanza con alquanta leggerezza.

(l) -T. 789 del 14 giugno, non pubblicato: rimostranze del Giappone perché gli Stati Uniti agiscono in Cina senza consultare il Governo giapponese. (2) -Non si pubblica. E' la ritrasmissione a Washington del t. 1603/34 da Tokio.
392

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA

T. GAB. 986. Roma, 19 giugno 1917, ore 10,35.

Telegramma di V. E. n. 12230 (1).

R. ministro ad Atene telegrafa quanto segue:

• Generale Mombelli mi ha dato lettura ecc. ecc. (come nel telegramma 212 (2) meno • non posso a meno innanzi tutto ... » sino a • considerazioni puramente personali • sino alla fine).

In vista di quanto prec,ede 'e visti gli inconvenienti dell'inviare il generale Marro in Grecia prego V. E. di riconsiderare questione suo trasloco da Corfù.

(l) -Non pubblicato. (2) -Cfr. n. 370.
393

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. GAB. 989. Roma, 19 giugno 1917, ore 20.

Ricevuto rapporto di V. E. 14 giugno n. 2703 (l) concernente Asia Minore. Sono sempre in attesa della diecina di copie della carta Turchia asiatica oggetto del mio te1egramma 642 del 30 aprile (2) e telegramma di V. E. Gab. 207 (3) Prego spedirmele al più presto.

394

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA

T. GAB. 990. Roma, 19 giugno 1917, ore 20.

Non mi oppongo alla ulteriore occupazione a sud di Janina purché limitata alla linea indicata nel telegramma di V. E. n. 12135 (4) che si giudica geograficamente e militarmente più conveniente. Occorre però accertarsi, anche in vista della nuova situazione politica in Grecia, che nostra avanzata avvenga senza incidenti e conflitti.

395

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI

T. GAB. 991. Roma, 19 giugno 1917, ore 21.

Si sta vedigendo la risposta alla nota francese circa Asia Minore annessa al suo rapporto del 12 corrente n. 779 (5). La nota stessa afferma che a St. Jean de Maurienne la Francia consentì a fare una concessione sul limite del Capo Anamur e che in tal senso dev'essere intesa la stipulazione: • La zon:e italienne commencera à un point à déterminer à l'ouest de Mersina •.

Sta in fatto, per contro, che io consentii a quella locuzione del processo verbale in seguito all'osservazione di Ribot che la carta di Lloyd George portava il confine troppo immediatamente vicino a Mersina. Sarebbe opportuno menzionare questo particolare. A tale scopo prego V. E. telegrafarmi se, ricordando le parole pronunciate da Ribot nella seduta definitiva per l'approvazione

del processo verbale, le sembri che nella nostra risposta possa includersi il seguente inciso: • seulement, au moment de la rédaction du procès verbal,

M. Ribot exprime la réserve de trouver sur une bonne carte un point à l'ouest de Mersina apte à constituer une bonne frontière, la ville et le port ne devant pas etre suffoqués par la frontière meme •.

Gradirò eventuali suggerimenti di modifica.

(l) -Cfr. n. 344. (2) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 852. (3) -T. gab. 1134/207 del 2 maggio, che non si pubblica: Imperiali comunica che la carta della Turchia asiatica è prodotta dal Ministero della Guerra e che farà in modo di averne una copia. (4) -Non pubblicato. (5) -Il rapporto non è pubblicato. Per la nota, cfr. n. 326, allegato II.
396

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1653/217. Atene, 19 giugno 1917, ore 13,30 (per. ore 23,35).

I giornali pubblicano la lista delle persone di cui Jonnart ha chiesrto allontanamento dalla Grecia e la sorveglianza speciale. La prima contiene 29 nomi fra i quali Gunaris, Streit, Dusmanis, Mercuri, ecc. La seconda contiene 87 nomi fra i quali Skuludis, Lambros, Dragoumis, Baltaggi ex ministro, mol>ti ufficiali, due metropoliti, ecc.

Il direttore della polizia ha notificato alle persone contenute nella prima lista di presentarsi prima stasera al generale comandante le forze delle potenze alleate sotto pena arresto e confisca beni. Si ignora tuttora dove queste persone dovranno recarsi; sembra che ai principali si imponga di andare in Spagna. V. E. giudicherà come l'allontanamento e la messa sotto sorveglianza di pressoché tutti i principali capi partito possano conciliarsi coi proposilti manifesrtati ieri da Jonnart di preparare delle • libere elezioni politiche • (mio telegramma n. 204 (1).

Si tratta evidentemente di preparare il ritorno trionfale Venizelos dietro voto unanime del popolo ·ellenico unanime nel terrore del cannone de1l.'ammiraglio francese e della legge marziale del generale francese apostolo della libertà francese.

397

IL SENATORE MAYOR DES PLANCHES AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2193/696. Londra, 19 giugno 1917, ore 22,25 (per. ore 3,50 del 20).

Il rappresentante dell'Associated Press A merican in Londra ha esposto al commendator AttoUco che i ministri britannici dei Consumi, dell'Agricoltura e dei Lavori hanno concesso intervista da pubblicarsi in America per affermare l'importanza che avrebbe per gli Alleati una legislazione americana sui consumi ed esprimerebbe la speranza che venga quanto prima promulgata, poiché senza di essa non si possono fare previsioni né calcoli per l'avvenire. I principali giornali politici hanno fatto commenti al medesimo effetto.

Detto rappresentante ha espresso l'augurio che una campagna analoga sia condotta a Londra a mezzo Salvatore Cortesi corrispondente costì della Associated Press.

Personaggi ufficiali americani indicano da Washington la necessità di esercitare tale pressione per conseguire prontamente quel risultato.

Invio per posta il testo dell'intervista concessa da questo ministro della Agricoltura e che si chiude con queste parole: • Abbiamo in vista grandi privazioni. Il Governo degli Stati Uniti le può alleviare con una pronta azione nella questione dei consumi. Ogni giorno di dilazione accresce la nostra ansietà e la nostra incertezza • .

(l) Cfr. n. 325.

398

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. U. 1651/300. Londra, 19 giugno 1917, ore 21,58 (per. ore 4,30 del 20).

Telegramma di V. E. n. 985 (1).

I negoziati che condussero alla nota convenzione ebbero ongme dall'intervento britannico nel settembre 1913 a tutela dei diritti e degli interessi privati della compagnia Smirne-Aidin compromessi dalle note concessioni da noi ottenute dalla Turchia. I negoziati furono condotti verbalmente da me con Grey. Il quale, come ricordo bene e come V. E. potrà rilevare dalla mia corrispondenza di quel tempo, più volte dichiarò questo Governo non aver in quelle regioni alcun interesse politico né alcun motivo di opporsi alla espansione economica dell'Italia quando beninteso fossero salvaguardati i diritti e gli interessi della Compagnia inglese. Siccome quella compagnia non mostrava alcun desiderio di intendersi con noi il compianto marchese di Sangiuliano per spingere questo Governo che allora desiderava indubbiamente affrettare la nostra evacuazione ad influire ,efficacemente sulla compagnia impostò la questione sostanzialmente nei termini seguenti in conformità delle decisioni della conferenza di Londra: l'Italia è pronta ad evacuare il Dodecanneso ma non può farlo se prima la Turchia non avrà dal canto suo eseguito gli impegni assunti dal trattato di Losanna e anche compensare l'Italia per i sacrifici ulteriori da essa sostenuti per gli indugi derivati dall'inadempimento della Turchia. Questo compenso il R. Governo faceva consistere nella nota concessione e pertanto in conclusione dichiarava qui che non avrebbe evacuato le isole fino a quando il Governo britannico nell'interesse della Smirne-Aidin avesse continuato a sollevare a Costantinopoli ostacoli alla piena esecuzione delle concessioni portuali-ferroviarie acquisite all'Italia in base al teskeré. Grey sulle prime sosteneva non essere giusto che del compenso dovuto all'Italia dalla Turchia dovesse far le spese una compagnia privata britannica ma in presenza del fermo contegno del R. Governo e posso onestamente aggiungere grazie alle mie personali relazioni le quali mi permisero di paralizzare a tempo malevoli azioni dei nostri Alleati miranti ad intorbidare con false insinuazioni, circa il preteso equivoco nostro contegno nella

questione dell'attribuzione alla Grecia di Scio, Mitilene, ecc., i rapporti italainglesi, Grey finì per costringere la Smirne-Aidin a venir·e a patti. E dopo un cumulo di peripezie e malgrado gli intrighi di ogni genere di Hakki pascià si giunse come Dio volle al noto accordo. Esso non fu preceduto in alcun momento da dichiarazioni scdtte nostre o britanniche constatanti ufficia,lmente l'abbinamento della concessione di Adalia con l'evacuazione Dodecanneso. Su quanto precede De Martino che fu qui nel gennaio 1914 e conferì pure con Grey potrà dare a V. E. complementari schiarimenti a conferma di quanto io le riferisco ora. Per quanto concerne specialmente il Dodecanneso a prescindere dal trattato dell'aprile 1915 mi occorre ricordare che scoppiata la guerra in seguito all'iniziativa mia personale Grey e Churchill mi fecero chiaramente capire che il Governo britannico non avrebbe più insistito sulla nostra evacuazione (vedere

miei telegrammi Gabinetto 228, 318 e 322 dell'agosto 1914) (1). Riesce ciò stante incomprensibile e inammissibile l'osservazione francese in merito a passate conversazioni ed intese esclusivamente itala-inglesi per una questione in cui il Governo francese non aveva e non ha alcun titolo per ingerirsi.

(l) Cfr. n. 385.

399

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1683/254. Pietrogrado, 19 giugno 1917, ore 16,10 (per. ore 14,18 del 22).

18 giugno.

Telegramma di V. E. n. 955 (2).

Parole di Sarrail devono essere l'eco della comunicazione del Governo russo a Thomas.

Neratoff mi ha detto che il Governo provvisorio non si attende il parere del Governo francese circa convocazione di una conferenza di revisione se non dopo l'arrivo di Thomas a Parigi, dopo cioè che egli avrà intrattenuto Ribot di tale argomento, il che non può aver luogo prima del 24 corrente.

Solamente dopo il parere del Governo francese il Governo provvisorio esaminerà l'opportunità di diramare inviti agli Alleati. Ma anche in caso affermativo non procederà all'invito senza previa intesa con essi.

Ho risposto a Neratoff che secondo informazioni nostre Ribot avrebbe già

sconsigliato il Governo provvisorio dall'avanzare quella proposta e che il Go

verno italiano era dello stesso parere. Neratoff mi assicurò che nessuna risposta

era finora pervenuta da Parigi e ripetè che non l'attendeva se non dopo arrivo

di Thomas in Francia. Avendo egli confermato che comunicazione a Thomas è

puramente per uso interno russo gli dissi francamente che conviene farlo sapere

sia pure confidenzialmente ai Governi alleati verso i quali il contegno della

Russia deve essere identico ed ho insistito perché Giers abbia istruzioni di chia

rire le cose a V.E.

(l) -Cfr. serie IV, vol. XII, n. 698 e serie V, vol. l, nn. 434 e 474. (2) -Ritrasmette a Londra, Parigi, Pietrogrado e alla legazione ad Atene il t. 11832 di Cadorna.
400

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1685/255. Pietrogrado, 19 giugno 1917, ore 16,15 (per. ore 14,30 del 22).

Telegramma di V. E. n. 749 (1).

Spalaikovic più che jugo-slavista è panserbista, partigiano cioè dell'annessione alla Serbia di tutto il paese di lingua serba. Zelantissimo nella sua propaganda non ha però trovato qui terreno così propizio come, dati i legami di razza e l'origine della guerra, si è potuto supporlo, e i risultati da lui ottenuti sono rimasti di gran lunga inferiori a quelli raggiunti dai suoi colleghi di Parigi e specialmente di Londra. La rivoluzione russa che ha quasi completamente paralizzato la corrente panslavista è da lui apertamente criticata e i suoi rapporti coi nuovi fattori politici sono freddi. Tutto ciò spiega il suo desiderio di allontanarsi da Pietrogrado. A quanto egli disse ad un amico, Pachitch gli avrebbe offerto il portafoglio degli affari esteri oppure la legazione a Roma. Qui sarebbe destinato in sua vece Gavrilovic. Spalaikovic è fra i panslavisti più attivi e reputati della diplomazia serba e sua destinazione in Italia acquista perciò un significato che il Governo serbo farebbe bene di chiarire previamente. Le mie relazioni personali con lui sono state sempre eccellenti.

401

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1709/253. Pietrogrado, 19 giugno 1917, ore 22,16 (per. ore 2,35 del 24).

18 giugno.

Telegramma di V. E. Gabinetto n. 873 (2).

Anche questo Governo ha risposto per iscritto alla nota serba assicurando che la Russia si adopera a Londra e Parigi perché forze alleate a Salonicco non vengano diminuite.

402

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1710/251. Pietrogrado, 19 giugno 1917, ore 16,15 (per. ore 9,35 del 24).

17 giugno. Neratow mi ha detto che suggerimento contenuto nella comunicazione a Thomas di convocare conferenza per revisione accordi (mio tel. Gab. 248) (3)

non significa invito alla medesima che Russia rivolge ad alcune potenze; trattasi di un atto destinato ad uso interno. Neratow personalmente non crede che invito a tale conferenza avrà luogo. Comunque sia di ciò considero grave quell'atto é tale da richiedere una piena e pronta intesa fra i due Governi alleati circa il loro uguale atteggiamento di fronte alla prospettata eventualità. Accetterebbe l'invito l'Inghilterra in base all'ultima dichiarazione della sua risposta aHa nota russa del tre maggio? E la Francia ha ,essa autorizzato Thomas a ricevere la comunicazione e permetterne la pubblicazione? Ed entrambe hanno esse contemplato la possibilità della riunione di siffatta conferenza e indicato forse quali rinunzie sarebbero disposte a fare e a quale patto? Tutto ciò dovrebbe essere chiarito perché se per caso l'invito avesse luogo esso non ci trovasse impreparati e soli (1).

(l) -T. 749 del 6 giugno 1917, non si pubblica: Sonnino chiede informazioni sul ministro di Serbia a Pietrogrado, Spalaikovic. (2) -Ritrasmette a Parigi, Pietrogrado e Corfù il t. gab. 1477/268. (3) -Cfr. n. 377.
403

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 2427/816. Parigi, 19 giugno 1917.

Qui accluso ho l'onore di trasmettere copia di un bollettino di informazioni raccolte dal cavalier Secchi e che conferma quanto già ebbi a riferire sulle voci che circolano in Parigi sul Presidente della Repubblica.

L'opposizione contro di lui si è accentuata, ma ciò non deve far credere che certamente debba scoppiare ora la crisi di cui si parla già da alcuni mesi. Come il malumore di grande parte della Camera in seguito alla discussione che ha avuto luogo n~ll'ultimo comitato segreto si è risolto in un voto di fiducia, è assai probabile che gli oppositori del Signor Poincaré, per considerazioni politiche o in seguito a qualche portafoglio o a qualche incarico che ottengono, consentano ad accordargli una tregua.

ALLEGATO.

SECCHI A SALV AGO RAGGI

Parigi, 17 giugno 1917.

La non felice avanzata francese del 16 aprile scorso ha sollevato un coro di

malcontento e di critiche che ha anche avuto occasione di manifestarsi nell'ultimo

comitato segreto della Camera.

Il Governo sembrava da principio che cercasse di sottrarsi ad una discussione

a fondo a questo riguardo, ma nella seduta del 15 corrente, il ministro Painlevé

ha dovuto fissare; a seguito dell'interpellanza Dalbiez, la seduta del 29 corrente

per la discussione in parola. Venerdì 29 corrente si avrà quindi con ogni proba

bilità un nuovo comitato segreto. L'avanzata di Champagne coinvolge una tri

plice responsabilità, quella del Presidente della Repubblica, quella del Generale

Nivelle e infine quella del Ministro della Guerra Painlevé, per non dire di tutto

il Ministero.

Per intendere la situazione occorre por mente che il Poincaré si è alienata

buona parte della Destra della Camera fino dal giorno in cui si oppose alla

nomina del Generale Pétain al posto dello Joffre, sostenendo che, trattandosi di

un clericale, non si poteva consegnare la Repubblica nelle mani della reazione; non può contare sui radicali socialisti, a causa della guerra da lui fatta al Caillaux e infine non ha mai avuto le simpatie dei socialisti perché costoro sono concordi nel dichiarare che al Poincaré si deve tutta quella visibile propaganda per la revanche che ha poi portato alla guerra attuale.

Ora mentre alla Camera si discuteva la interpellenza Dalbiez il gruppo repubblicano di sinistra -del quale fanno parte parlamentari ben conosciuti, come il Barthou, il Thompson, Etienne, Siegfried, etq., -ha tenuto una riunione per decidere della propria attitudine. Erano presenti circa sessanta Deputati e si vuole che tanto il Barthou quanto il Caillaux, che sarebbe intervenuto o avrebbe mandato il suo avviso, si siano trovati d'accordo nel subordinare ogni azione dei rispettivi gruppi ad un preventivo accordo coi socialisti. Il Barthou avrebbe fatto una requisitoria contro il Poincaré e il Nivelle, accusando il primo di una doppia specie di responsabilità quella cioè di essersi opposto alla nomina del Pétain e quella di aver fatto prevalere il suo concetto dell'offensiva, sostenendo e difendendo poi il Generale Nivelle. Contro quest'ultimo' il Barthou avrebbe ricordato le dichiarazioni e le promesse di vittoria fatte anche al Painlevé il quale, avendo avuto da altri generali informazioni non ottimiste, lo mandò a chiamare per sentire se non fosse stato consigliabile ritardare l'offensiva.

Il Nivelle due giorni dopo il Consiglio di Guerra, tenuto a Compiègne il Venerdì Santo, e cioè il giorno di Pasqua, parlò col Painlevé assicurandolo che non solo garantiva il successo, ma una grande vittoria.

Painlevé, dopo tali assicurazioni, non insistette e si ebbe l'avanzata coi risultati da tutti conosciuti, la quale ha portato una certa demoralizzazione nelle truppe, tanto che si dice si siano avuti dei reggimenti interi che si sono rifiutati di obbedire agli ordini dei superiori e che misure repressive siano state necessarie. A questo riguardo aggiungo che traccia di questo malessere si ha anche nella dichiarazione fatta dal gruppo socialista al Parlamento a proposito del voto dei dodicesimi provvisori (... Les rigueurs d'un code de mort ne sauraient frapper des défaillances d'un jour chez les plus humbles, si elles ne montent jusqu'aux incapacités...).

II Barthou quindi col suo gruppo, coi radicali socialisti, coi socialisti e la destra si metterebbe chiaramente contro il Poincaré. Anche il Thompson e l'Etienne nella suddetta riunione hanno parlato nello stesso senso del Barthou.

Ora è bene sapere che il Painlevé si è egli pure messo contro, da tempo, al Poincaré ed è per questa sua attitudine che i giornali delle gradazioni di cui sopra e specialmente il Bonnet Rouge, organo di Caillaux, si accordano nello spianare la via' al Ministro della Guerra che incoraggiano in certe riforme, che annuncia, e scagionano di certe responsabilità.

La riunione del 29 corrente sembra quindi debba avere uno speciale interesse e può anche avvenire che ne sorta una situazione tale che conduca -salvo sempre Pimpreveduto -anche ad una crisi costituzionale.

(l) Ritrasmesso a Londra e Parigi con t. gab. 1042/607 del 20 giugno.

404

L'INCARICATO D'AFFARI A PANAMA, RAGUZZI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 221/37. Panama, 19 giugno 1917.

Ho l'onore di trasmettere a V.E., qui unito, alcuni esemplari e la traduzione di una circolare (l) che le autorità della Zona del Canale, mi hanno fatto pervenire, colla quale viene diramato il proclama in data 23 maggio u.s. del

Presidente degli Stati Uniti di America, che stabilisce le norme • per l'esercizio, il governo e la protezione del Canale di Panama e il mantenimento della sua neutralità • da osservarsi dai belligeranti in seguito all'entrata in guerra degli Stati Uniti d'America. Queste norme sono una riproduzione di quelle emanate allo scoppio della guerra europea, e contenute nel proclama del 13 novembre 1914, che ho avuto l'onore di trasmettere a V.E. col rapporto del 16 dicembre di quell'anno n. 415/91, con alcune omissioni ed aggiunte, però, che vengono, parmi, ad annullare, a favore degli Stati Uniti, l'affermata neutralità del Canale.

Nel proclama è infatti dichiarato: l) che le disposizioni che ·esso contiene non sono applicabili alle navi degli Stati Uniti di America, soli fra tutti i belligeranti; 2) che • nell'interesse della protezione del Canale, finché gli Stati Uniti sono in guerra, nessun bastimento da guerra, nave ausiliaria, o bastimento privato, appartenente a nemici degli Stati Uniti o ad alleati dei nemici, sarà ammesso ad usare il Canale di Panama o le acque territoriali della Zona del Canale, per qualsiasi scopo, se non col consentimento delle autorità del Canale e a condizione di sottoporsi all'osservanza di tutte quelle norme e regolamenti che le medesime possano prescrivere • (art. 15).

Inoltre sono scomparse dal nuovo •testo le disposizioni contenute negli articoli 9 (in parte), 11 e 12 del proclama del 1914, delle quali allego la traduzione, relative all'obbligo di un certo intervallo di tempo fra le partenze successive dalle acque territoriali della Zona di navi nemiche fra loro, disposizioni che erano appunto intese a garantire la neutralità del Canale e che figurano, in parte, nel trattato Hay-Pauncefote del 18 novembre 1901 (art. 3 n. 5) (1).

(l) Non rinvenuti.

405

L'AGENTE E CONSOLE GENERALE AL CAIRO, NEGROTTO CAMBIASO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 1470/288. Bulkeley, 19 giugno 1917.

Un breve comunicato di carattere ufficioso, apparso contemporaneamente su tutti i giornali locali, annunzia che il Generale Archibald Murray, Comandante Supremo delle Forze Britanniche in Egitto, lascerà prossimamente questo Paese e che a sostituirlo giungerà il Generale Edmond Allenby. La notizia non ha prodotto eccessiva sorpresa perché voci del richiamo del Generale Murray sono corse spesso durante gli ultimi mesi, assumendo maggiore consistenza dopo la recente azione sfortunata su Gaza. E che fra i due avvenimenti esista una stretta relazione non sembra potersi mettere in dubbio. Troppe speranze si erano formate intorno alla spedizione della PaLestina, che pareva destinata a sicuro successo, perché la disillusione non fosse sentita profonda

mente e non se ne ricercassero le responsabilità. Infatti vi fu un momento in cui la strada della Palestina, difesa da truppe turche molto inferiori per numero

e per armamento, a quelle inglesi e -da quanto si pretendeva -in condizioni morali e materiali infelicissime, sembrava aprirsi facile all'invasione tanto che già si scontava l'occupazione di Gerusalemme che avrebbe dovuto produrre immensa impressione in tutto l'Oriente ed assestare un fiero colpo al prestigio ottomano.

Ignoro quanta parte della responsabilità ricada sul Generale Murray o se egli non sia stato piuttosto vittima della fatalità o di errori dei Generali che diressero le operazioni. Checchè ne sia, la sua posizione rimase scossa e, come mi diceva persona vicina all'Alto Commissario, i Comandanti d'esercito debbono pagare il fio anche delle • disgrazie • e lasciare H posto ad altri capaci di ritentare la prova con maggiore fortuna.

Non sta cel'tamente a me di portare un giudizio su Sir Archibald Murray come generale. Al suo attivo non si possono però disconoscere alcune importanti e felici operazioni: quelle della frontiera occidentale che ebbero per risultato di liberare il territorio egiziano dagli ultimi resti delle forze senussite concentrate nell'oasi di Siwa e quelle del Sinai che ripristinarono gli antichi confini dell'Egitto, dopo aver ricacciato i Turchi sulle loro difese della Palestina.

Ma la sua opera, nei diciotto mesi di comando, va esaminata anche sotto un altro punto di vista. In virtù della legge marziale proclamata sull'Egitto, si trovarono concentrate in sue mani le più svariate mansioni politiche ed amministrative. Ne derivò una sopraffazione del potere militare su quello civile, rappr,esentato dall'Alto Commissario, e quindi confusione, incertezze ed attriti che, meno notati sotto Sir Henry Mac Mahon, vennero maggiormente in luce da che la direzione dell'Alto Commissariato venne assunta da Sir Reginald Wingate, persona di grande attività, di carattere fermo e compenetrata non meno delle responsabilità che dei diritti del suo ufficio. Non è da escludere quindi che anche ciò abbia contribuito al richiamo del generale Murray.

Questi si trovò di fronte ad un'altra gravissima difficoltà, quella di dover conciliare i diritti ed i previlegi capitolari con le esigenze di ordine militare.

Gli inizi non furono troppo felici. Più che conciliare, parve che egli si proponesse di risolv,ere d'autorità tutte le questioni, fingendo quasi di ignorare l'esistenza delle capitolazioni. Da qui i vari incidenti che fecero tanto scalpore durante i primi mesi del suo comando e che gli valsero la fama di uomo impulsivo, intransigente ed animato da sentimenti xenofobi. In processo di tempo i metodi della sua amministrazione presero un carattere più conciliante e meno combattivo, cosicché sempre più rari divennero gli attriti con le Colonie e gli interessi stranieri in Egitto e più facile la trattazione degli affari con l'Autorità militare.

Il principio delle capitolazioni, benché intaccato nella sua esplicazione dalle

limitazioni della legge marziale, rimase salvo e gli strani,eri non possono in

definitiva troppo lamentarsi del generale Murray, soprattutto tenendo conto delle

preoccupazioni d'ordine milital'e che incombono su chi porta il peso della re

sponsabilità in questi tempi eccezionali.

Al Murray toccò il compito di organizzare la vita del Paese in base alle

dette esigenze e di porre dei freni e delle restrizioni alla libertà individuale per

assicurare l'ordine pubblico e la sicurezza all'interno minacciata dallo spionaggio

e dai sobillatori, senza indisporre l'elemento indigeno notoriamente ostile agli

Inglesi e di sentimenti turcofili.

È d'uopo riconoscere che sotto questo aspetto la sua opera fu saggia ed illuminata perché gli Egiziani, nella grande maggioranza, non si risentirono troppo delle conseguenze della legge marziale che v;enne applicata con discernimento, con larghezza e senza eccessive ed inutili severità. Merito questo non disprezzabile ove si ponga mente all'ambiente in cui il generale Murray ha dovuto esplicare la sua azione.

Il suo successor,e giunge preceduto dalla fama di esperto generale che fece ottima prova sul fronte francese. Da lui molto si attende nel campo militare.

Pare invece che molta parte delle attribuzioni di carattere politico-amministrativo passeranno all'Alto Commissario, fissandosi in tal modo una netta demarcazione tra Autorità Militare ed Autorità Civile.

Se così fosse, non avremmo che a rallegrarci che venga posto fine ad una situazione così anormale e nooiva aUa trattazione degli affari ed alle relazioni fra gli Agenti Diplomatici e le Autorità anglo-egiziane.

(l) Questo documento fu inviato in visione al Ministero della Marina il 3 agosto.

406

L'AGENTE E CONSOLE GENERALE AL CAIRO, NEGROTTO CAMBIASO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. R. 1471/289. Bulkeley, 19 giugno 1917.

Persona che si è dimostrata altra volta bene informata, mi ha comunicato ieri l'altro una notizia che, data la sua importanza ho creduto opportuno di telegrafare a V.E. (mio telegramma n. 154) (l) quantunque non mi fosse possibile di controllarne la esattezza e di ottenere in proposito maggiori particolari.

Secondo quanto mi ha riferito un mio informatore, che pretende saperlo in grazia di una indiscrezione, l'ex-Khedive avrebbe inviato recentemente dalla Svizzera una lettera a Sir Reginald Wingate, Alto Commissario, nella quale fa appello all'antica amicizia perché voglia intercedere in suo favore presso Sua Maestà il Re d'Inghilterra. Il principe Abbas si dice spiacente dei passati malintesi, nega di aver complottato ai danni dell'Inghilterra durante la sua assenza ed invoca il ritorno dei tradizionali rapporti d'amicizia con Sua Maestà e con le Autorità Britanniche, dichiarando essere sua intenzione di rinunziare in; favore del figlio a qualsiasi rivendicazione al trono d'EgiHo.

L'importanza di questo passo, se realmente avvenuto, è evidente. Anzitutto semplificherebbe la grave questione della successione al trono che è. causa di preoccupazione per l'Inghilterra soprattutto date le condizioni sempre precarie della salute di Sua Altezza il Sultano Hussein e la difficoltà di trovargli un successore all'infuori dei stretti congiunti del Principe Abbas. Inoltre la riconciliazione con l'ex-Khedive, il quale rimane pur sempre agli occhi dei musul

mani il loro legittimo Sovrano, avrebbe per risultato di eliminare una causa di malumori e di possibili incidenti, facilitando quell'accordo e quella cooperazione con l'elemento indigeno che è fin qui mancata.

Finalmente il Principe Abbas potrebbe servire di intermediario con il Sultano di Turchia nella eventualità di .trattative con Costantinopoli. Sarà mia cura di indagare e riferire a V.E.

(l) Non pubblicato.

407

IL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2203/38. Berna, 20 giugno 1917, ore 1,45 (per. ore 12,30).

Faccio seguito al mio tel. 37 di ieri (1). Ebbi iersera col Signor Motta lungo colloquio di quasi due ore sulla gravissima crisi del Consiglio federale. Ne riassumo punti principali: fu lo stesso Motta che dopo ,essersi fatto subito un adeguato concetto della gravità della cosa prese su se stesso l'incarico di recarsi nel pomeriggio di lunedì da Hoffmann per consigliarlo a dare al più presto possibile le dimissioni spontaneamente. Il passo fatto dall'ex-capo del dipartimento politico gli sembra tuttora più vero che verosimile data abilità, scaltrezza e prudenza che guidarono sua condotta. Hoffmann gli dichiarò sull'onore di non aver subito minimamente ,influenze germaniche; ciò che aveva fatto era stato solo nell'interesse della pace e soprattutto della Svizzera della quale, dopo l'ultima minaccia americana, egli vedeva prossima la fatale carestia. Motta per pesare sulla decisione del Consiglio federale e dell'Hoffmann aveva avuto cura di consultare i maggiorenti parlamentari e tutti erano stati d'avviso essere le dimissioni del colpevole assolutamente necessarie. Nella Svizzera tedesca vi era stato grido unanime di disapprovazione unito però ad un senso di umiliazione dovuto al trionfo dei romandi, cui oggi quasi a segno del riconoscimento del fatto si sarebbe lasciato il seggio federale vacante. A questo seggio Motta credeva che sarebbe stato chiamato ad enorme maggioranza l'Ador, la più conspicua personalità della Svizzera in questo momento, la cui pr,esenza al Consiglio federale nel posto stesso di Hoffmann sarebbe stato certamente gradita agli Alleati e più specialmente agli Stati Uniti. Motta credeva che la candidatura dell'Audeoud... (2) messa in disparte; egli pensava pure che consigliere federale Schulthess cui rimproverasi soverchia facilità di parola non andrebbe quindi al dipartimento politico ma resterebbe all'economia pubblica cui si riallaccerebbero servizi commerciali. Ador, che vidi pure ieri sera, mi parve disposto acoettare sia pure con riluttanza ma per spirito patriottico di sacrificio la carica offertagli con vero plebiscito dalla Svizzera intera. Egli mi disse che per decidersi gli rimaneva solo consultare i suoi propri figli, può quindi ritenersi come decisa sua nomina nella seduta straordinaria di posdomani

e sua destinazione al dipartimento politico. Alleati avrebbero però torto di fare soverchio assegnamento sull'Ador che, per non essere tacciato di parzialità verso l'Intesa, sarà certamente più rigorosamente neutro di quello che lo sarebbe forse consigliere federale Schulthess, che in questi ultimi tempi ha perduto la fede che aveva dapprima neHa grandezza germanica aprendo occhi alla nuova luce (1).

(l) -Non pubblicato. (2) -Gruppo indecifrato.
408

IL SOTTO CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, PORRO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1657/12337. Comando Supremo, 20 giugno 1917, ore 12,20 (per. ore 14).

Risposta telegramma n. 986 (2).

Tenuto conto ragioni esposte da V.E. si è sospesa la partenza del generale Marro e si è proposto ministero Guerra quale addetto ad Atene il tenente colonnello Vitale attualmente nostro addetto a Salonicco (3).

409

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. 7546. Roma, 20 giugno 1917, ore 24.

R. Governo avendo deciso di non consentire ai propri connazionali di prender parte al congresso di Stoccolma prego V. E. non vistare passaporto di qualsiasi persona ella ritenga voglia direttamente o indirettamente recarsi a Stoccolma a questo scopo.

410

L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1678/179. Washington, 20 giugno 1917 (per. ore 2,10 del 21).

Subito dopo la missione belga, il cui compito è puramente rappr•esentativo, è giunta la missione russa con a capo l'ingegnere Backmetieff in qualità di ambasciatore straordinario che si tratterrà qui pa11ecchio con facoltà di trattare ogni argomento. Visitandomi oggi e preconizzandomi con accentuato ottimismo il ristabilimento del'ordine e della concordia nel suo paese egli mi ha affermato

che la Russia avrebbe ripreso in breve con violenti attacchi le operazioni militari. Ha manifestato voler procedere qui in pieno accordo coi rappresentanti degli Alleati.

(l) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado, con t. 838, che richiama il t. 830 di Sonnino. (2) -Ritrasmette al Comando Supremo il t. pubblicato al n. 370.

(3) Cfr. SONNINO, Discorsi parl.amentari, vol. III, pp. 564-568.

411

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1671/258. Pietrogrado, 20 giugno 1917, ore 20,15 (per. ore 9,20 del 21).

19 giugno.

Secondo il concetto di Brussilov non basterebbe che i fronti orientale e sud fossero pronti all'offensiva ma occorrerebbe altresì che i fronti occidentale e settentrionale rappresentassero tale minaccia pel nemico da impedirvigli la consueta sua tattica di concentrare i suoi sforzi contro i due suddetti fronti. Ora a quanto egli ebbe a dichiarare recentemente, la situazione militare sul fronte nord è lungi dall'essere soddisfacente e converrà attendere a migliorarla prima di iniziare l'offensiva nel settore meridionale.

Dal canto suo Neratoff mi diceva che a suo parere l'esercito russo e in generale gli Alleati dovrebbero fare coincidere le loro offensive con quella degli anglo-francesi la quale stante attesa di uomini e materiale di guerra dall'America e Gran Bretagna non potrebbe avere luogo prima di un altro mese.

Da altra fonte sicura apprendo che la data dell'offensiva russa dovrà essere esaminata dai ministri in un convegno con Brussilov, il Governo provvisorio volendo prima sentire sicuramente se non dell'esplicito appoggio della acquiescenza della maggioranza del congresso dei Sovietsko. L'opinione pubblica va bensì orientandosi in questo senso come lo provano i discorsi in seno al congresso del Sovietsko (mio telegramma n. 551) (l) e la dichiarazione della Duma ma non si è ancora affermata come sarebbe necessario di fronte all'attivissima campagna pacifista dei massimalisti ed alla passività delle masse. Dall'insieme di queste notizie e osservazioni mi sembra lecito derivare serii dubbi circa la imminenza dell'offensiva russa e ciò a prescindere da quanto riguarda la preparazione militare.

412

IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2210/203. Stoccolma, 20 giugno 1917, ore 18,20 (per. ore 9,45 del 21 ).

Comitato olandese scandinavo ha conferito ieri coi socialisti inglesi della maggioranza, West e Thompson. In attesa di dichiarazioni più complete circa

atteggiamento di tutta la delegazione inglese, un comunicato odierno fissa seguenti punti: maggioranza inglese è decisamente favorevole: l) al ristabilimento di un Belgio indipendente, alla evacuazione della Francia settentrionale; 2) alla creazione di una Polonia unita e indipendente;

3) allo stabilimento di una completa uguaglianza fra tutte le nazionalità dell'Austria-Ungheria, la cui democratizzazione è una delle basi più importanti per una pace durevole.

Socialisti ed operai inglesi annettono grandissima importanza alla questione delle responsabilità sulle origini della guerra e alla organizzazione di una autorità superstatale per impedire ulteriori conflitti. Essi sono finalmente avvezzi ad una guerra ,economica dopo fine della presente lotta militare (1).

(l) Cfr. n. 413.

413

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2218/551. Pietrogrado, 20 giugno 1917, ore 20,15 (per. 13 del 21).

19 giugno.

In seno congresso dei Soviet di tutta la Russia Tzeretelli ha dichiarato che qualunque passo che conducesse ad una rottura cogli alleati segnerebbe rovina rivoluzione Russia mirante pace generale. Separata pace colla Germania condurrebbe la Russia rivoluzionaria a nuova guerra a fianco coalizione tedesca. Russia non intraprenderà nessun passo che conduca a pace separata. Governo provvisorio tuttavia farà quanto è necessario per concludere nuovo accordo alleati su principi rivoluzione. Esso ha anzi già fatto un passo decisivo in tal senso colla sua ultima nota agli alleati (Thomas). Tzeretelli approva poi azione Kerensky dicendo che esiste pericolo per la Russia di invasione, poiché nemico getterebbe tutte sue forze contro essa qualora fosse dato sconfiggere alleati sul fronte occidentale. A proposito avanzata dichiara che soltanto ministro della Guerra può decidere di una tale misura in connessione cogli avvenimenti e che al congresso compete solo di manifestare suo pensiero sulla necessità di porre esercito in pieno assetto di guerra per prendere offensiva ove essa fosse necessaria. Kerensky condanna fraternizzazione col nemico al fronte. Skobeleff discutendo nota Governo provvisorio a Thomas dice che per momento opportuno per conferenza devesi intendere preparazione democrazie russa ed alleate e non si nasconde che democrazia non è sufficientemente organizzata. Cernov dice che Russia dopo aver fatto rivoluzione ha diritto di invitare democrazia germanica a fare altrettanto e dichiara che Governo provvisorio non ha consegnato prima sua nota per permettere che prima della conferenza diplomatica abbia luogo quella socialista e le democrazie inglese e francese possano proporre ai loro

Governi soluzione della questione già risolta in Russia. A coloro che propongono venga posto ultimatum agli alleati Cernov risponde dubitare che Mac Donald e minoranza francese aiuterebbero in tal caso Russia nella sua campagna per la pace. Aggiunge soltanto appoggiandosi sopra un forte esercito politica internazionale russa potrà avere successo. Conclude dicendo che paese non seguirà coloro che predicano usurpazione terre e che grande problema agrario dovrà essere risolto mercè perfetta organizzazione.

(l) Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. 836 del 21 giugno.

414

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1676/303. Londra, 20 giugno 1917, ore 21,50 (per. ore 17,30 del 21).

Oggi ho veduto Balfour che da avantieri ha definitivamente riassunto la direzione del Foreign Office. La conversazione fu di indole amichevole. Riassumo il suo linguaggio circa i vari argomenti sfiorati:

l) America. Non potrebbe essere più soddisfatto del risultato della sua missione. Il presidente intende agire sul serio, con perfetta lealtà e intenso desiderio di collaborare alla causa con ogni mezzo.

2) Non ha ancora ben esaminato l'ultima proposta russa. Gli pare comunque prematura la conf.erenza suggerita dal Governo russo, la quale dev'essere preceduta da quella che giusta il desiderio di V. E. si riunirebbe a metà di luglio per • War purposes • ed alla quale ritiene sarà rappresentata anche la Russia.

3) Grecia. Non s'intende in alcun modo creare imbarazzi al nuovo Re né scuotere istituzione monarchica. Occorre però che Sua Maestà entri, dal canto suo, nel nuovo ordine d'idee e non segua le orme paterne. Al riguardo Balfour ha biasimato il primo proclama reale.

4) Spagna. Non è riuscito a formarsi un criterio esatto e reale della situazione la quale gli appare in generale alquanto oscura e precaria. Balfour non mi ha fatto alcuna menzione delle questioni, Asia Minore, Albania, nostre occupazioni in Epiro. Gli ho riferito impressioni manifestatemi avantieri da ... (l) ex ambasciatore degli Stati Uniti a Costantinopoli il quale redJ4ce dalla Turchia via V1enna esclude ogni possibilità di pace separata turca, austriaca e bulgara. Tali impressioni Balfour senza entrare in particolari ha avuto l'aria di condividere.

In conclusione ha manifestato il compiacimento per incontrarsi con V. E. alla prossima conferenza.

(l) Gruppo indecifrato.

415

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 2458/823. Parigi, 20 giugno 1917.

Il Signor Benes, Segretario Generale del Consiglio Nazionale dei Paesi Tzechi è venuto a vedermi, come preavvertiva col mio rapporto del 16 corrente n. 2398/803 (l) e mi ha rimesso la qui acclusa lettera diretta a V. E. dal Signor Stefanik.

Verbalmente il Signor Benes mi ha diffusamente ripetuto quanto è accennato nella lettera circa la sincerità dei loro sentimenti avversi all'Austria e mi ha aggiunto come egli cerchi tenersi qui in rapporto con tutti questi centri politici onde sorvegliare i. gruppi che propenderebbero per una pace coll'Austria. Essi sarebbero due: alcuni clericali tradizionalisti ed un gruppo socialista, • alieni completamente da tale illusione sarebbero gli uomini attualmente al Governo ».

Il Benes insisteva molto sul desiderio del Comitato Nazionale che il Governo Italiano non conceda ai prigionieri Czechi di andare a combattere in Russia, ma il Comitato vorrebbe invece fosse costituito un primo nucleo di un esercito czeco che l'Italia si facesse l'iniziatrice di riconoscere, come la Francia ha riconosciuto un esercito polacco, e di farlo riconoscere dagli Alleati.

Siccome su questo punto pareva insistere per volere una risposta, gli dissi che non credevo opportuno scriverne e ne avrei parlato con V. E. la prima volta che avessi occasione di vederLa.

ALLEGATO.

STEFANIK A SONNINO

Parigi, 25 giugno 1917.

Il Governo russo ha ufficialmente riconosciuto il Consiglio nazionale tzeco fino dal tempo del Ministero Miliukoff. Questi aveva vissuto a lungo in Boemia, è perfettamente al corrente della questione tzeca ed è amico personale del Signor Masaryk. Favorevolissimo al riconoscimento ufficiale del Consiglio tzeco, lo giustificò dimostrando l'analogia fra il movimento russo e quello czeco, democratici e rivoluzionari, entrambi diretti all'affrancamento dei popoli dalle istituzioni tiranniche.

Le relazioni ufficiali stabilite da Miliukoff sono continuate dall'attuale Ministro degli affari esteri russo, ed a Pietrogrado esiste una specie di Legazione tzeca sotto la direzione di Masaryk.

A questa Legazione è affidato, con l'incondizionato appoggio del Governo russo, tutto il lavoro per raggruppare gli elementi tzechi che si trovano in Russia. Si calcola vi siano in Russia 350.000 prigionieri Czechi. Fra questi sono già stati arruolati 31 uomini per l'esercito e 65.000 per le officine.

Il Consiglio Nazionale aveva divisato dapprima di formare un esercito tzeco ed impiegarlo sul fronte russo collo scopo di raggiungere il territorio boemo, ma il ritardo nelle operazioni militari, a causa della rivoluzione russa, e la considerazione che la fronte occidentale pare sarà la decisiva, hanno fatto prevalere il concetto di mandare qui l'esercito czeco.

Avevano pensato alla fronte italiana perché la plU prossima al territorio boemo e perché vi erano di fronte truppe czeche, che per non combattere contro fratelli avrebbero disertato o si sarebbero ribellate, ma le gite in Italia dello Stefanik e del Signor Benès lasciarono loro l'impressione che il R. Governo de9Se poca importanza al movimento czeco e che per conseguenza vi fosse poco assegnamento da fare sull'aiuto del Governo italiano.

Il Consiglio si è rivolto allora al Governo francese, col quale ha relazioni quasi ufficiali. Il Ministro Thomas ebbe incarico di trattare a Pietrogrado col Masaryk e vennero così ad un accordo, in seguito al quale le truppe czeche che verranno arruolate sarebbero trasportate in Francia per formare un esercito czeco che opererà sul fronte francese. La Francia fornirebbe tutto il materiale necessario il cui importo sarebbe rimborsato (?) dal Consiglio nazionale il quale avrebbe concluso un importante prestito in Inghilterra e starebbe per concluderne uno negli Stati Uniti.

A Brest sarebbero già sbarcati i primi contingenti czechi e sarebbero ora concentrati in un campo presso quella città.

(l) Non pubblicato.

416

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1660/167. Parigi, 21 giugno 1917, ore 0,40 (per. ore 5,25).

Telegramma di V. E. n. 991 (1).

Nei miei appunti trovo che nella discussione avvenuta al mattino alla quale io non assistevo quando V. E. ha dichiarato consentire alla proposta di Lloyd George, questa doveva essere stata accettata da Ribot giacché, nella prima redazione, gli appunti per il verbale portavano:

• La frontière est de la région attribuée à l'Italie passera près de Mersin de façon que la ville restera à la France •. Soltanto rileggendo questi appunti Ribot ha domandato di adottare la seguente redazione: ~ un point à l'ouest de Mersin • facendo noto che • Mersin avait besoin d'un hinterland, que la frontière ne pouvait pas passer à còté de la ville et que celle-ci devait pouvoir respirer •.

Dell'autenticità di quest'ultima frase sono sicurissimo. Devo aggiungere che parecchi giorni prima che mi fosse rimessa la nota Margerie, presente Cambon, disse che doveva essere almeno a tiro di cannone da Mersina.

417

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI

T. 8339. Roma, 21 giugno 1917, ore 15.

Con nota 31 maggio u.s. (2) V.E. mi comunicava copia di una lettera da Lei diretta ai Ministeri della Guerra, della Marina, dell'Industria, dell'Agricol

tura, dei Trasporti e delle Finanze per regolare il servizio delle forniture degli acquisti negli Stati Uniti d'America.

Avendo di tale lettera fatta menzione in una mia comunicazione al Ministero di Agricoltura (Servizio approvvigionamenti) questo mi faceva sapere di non averla ricevuta.

Di ciò do notizia all'E. V. per i provvedimenti che crederà del caso.

(l) -Cfr. n. 395. (2) -Cfr. n. 167.
418

IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1672/12423. Comando Supremo, 21 giugno 1917, ore 14,35 (per. ore 15,45).

Risposta 979 (1).

Generale Ferrera interpellato in merito alla proposta del nostro ministro in Atene sulla convenienza o meno ristabilimento autorità greche in Epiro si dichiara decisamente contrario. Egli ritiene presenza tali autorità inconciliabile con ragioni miHtari nostra occupazione e soprattutto per proclamata indipendenza albanese. Generale Ferrero fa presente inoltre convenienza che azione francese non si svolga in contrasto e a danno dell'azione italiana e necessità che situazione sia definita e limiti nostra espansione vengano riconosciuti da Governo francese e Governo greco e rispettati da truppe franco-venizeliste. Questo comando anche nella considerazione necessità impedire rinnovarsi incidenti quale quello del ponte di Bezani a sud di Janina e presunto sbarco a Spalanka ( ... (2) sud Parga) segnalato dal generale Ferrera si associa pienamente a considerazioni esposte da detto generale.

419

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1675/81. Corfù, 21 giugno 1917, ore 18 (per. ore 2,40 del 22).

Pachitch mi ha detto di aver ragione di credere che Sarrail sarà presto chiamato ad un comando in Francia. Pachitch manca di informazioni circa le future decisioni relative al fronte macedone. Egli chiederà che un delegato serbo assista, non fosse altro a titolo consultivo, alla preannunziata conferenza militare su tale argomento.

(l} T. gab. 979 del 18 giugno, non pubblicato, ritrasmette al Comando Supremo, a Londra, Parigi e Pietrogrado il t. gab. 1623/209 da Atene (cfr. n. 360).

(2} Gruppo indecifrato.

420

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2318/557. Pietrogrado, 21 giugno 1917, ore 20 (per. ore 13,15 del 29).

20 giugno.

In in1ervista accordata ai rappresentanti stampa Terescenko ha detto che cambiamenti avvenuti in Grecia sono soluzione di una crisi lunga e complica~a dovuta all'azione dell'ex Re Costantino favorevole ai nemici degli alleati. Data distanza e difficoltà comunicazioni, Russia non ha potuto prendere parte attiva alle consulte che sugli affari greci hanno avuto luogo a Roma, Folkestone, San Giovanni, Londra. A proposito occupazione Tessaglia e posizione Re Costantino, Russia ha dichiarato doversi lasciare al popolo greco facoltà di darsi propria forma di Governo in base diritto di scelta della propria ... (l) da parte dei popoli. Dichiarazioni di Jonnart a nome delle tre potenze protettrici sono dovute al fatto che egli non aveva ricevuto in tempo istruzioni supplementari che Governo francese gli impartì dopo nostre osservazioni. Del resto parte pr,eponderante rappresentante della Francia in Grecia giustificasi con grandi sacrifici compiuti e colla responsabilità da essa riassunta nella spedizione macedone. Secondo spiegazioni del Governo italiano proclamazione indipendenza Albania ha esclusivamente importanza militare e costituisce risposta ad analoga proclamazione del Governo austriaco avente per scopo di attirare simpatie albanesi verso imperi centrali. Noi abbiamo preso in considerazione tale dichiarazione e d'accordo cogli Alleati siamo rimasti al punto di vista che fra essi le sorti e l'organizzazione Albania dovranno essere stabilite dal futuro trattato di pace in base diritto di libera scelta delle proprie sorti da parte dei popoli e di comune accordo colle potenze interessate.

Inazione esercito impressiona sfavorevolmente Alleati ,i quali però mantengono loro abituale nobile contegno verso Russia comprendendo difficoltà interne. Voci accordo delle potenze alleate col Giappone a detrimento Russia sono assurde. Alleati apprezzano opera Governo provvisorio e specialmente Kerensky per organizzazione esercito su principi politici. Composizione conferenza non è ancora stabilita essendosi Russia rivolta finora soltanto alle potenze che hanno già espresso loro consenso alla revisione accordi. Competenza della conferenza sarà in relazione sua composizione. Lungi dall'essere in contrasto tra di esse conferenza socialisti di Stoccolma preparerà terreno favorevole a quella dei Governi alleati. Governo provvisorio non ha intenzione nominare stabili ambasciatori a Londra Parigi ma intende inviare colà suoi rappresentanti con poteri val·evoli (sic) alle richieste deliberazioni Costituente.

(l) Gruppo indecifrato.

421

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. PER CORRIERE. RR. P. 305. Londra, 21 giugno 1917 (per. l' 1 tugtio).

Mio rapporto n. 640 (1).

Questione Northcliffe provocò ieri acre dibattito ai Lords. Debole imbarazzata difesa di Curzon non sostenuto da alcun altro pari dimostrò in modo eloquente sentimento Camera Alta. Circa questa tanto discussa nomina ho avuto da due ottime sorgenti, seguenti particolari illustranti ancora più autocratica impulsività primo ministro. Balfour era stato consultato sull'opportunità nominare Northcliffe addirUtura ambasciatore e telegrafò categorico veto, osservando che, qualora si fosse ritenuto utile, ciò che egli non pensava, prolungata missione politico-diplomatica, l'unica persona cui affidarla era Grey. Quest'ultimo interpellato da Lloyd George si mise a disposizione del Gabinetto, dichiarando naturalmente desiderava prima conf1erire con Balfour. Venuto nel frattempo a Londra per preliminare scambio di vedute con primo ministro, apprese che senza ulteriore consultazione con chicchessia, erasi adottato partito medio, affidando Northcliffe funzioni sostanzialmente equivalenti a quelle di commissario generale senza carattere diplomatico. D'altra buona sorgente mi fu in gran segreto riferito che nelle note aperture fatte ad Asquith (mio telegramma Gab. N. 239) (2) Lloyd George gli aveva, all'insaputa di Balfour, offerto Foreign Office. Anche per ambasciata di Parigi perdurano dissensi. Lloyd George vuole richiamare Bertie, e, tramontata sul nascere impossibile candidatura Churchill, penserebbe ora ad inviare un generale, che non è però ancora riuscito a trovare. Al richiamo di Bertie si oppone strenuamente Balfour, appoggiato dal Re, questa volta insolitamente intervenuto in causa, per affermare diritto ad aver voce in capitolo nelle nomine dei suoi ambasciatori. Regna grande curiosità per sapere quale delle due opinioni finirà per prevalere. Occorre tener conto Balfour è ritornato dall'America circondato, davanti alla concorde opinione pubblica, di una aureola di prestigio ed autorità ricordante i suoi migliori tempi. Vi è chi giunge a prevedere persino possibilità di un nuovo Gabinetto di coalizione presieduto da Balfour con Asquith agli esteri. La previsione per il momento mi pare prematura, e la registro a titolo di curiosità. Secondo mi viene affermato da chi può saperlo, concetto prevalente negli alti circoli conservatori e liberali si può riassumere così -se Lloyd George fa bene, vale meglio !asciarlo, se fa male, è preferibile pazientare in attesa egli si liquidi da sé, perda ogni seguito e non possa più, passando all'opposizione, diventare incomodo e pericoloso.

(l) -Non pubblicato. (2) -Cfr. n. 86. (3) -Nota autografa di Imperiali: < P.S. 22 giugno. Oggi ho sentito parlare di un possibile compromesso per il titolare dell'ambasciata di Parigi. Mi furono fatti i nomi di Grey e di Lord Crewe. Riferisco con ogni riserva. La candidatura Hardinge sembra definitivamente eliminata. Egli, a quanto mi si assicura, escirà molto maltrattato dalla relazione della Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla disgraziata impresa dell'anno scorso in Mesopotamia •
422

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1884/262. Jassy, 21 giugno 1917, ore 21,45 (per. ore 13,10 del 2 luglio).

Mio telegramma Gabinetto n. 261 (1).

Questione delle fucilazioni si aggrava. Truppe russe di Romania hanno fatto dimostrazioni pubbliche con bandiere e discorsi per protestare contro le esecuzioni già eseguite e chiedere che una quindicina di spie che sono già state condannate vengano graziate. Il delegato del Soviet, di cui al mio telegramma

n. 261 Gab., si fa portavoce di tali pretese che sono appoggiate dalla minaccia di arrestare il prefetto e le autorità locali nel caso Governo romeno non cedesse. Ministro di Russia che trovasi in una posizione molto difficile insiste presso Bratiano per indurlo a cedere. Bratiano osserva che sono le stesse autorità militari francesi e russe appoggiate dalle legazioni dell'Intesa le quali hanno sempre domandato misure energiche contro lo spionaggio. Ad ogni modo ieri è stato tenuto un consiglio dei ministri e militari romeni sotto la presidenza di Re Ferdinando nel quale è stato deciso il richiamo qui dell'incartamento pei vari processi di spionaggio per sottoporli a nuovo esame. Situazione è molto imbarazzante ed è altrettanto pericoloso cedere alle ingiuste pretese dei soldati russi messi su evidentemente da emissari nemici quanto procedere ad esecuzioni che potrebbero provocare una immediata reazione di parte russa. Io mi limiterò a dare a Bra.tiano consigli generici di prudenza salvo chiedere istruzioni di V.E. nel caso in cui miei colleghi mi dissuadessero procedere più oltre.

423

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CONSOLE A GEDDA, BERNABEI

T. 831. Roma, 22 giugno 1917, ore 10,15.

Telegramma di V.S. n. 63 (2).

R. agente diplomatico a Cairo informa Picot essere partito per Gedda ove già trovavasi sir Mark Sykes. Scopo viaggio Picot sarebbe quello conciliare aspirazioni Governo hascemita .e Governo francese su Siria.

Sir Mark Sykes sarebbe incaricato da Governo britannico cooperare buon esito trattative.

Secondo informazioni del R. agente diplomatico a Cairo formula conciliativa sarebbe istituzione Kedivato Siria sotto alta sovranità Re Hegiaz e sotto patronato francese. Kedive sarebbe nominato firmano Re Hegiaz cui famiglia dovrebbe appartenere.

Futuro Kedivato comprenderebbe secondo Francia vilayet Aleppo Damasco e qualcne distretto interno vilay,et Beirurt. Libano e costa Siria sarebbero devoluti Francia che li amministrerebbe direttamente o sotto forma protettorato.

Governo Hegiaz invece sosterrebbe autonomia Libano sotto alta sovranità Re Hegiaz. Quanto precede per sua riservata informazione.

(l) -T. gab. 1764/261 del 19 giugno, non pubblicato. (2) -Cfr. n. 39.
424

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1691/169. Parigi, 22 giugno 1917, ore 14,35 (per. ore 17,30).

Telegrammi di V. E. Gab. nn. 649 (1), 650 (2), 651 (3).

Presidente del consiglio dei ministri non era stamane al ministero. Ho cercato di dimostrare a Cambon la serietà della situazione che si va creando in Epiro e la necessità di fermare le truppe e di delimitare tla zona d'occupazione per evitare possibili imminenti incidenti.

Cambon mi ha assicurato aver mandato fin da ieri un telegramma in questo senso e mi ha promesso che Ribot ne manderà un altro in giornata. Naturalmente Cambon mi ha detto di ignorare cosa vuole fare Sarrail ma deplora l'invio di venizelisti e mi è sembrato convinto della necP.ssità di fermarlo.

425

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 1016. Roma, 22 giugno 1917, ore 20.

Giers mi riferiva che Terescenko aveva telegrafato a Parigi e Londra a proposito dei fatti di Grecia che pur non volendo scostarsi dagli Alleati e accettando perciò il fatto compiuto, egli però non poteva, dato il modo in cui si era svolta l'abdicazione di Re Costantino, non considerare Alessandro piuttosto come un reggente che come Re, fino a che la rappresentanza nazionale non avesse sistemata la nuova situazione ( 4).

(l) -T. gab. 649 del 2 maggio. Ritrasmette a Londra, Parigi e Pietrogrado il t. gab. da Atene n. 1123/163 del l maggio. (2) -Non si pubblica: richiama il t. gab. 159 da Atene. (3) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 865. (4) -Ed. in SoNNINO, Diario,-III, cit., p. 157.
426

IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1690/2964. Comando Supremo, 22 giugno 1917, ore 19,45 (per. ore 21,20).

Informo V.E. che la mattina di lunedì 25 giugno mi incontrerò a S. Giovanni di Moriana col generale Foch e col rappresentante del g,enerale Robertson. Presidente del consiglio dei ministri informato.

427

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1696/220. Atene, 22 giugno 1917, ore 14 (per. ore 21,55).

Quantunque sia venuto ad Atene per visitare Zaimis malato, Jonnart non mi ha restituito visita che gli feci a bordo.

Siccome quella prima visita era già da pa11te mia una concessione, non reputerei consentaneo alla mia dignità di tornare a bordo prima che egli si sia deciso almeno a lasciare una carta da visita al rappresentante italiano. Ciò naturalmente salvo ordini in contrario di V. E. che le sarei grato farmi conoscere.

Non avendo potuto quindi vedere Jonnart in questi giorni ho parlato coll'incaricato d'affari francese nel senso di cui al suo telegramma 817 (1). Gli ho detto che da molte parti ci viene segnalato movimento venizelista, rapidamente estendentesi attraverso paese, prendeva un carattere eminentemente antitaliano e che purtroppo le nostre informazioni tendevano a provare ufficiali e agenti francesi contribuivano a ciò; che desideravo attirare seriamente attenzione Jonnart su di ciò facendolo avvertito della dolorosa impressione che doveva per forza creare in Italia una simile tendenza; che contavo sull'equità e autorità di Jonnart per fare comprendere a Venizelos ed ai venezelisti che la Francia non avrebbe potU/tO tollerare che il partito venizelista assumesse carattere ostile ad un alleato della Francia e persuaderli che l'occupazione militare provvisoria dell'Italia doveva essere tollerata dalla Grecia allo stesso titolo che le altre. Attirai anche la sua attenzione sul tono della stampa franco-venizelista e soprattutto gli espressi mia sorpresa che giornali notoriamente in contatto colla legazione di Francia raccogliessero e propalassero scioccamente invenzioni di nostri negoziati segreti con Lambros e Re Costantino. Incaricato d'affari francese mi ha ascoltato attentamente, si provò invano a negare fatti che io gli denunciavo e finì col dire che avrebbe riferito il mio dire a Jonnart che certamente avrebbe provveduto.

(l) Non pubblicato.

428

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1687/221. Atene, 22 giugno 1917, ore 14 (per. ore 22).

Zaimis mi ha fatto dire che nei negoziati in corso con Venizelos, di cui al mio telegramma n. 219 (1), Venizelos ha dichiarato rispettare dinastia e attuale costttuzione. Sembra peraltro che egli esiga di tornare immediatamente al potere e questa esigenza preoccupa grandemente Zaimis che la considera come prematura.

429

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1692/219. Atene, 22 giugno 1917, ore 14 (per. ore 3 del 23).

Ieri a bordo nave greca è giunto al Pireo Venizelos. Ha conferito con Jonnart e probabilmente vedrà oggi Zaimis. Una commissione formata da Derulis e da Michalacopulos per la parte venizelista e da Rallis e Lidoriki per l'altra, si è formata per discutere le condizioni della riunione della Grecia. Sembra che a dar sembianza di legalità al ritorno di Venizelos si riconvocherà la Camera dei deputati del maggio 1915 la cui dissoluzione fu sempre la base delle accuse di incostituzionalità portate contro Re Costantino. Si vanno intanto inscenando dimostrazioni franco-venizeliste al Pireo. Numerose truppe francesi si sono in questi giorni avvicinate alla capitale e si parla con insistenza di prossima occupazione di punti principali di essa.

430

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1693/308. Londra, 22 giugno 1917, ore 22 (per. ore 4 del 23).

Ad ogni buon fine prevengo V. E. che probabilmente lunedì nel pomeriggio vedrò Lloyd George al quale da vari giorni ho chiesto udienza per parlargli della questione delle navi britanniche in Adriatico. Non ha potuto finora ricevermi perché durante tutta la settimana è stato più del solito affaccendato stante la presenza a Londra di Haig venu.to qui a discutere col Gabinetto di guerra dell'insieme della situazione militare in preparazione suppongo della prossima 'Conferenza militare tra AUeati.

12 -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

(l) Cfr. n. 429.

431

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1689/307. Londra, 22 giugno 1917, ore 22,10 (per. ore 4,15 del 23).

Dichiarazioni di V. E. alla Camera hanno provocato articoli di simpatia e di favorevole consenso da parte degli odierni giornali Times, Daily Mail e Daily Chronicle. Ne invio il testo per posta. Tutti gli altri giornali hanno pubblicato il riassunto del suo discorso. Finora nessuna voce dissenziente (1).

432

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2250/560. Pietrogrado, 22 giugno 1917, ore 18 (per. ore 11,45 del 23).

21 giugno.

In una riunione di membri della Duma, nella quale parlarono Rodziansko, Scidlovki, Miljukow ed altri, fu votato ordine del giorno dichiarante che soltanto una offensiva immediata, in intima unione cogli Alleati, è pegno di un pronto fine della guerra perché pace separata della Russia equivarrebbe alla sua schiavitù sotto dominazione germanica.

433

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2379/565. Pietrogrado, 22 giugno 1917, ore 18 (per. ore 13,25 del 3 luglio).

21 giugno. Maggioranza dei socialisti democratici tedeschi ha inviato al comitato esecutivo del Soviet lettera di cui riassumo contenuto.

I delegati dei partiti socialisti democratici e dei consorzi professionali tedeschi hanno preso conoscenza dell'invito del Soviet di Pietrogrado alla conferenza internazionale di Stoccolma. Noi siamo pronti a partecipare alla conferenza suddetta come fummo pronti durante tutto il corso della guerra a rinnovare le relazioni internazionali con tutti i partiti socialisti. Partito socialista tedesco ha perciò energicamente propugnato accordo fra operai di tutte le nazioni per raggiungere la pace e ha combattuto piani imperialisti. Questo ci ha permesso di salutare calorosamente rivoluzione in Russia e di accogliere programma del

O) Cfr. SoNNINo, Discorsi parlamentari, vol. III, pp. 564-568.

Soviet. Pace senza annessioni e senza contribuzioni è lo scopo che noi pure perseguiamo. Proletariato germanico ha sempre sostenuto movimento liberatore in Russia ed augura alla democrazia russa solido rafforzamento dopo vittoriosa rivoluzione. Nell'interesse del proletariato germanicò e pel trionfo della libertà è molto desiderabile per noi la vicinanza di una Russia libera democratica. Aderendo vostro desiderio comitato olandese scandinavo ci ha pregati di sollecitare passaporti per compagni Tromli (?) Skitesko, a Bucarest, e Laslerovik a Belgrado. Faremo a tale scopo tutto il possibile.

La lettera porta tra le altre firme quella di Ebert e Scheidemann.

434

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1707/222. Atene, 23 giugno 1917, ore 13,30 (per. ore 21).

Sembrano decise le dimissioni di Zaimis non volendo questi cedere sulla questione della convocazione della Camera del maggio 1915 pretesa che per altro è in contraddizione colla nota del 21 giugno 1916 nella quale si chiedevano nuove elezioni. Per timore .in via di transazione sarà costituito un ministero Ractivan (antico ministro di Grazia e Giustizia con Venizelos) o più verosimilmente Venizelos stesso non tarderà più oltre a prendere il potere.

Ieri Perulio scese al Pireo e fece un discorso preconizzando il prossimo ritorno al potere di Venizelos, e la fine della scissione fra le due Grecie. Varie commissioni si sono recate da Venizelos.

435

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA

T. GAB. 1021. Roma, 23 giugno 1917, ore 21,30.

Alla fine scorso maggio Re Nicola del Montenegro mi fece comunicare per mezzo di Romano che i principali dirigenti del movimento jugo-slavo, Hincovich, Trumbich, Radich e Supilo sarebbero disposti abbandonare la causa serba e venire indirettamente per mezzo di Sua Maestà ad un accordo con l'Italia. Occorreva però indennizzarli del sussidio serbo che ricevono e al quale dovvebbero rinunziare.

Risposi a Romano che senza dare a divedere che noi entriamo in quell'ordine d'idee desideravo conoscere entità sussidio.

Romano mi ha r,isposto che Incovich e Trumbich sono pavtiti per Corfù per abboccarsi con Pachitch. Re Nicola prevede che loro dissenso con Pachitch continuerà egualmente e che tenteranno ancora riavvicinarsi a Sua Maestà. Supilo

è atteso a Parigi da Londra. Ammontare del sussidio da corrispondere a quei signori sarebbe di tremila lire per ognuno. Romano osserva che si tratterebbe non di legare a noi direttamente quei jugo-slavi ma di staccarli dai serbi e di agire indirettamente su loro attraverso Re Nicola.

Qualora le risultasse che il dissenso fra jugo-slavi e serbi sussista e che una nostra azione diretta ad usufruirne possa essere contenuta, come onere finanziario, nei limiti accennati da Romano, la autorizzo ad iniziare prudenti conversazioni coi capi jugo-slavi predetti.

Aggiungo per sua personale notizia che nello scorso maggio il noto Supilo propose a persona di fiducia di Imperiali un accordo con l'Italia • sulla base del riconoscimento pubblico da parte dei jugo-slavi delle ragioni dell'Italia sull'Adriatico come furono fissate dai trattati preliminari all',entrata in campagna dell'Italia; in ricambio Governo e opinione pubblica d'Italia dovrebbero appoggiare il programma di liberazione, unificazione e federazione delle genti jugo-slave attenendone il distacco dall'Austria ». Supilo era soprattutto preoccupato del pericolo che la Croazia fosse abbandonata alla magiarizzazione, come conseguenza delle simpatie di talune sfere inglesi e americane per l'Ungheria.

Beninteso, circa questa concezione di Supilo, occorrerà tenersi nel massimo riserbo (1).

436

IL COMANDANTE DEL CORPO D'OCCUPAZIONE DELL'ALBANIA, FERRERO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1711/10980. Albania, 23 giugno 1917, ore 22,45 (per. ore l ,55 del 24).

Giornalista Ernesto Vassallo in lettera privata da Salonicco del 15 corrente mi comunica impressione prodotta in quegli ambienti da proclama indipendenza Albania, impressione che ritengo opportuno riassumere qui di seguito.

Proclamazione indipendenza Albania· colla protezione italiana ha avuto eco rumorosa e acerba nei giornali francesi e greci e nelle sfere dirigenti militari francesi. Particolarmente violento giornale greco Phos e giornale francese Paris Balkans, cui malgrado severa censura francese fu permesso parlare di tradimento dell'Italia e chiedere che Italia fosse scacciata da Macedonia e Albania. Sarrail avrebbe incoraggiato proteste fino a lasciare preparare comizio greco pubblico anti-italiano che non ebbe poi luogo unicamente perché militari italiani Salonicco fecero intendere che lo avrebbero impedito anche con la forza armata. Adesso animi si sono alquanto calmati ma nostra situazione a Salonicco rimane incresciosa perché Venizelos e Sarrail quasi più non curano nascondere loro malanimo contro nostra azione e loro reciso intendimento sostituire in Oriente

Grecia a Italia e escluderla da Epiro e possibilmente da Albania. Alnche Grecia di Venizelos e Francia di Sarrail e Serbia si valgono di Essad. Auto-rappresentante Albania che non è amico nostro e non ha alcun seguito nell'Albania

... (l) presso il quale sono accreditati ministri plenipotenziarì venizelisti francesi e greci. È indispensabile tenere occhi bene aperti per sventare intrighi che si ordiscono a nostro danno a Salonicco e Atene, e persistere in una calma ... (l) riguardosa verso Alleati, ma ferma, tenace, ispirata unicamente ai nostri interessi. Per Albania propaganda franco-venizelista potentemente organizzata in tutti i paesi alleati e neutri ha lanciato come parola d'ordine essere Epiro cioè Albania fino Berat culla ellenismo e commettere italiani indegna violazione principio nazionalità con loro occupazione. Occorre contrapporre propaganda a propaganda per combattere, distruggere tale trucco che trova credito e fortuna all'estero e purtroppo anche in parte del pubblico stesso italiano. Vassallo conclude ritenere utile visita giornalisti stranieri in Albania per constatare che nostra occupazione non opprime affatto questo paese dove anzi nostra azione è altamente apprezzata e offre ... (l) fare venire qui qualche giornalista inglese americano amico Italia. Per informazione avverto che è ora qui ospite questo comando pubblicista americano Granonenan proveniente Macedonia e altri nostri fronti.

(l) Ed. in SONNINO, Carteggio, II, cit., pp. 246-248.

437

IL MINISTRO A L'AJA, SALLIER DE LA TOUR, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1703/23. Sgravenhage, 23 giugno 1917, ore 19,59

(per. ore 6,40 del 24).

È giunta all'Aja una commissione composta del genera1e Frederiks, di un maggiore dell'esercito tedesco ed è aspettato un alto funzionario ministero affari esteri tedesco. È pure aspettata imminentemente commissione inglese composta di lord Newton, di un generale ed altro ufficiale superiore. Queste due commissioni, in presenza di un rappresentante di questo ministro affari esteri, si riuniranno qui per trattare tutte le questioni inerenti ai prigionieri di guerra dei due paesi. Mi risulta che l'iniziativa di questa riunione venne presa da questo ministro degli affari esteri il quale riuscì persuadere il Governo tedesco ad aderirvi. È stato deciso serbare segreto sulle riunioni dei commissarì.

438

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1701/310. Londra, 23 giugno 1917, ore 22,05 (per. ore 7,25 del 24).

Mio telegramma n. 301 (2). In colloquio affatto privato e a titolo di opinione personale Hardinge mi diceva oggi impressioni di Elkins circa le scarse probabilità di pace separata

turca sono esatte oggi ma potrebbero non esserlo più fra due o tre mesi. Talaat bey secondo risulta qui in modo positivo, nell'ultimo suo viaggio a Berlino dichiarò enfaticamente all'Imperatore che la Turchia non ne può più. Sua Maestà gli raccomandò di pazientare ancora un poco assicurando che colla fine di agosto al più tardi l'Inghilterra, in seguito al successo sempre più importante dei sommergibili tedeschi, affamata e ridotta all'impotenza, dovrà confessarsi vinta e implorerà la pace. Affidamenti e raccomandazioni imperiali furono corroborati da copiosi argomenti • aurei •. Hardinge aggiungeva che dato il fermento sotterraneo serpeggiante in Turchia la disillusione cagionata dalle non verificatesi previsioni dell'Imperatore potrebbe modificare radicalmente l'attuale situazione. Avendo io accennato ai mezzi efficaci di cui dispongono i tedeschi (Goeben e Breslau) per sedare qualsiasi velleità di movimenti diretti a rovesciare il presente Governo e mutare l'indirizzo politico dell'Impero, ha risposto Hardinge che la distruzione di quelle due navi non rappresenta al postutto una impresa assolutamente impossibile. Se per esempio adoperando i mezzi opportuni si riuscisse a far nominare a:l comando dei Dardanelli persone fidate diverrebbe subito possibile l'entrata nel Bosforo di un numero di navi magari anche di semplici sommergibili sufficienti ad assicurare la distruzione dei due incrociatori nemici; rimosso così ostacolo principale il resto diverrebbe opera relativamente assai meno ardua. Circa le condizioni di pace Hardinge opinava che l'internazionalizzazione degli stretti e l'imposizione di un controllo finanziario sarebbero garanzie sufficienti a scuotere l'egemonia economica germanica. Per il resto diverrebbe indispensabile offrire alla Turchia mantenimento dello statu quo territoria1e rinunziandosi da tutti indistintamente ai noti progetti di spartizione. Ad una mia domanda per sapere che cosa resterebbe in tal caso dei noti accordi anglo-francesi con lo Sceriffo, ha replicato che a sua opinione strettamente personale il giorno in cui la speranza di distaccare la Turchia dalla Germania diventasse certezza, occorrerebbe escogitare uno dei soliti espedienti allo scopo di assicurare allo Sceriffo la effettiva indipendenza limitata unicamente al regno dell'Hedjaz. A suo parere a tale soluzione media non dovrebbe riuscire troppo malagevole strappare il consenso della Turchia beninteso se ne venisse salvaguardato il prestigio con una forma nominale di sovranità ad esempio mantenimento della bandiera turca sui luoghi santi, ecc.

(l) -Gruppi indecifrati. (2) -T. gab. 1680/301 del 20 giugno, non pubblicato.
439

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1712/313. Londra, 23 giugno 1917, ore 22,05 (per. ore 8,10 del 24).

Nel colloquio di avantieri Gwinne mi diceva che per l'andamento generale della guerra e in vista soprattutto della preoccupante incognita russa si comincia qui ed in America seriamente a considerare la necessità di trovare il modo di venire a pace separata con qualcuno degli Alleati della Germania. Esclu

dendo a priori ogni possibllità d'intendersi con Austria-Ungheria e Bulgaria impotenti entrambe, malgrado il vivissimo risentimento contro Germania a scuoterne il ferreo giogo, egli esprimeva l'avviso che solo con la Turchia si potrebbe al momento propizio discutere seriamente di pace, quando beninteso le varie potenze alleate rinunziassero a ogni idea di spartizione. Inghilterra, secondo lui, non dovrebbe avere difficoltà a rinunziare per proprio conto alla Mesopotamia malgrado l'avvenuta conquista di Bagdad. Nel1e colonie germaniche, aggiungeva, si potrebbe in caso di necessità cercare gli eventuali compensi all'Italia e alla Francia. Ad una domanda per conoscere il mio parere personale risposi in tesi generale, sorvolando su accenno ai compensi coloniali, opinione pubblica italiana ha per scopo diretto della guerra due obiettivi ben precisi e determinati cioè il predominio Adriatico e l'equilibrio effettivo nel Mediterraneo sulla base della scrupolosa eguaglianza tra situazione politica e economica italiana e quella dell'Inghilterra e Francia. Questi due obiettivi rispondenti a vitali interessi nazionali e notoriamente convergenti con quelli della politica britannica, l'Italia, volontariamente entrata in guerra, intende ad ogni costo conseguire. Su ciò è bene non regni il menomo dubbio qui e altrove. Gwinne consentì in questa osservazione pur insistendo sui vantaggi incalcolabili che per affrettare la fine vittoriosa della guerra presenterebbe la pace separata che la Turchia non avrebbe naturalmente alcun interesse a ... (l) se condannata comunque allo smembramento.

440

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1713/261. Pietrogrado, 23 giugno 1917, ore 10 (per. ore 13,46 del 24).

22 giugno.

Vandervelde venuto a trovarmi al suo ritorno dal fronte sud-ovest e romeno, mi ha detto di aver riportato buona impressione sulla preparazione e sullo spirito bellico delle truppe, ma ha espresso parere convenga rinviare l'offensiva di qualche tempo affinché il miglioramento si consolidi e si riaffermi anche sugli altri fronti.

A proposito della conferenza socialista per elaborare le condizioni della pace egli ha detto dubitare venga convocata. Egli ha poi osservato che la revisione degli accordi non può riguardare il Belgio che non ne ha. Reintegrazione del Belgio potrebbe comprendere il Lussemburgo e intesa coi portoghesi per accesso al Congo ... (1), ma su ciò non esiste che vedute e scambio d'idee.

Interpellato se guerra finirà quest'anno Vandervelde rispose che difficilmente essa potrebbe chiudersi quest'anno a vantaggio degli Alleati e si dilungò sull'importanza grandissima della cooperazione americana che però non può attendersi a breve scadenza.

(l) Gruppo indecifrato.

441

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2266/568. Pietrogrado, 23 giugno 1917, ore 16 (per. ore 14 del 24).

22 giugno.

Riunione di musulmani tenuta a Mosca ha inviato a Terescenko lettera in cui si lamenta che egli non abbia reagito contro dichiarazione di protettorato (sic) italiano sull'Albania e che anche gli organi della democrazia russa non abbiano fatto udire loro vece di protesta in questa occasione. Neratoff da me interpellato in proposito, mi ha risposto che il ministro non attribuiva importanza alla lettera che è da inserire nella collezione delle proteste accademiche, fiorite in questi ultimi tempi per Egitto, Marocco, Algeria, Persia, ecc. e che non intendeva neppure rispondervi.

442

IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO BELGA A LE HAVRE, CARIGNANI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1708/39. Le Hàvre, 23 giugno 1917, ore 20,10 (per. ore 20 del 24).

Anche ministro del Belgio a Pietrogrado ha ricevuto dal Governo russo comunicazione della nota rimessa al ministro francese Thomas con la quale si invitano le potenze alleate a discutere circa lo scopo della guerra. Barone Beyens mi ha detto che intende concertarsi con gli Alleati per rispondere. Alla mia domanda se il Belgio considera tra i suoi scopi di guerra l'acquisto del Lussemburgo, il ministro degli affari esteri ha risposto negativamente ed ha assicurato che il Belgio ha per obbiettivo la sua completa restaurazione; in quanto al granducato vi aspira qualora nel trattato di pace si disponesse di quel territorio. Circa la questione del Lussemburgo mi riferisco al rapporto

N. 256/84 (1), riservato, in data del 18 corrente (2).

443

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1794/269. Jassy, 23 giugno 1917, ore 21,20 (per. ore 20,35 del 2 luglio).

Telegramma di V.E. Gabinetto n. 1007 (3).

Ho diretto oggi stesso una comunicazione a questa direzione generale te

legrafica nella quale l'avverto risultarmi che molti telegrammi sono fermati

in Russia.

-o dal fondo ambasciata di Londra.

Telegrammi diretti fino a tutto oggi da questa R. legazione a codesto ministero con indirizzo • Esteri • sono 213, e quelli • Ministro Sonnino • 269 compreso il presente. Prego telegrafarmi se ne manchino altri oltre quelli indicati nel telegramma di V. E. surriferito.

(l) -Cfr. n. 390. (2) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado, con t. gab. 1040/605 del 26 giugno. (3) -Il registro contenente i telegrammi di gabinetto in partenza dal n. 1000 al n. 2000 non è stato rinvenuto. I telegrammi qui pubblicati sono tratti dai pacchi della serie politica
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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI

D. R. 31. Roma, 23 giugno 1917.

In relazione al rapporto di V.E. n. 2317/779 (1), in data 12 giugno, Le invio qui accluso uno schema di Nota che V. E. vorrà senz'altro presentare al Governo francese a meno che Ella abbia qualche osservazione da sottopormi telegraficamente (2).

ALLEGATO.

NOTA

Les considérations de fait et de droit contenues dans la note du Ministère

des Affaires Étrangères de France en date du 10 Juin courant, concernant la fixa

tion de la limite sur la mer entre les zones italienne et française, ont été soumises

à un examen attentif.

Il est vrai que l'accord stipulé entre la France et la Grande Bretagne en Mai 1916 a fixé au Cap Anamour la limite ouest de la zone française. Mais le Gouvernement italien, dès qu'il eut connaissance de cet accord, stipulé à son insu, ne manqua pas de formuler ses réserves, et eut soin, sur l'invitation des alliés, de communiquer en détail ses demandes par ses mémorandum du 22 Octobre 1916.

Le Gouvernement Royal, faisant valoir la nécessité de nes pas priver la région

de Konia de son débouché naturel à la mer, demanda l'attribution du Vilayet d'Ada

na avec le chemin de fer allemand Adana-Mersin.

À la Conférence de Saint Jean de Maurienne, le Gouvernement Italien pour

donner preuve de l'esprit sincèrement amica! qui l'anime à l'égard des alliés, et

dans le but d'arriver au plus vite à une entente sur cette question délicate, re

nonça au débouché sur la mer de la région de Konia, et accepta, en voie de tran

saction, la proposition qui lui fut présentée au moyen de la carte rédigée par le

Gouvernement Britannique, qui plaçait la limite entre les zones italienne et fran

çaise immédiatement à l'ouest de Mersin. M. Ribot n'y fit pas d'objection; seule

ment, au moment de la rédaction du procès verbal il exprima la réserve de trou

ver sur une bonne carte un point à l'ouest de Mersin apte à constituer une bonne

frontière, de façon que la ville et le port puissent respirer. Dans cet esprit le

Baron Sonnino accepta la rédaction du procès verbal qui ·établit: • La zone ita

lienne commencera à un point à déterminer à l'ouest de Mersin •. Il en ressort

que les ententes de St. Jean de Maurienne ne pouvaient impliquer de transporter

la frontière à 120 Kilomètres de Mersin, au Cap Cavaliere.

La frontière à l'ouest immédiat de Mersin représentait déjà une transaction

sur laquelle il ne serait pas équitable de retransiger une seconde fois. La propo

sition italienne de faire coi:ncider la limite des zones respectives avec la limite

administrative ottomane des sandjaks tenait compte amplement de l'observation

formulée à St. Jean par M. Ribot. Le Gouvernement italien se voit donc dans la nécessité d'insister sur cette délimitation, dans la confiance que le Gouvernement de la République en reconnaitra le bien fondé et le caractère équitable.

À l'égard des considérations contenues dans la note du 10 courant par rapport à l'art. IX du Traité de Londres du 25 Avril 1915, il serait sans doute intéressant de rappeler les circonstances spéciales qui ont déterminé la rédaction de cet article.

M. Paul Cambon en est certainement au courant. Cet article, nonobstant les propositions précédentes du Gouvernement italien, fut rédigé ,en termes généraux par suite des vives insistances du Gouvernement britannique qui s'opposa à la détermination des limites géographiques pour la raison que cela aurait entraìné une perte de temps considérable et la nécessité d'ouvrir des négociations analogues entre la France et l'Angleterre. Mais cette circonstance, et la déférence dont a donné preuve le Gouvernement Royal, ne pourrait altérer l'esprit de la stipulation arrètée entre Alliés. L'art. IX établit ces trois points:

l) L'entière sauvegarde pour l'Italie du principe de l'équilibre de la Méditerranée Orientale; 2) L'attribution à l'Italie d'une zone • équitable • (traduction du mot italien congruo) c'est-à dire proportionnelle aux zones attribuées aux Alliés;

3) Que les aspirations de l'Italie seront reconnues dans la région méditerranéenne avoisinant la province d'Adalia dans laquelle l'Italie a des droits déjà -établis.

Une interprétation restrictive de l'art. IX serait partant en opposition avec l'esprit dont était animé le Gouvernement Royal au moment de sa rédaction, esprit partagé sans doute par ses Alliés.

La note du 10 Juin examine ensuite l'accord anglo-italien du 19 Mai 1914. Il est vrai que cet accord fixe Alaya comme limite à l'est des concessions de chemins de far d'intérèt italien (la localité d'Istavros, qui est bien à une quinzaine de Kilomètres d'Adalia, n'est citée que pour indiquer une direction -art. 2, paragraphe e). Cette limitation toutefois est le résultat de circonstances dont le Ministère des Affaires Etrangères s'empresse de donner connaissance au Ministère des Affaires Etrangères de la République. Les concessions différentes dont l'Ambassade Royale à Constantinople appuya l'obtention auprès du Gouvernement Ottoman en 1913-1914, (chemins de fer, ports, entrepòts, exploitation industrielle des forces hydrauliques etc.) comprend une zone « limitée entre la Méditerranée sud-orientale et les lignes de chemins de fer exploitées par les sociétés respectivement de Smyrne-Aidin, d'Anatolie, de Bagdad et de Mersin-Tarsous-Adana •. (Lettre de la Société Commerciale etc. en date du 20 Juillet 1913, teskéré du Ministère Ottoman des Travaux Publics en date du 14 Ramazan 1331 -4 Aoiìt 1329, lettre de la Société Commerciale etc. en date du 11 Février 1914). Ces négociations, naturellement interrompues par la guerre, aboutirent à une autorisation d'études, conformément aux formules traditionnelles en Turquie; elles étaient toutefois suffisantes à établir une zone territoriale d'exclusivité en faveur de l'Italie, d'après la procédure internationale en usage dans l'Empire Ottoman. Aucune objection, aucune réserve d'intérèts français ne fut soulevée par le Gouvernement de la République, et le Gouvernement Royal se plait à le constater avec satisfaction.

Des objections, par contre, furent soulevées par le Gouvernement d'AutricheHongrie, qui éleva des prétentions, dénuées de fondement, sur la région d'Alaya. Ces prétentions provoquèrent un vif mécontentement dans l'opinion publique et dans la presse italienne, et il n'est pas hazardé d'affirmer que l'attitude peu amicale du Gouvernement impérial et royal dans une question qui touchait aux intérèts méditerranéens de l'ltalie, ne fut pas une des moindres causes d'impopularité de la Triple Alliance en Italie. Toutefois, comme une opposition de l'Autriche-Hongrie auprès du Gouvernement Ottoman, aurait pu compromettre généralement le programme italien, il fut nécessaire de limiter à Alaya l'extension de nos demandes vis-à-vis de l'Angleterre, bien que l'Angleterre n'eut formulé aucune indication en ce sens. Après la rupture de la Triple Alliance, l'Italie n'a aucune raison de tenir compte des prétentions autrichiennes, et il semble évident que la France ne pourrait se substituer à l'Autriche, tandis que les accords italo-turcs comprenant la délimitation jusqu'à Mersin exclu, maintiennent toute leur portée.

À propos de l'observation contenue dans la note française du 10 juin que dans la négociation anglo-italienne du commencement de 1914, les avantages consentis par les Anglais aux Italiens avaient pour contre-partie l'évacuation du Dodécanèse par l'Italie, il est à remarquer, conformément aux négociations de la conférence de Londres de 1913, que la question des iles du Dodécanèse, laquelle doit son origine à la guerre italo.turque, était juridiquement réglée par les dispositions du Traité de Lausanne; quant à l'accord des Puissances envisagé par la dite conférence concernant l'attribution définitive de ces iles après l'exécution de l'article 2 du Traité de Lausanne, cette question est définitivement réglée par les stipulations du Traité de Londres de 1915.

La note du 10 Juin conclut par l'énumération des havres et échelles des cazas de Selefké et de Gulnar. Le Ministère des Affaires Etrangères estime que la question des ports maritimes devrait étre considérée sous un aspect plus étendu. En partant de la limite entre les deux zones, la zone italienne n'a qu'un vrai port actuel, Smyrne, à un millier de Kilomètres environ, et la possibilité d'en construire un à Marmaros, à 600 Kilomètres environ. Admettant que Mersin (bien que desservi par un chemin de fer), n'est qu'une rade, aussi bien qu'Adalia (qui n'a pas de chemin de fer), la zone française est pourvue d'un port à 200 Kilomètres environ, Alexandrette, et a la possibilité d'en construire un, de premier ordre, à Youmourtalik à 150 Kilomètres environ.

(l) -Il rapporto n. 2317/779 del 12 giugno non è stato pubblicato. Cfr. però i nn. 316 e 326. (2) -La nota di Sonnino fu spedita anche a Londra insieme alla nota del Governo francese.
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L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 2516/846. Parigi, 23 giugno 1917.

In risposta al telegramma n. 7511 del 19 giugno corrente (l) ho l'onore di trasmettere qui unite, alla E. V., le richiestemi notizi·e sul • Consiglio nazionale dei Paesi Czechi • sulla sua attività e l'atteggiamento che tiene verso di esso il Governo francese.

ALLEGATO.

Il Consiglio nazionale dei paesi Tzechi è stato eletto in una riunione segreta

tenuta nel 1914, dai parlamentari tzechi e dai principali capi del movimento tzeco.

Ne fanno parte: l) il Prof. Mazaryk, vecchio patriota, designato quale capo del

futuro governo provvisorio tzeco; risiede a Londra; 2) il Sig. Stefanik, attualmente

comandante nell'esercito francese, il quale è il capo dell'elemento slovacco; 3) il

Sig. Benès, il quale ha titolo di segretario generale e rappresenta più specialmente

l'elemento boemo.

Il • Consiglio • ha sede in Parigi, rue Bonaparte 18, ove sono gli uffici cen

trali, diretti dal segretario generale Benès; ha un ufficio a Londra, personale pel

Signor Mazaryk, uno a Pietrogrado diretto momentaneamente dallo stesso Mazaryk,

che si è trasferito in Russia per il reclutamento degli Tzechi. Un ufficio con lo

stesso scopo verrà quanto prima formato dallo Stefanik agli Stati Uniti, e si par

lava di farne uno anche a Roma. Una organizzazione, non ben chiara, funziona in Svizzera, quale organo d'informazione e di collegamento con l'organizzazione stabilita in Austria. Nulla di preciso si può dire circa l'origine dei mezzi finanziari, che appaiono abbondanti, sembra che, come avviene per gli Jugo-Slavi, contribuiscano largamente le ricche colonie americane.

Iìi Signor Mazaryk sembra essere in rapporti diretti col nuovo governo russo; così almeno mi è stato affermato da Stefanik e da Benès. Certo è che il governo russo lo ha autorizzato di reclutare, nei campi di prigionieri austriaci, e ad inviare in Francia gli arruolati per servizio militare, suddividendo tra Francia e Russia la mano d'opera. I primi contingenti tzechi sono giunti in Francia.

Nulla si sa circa le relazioni del Mazaryk col governo inglese.

Col Governo francese, Stefanik e Benès sono in relazioni continue. Stefanik ha negoziato personalmente col governo francese e col S.S.S. circa la formazione dell'esercito tzeco. Benès si reca quotidianamente al Ministero degli Esteri per trattarvi questioni varie.

Da informazioni raccolte sembrerebbe che il Ministero esteri francese riconosca l'esistenza quasi ufficiale del • Consiglio • e ciò allo scopo essenziale di poter sfruttare quei mezzi che gli tzechi potranno fornire (soldati e mano d'opera). I membri del • Consiglio • sono bensì stimati, ma ritenuti privi di capacità pratica e piuttosto utopisti. Vi è un certo scetticismo circa il raggiungimento delle idealità tzeche, che non sembrano, d'altronde, eccessivamente interessare i francesi. Da questo lato le due questioni, tzeca e jugo-slava, si protrebbero, con qualche approssimazione, così prospettare:

Nella questione tzeca i francesi vedono una possibilità di sfruttamento immediato di mezzi materiali (soldati e mano d'opera). Nella questione jugo-slava i francesi credono avere un mezzo di pressione politica sull'Italia.

(l) Non rinvenuto.

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IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 334/52. Corfù, 23 giugno 1917.

Coi telegrammi Gab. n. 77 (l) e 82 (l) del 14 e 22 corr, riferii a V. E. circa la venuta a Corfù dei capi dei comitati jugo-slavi di Parigi.

Solo tre giorni fa il bollettino serbo della stampa annunziava con una nota che i dottori Trinacic e Potoniak, il Dott. Trumbic, presidente del Comitato, e i membri di questo, Protic, Hincovic, Vasilevic e Vosniak eran giunti a Corfù « chiamati dal Governo serbo per scambiare idee sul lavoro nazionale per l'unione di tuttl i serbi, croati e sloveni secondo le nuove circostanze •.

Il Dottor Trumbic ha consegnato a nome del Comitato jugo-slavo al Principe Reggente un bassorilievo dello scultore Mestrovic, pregando S.A.R. di riceverlo come simbolo del desiderio degli slavi del sud di liberarsi da ogni dominazione straniera e salutare un giorno il Principe Alessandro come Re di tutti i serbi, croati e sloveni.

Il Principe ringraziò del dono, segno -disse --dell'unione del popolo serbo, croato e sloveno e aggiunse che come per lo passato continuerebbe a con

sacrare tutte le sue forze alla realizzazione del grande ideale della fortuna e grandezza del • nostro popolo, uno con tre nomi , . È questa la formula recentemente venuta di moda fra i serbi per segnalar croati, serbi e sloveni.

(l) Non pubblicato.

447

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1715/224. Atene, 24 giugno 1917, ore 12,10 (per. ore 18,40).

Telegramma di V. E. Gabinetto n. 1011.

Comprendo benissimo dal punto di vista militave il modo di vedere dei generali Cadorna e Ferrera. Ammetto anche che la proclamazione dell'indipendenza dell'Albania abbia singolarmente compromessa la questione. Ma R. Governo non può non preoccuparsi del fatto che mentre fino ad ora esisteva ad Atene un Gabinetto che Francia Inghilterra consideravano come loro nemico, oggi se ne sta formando uno che essi considerano loro amico e protetto. Mantenga quindi il R. Gov,erno la sua ... (l) attitudine se ciò crede consentarneo ai nostri intevessi, ma non trascuri i mezzi di sostenerlo, se essa, come è più che probabile, verrà in aperto contrasto coll'attitudine della Francia e dell'Inghilterra.

448

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. GAB. 1037. Roma, 24 giugno 1917, ore 23,30.

Tel. di V.E. Gab. n. 292 (2) e rapporto di V.E. n. 633 (3). Accetto in massima testo del promemoria britannico da cui rimane eliminata la condizione

n. 3. Circa la nota aggiuntiva consegnatale da Cecil relativa a tale eliminazione osservo in primo luogo che la frase « le autorità militari alleate in consultazione con quelle italiane • non sembra mettere su uno stesso piede le autorità alleate con quelle italiane. Osservo poi che essa nota aggiuntiva sembra superflua, poiché, in effetto, non contiene né può intendersi contenga alcun obbligo maggiore di quello da noi ripetutamente dichiarato (vedi miei tel. 635 ( 4) e 658 (5) e cioè il nostro fermo proposito generale di proseguire la guerra con ogni maggiore impegno in qualunque luogo ci riuscisse possibile dati i nostri mezzi e le vicende della situazione internazionale militare e date le necessità essenziali della nostra sicurezza nazionale per le particolari condizioni dei nostri confini.

(l) -Gruppo indecifrato. (2) -Cfr. n. 3:19. (3) -Cfr. n. 344. (4) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 851. (5) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 880.
449

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. GAB. 1035/601. Roma, 24 giugno 1917, ore 23,50.

Col prossimo corriere le spedirò per sua notizia copia di una nota rimessa dal Governo francese a Salvago in data del 10 corrente (l) e copia della mia risposta. Stante n-ritardo della trasmissione le comunico qui appresso un sunto dei due documenti. H Governo francese propone di fissave il limite fra le due zone al capo Cavaliere come transazione fra capo Anamur e il limite amministrativo tra i Sangiaccati, da noi proposto. Per questo punto rispondiamo insistere nella nostra proposta perché essa costituisce già una transazione. Quindi la nota francese sostiene una interpretazione restrittiva dell'art. IX del trattato di Londra 1915, nel senso che per • provincia di Adalia • si deve intendere il Sangiaccato di Tecke. Rispondiamo che l'art. IX fu redatto senza delimitazione geografica solo per le vivissime insistenze dell'Inghilterra ,e che pertanto un'interpretazione restrittiva sarebbe contraria allo spirito di esso; ricordiamo i capisaldi dell'art. IX cioè: equilibrio del Mediterraneo orientale, proporzionalità delle zone da attribuirsi agli Alleati, aspirazioni italiane da riconoscere nella regione mediterranea prossima alla provincia di Adalia. La nota francese diventa (?) quindi sull'accordo italo ,inglese del 19 maggio 1915 per concludere che i nostri interessi sono limitati ad Alaya. Rispondiamo che nei negoziati con l'Inghilterra Alaya fu indicata solamente in seguUo ane pretese avanzate dall'Austria che produssero tanto malcontento nell'opinione pubblica italiana. Per contro la concessione di studi ottenuta dal Governo ottomano comprende una zona limitata a levante dalla ferrovia Mersina-Adana; gli interessi italiani arrivano pertanto fino a Mersina esclusa.

450

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1730/263. Pietrogrado, 24 giugno 1917, ore 14 (per. ore 13,50 del 26).

Secondo dichiarazioni di Brussiloff al nostro addetto militare, offensive rus

se dovrebbero avere luogo ane seguenti date nuovo stile: Fronte sud-ovest 25 giugno; Fronte ovest fra il 3 e il 5 luglio; Fronte nord e romena 14 luglio.

(l) Cfr. n. 326, allegato II.

451

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1787/271. Jassy, 24 giugno 1917, ore 14,10 (per. ore 16,43 del 2 Luglio).

Mio telegramma Gabinetto 226 (1).

Bratiano insiste che i serbi fanno un'attiva propaganda anti.,italiana e anti-romena.

452

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. 7788. Roma, 25 giugno 1917, ore 18,30.

Ho telegrafato alla R. ambasciata a Parigi ed al R. ministro a Berna quanto segue: • È stato affermato che direttore dell'Avanti Giacinto Serrati sia in possesso di un passaporto rilasciato per la Svizzera Francia Stoccolma. Prego V. E. disporre perché presentandosi Serrati con tale documento non gli sia dato alcun corso per quanto riguarda proseguimento viaggio oltre Francia e Svizzera Confermo il mio telegramma 834 • (2).

453

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1720/226. Atene, 25 giugno 1917, ore 14,30 (per ore 22,13).

Tanto l'incaricato d'affari d'Inghilterra che il ministro di Russia mi hanno riferito Venizelos aver loro detto che appena al potere chiederà l'evacuazione di Janina da parte degli italiani.

454

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1722/326. Atene, 25 giugno 1917, ore 14,30 (per. ore 22,15).

Questo ministro di Russia ha avuto un 'lungo colloquio con Venizelos e mi ha riferito essere questo raggiante pel proprio trionfo. Egli prenderà il potere giovedì. Non procederà alla mobilitazione generale ma bensì alla chiamata alle

armi delle due classi prevista dalla costituzione. Gli ufficiali che si dimostreranno avversi al nuovo regime saranno allontanati dall'esercito. Forze importanti della difesa nazionale e gendarmi cretesi saranno chiamati ad Atene. Venizelos esigerà l'abolizione del controllo estero. Le truppe francesi non tarderanno a lasciare l'Attica e tornare a Salonicco o in Tessaglia. Sull'azione della guerra della Grecia poco o nulla ha detto Venizelos. Ha ripetuto soltanto al ministro di Russia e al ministro di Serbia presente al colloquio, la vecchia canzone che la Grecia terrà i suoi impegni verso la Serbia.

In sostanza la sua sola preoccupazione è di consolidare qui e compiere la sua opera rivoluzionaria.

(l) Cfr. n. 236. (2J Non pubblicato

455

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1727/227. Atene, 25 giugno 1917, ore 14,30 (per. ore 3,15 del 26).

Jonnart mi ha inviato copia di una nota inviata a questo ministero degli esteri:

• La Note du 21 juin 1916 remise à Sa Majesté le Roi de Grèce par les' représentants des Puissances garantes comporte la déclaration suivante:

La constitution grecque a été méconnue, le libre exercice du suffrage universel empèché, la Chambre a été dissoute pour la seconde fois ·en moins d'un an contre la volonté nettement exprimée du peuple, les électeurs convoqués en pleine mobilitation, si bien que la Chambre actuelle ne représente plus qu'une faible partie du corps électoral. Les représentants des Puissances garantes réclament en conséquence la dissolution immédiate de la Chambre et de nouvelles élections.

Cette demande n'a pas reçu satisfaction. Les Puissances garantes sont ainsi conduites à renouveler leurs déclarations: elles estimPnt que la dissolution de la Chambre élue le 31 mai n'était conforme ni à l'esprit de la constitution hellénique ni aux principes fondamentaux du régime parlementaire qui est en vigueur en Grèce depuis l'établissement de la dynastie actuelle.

Les événements qui ont précedé et déterminé le vote de la constitution du 1864 ainsi que l'application de cette constitution pendant de longues années excluent toute interprétation qui tendrait implicitement à accorder à la couronne le droit de disposer à son égard des destinées du peuple.

C'est pourquoi j'ai l'honneur de vous inviter, en vertu des instructions qui me sont données, à réunir la Chambre du 31 mai qui seulement est considérée par les Puissances garantes comme régulièrement élue , .

Se valesse ancora la pena di meravigliarsi di qualche cosa, potrebbe forse parere strano che una nota che comincia col ricordare esigenze delle potenze garanti del 1916 per nuove elezioni finisca poi col chiedere la riconvocazione della Camera del 31 maggio 1915.

456

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1726/228. Atene, 25 giugno 1917, ore 21,30 (per ore 7 del 26).

Ricevo la seguente nota:

• Le 26 mai les troupes italiennes venant du nord ont occupé Janina ville capitale de l'Epire. Elles ont immédiatement amené le pavillon hellénique et aboli les autorités royales.

D'autre part il revient au Gouvernement royal que des détachements italiens ont débarqué à Goumenitza et Parga et y procédèrent également à :l'abolition des autorités helléniques.

Ces occupations encore moins que les précédentes ne sauraient etre justifiées par des motifs de défense militaire. Après les notes du 27 février, 9 mars et 18 mars, le soussigné président du conseil des ministres, ministre des affaires étrangères, croit devoir réitérer les protestations formelles faites contre l'extension de l'occupation mème provisoire du territoire du royaume, contraire aux accords antérieurs ainsi qu'aux promesses faites par le Gouver· nement italien »,

V. E. vorrà inviarmi opportune istruzioni se e come debbo rispondere. Questa misera protesta mi sembra ordinata da Venizelos.

457

L'AGENTE E CONSOLE GENERALE AL CAIRO, NEGROTTO CAMBIASO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 1573/311. Cairo, 25 giugno 1917.

Non credo che si possa parlare della esistenza in Egitto di un partito, nel vero senso della parola, disposto ad appoggiare o ad ostacolare il movimento d'indipendenza degli Arabi nell'Hedgiaz.

È bensì vero che fra i funzionari dello Stato, e persino fra i membri del Governo, non sono pochi coloro che nutrono e manifestano più o meno apertamente sentimenti favorevoli ai Turchi, sentimenti che sono divisi da moLti Pascià e Beys sposati a donne turche e da una parte della gioventù nazionalista. Per essi e forse per la maggioranza dei musulmani d'Egitto non può mettersi in discussione la questione del Califfato che è e rimane legittimamente legata alla persona del Sultano di Costantinopoli e, dal punto di vista politico e religioso, sarebbe considerato un usurpatore chi volesse attribuirsi una tale autorità. D2l resto lo stesso Re dell'Hedgiaz si è reso ta,lmente conto di ciò che, per tema di creare discussioni nel mondo arabo, si è ben guardato di toccare nel suo recente proclama la spinosa questione del Califfato.

Va da sè che ove riuscisse allo Sceriffo della Mecca di creare uno Stato

che dal Golfo Persico si estendesse a tutta la penisola arabica, comprendendovi

anche la Siria e la Palestina, la cosa assumerebbe un nuovo aspetto e potrebbe essere allora contrapposto al Califfo di Costantinopoli quello dell'Hedgiaz perché nelle sue mani verrebbe a trovarsi riunita una somma di potere e di autorità tale da imporsi al rispetto ed alla obbedienza delle popolazioni arabe.

Ma i tempi della espansione araba, ai quali ricorrono volentieri coloro che anelano al ritorno dello splendore dei Califfi di Damasco e di Bagdad, sono ormai tramontati e gli Arabi dei nostri giorni sembrano aver perduto completamente quelle doti di ardimento, di coesione e di iniziativa che permisero ai loro antenati le grandi conquiste del VII e dell'VIII secolo.

Non credo poi che sia nell'intenzione e neppure nell'interesse dell'Inghilterra di favorire la formazione di un vasto Stato arabo alle porte dell'Egitto e sulla grande via di comunicazione con le sue colonie al di là del Golfo Persico. La spinta che essa ha dato alle rivendicazioni ed al movimento separatista dello Sceriffo della Mecca, il proclama lanciato dal Generale Maud dopo la presa di Bagdad, gli sforzi per conciliare le aspirazioni arabe con quelle della Francia ed attutirne gli attriti si spiegano benissimo con ·la necessità del momento. Ma terminato il conflitto mondiale, nel quale l'Hedgiaz rappr,esenta un elemento non disprezzabile, più morale che materiale, nella lotta còntro i turco-tedeschi, è da prevedere che l'interessamento inglese per il nuovo Stato si manifesterà molto più blandamente ed è per questo che il Rappresentante deWHedgiaz al Cairo insiste perché vengano date garanzie ed assunti impegni formali nell'attuale momento.

Quanto alla Francia, che ha riaffermato e riafferma continuamente le sue tradizionali aspirazioni sulla Siria e sulla Palestina, non possono esistere dubbi od esitazioni circa i suoi sentimenti verso il nuovo Stato arabo e le sue pretese espansioniste. Il linguaggio di una parte della stampa francese favorevole alla emancipazione delle popolazioni arabe soggette alla Turchia va interpretato quindi come una manifestazione dettata dalla opportunità del momento e con l'esclusione, in ogni caso, delle due regioni alle quali non credo che in Francia nessuno voglia rinunziare.

458

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL MINISTRO PRESSO IL RE DEL MONTENEGRO A PARIGI, ROMANO AVEZZANA

T. GAB. 1053. Roma, 26 giugno 1917, ore 20.

Rapporto di V. S. n. 49 del 16 giugno (1).

Non è possibile modificare per ora, per considerazioni d'ordine generale, nostro atteggiamento circa questione vettovagliamento Montenegro. Occorre quindi di lasciare sospeso questo punto. Circa contributo pecuniario V. S. potrebbe accennare ad una somma di lire centomila mensili senza obblighi continuativi, da versarsi mese per mese, quando questo valga a liberare Re Nicola da pressione franco-serba.

(l) Cfr. n. 367.

459

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1733/229. Atene, 26 giugno 1917, ore 14,10 (per. ore 21,40).

Nonostante inni di trionfo dei franco-venizelisti la situazione sembra ben lungi dall'essere tranquilla e si ha notizia che il canale di Corinto è stato ostruito con blocchi di terra che impediscono la traversata dei vapori di pescagione superiore a quattro metri. Da Patrasso si annunzia insurrezione epistrati guidati da Cannellopulos rappresentante di Gunaris. Venizelisti sono stati maltrattati. Una intesa corre col generale Papulas per organizzare una contro rivoluzione nel Peloponneso dove la politica dell'Intesa ha concentrato oltre 10 mila uomini quasi tutti realisti perfettamente armati 'ed anche sufficientemente forniti di viveri cosicché se Jonnart esegue la minaccia di rimettere il blocco del Peloponneso gli avanzi delle truppe di Re Costantino potranno resistere a lungo.

D'altro canto in Atene trovasi oramai una intera divisione francese accantonata in varie parti della città e dintorni. Il generale Castin che la comanda ha il suo quartiere generale sull'Acropoli.

460

IL COMANDANTE DEL CORPO D'OCCUPAZIONE DELL'ALBANIA, FERRERO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO,

T. GAB. 1737/11161. Zona di guerra, 26 giugno 1917, ore 22 (per. ore 23,50).

Ricevo seguente telegramma dal generale Mombelli:

• Tenente colonnello VitaLe comunica a V. E. quanto segue: Il generale Sarrail mi ha detto che per evitare degli incidenti fra gli italiani e i greci intende stabilire la zona neutra fra l'occupazione nostra in Epiro e l'occupazione greca in Tessaglia e in Epiro del sud. Trattasi evidentemente di un tentativo per ridurre al minimo e rendere pr,ecaria la nostra occupazione in Epiro. La linea di tale zona sarebbe: il corso del fiume Calamas dal mare a Curila, linea retta Curila-Bezani (sud di Janina) linea Bezani-Muzacos, di qui a settentrione per la cresta del monte Driski e Moskeli fino a Curila, da Curila a nordest fino a Kohavic Kale (quota 1656) da qui a settentrione per monte Smolika fino a Iurika dove avrebbe il contatto con la zona neutra. Sarrail mi ha detto che per la delimitazione fra l'Albania sud-est e la Macedonia (regione Korica ecc.) si penserà dopo. Mi ha detto poi che avrebbe comunicato queste sue intenzioni ad Atene e in Francia e mi ha incaricato comunicarle anche al generale

Ferrero •. Ho risposto al tenente colonnello Vitale in data di oggi • ricevuto per mezzo di Mombelli comunicazione generale Sarrail relativa zona neutra fra

occupazione italiana Albania meridionale e Grecia. Al riguardo mi risulta per informazione del mio Governo che il Governo francese ha ordinato al generale Sarrail di considerare il limite dell'occupazione italiana il seguente già occupato dalle truppe italiane: Fiume Fanarioticos -monti Zavrobo -quota 927 monti Kurila -monte Vrizahoc, Cericana -Maroliaza -Pant sulla rotabile a sud Bezani -Ghiazta fra Lezuna e Potereci -quota 906 -Muzakos -alture di Kondinos -Handriako -fiume ... covitikes -monti Zigos -monte Katafichi -monte Tarica -Kipurios -Aidamas -monte Poliocrimero -monti Paliocos -monti Grusa -monte Harripetra -confine di Londra. Quanto al confine orientale fra Misiet e occupazione francese già stabilito di fatto col generale Sarrail è intermedio fra il corso del torrente Termcavi occupato da noi e la linea Vodica -Selnica -Krecova occupata dai francesi.

Non è in mia facoltà mutare neppure una linea senza ordine del mio Governo. Prego comunicare ciò al generale Sarrail insieme ai distinti saluti •.

461

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1735/230. Atene, 26 giugno 1917, ore 14,20 (per. ore 1,55 del 27).

Prego V. E. voler prendere conoscenza telegramma Vitale circa progetto di Sarrail per zona neutra (l) fra l'occupazione italiana in Epiro e l'occupazione greca in Tessaglia. Non è di mia competenza entrare nei dettagli di quel progetto. In linea generale mi sembra che esso riduca grandemente i limiti della nostra attuale occupazione. Non vedo poi che la questione possa considerarsi di competenza di Sarrail essendo, a quanto mi risulta, il nostro comando di Valona assolutamente indipendente da quello di Salonicco.

462

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1736/316. Londra, 26 giugno 1917, ore 22,07 (per. ore 6,10 del 27).

In termini cordiali Balfour mi manifestava oggi l'ammirazione e il compiacimento per il chiaro, abile ed elevato discorso di V. E. Delle intenzioni di revisione da parte della Russia egli non è stato ufficialmente informato e non sa più di quanto sappiamo noi. Avendo egli osservato che « durante la sua assenza • il Gabinetto britannico si era mostrato consenziente alla revisione, ho risposto che V. E. molto opportunamente aveva in tempo debito manifestato parere contrario e che da quanto mi era dato di scorgere dal linguaggio dei nostri giornali l'opinione pubblica italiana si mostrava concorde e decisamente

ostile. Ciò del resto mi sembrava ben naturale essendQ in verità strano che la Russia, alla cui paralisi militare risale precipuamente la responsabilità della nostra situazione presente, venga ora a complicare ancora più le cose con proposte in sommo grado inopportune e pericolose. Circa la pace separata colla Turchia il ministro degli affari esteri ha detto che continuano a circolare dovunque voci che a lui sembrano vaghe e contraddittorie, tali insomma da non ispirare per il momento almeno soverchia fiducia in pratici risultati. A mia domanda circa movimenti di Morgenthau ha risposto che dalle ultime notizie parrebbe che egli si debba ora recare in Egitto. Ad altra mia domanda circa le disposizioni pacifiche austriache ha risposto ritenere egli che l'Austria pur avendone gran desiderio non sia materialmente in grado di separarsi dalla Germania.

(l) Cfr. n. 460.

463

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1732/315. Londra, 26 giugno 1917, ore 22,07 (per ore 6,20 del 27).

Telegramma di V. E. Gabinetto 1037 (1).

Balfour ignorava completamente i particolari delle ultime mie conversazioni con Cecil, ora assente. Ha promesso di rispondergli dopo aver preso visione dei precedenti.

464

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1776/265. Pietrogrado, 26 giugno 1917, ore 21,49 (per. ore 4,45 dell' 1 luglio).

Sebbene tendenza anti-massimalista del congresso del Soviet e con essa della grande maggioranza dell'opinione pubblica vada accentuandosi sempre più, pure il Governo provvisorio non è rassicurato circa il contegno dei massimalisti, i quali vedono sfuggire loro di mano la loro influenza e minacciano di ricorrere alle violenze ed ai disordini valendosi del considerevole numero di soldati loro partigiani a Pietrogrado, fra i quali un grosso reparto che dispone di automobili blindate, un reparto con 300 mitragliatrici e una parte della guarnigione di Kronstadt con artiglieria e due o tre unità navali. Mira immediata dei massimalisti è l'ostruzionismo all'offensiva e, poiché questa è ritenuta imminente, non è da escludere che qualche loro tentativo di provocare disordini nella capitale abbia luogo prossimamente. Il Governo provvisorio può contare in modo sicuro sui cosacchi e sopra una parte della guarnigione, in tutto una quarantina di mila uomini.

(l) Cfr. n. 448.

465

IL MINISTRO A CITTA' DEL MESSICO, MARTIN FRANKLIN, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2296/23. Messico, ... (per. ore 19 del 27 giugno 1917).

Sono stato ricevuto oggi in udienza privata presidente. Gli ho espresso auguri che con completa pacificazione interna possa essere assicurata Messico ogni prosperità. Ciò avrebbe tolto di mezzo difficoltà ancora sussistenti ed avrebbe assicurato Messico simpatie Italia ed altre nazioni. Ho detto pure colonia italiana laboriosa, aliena partecipazione fazioni politiche dimostrava appoggiare completamente ... (1).

Presidente cordialissimo espresse vive simpatie Italia colonia italiana. Mi disse pure Messico desidera rimanere strettamente neutrale attuale conflitto. Presidente non fece allusione credenziali ma dal ministero affari esteri mi fu chiesto quando verranno.

Risposi che non sapevo ma che miglior modo per affrettare era risolvere con buona volontà difficoltà che possono presentarsi. Siccome però sono unico ministro che non ha presentato credenziali temo facciano maggiori insistenze.

Credo sarebbe utile udire in proposito Cambiagio.

466

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. 1747/319. Londra, 27 giugno 1917, ore 22,15 (per. ore 4,50 del 28).

Nel corso della conversazione odierna Lloyd George che era di un umore rosso (conseguenza forse del riverbero sfavorevole alla precedente amministrazione dei risultati dell'inchiesta sulla Mesopotamia) mi ha detto in tono scherzoso che sperava molto ci si intendesse con la Francia per la questione di Janina. Noi, ha detto, annettiamo importanza a quella questione unicamente per ovvii interessi nostri ad evitare sgradite frizioni tra l'Italia e la Francia. Io che ignoravo esistenza di simile frizione gli ho detto nel medesimo tono che il miglior modo di evitarle era di persuadere i francesi a non sollevarci gratuiti imbarazzi nella esecuzione di operazioni di indole puramente militare imposteci da gravi interessi difensivi tenendo al postutto presente che nessuna opposizione abbiamo mai sollevata noi ad occupazioni franco-britanniche di territorì ed isole greche.

(l) Gruppo indecifrato.

467

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1742/174. Parigi, 27 giugno 1917, ore 23,40 (per. ore 4,50 del 28).

Telegramma di V.E. n. 1042.

Ho parlato con Cambon della comunicazione fatta a Thomas circa la revisione degli accordi. Cambon mi ha detto che Ribot è d'accordo con quanto V.E. ha detto al riguardo con Barrère. L'intenzione di Ribot sarebbe di riunire appena possibile la conferenza di cui si è parlato per discutere la questione delle truppe alleate a Monastir. In seguito tale discussione accennerebbe agli accordi presi, senza andare a fondo, senza formali rinunzie sorvolando sulle questioni troppo precise e ciò servirebbe per poter rispondere in avvenire a proposte formali di revisione che tale soggetto è stato già trattato. Secondo Cambon si tratterebbe di prender tempo e mi ha ripetuto che Thomas ha avuto l'impressione che bisognerà calmare l'imperialismo russo appena le loro truppe abbiano un qualche successo.

Avendo io chiesto se le condizioni dell'esercito ,e del paese in Russia lasciano sperare in questo successo mi rispose confermando la fiducia di Thomas in un prossimo efficace sforzo militare russo.

468

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1743/175. Parigi, 27 giugno 1917, ore 23,40 (per. ore 4,50 del 28).

Telegramma di V. E. Gabinetto n. 1044.

Cambon, al quale ho accennato al distaccamento francese che rimaneva tuttora a Splanca, mi ha detto che ieri è stato mandato a Barrère un rapporto di Sarrail sulla linea di delimitazione. Cambon sembrava contrariato dalla situazione delicata che è sorta in Epiro; non ha voluto spiegarmi in che consistano le osservazioni di Sarrail, ma mi ha ripetuto che è una situazione noiosa. Benché non dimostrasse di voler dare troppa importanza alla cosa pure ha fatto sorg,ere in me il dubbio che possa cercare di crearci difficoltà. Av,endo io tentato di prolungare il discorso su quel soggetto, mi ha detto che Jonnart è persona di molto giudizio e che certamente ha dato istruzioni a Sarrail.

469

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. s. 1753/320. Londra, 27 giugno 1917, ore 22,15 (per. ore 4,50 del 28).

Esauriti gli argomenti che avevano motivata la mia odierna visita, Lloyd George mi ha di sua iniziativa parlato dell'ulteriore invio artiglieria inglese al nostro fronte, questione circa la quale disse aver ricevuto da Bissolati una lettera particolare corroborante validamente la tesi del g·enerale Cadorna. Primo ministro intuisce che il generale preferirebbe concorso venisse limitato solo artiglieria inglese escludendo francese. In principio preferirebbe anche lui questa soluzione. In via affatto privata mi ha tuttavia pregato di rappresentare nel massimo segreto a V. E. e per suo tramite al generale Cadorna quanto segue: • Personalmente condivido appieno il parere che al momento presente l'assestare un fiero calcio (?) mediante poderosa offensiva dal nostro fronte presenterebbe ovvi incontestabili vantaggi. In questa sua opinione è stato confermato da impressione riportata da Thomas a Stoccolma nei suoi colloqui con Branting nel senso cioè che Austria-Ungheria sarebbe ormai giunta all'estremo limite resistenza. Lloyd George però deve lottare contro la tenacissima opposizione di Robertson e di Haig entrambi contrari a qualsiasi distrazione d'artiglieria alla nostra ... (l) che possa paralizzare od attenuare la vigorosa azione che essi intendono continuare su fronte nord occidentale. Per contro risulta al primo ministro che il generale Foch sarebbe in massima consenziente alle vedute di Cadorna per vari motivi e che all'esercito francese gioverebbe poter attendere l'arrivo dei rinforzi americani. Ciò stante a trionfare dell'opposizione dei generali inglesi il primo ministro ha assoluto bisogno dell'appoggio dello Stato Maggiore francese, appoggio che naturalmente verrebbe a mancare se da parte nostra si volesse totalmente eliminare il concorso francese. Lasciato solo alle prese coi suoi generali pei quali non esiste che la propria fronte, Lloyd George non potrebbe naturalmente

assumere la grave responsabilità di tenere in non cale il loro parere. Inoltre il primo ministro annetterebbe speciale importanza ad essere messo in grado di assicurare questo Stato Maggiore che l'artiglieria inglese (egli parla di trecento cannoni) potrebbe eventualmente penetrare in Italia e giungere al posto di combattimento nel massimo segreto non passando per Torino e Milano da questi generali qualificati centri attivi di spionaggio nemico. Ciò allo scopo d'impedire il tempestivo invio di rinforzi d'artiglieria tedesca. Lloyd George concludeva di non essere ancora edotto dei risultati della conferenza di Moriana tra Cadorna e Foch. In conclusione il primo ministro ha caldamente insistito perché nel riferire la conversazione a V.E. io ne accentuassi il carattere privato. Per opportuna norma dell'E. V. e per eventuali comunicazioni avverto che primo ministro viene pranzo da noi nell'intimità giovedì venturo 5 luglio.

(l) Gruppo indecifrato.

470

IL MINISTRO A CRISTIANIA, MONTAGNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2304/130. Cristiania, 27 giugno 1917, ore 15,40 (per. ore 5,30 del 28).

Questo ministro degli Stati Uniti ha informato me ed i colleghi alleati, con note identiche, in data 25 corrente, che il suo Governo, allo scopo meglio impedire che merci americane passino al nemico attraverso Norvegia, gli ha impartito istruzioni di fare operare -sulla base della reciprocità -gli ufficiali consolari da lui dipendenti coi loro colleghi dei Governi alleati in tutte le questioni relative alla guerra.

Il ministro medesimo aggiunge che per rendere tale controllo quanto più è possibile effettivo, il suo Governo gradirebbe che noi fornissimo alla legazione degli Stati Uniti qualsiasi informazione possedessimo in proposito.

Rispondo ringraziando ed aderendo tuttavia, se del caso, prego telegrafarmi istruzioni.

471

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1749/318. Londra, 27 giugno 1917, ore 22,15 (per. ore 15 del 28).

Lloyd George mi diceva stamane avere Thomas riportato dalla Russia impressione complessivamente meno sfavorevole di quanto gli era dato di temere, anzi piuttosto " sanguine ». Ho colto questa occasione per accennare ai nefasti vagheggiati progetti di revisione dei quali, con linguaggio sostanzialmente analogo a quello tenuto ieri da Balfour, ho rilevato somma inopportunità e grave pericolo. Lloyd George ha detto che a tutte queste vibrate manifestazioni dell'accesa fantasia russa egli, per conto suo, attribuisce .importanza molto relativa, sua impressione essendo che esse non siano in fine dei conti destinate ad avere pratica realizzazione a prescindere poi dalla prevedibile possibilità che in caso di vittoria i più rapaci diventerebbero proprio i russi .D'altra parte però a lui sembra supremo interesse degli Alleati di non prendere ora di punta i russi che occorre invece di ... (l) • humour •. Egli comunque ritiene fermamente debbasi a qualunque costo evitare il pericolo che la Russia • esca dalla guerra •, perché in tal caso verrebbe a mancare la possibilità di tradurre praticamente in atto tutti gli accordi conclusi per non esservi nulla da dividere.

(l) Gruppo indecifrato.

472

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1780/267. Pietrogrado, 27 giugno 1917, ore 21,22 (per. ore 22,50 del 30).

Kiew, disertore austriaco, già addetto all'ufficio radiotelegrafico nemico ha affermato che Gabinetto di Vienna riesce a decifrare radio-telegrammi da e per Pietrogrado degli Alleati. Assumerò e trasmetterò informazioni particolareggiate sulla sua deposizione, che sembra seria. Ad ogni buon fine converrebbe ricorrere a qualche espediente fino al giungere di un nuovo cifrario, per esempio all'uso alternato di due differenti cifrari per ciascuna parola. In attesa di istruzioni io non mi servirò della radio-telegrafia che per comunicazioni in chiaro.

473

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 2593/873. Parigi, 27 giugno 1917.

I giornali di Parigi seguono con viva attenzione le crisi che si stanno succedendo in Austria e in Ungheria e investigano per vedere se fra i nomi dei Ministri che si succedono nei telegrammi da Vienna e da Budapest ve ne sia alcuno che, per i suoi precedenti, lasci sperare in un nuovo orientamento della Monarchia danubiana, tendente a sottrarre Vienna all'influenza di Berlino. Condizione alla quale, secondo i giornali francesi, l'Austria potrebbe salvarsi. Nessun nome di uomo politico ha però finora trovato grazia; ed il Temps di qualche giorno fa concludeva la sua rassegna sulla politica estera dell'Austria Ungheria con la malinconica constatazione che essa non accenna affatto a cambiar rotta.

Ma l'insistenza con la quale questi giornali ritornano sull'argomento dà motivo di pensare che qui non si è ancora abbandonata la speranza che l'Austria possa non solo emanciparsi ma diventare addirittura un elemento di equilibrio da contrapporre alla Germania.

In generale però gli scrittori politici francesi mostrano di conoscere piuttosto superficialmente l'Austria Ungheria e si ha l'impressione che i loro giudizi siano piuttosto fondati su reminiscenze del passato. I pochi che conoscono la Monarchia degli Absburgo, per averci vissuto, come il Chéradame, non si stancano dal ripetere che essa o sarà distrutta o sarà fatalmente uno strumento dell'imperialismo tedesco. Anche il collaboratore di politica estera dell'Echo de Paris, Pertinax, successo all'Herbette che è passato al Temps dopo la partenza per l'America del Tardieu, si è adoperato in alcuni articoli a togliere le illusioni della maggioranza a questo proposito.

Il pessimismo e l'ottimismo circa l'avvenire dell'Austria Ungheria si vanno alternando senza posa secondo l'intonazione delle notizie che giungono giornalmente sulla situazione politica della Monarchia. Il ritiro di Clam-Martinec ha dato luogo a previsioni catastrofiche sulla vitalità avvenire dell'Austria. Il Temps proponendosi di esaminare oggettivamente la situazione del nuovo monarca chiude il suo articolo di fondo col seguente amichevole consiglio all'Imperatore:

• Pare a noi che Carlo I ed i suoi consiglieri abbiano messo il carro innanzi ai buoi. Avrebbero dovuto cominciare col risolvere le difficoltà esterne prima di quelle interne. Per fare delle riforme bisognava prima fare la pace •.

474

IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

L. R. 2984 G.M. Comando Supremo, 27 giugno 1917.

Il giorno 25 corrente, alla stazione di San Giovanni di Moriana, mi sono incontrato col generale Foch, capo di Stato Maggiore dell'esercito francese, e mi interessa dare subito notizia alla E. V. di alcuni degli argomenti trattati perché si collegano a questioni, già discusse in via diplomatica, sulle quali la

E. V. ebbe a richiedere il parere del comando supremo.

l. -Con riferimento a una recente comunicazione di V. E. (l) circa le pretese affacciate dal governo inglese di un maggiore sforzo da farsi da noi nella guerra per ottenere il riconoscimento della zona italiana in Asia Minore ed alla conseguente opportunità di inviare truppe italiane in sfere di operazione fuori della fronte nostra, ho esposto al generale Foch il mio concetto e la mia convinzione che ogni ulteriore invio di forze fuori del teatro di guerra italiano rappresentava una biasimevole e dannosa dispersione di mezzi a scapito dello sforzo che deve essere fatto sulla fronte italiana. Ho dimostrato al generale Foch che ,l'Italia (grazie allo sviluppo dato, guerra durante, alle proprie forze militari), trattiene ora, sulla propria fronte, forze nemiche doppie di quelle che vi erano nei mesi dell'estate del 1915 e ciò con immenso vantaggio della coalizione, e gli ho provato che il contributo dato da noi a vantaggio della causa comune degli alleati in Macedonia e in Albania costituisce già un ingente peso che gli alleati dovevano ammettere ed apprezzare.

Il generale Foch ha riconosciuto pienamente la entità del nostro sforzo militare, ed è stato con me d'accordo nel ritenere che tutte le forze ,ed i mezzi disponibili debbano essere concentrati e sfruttati sul teatro d'operazione principale, dove più direttamente e più efficacemente deve essere combattuto il nemico.

Ritengo pertanto che se, da parte degli alleati, si facessero nuove premure per sollecitare un maggiore nostro contributo in Palestina o in Macedonia, potrebbe essere opportunamente invocato il competente giudizio del generale Foch,

esplicitamente contrario ad ogni dispersione di forze fuori del teatro principale di guerra.

2. -Col generale Foch ho trattato anche l'argomento (importantissimo per noi) del contributo di al'tiglierie e munizioni che gli alleati dovrebbero darci in determinate eventualità (1), ed ho indicato approssimativamente la specie e la entità del contributo. Il generale Foch ha dichiarato di essere nel mio ordine di idee ed ha ammesso la convenienza e la possibilità che il contributo richiesto debba esserci accordato ed io mi sono riservato di precisare il nostro fabbisogno in materia; ma il generale Foch mi ha, nel tempo stesso, dichiarato che è urgente che la Francia abbia da noi un contributo di mano d'opera militare occorrente specialmente per molti lavori che debbono, a brevissima scadenza, essere intrapresi ln Francia per preparare gli sbarchi delle truppe americane e per predisporre l'ingente quantità di baraccamenti dove le truppe stesse dovranno alloggiare. In Francia la mano d'opera è così scarsa che i lavori stes8i non possono assolutamente essere eseguiti in tempo se gli alleati non concorrono a fornire gli operai, e il generale Foch ha con molta insistenza rappresentato che dall'Italia si attende un valido aiuto.

Non ho mancato di osservargli che l'esperimento fatto con l'invio dei noti 10 mila operai nella scorsa primavera non poteva incoraggiarci a ciò; ma il generale Foch ha obiettato (e non posso dargli torto) che lo scarso sfruttamento dei nostri operai derivò specialmente dal fatto che si inviarono dei manovali borghesi di pochissima capacità, mentre invece occorrono ora operai militarizzati e specializzati; insistette perciò nella richiesta vivamente raccomandandone l'accoglimento come corrispettivo del contributo francese di artiglierie e munizioni. lo debbo riconoscere la equità della richiesta e ritengo che sarebbe nostro grande interesse il soddisfarla, tanto più che dovendo gli operai italiani essere adibiti a lavori che occorrono per i contingenti americani, l'opera loro sarebbe apprezzata dal Governo degli Stati Uniti, da parte del quale noi potremmo avere notevoli vantaggi di altro ordine.

Circa le modalità con le quali fornire il contributo richiesto, ritengo che potrebbe consistere nell'inviare in Francia alcuni battaglioni di zappatori del genio (sussidiati, se occorra, da operai specialisti, reclutati tra elementi provetti e già abituati alla disciplina militare) i quali potrebbero essere adibiti a lavori importanti, e in zone ben determinate, sotto la direzione di ufficiali superiori del nostro genio militare, in modo che l'opera loro si svolgerebbe (all'infuori della diretta ingerenza delle autorità militari francesi) sotto la responsabilità dei naturali superiori gerarchici. Ho motivo di credere che, sotto tale forma, il contributo italiano sarebbe accolto come preziosissimo e ritengo che il comando francese assegnerebbe ai nostri battaglioni compiti perfettamente adatti alle ben note, e apprezzate, capacità tecnico-professionali del genio militare italiano.

Segnalo a V. E. la richiesta del generale Foch e La prego di volermi far conoscere se ,sulla base di quanto sopra ho esposto, il R. Governo conviene con me nel riconoscere la opportunità e la utilità di aderirvi, e faccio rilevare che

per ottenere dagli alleati il contributo di artiglierie ,e munizioni, di cui tanto abbisogniamo, occorre necessariamente da parte nostra un corrispettivo adeguato di contributo italiano dato nella forma e nella misura delle nostre disponibHità.

Prego perciò vivamente l'E. V. di voler prendere in attenta considerazione le presenti proposte, mettendomi in grado di dare una risposta (che spero favorevole) al generale Foch, col quale, intanto, io continuo le trattative per ottenere le artiglierie e le munizioni destinate a mettere in valore le forze di fanteria di cui disponiamo, delle quali, per deficienza di artiglierie, non possiamo valerci come sarebbe necessario (1).

(l) Si riferisce al t. gab. 963 del 15 giugno, cfr. n. 348.

(l) Cfr. n. 44.

475

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. GAB. 1062. Roma, 28 giugno 1917, ore 2.

Faccio seguito al mio telegramma n. 1037 (2). Beninteso la mia accettazione del promemoria inglese non implica l'accettazione della aggiunta: • avuto riguardo agli sforzi fatti da ciascuna potenza nella guerra » alla dichiarazione concordata a S. Giovanni di Moriana. In questo senso mi espressi a suo tempo con Rodd secondo risulta dal mio tel. 635 del 29 aprile (3). Tuttavia occorre eliminare la possibilità di equivoci futuri per fatto dell'ultimo promemoria inglese che vorrebbe consacrare la detta modificazione alla stipulazione di San Giovanni di Moriana. Poiché dal telegramma di V. E. rilevo che lord Cecil si mostrò deciso a mantenere la modificazione stessa, riterrei opportuno che, qualora ulteriori sue insistenze riuscissero vane, V. E. facesse risultare la mia espressa r,iserva su quel punto speciale.

476

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1755/234. Atene, 28 giugno 1917, o1'e 16,30 (per. ore 1,40 del 29).

Sotto buona scorta francese che il giorno prima aveva occupato Atene. Venizelos accompagnato da tutti i ministri è giunto in città. Si recò al palazzo a prestare giuramento e il primo decreto che ha fatto firmare al Re è stata la sospensione per un anno degli articoli della costituzione concernenti l'inamovibilità della magistratura. Come V. E. vede, appena giunto al potere, Venizelos si pone a far concorrenza alle potenze garanti nella difesa della costituzione.

Il resto della giornata si passò in visite ufficiali ed in pallide dimostrazioni. Verso sera Venizelos fece dal balcone dell'albergo Gran Bretagna un discorso in cui, fra l'altro, accusò le grandi potenze di aver posto argine al diffondersi del movimento nazionale colla creazione di una zona neutra. Parlò della partecipazione della Grecia al futuro congresso della pace per poter difendere gli interessi nazionali. Annuziò che un'assemblea costituente si sarebbe presto riunita per rivedere la costituzione. Disse che conveniva riorganizzare l'esercito e che frattanto avrebbe chiamato alle armi le classi 1916, 1917.

Il ministero è formato di tutti gli antichi venizelisti. Venizelos ha nominato Politis ministro degli affari esteri.

(l) Ed. in SONNINO, Carteggio, II, cit., pp. 249-252.

(2) -Cfr. n. 448. (3) -Cfr. serie V, vol. VII, n. 851.
477

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1759/233. Atene, 28 giugno 1917, ore 16,30 (per. ore 2,05 del 29).

Ho avuto un lungo colloquio con Venizelos. Abbiamo evitato di discutere gli avvenimenti interni greci. Gli ho detto soltanto di sperare che le gravi imputazioni fatte possano essere riescite vantaggiose al paese. Venizelos mi ha spiegato i suoi piani per la riorganizzazione dell'esercito, ma mi è sembrato abbastanza dubbioso circa gli ufficiali, molti dei quaU ammise essere restati fedeli al Re Costantino. Dal Peloponneso mi confessa avere scarse notizie, ma mi è sembrato preoccupato dell'azione del generale Papulas, pure facendo comprendere che non lo reputa capace di far nulla di positivo. Verso la fine del colloquio mi ha chiesto il permesso di parlarmi della nostra occupazione nell'Epiro. Avendogli detto che non avevo difficoltà, Venizelos mi ha pregato di chiedere formalmente a V. E. il ritiro delle truppe italiane sul "confine di Firenze" ed il ristabilimento dell'autorità greca. Mi ha detto che desidera tentare di trattare la questione direttamente con l'Italia, ma aggiunse che in caso di non riescita con noi avrebbe dovuto far appello alle potenze garanti ed anche all'America.

In compenso della nostra evacuazione egli si faceva forte di ottenere l'evacuazione di Atene da parte dei francesi.

Avendogli chiesto che cosa pensa delle altre occupazioni (Tessaglia, isole, ecc.), egli mi ha detto che quelle che non avrebbero potuto essere abolite avrebbero potuto divenire internazionali, con intervento dell'Italia. A tutto ciò Venizelos diede carattere di proposte formali facendo intendere che si attende una risposta. V. E. giudicherà e vorrà significarmi se e come rispondere. Non posso a meno di notare che tutto ciò che accorderemo a Venizelos sarà a titolo gratuito, giacché per molto tempo egli continua a non essere in grado di prestare all'Intesa che un aiuto puramente illusorio.

478

IL MINISTRO A L'AJA, SALLIER DE LA TOUR, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1763/24. Sgravenhage, 2 8 giugno 191 7, ore l ,56 (per. ore 2,15 del 29).

Telegramma di V. E. Gabinetto n. 1054 (1).

Confermo e faccio seguito rapporto 204 (1). Commissione mista incominciò suoi lavori 25 corrente in presenza di questo ministro degli affari esteri il quale, dopo poche parole pronunziate in francese per mettere in luce alto benefico scopo umanitario della riunione e dopo di essersi posto alla disposizione della commissione, passò la presidenza al Signor Vredenburg già ministro dei Paesi Bassi a Bucarest, ora destinato a Stoccolma. Quest'ultimo, che da oltre quattro mesi si è occupato con grande zelo e abilità a Berlino di tutte le questioni inerenti ai prigionieri di guerra inglesi, è stato il vero ideatore e fattore di questa riunione che preparò segretissimamente, venendo spesse volte a tale scopo da Berlino all'Aja per trattare con questo ministro d'Inghilterra, il quale molto fece per decidere il proprio Governo non solo ad aderire alla conferenza ma, come ho fondato motivo di credere, ad esprimere per primo a questo ministro degli affa11i esteri il desiderio per la riunione. Questioni da trattare sono lo scambio di prigioni·eri di guerra, il trasferimento dei prigionieri di guerra in altro paese neutro oltre la Svizzera, il rimpatrio e l'internamento in paesi neutri di prigionieri civili, il miglioramento nella spedizione, distribuzione dei pacchi ai prigionier.i di guerra, l'applicazione delle misure di rappresaglie e punizioni nei campi di concentramento per prigionieri di guerra. Lavori hanno proceduto sino ad oggi soddisfacentemente e senza il menomo ineidente, ma lentamente, dovendo il presidente tradurre, spiegare quanto ogni delegato dice nella propria lingua. È stato deciso di mantenere per quanto è possibile il segreto circa i lavori della commissione. All'annunzio della riunione di ·essa dato alla stampa, questa ha manHestato il suo compiacimento che 'l'Aja fosse stata scelta per sede ma nessun giornale ha attribuito alcuna portata politica a tale avvenimento.

479

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R.P. 1760/322. Londra, 28 giugno 1917, ore 11,35 (per. ore 7,10 del 29).

Giorni fa a proposito della prossima conferenza dei ministri alleati (con probabile sede a Parigi) Balfour in via affatto privata accennava nuovamente al vivo desiderio suo e dei suoi colleghi di entrare in relazione personale con

V. -E. lasciando ancora una volta chiaramente capire quanto gradita riuscirebbe una sua visita a Londra. A questa personale apertura detti risposta in termini naturalmente cortesi ma vaghi ed evasivi. Sull'argomento ritornò ieri in modo più chiaro e preciso per quanto in via privata e personale Lloyd George. Dopo avere nel corso del colloquio accennato al recente discorso di V. E., da lui testualmente qualificato: « powerful and masterful •, il primo ministro, quasi al momento di !asciarci, rilevò l'utilità della conferenza dei ministri alleati la quale dovrebbe riunirsi all'epoca da lei approssimativamente indicata e mi chiese se io credevo che V. E. consentirebbe a recarsi una volta o l'altra qui, ripetendomi i noti apprezzamenti, che ometto per non annoiarla, Lloyd George menzionò pure di passata che dal principio della guerra ella non era mai venuta a Londra. Io risposi in termini generali insistendo sulle gravi e pesanti occupazioni che, per assorbire tutto il tempo di V. E., ovviamente rendono assai malagevole la sua assenza da Roma. Al che replicò Lloyd George: • Comunque se potessi indurre Sonnino a venire qui sarebbe una gran buona ... (l) e la sua visita farebbe a noi tutti un vero piacere ».

Nel riferire quanto precede per semplice debito di informazione, aggiungerò che anche Hardinge circa due settimane fa mi parlò della grande utilità di una visita di V. E. e mi fece fra l'altro bene intendere che qui si preferirebbe che essa non coincida con la presenza a Londra dei ministri francesi. Lloyd George mi manifestò da ultimo ieri il suo vivo compiacimento per la conversazione avuta con il ministro Orlando e soprattutto per la recisa dichiarazione di S. E. nel senso cioè che oramai in Italia non vi è più alcun uomo politico autorevole che non si renda conto della necessità di continuare la guerra fino alla vittoria insieme agli Alleati.

(l) -Non pubblicato.
480

IL MINISTRO A L'AJA, SALLIER DE LA TOUR, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1767/25. Sgravenhage, 28 giugno 1917, ore 19,30

(per. ore 19,15 del 29).

Ad ogni buon fine comunico a V. E. che persone serie venute recentemente dal Belgio assicurano che corre colà insistente la voce circa l'intenzione dell'Austria-Ungheria di concludere senza ritardo la pace separata con gli Stati dell'Intesa. Inoltre mi è stato assicurato che questo ministro d'Austria-Ungheria parente di un intimo amico del conte Czernin avrebbe ieri parlato della ferma volontà del suo Sovrano e dell'Imperatrice di far cessare la guerra ed avrebbe aggiunto che non si tarderà a conoscere le condizioni della pace proposte dall'Austria-Ungheria (2).

(l) -Gruppo indecifrato. (2) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. gab. 1075 del 30 giugno.
481

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1781/268. Pietrogrado, 28 giugno 1917, ore 21,10 (per. ore 15,15 dell'1 luglio).

Lvov ha fatto a Buchanan, reduce da una brev·e licenza in Finlandia, dichiarazioni ottimiste sulla situazione generale come sulla prossima offensiva; il collega non osa però fare previsioni e constata frattanto che il Governo provvisorio è ben lungi dall'avere acquistato la piena libertà di azione. Egli mi ha manifestato pure la sua diminuita fiducia nell'efficacia dei contatti col Soviet e mi ha detto che i deputati socialisti inglesi Macdonald, Jowett etc. hanno ... (l) Pietrogrado. Henderson stesso partirà fra due o tre settimane.

In merito alla conferenza socialista per le condizioni di pace, Buchanan si propone dire in bel modo a Terescensko che la Russia non può proporre condizioni di pace se non coopera alla guerra e che il socialismo inglese è unanime nel voler salvaguardati gli interessi nazionali. Circa la revisione degli accordi, Buchanan ha sottolineato che la nota britannica parla semplicemente di • esaminarli •.

482

IL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO '

R. R. 1451/420. Berna, 28 giugno 1917.

In relazione al dispaccio ministeriale in margine indicato (2), ho l'onore di trascrivere qui appresso quanto il prof. Michels mi comunica relativamente alla visita a lui fatta nello scorso ottobre dal generale Utsunomja dell'esercito giapponese:

• ... non può assolutamente trattarsi né di un equivoco né di u.na mistificazione. Egli è infatti il signor Utsunomija che, sul suo biglietto da visita scritto in lingua tedesca, si qualificò quale "Marine-Intendatur-General" in attività di servizio. Né può destare meraviglia che una simile missione sarebbe stata affidata ad un militare, poiché il generale Utsunomija, prima di darsi alla carriera militare, si è laur·eato, primo tra i giapponesi nelle università germaniche, nell'università di Berlino in economia politica, e di questi studi pare abbia tratto grande vantaggio per la stessa sua carriera militare. Riassumendo, resta dunque assodato che è proprio il generale Utsunomija che è stato in Europa nel 1916, a scopo d'informare il proprio Governo sulle condizioni economico-finanziarie europee in senso prettamente ostile agli interessi dell'Intesa e specialmente dell'Inghilterra •.

13 -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

(l) -Gruppo indecifrato. (2) -Si tratta del dispaccio n. 20073/374 del 21 maggio 1917, non pubblicato.
483

IL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 1455/424. Berna, 28 giugno 1917.

Dalle notizie che ho avuto a Palazzo Federale sembra che il Corpo diplomatico svizzero subirà, fra poco, una nuova epurazione col ritiro del Signor Odier, Ministro della Confederazione a Pietrogrado. L'incidente Grimm, oltre alla prima e più grande vittima, attenderebbe ancora l'olocausto di questo vecchio ginevrino che il Comtesse tolse dalla politica undici anni or sono per farne un diplomatico. Il Signor Odier, all'invito rivoltogli telegraficamente il 19 corrente di venir subito a Berna per dare spiegazioni sulla parte avuta in quel malaugurato incidente, ma sovratutto per mettere in chiaro se il Grimm fosse stato a lui raccomandato dall'Hoffmann, rispose chiedendo se questo invito fosse sinonimo di richiamo. Gli fu ritelegrafato di mettere in assetto le sue cose, come se si trattasse di partenza definitiva, aggiungendo però che, prima di avere sentito ,la sua discolpa, il Consiglio Federale non credeva di poter pronunciarsi definitivamente.

È al Signor Ador che incomberà il doloroso compito di esaminare il caso del Signor Odier, suo amico d'infanzia e suo correligionario politico. L'ambiente di Palazzo Federale non si annunzia oltremodo favorevole a questo vecchio ministro, che avrebbe considerato sino ad oggi il suo posto come una sinecura, facendosi notare pel suo negligente silenzio. Sembra che, invidioso degli allori del De Maistre, egli abbia fatto troppo spesso il voyage autour de sa chambre, ma Ie male lingue aggiungono che lo abbia fatto in dolce compagnia, abbandonandosi troppo sovente aux distractions de « l'autre » per usare la locuzione cara allo scrittore savoiardo.

484

IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2337/217. Stoccolma, 29 giugno 1917, ore 17,15 (per. ore 5,15 del 30).

Comunicato del comitato olandese e scandinavo circa conversazioni avute 27 corrente coi delegati czechi Habermann, Nemec e Smeral rappresentanti partito socialista operaio czeco-slovacco.

Delegati ritengono che guerra provocata da tendenze imperialiste capitaliste deve finire col pieno trionfo della democrazia e col riconoscimento per ogni nazione del diritto a costituirsi in ente autonomo con tutti gli attributi di una completa indipendenza statale. Conseguentemente reclamano costituzione della monarchia danubiana trasformata in sistema federativo di uno Stato czeco autonomo comprendente anche gli slovacchi con diritti eguali a quelli attuali degli Stati austriaco e ungherese. Altre questioni nazionali dovrebbero egualmente risolversi secondo medesimi principi. Anche per Russia sarebbe indicata forma federativa comprendente Finlandia e Ucraina. Polonia deve avere indipendenza comprendendo tutte le terre abitate da polacchi ma rispettando diritti degli ucraini. Belgio deve ,essere completamente restaurato e Serbia reintegrata ottenendo indispensabile accesso al mare ciò che riuscirebbe più facile risolvendo insieme questione montenegrina. Per Alsazia Lorena miglior soluzione sarebbe accordo fra socialisti tedeschi e francesi ma potrebbe anche ricorrersi ad un plebiscito sotto garé!nzia di Stati neutrali dopo la pace.

485

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1765/325. Londra, 29 giugno 1917, ore 22 (per. ore 6,30 del 30).

Telegramma di V. E. n. 616 (1).

Balfour mi fece sapere ieri che Cecil tornerà lunedi e che pertanto egli desidera che io continui con lui la discussione circa pro-memoria per Asia Minore. Rinnoverò a Cecil vivissima istanza per l'eliminazione dalla nota della frase ma tenendo presente il suo cosi esplicito linguaggio a nome del Gabinetto di guerra non posso nutrire serie speranze nel risultato. In tale previsione prego V. E. significarmi se la riserva formale prescrittami dev'essere formulata verbalmente o per iscritto e in quali termini precisi. V. E. avendo nel telegramma Gabinetto n. 734 (2) accennato ad uno • scambio di promemoria • mi occorrerebbe pure conoscere se Ella intende che raggiunti eventualmente gli accordi finali sul testo del promemoria britannico, in base alle ultime osservazioni di lei, io consegni a mia volta un promemoria riproducente quello del Foreign Office (con l'eliminazione dell'articolo terzo circa gli sforzi militari) e con inserzione della riserva, ovvero se preferisce che io mi limiti a notificare semplicemente in un più succinto promemoria il consenso del R. Governo al promemoria britannico, salva la riserva per la nota frase in conformità delle dichiarazioni da lei fatte alla conferenza di San Giovanni e confermate· susseguentemente a Rodd. Prego V. E. farmi conoscere pure il suo pensiero circa il modus procedendi per simultanea constatazione definitiva degli accordi rispettivamente conclusi con questo e col Governo francese.

(l) -Cfr. n. 475 il cui numero di protocollo particolare è 616. (2) -Cfr. n. 31.
486

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1798/269. Pietrogrado, 29 giugno 1917, ore 21,13 (per. ore 22,20 del 2 luglio).

Seguito mio telegramma n. 267 (1).

Sottufficiale radio-telegrafista austriaco fatto prigioniero dai russi ha deposto che tutti i radio-telegrammi intercettati venivano spediti all'ufficio

• Wolff-Draht • di Vienna che riusciva a decifrare la corrispondenza delle armate russe fra loro e di quelle fra la Romania e Salonicco e di quelle fra Pietrogrado e Coltano. Cifre francesi molto complicate non erano conosciute che in piccola parte. Come indizio di quanto precede il prigioniero austriaco cita i seguenti fatti:

l) Il • Wolff-Dràht • chiedeva talora la ripetizione di alcune cifre e infatti constatavasi in tal caso qualche errore di trascrizione dei numeri.

2) La circostanza che Hofer in testa ad un telegramma pose una volta Ja frase seguente • in seguito all'intercettazione di un radio-telegramma riuscì, ecc. •. Giorno stesso bollettino venne sequestrato e nel nuovo comunicato detta frase fu abolita.

Nella surriferita deposizione è senza dubbio significativa la richiesta ripetizione di gruppi e per l'esser questi risultati effettivamente erronei, la deposizione ha aspetto di veridicità per quanto poco documentata. Si potrebbe forse fare una controprova con l'invio di qualche falsa notizia.

Frattanto mi sembra ad ogni buon fine indispensabile l'uso combinato di diversi cifrari oppure l'adozione di uno previamente stabilito e variabile ogni settimana alla prima cifra di ciascun gruppo, oppure un altro espediente che a V. E. piaccia indicarmi.

487

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2380/569. Pietrogrado, 29 giugno 1917, ore 14,30 (per. ore 14,15 del 3 luglio).

22 giugno.

Congresso di tutti i Soviet ha ieri discusso suoi rapporti col Governo provvisorio. Zeretelli fa rilevare che i Soviet non rappresentano totalità popolazione e che d'altra parte Duma gode ancora grande influenza ed autorità presso larghe masse di popolazione. Dice che ultimatum agli AUeati che massimalisti propongono condurrebbe a rottura relazioni diplomatiche con essi e quindi alla

pace separata, che manifestamente è condannata da tutti. Non seguirà neppure in politica interna il programma dei massimalisti perché conducente alla guerra civile.

Il congresso poi approvò, con 543 voti contro 126 e 52 astenuti e 65 assenti, seguente deliberazione: congresso dei Soviet considerando che passaggio intero potere alla borghesia avrebbe recato grave colpo alla rivoluzione e che d'altra parte passaggio intero potere ai Soviet indebolirebbe forze privandoli di elementi ancora capaci di servire e minaccerebbe rivoluzione, approva condotta del Soviet di Pietrogrado che trovò uscita dalla crisi del quattro maggio colla formazione di un Governo di coalizione con piattaforma di politica democratica tanto interna che esterna. Esso approva condotta dei compagni partecipi del Governo ed invita Governo provvisorio:

l) al pronto raggiungimento pace senza annessioni né contribuzioni in base libera scelta proprie sorti da parte dei popoli; 2) ulteriore democratizzazione e rafforzamento esercito; 3) energiche misure contro disordine fondiario ed economico prodotto dalla guerra e politica classi abbienti; 4) lotta sistematica e decisiva contro tentativi controrivoluzionari; 5) pronta adozione misure atte a sistemare economia popolare; 6) democratizzazione delle amministrazioni locali e istituzione di Zemstvo e municipi dove non esistono; 7) pronta convocazione della costituente.

Allo scopo mandare ad effetto misure suddette nonché unire forze democratiche e dar loro modo di esprimere propria volontà, congresso dei Soviet ritiene necessaria creazione nuovo organo composto dei rappresentanti del congresso dei Soviet di tutta la Russia e del congresso dei contadini e munito di pieni poteri. Dinanzi ad esso ministri socialisti saranno responsabili di tutta la politica estera ed interna del Governo provvisorio. Congresso dei Soviet fa appello a tutta la democrazia rivoluzionaria perché si stringa intorno ai Soviet degli operai e contadini e sostenga energicamente Governo provvisorio nella sua attività diretta al rafforzamento e allargamento conquiste rivoluzione.

(l) Cfr. n. 472.

488

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2381/570. Pietrogrado, 29 giugno 1917, ore 14,30 (per. ore 14,30 del 3 luglio).

22 giugno.

In lettera aperta al Soviet di Pietrogrado Henderson, rispondendo all'invito da quest'ultimo rivolto ai socialisti di tutto il mondo di intervenire al congresso di Stoccolma, dice che partito operaio britannico si opporrà ad una rottura delle democrazie coi Governi. Su questo punto esso è d'accordo coi partiti operai e socialisti degli altri paesi alleati. Pur volendo pace non dobbiamo chiudere occhi sulla grave situazione presente né seminar zizzania tra i partiti operai dei paesi alleati. Come voi desideriamo pace ma vi domandiamo quali prove avete che Germania accoglierà condizioni che garantiscano pace sicura e che compagni socialisti di Germania stenderanno mano ai popoli poveri e piccoli. Dobbiamo scegliere fra onore e disonore, fra pace prematura seguita da anni di angoscia ed alcuni mesi di lotta seguiti da pace sicura. Questa è, a mio avviso, opinione della maggioranza degli operai organizzati d'Inghilterra.

489

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2383/572. Pietrogrado, 29 giugno 1917, ore 15,30 (per. ore 14,50 del 3 luglio).

23 giugno.

In seno al congresso di tutti i Soviet Kerensky ha pronunciato lungo discorso nel quale ha discolpato Governo provvisorio dalla accusa mossagli dai massimalisti di servire interessi capitalisti e detto che, difesa passiva al fronte equivalendo a distruzione forza armata della Russia, è necessario organizzare esercito per avanzata. Ad edificazione spiriti diede lettura di un radiotelegramma del Comando Supremo germanico nel quale dicesi che se Governo russo desidera sincerarsi se truppe germaniche hanno trasportato loro artiglierie pesanti dal fronte orientale a quello occidentale, può farlo di persona. Allora cannoni tedeschi potranno parlare. Kerensky invita rispondere alla provocazione tedesca col disprezzo e rafforzando fiducia del Governo.

490

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2397/580. Pietrogrado, 29 giugno 1917, ore 14,30 (per. ore 11,15 del 4 luglio).

24 giugno.

Congresso dei Soviet ha approvato ordine del giorno constatante che la Duma, al pari del Consiglio dell'Impero, fu soppressa dalla rivoluzione. I deliberati dei membri della Duma devono pertanto considerarsi di privati cittadini. I mandati della Duma scadono in settembre sicché anche per coloro che non accettano tesi del congresso l'esistenza di quell'assemblea è di breve durata.

491

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2426/578. Pietrogrado, 29 giugno 1917, ore 14,30 (per. ore 10,25 del 6 luglio).

24 giugno. Commentando discorso Sonnino, Birgevia Viedomosti dice che ministro

affari esteri italiano ha dato spiegazioni esaurienti sulla proclamazione di indipendenza dell'Albania. Egli ha detto che dopo conclusione della pace sarebbe dato agli albanesi di regolare propria organizzazione politica. Ciò fa supporre che le sorti Albania non saranno decise al futuro congresso della pace, ma che espressione volontà del popolo albanese verrà richiesta dopo conclusa pace. Già Thomas, Henderson, Bonar Law, Ribot, pur rendendo omaggio alla formula del Soviet di una pace senza annessioni né contribuzioni, non l'hanno trovata sufficientemente concreta ed ora Sonnino la trova incapace di comprendere nella sua concisione il grande numero delle esigenze politiche informate al progresso civile. Ma noi obiettiamo che direttive della politica democratica russa prendono forma concreta come lo prova la risposta del Soviet di Pietrogrado a Thomas, nella quale per la prima volta si sono considerate questioni dell'Alsazia-Lorena e rifusione danni. Pubblica opinione italiana deve essere sicura che formula russa non può ricondurre praticamente alle violenze ed ingiustizie passate né al ristabilimento statu quo ante.

Dielo Naroda rileva le riserve fatte da Sonnino circa formula • nè annessioni nè contribuzioni • che mal si adatta allo spirito di libertà. Quale spirito di libertà si trova nello imperialismo italiano che aggiunge l'Albania alla Tripolitania?

Sovremenno Slavo dice che dichiarazioni Sonnino senza respingere formula della democrazia russa, ne fanno la critica. Unità d'azione politica e militare resta oggi come prima caposaldo degli Alleati. Dopo rivoluzione russa essa è lo scopo di tutte le democrazie alleate. In che sta soltanto differenza

[sic]. Tale è il punto di vista del Governo italiano.

492

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2439/587. Pietrogrado, 29 giugno 1917, ore 12 (per. ore 9,50 del 7 luglio).

27 giugno. Al congresso truppe Ucraina, Kiev ha dichiarato mediante atto speciale

che, pur senza separarsi dalla Russia, popolo ucraino ha diritto nominare sua

dieta nazionale in base a suffragio universale e con potestà emanare leggi per ordine interno senza aspettare che su ciò decida la costituente. Atto fa lunga requisitoria contro Governo provvisorio che incolpa di avere spento domande inoltrate per autonomia ad Ucraina e invita tutte le amministrazioni ed istituzioni a stringersi intorno alla Rada perché concorrano organizzare autonomia che costituente russa dovrà poi sanzionare. Atto ingiunge a tutte le organizzazioni ed istituzioni di imporre alla popolazione, a partire dal 14 luglio, uno speciale tributo per l'opera nazionale.

493

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2437/586. Pietrogrado, 29 giugno 1917, ore 14,30

(per. ore 10 del 7 luglio).

28 giugno.

Congresso di tutti i Soviet chiudendo discussione sull'offensiva, ha votato a grandissima maggioranza seguente deliberazione. Attuale guerra imperialistica rovina popoli e minaccia rivoluzione russa. Sua pronta liquidazione è il problema più importante per democrazia russa. Congresso ritiene che fine guerra con la distruzione di uno dei gruppi belligeranti preparerebbe nuove guerre, condurrebbe rovina popoli e che pace separata favorirebbe trionfo di uno dei partiti belligeranti senza liberare Russia dalle strettoie dell'imperialismo mondiale. Esso perciò respinge ogni politica tendente a pace separata. Russia correrebbe alla rovina se cercasse attuare suo programma di pace rompendo cogli Alleati, dichiarando guerra a tutta l'Europa. Fine guerra essendo raggiungibile soltanto mercè sforzi riuniti delle democrazie di tutti i paesi, congresso ritiene indispensabile:

l") che democrazia russa pel tramite del congresso rivolgasi alle democrazie di tutto il mondo invitandole ad aderire alla formula di pace senza annessioni nè contribuzioni, in base diritto di libera scelta proprie sorti da parte popoli e agire in tal senso sui propri Governi;

2°) che democrazia rivoluzionaria concorra costituzione internazionale e convocazione congresso internazionale socialista per collaborazione nelle definitive condizioni di pace e misure atte a mandarle in effetto;

3") che democrazia russa richiami attenzione democrazie Stati belligeranti sulla debole loro opposizione alle dichiarazioni dei propri Governi sugli scopi usurpatori della guerra, ciò che pone in grandi difficoltà la rivoluzione russa e rende difficile l'unione internazionale lavoratori. Per mandare in effetto tale programma è necessario lo scambio di delegazioni coi paesi alleati. Congresso protesta energicamente contro le difficoltà opposte dai Governi imperialisti all'invio di tali delegazioni. Congresso invita Governo provvisorio, che ha messo a base sua politica il programma della democrazia russa, a prendere nel più breve tempo misure opportune affinchè alleati della Russia aderiscano a questo programma e accelerino revisione trattati nel senso di una rinuncia decisiva alla politica di usurpazione. Ritiene indispensabile immediato rinnovamento personale ministero affari esteri e corpo diplomatico, democratizzandoli. Ritiene, fintantochè democrazia internazionale non abbia liquidato guerra, che democrazia russa deve rafforzare nuovo ·esercito tanto per offensiva che per difensiva, giacchè sconfitta fronte segnerebbe rovina rivoluzione e grave colpo alla democrazia internazionale. Congresso ritiene infine che questione dell'avanzata deve essere risoluta esclusivamente dal punto di vista strategico.

494

IL MINISTRO A BERNA, PAULUCCI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. R. 1462/431. Berna, 29 giugno 1917.

Degli avvenimenti di questi ultimi dieci giorni e della grave crisi politica

risolta colle dimissioni del più influente tra gli uomini di stato elvetici, sosti

tuito in seno al Consiglio Federale dalla più illustre personalità della Svizzera

contemporanea, ebbi l'onore di render conto particolareggiatamente a V. E. coi

miei telegrammi gab. n. 37 (1), 38 (2), 41 (1), 42 (l) del 19, 20 e 25 corrente

e coi telegrammi n. 366 (l) e 370 (l) del 25 e 27 di quest'istesso mese.

La seduta del Consiglio Nazionale di ieri dove la quasi unanimità dei rap

presentanti, respinta la mozione Borella per un'inchiesta parlamentare, si ac

cordava, avida ancora di luce, sulla proposta del Presidente Schultess di affi

dare cioè all'istesso ConsigHo Federale l'esame ulteriore del caso Hoffman-Grimm,

ha chiuso per oggi, materialmente, l'incidente.

Gli echi non ne sono però ancor spenti, chè gli animi, così dell'una come

dell'altra parte, seguitano ad essere eccitati ed irritati. Nella Svizzera francese

non si è soddisfatti delle semplici dimissioni: si vorrebbe di più. Tutti i romandi

invero persistono a credere che le intenzioni dell'ex-capo del Dipartimento

Politico, uomo calmo ed avvisato, che in fatto di neutralità pareva soffrisse

quasi di scrupoli, non potessero essere perfettamente pure. Questo senso di dif

fidenza lo espresse egregiamente il Naine, quando, interpretando il pensiero degli

avversari dell'Hoffman, disse che • il n'existe pas d'intentions parfaitement pu

res. Les hommes ne so n t pas maitres de leurs propres intentions •. Ma dall'altro

lato i cantoni tedeschi non giudicano i fatti obbiettivamente, ma si trincerano

ostinatamente dietro alla nota personalità dell'Hoffman, alle cui grandi quaHtà

di carattere tutti debbono fare omaggio. Le dimostrazioni violente di Bellinzona,

Lugano e Ginevra sembrano a certi svizzeri alemanni, in ispecie a quei del

San Gallo, una gratuita provocazione, quasi un'offesa ai confederati di lingua

tedesca. Lo Jaeger pronunziò alla Camera parole di minaccia, facendo capire

che i cantoni alemanici erano stanchi di certe rimostranze piazzaiole. Le esa

gerazioni della stampa ginevrina e ticinese che avrebbe preteso ottenere le dimissioni dell'intero Consiglio Federale, con quelle pure del generale Wille e del colonnello von Sprecher, :liecero torto alla bontà della causa. Chè se il generale Wille, il giorno delle dimissioni dell'Hoffman, parve momentaneamente scosso, le grida di • crucifige • delle dimostrazioni popolari valsero invece a consolidarlo. Non v'ha dubbio però, e ciò aggiungo incidentalmente, avendo occasione qui di parlarne, che la sua posizione, dopo la partenza dell'Hoffman, è assai diminuita. Chè se l'ex capo del Dipartimento Politico, per quel senso rigido di rispetto alle autorità militari che aveva insito nel sangue, si rimetteva sempre a quanto decideva il Wille, come mi ripeteva pure ieri uno dei suoi colleghi, l'Ador e lo Schultess, che saranno i veri direttori degli affari politici, non hanno le stesse idee in proposito.

L'ultima crisi ha fatto salire le azioni, così del Presidente Schultess come dell'On. Motta, che dettero prova della loro abilità politica e del loro vero patriottismo. L'ottimo signor Decoppet, il • vir justus • del Consiglio Federale, esce pure con onore dal labirinto. Ma, nonostante le pietose e tardive smentite ufficiali, è certo che il trio Muller-Forrer-Calonder non fu all'altezza della situazione. Anche la mattina stessa del 18, quando ,}o Schultess propose che, dopo la lettera dell'Hoffman, si ribadisse nelle dichiarazioni del Consiglio che questo non era punto al corrente di quanto aveva fatto H collega dimissionario, essi protestarono contro l'aggiunta che trovavano inutile, giacché nella lettera dell'ex Consigliere si diceva già l'istessa cosa, ed il ripeterlo poteva sembrare voler aggravarne la colpa.

L'Ador occuperà il 2 luglio prossimo il posto dell'Hoffman. Egli ha detto e ripetuto ai suoi amici e colleghi aver solo una direttiva, quella della più perfetta e scrupolosa neutralità. Aggiungo non essersi egli ancora deciso a presentare le dimissioni dalla Presidenza della Croce Rossa Internazionale, nella lusinga di poter ancora conservare quel posto che gli dette sino ad oggi tante care soddisfazioni. Il Consiglio Federale non ha esaminato ancora se la nuova carica assunta dall'Ador possa essere compatibile con quella fino adesso occupata. Se sarà deciso negativamente, l'Ador sarebbe eletto Presidente onorario e forse il Naville andrebbe al suo posto.

(l) -Non pubblicato. (2) -Cfr. n. 407.
495

IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1772/2994. Italia, 30 giugno 1917, ore 11,50 (per. ore 12,55).

Riferimento telegramma di V. E. Gabinetto n. 1073/69 (1).

Prego V. E. far conoscere a Lloyd George pel tramite del R. ambasciatore che non ho difficoltà di ammettere il contributo francese nel possibile concorso di artiglierie alleate sul nostro fronte.

Per quanto concerne gli eventuali movimenti di tali artiglierie attraverso la frontiera, il primo ministro può essere assicurato che non si mancherebbe di prendere gli opportuni provvedimenti ed espedienti per ottenere che essi si compiano colla massima segretezza. Prego anche far conoscer a Lloyd George che la relazione circa il recente convegno San Giovanni di Moriana è in corso di compilazione per cura del comando francese e che appena che essa mi perverrà mi farò premura comunicargliela qualora non gli fosse stata trasmessa direttamente.

(l) Richiama il t. gab. s. 1753/320 da Londra, cfr. n. 469.

496

IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1775/236. Atene, 30 giugno 1917, ore 15 (per. ore 19,25).

Si annuncia il richiamo del ministro di Grecia a Berlino, a Vienna, a Costantinopoli e a Sofia trovandosi la Grecia in istato di guerra con quei paesi. Romanos, Chenardies, e Caclamanos sono rispettivamente nominati mini

stri di Grecia a Parigi, Londra e Pietrogrado.

497

IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. RR. P. 1785/106. Stoccolma, 30 giugno 1917, ore 17,45 (per ore 14,20 dell' 1 luglio).

Dudan (corrispondente giornale Messaggero) mi ha riferito in via strettamente confidenziale di aver avuto i due colloqui con delegati socialisti czechi di cui al mio telegramma n. 217 (1), i quali sono tutti membri della Camera dei deputati austriaca. Essi hanno affermato che il popolo czeco vuole e spera ancora di ottenere la completa indipendenza in seguito allo sfacelo dell'Austria e che essi si sono espressi altrimenti nel comunicato pubblicato per non essere impiccati al loro ritorno in patria. Calcolano ·che la resistenza complessiva degli Imperi centrali potrebbe prolungarsi ancora per un paio d'anni ma che fra un anno la mancanza di viveri ridurrà l'Austria-Ungheria in uno stato disperato. La situazione militare dei nostri nemici sarebbe ancora forte perchè ad essa tutto si sacrifica, tuttavia la produzione munizioni ed in generale del materiale di guerra comincerebbe già ad incontrare qualche difficoltà e potrebbe difficilmente mantenersi all'altezza delle esigenze sempre crescenti. Salvo eventi

31 T

imprevedibili si ritiene quindi che le potenze dell'Lntesa potranno ottenere una vittoria tale da imporre all'Austria qualsiasi condizione compresa l'indipendenza della Boemia. Ad una rivoluzione in Austria non è il caso di pensare a cagione del terrorismo poliziesco-militare che vi domina tuttora. Popolazioni più perseguitate sarebbero quelle italiane. Il deputato socialista di Trieste Pitoni sa

rebbe austriacante convinto. Il Governo austriaco avrebbe riconvocato il Parlamento nella speranza di mostrare la coesione morale dei varì popoli dell'impero ma l'esposizione del programma dei coalizzati polacchi, czechi, sloveni e croati avrebbe fin dal primo giorno deluso tale aspettativa. Tutti i popoli della monarchia compresi i tedeschi sarebbero oramai convinti che la guerra è perduta per gli Imperi centrali i quali avrebbero ora il coraggio e la forza della disperazione. In Austria si spererebbe in una rivolta repubblicana in Italia che ci ridurrebbe alle condizioni della Russia. Gli czechi considerano il comitato czecoslovacco presieduto dal professore Masaryk come l'interprete delle aspirazioni nazionali. Masaryk sarebbe atteso fra due o tre giorni qui dove inizierebbe una campagna per la spartizione dell'Austria. A Pietrogrado il ministro francese Alberto Thomas avrebbe stipulato patti segretissimi cogli czechi per la spartizione dell'Austria. In Austria tutti, anche le sfere dirigenti, vorrebbero la pace e sarebbero rassegnati a « rettifiche di confine , .

(l) Cfr. n. 484.

498

IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1818/253. Jassy, 30 giugno 1917, ore 21,30 (per. ore 16,50 del 4 Luglio).

Bratiano è anche più pessimista del solito circa la situazione in Russia.

Qui molti soldati russi fanno propaganda pacifistica tra le truppe romene.

Circa la situazione interna Bratiano dichiara finora di non voler accettare nessuna soluzione che significhi diminuzione della sua autorità.

499

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. R. 2640/884. Parigi, 30 giugno 1917.

Da ieri la Camera si è riunita in comitato o:egreto per discutere sulle interpellanze presentate da vari deputati a proposito dell'ultima offensiva. Mentre

nel pubblico si prevedeva che verrebbe specialmente attaccato il Presidente della Repubblica, per le pressioni che avrebbe personalmente esercitato a favore di questa offensiva, in realtà per quanto mi si assicura, la discussione non ha finora preso la piega preveduta. Nella prima seduta un deputato di estrema destra ha parlato lungamente delle vecenti operazioni militari invocando provvedimenti contro gli ufficiali superiori responsabili delle notevoli perdite e dello scarso successo ottenuto, ma concludendo che la Camera intera manterrà la sua fiducia nel Ministro della guerra, purché egli dimostri nel punire i colpevoli altolocati la stessa energia di cui ha dato prova nel reprimere gli atti di indisciplina ai quali gli errori dei comandanti hanno dato origine.

Gli applausi unanimi della Camera fanno prevedere ai deputati favorevoli al Ministero che questo uscirà intatto da questi nuovi attacchi. Il malcontento generale, senza divenire più acuto e pur non dando luogo a manifestazioni violente di qualche importanza, perdura. Non si può dire da quale causa speciale sia determinato e tutte le varie spiegazioni che ne vengono date si riassumono in stanchezza per la durata della guerra.

Nel pubblico circolano voci di fatti gravi di insubordinazione nell'esercito; voci certamente esagerate, ma un deputato militare mi diceva che esistono parecchi campi, di due o trecento uomini ognuno, circondati da rete metallica, dove vennero riuniti i soldati che si erano ammutinati e che sono sorvegliati da truppe sicure con mitragliatrici.

Più di duecento deputati hanno ricevuto per la posta bigliettini a stampa

sui quali è scritto " Paix, nous voulons la paix • -altri dove si legge: • Les

femmes de France veulent la paix et leurs droits », altri infine: • Assez d'hom

mes tués. Nous voulons la paix »,

Secondo mi diceva un deputato che mi faceva vedere questi biglietti, la

polizia da lungo tempo cerca invano la stamperia dove i biglietti sono stati

fatti e che li distribuisce.

Alcuni disordini si ebbero a lamentare in vari punti della città e in un

quartiere operaio la folla uccise senza speciale motivo quindici o venti cabili

adibiti a lavori per conto di pubbliche amministrazioni. Pare che la causa di

quest'odio contro pacifici lavoranti sia l'idea generalizzata fra il popolo, che la

presenza di tanti operai forestieri permette al Governo di tenere sotto le armi

classi anziane le quali sarebbero necessariamente congedate se mancassero le

braccia per i lavori indispensabili.

L'opinione generale è che questo periodo di depressione, se non ancora di

scoraggiamento, potrà passare all'arrivo delle truppe americane e si desidera

perciò che appena sia possibile, queste si mostrino al pubblico parigino. Negli

ultimi giorni sono sbarcati circa 20 mila uomini e un altro convoglio sarebbe

atteso per il cinque luglio. Si troverebbero allora in Francia 30 mila soldati

americani e nulla si sa ancora circa la data di arrivo di altri contingenti che

si spera qui debbano arrivare presto (1).

(l) Annotazioni marginali: « copia a Londra»: « 10/7 in visione a Presidenza del Consiglio e Comando Supremo ».

500

IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. CONFIDENZIALE 286/123. Stoccolma, 30 giugno 1917 (per. il 13 agosto).

Riferendomi al mio odierno telegramma di Gabinetto n. 106 (1), ho l'onore di trasmetter qui uniti a V. E., in via strettamente confidenziale, alcuni appunti che il Dr. Alessandro Dudan, corrispondente del Messaggero, mi ha rimesso circa i colloqui da lui avuti nella mattina di ieri col deputato socialista czeco Habermann e nel pomeriggio di ieri stesso col deputato socialista czeco Nemec alla presenza dei colleghi Habermann e Smeral.

Il Dr. Dudan mi ha inoltre avvertito che entrambi i suoi interlocutori avrebbero osservato di voler essere, nelle loro dichiarazioni, piuttosto reticenti a favore dell'Austria, le cui condizioni sarebbero anche più gravi di quanto essi abbian detto. Essi avrebbero però espresso anche la loro preoccupazione per l'eventualità che, grazie ad una pace sollecita, l'Austria arrivi a sottrarsi allo sfacelo, che altrimenti crederebbero immancabile.

Il Dr. Dudan mi ha chiesto che delle sue comunicazioni si faccia uso segretissimo per non esporre a persecuzioni i tre deputati czechi, quando faranno ritorno in Austria.

Mattina del 29-6-17 -Onorevole H.

l) Tutti i partiti czechi vogliono completa assoluta indipendenza della Boemia (czechi e slovacchi), compreso il partito socialista; la frase • entro la cornice della Monarchia danubiana • non è che una formula oratoria per non farsi impiccare in Austria. Vi sono ancora singoli czechi austrofili, ma sono singoli individui.

2) A una rivoluzione popolare in Austria non si può pensare; tale è il terrorismo poliziesco militare.

3) L'on. H. crede che la guerra durerà un paio d'anni ancora; suppongo giudichi secondo la capacità di resistenza, che ancora attribuisce agli Imperi Centrali.

4) Credono possibile -se non subentrano casi imprevedibili -una vittoria tale dell'Intesa da imporre all'Austria le condizioni che vorrà: quindi anche l'indipendenza della Boemia.

5) La guerra è già partita perduta per gli Imperi Centrali; per essi ora non si tratta che di salvarsi ed hanno ancora la forza che viene dalla disperazione.

6) Questa disperazione fa l'Austria militarmente ancora forte; tutto va per l'esercito: oro e viveri; terrorismo, invece di forza morale, per tenerlo compatto.

7) Le popolazioni sono addirittura affamate; si vedono nelle città, anche a Vienna, dei ricchi, prima pingui, oggi di molto dimagriti.

8) Alla mia domanda: • Hanno munizioni a sufficienza? •, l'on. H. risponde : • È meglio che Le dica di sì •.

9) Il Governo austriaco aveva riconvocato il Parlamento con la speranza che esso dimostrerà la compattezza delle nazioni formanti la Monarchia; invece subito il primo giorno ci furono le dichiarazioni programmatiche dei polacchi, degli czechi e degli sloveni e croati; le prime due sono apertamente contrarie all'Austria-Ungheria.

10) Degli sloveni e croati l'on. H dice: • Un terzo di loro vota con noi, un terzo vota col Governo e un terzo nei momenti decisivi si squaglia; vogliono poter dire che, se ce ne sono contro il Governo, ce ne sono pure a favore.

11) Le popolazioni più terrorizzate e più perseguitate sono quelle italiane; persecuzioni orribili e indescrivibili, peggiori di quelle -già orribili degli czechi; con ciò si spiega come anche i deputati italiani alla Camera austriaca siano perplessi e terrorizzati. (Questa dichiarazione mi fu fatta spontanea, senza mia richiesta).

12) Il deputato socialista di Trieste, Pittoni, è veramente un convinto austriaco; ha perfino rimproverato ripetutamente a noi socialisti czechi di non esserlo. (Anche questa dichiarazione fu spontanea).

13) Alla mia domanda, se noi in Italia possiamo riguardare il comitato czeco-slovacco composto dal Prof. Masaryk, Benés, ecc. come il vero rappresentante del popolo czeco, mi risponde: • Sì •.

Pomeriggio del 29-6-17 -Onorevole N.

14) La mancanza dei viveri è il peggior nemico dell'Austria-Ungheria; quest'anno si va avanti con stenti e dolori, ma è assolutamente impossibile continuar così più di un anno ancora; tra un anno -se le cose vanno cosi dovrà esser la fine, la resa a discrezione dell'Austria. Abbiamo avuto di seguito tre raccolti cattivi, mancano tutti i grassi, specialmente l'olio, indispensabile per alcune industrie; tutte le provviste di caffè sono esaurite. Non esiste più riso in Austria.

15) Le munizioni cominciano a difettare, le riserve delle materie prime sono esaurite e la produzione non può andar più di pari passo con i crescenti bisogni di materiale bellico.

16) Tutti, anche i tedeschi dell'Austria, sono convinti che la guerra per essi è perduta; non osano dirlo, perché sarebbero processati per • alto tradimento • o per diffusione di • false notizie allarmanti •.

17) Tutti, anche le sfere dirigenti (Hohere Kreise), -parlavamo in tedesco -vogliono la pace; concederebbero per la pace • rettifiche di confine • (Grenzberichtigungen): il Trentino ecc., come prima della guerra italiana. Dal passaggio repentino che l'on N. ha fatto portando il discorso sulla Dalmazia, per dirmi che l'Italia non dovrebbe ivi aver delle aspirazioni, m'è sembrato comprendere che le sfere dirigenti austriache sarebbero propense a farci anche li delle concessioni territoriali.

18) Gli anti-austriaci fra i sudditi dell'Austria avevano sperato la fine della Monarchia d'Absburgo dall'intervento italiano e poi almeno da quello romeno; la lentezza italiana e il disastro romeno ed ora poi la rivoluzione russa hanno destato in loro la più profonda delusione.

19) Per informazioni avute da ufficiali austriaci di sentimenti anti-austriaci: l'esercito romeno è un esercito di vigliacchi, gli ufficiali sono dei bellimbusti da operetta; gli austro-tedeschi, facendoli prigionieri, non perdevano nemmeno il tempo a disarmarli, tanto innocui li ritengono.

20) In Austria si nutrono molte speranze in una rivoluzione repubblicana in Italia, che ci ridurrebbe alle condizioni della Russia.

21) I deputati erano qui continuamente in contatto con un giovine emissario del comitato czeco-slovacco, venuto qui da Pi'etrogrado appositamente. Si chiama Procope Naxa (membro del consiglio nazionale czeco-slovacco •) ed è

c

ufficiale nell'esercito russo, organizzatore delle legioni volontarie czeche in Russia. Fra 2 o 3 giorni arriverà qui pure l'on. Prof. Masaryk per iniziare qui una campagna • per la distruzione dell'Austria •. Intende agire pubblicamente e specialmente influire in questo senso su Branting e socialisti.

22) A Pietrogrado il Ministro Thomas avrebbe fatto dei patti scritti con gli czechi (c schriftliche Abmachungen •) per la distruzione e spartizione dell'Austria. Sarebbe interessante sapere qualche cosa di più in proposito: che genere di patti? C'entra il Governo russo? C'•entrano i jugo-slavi?

(l) Cfr. n. 497.

501

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1786/178. Parigi, l luglio 1917, ore 12,40 (per. ore 18).

Seduta Camera in comitato segreto ieri molto agitata. Il deputato socialista Favre ha attaccato molto violentemente il presidente della repubblica francese per il suo intervento personale nella decisione per l'offensiva dello scorso aprile. Applausi di tutta la estrema di gran parte della sinistra di molto del centro e di alcuni deputati di destra dimostrerebbero l'impopolarità di Poincaré. Numerose le grida invocanti nuove elezioni presidenza. Deschanel che considerasi il candidato più generalment'e simpatico si è adoperato nelle conversazioni coi deputati dei vari gruppi per scongiurare la crisi presidenziale che disse riuscirebbe gradita in Germania.

Si spera che l'attitudine di Deschanel possa calmare la Camera~

D'altra parte la proposta fatta ripetutamente in Senato di riunire Camera e Senato in comitato segreto si considera come pericolosa perché l'unico caso contemplato dalla costituzione per la riunione delle due assemblee è per le

elezioni presidenziali e si crede che se tale proposta dovesse essere adottata ne verrebbe probabilmente facilitata la crisi presidenziale.

Si spera che nella prossima seduta dichiarazioni Painlevé possano riportare la calma nella Camera ma per il momento gli animi sono molto eccitati e le previsioni non confortanti.

502

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

T. GAB. 1080. Roma, l luglio 1917, ore 22 (1).

Telegramma V. E. Gab. 322 (2).

È mia intenzione recarmi a Londra dopo la prossima conferenza che avrà probabilmente luogo a Parigi. Desidero però che su ciò si mantenga assoluto segreto, e dovrei tenerne responsabile V. E. se segreto non fosse osservato prima del mio arrivo. Escludo poi durante ;la mia presenza costà qualsiasi festeggiamento da parte di autorità inglesi o da parte della nostra colonia, e ciò in modo assoluto, anche perché ciò renderà possibile ulteriori miei eventuali viaggi in Inghilterra, che non si effettuerebbero più se regola suddetta non venisse strettamente tenuta (3).

503

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 1079. Roma, 1 luglio 1917, ore 23.

R. ministro a Le Havre telegrafa quanto segue: • Gab. 41. Governo belga desidera molto partecipare alla prossima conf,erenza dei rappresentanti dei Gabinetti dell'Intesa. Secondo informazioni di buona fonte questo desiderio ha trovato favorevole accoglienza a Parigi, mentre a Londra si vorrebbe limitare la riunione alle quattro grandi potenze. Il Governo francese sperer,·obe dl far recedere Balfour dalla sua opposizione»,

Se prossima conferenza dovrà occuparsi della revisione degll accordi fra Alleati non vi è ragione d'intervento del Belgio che non ha tali accordi. Intervento Belgio implicherebbe intervento oltrechè del Giappone, della Romania Serbia Montenegro Portogallo. Prego indagare pensiero di codesto Governo a

questo proposito ragguagliandomi anche su intervento Stati Uniti. Mio pensiero è che se si deve parlare di revisione di accordi fra Alleati, per il che faccio ogni riserva e mantengo ogni maggiore libertà di azione, tali colloqui non possono intervenire che fra i contraenti degli accordi stessi e cioè tra Francia Gran Bretagna Italia e Russia.

(l) -Nel Fondo Ambasciata Londra il telegramma risulta spedito il 2 luglio alle ore 2. (2) -Cfr. n. 479.

(3) Ed. in SONNINO, Carteggio, Il, cit., p. 258.

504

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 1084. Roma, l luglio 1917, ore 23.

(Meno Londra). R. ambasciatore a Londra telegrafa quanto segue:

• Balfour mi fece sapere ieri ... (come nel telegramma Gab. 1765/325) • (1). Ho risposto ad Imperiali quanto segue: (Solo Londra). Telegramma di V.E. n. 325. (Per tutti). Circa la procedura più opportuna a garantire nel miglior modo

la constatazione dei diritti riconosciuti all'Italia in Asia Minore non sembrami necessario prescrivere norme precise rimettendomi a quanto risulterà a V. E. più facile e più conforme ai nostri interessi, salvo preventiva approvazione delle proposte che V. E. mi farà. In linea di massima sarebbe forse preferibile che gli accordi finali risultassero da un documento unico firmato da V. E. dal ministro degli affari esteri britannico e possibilmente dall'ambasciatore di Francia e di cui ciascun Governo firmatario avrebbe un originale. Se ciò non sia possibile, dato il non ancora conseguito accordo con la Francia per il confine ad ovest di Mersina, potremo contentarci frattanto di una comunicazione del Governo britannico, di cui V. E. segnerebbe ricevuta parafrasandola. Circa la parte intrinsica del documento prego V. E. di insistere perchè sia eliminata la frase di cui tratta il mio telegramma n. 616 (2). V.E. potrà far osservare che la frase • avuto riguardo degli sforzi fatti da ciascuna potenza nella guerra • è troppo indeterminata e che tale valutazione può dar luogo a facili dissensi che conviene evitare. Importa invece tener presente che il congruo regolamento della situazione mediterranea dell'Italia fu già contemplato ed ammesso dagli Alleati come condizione della nostra entrata in guerra; e che d'altra parte la nostra promessa ripetutamente fatta di • proseguire la guerra con ogni maggiore impegno • copre di per sé la frase proposta ora dal War Cabinet e contro la quale obiettiamo. Se però V. E. non riesce a persuadere il Governo britannico su questo punto, non resterà altro che fare una riserva per iscritto su di esso; e ciò per l'interesse evidente che noi abbiamo di definire al più presto comunque e fin dove è possibile via via il riconoscimento fattoci sin qui dai nostri Alleati della nostra zona in Asia Minore.

(l) -Cfr. n. 485. (2) -Cfr. n. 475 il cui numero di protocollo particolare è 616.
505

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 1082. Roma, 1 luglio 1917, ore 23,45.

(Meno Atene). R. ministro ad Atene telegrafa quanto segue:

• -Ho avuto un lungo colloquio ... (come nel telegramma Gabinetto n. -1759/233) • (1). Ho risposto a Bosdari quanto segue: (Solo Atene). Suo telegramma 233. (Per tutti). Questo ambasciatore d'Inghilterra mi ha comunicato quanto

appresso:

• Noi stiamo rappresentando in Parigi l'importanza di far passi per prevenire ogni possibilità di conflitti locali che possono sorgere in Epiro tra truppe francesi e italiane. Sembrerebbe desiderabile che non appena il nuovo Governo sia solidamente stabilito in Atene, l'Epiro sia sgombrato da ogni truppa straniera e ciò viene raccomandato all'esame del Governo francese. Ho avuto istruzioni di esprimere la speranza che una misura di questo genere si raccomanderebbe anche al favorevole esame del Governo italiano •.

In presenza della proposta inglese e della proposta di Venizelos è da esaminare quale linea di condotta ci convenga adottare.

Anzitutto sembra opportuno non respingere la domanda di Venizelos di trattare direttamente con l'Italia. Dopochè Venizelos è divenuto di fatto capo del Governo di Grecia, la situazione è mutata, e non conviene oramai ignorarlo come prima, anche allo scopo di bilanciare la posizione assunta da Jonnart. A tal proposito è da notare che la formale proposta di Venizelos ·di internazionalizzare col concorso dell'Italia le occupazioni che non si potessero abolire, può apparire come indizio di tendenza ad emanciparsi dalla più stretta tutela francese.

Su questo punto sarà bene V. S. faccia caute spregiudicate indagini, tenendo presenti i noti sentimenti patriottici di Venizelos. Sarebbe anche utile conoscere quali furono realmente i rapporti fra Venizelos e Sarrail.

Convengo con V. S. che • tutto ciò che accorderemmo a Venizelos sarà a titolo gratuito • dal punto di vista del di lui aiuto all'Intesa; tuttavia dalla presente situazione potremmo trarre giovamento a nostri speciali interessi. Difatti, pur tenendo ferma la nostra posizione di non far parte delle potenze garanti, che ci permise di astenerci dal partecipare alla violenta politica francese, non è da obliare che la situazione greca in generale ci interessa a titolo di questione mediterranea. Pertanto non sarebbe consigliabile una nostra totale assenza nella

nuova situazione sorta dopo l'avvento di Venizelos. E la sua proposta di trattative dirette ci offre una opportuna occasione.

Ritengo pertanto che V. S. debba rispondere alla formale proposta di Venizelos nel senso seguente: anzitutto stabilire la differenza essenziale che corre fra Albania delimitata a Londra e Firenze, ed Epiro greco quale risulta dal trattato di Bucarest. Per la prima, ferme restando le mie recenti dichiarazioni al Parlamento, deve escludersi qualsiasi domanda e qualsiasi ingerenza da parte di Venizelos e del Governo greco. Il passato accordo circa le occupazioni di fatto nell'Albania meridionale deve intendersi ormai sorpassato ed abolito appunto dalla nuova situazione di fatto.

Per quanto riguarda le località dell'Epiro greco da noi occupate, non mi rifiuto dal prendere in esame, in via di massima, la domanda di evacuazione formulata da Venizelos, avvertendo però quanto segue:

0 ) non accetto l'abbinamento indicato da Venizelos della evacuazione di Atene da parte dei francesi;

2°) l'eventuale nostra restituzione delle località occupate nell'Epiro greco può essere esaminata in rapporto alla nuova situazione che verrebbe creata secondo l'anzidetta proposta inglese (evacuazione di tutte le truppe straniere dall'Epiro) nonchè secondo la formale proposta Venizelos (internazionalizzazione delle occupazioni che non si potessero abolire).

Poichè però il confine albanese delimitato a Firenze ha l'incongruenza del noto angolo Arinista Kalabaki Melisopetra che taglia la strada albanese da Santi Quaranta a Koritza, intendiamo mantenere, per evidenti imprescindibili ragioni d'ordine militare, l'occupazione durante il tempo della guerra di quella minima parte di territorio che corregge tale situazione, in modo di poter garantire, contro eventuali attacchi e conflitti di bande avverse, la via che ci congiunge al nostro contingente in Macedonia.

3°) Ci proponiamo di procedere di pieno accordo cogli Alleati.

Per sua notizia esclusivamente personale mi occorre aggiungere che non intendo attualmente impegnarmi se, dove e in qual misura potl'emmo effettuare eventualmente nuove occupazioni congiuntamente agli Alleati secondo la proposta di Venizelos, qualora beninteso gli Alleati vi consentissero. Ciò dipende anche da accordi colle nostre autorità militari. Ma conviene tenere in vita il negoziato qual'è suggerito da Venizelos: l") perchè una eventuale decisione di massima di internazionalizzare le occupazioni ci conviene politicamente, anche se da noi eseguita solo parzialmente, e ciò in vista della situazione risultante al momento dei negoziati di pace; 2") perché è un mezzo di ritardare praticamente la nostra effettiva evacuazione dall'Epiro.

(Meno Londra). Nel comunicare quanto precede al R. ambasciatore a Londra ho aggiunto quanto segue:

(Per tutti). Comunico quanto precede a V. E. per norma di linguaggio. V. E. vorrà far rilevare al Governo britannico la necessità di venire ad una soluzione che, mentre sia di giusta soddisfazione agli interessi italiani, tolga di mezzo il grave danno di appariscenti discussiqni fra gli Alleati, che fanno unicamente il giuoco dei nostri nemici. Faccia pure notare che la proposta di Venizelos ci è fatta in via formale ed esplicita e che noi, pur subordinandola all'accordo con gli Alleati, non vogliamo respingerla a priori, Venizelos essendo il capo riconosciuto del nuovo Governo ellenico.

(Solo Parigi). Quanto precede per norma di linguaggio di V.E.

(l) Cfr. n. 477.

506

L'AMBASCIATORE A MADRID, BONIN, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. R. 2367/GAB. 35. Madrid, l luglio 1917, ore 19 (per. ore 1,30 del 2).

So da buona fonte che Re Alfonso è molto sconfortato e impressionatC? del crollo improvviso della sua popolarità soprattutto fra gli elementi militari. Avrebbe persino accennato con i suoi intimi alla possibilità di una sua abdicazione. Fantasie più vive penserebbero in questo caso a don Carlos cognato del Re figlio del conte di Caserta molto popolare nell'esercito e che sarebbe accettato anche dai jaimisti. Per mio conto non credo situazione così grave data soprattutto indifferenza masse e scarsa organizzazione partiti estremi. È certo però che regime attuale si troverebbe in questo momento in cattive condizioni per resistere a complicazioni che sopravvenissero sia d'ordine interno che internazionale.

507

IL MINISTRO A STOCCOLMA, TOMMASINI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1784/107. Stoccolma, l luglio 1917, ore 16,30 (per. ore 8,20 del 2).

Secondo notizie da buona fonte alcuni elementi del comitato olandesescandinavo fra i quali ci sarebbe anche Huysmans cercherebbero attualmente di istigare i socialisti russi a chiedere che la conferenza dei socialisti dei paesi dell'Intesa che dovrebbe aver luogo a Londra, si riunisse invece a Stoccolma. Tale combinazione sarebbe a mio avviso anche più pericolosa di una conferenza plenaria coi nostri nemici perché esporrebbe i socialisti dei nostri paesi a tutti gli intrighi degli agenti degli Imperi centrali che pullulano qui sotto le più varie vesti senza nemmeno permettere un aperto contraddittorio.

508

IL MINISTRO A PECHINO, ALIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2376/12. Pechino, l luglio 1917, ore 18,10 (per. ore 4,30 del 3 ).

Truppe fedeli giovane imperatore della Cina al comando generale Cian Sun circondano palazzo imperiale segnando inizio ricostituzione monarchia parla

mentare di cui sono già partiti primi editti. Non si temono per ora seri disordini eccetto nelle provincie meridionali. Movimento assai diffuso appoggiato dal partito militare avrebbe anche propositi dichiarazione di guerra Germania. Legazione del Giappone ha dato ex presidente del consiglio Tuan affidamento rimanere per ora neutrale nella contesa.

509

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1806/276. Pietrogrado, 1 luglio 1917, ore 21,10 (per. ore 8,30 del 4).

Telegramma di V. E. gabinetto n. 1016 (1).

Punto di vista generale professato dal Governo provvisorio è che spetta alla popolazione greca di decidere circa il proprio regime e che la Russia si ingerisca il meno possibile negli affari interni della Grecia. L'azione di Jonnart specialmente per quanto riguarda l'abdicazione e la successione al trono non è stata qui approvata.

Ciò nondimeno non è probabile certamente che l'attuale Governo provvisorio faccia seria opposizione alla politica anglo-francese in Grecia.

510

IL MINISTRO AD ADDIS ABEBA, COLLI DI FELIZZANO, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2395/2327. Asmara, l luglio 1917, ore 16,05 (per. ore 11 del 4).

Cora telegrafa da Addis Abeba avvenuta sistemazione Tigrè sulle seguenti basi: • Ras Degiac Seium conserva comando Tigrè settentrionale con Adua, Macallè, Axum. Degiac Gugsa Johannes è nominato ras col comando del Tigrè meridionale con Endmaonni, Uoggerat, Selos, etc. Agamò rimane al suo ... (2). Per quanto il ritorno di ras Degiac Seium non fosse per i suoi precedenti da noi desiderato, è evidente però egli vi ritorna diminuito nel suo comando e più ancora nelle sue aspirazioni e per ciò certamente malcontento del Governo di Addis Abeba; la nomina di degiac Gugsa costituisce d'altra parte il primo passo alla sua reintegrazione al comando dell'intero Tigrè. Non mi sembra quindi che tale sistemazione del Tigrè possa essere veramente stabile e definitiva, ma ritengo che essa risponda sufficientemente per il momento al nostro interesse.

Prego comunicare Ministero Colonie •.

(l) -Cfr. n. 425. (2) -Gruppo indecifrato.
511

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1829/270. Pietrogrado, 1 luglio 1917, ore 20 (per. ore 12,15 del 5).

29 giugno.

Dichiarazioni di V. E. in forma ufficiale hanno prodotto ottima impressione

sia sul Governo provvisorio che nei circoli diplomatici e politici della capitale.

Vi si ravvisa con soddisfazione una nuova testimonianza della concordia

degli Alleati.

512

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2441/590. Pietrogrado, 1 luglio 1917, ore 12,30 (per. ore 10,35 del 7).

28 giugno.

Congresso di tutti i cosacchi ha unanimemente approvato ordine del giorno in cui affermasi che unico mezzo per raggiungere pace è immediata avanzata; che pace separata è inammissibile; che guerra deve essere condotta in pieno accordo cogli Alleati sino al raggiungimento della vittoria che apporterà pace in base diritto dei popoli disporre delle proprie sorti, senza usurpazioni e contribuzioni punitive. Congresso fa appello a tutti i cittadini perché concorrano al prestito nazionale e forniscano mezzi per continuazione della guerra. Dichiara traditori della patria disertori e propagandisti che distruggono forze esercito ed invoca intervento del Governo contro di essi.

513

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2447/591. Pietrogrado, 1 luglio 1917, ore 12,30 (per. ore 14,15 del 7).

28 giugno. Giornale ufficiale pubblica seguente decreto del Governo provvisorio: l) è fissata convocazione della Costituente al 13 ottobre 1917; 2) elezioni della Costituente saranno fatte il 30 settembre; 3) compilazioni liste elettorali saranno affidate alle amministrazioni locali rurali ed urbane sulla base voto diretto uguale segreto;

4) è concesso al ministro dell'interno di proporre i termini per la compilazione delle liste elettorali di cui al n. 3, in correlazione coi termini indicati ai nn. l e 2;

5) l'attuale decreto entrerà in vigore dopo che sarà promulgato dal Senato.

514

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2446/594. Pietrogrado, l luglio 1917, ore 12,30 (per. ore 14,15 del 7).

29 giugno.

Congresso pan-cosacco, constatando che i cosacchi coltivano ab antiquo loro terre trasformate per opera loro in preziosi granai ed hanno difeso col proprio sangue integrità Russia, che una modificazione nell'uso storico delle terre recherebbe a più di quattro milioni di cosacchi incalcolabili danni, ha deliberato che proprietà terriera dei cosacchi deve restare intangibile.

515

RELAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE AGLI ESTERI, DE MARTINO, PER IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

[Roma,] l luglio 1917.

Telegramma Berlino-Madrid n. 7066 (1).

l. -Ambasciatore di Spagna a Berlino fa pratiche ( • anteriori pratiche •) presso governo germanico circa evacuazione dei territori francesi occupati.

2. --Zimmermann fa una dichiarazione all'ambasciatore di Spagna sul medesimo argomento. 3. --Questa dichiarazione è comunicata a Ribot, non risulta per quale tramite. 4. --In data 8 giugno Ribot risponde alla predetta dichiarazione. 5. --Tale risposta di Ribot è pervenuta a Berlino pel tramite del ministro di Svizzera a Berlino. 6. --La Svizzera desidera evitare che apparisca una sua iniziativa in questo affare. 7. --Ambasciatore di Spagna a Berlino dirige una nuova nota al governo germanico insistendo nelle anteriori pratiche.

8. -La evacuazione dei territori francesi occupati è definita colle parole

• questo particolare •. Ciò induce a ritenere che il negoziato comprenda altri argomenti.

9. -È da esaminare se l'ultimo periodo contenga qualche inesattezza di decifrazione crittografica (1).

(l) Si tratta di un telegramma intercettato e decifrato dal servizio di controspionaggio.

516

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. R. 2634/883. Parigi, l luglio 1917.

Il Signor Caillaux, profittando del malcontento assai diffuso nel Paese, ha da qualche tempo cercato di riorganizzare il suo partito e si considera generalmente che la sua situazione personale cominci a migliorare. Ciò ha risvegliato naturalmente le ire dei suoi avversari e le polemiche sul suo conto sono attualmente molto vivaci nella stampa parigina.

Il partito del Signor Caillaux alla Camera è stato sempre considerato molto forte, tanto che all'epoca dell'ultima crisi ministeriale un parlamentare, non amico del Briand né del Caillaux, mi diceva come un ministero Caillaux fosse sicuro di avere la maggioranza della Camera, ma avrebbe prodotto la rivoluzione nelle trincee. Si è per tale ragione che non si pensò mai seriamente ad un Ministero Caillaux, ma il Malvy -che tutti considerano come un suo luogotenente -faceva parte del Ministero Briand e fu mantenuto al Ministero dell'Interno dal Ribot.

Il primo giugno scorso appariva il primo numero di un nuovo giornale Le Pays, che è diretto dal Signor Dubarry per conto di una società che secondo il suo statuto (art. 7) ha carattere occulto. I larghi mezzi dei quali dispone, il segreto sul nome dei suoi membri, le poco chiare dichiarazioni sulla questione della guerra che vennero fatte nel programma del giornale, hanno svegliato vivaci polemiche delle quali danno un'idea gli stralci di giornali che ho l'onore di accludere.

Quasi subito dopo la pubblicazione del Pays, è sorta in Parigi la • Ligue Républicaine • della quale fanno parte Caillaux, Accombry, Augagneur, Lavai, Almereyda (Direttore del Bonnet Rouge) e parecchi altri uomini politici, specialmente socialisti di opinioni più avanzate e pacifisti.

La prima adunanza di questa • Lega • si è tenuta il 28 giugno nei locali del Pays ed un Comitato di quattro membri si è incaricato di compilare gli statuti della nuova Associazione di cui poco si sa, ma che già è accusata di pacifismo.

Gli avversari del Signor Caillaux non mancano di agitarsi ed attaccano anche il Malvy perché considerato il rappresentante di Caillaux nel Ministero. Gli attacchi del Signor Clémenceau contro il Ministro dell'Interno, accusato di favorire le agitazioni pacifiste, sono violenti e si crede che la questione

potrà essere portata in Senato chiedendo la comunicazione dei • dossiers • contenenti le notizie raccoUe dalla polizia sul movimento pacifista.

Il Ministero, per scagiornarsi dall'accusa di debolezza verso tali agitazioni, ha fatto presentare dal guadasigilli una legge per la repressione della propaganda contro la guerra fatta a mezzo della stampa clandestina e ciò gli crea difficoltà da parte dei partiti più avanzati i quali temono di vedere il Governo avviarsi alla repressione e non esitano a ricorrere alle minacce.

Da tutto ciò si ha un'idea dell'agitazione regnante nel mondo politico francese, agitazione che altro non è se non l'eco di un malumore, non minaccioso per ora, ma già abbastanza notevole, del pubblico e che in sostanza ha la sua origine nella stanchezza per la durata della guerra (1).

(l) Ed. in SONNINO, Carteggio, Il, cit., pp. 254-255.

517

IL MINISTRO A PECHINO, ALIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 274/84. Pechino, 1 luglio 1917.

I rumorosi avvenimenti tan~o internazionali quanto locali hanno fatto passare quasi inosservato un avvenimento di non scarsa importanza per la penetrazione pacifica del Giappone in Cina.

Il Governo Terauchi ha scelto il momento in cui, nel fatto, non esiste più

o non funziona più l'amministrazione centrale di questa Repubblica. Invano per più d'un mese si cerca di formare un Governo responsabile. In mezzo a questa caotica situazione è giunta la notizia che la conferenza del Gabinetto giapponese ha sottoposto all'approvazione di quel Parlamento un provvedimento legislativo in virtù del quale la ferrovia della Manciuria meridionale diventerà l'organo accentratore di tutta l'amministrazione giapponese nella Manciuria del sud; lo stesso servizio consolare giapponese vi sarà subordinato politicamente commercialmente giudiziariamente e burocraticamente alla direzione generale delle ferrovie.

Ma vi è di più: secondo altre informazioni, sembra che l'amministrazione delle ferrovie della Manduria meridionale sarà quanto prima sottoposta al controllo diretto del Gov,erno generale della Corea in modo che le ferrovie medesime di apparenza puramente commerciale assumeranno carattere schiettamente politico.

Infine tanto la Corea quanto l'isola di Formosa verranno fra non molto attribuite al controllo e all'amministrazione di un Ministero delle colonie di prossima creazione. Gli stessi affari del Kuantung verrebbero, a quanto pare, presi in mano dal Ministero delle colonie e sottratti quindi alla direzione del Ministero degli affari esteri.

Si sono notati parecchi invii di truppe in Corea e a Dairen. Tali rinforzi vengono attribuiti al desiderio di stabilire in modo concreto e definitivo l'asso

Iuta supremazia nipponica nelle suddette provincie in un momento in cui pure la Russia trovasi nell'assoluta incapacità di muov,ere qualsiasi opposizione.

Il Governo cinese, di solito così pronto a protestare almeno pro forma sia diplomaticamente sia per mezzo della stampa contro simili violazioni della propria sovranità, non ha sinora formulato la benché minima osservazione in proposito. Le discordie intestine minacciano malanni ben maggiori a questa disgraziata Repubblica.

(l) Annotazione marginale: « Pignatti in visione a Presidente del Consiglio».

518

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

L. P. Parigi, 1 luglio 1917.

Nella scorsa settimana mi sono incontrato, in un palco all'Opera, col signor Deschanel che mi chiese se fosse vero • che in Italia si era malcontenti della Francia •.

Meravigliato della domanda e contrariato di dover parlare di questioni delicate in palco, dove si trovano signore e colleghi stranieri, risposi in modo evasivo ma senza negare quanto pareva fosse stato riferito al presidente della Camera.

Al dopodomani mattina il signor Deschanel mi telefonava che avrebbe volentieri continuata la conversazione del giorno antecedente, ma che non aveva potuto venire da me perché il comitato segreto lo aveva tenuto occupato tutto il giorno ed ancora quel pomeriggio sarebbe stato impedito di muoversi, sarebbe però stato libero quel mattino. Gli risposi che molto volentierJ sarei andato da lui anche subito.

Mi spiegò allora di aver inteso che in Italia tutti gli elementi i quali erano stati contrari all'entrata del nostro paese nel conflitto spargevano accuse contro la Francia e che ora il malcontento contro questo paese era da noi molto diffuso. Aggiunse quanto tali notizie lo addolorassero, giacché egli è un sincero amico dell'Italia ed ha piena fiducia nell'amicizia dei due paesi.

Quando ebbe finito, gli risposi che secondo risultava a me (per quanto assente dall'Italia da sei mesi) non si poteva dire vi sia un vero e generale malcontento contro la Francia, che ero convinto vi sia ferma volontà in tutti gli italiani di condurre fino alla fine la guerra a fianco della Francia, ma che dovevo convenire come quanto mi si riferiva da varie parti mi lasciasse comprendere che fra gli amici della Francia (e non sono pochi in Italia) si diffondeva un certo timove sulle difficoltà che potevano sorgere fra i due paesi, data l'atUtudine della Francia, quale la rivelavano fatti che· non avevano grande importanza in sé, ma apparivano al pubblico italiano tali da ricordare i periodi, ormai lontani e che ognuno desiderava non veder ritornare, delle gelosie e dei dispetti reciproci.

Citai l'esempio della • repubblica di Koritza • la quale -secondo appariva dai giornali -sarebbe stata creata e messa sotto la loro protezione dalle truppe francesi, l'occupazione di Santa Maura dove le truppe francesi -secondo riferiscono i giornali -avrebbero installato autorità venizeliste, e finalmente lo sbarco a Prevesa (subito dopo la nostra occupazione di Janina) di truppe francesi e venizeliste.

Tutto ciò, conclusi, dà al nostro pubblico l'impressione che appena la Francia si è trovata dinanzi a Venizelos e all'Italia, non ha esitato un momento a far cosa gradita al primo, senza curarsi di riflettere se ciò potesse irritare la susc,ettibilità della nazione alleata.

Il pubblico italiano non ignora quante illusioni si avessero in Francia sul conto dei greci in generale e di Venizelos in modo speciale, ma sperava che questi due anni di guerra avrebbero persuaso i francesi che l'amicizia dell'Italia vale più di quella di Venizelos ed avevano perciò creduto di avere diritto a qualche riguardo maggiore in confronto al signor Venizelos, il quale non era stato molto utile all'Intesa né quando era al potere, né quando si era messo alla testa della Grecia ribelle ed ancora adesso era occasione di togliere dal fronte dieci o quindicimila uomini per procurargli la presidenza del Consiglio.

Il signor Deschanel convenne meco nel deplorare quei fatti ed accentuò tanto il suo biasimo che io credetti scorgere nelle sue parole l'avversario dell'attuale ministero, ancora più che l'amico dell'Italia.

Siccome poi egli cercava sapere che cosa il R. Governo aveva fatto dire, riguardo a tali incidenti, al Governo francese e cosa questi avesse risposto, gli feci capire -nel modo più gentile che potevo -come io parlassi molto volentieri con lui di quanto era apparso nei giornali e quindi aveva potuto fare qualche impressione sul pubblico, ma come non intendessi alludere a quanto poteva essere stato detto o scritto fra i due Governi, tanto più che -ignorato dal pubblico -tutto ciò non aveva potuto avere alcuna influenza sull'opinione del popolo italiano riguardo alla Francia.

La conversazione continuò molto amichevole ed il signor Deschanel mi dichiarò che nelle sue conversazioni con uomini politici non aveva mai mancato, e non mancherebbe per l'avvenire anche prendendo occasione dai fatti cui avevo accennato, di ripetere quanto l'amicizia dell'Italia dovesse ritenersi preziosa per la Francia.

Per dimostrare q_uanto sia uguale l'interesse delle due nazioni a stare unite fra loro, egli aggiunse che, se la Francia dovesse cedere alla forza, non sa se il danno sarebbe maggiore per essa o per l'Italia.

Benché tale discorso fosse fatto a· modo di esempio, mi ha meravigliato perché una simile eventualità non sarebbe stata enunciata mesi or sono in Francia nemmeno per escluderla e -pur senza dare a quelle parole un significato maggiore di quello che in realtà abbiano -credo siano in relazione allo stato d'animo generale qui, tale che permette a idee, le quali prima non avrebbero nemmeno attraversato la mente, di venire ora spontanee, sia pure come eventualità non prevedibili.

Il discorso del signor Deschanel e la sua iniziativa di parlare con me delle cose nostre, credo possano dipendere dal suo desiderio di convincerci dei suoi sentimenti verso l'Italia e sono forse in relazione alle sue aspirazioni politiche

delle quali egli non vorrebbe la immediata realizzazione ma nelle quali spera per la fine della guerra.

Quando questa finisca nel modo che tutti si desidera, la Francia avrà molto bisogno dell'Italia e di ciò -se non è convinta la burocrazia francese, rimasta quale era anni or sono -sono persuasi parecchi uomini politici e credo non sia male lo si tenga presente da noi.

È per questo che io mi sono permesso annoiarla con questa lunga lettera (1).

519

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, AI MINISTRI AD ATENE, DE BOSDARI, E PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA

T. 1089. Roma, 2 luglio 1917, ore 20,45.

Questo ministro di Serbia mi ha consegnato, il 30 giugno, d'ordine del suo Governo, la seguente comunicazione scritta:

• Le notizie che ci pervenivano da un certo tempo, ci informavano che le autorità reali italiane d'occupazione intendevano prendere alcune misure in Albania, ma noi non avevamo potuto prestarvi fede. Tuttavia il proclama fatto il 3 giugno corrente dal generale Ferrera che d'ordine del Governo reale d'Italia proclamò il protettorato italiano sull'Albania, venne a confermare l'esattezza di queste notlzie. Il Governo reale di Serbia, pur essendo ispirato dalla migliore volontà di ,evitare qualsiasi atto che in modo qualunque potesse portare ombra sull'unità d'azione degli Alleati, e pur essendo animato dal più vivo desiderio d'essere con l'Italia nei rapporti più amichevoli, si vede costretto a dichiarare che riserba alla Serbia il diritto d'esporre a suo tempo le domande che salvaguarderebbero gli interessi vitali di quest'ultima e che sarebbero conformi alle conclusioni internazionali prese dalla conferenza di Londra che assicurano l'autonomia dell'Albania ed escludono il possesso di ogni protettorato separato di una delle grandi potenze europee •.

A questa comunicazione non ho, almeno per ora, intenzione di rispondere.

520

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1792/179. Parigi, 2 luglio 1917, ore 21,50 (per. ore 6 del 3).

Telegramma di V. E. n. 1084 (2). Data opportunità che, come comp!"endo benissimo, V.E. vede di definire al più presto comunque, e fin dove è possibile il riconoscimento fatto della nostra

zona in Asia Minore e tenendo conto del proposito deliberato di questo Governo di trascinare la discussione sul punto ad ovest di Mersina, mi permetto suggerire converrebbe che Imperiali chiedesse ambasciatore di Francia a Londra firmasse il documento unico proposto da V. E. nel citato telegramma ma con riserva: • resta a stabilire se la frontiera est della zona italiana sarà a capo Cavaliere come propone il Governo francese, o alla linea di confine attuale del sangiaccato di Mersina come propone il Governo italiano o in un punto intermedio •. Il Governo francese non dovrebbe equamente avere difficoltà di consentire. Noi otterremo il riconoscimento dei nostri diritti su quanto in questo momento è di speciale interesse non sia più in discussione e avremo tempo di negoziave senza fretta sulla questione del punto ad ovest di Mersina (1).

(l) Ed. in SONNINO, Carteggio, Il, cit., pp. 255-258.

(2) Cfr. n. 504.

521

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. u. 2377/606. Pietrogrado, 2 luglio 1917, ore 17 (per. ore 9,30 del 3).

Elementi della settima armata russa appoggiati sul fianco sinistro da reparti della undicesima, hanno compiuto con successo azione offensiva in regione di Kaniun sud-est di Leopoli, catturando 9000 soldati e 124 ufficiali.

522

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. u. 2378/605. Pietrogrado, 2 luglio 1917, ore 17 (per. ore 10,05 del 3).

Manifestazione popolare di ieri è riuscita meno numerosa di altre precedenti. Essa doveva essere l'esponente delle forze moderate costituenti maggioranza congresso dei Soviet, ma questa vi concorse in misura non corrispondente agli effettivi di cui dispone, mentre la minoranza massimalista scese in piazza al completo.

La parte estrema e anti-governativa ha potuto cosi mettersi in evidenza, grazie anche al grandissimo numero di stendardi con scritte massimaliste da essa sfoggiate.

• Abbasso i dieci ministri capitalisti •; • Congresso dei Soviet assuma potere •; • Abbasso capitalisti inglesi e francesi •; • Si pubblichino gli accordi imperialisti •; • Vogliamo pace immediata » erano i motti più numerosi, fra i quali però figurava anche: • Vogliamo pace ma non con Guglielmo •.

Divise dei moderati esaltavano unità socialismo, appoggio al congresso dei Soviet, pace ma non separata, terra e libertà, repubblica sociale, ma non accennavano al Governo provv,isorio.

Carattere generale della manifestazione risultò pertanto di freddezza e di ostilità contro il Governo e di pacifismo di varie gradazioni. Ad attenuare questa impressione valgono però le surriferite circostanze.

La manifestazione fu essenzialmente opera dei massimalisti ai quali il congresso dei Soviet l'aveva impedita alcuni giorni or sono e sotto la sua responsabilità concessa, ma col concorso degli elementi della maggioranza dei moderati.

A quanto si afferma, lo scarso concorso di questi ultimi fu dovuto alle voci allarmanti lasciate correre dai massimalisti circa le loro intenzioni di provocare conflitti.

(l) Ritrasmesso a Londra con t. 1093/637 del 3 luglio, con l'aggiunta: • Accetto la proposta di Salvago e prego V. E. di agire in conseguenza •.

523

L'AMBASCIATORE A WASHINGTON, MACCHI DI CELLERE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. P. 1816/180. Washington, 2 luglio 1917 (per. ore 14,15 del 4).

Missione italiana imbarcata sabato sera segretamente sul piroscafo francese • Touraine " diretto a Bordeaux. Questo ambasciatore di Francia da me pregatone ha telegrafato al suo Governo affinchè provveda di far scortare il piroscafo all'arrivo. Mi riservo di telegrafare fra qualche giorno a Salvago per gli opportuni accordi per il proseguimento del treno. Il senatore Marconi rimasto a New York per affari personali partirà probabilmente fra una settimana. Per questo pubblico la missione è tuttora in America.

Il compito politico dei rappresentanti della missione è stato pienamente assolto. I suoi rapporti con queste sfere ufficiali furono improntati alla massima cordialità. Nel paese la missione diede occasione ad affermazioni calorose di italianità tanto nelle nostre colonie quanto nell'elemento americano e fu incentivo a discorsi di cospicue notabilità politiche nei quali attraverso la riaffermazione della volontà del popolo americano di contribuire con ogni mezzo sino all'ultimo alla vittoria completa ed attraverso la dichiarazione che l'America oltre per la difesa dell'umanità e del principio democratico combatte per la difesa della propria integrità ideale e fisica fu accentuato ed esaltato il con

tributo portato sempre dall'Italia alla causa della civiltà umana e quello particolare portato nella guerra presente.

Non ottenne invece risultati concreti il tentativo di alcuni membri della missione di condurre le trattative per le questioni pendenti di interesse nazionale. Il contributo effettivo di questo paese alla causa comune così come la somma delle sue varie prestazioni ai singoli alleati non sono ancora ben definiti nelle loro precise possibilità perchè essi involgono questioni di organizzazione, di interessi privati, di potenzialità produttiva e di norme legislative tuttora imprecisate. In tali circostanze e a parte ogni altra più grave ragione è vano adoperarsi a voler consacrare siffatte prestazioni in patti che non potrebbero ad ogni modo essere di contenuto più definito delle dichiarazioni generali fatte in proposito da questo Governo all'epoca della sua entrata in guerra. Né l'aiuto americano potrebbe ragionevolmente prendere altre forme che non siano le singole ripetute prestazioni già fatte e da farsi in avvenire in proporzioni magari diverse col progredire della guerra e della preparazione americana. Nè queste prestazioni nell'ordine naturale delle cose possono ottenersi se non a mezzo del tramite dell'azione degli organi italiani competenti e autorizzati.

524

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1813/279. Pietrogrado, 2 luglio 1917, ore 21,30 (per. ore 17,40 del 4).

Rappresentanti Soviet di cui al mio telegramma gabinetto 275 (l) sono partiti ieri per Stoccolma ove si tratterrebbero alcuni giorni. Soltanto tre di essi si recherebbero in Inghilterra, Francia e Italia:

l") per chiarire lo scopo della conferenza socialista internazionale;

2") per indurre i socialisti ad intervenirvi; 3°) per indurre i ministri socialisti dei rispettivi Governi ad agevolare quel convegno.

Tre di essi si chiamano Resenhof, Goldgerg ed Erlich. Essi appartengono alla maggioranza del congresso e ... (2) internazionalisti. Hanno dichiarato che [non] intendono recarsi nei paesi nemici né voler contatto a Stoccolma coi socialisti germano-austriaci. Essi hanno affermato altresì che la conferenza dei Governi per la revisione degli accordi non potrebbe aver luogo prima della conf,erenza socialista internazionale.

Non mancherò di inviare ulteriori ragguagli sul conto loro e sulla loro missione.

(l) -T. gab. 1812/275 del 30 giugno. non pubblicato: intenzione del Soviet di inviare suoi rappresentanti alla conferenza socialista internazionale. (2) -Gruppo indecifrato.
525

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

R. 3031/709. Londra, 2 luglio 1917.

Con riferimento alla precedente corrispondenza al riguardo di un accordo fra l'Italia la Gran Bretagna e la Francia oirca la questione dell'importazione di armi in Etiopia ho l'onore di trasmettere qui allegata a V. E. copia di una nota pervenutami in data 27 giugno dal Foreign Office (1). In questa viene riprodotta una comunicazione diretta da questo Governo all'Ambasciata di Francia a Londra nella quale viene esposto il suo punto di vista nella questione e le garanzie che dovrebbero essere richieste al Governo di Addis Abeba per una futura eventuale importazione di fucili da cedersi al Governo stesso.

La nota finisce esprimendo il desiderio che il R. Governo faccia conoscere al Governo Britannico se è disposto ad indirizzare al Governo Etiopico una comunicazione sulla base indicata.

In attesa di conoscere le decisioni che piacerà all'E. V. di adottare a questo riguardo ...

526

IL CONSOLE A CARDIFF, AXERIO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

R. 680. Cardiff, 2 luglio 1917.

Mi onoro di segnar ricevuta del dispaccio n. 2954 in data 28 giugno u.s. (2) e di assicurare l'E. V. che ho preso nota delle istruzioni in esso impartite pel caso si presentasse in questo R. Ufficio il Signor Giacinto Serrati, direttore del giornale Avanti.

527

L'AMBASCIATORE A PIETROGRADO, CARLOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. R. 1833/277. Pietrogrado, 3 luglio 1917, ore 12,40 (per. ore 13,45).

2 luglio.

Al convegno di Parigi del 15 corrente difficilmente potrà assistervi Macla

koff. Vi prenderanno parte l'incaricato d'affari e il generale Zankievich rap

presentante militare presso quel quartiere generale. A quanto mi diceva Nera

toff, la conferenza avrebbe carattere prevalentemente militare (fronte macedo

ne, questione rifornimenti, sincrone operazioni), ma vi si tratterebbero anche

14 -Documenti diplomatici -Serie V -Vol. VIII

questioni politiche fra cui la nuova situazione in Grecia e possibilmente la proposta Venizelos di partecipare alla guerra.

Secondo questo incaricato d'affari di Francia, Venizelos non procederà alla mobilitazione e si appagherà per ora di accrescere le forze volontarie. Frattanto ha già proceduto alla rottura dei rapporti con la Germania, l'Austria, la Turchia e la Bulgaria.

(l) -Manca. (2) -Non pubblicato, ma cfr. n. 452.
528

L'INCARICATO D'AFFARI A TOKIO, MARCHETTI FERRANTE, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 2391/GAB. 36. Tokio, 3 luglio 1917, ore 10,30 (per. ore 16).

Riguardo alla restaurazione monarchica Cina, Governo giapponese dichiara che starà a vedere segretamente però con attenzione nuovo ordine di cose, sia perchè prolunga debolezza Governo cinese sia perchè Governo giapponese intuisce che Stati Uniti saranno meno zelanti difensori monarchia. Generale Changh Hsun passava per nemico Giappone ma recentissimamente ebbe ad intendersi con il ministro del Giappone Pechino.

529

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL MINISTRO DELLE COLONIE, COLOSIMO, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E AL MINISTRO AD ADDIS ABEBA, COLLI DI FELIZZANO

T. 896. Roma, 3 luglio 1917, ore 17.

Barrère mi comunica che ministro Francia Addis Abeba consiglierebbe proprio Governo col consenso ministro Italia dichiarare ras Tafari che loro Governi consentirebbero invio Abissinia 16 mila fucili qualora Governo etiopico rompesse relazioni con Governo germanico. Ministro d'Inghilterra dichiarasi non autorizzato fare comunicazioni in tal senso.

Ho risposto a Barrère che nostro ministro Adddis Abeba non è autorizzato fare tale comunicazione e che anzi Governo italiano non è favorevole invio armi e che per quanto concerne rottura relazioni Abissinia Germania mantenevo punto di vista già espressogli.

(Per Parigi Londra) mio telegramma 771 (1).

(Per Addis Abeba) mio telegramma 770 (1).

(Per Colonie, Londra e Parigi) Do istruzioni in tal senso Addis Abeba.

(Per Addis Abeba) Pregola attenersi queste mie istruzioni.

(l) Non pubblicato.

530

L'AMBASCIATORE A PARIGI, SALVAGO RAGGI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1801/180. Parigi, 3 luglio 1917, ore 15,50 (per. ore 18,45).

Telegramma di V. E. gabinetto n. 1079 (1).

Cambon mi ha detto stamane aver mandato ieri l'invito ai Governi italiano, inglese e russo a conferenza concertata [per] 16 luglio. Come interesse da trattarsi si indicherebbe soltanto nota questione militare e ciò esclude intervento altre potenze. Cambon crede che poi si parlerà incidentalmente anche di scopi di guerra secondo aveva già riferito con mio telegramma n. 174 gabinetto (2).

531

IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, A PIETROGRADO, CARLOTTI, E AL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI

T. GAB. 1091. Roma, 3 luglio 1917, ore 19.

(Meno Atene) Ho telegrafato al R. ministro ad Atene quanto segue:

(Per tutti) Mio telegramma n. 1082 (3).

Questo ministro di Grecia mi ha fatto una comunicazione identica a quella che ha formato oggetto della conversazione di V. S. col signor Venizelos. (Solo Atene) Telegramma di V. S. n. 233 (4). (Per tutti) Il signor Coromilas ha mostrato di tenere molto al ristabili

mento delle autorità greche nei territori da noi occupati nell'Epiro. Sarebbe opportuno V. S. tenesse presente questa circostanza per farne magari oggetto di negoziato intermedio che servisse esso pure a ritardare la nostra evacuazione che, anche per ragioni d'ordine interno, a noi conviene dilazionare.

532

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, BOSELLI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. uu. 193. Roma, 3 luglio 1917.

Risposta a telegramma 2 corrente n. 8926 (5). Circa la proposta del Governo britannico di creare un comitato interalleati pei rifornimenti in America delle munizioni, materie prime e macchinari che servono a fabbricarle mi rimetto a quanto l'E. V. di concerto con gli altri ministri interessati riterrà di rispondere.

(l) -Cfr. n. 503. (2) -Cfr. n. 467. (3) -Cfr. n. 505. (4) -Cfr. n. 477. (5) -Non pubblicato.
533

L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1811/332. Londra, 3 luglio 1917, ore 9,53 (per. ore 13,15 del 4).

La scelta del momento per la pubblicazione dell'inchiesta per la Mesopotamia quasi sincrona con discorso di Lloyd George in !scozia lascia impressione che scopo recondito sia stato quello di colpire direttamente Asquith e paralizzare ogni possibilità di più attiva opposizione. Pur tenendo debito conto dell'ossequio dovuto al Parlamento riesce invero malagevole ammettere che al Governo fu preclusa ogni possibilità di rinviare ad epoca più propizia la nefasta pubblicazione che oltre al gettare il discredito su tutta l'azione governativa viene a mettere a nudo i gravissimi difetti del Governo dell'India. Intanto i deputati e la stampa più popolare reclamano con veemenza severe sanzioni contro i colpevoli. Hardinge di cui si vorrebbe da alcuni deputati e giornali fare il principale capro espiatorio mi diceva ieri sentirsi perfettamente tranquillo. Farà oggi dichiarazioni ai Lords ed aspetterà con serena coscienza il giudizio delle persone oneste ed imparziali. Mi si dice che Lloyd George travasi ora imbarazzato per quanto concerne Chamberlain data l'eminente sua posizione nel partito unionista. Dibattito ai Comuni avrà luogo nella settimana prossima. Con rapporto ho spedito ieri per corriere la relazione.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. S. RR. 1814/33. Londra, 3 luglio 1917, ore 22,55 (per. ore 13,35 del 4).

Telegramma di V. E. gabinetto n. 1080 (1).

Vivamente ringrazio l'E. V. per la gradita informazione nota solamente a Borghese mio fidato collaboratore che ha decifrato il telegramma. A Balfour e Lloyd George ne darò segreta notizia quando V. E. sarà per prescrivermelo. Gioverebbe forse che annunzio non tardasse. Presa per quanto mi concerne ogni debita precauzione pel mantenimento del segreto dovrei declinare ogni responsabilità per eventuali premature indiscrezioni non a me attribuibili.

Circa le modalità della visita rivolgerò nel senso prescritto le opportune raccomandazioni quando darò l'annunzio. Desidero però conoscere se V. E. consentirebbe farci il piacere di accettare all'ambasciata un pranzo cui vorrei invitare oltre che Lloyd George e il ministro degli affari esteri alcuni tra i membri più autorevoli del Governo e dell'opposizione.

(l) Cfr. n. 502.

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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SO;'~NINO

T. GAB. 1815/331. Londra, 3 luglio 1917, ore 15,55 (per. ore 15,40 del 4).

Telegramma di V. E. gabinetto n. 1084 (1).

Circa la nota aggiuntiva Ceci! ha detto avere essa carattere generale meramente esplicativo e come tale e per riprodurre essa concetto ,eQuivalente precedenti dichiarazioni di V. E. non sembrava a lui poter offrire serii ~otivi d'obiezioni. Comunque non si rifiutava a riesaminare la cosa dopo di averne conferito con Balfour. Circa soppressione nota frase • avuto riguardo agli sforzi » tutte le mie più calde e pressanti insistenze sono, come prevedevo, riuscite inutili. Frase, ha detto Ceci, fu inserita dopo maturo esame dal Gabinetto di guerra che la ritenne motivata da uno spirito di giustizia che a Ceci! pare non possa sfuggire all'alto apprezzamento di V. E. p,er deferenza verso di lei non poteva certamente rifiutarsi di sottoporre d'accordo con Balfour le nostre obiezioni al Gabinetto di guerra ma riteneva potere a priori assicurare che l'eliminazione non sarebbe stata accettata. Avendo io osservato che tale rifiuto mi porrebbe nella necessità di formulare una precisa riserva egli ha subito replicato che siffatta riserva verrebbe ipso facto a compromettere l'intero accordo il quale non potrebbe più reggere con una esplicita dichiarazione di dissenso su di un punto così essenziale. Come soluzione alternativa non avrebbe difficoltà

a proporre la soppvessione intera dell'ultimo paragrafo contemplante in realtà una questione accessoria, per quanto certo importante, da noi sollevata ma su di essa si potrebbe discutere e intendersi più tardi. Su quest'ultima proposta l'esame della Quale per sue eventuali future conseguenze mi sembra richieda l'attenta ponderazione da parte nostra, non ho voluto manifestare alcun parere !imitandomi ad osservare che ne avrei reso edotta V. E. Nel corso della conversazione ho notato che Cecil a ribattere il mio argomento che cioè l'avverbio " équitablement • adoperato nella redazione del processo verbale di S. Giovanni riproduceva in modo chiaro il concetto sul qua1e si era quivi raggiunta l'intesa tra V. E. e Lloyd George e rendeva pertanto affatto superflua la frase esplicativa introdotta dal Gabinetto di guerra, Cecil ha risposto che all'aggettivo • équitable • adoperato nella redazione dell'accordo di Londra noi avevamo insistito e ottenuto si desse l'interpretazione di • ugualmente proporzionato • e che pertanto nel caso presente occorreva spiegare bene la portata ed il significato del predetto avverbio. Riflettendo su tale osservazione eloquente indizio della sottigliezza legale della mentalità di Ceci! mi pare bene segnalarla a V. E. perchè dalla medesima ella potrebbe forse trarre norma qualora a girare que

sto nuovo scoglio senza compromettere l'accordo le paresse opportuno ed utile ai nostri interessi di escogitare una qualche formula conciliativa da proporre al Gabinetto di guerra del quale però non oserei fin da ora garantire l'accettazione.

Sul modus procedendi per la constatazione finale, circa il quale l'ho pure in tesi generale interrogato, Cecil ha detto non vedere alcun inconveniente a che raggiuntasi l'intesa finale io consegni un pro-memoria parafrasando quello definitivamente concordato. Naturalmente ha aggiunto di tutto ciò si dovrebbe dare comunicazione ai Governi francese e russo. Su questo punto io non sono entrato in discussione che sarebbe stata prematura, l'essenziale per il momento essendo intenderei anzitutto sul punto sostanziale.

(l) Cfr. n. 504.

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IL MINISTRO A JASSY, FASCIOTTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1875/286. Jassy, 3 luglio 1917, ore 13,15 (per. ore 1,10 del 9).

Mio telegramma n. 276 (1).

L'approvazione delle riforme anche al Senato è attesa per oggi o domani. La crisi ministeriale seguirà quindi immediatamente. Bratiano dichiara finora di non voler cedel"e né presidenza del consiglio né principali dicasteri e fa ostensibili preparativi per abbandonare Governo.

Sembra che il Re Ferdinando sia deciso di insistere per la formazione di un Gabinetto di concentrazione nazionale.

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

D. 26291/396. Roma, 3 luglio 1917.

In relazione al telegramma n. 343 del 28 maggio u.s. (2), mi pregio comunicare a V. E., per sua opportuna notizia, le seguenti informazioni pervenutemi dal R. Delegato in Gedda, in data 13 giugno, concernenti la questione del Califfato: • Notizia riferentesi nuovo Califfato arabo è qui sconosciuta. Califa dei musulmani è tuttora sultano Resciad. Mondo musulmano attende esito guerra per confermare sua fiducia Califa Costantinopoli o nominarne un altro. In questo caso maggioranza appunto cadrà sul Re Hedjaz, purchè egli potesse aggiungere al possesso dei Luoghi Santi la libera indipendenza dei paesi arabi soggetti alla Turchia ed avere forza e prestigio per difesa interessi islamismo. Perciò Governo Mecca è in serie trattative con Francia ed Inghilterra per definire sistemazione politica penisola arabica, Siria ed Irak. Francia ed Inghilterra hanno promesso dare risposta dopo il pellegrinaggio. Progetto ricostituzione Re-

il) T. 2461/276 del 27 giugno, non pubblicato.

gno e Califa Hascemita non comprende affatto rivendicazione nazionalità popolazioni di lingua araba Egitto, Libia, Tunisia e altri paesi musulmani considerati come stranieri e solamente deferenti Autorità suprema Califa secondo diritto statale religione musulmana. In tale condizione teoria inglese di non intervento se è giusta nel campo religioso musulmano, è discutibile in quello politico, ,in cui sembra sia imperniata la questione trasferimento Califfato Arabia strettamente connessa con quella riguardante sistemazione indipendenza politica e riconoscimento nazionalità araba. A noi forse converrebbe, pure lasciando sudditi musulmani liberi scegliere il loro Califa, prendere sin da ora posizione netta e solidale nelle trattative in corso tra Inghilterra, Francia e Governo arabo circa costituendo regno ,e califfato Hascemita, per ottenere al momento opportuno quelle maggiori concessioni economiche in Arabia e garanzie morali per tranquillità e pacificazione nostre Colonie Musulmane •.

(2) Non pubblicato.

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IL CONSOLE GENERALE A LIVERPOOL, CHIOSTRI, ALL'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI

R. R. 1913. Live1·pool, 3 luglio l 917.

Mi onoro segnare ricevimento alla E. V. dei Suoi dispacci del 23 e del 28 Giugno u.s. n. 2848 e 2954 con i quali la E. V. si è compiaciuta di comunicarmi le istruzioni emanate dal R. Governo di non vistare il passaporto di qualsiasi persona per la quale vi sia fondato motivo di ritenere che intenda prendere parte al Congresso di Stoccolma, e di segnatamente negare detto visto al Signor Giacinto Serrati, qualora egli si presentasse in questo Consolato per tale scopo.

Nell'assicurare la E. V. che mi atterrò strettamente a tali istruzioni ... (1).

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IL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO, AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AGLI AMBASCIATORI A LONDRA, IMPERIALI, A PARIGI, SALVAGO RAGGI, E A PIETROGRADO, CARLOTTI

T. GAB. 1101. Roma, 4 luglio 1917, ore 19.

Giers mi riferiva che il Governo serbo avrebbe chiesto a Pietrogrado che un rappresentante militare serbo prendesse parte alla prossima conferenza militare a Parigi dove si tratterebbe dell'impresa macedone e delle questioni balcaniche. Terescenko sarebbe in massima favorevole. Vorrebbe sapere la mia opinione.

Serrati ».

Ho risposto che in via generale ritenevo che le conferenze numerose non erano atte a portare a risultati seri; e che avrei preferito che tanto quelle militari che quelle politiche si restringessero per ora aUe quattro grandi potenze europee. Se si usciva da questo numero era impossibile fermarsi nelle ammissioni, e anche per quanto riguardasse la sola Macedonia la concessione fatta alla Serbia avrebbe dovuto allargarsi alla Romania, alla Grecia ora essa

.pure combattente, al Montenegro; e per contraccolpo agli Stati Uniti, al Giappone, al Portogallo, ecc. ecc. Inoltre occorreva per quanto riguardava le conf·erenze strettamente militari avere l'opinione dei quattro capi supremi militari.

Nel telegramma di Terescenko si esprimeva il desiderio che nel regolare specialmente le questioni militari pel 1917 si guardasse nella conferenza di Parigi di non compromettere le questioni generali che vanno più oltre (1).

(l) Annotazione marginale: «Verificare se era proprio questo che si voleva per il

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IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1819/238. Atene, 4 luglio 1917, ore 17,30 (per. ore 2,43 del 5).

Ho parlato con Venizelos nel senso del telegramma di V. E. 1062 (2). L'ho trovato del tutto pronto ad appoggiarsi a noi per liberarsi dall'invadenza francese. Ha detto che non tollererà protettorato francese. Oggi conferirà con Jonnart e con Sarrail giunti ieri sera ad Atene e poi mi farà conoscere a quali limiti l'occupazione francese potrà ridursi.

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IL MINISTRO AD ATENE, DE BOSDARI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1820/240. Atene, 4 luglio 1917, ore 17,30 (per. ore 4 del 5).

Venizelos mi ha detto essere d'accordo con Jonnart per la immediata soppressione di tutti i controlli. Il generale Sarrail ha dichiarato essere oramai cessato il controllo militare. Prego V. E. quindi di inviarmi istruzioni circa il rimpatrio dei nostri ufficiali adibiti ai diversi controlli. Sarà opportuno non farli rimpatriare prima che V. E. abbia accertato a Londra e a Parigi che effettivamente tutti gli ufficiali inglesi e francesi siano stat.i già richiamati (3).

Prego V. E. agire in conformità e telegrafarmi.

(l) -Ed. in SONNINO, Diario, III, cit., pp. 158-159. (2) -Cfr. n. 475. (3) -Ritrasmesso a Londra, Parigi e Pietrogrado con t. gab. 1110 del 5 luglio, con la seguente aggiunta: Ho risposto a Bosdari quanto segue: " Ho telegrafato ai R R. ambasciatori a Parigi e Londra di accertarsi del richiamo di tutti gli ufficiali francesi ed inglesi per parte dei rispettivi Governi •.
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L'AMBASCIATORE A LONDRA, IMPERIALI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. P. RR. 1825/334. Londra, 4 luglio 1917, ore 22,15 (per. ore 6,15 del 5).

Elliot col quale sono da anni molto legato, venne avantieri a colazione. Con grande franchezza e con spirito sereno ed imparziale mi parlò a lungo degli affari di Grecia. Delle sue confidenze i punti che mi sembrano degni di essere riferiti sono:

l") che la causa principale di ,tutti gli incresciosi avvenimenti culminati nella poco edificante rimozione del Re è stata opera diabolica di Sarrail il quale con ogni mezzo è riuscito ad impedire la riconciliazione tra Sua Maestà e Venizelos che, a parere di Elliot, era l'unica soluzione vantaggiosa per gli interessi dell'Intesa;

2°) che Venizelos è oggi l'unico uomo di Stato ellenico possibile. Lui scomparso la Grecia cadrebbe ipso facto in uno stato di completa anarchia con l'inevitabile conseguenza di rinsaldare il nullamente desiderabile predominio francese;

3°) che Venizelos nel fondo del suo animo nutre per la Francia simpatie assai meno intense di quelle professate per l'Inghilterra e che se i francesi volessero ora spadroneggiare egli è uomo da tener loro testa. Confidenze di Elliot hanno ancora più ribadito H sentimento di profonda ammirazione che mi permetto di manifestare rispe1Jtosamente a V. E. per la linea di condotta da lei con somma opportunità e tatto politico tracciata nel telegramma 1082 (1). Compatibilmente beninteso con la tutela degli interessi nostri militari e politici in Epiro e Albania a me remissivamente sembra che una eventuale sincera riconciliazione nostra con Venizelos, di cui è impossibile oramai ignorare l'esistenza ed attività, presenta per gli scopi generali nostri il triplice vantaggio di controbilanciare l'influenza francese ad Atene, di impedire o quanto meno attenuare la troppo efficace connivenza greco-serba a nostro danno e di renderei possibile di adottal'e sulla base degli interessi comuni un contegno più concorde con quello dell'Inghilterra. Al riguardo non vedo motivo di modificare l'impressione ripetutamente sottoposta a V. E. Posso sbagliarmi ma io persisto a ritenere che malgrado la deplorevole remissività per la nota causa dimostrata verso Francia qui nel fondo non si è veduto di buon occhio e meno ancora si vedrebbe in futuro il prolungarsi in modo permanente della influenza francese in Grecia. Riterrei pure che si sarebbe lieti di potersi intendere con noi per una linea dl condotta comune. Il Governo britannico deve e dovrà però tenere sempre debito conto delle incontestabili larghe profonde simpatie per un verso o per l'altro nutrite nel gabinetto e nell'opinione pubblica per Venizelos, qualsiasi azione del quale diretta a difendere l'integrità del territorio

nazionale è sicura di trovare qui caldo incondizionato appoggio e ciò per uno di quegli accessi di sentimentalismo di cui questo paese è di tanto in ,tanto affetto. Spero poter vedere domani Balfour. Gli parlerò nel modo prescritto da V. E. tenendomi beninteso sulle generali.

(l) Cfr. n. 505.

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IL DIRETTORE GENERALE DEL FONDO PER IL CULTO, MONTI, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

(Ed. in MARGIOTTA-BROGLIO, Italia e Santa Sede, pp. 338-340).

L. P. Roma, 4 luglio 1917.

Non ho mancato di far rilevare al Cardinale Segretario di Stato di Sua Santità nella forma e con l'occasione che mi è sembrata meglio opportuna, quanto l'E. V. mi comunicava con il pregiato Suo foglio del 22 maggio u.s. n. 374 (l) (Affari Commerciali Div. VI, Sez. 2"), riguardante corrispondenze fra i prigionieri italiani e le loro famiglie che sarebbero state trasmesse a mezzo della Santa Sede o della Nunziatura di Vienna.

Pregiomi ora riferire all'E. V. la risposta datami al riguardo dal Cardinale stesso che ha mostrato di prendere nella più attenta considerazione le comunicazioni da me fattegli (2). ·

Successivamente, in un colloquio che sullo stesso argomento ebbi a tenere col Cardinale predetto, questi esplicitamente confermando che restava esclusa la trasmissione di lettere private, valori e pacchi mi proponeva, scrivendoli di suo pugno, i seguenti quesiti che mi onoro di riferire testualmente all'E. V. pregandola di volermi porre cortesemente in grado di dare un'esauriente risposta al riguardo :

• l -Se una famiglia prega il Santo Padre di far pervenire al suo congiunto (prigioniero di guerra o internato civile) notizi,e di natura domestica, per es.: tutti bene in famiglia, è nato un bambino, è morto un parente ecc. può la Segreteria di Stato incaricare il Nunzio di trasmettere tali notizie e può il Nunzio trasmetterle? In tal caso nessuna meraviglia che il congiunto scriva poi alla famiglia facendo cenno delle notizie ricevute a mezzo della Nunziatura o del Vaticano.

2 -Mons. Nunzio può trasmettere alla Segreteria di Stato eguali notizie del congiunto, per es.: Tizio sta bene, è guarito, desidera notizie dei suoi, chiede vestiario, pane ecc.? e la Segreteria di Stato può a sua volta trasmettere simili notizie alla famiglia? In tal caso nessuna meraviglia che la famiglia scrivendo al congiunto faccia cenno delle notizie avute da parte del Vaticano.

3 -Se una famiglia desolata prega il S. Padre di ordinare ricerche di un suo figlio dichiarato disperso, o che non dà notizie da molto tempo, il S. Padre può ordinarie e può in seguito trasmettere alla famiglia il risultato di tali ricerche? In tal caso è naturale che la famiglia ringrazi la Santa Sede e, se il figlio è vivente, scrivendogli faccia cenno della consolazione avuta grazie all'interessamento del S. Padre. Questo caso è frequentissimo.

4 -Se una famiglia ha necessità di un documento, per esempio certificato di battesimo per la celebrazione di un matrimonio, la Segreteria di Stato può procurarglielo sia scrivendo direttamente al V·escovo, sia facendogli scrivere dal Nunzio? ed in seguito può comunicarlo alla famiglia? in tal caso è naturale che la famiglia ringrazi il Santo· Padre? •.

Ben grato all'E. V. se vorrà farmi conoscere con sollecitudine il pensiero del R. Governo a questo riguardo, onde sia possibile stabilire precisi accordi in proposito ho l'onore ...

(l) -Non pubblicato. (2) -Si è omessa qui la lettera di Gasparri a Monti preché è pubblicata al n. 368.
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IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. 1823/3021. Comando Supremo, 5 luglio 1917, ore l (per. ore 2).

Riferendomi al telegramma di gabinetto n. 78, riservato in data 3 luglio, informo V. E. per le necessarie comunicazioni all'ambasciatore di Francia che interverrò alla conferenza interalleati accompagnato dal colonnello brigadiere Bencivenga e da due ufficiali d'ordinanza.

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IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, CADORNA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1826/3019. Zona di Guerra, 5 luglio 1917, ore 2,50 (per. ore 4).

Avevo telegrafato al capo della nostra missione militare in Francia il fabbisogno di artiglieria e munizioni che noi avremmo desiderato ricevere dagli alleati e ho ricevuto risposta da parte generale Foch annunziante che Francia consentiva darci 92 mila colpi e Inghilterra 40 mila. Per ciò che riguardava artiglieria generale Foch aveva proposto ai generali Pétain e Robertson di darci 25 batterie complessivamente cioè metà per ciascuno. Ma Pétain non può aderire stante operazioni anglo-francesi in progetto che si effettuerebbero fine luglio.

Robertson si è riservato risposta pur non dimostrandosi contrario. Pétain

ha fatto presente che potrebbe dare alcune batterie verso agosto ma Foch os

servò ciò dipendere del tutto dai risultati che si otterranno nelle prossime of

fensive. Ho risposto al capo della missione militare in Francia in questi termini:

« Prego ringraziare generali Foch e Pétain per concessione munizioni.

Ho tutto predisposto perché offensiva su fronte Giulia possa sferrarsi pri

ma decade agosto.

Debbo però far presente che mezzi di cui dispongo sarebbero assolutamente insufficienti se l'Austria mantenesse su fronte Giulia artiglieria nella misura attuale. In tale ipotesi per evitare gravissime perdite e scacco morale sarei costretto differire azione offensiva in attesa situazione più propizia. Ritengo che perdurando attuale situazione nemica nostra offensiva potrebbe avere probabilità successo solo se estesa su fronte più ampia di quella da noi attaccata nello scorso maggio. È da temere tale maggiore estensione richiederebbe aumento di almeno 300 pezzi provvisti di adeguato munizionamento "·

Quanto sopra comunico a V. E. per conoscenza e in relazione a quanto mi ha comunicato con telegramma gabinetto n. 1073/98 (l) e perchè ove lo creda possa dar comunicazione al R. ambasciatore a Londra per il caso che potesse tenerne parola con Lloyd George nell'occasione pranzo cui interviene primo ministro giorno 5 corrente.

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IL MINISTRO PRESSO IL GOVERNO SERBO A CORFU', SFORZA, AL MINISTRO DEGLI ESTERI, SONNINO

T. GAB. 1834/91. Corfù, 5 luglio 1917, ore 9,30 (per. ore 13,15).

In questo piccolo ambiente e sotto la diretta sorveglianza dei serbi non è faci1e entrare in contatto con i capi jugo-slavi, anche per argomenti meno delicati di quelli di cui al suo tel. gab. n. 1021 (2). Continuerò tuttavia a cercare di entrare in relazione diretta con essi per rendermi prudentemente conto del loro stato d'animo. Ma tutte le mie indagini dirette e i