LO SGUARDO ITALIANO SULLA CINA

Lo sguardo Italiano sulla Cina, le bacheche

Il difficile secondo dopoguerra

Nell'ottobre 1949 venne proclamata la Repubblica Popolare cinese. L'Italia decise di non riconoscere il nuovo governo guidato da Mao Zedong. Per circa vent'anni, fino al 1971, i due Stati non intrattennero relazioni diplomatiche e per i nostri connazionali fu estremamente difficile risiedere stabilmente in Cina (bacheca 6). Si registrarono però una serie di viaggi che potremmo definire "viaggi dello spirito", i cui protagonisti erano intellettuali mossi da domande di carattere politico-sociologico e filosofico, alle quali essi speravano di trovare delle risposte avvicinando una realtà, quella della Repubblica popolare, che stava tentando di coniugare una antica e raffinata civiltà con modelli politici di matrice occidentale. Velio Spano: politico e antifascista, membro dell'Assemblea costituente e senatore per le prime quattro legislature. Dal luglio del 1944 entrò a far parte della direzione nazionale e del comitato centrale del PCI. Tra il 1944 ed il 1946 fu direttore del quotidiano L'Unità. Con un incarico politico e giornalistico tra il settembre 1949 ed il gennaio 1950 fu inviato in Cina al seguito di Mao Zedong. Curzio Malaparte: scrittore e giornalista. Personalità poliedrica, indipendente e controversa, passò dall'adesione al fascismo, all'antifascismo (che gli procurò nel 1933 il confino), al filo comunismo. Nel 1957 intraprese un viaggio in Russia ed in Cina, per toccare con mano la realtà dei paesi comunisti. Malaparte morì pochi mesi dopo il suo ritorno dalla Cina. Nel testamento dispose che la sua famosa villa di Capri fosse destinata ad accogliere artisti della Repubblica Popolare cinese. Segio Segre: giornalista e uomo politico, perseguitato dal regime fascista per cause razziali, partecipò alla guerra partigiana. Nel primo dopoguerra è stato capo del Servizio Esteri de l'Unità di Torino poi deputato del PCI nella VI e VII legislatura. Fu segretario del Centro per lo Sviluppo delle Relazioni con la Cina presieduto da Ferruccio Parri ed operativo dal 1954. Ugo Spirito: filosofo di matrice liberale, si recò in Cina nel 1960 al seguito di una missione di pedagogisti e filosofi patrocinata dal Centro per lo Sviluppo delle Relazioni con la Cina. Vittorio Foa: politico e sindacalista italiano (Torino 1910 - Formia 2008). Antifascista, tra i personaggi di maggiore rilievo della sinistra italiana ed europea, partecipò attivamente alla Resistenza nelle file del Partito d'azione; deputato alla Costituente, è stato in seguito dirigente della CGIL e senatore nel gruppo della Sinistra indipendente. Fu socio del Centro per lo Sviluppo delle Relazioni con la Cina. Caso particolare fu invece quello del professor Achille Mario Dogliotti, cardiochirurgo di fama internazionale. Visitò la Cina per studiare la tecnica anestetica dell'agopuntura e fu uno dei primi medici a diffonderne la conoscenza nel modo occidentale. Indiscrezioni del Dipartimento di Stato americano lo indicarono come il chirurgo cui il governo cinese diede incarico di svolgere una delicata operazione al cuore del leader Mao Zedong, nel 1964.

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