LO SGUARDO ITALIANO SULLA CINA

Lo sguardo Italiano sulla Cina, le bacheche

Italiani residenti in Cina

La bacheca 5 è invece dedicata ai connazionali che risiedettero in Cina. Alla base della scelta di trasferirsi in un paese così distante vi erano quasi sempre motivi lavorativi o interessi di carattere economico-commerciale e, conseguentemente, le località di insediamento coincidevano con i principali poli d'interscambio tra Cina ed Occidente. Sin dal 1863 è documentata la presenza di una comunità di commercianti italiani nel porto di Shanghai. Altri consistenti nuclei di connazionali si sarebbero successivamente insediati sia a Pechino, sia a Tianjin, città sede della Concessione italiana. Mettendo a frutto la conoscenza diretta e approfondita della realtà cinese, tali personaggi furono autori di pagine che raccontavano i tormentosi sviluppi politici e sociali del paese. Marco Guseo dopo aver studiato cinese in Italia si trasferì in Cina, prestando servizio d'interpretariato a fini diplomatici e commerciali. Fu interprete per la Legazione d'Italia e poi per la Legazione del Messico. Gian Domenico Musso imprenditore e avvocato, attivo a Shanghai e Pechino tra fine '800 ed inizio '900; operò anche in qualità di avvocato della corte imperiale cinese presso i tribunali occidentali a Shanghai. Daniele Varè, diplomatico, prestò servizio in Cina in due diversi momenti della sua carriera: tra il 1912 ed il 1919 fu Segretario di Legazione; tornò a dirigere la Rappresentanza, in qualità di Inviato straordinario e Francesco Maria Taliani, anche lui diplomatico, nominato ambasciatore italiano in Cina nel 1938. Internato dai giapponesi nel settembre 1943, venne liberato al termine della guerra (settembre 1945) e rientrò in Italia al principio del 1946.

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